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CC Montopoli in Val d'Arno 11.05.2026
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No sbagliato.
Buonasera, a tutte e a tutti benvenuti alla seduta del Consiglio Comunale, prego la Segretaria per l'appello.
Sì, buonasera, allora Vagni Linda, Presidente Cavallini italiane, presenti, Fiumanò Candriam, pesante, Pistolesi, Riccardo assente, Coppa Simone.
Rossi Marica.
Guerini Visa, è assente Bonciolini, Marco Bertelli, Fabiano, non i Silvia Saint Assante stolti Lourenço, che Scieri Gabriella, tesi Massimo chante e al di Lara.
Michelini, Giovanna Storchi Giovanni.
È di Vito Vanessa.
Grazie Segretario, visto che non ci sono le comunicazioni, però gli assenti avevano comunicato la propria assenza al Consiglio comunale di oggi e procediamo con la nomina degli scrutatori, prego Capigruppo.
Grazie.
Primo punto all'ordine del giorno, l'approvazione dei verbali della seduta del 13 aprile 2026, se non ci sono osservazioni, andiamo per l'approvazione.
13 presenti, 13 votanti, 13 favorevoli.
Procediamo con il secondo punto all'ordine del giorno, che è la ratifica della deliberazione della Giunta comunale numero 46 dell'11 marzo. Approvazione dei dati di preconsuntivo 2025 aggiornamento del risultato dall'inizio di amministrazione, presunto legata al bilancio di previsione 26 28 e contestuale applicazione dell'avanzo, accantonato presunto per il finanziamento degli arretrati contrattuali. Questa proposta di delibera è stata analizzata e vista anche durante la Commissione affari istituzionali. È una delibera che abbiamo fatto di Giunta e il Consiglio comunale va a ratificarlo. È molto semplice, perché qua andiamo anche attuari. So che avevamo previsto negli accantonamenti del bilancio di previsione che abbiamo approvato a fine febbraio e sono accantonamenti per un totale di 136.000 euro circa. 874 è da destinare agli arretrati contrattuali del nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro. Il contratto concerne il periodo questa per informazione, dal 1 gennaio 22 al 31 12 2024, perciò è stato fatto su questo periodo, è stato firmato dalle associazioni, dai sindacati e non da tutti i sindacati e con il contratto collettivo nazionale. Perciò poi sono derivati l'obbligo, appunto, al agli arretrati arretrati che il Comune di Montopoli ha pagato nel mese di marzo. Perciò ha pagato sia il mese di marzo che tutti gli arretrati e omnicomprensive di al DIS, questo 136.000 euro.
Se ci sono domande.
Ripeto, erano lo avevamo già in bilancio di previsione è accantonato.
Accantonato la cifra, perciò non c'è stato necessità di applicare altro.
Se non ci sono domande e lo mettiamo in approvazione.
16 presenti, 13 votanti, 13 favorevoli, unanimità.
Il punto successivo non c'è.
Comparativi o no e il punto numero 3 e la deliberazione della Giunta comunale numero 56 ad oggetto Bilancio di previsione 26 28 variazione in via d'urgenza ai sensi degli articoli 42, comma 475. Questa anche questo punto è stato vista l'ordine del giorno che qua parliamo di ratifica come no no, abbiamo parlato prima e sostanzialmente un'entrata dell'ordinanza commissariale al rimborso della Protezione civile, l'ordinanza la 5 del 22 gennaio 2026 della regione Toscana per un importo totale di 9.870. Che cosa sono? Questi sono trans e questa è la prima richiesta. Athos sfollati infatti, si chiama contributo per autonoma sistemazione. In questo caso parliamo di due nuclei, uno di quattro e uno di tre persone che sono state sfollate nel periodo 13, dopo le alluvioni del 13 e del 14 marzo. Questa è la prima trance, la seconda trance. La troveremo nel Consiglio comunale prossimo e c'è un'ultima tranche che la Regione sta analizzando in questo momento. È solo per anche per informazione.
Per i danni dell'alluvione. Ora noi stiamo parlando il nostro del 13 e del 14 marzo 2025 ci sono anche altre richieste che sono pervenute che sono in analisi oggi ad oggi è sempre in Regione Toscana e sono per danni generici li circa 3.000 euro fatto da 11 nuclei familiari e per l'immediato sostegno che è stato fatto da 3 persone e qua sta aspettando appunto la Regione, perché la risonanza, a sua volta, sta aspettando le risorse del Ministero per poi finanziare questi stanziamenti. Ecco perciò ad oggi, tramite la Protezione civile, noi abbiamo fatto subito il bonifico, la transazione alle 2 famiglie sfollate e occhi sono fortunatamente rientrata in casa nel periodo post natale e provvederemo, poi vedremo nei prossimi anni successivi Consigli anche a fare la seconda e terza tranche.
Ci sono domande?
Allora, se non ci sono richieste di domande chiarimenti, mettiamo in approvazione il punto 3, Ratifica della deliberazione della Giunta comunale numero 56 del 25 marzo 2026.
13 presenti, 13 votanti, 13 favorevoli.
Allora il punto numero 4, la convenzione per la gestione in forma associata dell'ufficio del giudice di pace tra i Comuni di esaminato Santa Croce sull'Arno Montopoli, in Val d'Arno Castelfranco, di sotto, anche questo punto è stato analizzato con con la Commissione affari istituzionali della scorsa settimana solo per ricordare che con la riforma della Severino, la 156 del 2012, c'è stata una soppressione Unruh e una riorganizzazione dei giudici di pace che poi sono continuati con i Ministri Orlando e Cartabia e a nord est, drasticamente ridotto le sedi tra queste sedi nel 2012 c'era anche l'ufficio del giudice di pace di San Miniato. L'allora Sindaco, prima con una delibera consiliare più politica come mozione e poi con atti di Consiglio, decise di mantenere il giudice di pace a San Miniato. Questo in accordo anche con gli altri Sindaci del comprensorio, perché il giudice di pace e fa riferimento giù di falso di Sami a San Miniato, far riferimento per i quattro Comuni del comprensorio e.
Il Comune di San Miniato. Fino ad oggi si è fatto carico delle spese e degli oneri.
Da da dal dal 2012 a oggi, perciò, sono 14 anni che il Comune di San Miniato a sue spese mantiene il giudice di là il giudice di pace con tutto quello che comporta, perciò.
Soprattutto l'affitto, fortunatamente no, perché è una c'è appunto la possibilità, grazie alla Fondazione, Cassa di risparmio di San Miniato, di avere il comodato da gru gratuito Perozzi alle persone che hanno lavorato all'interno del giudice di pace, ma anche tutto ciò che riguarda acqua corrente, gas sono state a carico del.
Del SIN de de del Comune di San Miniato. Sicuramente avrete notato in questo anno e mezzo dal nostro insediamento c'è stata una grande discussione sul tema del giudice di pace di San Miniato. Erano forte pressione politica, è arrivata a tutti i partiti politici dal degli ordini degli avvocati, do dal dal dalla Presidente del Tribunale, e questo anche dopo un Consiglio comunale aperto a San Miniato. Abbiamo deciso di.
In maniera unitaria di poter appunto farci carico tutti i Comuni del comprensorio. questa è stata poi la proposta, che è scaturita anche dal Consiglio comunale, aperto di Sami, a San Miniato, che dove io ho partecipato di poter contribuire tutti e quattro i Comuni al al suo sostegno e Montopoli farà la sua parte farà la sua parte e portiamo appunto stasera in convenzione la convenzione e di,
Le note più importanti che possiamo. Possiamo appunto indicare che l'ente capofila, il Comune di San Miniato, che è poi quello che anche chi continua a finanziarie maggiormente, poi andremo dei anche nei costi del appunto, del del giudice di questa convenzione. La convenzione ha durata quattro anni. C'è la facoltà comunque di retroscena e di uscire dalla convenzione o nel mese nel mese di giugno, entro il 30 giugno di ogni anno decorrente, dal 1 giugno, dal 1 gennaio e San Miniato, l'organo organico assegnato al giudice di pace è di due di due unità, perciò sono due persone più il giudice di pace che è, ovviamente arriva dal Ministero della giustizia e le 2 unità sono gli amministrativi che sono a nostro a nostro carico.
Le spese dei trovate nell'articolo 8, anche come sono state ripartite e poi entriamo nel particolare e mi sembra che ci sia altro da poter evidenziare le spese. Sono questi il costo dell'appalto annuale per i Comuni Castelfranco Montopoli Santa Croce sono di 5.612 euro annui e per il Comune di San Miniato 25.836 per un totale di 42.672 euro.
Questo io credo che sia un atto importante e di responsabilità nei confronti delle note dei nostri e delle nostre cittadine e delle aziende del territorio che ricorrono a questo istituto. Perciò è un atto che non è una sola convenzione che andiamo ad approvare, ma dobbiamo anche esserne orgogliosi. Se ci sono domande su questo punto,
Interventi riflessioni.
Marco.
In Commissione ci fu riferito che tutti i Comuni, tutti gli altri Comuni, stanno valutando l'opportunità di approvare questa convenzione, no.
Perché il giudice di pace di sognato fa riferimento ai quattro Comuni del comprensorio Castelfranco Santa Croce, San Miniato Montopoli, supponiamo che Montopoli non aderisca alla convenzione, che cosa succede ai cittadini di Montopoli non possono più ricorrere al giudice di pace o invece sì,
Ah no, scusate la domanda.
Grazie consigliere Ponzellini e si possono ricorrere al giudice di fase sia ai cittadini che le aziende, ma i costi andrebbero a carico del Comune o dei Comuni aderenti, ecco, perciò l'auspicio è che tutti i Comuni possano aderire a questa convenzione ma, ne sono certa San Miniato l'ha già portata in Consiglio comunale è stata votata se non sbaglio se non erro all'unanimità e non così mi è stato riferito non ho visto gli atti, però,
Se non ci sono domande, mettiamo in approvazione il punto numero 4, Convenzione per la gestione in forma associata dell'ufficio del giudice di pace tra i Comuni di esaminato 80 prossimo, un Topli Castelfranco.
13 presenti, 13 votanti.
13, onorevoli.
Chiediamo l'immediata eseguibilità.
Stessa votazione.
Grazie.
E allora procediamo col punto numero 5. Ordine del gruppo ordine del giorno del Gruppo consiliare insieme, per Montobbio ad oggetto il disegno di legge 1.715 in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso depositata al Senato della Repubblica, chi presenta l'ordine del giorno prego,
Consigliera Maria Rossi.
Buonasera a tutti a tutti, a nome della lista insieme per Montopoli, vorrei porre la vostra attenzione sulla proposta di modifica alla legge sulla violenza sessuale, l'articolo 609 bis del codice penale, presentata dalla senatrice Giulia Bongiorno a gennaio 2026, in qualità di relatrice in Commissione giustizia al Senato.
Questa proposta mira a riformulare il concetto di violenza spostando il baricentro dal consenso al dissenso manifestato dalla vittima. La proposta di riforma dell'articolo 609 bis del codice penale, esposte infatti il fulcro del reato, dalla mancanza di consenso alla presenza di un dissenso esplicito, e tutto ciò rappresenta un pericoloso arretramento giuridico. Con il passaggio al dissenso, la vittima rischia di dover dimostrare non solo di non aver voluto il rapporto, ma di aver espresso in modo chiaro e inequivocabile o no. C'è un dissenso rendendo più difficile la denuncia in casi di congelamento. Ho paura il freezing, cioè il congelamento è una risposta fisiologica, involontaria e automatica alla paura estrema, caratterizzata da paralisi psicofisica durante un'aggressione. Non è una scelta, ma un meccanismo di sopravvivenza che inibisce la fuga o la lotta. Non è un consenso, ma un blocco del sistema nervoso di fronte alla minaccia ignorare freezing. Il congelamento porta a colpevolizzare la vittima, aggravando il trauma. È fondamentale che la giurisprudenza e la società riconoscano la paralisi come una risposta reale alla violenza e non come ho mancato dissenso in quel momento la vittima non è in grado di esprimere un dissenso verbale o fisico.
Secondo la proposta Bongiorno questo silenzio potrebbe essere interpretato come un non dissenso, scagionando l'aggressore, la proposta elimina il riferimento esplicito alla parola consenso, rinunciando al modello europeo, alla Convenzione di Istanbul, che considera stupro qualsiasi atto senza consenso esplicito, per tornare a una logica dove si presuppone la disponibilità sessuale se non c'è un'opposizione attiva,
La proposta introduce una disputa, una distinzione che prevede nei casi meno gravi, commessi senza violenza o minaccia esplicita, ma comunque contro la volontà, una pena ridotta, una reclusione da quattro a 10 anni rispetto alla forbice 6 12 anni attualmente in vigore. Il testo prevede che la volontà contraria vada valutata tenendo conto della situazione del contesto. I critici temono che questo possa portare a valutare negativamente comportamenti della vittima considerati non consoni prima della violenza. Si teme che nei processi le vittime debbano subire lunghe indagini sul perché non si siano poste fisicamente piuttosto che sul perché l'atto sia avvenuto senza consenso. Processare il dissenso significa processare la vittima. Ci troveremo ancora una volta a chiedere in Aula perché non hai urlato, perché non hai lottato, dobbiamo chiederci, vogliamo una società in cui il corpo sia a disposizione finché non si dice no, oppure una società in cui il corpo è inviolabile, finché non si dice sì.
L'articolo 36 della Convenzione è chiarissimo, il consenso deve essere dato volontariamente come manifestazione della libera volontà della persona.
La giurisprudenza della Cassazione stabilisce che il consenso deve sussistere per tutta la durata del rapporto e può essere revocato in ogni momento, introdurre l'obbligo di dimostrare un dissenso, come la proposta della senatrice Bongiorno, sposta l'onere della prova esattamente in senso opposto.
Il Consiglio comunale è il primo avamposto dello Stato sul territorio ed è da qui che deve partire un segnale forte verso le istituzioni nazionali come Consiglio comunale abbiamo il dovere di promuovere una cultura del rispetto, lo facciamo sul nostro territorio anche grazie alle preziose realtà, come il centro antiviolenza Frida e come Lilith che fornisce insieme alla pubblica assistenza ascolto e supporto alle vittime alle donne vittime di violenza.
Sostenere una modifica legislativa che richiede una resistenza attiva o no esplicito per configurare la violenza significa ignorare le dinamiche di potere, di soggezione psicologica e di fragilità che caratterizzano la stragrande maggioranza degli stupri, spesso consumati in ambito familiare o amicale proprio il 28 aprile 2026, in pochi giorni fa il Parlamento europeo ha preso posizione su un punto centrale come si definisce lo stupro? La risoluzione approvata afferma che solo un consenso libero, esplicito e inequivocabile rende un rapporto legittimo.
L'Europa si sta muovendo verso il modello, solo sì, è sì, come in Spagna, Svezia, l'Italia non può permettersi di andare nella direzione opposta, ancorando la legge, ha una visione arcaica e sbagliata della sessualità.
Per queste ragioni, con questa mozione chiediamo che il Consiglio esprima la propria contrarietà a riforme che attenuino la tutela delle vittime, questo Consiglio ha oggi l'opportunità di essere la voce di chi chiede uno Stato che non sia un osservatore distaccato, ma uno scudo attivo è un motore di cambiamento culturale chiede a tutti noi di votare per dare forza a una politica che tuteli i più deboli senza chiedere loro prove impossibili perché la misura della nostra democrazia si vede da quanto siamo capaci di garantire che la libertà di ciascuno e inizi laddove nessuno osi violarla.
Restituiamo quindi senso alla nostra missione istituzionale, facciamo in modo che il diritto non sia mai un ostacolo per le vittime, ma l'unico solido presupposto su cui costruire il rispetto reciproco, invito quindi tutti a dare il proprio consenso a questa mozione che riguarda tutti noi, la nostra società civile e che è di interesse trasversale a prescindere dalle diverse opinioni politiche. Così facendo, possiamo sollecitare il Parlamento a fare in modo che ogni modifica legislativa sia pienamente conforme allo spirito della Convenzione di Istanbul, ovvero alla centralità del consenso libero e positivo, considerando che il silenzio non è assenso.
Che il silenzio è silenzio e che solo il consenso è consenso. Grazie,
Grazie consigliera, Manica Rossi, grazie.
Ci sono.
Come preferite?
Già oppure lo diamo per letto, non lo so.
Io l'ho letta quindi come volete, però stiamo leggerla, perché così ci segue da casa in streaming.
Oppure può avere delle che lo leggo?
Ok, intanto io volevo ringraziare la consigliera Rossi e la consigliera Fimmanò per aver preso, diciamo, l'iniziativa di voler scrivere questo ordine del giorno che poi ha fatto proprio il Gruppo insieme per Montopoli, perché si tratta di un argomento importante, come ha descritto bene lei.
Arriva alla sensibilità di tutte le persone, almeno due. Dovrebbe essere così e fra l'altro penso che Chiappe ha voluto osservare l'iter di questa legge abbia avuto modo di di di disappunto perché era iniziato l'iter con un accordo fra Giorgia, Meloni Elly Schlein, poi dopo, purtroppo in Senato è andato, è cambiata la situazione. Non abbiamo capito perché sia successo, però ci auguriamo che nel nell'iter successivo che avrà questo decreto, questo scusate questa audizione in legge, sia possibile recuperare il senso originario della, le della legge e iniziative come quella di stasera vogliono, se semplicemente.
Testimoniare un punto di vista. Un può dare un contributo a chi poi ed è chiamato a discutere le leggi del nostro Stato, per cui io ne do lettura volentieri il Consiglio comunale di Montopoli in Val d'Arno premesso che presso il Senato della Repubblica è stato depositato un disegno di legge. 17 15 recante la modifica all'articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso. Il testo riformulato dalla presidente della Commissione giustizia del Senato senatrice, Giulia Bongiorno è stato adottato dalla commissione medesima come testo base per il prosieguo dell'iter parlamentare. Il disegno di legge interviene su una materia di estrema rilevanza costituzionale e sociale, incidendo sulla definizione giuridica del reato di violenza sessuale e in particolare sul ruolo del consenso della persona offesa. Numerose associazioni femministe, transfemminista e reti impegnate nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, ma anche giuristi e magistrati con competenze specifiche, hanno espresso forti e motivate critiche nei confronti del testo base adottato dalla Commissione giustizia del Senato. Tali critiche evidenziano come la riformulazione adottata si discosti in modo significativo dal modello del consenso approvato all'unanimità dalla Camera dei deputati con il disegno di legge 16 93, frutto di un ampio confronto parlamentare e con la società civile, e rilevato che il modello del consenso approvato dalla Camera fonda la definizione di violenza sessuale sull'assenza di un consenso libero, esplicito attuale è revocabile in linea con la Convenzione di Istanbul e con le più avanzate legislazioni europee,
Il testo base adottato al Senato, invece reintroduce in modo surrettizio una centralità del dissenso, ponendo l'attenzione su comportamenti di resistenza. Opposizione, un rifiuto anziché sulla responsabilità di chi compie l'atto di di verificare la presenza di un consenso. Tale impostazione rischia di re di riprodurre schemi culturali e giuridici già ampiamente criticati, nei quali l'onere della prova e della credibilità ricade sulla persona che subisce la violenza. Secondo le associazioni femministe transfemminista, i centri antiviolenza impegnati quotidianamente nel contrasto alla violenza contro le donne e, secondo grandissima parte degli aspetti, la formulazione adottata non supera realmente l'attuale assetto normativo, ma anzi rischia di creare maggiore incertezza interpretativa e applicativa. Il testo base omette di riconoscere esplicitamente che il silenzio e l'immobilità, lo shock, la paura o la dissociazione non possono mai essere interpretati come José consenso, in contrasto con l'evidente, l'evidenza scientifica e con le pratiche.
Di tutela delle vittime. La riformulazione adottata appare il risultato di una impostazione ideologica ideologica patriarcale che mira a limitare la portata innovativa del concetto di consenso, svuotandolo di contenuto sostanziale. Considerato che la violenza sessuale è un fenomeno strutturale e diffuso che colpisce in modo sproporzionato donne e ragazze e che richiede risposte normative chiare, inequivocabili e orientate alla tutela effettiva delle vittime.
Il mancato recepimento pieno del modello del consenso rappresenta un'occasione mancata per adeguare l'ordinamento italiano agli standard internazionali sui diritti umani. L'impostazione del testo base rischia di produrre effetti regressivi, scoraggiando la denuncia e rafforzando stereotipi che storicamente, hanno ostacolato l'accesso alla giustizia per le vittime di violenza sessuale.
Le associazioni femministe transfemminista hanno denunciato l'assenza di un reale ascolto delle competenze maturate in decenni di lavoro sul campo, nei centri antiviolenza e nei servizi di supporto alle vittime.
Ritenuto che una riforma della disciplina della violenza sessuale non possa prescindere da un chiaro riconoscimento del principio secondo cui un sì essi e che ogni altra situazione costituisce violenza. L'adozione del testo base 1.000 1.715 nella formulazione attuale rappresenti un arretramento rispetto al percorso intrapreso dalla Camera dei deputati. E un segnale politico e culturale profondamente sbagliato.
Sia dovere delle istituzioni territoriali farsi interpreti delle istanze della società civile e delle organizzazioni che operano quotidianamente per il contrasto alla violenza di genere, impegna la Sindaca a farsi interprete della volontà del Consiglio comunale e ad attivarsi presso il Senato della Repubblica, il Governo e i competenti organi parlamentari affinché venga ritirato dall'iter di approvazione del disegno di legge 1.715 nella formulazione adottata come testo base a sollecitare il pieno recepimento del modello del consenso già approvato all'unanimità dalla Camera dei deputati 1.000 con.
Il disegno di legge 1.693, in coerenza con la Convenzione di Istanbul e con le richieste delle associazioni femministe e antiviolenza, e a sostenere ogni iniziativa istituzionale, a volte a garantire una normativa chiara, efficace e rispettosa dei diritti e dell'outlet e determinazione di tutte le soggettività oppressa e in particolare delle donne,
Credo che sia abbastanza chiaro il tema e mi auguro e spero che ci sia un confronto e una condivisione della della richiesta.
Bene, grazie e intanto diamo il benvenuto all'assessore Marino, che è appena rientrato da dai campi, dal pellegrinaggio ai campi di concentramento accompagnati ai nostri ragazzi, ai nostri ragazzi della scuola secondaria di primo grado grazie.
Ci sono interventi?
Lara reali.
Sì, anche noi sì.
Volevamo appunto fare.
Considerazione su questa, su questa mozione, quindi, l'argomento che è stato dibattuto ovunque è stato anche, appunto,
Visto da insomma relazionato da insigni giuristi ed esperti appunto del diritto penale, che poi dovranno loro giudicare e applicare la norma. Per questo riteniamo che sia giusto approcciarci all'argomento con l'obiettivo però prioritario di rispettare anche la funzione garantista del diritto. Restano in ascolto delle valutazioni espresse dagli esperti. Pur di CAI, dandoci noi Prophet profani della materia, è stata ribadita da molti la criticità della definizione di consenso libero e attuale. Per esempio l'Avvocatura per esempio, la Vicepresidente dell'Unione delle Camere penali, Giulia boccassi, ha sottolineato come la mozione, la nozione di consenso libero e attuale può aprire a interpretazioni eccessivamente estensive, attribuendo alla magistratura un ampio margine di discrezionalità con voi, quindi anche con potendo compromettere la certezza del diritto. Da qui il suggerimento per l'appunto per la sostituzione dell'espressione senza il consenso libero e attuale con in violazione del dissenso della persona, appunto offesa, prevedendo ipotesi specifiche per i casi in cui questa manifestazione di volontà non è esigibile. Dubbi. Sono stati espressi poi sul riferimento all'attualità del consenso, espressioni che accentua le criticità probatori e con il rischio di squilibri nell'onere della prova dalle Camere penali. Poi è venuto il suggerimento sugli aspetti sanzionatori, la necessità di una graduazione della pena in relazione al diverso grado di disvalore delle condotte. Quindi, per quanto espresso, riteniamo pur convinti della necessità di sostenere ogni iniziativa istituzionale volta a garantire una norma chiara, efficace e rispettosa dei diritti e dell'atto di determinazione di tutte le società, soggettività oppresse di qualsiasi genere da ricordare che la norma è neutra. La tutela della libertà sessuale riguarda uomini e donne indistintamente. La narrazione a senso unico rischia di oscurare la funzione garantista del diritto che è universale e quindi di non rendere in grado di esprimere valutazioni sulle soluzioni giuridiche che si renderanno necessarie per il raggiungimento della finalità che poi, alla fine tutti condividiamo. Questo è la nostra risposta alla mozione presentata,
Grazie, ci sono interventi.
Ci sono altri interventi?
Vuol vorrei perché o se posso.
Non vuole essere un intervento conclusivo, perciò il dibattito è aperto, però penso per curiosità per tutti perché poi si studia ma si studia tutti presi da impegni si studia a volte poco, perciò vi vorrei leggere perché io ho fatto un taglia e incolla oggi mi sono ho approfondito perché io fino ad oggi non mi ero messa a confronto i tre testi, cosa dice ora il codice, cosa ha come doveva essere cambiato a ottobre e come,
Sta discutendo al Senato, vi leggo solo una prima parte, la prima parte, dove appunto c'è questo tema del consenso o contro la volontà, ora, ecco ora, sì, è così, chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali, è punito con la reclusione da sei a 12 anni e poi va avanti anche con punto casi di minor gravità e altro.
La Camera hanno a novembre aveva licenziato questo testo.
Chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali da un'altra persona, senza il consenso libero e attuale di quest'ultima, è punito con la reclusione da sei a 12 anni. Perciò si mantiene anche la pena da sei a 12 anni. Si inserisce senza il consenso, perciò si dà un senso anche più più più importante rispetto a questa prima alla stesura attuale. La alla stesura al Senato, sempre il 609 bis, chiunque contro la volontà di una persona, cioè l'assenza al consenso, chiunque contro la volontà di una persona compie nei confronti della stessa atti sessuali, ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti, è punito con la reclusione da quattro a 10 anni.
La prima cosa che si vede è l'abbassamento da 4 a 10 anni, anziché da 6 a 12 anni, poi qualcuno di noi potrebbe anche dire da da sei a 100 anni da però e poi la prima cosa che salta all'occhio prima del agli occhi prima del consenso non consenso è la pena io credo che i personalmente,
A me convince questa questo ordine del giorno che abbiamo che abbiamo presentato e l'impegno che dà a me e voglio utilizzare il termine del garantista che non credo che, insomma, i turisti ne parlano di garantismo Malgara di essere garantisti e altro non è certo abbassare le pene, non eccetto fare lasciare nel limbo, e non è certo appunto che è scritto bene qui quando si dice.
Una riforma della disciplina delle violenze sessuali e non possa prescindere da un chiaro riconoscimento del preside del principio secondo cui solo un sì è un sì e che ogni altre situazioni costituisce violenza, perché il tema è questo perché quando si parla di non contro la volontà che significato ha contro la volontà cioè contro la volontà di cosa devo best non ho urlato Snow lato allora significa che andava bene.
Non ho battuto i piedi, ecco questo contro, non v contro contro la volontà, secondo me non ha senso, può avere il senso del senza il consenso, perché se io sto ferma immobile e non e appunto non ho urlato no.
Cioè io posso post può e si può succedere che non ho la violenza non LSU non l'hai, subita perciò il senza consenso. È proprio questo dire la testimonianza della donna dell'uomo, perché è vero, maschi e femmine subiscono violenze, ma insomma, ora web fa ridere ra Lara reali, dire, maschio e femmina, perché le femmine sono quelli che subiscono gli atti di violenza in casa, in Italia, in casa, da maschi cheese italiani, ricordiamocelo bene e questo non lo dice l'indomani non lo dice il Consiglio comunale di Montopoli in Val d'Arno, lo dicono tutte le statistiche, gli uomini su una percentuale minori per poi, per non parlare delle vittime bambine di violenza che subiscono le violenze psicologiche, dai padri, dagli zii e da tutto quello che sappiamo quotidianamente. Perciò noi dobbiamo assolutamente pa lanciare un messaggio che è quello di difendere le persone tutte, ma parliamoci chiaramente qui c'è da difendere da fare da difendere le donne di fare una cultura che se non parte nemmeno da, questi banchi, dove vogliamo andare se si parla di maschi e femmine, come se subissero la stessa violenza, ma dove vogliamo andare? Perciò, riprendete il vostro discorsi non scritto dai giuristi e da tecnici, e iniziare invece a fare politica, non a leggere le le le i tecnicismi, la politica si fa.
Intervenire Monica scusa, Marica Rossi.
Allora io volevo dire questa cosa, è già la seconda volta che dalla Consigliere realizza viene detta questa frase che bisogna rimettere rimettere le decisioni, no a chi ne sa più di noi, è venuto fuori nel contesto della Palestina, viene fuori ora, addirittura in un contesto invece di interesse nazionale. No, in questo in questo momento, anche se tutta l'Europa si sta spingendo invece, se solo sì è sì, allora che ci stiamo a fare qui, cioè noi siamo qui, siamo qui perché dobbiamo prendere delle decisioni, cioè perché uno si deve esporre devi dire si deve dire no, deve motivare le emotiva, per quale motivo vota sì o vota no, cioè non ci dobbiamo rimettere. Siamo qui, abbiamo documenti, ci siamo documentati, abbiamo studiato cavolo, dobbiamo dire la nostra opinione in riferimento all'argomento trattato. Io mi stupisco veramente che non ci sia una volontà unanime di contrastare questa proposta.
Beh, per me è una cosa incomprensibile perché c'è.
Solo sì, è sì, è una certezza.
Immaginiamoci dei nostri figli e dei nostri nipoti in un contesto del genere solo sia sì, tutto il resto è stupro, tutto il resto non può essere contemplato in base a come era vestita come si sia comportata, cioè pensiamoci a questa cosa tutti perché l'Europa si sta spostando tutta andatevi a vedere il 29 aprile, ora quello che è successo escono un applauso scrosciante è venuto spontaneo perché c'è,
La direzione è quella, la direzione contro i femminicidi, per il rispetto reciproco è quella, cioè quella di dare uno Stato che difenda le donne, che non mette in dubbio la propria volontà perché non ha urlato perché non ha manifestato il dissenso ma di cosa stiamo parlando di cosa stiamo parlando in una situazione del genere sfido chiunque di voi a scommettere che sareste in grado di manifestare un dissenso, ma qui cioè siamo veramente?
Parliamo evidentemente due lingue diverse, io invito invece a riflettere perché questa è una situazione importantissima che coinvolge tutti noi e che non ha niente a che vedere.
Con le diversità politiche che abbiamo, cioè spero mi voglio augurare che ci siano ancora degli argomenti che possano veramente tenerci uniti e, secondo me, a mio avviso, ma secondo tutta insieme per Montopoli questo è un argomento che coinvolge veramente tutti noi.
Grazie.
Grazie.
Ci sono altri interventi?
Bonciolini, più è difficile aggiungere qualcosa a quello che ha detto la Sindaca Mario Rossi sono state assolutamente efficaci, non voglio non voglio farlo, però una cosa la voglio ribadire un'altra volta, cioè.
In una delle rare occasioni di questa legislatura ci fu un accordo a novembre ottobre, non mi ricordo più ottobre, forse tra Governo e opposizione per condividere questo testo su un argomento assolutamente trasversale e non è di sinistra, di destra, di centro o.
La pandemia di tutti e fu salutato da tante persone come un atto positivo su alcuni argomenti,
Bisogna trovare degli accordi, no, perché poi si fa il bene del Paese, al di là di tutto e e in quell'occasione fu trovato, eppure anche in quell'occasione c'erano i giuristi che dicevano una cosa, dicevano un'altra correttamente, perché poi sono argomenti che se li guarda solo dal punto di vista giuridico possono avere tante sfaccettature, su questo non c'è dubbio e non c'è dubbio nemmeno una cosa che ha detto correttamente tu cioè che riguarda tutti uomini e donne poi è ovvio che la percentuale,
È sproporzionata, però è correttamente giusto dire che riguarda tutti, e allora bisogna ritornare a quello spirito di novembre ottobre del 2025, perché su questo argomento non si può cambiare idea e io non ho capito cosa sia successo, che nessuno lo abbia capito tra quando è stata adottata quando è stata approvata alla Camera e poi quando è arrivato al Senato qualcosa è successo e non che non mi pare che sia bello, per cui, a prescindere da qualunque orientamento politico, ognuno di noi abbia, credo che su questo argomento la pena RIT, come diceva giustamente la Sindaca ridotta, perché una volta tanto teniamole quelli che ci sono almeno quelle e il consenso esplicito credo siano due elementi sui quali non si può non essere d'accordo. Siccome già la Camera dei deputati non io o non voi, non.
Era già stata d'accordo Petrov, che ritrovano quello spirito, ecco, io mi permetto solo di dire questo.
Grazie, ci sono altri interventi.
Mettiamo in approvazione il punto numero 5. Ordine del giorno del Gruppo consiliare per Montopoli in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso depositata al Senato della Repubblica.
Perfetto 13 presenti, 16 votanti, 9 favorevoli e 4 astenuti che sono di Vito Michelini, reali estorti, Giovanni.
Grazie, allora passiamo al punto numero 6, mozione del Gruppo consiliare insieme per Montopoli ad oggetto il riconoscimento e il sostegno della figura del caregiver familiare.
Chi presenta legge presenta la mozione.
Ma Minzolini prego,
Allora questa mozione sta qua, diciamo, elaborata.
A nome della lista dal Elisa Gorrini, insomma Iren Iren Cavallini Lisa Gorrini stesse andando un po' per motivi familiari, quindi diciamo, mi assumo io l'onere di di presentarla volentieri, poi Irene Irene ne potrà ovviamente implementare gli aspetti corsi di consistenza, insomma però intanto integrale lettura.
Premesso che all'articolo 2 della Costituzione, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili delle persone e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, l'articolo 3 della Costituzione e in particolare il comma 2, ai sensi del quale è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
L'articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute quale fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. L'articolo 38 della Costituzione, che pone in capo al all'intervento pubblico il dovere di assicurare l'assistenza sociale ai cittadini inabili al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere. Richiamati altresì gli obblighi assunti dallo Stato italiano in sede internazionale e sovranazionale, tra cui gli articoli 19 e 28 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con dai con disabilità ratificata con legge 18 2009 i quali impongono di garantire il diritto alla vita indipendente indipendente, all'inclusione sociale e a misure di sostegno adeguate anche nei confronti dei Cargil per informarli del caregiver informale. L'articolo 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che riconosce il diritto delle persone con disabilità a beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'integrazione sociale e partecipazione alla vita della comunità, considerato che i più recenti sviluppi normativi nazionali in materia di Kargil,
Familiare a partire dall'articolo 1, comma 2 5 4 2 5 e 6 della legge numero 205 2017, hanno introdotto nell'ordinamento una definizione dei caregiver familiare, istituto istituito un apposito fondo di sostegno. Il decreto legislativo 267 del 2000, articolo 3 13 e 14 attribuisce ai Comuni funzioni fondamentali in materia di servizi alla persona e alla comunità. La legge 328 del 2000 assegna ai Comuni la programmazione e la gestione della rete locale dei servizi sociali e socio assistenziali, il sistema dei livelli essenziali delle prestazioni sociali. L'ex impone la garanzia di interventi a sostegno della non autosufficienza e della domiciliarità. Il principio di sussidiarietà, di cui all'articolo 118 della Costituzione valorizza e sostiene il ruolo delle famiglie e delle reti di cura informale, rilevato che i caregiver familiari svolgono un ruolo essenziale e spesso invisibile, garantendo quotidianamente assistenza continuativa a persone non autosufficienti e supplendo in modo strutturale alle carenze e alle insufficienze del sistema pubblico di welfare. Tale attività comporta frequentemente rilevanti ai sacrifici personali, lavorativi ed economici, incidendo in modo significativo sulla qualità della vita dei car Gewehr stesse. La normativa nazionale attualmente in discussione non risulta, secondo le principali rappresentanze dei caregiver, adeguata a garantire pieno riconoscimento e tutele economiche, previdenziali e sociali sufficienti. Impegna la Sindaca e la Giunta comunale a esprimere il sostegno del Comune di Montopoli in Val d'Arno alle iniziative di sensibile sensibilizzazione del ruolo dei caregiver familiari, riconoscendone la rilevanza sociale nell'ambito del sistema di assistenza alla persona. Farsi portavoce presso la Regione Toscana e il governo delle istanze avanzate dalle associazioni e dai coordinamenti di le agiva familiare, con particolare riferimento al riconoscimento giuridico e alle tutele economiche, previdenziali e sociali,
Sollecitare la revisione della normativa nazionale in discussione in materia di Kargil familiare, affinché sia garantito un reale riconoscimento del loro ruolo e della loro responsabilità di cura. Promuovere, nell'ambito della programmazione della Società della salute, il potenziamento degli interventi a sostegno della domiciliarità e della conciliazione dei carichi assistenziali, valutare ma che d'accordo con la Società della Salute e l'opportunità di attivare un tavolo di confronto sul tema della non autosufficienza e del ruolo dei caregiver familiare, con il coinvolgimento dei soggetti istituzionali e del terzo settore, promuovere, nell'ambito delle funzioni dei Comuni, del Comune e della partecipazione agli organi della Società della Salute, la programmazione di interventi a sostegno dei caregiver, favorendo lo sviluppo di servizi e misure dedicate, tra cui azioni di sollievo, orientamento e presa in carico integrata. Questo è il testo che noi proponiamo stasera. La discussione, che spero trovi il consenso unanime, perché anche questo è un tema importante che riguarda molta parte dei nostri cittadini.
Sia che abbiano disabilità o che invece ce l'abbia erano in ambito familiare. Quindi la stessa cosa e spero che ci sia la possibilità di un di un di un'adesione a questo ordine del giorno o di un cambiamento si è ritenuto opportuno.
Grazie, anziché Bonciolini, ci sono interventi.
Reale Lara.
Allora riguardano questa mozione e la troviamo molto proficua, perché caregiver comunque a un lavoratore e invisibile ma fondamentale nella famiglia?
Perché e quindi questa assistenza diciamo non può essere ignorata, è giusto che chi si prende comunque cura di un familiare disabile venga come riconosciuto come lavoratore, a tutti gli effetti e i cosiddetti con i diritti e le tutele, anche perché appunto in senso.
Assistendo un familiare e praticamente chi fa, specialmente a tempo pieno, diciamo.
È praticamente come un lavoro, un lavoro che deve appunto avere i suoi requisiti e quindi, insomma, nel senso noi siamo favorevoli, a insomma, questa mozione che avete portato.
Grazie.
Grazie, reale vicesindaca Cavallini, rivista, il Consiglio buonasera a tutte e a tutti, anch'io volevo ringraziare la consigliera Guerini per il lavoro che è stato fatto per la presentazione della mozione.
Chi arriva dopo una riflessione e dopo aver anche.
Avviato un confronto con associazioni e con il coordinamento,
Dei caregiver familiari,
Un movimento che, in maniera silenziosa ma quotidiana, oltre a prendersi cura delle dei propri familiari non autosufficienti o disabili, e fa anche un lavoro di sensibilizzazione, di promozione e di.
Di richiesta di riconoscimento di quelli che sono i propri diritti, quindi è anche un.
C'è uno studio e c'è quotidianamente un impegno quasi professionale anche in questo, pur mantenendo a volte la propria professione ordinaria, sacrificando tantissime cose, sa sacrificando tanto tempo personale la nostra Amministrazione si è data l'obiettivo, da subito di non lasciare indietro nessuna persona e la proposta di questa mozione vada esattamente in quella direzione. Riconoscere appunto il caregiver familiare come una presenza e un con il suo ruolo.
Riconoscere che la cura di una persona non è una questione privata da lasciare dentro casa, ma una responsabilità di tutta la comunità e l'attività di assistenza di un familiare non autosufficiente con disabilità è un lavoro che merita dignità sociale e diritti, al pari di tutti gli altri lavori. Quando parliamo di caregiver familiari è troppo spesso immaginiamo soltanto un aiuto affettivo dato all'interno della famiglia. La realtà è molto diversa. Il caregiver è una figura che svolge funzioni assistenziali, organizzative e spesso persino sanitarie di enorme responsabilità.
Molti caregiver imparano a gestire terapie, farmaci, dispositivi medici, alimentazione assistita si devono di vincolati tra pratiche burocratiche e continui rapporti con medici. I servizi sociali, le strutture sanitarie che spesso arretrano nel loro ruolo sono persone che, senza una formazione specifica e senza un adeguato supporto, si trovano improvvisamente a reggere un peso enorme.
Oltre a questo, c'è che nel la stragrande maggioranza dei casi, mentre queste persone si prendono cura di qualcuno, spesso smettono di prendersi cura di se stessi.
Esiste anche, infatti, la fragilità del caregiver che raramente viene riconosciuta stress psicologico, esaurimento fisico, isolamento sociale, impoverimento economico e difficoltà lavorative, in molti casi il caregiver rinuncia ad opportunità professionali, riduce l'orario di lavoro o è costretto ad abbandonarlo completamente la scorsa settimana, credo mi sembra mercoledì mattina,
Ho incontrato nell'ambito appunto degli appuntamenti che quotidianamente facciamo con i cittadini, le cittadine e una madre che è venuta a.
Chiedere sostegno per la propria situazione in maniera anche molto umile in maniera.
Veramente silenziosa, senza pretesa, ma affidando anche alla vostra Amministrazione.
È la sua difficoltà, la difficoltà di accompagnare il figlio di prendersi cura di lui.
E di in qualche modo riuscire anche a condurre una vita familiare, oltre che personale dignitosa e l'ha fatto con estrema semplicità, ma anche con mettendoci veramente in mano tutta la sua fatica.
In Italia si stima che i caregiver familiari non professionali siano circa 7 milioni, alcune stime arrivano a contarne 8 milioni e mezzo, quindi il 15% della popolazione, la maggioranza anche in questo caso torniamo a quello che dicevamo prima, con predominanza di donne che mo mogli, madri, figlie che si prendono cura di un familiare.
E rappresentano appunto le donne, quasi il 70% del totale dei circhi iper in Italia.
Dobbiamo riconoscere che questa mozione riguarda tutte e tutti noi, come diceva prima il Consigliere, il Capogruppo Bonciolini, perché nessuno di noi può sentirsi davvero lontano dalla fragilità, tutti, prima o poi, in una fase della nostra vita, potremmo avere bisogno di assistenza, potremmo diventare ai caregiver improvvisamente senza averlo scelto senza essere pronti 15 se ci sentiamo di sostenere.
Appieno le richieste dei movimenti e dei caregiver delle associazioni, saremo felici di riuscire ad approvare la mozione in maniera unanime unanime e di assumerci insieme questa responsabilità di sostenere la richiesta delle associazioni, oltre che di riconoscimento totale dei loro diritti.
Dei loro bisogni, ma anche e soprattutto in questo momento di essere coinvolti e ascoltati nella discussione del disegno di legge Locatelli attualmente in corso di prosecuzione del proprio iter parlamentare. Grazie.
Grazie consigliera Cavalli al vicesindaco Buzzi.
Ci sono altri interventi?
Io volevo aggiungere solo una cosa che, seguendo anche le disk, la discussione nell'iter parlamentare, viene fuori anche questo tema del caregiver, intanto che si parla di non autosufficienza, non disabilità, perciò una sfera non autosufficienza, chi è completa e totale.
Ma ecco anche chi c'è il caregiver, non è una situazione familiare in cui perché molto spesso si dice va, beh me ne occupo io, per non assumere badanti, per non assumere un badante per, ma anzi c'è chi decide di essere tardive c'è chi si sente la responsabile di esserlo perciò non è neanche una questione economica, Ester, caregiver o meglio è una cosa una questione economica essere riconosciuti poi come dei caregiver, pertanto è questo che credo che sia importante.
Compiere un'azione, come viene richiamato, appunto, nella di impegno da parte mia e della Giunta su questi punti, su questi sei punti, per portare quelle proposte che sono quelle delle associazioni, ma che sono anche quelle di chi i cittadini li riceve tutti i giorni che sente parlare, dei, che sente esprimere ai cittadini come questa mamma, di cui parlava prima la vicesindaca Cavallini, che lei non è che non si vuole occupare del proprio figlio, lei se ne vuole occupare, però ha bisogno di una rete. Perciò credo che sia un atto di responsabilità prima di tutto nei confronti dei Kharkiv che queste fragilità non devono essere un peso individuale, ma dobbiamo assumercene tutti come collettività, perciò anche pensando a una riforma importante, con risorse economiche e e allo stesso tempo i caregiver, non dobbiamo assolutamente pensare, lo diceva prima anche la consigliera Cavallini ONF, cioè non deve essere sostituito la sostituzione di un servizio pubblico. Perciò, parallelamente, dobbiamo parlare anche dei se del servizio pubblico, che va assolutamente potenziato. Dobbiamo prendere esempio anche quello che, succede nella Regione Emilia Romagna, che ha una storia importante sui caregiver. Perciò stimoleremo con questa mozione non solo il Governo, ma anche la Regione Toscana, per andare sempre in un'ottica in cui ci si prende cura delle persone, tutti potenziale.
Se non ci sono altri interventi.
Mettiamo l'approvazione della mozione numero la, il punto numero 6 mozione del gruppo consiliare per Montaperto, oggetto riconoscimento e sostegno della figura del caregiver familiare,
13 presenti, 13 votanti, 13 favorevoli, votazione unanime.
Grazie, ci vediamo lunedì prossimo per il Consiglio comunale lunedì 18.
Alle ore 18, nel pomeriggio abbiamo fatto già la Commissione Affari Istituzionali, dove abbiamo analizzato il rendiconto, però per qualsiasi domanda sia parte né l'assessore al bilancio, ma anche che è rientrato, ma anche l'ufficio è disponibile per accogliere altre istanze e domande che possono non essere state esaurite. Se poi invece vogliamo fare un'ulteriore Commissione, non ci sono problemi. I Capigruppo si insomma vi potete sentire e grazie e buonanotte a tutti,
