Tra tutti, vi ringrazio per la vostra presenza.
Apriamo il Consiglio comunale.
Di oggi, del 6 giugno 2026 e passo la parola al dottor Romano per l'appello.
Buonasera a tutti quello Bocchino in Kenya, presente Ortolani Lorenzo.
Bruciabile è sempre.
Comandini Erica presente.
Sul si Francesco.
Farneti Mirko.
Che la Alessandro Voland Gozzi Andrea.
Sempre.
Vi chiedo di Marco.
Per Nucci, Gianfranco.
Carta morta Caterina.
Vaghi Rossana, assente, giustificato, Monti Fabio.
Pieraccini Marzia.
Sì, bene, procediamo ora con la nomina degli scrutatori, chiedo la disponibilità Fabio Monti, Alessandro CAL Francesco soffi.
Abbiamo adempiuto tutte le formalità, adesso diamo il benvenuto anche a le persone, i cittadini e le cittadine che oggi hanno deciso di partecipare come pubblico a questo Consiglio comunale.
Che per noi è un momento molto importante, ringraziamo di essere qua e cominciamo con la prima e unica proposta di questo Consiglio comunale straordinario,
E chi mi conosce sa che di solito parlo seduta e parlo poco, cioè nel senso parlo, però siamo molto stringata, oggi vi dico giochi, lo farò un po' lunga, però se ritenete interrompetemi ve ne do facoltà.
Allora, come avete visto dalla locandina, questo è un Consiglio dove proponiamo di intitolare la sala consiliare del Comune di Sogliano al Rubicone alle madri costituenti. Prima devo fare una premessa, perché in questo momento noi stiamo dentro alla sala consiliare che è intitolata al maestro Ilario Fioravanti le prime persone che devo ringraziare sono a delle Briani dilata Tosi, che hanno condiviso con noi questo cambio di intitolazione della sala consiliare. Ringrazio anche il Sindaco che mi ha preceduta, ENS Baldazzi, che è stato durante il suo mandato a modi. Abbiamo deciso di intitolare questa sala al maestro e lo ringrazio perché insomma, l'abbiamo condivisa questa cosa e ora non lo vedete, perché abbiamo giustamente aspettato l'approvazione della proposta, ma fuori e ci sarà una targa che indicherà sala madri costituenti già Sala Ilario Fioravanti. Questo perché, insomma, ci sembrava giusto ricordarlo. Ovviamente, Ilario Fioravanti rimane e rimarrà cittadino onorario di Sogliano al Rubicone. La collaborazione con caso dell'upupa non si ferma anzi la nostra volontà insieme all'Assessora reca, come avviene, di spostare le sculture all'esterno, ci porterà nei prossimi giorni a una conferenza stampa per Ca' Diletta Tosi che ha la nipote di Ilario, Fioravanti e cura. Adesso caso dell'UPI, poi tutti i progetti dedicati alla valorizzazione della dell'arte di del maestro Fioramanti a un progetto finanziato da fondi europei molto interessante, che riguarda la le opere del maestro collocate proprio nell'ambiente urbano, collegata al cicloturismo e al turismo culturale, e quindi saremo in questo progetto col Comune di Longiano, il Comune di Roncofreddo,
Ora andiamo con l'argomento.
Che è quello di oggi e ho deciso riiniziare parlando facendo parlare direttamente le madri costituenti, perché grazie a un funzionario del nostro Comune che andrà a carichino, io ho scoperto che mi ha in via perché mi ha avviato un link che all'interno nel sito della della Camera dei deputati e ci sono tutti i verbali di tutte le sedute parlamentari della della nostra Repubblica fin dalla sua nascita negli ultimi due giorni mi ci sono un po' persa devo dire la verità, perché è molto, molto interessante e allora, visto che queste donne hanno avuto il coraggio e la capacità di parlare e in un luogo che fino al giorno prima non gli era concesso varcare dove non contavano dove non potevano votare, figuriamoci essere lette, ho pensato di iniziare con le loro voci.
Inizio con una seduta,
Non leggo tutto a leggo tutta questa cosa ha fatto una scelta antologica molto ristretta e niente per la seduta dell'8 marzo i lavori dell'Assemblea costituente sapete somministrati nei 46 quest'anno festeggiamo appunto gli ottant'anni.
Ma?
Lei i dibattimenti in piena in Assemblea sono erano iniziati il 4 maggio marzo del 2040 del 1947, quindi era pochi giorni, prende la parola, la deputata Gallico Spano Nadia, ho scelto apposta non quelle diciamo più celeberrime,
Ma sono comunque delle storie, molto, molto importante, della nostra Repubblica, ma, come sappiamo, sono rimaste molto nascoste ai più.
Nadia Gallico Spano aveva 30 anni quando è stata eletta deputata dell'Assemblea costituente, era scritta nella lista del Partito comunista, è stata una partigiana e, in particolare, una giornalista e dirigeva delle riviste femminili proprio per donne durante la Resistenza, e per questo è stata insomma ovviamente perseguita e ha subito,
Delle violente.
Il Presidente della parola a dare cosca a Galli con a Spano Nadia che inizia il suo intervento.
Oggi, in tutte le città e in tutti i villaggi d'Italia si celebra la Giornata della donna ed è doveroso che si ricordi questa data, anche qui nell'Assemblea costituente, nell'Assemblea democratica della Repubblica italiana, dove le donne per la prima volta nella nostra storia sono direttamente rappresentate, forse qualcuno avrà potuto stupirsi dell'assenza delle nostre colleghe di questo settore e se sono tra le donne lavoratrici le mamme, le ragazze, per sentire la loro un vivavoce loro aspirazioni, le loro richieste di altri deputati avevano chiesto un permesso per partecipare alle manifestazioni, insieme alle donne lavoratrici e anche non lavoratrici.
Mi rammarico di non aver potuto seguire il loro esempio, ma penso di compiere il giusto dovere rendendomi interprete presso di voi, eletti dal popolo italiano, dal profondo significato di questa giornata e la mia voce, quindi non è qui una voce isolata, ma è quella possente di tutte le donne italiane le quali, consci della loro funzione, richiedono i loro diritti.
E si attendono da noi, in primo luogo, che gettiamo le basi di un regime solido, che voglia sinceramente la pace e la fratellanza con tutti gli altri popoli, per scartare definitivamente dal nostro suolo ogni pericolo di guerra ed istruzione.
E per vigilare affinché tutto questo avvenga venga effettivamente realizzato.
Richiedono che sia loro, conosciuto in tutti i campi la piena parità di diritti, esse che hanno dimostrato di saper sostenere la piena parità dei doveri e noi che ci accingiamo a scrivere la Carta costitutiva costituzionale della Repubblica d'Italia, noi che ci pre prepariamo formulare ordinamento, un uomo del nostro Paese, ordinamento che deve segnare la fine di ogni possibilità di oppressione e di soggiogamento del popolo italiano ed aprire al popolo stesso la via della rinascita del Risorgimento. Facciamo in questo documento largo posto alle donne d'Italia, permettiamo che le loro energie e le loro forte, il loro spirito di sacrificio e di dedizione di attaccamento alla famiglia, la loro volontà di pace e di uguaglianza, di libertà e di benessere re siano presenti e ci guidano nella nostra idee. E poi continua, ma poi chiede parola un'altra madre costituente che acconci Elisabetta Contini, Elisabetta no democristiano, cinquantun anni è un ed è un'europeista convinta, sarà la fondatrice del gruppo de femminile dell'Unione europea.
E si sente che proviene da un altro partito, ma la cosa bella che si scopre studiando e leggendo la storia del 21 deputate eletti in Assemblea costituente è che hanno lavorato per.
Per diciamo inserire all'interno della Costituzione dei principi o evitare che vengano venissero inseriti dei principi che fossero in contrasto con la parità di diritti per gli uomini e le donne e hanno superato le loro divisioni, di de di idee che avevano, come è normale che sia,
Leggo solo un piccolo stralcio di quello che di esse con ci Elisabetta.
Si sente che abbiamo sui cristiani, appunto non dimentichiamo e non dimenticheremo mai che il primo compito, nostro, il più sacro e il più alto, è la famiglia, che la maternità, così spaventosamente colpita dalla guerra e il nostro privilegio e per questo abbiamo reclamato chiamiamo dalla nuova Costituzione e con le nuove disposizioni di legge come salario familiare i limiti al lavoro delle donne salario familiare ancora spoiler, non ci siamo arrivati che le permettano di svolgere in pieno la sua funzione familiare, ma noi sentiamo oggi che una più vasta famiglia richiedere il nostro sacrificio e la nostra direzione, che tutto il popolo nostro era nostra famiglia.
L'ultima che, cito, è Teresa Mattei, la più giovane in cinque anni.
Però, ve la presento con le parole di Serena Dandini di questo libro recentemente pubblicato paura, non abbiamo che parla della vita delle madri costituenti, ma ci racconta anche un po' del contesto sociale nel quale.
Hanno lavorato e hanno vissuto,
Se lo trovo, eccolo, lo fa Serena Dandini, riportando le parole dei giornali, perché il giorno nel quale le madri costituenti hanno varcato le porte del Parlamento, ovviamente i giornali, a che cosa erano interessati? Non a caso mi sono messa una giacca fucsia a come erano vestite, ecco Teresa Mattei, vestita di blu, a pallini bianchi come un bianco, con Larino a molti bei riccioli bruni e due begli occhi vivi e a 25 anni non vien voglia di dire beata lei riprende la parola l'autrice Serena Dandini, leggendo la sua biografia, faccio fatica a considerarla così Beata Teresa, che per la sua giovane età chiamano la ragazza di Montecitorio non è una scolaretta al primo giorno di scuola, sebbene indossi un ingenuo colletto bianco in Aula, porta anche una volontà ostinate tenace, la determinazione a cambiare, con tutte le sue forte il corso della storia. Insieme alle colleghe, la sua famiglia è stata perseguitata dal regime fascista, il fratello torturato dai nazisti pur di non tradire i compagni, si è impiccato nel carcere di via Tasso a soli 27 anni.
Lei stessa è uscita viva per miracolo dalle sevizie che le hanno inflitto per farla parlare, non ha parlato, le hanno spaccato i denti, rotto un rene, un calcio di fucile e naturalmente l'hanno violentata le prassi abituale per piegare le ragazze o stilate ribelli ma Teresa Aureli tutta intera e con fierezza varca quel portone a schiena dritta pronta a mettersi al servizio dell'Assemblea costituente l'organo eletto dal popolo per redigere la costituzione della neonata Repubblica italiana.
Sulla parete che alla nostra sinistra c'è una parola.
È appesa lì fuori, non la vedete.
Con la campagna di emerso si chiama ripudia Teresa Mattei.
Ha chiesto e ottenuto che nell'articolo 11 della Costituzione vi fosse scritto non l'Italia rifiuta la guerra, ma l'Italia ripudia la guerra e ed è una parola che ci è rimasta, direi nel DNA citata, per esempio tantissimo da nostro Presidente, Scalfaro e ripresa anche oggi appunto dalla campagna di Emergency tutt'altro che un giovane scolaretta direi che leggo l'ultima parte,
Per fortuna non c'è lo storico David dei conti perché mi sarei vergognato, però.
Insomma, lo faccio con le mie capacità e le mie competenze, ma mi sembrava giusto rendere onore a queste 21 donne, Mattei Teresa parla tante volte, come vi ho detto, è riuscita anche a ottenere di inserire questa parola per me così preziosa nell'articolo 11 qui al 18 marzo 1947 parla dopo tante ore di dibattimento e nelle ore Presidente hanno parlato sempre uomini perché ovviamente sono 556 deputati, loro sono solo 21, quindi ci sono per.
Per volontà per statistica parlano molto spesso gli uomini, e molto lungamente e lei inizia così chiede parola e viene data facoltà di parlare, onorevoli colleghi, parlare dopo il Decano, dopo i più anziani di quest'Assemblea, un compito un po' difficile per una giovane donna, ma forse uno dei pochi vantaggi che io presenterò sarà quello di essere breve anche perché mi sarebbe estremamente difficile diffondermi in troppi ricordi di gioventù.
E il verbalizzante al noto tra parentesi, si ride in questo intervento che è piuttosto direi famoso che trovate su sul web, in diverse pubblicazioni, Teresa a un intervento in realtà piuttosto lungo e articolato e illuminato, direi.
E chiede che nessuna ambiguità sussista.
Per quello che riguarda la parità.
E, in particolare, si riferisce all'articolo 7.
Per questa ragione io torno a proporre che sia migliorata la forma del secondo comma dell'articolo 7 nel seguente modo è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano, di fatto noi vogliamo che si è aggiunto.
La libertà e l'uguaglianza degli individui e impediscono il completo sviluppo della persona umana.
Sembra che continua a dire che può sembrare una cosa inutile, ma non lo è e si collega perché in realtà, grazie a questo di fatto nel 1963 le donne potranno entrambi gli uffici pubblici a diventare magistrati.
Ho finito di leggere ma, purtuttavia sicuro potrei andare avanti per tante ore.
Quindi con questa delibera, come abbiamo detto in occasione dell'ottantesimo anniversario della Repubblica e del voto alle donne, vi proponiamo di, proponiamo al Consiglio comunale di intitolare questa sala alle madri costituenti nel 1946, per la prima volta nella storia d'Italia le donne parteciparono al voto per eleggere l'Assemblea costituente. Furono elette, come ho già detto, 21 donne su 556, numero piccolo ma capace di lasciare un'impronta enorme nella storia. Come ho detto, erano donne provenienti da culture e politiche diverse, erano nuovi democristiane, 9 con viste due socialiste e una apparteneva a fronte dell'uomo qualunque, ma hanno saputo veramente lavorare insieme.
Il loro contributo è stato raccontato poco e dimenticato, una delle più conosciute ha sicuramente Lina Merlin, anche per la sua attività parlamentare che è succeduta, Lina Merlin fu quella che insistette, perché dall'articolo 3 fosse esplicitata la distinzione del sesso.
L'articolo 3 della nostra Costituzione avrebbe potuto essere così, tutti i cittadini hanno parità di pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di razza, di lingua, di religione, di religione, di opinioni politiche di condizioni personali e sociali, Marina melensa ben sapeva bene che la parola la formula a tutti i cittadini avrebbe potuto essere interpretata come tutti i cittadini maschi.
Un'altra battaglia importante che affrontarono insieme le madri costituenti, in particolare Maria Teresa Noce, Maria Federici Nilde, Iotti 2 comuniste e una democristiana.
È il contrasto all'inserimento, all'interno della Carta costituzionale costituzionale, di possibili riferimenti all'indissolubilità del matrimonio, cioè.
Le deputate di origine, anche democristiana si batterono per far sì che dentro la Carta costituzionale non ci fosse questo principio di industria umidità, e si batterono questo tantissimo, ci sono dei dibattimenti lunghi sull'uguaglianza giuridica dei COC giuridici giuridica dei coniugi e sulla tutela di quelli che ancora venivano chiamati i figli illegittimi che erano totalmente in assenza di qualsiasi tutela.
Attraverso queste battaglie posero le basi per grandi cambiamenti che avrebbero trasformato il nostro Paese nei decenni successivi.
E in particolare nei primi 30 anni dal 46 al 75, l'Italia visse un profondo cambiamento nelle relazioni sociali, ma anche personali tra uomo donna proprio all'interno della famiglia, e partiremo dai principi costituzionali non sarebbero stati possibili senza quei principi.
Come dicevo nel 1963, l'accesso delle donne a tutti i pubblici impieghi e l'abolizione dello ius iuris corrigendi, cioè fino a 1963 nel nostro Paese, magari forse non a Forlì-Cesena, o non lo sono, non lo escluderei un marito che picchiava egli okay, ciò che egli non okay figli ma anche la moglie,
In determinate condizioni, era una cosa assolutamente legale, ci scandalizziamo giustamente per quello che succede in Afghanistan, il regime talebano, a volte ci dimentichiamo che fin dal 1963 questa cosa era nel nostro ordinamento giudiziario,
Nel 1970 il divorzio e poi confermato dal referendum, 74 nel 75, la riforma del diritto di famiglia nel 78 della legge sull'interruzione volontaria di gravidanza e poi continuiamo nel 1981 negli ultimi anni se ne è parlato moltissimo e l'abolizione del delitto d'onore con la la diciamo la la grande testimonianza di Franca Viola,
Poi c'è stato un po' di calma, diciamo gli ultimi le ultime battaglie, gli ottimi risultati raggiunti in questo termine riguardano i primi anni del 2000 e l'introduzione delle quote rosa, la legge sullo stalking vedo qui il nostro comandante, il maresciallo toni più Acitelli, l'introduzione del codice rosso quando facciamo incontri con l'Arma dei Carabinieri spesso loro citano l'introduzione del codice rosso come uno strumento importantissimo con le nostre Forze dell'ordine utilizzano per avere una corsia preferenziale nel proteggere le donne vittime di violenza.
Ripeto, questo percorso è stato possibile solo grazie alle parole che le madri costituenti hanno voluto inserire nella Carta costituzionale, quest'anno sono anche 30 anni della riforma sulla legge e della violenza dello stupro.
Anche quell'episodio del 1996.
E noi, fino al 1930, avevamo un ordinamento giuridico, ovviamente.
Eh no dal 1930 e fino al 1996 avevamo il codice Rocco, e quindi la violenza di genere era cioè la, lo stupro era un reato contro la pubblica morale.
E l'onore fino al 1996 molte volte si è tentato in Parlamento di cambiare quel principio giuridico che ormai non era più coerente con l'impianto e con la sensibilità anche del nostro Paese. Ma c'è stata una grandissima resistenza in questo tanti uomini, anche molto onorevoli di tutti i partiti, e ci sono riuscito nel 96, se non sbaglio, la Ministra delle pari opportunità prima Ministro delle Pari Opportunità, Anna Finocchiaro perché è stato istituito in quell'anno il Ministero e lo fecero. Ho sentito un'intervista a qualche mese fa di di Anna Finocchiaro con quella che lei ha chiamato una specie di azione Carbonara delle donne che si incontravano quelle di tutti i partiti, così come fecero le madri costituenti alleandosi e riuscirono a costruire questo disegno di legge a farlo e a farlo passare. La relatrice di questo disegno di legge che avevo diciott anni.
Quando l'ho letto me lo sono ricordato era una ragazza incinta, piuttosto su una donna, e si chiamava e si chiama Alessandra Mussolini per capire perché è stato proprio un'azione trasversale fatta dalle donne.
Come facciamo sempre, abbiamo fatto tante cose e si sono sempre fatte tante cose nel Comune di Sogliano al Rubicone, che riguardano la memoria, quello che cerchiamo sempre di fare, ci sforziamo di fare quando parliamo di memoria riguarda la guerra o in questo caso riguardo a alla nostra Costituzione e alla nostra Repubblica e cercare di attualizzare e rendere come dire trasportare nell'oggi il significato di questa intitolazione,
Se io penso a questo percorso, per arrivare alla parità di diritti tra i generi.
Vedo che.
E anche le ultime azioni che sono state fatte riguardano tutto il contrasto alla violenza di genere, ma ormai da tutte le parti politiche in realtà, anche se forse alcuni non lo vuole ammettere, abbiamo capito che aumentare le pene non è sufficiente, anzi spesso non serve proprio e,
E quindi e quindi dobbiamo fare qualcosa sulla cultura e su la sensibilità delle persone.
Un'evoluzione di quello che è l'educazione sentimentale affettiva è fondamentale per prevenire la violenza di genere.
E cito due fatti molto contemporanee.
E c'è un disegno di legge che è stato approvato dalla Camera il 19 novembre 2025, ma che si è affermato in Senato e che riguarda il tema del consenso nella violenza nello stupro.
È una evoluzione degna del percorso che abbiamo citato fino adesso, è il riconoscimento della parità tra uomo e donna, purtroppo si è affermato in Senato a causa di un emendamento che vuole ribaltare il concetto di consenso in quello di dissenso, ora non possiamo più fare non possa fare un comizio perché non è il caso o mettermi a parlare troppo di questo ma è molto pertinente è l'evoluzione di quel percorso di quella strada che le madri costituenti ci hanno indicato.
Prima lo stupore a un reato contro la morale, perché sostanzialmente il corpo delle donne era di proprietà degli uomini, prima ai padri e poi i mariti, poi è diventato un finalmente grazie Finocchiaro e alle altre un reato contro il corpo e la persona della donna parlo di donna perché sappiamo che ovviamente la giurisprudenza neutra ma la casistica non lo è.
E adesso il passaggio che viene chiesto.
È quello di arrivare a dire.
Togliamo i pregiudizi del fatto che.
Che c'è, c'è chi dover dimostrare che tu mi hai dato il consenso sia un problema.
Non è un problema, perché siamo prigionieri di dei pregiudizi che vedono l'uomo.
Come dire predatore, e la donna che sostanzialmente un po' si compiace di questa volontà di predare e che comunque, se ti denunciati, denuncia perché ha cambiato idea, si è indispettita e ci vuole vendicare e perché dobbiamo essere prigionieri di questa mentalità e spostare il concetto del consenso che finalmente le nostre deputati avevano portato in alla Camera e bloccarlo e parlare di dissento e dissenso e vuol rivoltare il concetto dire se tu devi dimostrare che mi hai fatto capire che non volevi,
Molto collegato, questo è un'altra notizia, a mio avviso funesta per questo tipo di politica, che ha il cosiddetto decreto Valditara, che prevede il consenso informato per le attività scolastiche che affrontano i temi dell'affettività e della sessualità, la nuova normativa introduce il consenso preventivo delle famiglie per questa attività nelle scuole secondarie e ne limita fortemente la possibilità nelle scuole d'infanzia e primaria.
Se non c'è, se non lavoriamo in quell'educazione affettiva e non lavoriamo insieme ai nostri ragazzi e le nostre ragazze sul consenso e sulla sensibilità che bambini e bambine devono avere nell'approcciarsi dei corpi delle altre persone, questo problema secondo me non lo risolveremo mai.
E queste sono contraddizioni sulle quali secondo me dovremmo aspetti, dovremmo riflettere, immaginatevi quindi noi oggi diciamo ai nostri figli tiene il cellulare e apre tutto quello che vuoi.
Cercheremo di controllarlo, ma bene o male hanno accesso, sappiamo praticamente tutto, compreso la pornografia, spesso e volentieri però se a scuola dovete parlare di sessualità, di consenso, prima lo devo sapere perché devo avere un consenso, pensate se le madri costituenti, prima richiedere queste riforme avessero chiesto alle famiglie,
Secondo me non avremmo avuto la Costituzione che abbiamo oggi, ma non perché io diffida delle famiglie ci mancherebbe, perché il lavoro della politica è anche quello di saper leggere qual è l'evoluzione sociale e civile della nostra comunità.
Io credo che ancora per queste cose le donne devono imparare a fare come hanno fatto le madri costituenti, come hanno fatto le deputate nel 1996 per modificare il codice Rocco.
Le donne devono essere unite in questa battaglia, mi avvio alla fine.
E i vari che abbiamo visto, un documentario che si chiama il popolo delle donne, che è diretto da Yuri Ancarani, che ha un regista.
È un documentario molto semplice, dove c'a Marina Valcarenghi, che ha una psicologa psicoterapeuta, formidabile che lavora nelle carceri con uomini violenti, che insomma ha fondato una scuola su questi temi.
Lei dice che le donne sono un popolo.
E lei dice le donne sono un popolo perché sono la minoranza o maggioranza, lei dice così più oppressa, in termini di tempo e di spazio, da sempre e quando sei oppresso diventi un popolo che non vuol dire che siamo tutti uguali perché un po' processo alle classi sociali, perché in un popolo ciechi più privilegiato chi lo è meno, però siamo un popolo e secondo me su questo dobbiamo lavorare, riconoscerci come popolo ci può aiutare ad aiutarci anche a costruire alleanze con gli uomini, come è accaduto a me e a Erica che abbiamo avuto la fortuna di incontrare in questo Consiglio uomini consapevoli e uomini alleati in queste battaglie e uomini capaci di ascoltare e anche vivaddio di stare zitti ogni tanto.
Non perché non devono parlare, ovviamente, ma perché per ascoltare bisogna stare zitti, non c'è o non c'è, un'altra soluzione, si parli, non mi sta ascoltando.
Allora parliamo di noi e del nostro popolo, delle donne.
Perché abbiamo cercato le consiglieri comunali, alcuni sono qui e ne ringrazio e quindi ho l'elenco delle consigliere comunali di Sogliano dal 1946 e per me è stata una sorpresa non so se c'è qui Quintino forse no, non lo vedo scusate, ma mi sono dimenticato di mettere le lenti a contatto la prima consigliera, nel 1946 e la professoressa Sabattini d'ora abbiamo avuto una consigliera nel 1946 nel 78 abbiam dovuto aspettare 32 anni dopo però è arrivata Marisa, broccoli che voglio dire,
Si è fatta sentire, secondo me, così su due piedi, qui c'è sua figlia, poi abbiamo avuto nell'82, le date potrebbero essere non precisissime, perché è un lavoro che ho chiesto di fare agli uffici in maniera veloce, ma poi questo è un percorso che vogliamo continuare di approfondimento raggi Rita Marino, usavo ed editori Marta che abbiamo chiamato ma non si sentiva molto bene Gualtieri, Silvia.
Raggiri tamarino Mantoan, Emanuela, l'ho visto.
Grazie Emanuela Zamagna Loredana grazie a Loredana di essere qui nel 1996 IIIB Barbara ancora montani, Emanuela Bernardini, Gabriella, grazie Gabriella anche a te nel 1997 Mondaini Arianna nel 2003 Carini Silvia Mangiavini, Arianna, Pandolfini, Valeria, Dolcini, Marta e Zamagna Loredana ancora e non era in Consigli consigliera mai stato assessore esterna Luciana berretti.
Nel 2007 Angeloni Georgia, cari missili da domani Loredana nel 2012, domani Loredano Giorni, Georgia nel 2017 che dovevano essere qui anche oggi, ma non sono riuscita a essere con noi gattamorta. Caterina larghi Rossana Magnani, Loretto, cominciavano okay e poi c'ero io, insieme a comandi, ieri sera eravamo minoranza e poi abbiamo il Consiglio comunale attuale con l'assessora Arica Comandini e come ringraziamo il nostro popolo delle donne sono ghanesi a tutte. Va il nostro ringraziamento.
A tutte quelle che sono state in questa sala, alle madri costituenti, che in forme diverse e hanno contribuito ogni giorno.
Alla vita della nostra comunità oggi è intitolato nei pubblica, le donne sono ancora troppo poche, questo è un piccolo gesto che vogliamo fare.
Simbolico e, insomma, vi proponiamo di approvare in tutta l'azione della sala consiliare alla alle madri costituenti, chiedo se qualcuno vuole intervenire.
Bene, grazie a tutti allora completo, perché per intitolare una sala è necessario, a nostro avviso, inserire un segno e quindi c'è un'altra cosa nella quale crediamo molto, nella quale abbiamo tanta speranza.
Perché a volte, nella con nella insomma, nel nel nel guardare oggi?
Allora parlo un po' da vecchia, però quello che abbiamo lasciato.
È molto discutibile sotto tanti punti di vista, però credo che sia importante per chi ha un piccolo ruolo come quello di un sindaco di un piccolo paese come Comune.
Fin da qui, fin da chi ha un ruolo piccolo e a chi ha ruoli molto più alti, quando è possibile dare spazio a giovani donne e quindi abbiamo chiesto a vecchi fratelli che è qui con noi e a una giovane designer, una creativo di lavorare sul tema delle madri costituenti.
Quindi ci ha regalato quest'opera che, dopo a sveleremo e che connota questa sala, come appunto dedicata alle madri costituenti poi qualcosa.
Allora direi che possiamo passare alla votazione.
Vi chiedo di esprimervi per alzata di mano.
Prendono i due della flebo, il titolo giusto.
Non ce l'ho dammi la tua.
Okay.
Chiedo di esprimere per la proposta 1 intitolazione della sala consiliare del Comune di testimoniano Rubicone alle madri costituenti chi è favorevole alzi la mano?
Si approva all'unanimità.
Vi chiedo di votare anche per l'immediata esecutività, chi è favorevole?
Si approva all'unanimità anche l'immediata esecutività.
Ebbene, io leggo adesso sono stato un Consiglio Comunale anomalo, dopo ci fermiamo e chi vuole intervenire, ovviamente, anzi ne abbiamo piacere.
Leggo l'elenco delle 21 madri costituenti o di una punizione di Just.
Almeno le citiamo tutte a delle BEI Angela Rutelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Lina Merlin, an Angiola, Minella bianca, Bianchi, Elettra, Pollastrini, Elisabetta Conci Filomena Delli, Castelli, Laura Bianchini, Maria de Hurry Inter Jervolino, Maria Federici, Maria Maddalena Rossi, Maria Nicotra, Nadia Gallico, Spanu Nilde Iotti Ottavia Penna Buscemi, Rita montagna Teresa Mattei Teresa Noce, Vittoria, Titomanlio,
Dichiaro chiusa la seduta consiliare e ringrazio ancora tutti.