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Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno a tutti. Benvenuti nella seduta odierna del Consiglio comunale.
Chiedo alla Segretaria di procedere con l’appello. Grazie.
Speaker : CRISTINA VENUTO, Segretario generale.
D’Alò Ciro (presente); Annicchiarico; Carrieri; Cassese (presente); Curci (presente); D’Abramo (presente); D’Alò Saveria (presente); Donatelli (presente); Gianfreda (presente); Lacava; Lenti (presente); Marangella (presente); Marchese (presente); Marinelli (presente); Mingolla (presente); Mirto (presente); Orlando (presente); Palmieri (presente); Petrarulo; Rossini (presente); Russo (presente); Santoro, Zimbaro.
La seduta è valida, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Segretaria. Attendiamo l’aggiornamento del pannello di sala. Credo che il consigliere Orlando non abbia pigiato la presenza.
Hanno fatto pervenire regolare giustificazione i consiglieri Petrarulo, Annicchiarico e Lacava.
Il consigliere Orlando risulta ancora non presente. Okay, perfetto.
Completata l’operazione, risultano presenti 21 consiglieri.
Prima di procedere con l’inizio dei lavori mi preme, a nome di tutto il Consiglio, ricordare che poco più di un mese fa è scomparso uno dei decani di quest’Aula e di questo Consiglio, il consigliere Benito Gerlone, che nel corso della sua vita e nel suo operato istituzionale ha sempre dimostrato attaccamento alle Istituzioni e alla città di Grottaglie.
Alla famiglia va il ricordo e l’abbraccio da parte di tutti noi e di tutto l’intero Consiglio comunale.
Detto questo, ai sensi dell’articolo 15 del Regolamento di funzionamento del Consiglio comunale, è pervenuto all’Ufficio di Presidenza un ordine del giorno aggiuntivo, che, come da Regolamento, sarà discusso a margine dell’ordine del giorno odierno del Consiglio comunale, di cui do lettura: “Ordine del giorno, ai sensi dell’articolo 15 del Regolamento di funzionamento del Consiglio comunale, contro il riarmo dell’Unione europea.
Premesso che si sostiene la necessità di una politica di pace e di disarmo, rifiutando l’escalation militare e il ricorso alla violenza come soluzione ai conflitti internazionali.
Premesso che, in un contesto globale sempre più segnato da tensioni internazionali, il tema del riarmo e delle spese militari è al centro del dibattito politico a livello nazionale e internazionale.
Premesso che la crescente attenzione verso il riarmo, anche in relazione agli impegni presi da alcuni Paesi nell’ambito di alleanze militari, solleva preoccupazioni sulle risorse destinate alla difesa e sulle possibili conseguenze per il benessere delle popolazioni.
Premesso che si ritiene che ciò che sia necessario sia una difesa comune europea e non riarmare i singoli Stati.
Considerato che il riarmo e l’aumento delle spese militari non sono la risposta alle crisi globali ma, piuttosto, una causa di nuove tensioni e conflitti, con gravi ripercussioni sociali, economiche e ambientali.
Considerato che esistono alternative di sicurezza collettiva basate sulla cooperazione internazionale, sul dialogo, sulla diplomazia e sulla promozione della pace.
Considerato che il nostro Comune, pur non avendo competenze dirette in materia di difesa nazionale, può e deve dare un segnale di forte impegno per la pace sensibilizzando la cittadinanza e le Istituzioni.
Tutto ciò premesso, il Consiglio comunale di Grottaglie: esprime la propria contrarietà alla crescente corsa al riarmo e all’aumento delle spese militari; invita il Governo e le Istituzioni europee a rivedere le politiche di aumento delle spese militari; sostiene la creazione di programmi di educazione alla pace nelle scuole e nelle comunità locali, affinché le nuove generazioni siano formate alla cultura del dialogo, della cooperazione e del rispetto dei diritti umani; promuove iniziative di sensibilizzazione tra i cittadini del nostro Comune con eventi, dibattiti e incontri pubblici per riflettere insieme sulla necessità di un mondo più pacifico e meno armato.
Per tutti questi motivi, il Consiglio comunale, attraverso questo ordine del giorno, intende riaffermare la propria posizione a favore della pace e contro l’escalation militare, cercando di dare un contributo concreto alla costruzione di un futuro di maggiore giustizia, sicurezza e benessere per tutti.
I consiglieri comunali Giuseppina Cassese e Vito Rossini”.
Ho dato copia a inizio seduta a ognuno di voi.
Diamo inizio ai lavori con il primo punto all’ordine del giorno: “Mozione Fratelli d’Italia, presentata dal Gruppo di Fratelli d’Italia – Oggetto: ‘Richiesta al Sindaco per la proposizione del ricorso al TAR contro la delibera di Giunta regionale n. 1891 del 30/12/2024 avente ad oggetto: ‘Approvazione del Piano di dimensionamento scolastico per l’anno scolastico 2025/26 e programmazione dell’offerta formativa per il triennio scolastico 2025/26, 2026/27 e 2027/28’’”, presentata dal consigliere Lenti, a cui do la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere.
Speaker : VINCENZO LENTI.
Grazie, Presidente.
Non avendo avuto l’opportunità di conoscere, da parte della Provincia, se sia stata impugnata la decisione regionale del dimensionamento scolastico, con la fusione dei due istituti “Elsa Morante” e “Don Milani-Pertini” di Grottaglie, tenuto conto che le problematiche nasceranno in autunno soprattutto per i docenti e il personale ATA inseriti nelle varie graduatorie, con commistione delle competenze formative, noi, in attesa di ulteriori precisazioni, ritiriamo la mozione presentata.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lenti.
Proseguiamo con il secondo punto all’ordine del giorno: “Bilancio di previsione finanziario triennale 2025/27. Ratifica della variazione di bilancio di cui alla deliberazione di Giunta comunale n. 5 del 13 gennaio 2025 (articolo 42, comma 4, decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267).
Questo punto, insieme ai successivi altri due punti, sono stati discussi all’interno dei lavori della I Commissione consiliare del 7 febbraio 2025, in particolare questo punto ha visto il voto di 13 consiglieri comunali che hanno espresso voto favorevole all’unanimità.
Chiedo al Consiglio se è possibile l’accorpamento dell’illustrazione dei prossimi tre punti, dando la parola all’assessore Anastasia. Prego, assessore.
Speaker : MARIA ANASTASIA, Assessore.
Nel primo punto si chiede… Buongiorno a tutti e a tutte, innanzitutto. Dicevo, nel primo punto si chiede la possibilità di acquisire all’interno del bilancio la somma che il Comune di Grottaglie ha ottenuto essendo stato ammesso al finanziamento per quanto riguarda i rituali festivi legati al fuoco che si svolgono sul territorio della regione Puglia. La legge regionale aveva istituito questo registro nel 2018, il Comune di Grottaglie ha inserito gli eventi relativi alla festività di San Ciro, in particolare ai rituali del fuoco per quanto riguarda la pira, all’interno di queste manifestazioni e la Regione Puglia ha riconosciuto al Comune di Grottaglie un finanziamento di 9.942 euro, avendo ottenuto settantuno punti. Questa somma dovrà, quindi, essere rendicontata entro il 31 marzo e rientra in quelle che sono le spese sostenute per la festività nell’ambito dell’annualità 2024.
Per quanto riguarda il secondo punto, sappiamo che il Comune di Grottaglie ha contribuito alla realizzazione del DUC (distretto urbano per il commercio) già nel 2017, aderendo a quella che era una legge regionale del 2015. Poiché è stato pubblicato il quarto bando DUC, il Comune di Grottaglie ha previsto l’adesione al banco DUC, che prevede il finanziamento di una somma complessiva pari a 75.000 euro, ma è richiesto un contributo da parte dei Comuni. Poiché in questa condizione, in questa fattispecie il Comune di Grottaglie e il Comune di Villa Castelli possono cofinanziare per la partecipazione al bando, si chiede la possibilità di effettuare una variazione al bilancio di previsione 2025-2027, con la possibilità di destinare 11.250 euro al cofinanziamento per la partecipazione al bando. Il cofinanziamento è di 22.500 euro, quindi 11.250 sono a carico del Comune di Grottaglie e 11.250 sono a carico del Comune di Villa Castelli. I fondi per il Comune di Grottaglie sono stati reperiti dal capitolo relativo agli strumenti di produttività e gestione per quanto riguarda la dotazione finanziaria di un capitolo dell’Ente che riguarda l’Ufficio tecnico.
Per quanto riguarda il terzo punto, si richiede la possibilità anche in questo caso, considerato che la delibera della Giunta regionale del 2024 ha previsto l’estensione delle misure al sostegno familiare in particolare per l’annualità 2025, di modificare il bilancio di previsione 2025-2027 inserendo la somma di 888.000 euro, che andranno a far parte dell’Ambito di zona Taranto 6, di cui ricordiamo che il Comune di Grottaglie è il Comune capofila, che andrà alla misura del sostegno familiare in favore delle persone in condizioni di gravissima disabilità e non autosufficienza.
Ho terminato.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore.
Dichiaro aperta la fase di discussione del secondo punto all’ordine del giorno. Chiedo ai consiglieri se ci sono interventi. Non ci sono interventi.
Per dichiarazione di voto? Consigliere Rossini, prego.
Speaker : VITO ROSARIO ROSSINI.
Buongiorno a tutti. Gli 880.000 euro sono fondi regionali, finanziamenti regionali, giusto?
Speaker : PRESIDENTE.
Chiedo ai consiglieri se ci sono ulteriori interventi. Consigliere Donatelli, prego.
Speaker : FRANCESCO DONATELLI.
Buongiorno a tutti. Grazie, Presidente. I tre argomenti di fatto accorpati sono argomenti sicuramente positivi, sicuramente accoglibili e sicuramente approvabili, però io voglio, ancora una volta, forse per l’ennesima volta, mettere in evidenza che argomenti di così importanza non possono essere portati in Consiglio comunale solamente per la ratifica, quando andrebbe coinvolto il Consiglio comunale, anche attraverso la Commissione competente, per avere informazioni in tempo reale di quello che si sta discutendo e di cui adesso si va velocemente alla ratifica. Quindi, stiamo iniziando l’anno 2025 come abbiamo concluso l’anno 2024, sempre con queste modalità, che io ho sempre criticato, chiedendo appunto che ci sia maggiore coinvolgimento nelle fasi precedenti, prima di arrivare a una delibera di Giunta. Si potrebbe anche arrivare direttamente in Consiglio comunale se prima ci fosse un’adeguata discussione. Peraltro, i tempi molto spesso sono compatibili, non sono tutti di estrema urgenza.
L’invito che rivolgo, pertanto, è il solito, che so cadrà, come al solito, nel vuoto, ma lo faccio ugualmente: chiedo al Sindaco, alla maggioranza e al Presidente del Consiglio comunale di evitare, per quanto è possibile, questi provvedimenti d’urgenza e, quindi, di coinvolgere il Consiglio comunale nei tempi giusti.
Per questo motivo, pur se poc’anzi ho detto sono tutti e tre argomenti approvabili, il Gruppo del PD si astiene su tutti e tre gli argomenti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Donatelli.
Ha richiesto la parola il consigliere Rossini.
Speaker : VITO ROSARIO ROSSINI.
Presidente, mi allaccio pure io alla richiesta che ha fatto il consigliere Donatelli per avere un coinvolgimento e farci fare il nostro lavoro. Secondo me è una cosa che si può fare per il bene di tutti. Quindi, se ci volete tenere più in considerazione, noi stiamo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Rossini.
Non ho altri iscritti.
Per dichiarazione di voto? Non ci sono prenotazioni.
Dichiaro chiusa la discussione del secondo punto all’ordine del giorno.
Contestualmente dichiaro aperta la fase di voto del secondo punto all’ordine del giorno, ovvero “Bilancio di previsione finanziario triennale 2025/27. Ratifica della variazione di bilancio di cui alla deliberazione di Giunta comunale n. 5 del 13 gennaio 2025 (articolo 42, comma 4, decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)”.
La votazione è da intendersi doppia per l’immediata esecutività.
Prego, consiglieri.
I tempi della macchina sono identici a quelli atmosferici: ci sono un po’ di ritardi. Mancano ancora tre voti.
Manca un voto, consiglieri. Perfetto.
Dichiaro chiusa la fase di votazione del secondo punto all’ordine del giorno.
Presenti 21
Votanti 21
Favorevoli 17
Contrari 00
Astenuti 4
Il Consiglio approva.
Chiedo alla Segretaria se posso procedere.
Terzo punto all’ordine del giorno: “Bilancio di previsione finanziario triennale 2025/27. Ratifica della variazione di bilancio di cui alla deliberazione di Giunta comunale n. 17 del 21 gennaio 2025 (articolo 42, comma 4, decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)”.
Anche questo è stato oggetto dei lavori della I Commissione consiliare del 7 febbraio, alla presenza sempre di 13 consiglieri, che hanno espresso all’unanimità 13 voti favorevoli.
Abbiamo già espletato la fase di illustrazione del punto, per cui dichiaro aperta la fase di discussione del terzo punto all’ordine del giorno. Chiedo ai consiglieri se ci sono interventi. Non ci sono interventi.
Per dichiarazione di voto? Non ci sono interventi.
Dichiaro chiusa la fase di discussione del terzo punto all’ordine del giorno.
Dichiaro aperta la fase di votazione del terzo punto all’ordine del giorno, ovvero “Bilancio di previsione finanziario triennale 2025/27. Ratifica della variazione di bilancio di cui alla deliberazione di Giunta comunale n. 17 del 21 gennaio 2025 (articolo 42, comma 4, decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)”.
Prego, consiglieri.
La votazione è da intendersi sempre doppia per l’immediata esecutività.
Mancano due voti. Adesso un voto. Perfetto.
Dichiaro chiusa la fase di votazione del terzo punto all’ordine del giorno.
Presenti 21
Votanti 21
Favorevoli 17
Contrari 00
Astenuti 4
Il Consiglio approva.
Posso procedere, Segretario? Bene.
Quarto punto all’ordine del giorno: “Bilancio di previsione finanziario triennale 2025/27. Ratifica della variazione di bilancio di cui alla deliberazione di Giunta comunale n. 49 del 20 febbraio 2025 (articolo 42, comma 4, decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)”.
Anche questo punto è stato oggetto di discussione dei lavori della I Commissione consiliare del 10 marzo 2025, con la presenza di 15 consiglieri comunali, che hanno espresso voti favorevoli 15, quindi all’unanimità.
Chiedo ai consiglieri se ci sono interventi. Non registro prenotazioni.
Per dichiarazione di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto.
Dichiaro chiusa la fase di discussione del quarto punto all’ordine del giorno, con contestuale apertura della fase di votazione del quarto punto, ovvero “Bilancio di previsione finanziario triennale 2025/27. Ratifica della variazione di bilancio di cui alla deliberazione di Giunta comunale n. 49 del 20 febbraio 2025 (articolo 42, comma 4, decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267)”.
Prego i consiglieri di esprimere la votazione, da intendersi sempre doppia. Perfetto.
Dichiaro chiusa la fase di votazione del quarto punto all’ordine del giorno.
Presenti 21
Votanti 21
Favorevoli 17
Contrari 00
Astenuti 4
Il Consiglio approva.
Il sistema si sta aggiornando. Ripeto l’esito della votazione: votanti 21 consiglieri, voti favorevoli 17, contrari 0, astenuti 4.
Punto n. 5 all’ordine del giorno: “Progetto ‘Lavori di sistemazione strade interne all’abitato e marciapiedi – Riqualificazione dell’area di Piazza IV Novembre e delle Vie Partigiani Caduti, Ennio e Martiri d’Ungheria. Cup J43d21003140001. PNRR M5C2 inv. 2.1 ‘Rigenerazione urbana’ finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU’ – Autorizzazione all’acquisizione gratuita al demanio stradale di area ubicata in Piazza IV Novembre identificata al foglio 88 p.lla 2224”.
Anche questo punto è stato attenzionato dai lavori della I Commissione consiliare del 10 marzo 2025, alla presenza di 15 consiglieri comunali, che hanno espresso voti favorevoli 8 e astenuti 7.
Chiedo ai consiglieri se è necessaria l’illustrazione da parte dell’assessore. Prego, assessore Blasi.
Speaker : GIOVANNI BLASI, Assessore.
Buongiorno a tutti.
Con questo atto sostanzialmente stiamo formalizzando l’acquisizione di un triangolo della stazione di servizio Tamoil, di proprietà della Tamoil, di circa ventotto metri quadri, che è utile alla realizzazione del progetto di rotatoria, per consentire più facilmente la svolta a destra venendo dalla strada di Montemesola. L’accordo era già stato raggiunto con la Tamoil in fase di realizzazione del progetto esecutivo, che viene formalizzato oggi. A carico del Comune ci saranno le spese di circa 300 euro per l’accatastamento.
Viene formalizzato oggi – conosciamo la storia del progetto del monumento – perché vi è stato un ritardo legato al vincolo imposto dalla Sovrintendenza e adesso abbiamo la certezza di poter concludere i lavori e andare avanti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Blasi.
Dichiaro aperta la fase di discussione del quinto punto all’ordine del giorno. Prego, consiglieri. Consigliere Donatelli, prego.
Speaker : FRANCESCO DONATELLI.
Grazie, Presidente.
L’argomento in sé è abbastanza modesto, perché si tratta, appunto, di acquisire gratuitamente questa area. Il problema è che cosa ha originato tutto questo e soprattutto che cosa si poteva fare diversamente rispetto a quello che ha generato l’attuazione di questo progetto.
Voglio solamente ricordare, sempre riallacciandomi al discorso del mancato coinvolgimento del Consiglio comunale, che tutta l’opposizione – parlo del 2023 addirittura – aveva chiesto al Sindaco di fare un’apposita II Commissione per discutere un po’ di tutti i progetti legati al PNRR. Questo in particolare sicuramente aveva tutte le peculiarità per essere approfondito e probabilmente se fosse stato approfondito nei tempi alcune cose che non sono andate nel verso giusto probabilmente si sarebbero potute evitare.
Infatti, che cosa è successo? È successo che intanto l’impatto di questo progetto, almeno leggendo le reazioni che ci sono state soprattutto a livello di social, ma non soltanto, ha generato reazioni abbastanza negative, abbastanza dubbiose sull’efficacia di questa rotatoria, perché evidentemente si è tentato di dare una soluzione a una situazione comunque complessa e la risposta è stata data in modo che poteva sicuramente essere affrontata diversamente.
La cosa più criticabile non è soltanto il fatto di questo impatto della rotatoria su quell’area, ma è anche quello che è successo legato al fatto che per allargare ulteriormente la sede stradale si è praticamente mutilata l’area legata al monumento ai caduti, il che ha generato tutta una serie di proteste e di situazioni abbastanza negative, tant’è che è intervenuta anche la Sovrintendenza, che per un certo periodo ha bloccato quei lavori, per poi dare l’okay alla prosecuzione di quei lavori. Naturalmente questo non soddisfa, evidentemente, chi ci teneva a mantenere integra tutta l’area legata all’area monumentale, perché è stata concepita con quelle finalità e con quella situazione che abbiamo sempre conosciuto fin da quando è stato realizzato, che adesso un po’ viene mortificata da questo arretramento di qualche metro dei bastioni, della parte più importante dell’ingresso di quell’area, che in ogni caso, al punto in cui siamo arrivati, è diventato inevitabile, cosa che, tra l’altro, si sta realizzando.
Io, quindi, voglio mettere in evidenza questo aspetto sempre per la stessa finalità: non c’è mai un coinvolgimento reale del Consiglio comunale nelle scelte importanti, come questa, che ha un impatto particolarmente importante. Sarebbe stato sicuramente più efficace un tipo di intervento completamente alternativo, e cioè quello di espropriare tutta l’area legata alla presenza della stazione di servizio, nei tempi e nei modi dovuti, ovviamente. Ma mi rendo conto che, una volta approvato il progetto, questo non è più possibile, per cui siamo arrivati a questa situazione.
Io ritengo che, alla fine, il vero problema del traffico, che è la motivazione per cui si è arrivati a fare quel progetto, non ne trarrà alcun beneficio. Anzi, probabilmente in alcuni punti renderà la situazione ancora più complicata rispetto a quella attuale. Questa è una situazione che, secondo me, andava affrontata diversamente, soprattutto coinvolgendo anche quella parte dei cittadini e dei tecnici che hanno tentato di fermare questo tipo di intervento. Coinvolgendoli magari si poteva arrivare a soluzioni un po’ diverse, perché voglio ricordare che stiamo parlando di un’area soltanto che rappresenta… Un’area che rappresenta l’onore che bisogna dare ai nostri caduti e caduti in guerra, ma è anche un’area all’interno del Piano del centro storico, del Piano Cervellati. Quindi a maggior ragione andava affrontato in una maniera diversa, perché appunto stiamo parlando di centro storico; però ormai ci stiamo abituando anche a modificare e a mortificare le scelte che sono state fatte anche con il Piano Cervellati. Ne prendiamo atto, quindi in questo caso il male minore è questo.
Giustamente bisogna limitare al massimo i danni dal punto di vista della viabilità, dare la possibilità di allargare quel poco che si sta realizzando con questo provvedimento, per cui il mio voto sarà di astensione per le motivazioni che ho detto prima. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Donatelli. Non ho ulteriori… Sì, il Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO.
Approfitto dell’intervento del consigliere Donatelli per fare chiarezza su questa vicenda, perché mi sembra che effettivamente forse alcune questioni vadano meglio chiarite.
Intanto il monumento non era vincolato, altrimenti negli anni Novanta non avreste potuto mettere la recinzione. Non era recintato e quindi non era stato iscritto negli elenchi. Questo perché di fatto ancora non sono trascorsi i termini per avere il vincolo sul bene, in quanto realizzato negli anni Cinquanta. Quindi non c’erano i termini di legge. È stato applicato un altro vincolo normativo su un bene di interesse e siamo stati noi, attraverso la relazione, a chiedere l’applicazione del vincolo, a condizione comunque di realizzare l’intervento. Quindi, tutta la mistificazione che è stata creata intorno a questa operazione credo che sia anche da smontare e non seguire e inseguire i social, che mi sembrano pilotati da malafede in molti casi.
Quindi, non era vincolato. Non poteva esserlo in base al tempo. Seconda cosa, è stata chiesta dall’Amministrazione nella relazione di applicare il vincolo come bene e sono stati accolti i suggerimenti della Sovrintendenza e anche del Ministero. Quindi, l’operazione non era quella di fare una cosa alternativa. L’operazione è quella di bloccare totalmente l’opera. Detto questo, come avete potuto vedere, è stato risagomato esattamente com’era prima, con un arretramento di appena due metri necessario, però, a consentire di realizzare la rotatoria.
Poi, da una parte dobbiamo ascoltare i cittadini. È vero, tanto è vero che, quando abbiamo fatto il PEBA, uno dei questionari che abbiamo acquisito, il questionario che ha ricevuto maggior interesse era quello relativo alle infrastrutture e il punto di piazza 4 Novembre è stato l’oggetto della maggiore richiesta di intervento. Le schede dicevano intervenire con una rotatoria su 4 Novembre. È stato proprio il questionario che voi avete anche visto durante la discussione del PEBA, in cui si chiedeva di intervenire in quel punto. Quindi, in realtà stiamo rispettando quello che anche è stato chiesto dai cittadini attraverso quei questionari, esattamente il contrario di quello che si cerca di far passare.
Mi pare che l’ingegner Celino sia venuta in Commissione, abbia convocato più riunioni anche per condividere i progetti. Si poteva fare di più certamente, ma poi il progetto è stato anche presentato pubblicamente e in quell’occasione, come è emerso, nessuno ha fatto rilievi di alcun tipo. Non c’erano neanche presenti gli architetti o i tecnici a cui si fa riferimento per fare delle osservazioni in quella fase. Le osservazioni sono nate al momento della realizzazione dell’opera un po’ strumentalmente, se mi volete concedere, perché comunque un contributo non è mai arrivato agli atti, pur approvati e pubblicati urbi et orbi, come sapete, dall’Amministrazione.
Chiudo dicendo che in realtà sfugge un particolare. Negli anni, mi pare, Cinquanta o fine anni Quaranta, non ricordo la data precisa, il Comune di Grottaglie vendette alla Tamoil quell’area. Quindi, l’area non è di proprietà comunale. Questo per dire che qualcuno aveva detto togliete le autorizzazioni. Il passaggio con la Tamoil è stato fatto, la Tamoil ha detto noi non intendiamo assolutamente rinunciare al distributore di benzina, non se ne parla. Quindi la strada alternativa sarebbe stata a fare un esproprio e non sto a spiegare qui ai presenti qual è l’impegno economico per l’Amministrazione fare un esproprio ad una compagnia che si occupa di un bene che non ci possiamo permettere normalmente. Quindi non avremmo avuto le disponibilità per fare questa operazione.
Lo dico perché poi è semplicistico dire espropriamo. Espropriamo, ma chi paga? E qual è il costo di questo esproprio di un distributore di carburanti che funziona e che fattura svariate migliaia, milioni di euro? Detto questo anche, la procedura di esproprio avrebbe comportato l’opposizione già annunciata dalla Tamoil e quindi probabilmente anche la perdita del finanziamento. Il ragionamento si applica con il buonsenso, sapendo quali sono i limiti, anche i limiti di non esporre l’Amministrazione a danni patrimoniali, che forse non ci saremmo potuti permettere neanche per dieci bilanci futuri.
Quindi, comprendiamo le osservazioni di tutti. Evidentemente la Sovrintendenza ha dato una spiegazione chiara, dicendo che non era vincolato, ma che ha applicato una norma specifica sul vincolo di un bene di questa natura, consentendo di realizzare le opere e mettendo alcune prescrizioni, che stiamo osservando. Ovviamente, come potete vedere, intorno al monumento c’è una riqualificazione generale. Stiamo rifacendo i marciapiedi, sistemeremo la fontana. La recinzione è stata già rimontata, ridipinta. I bastioni sono stati smontati e rimontati allo stesso modo.
Io mi farei un’osservazione, forse quella che mi sarei aspettata, ma la faccio io stesso a me e cioè che forse andrà sistemata pure la parte architettonica all’interno, quindi sistemare proprio il monumento vero e proprio. L’altro aspetto che sfugge, ma è stato chiarito, è che il disegno intanto non è di Piacentini, che non è un vanto, attenzione. A me piace sarebbe piaciuto fosse stato di Piacentini, ma di fatto non lo è, perché abbiamo fatto una ricerca presso l’Università ed è risultato non essere di Piacentini.
Seconda cosa, è stato realizzato in più momenti quel monumento. Quindi, non è, come ha detto qualcuno, una visione unica e globale del monumento. È stato realizzato prima… C’era prima la piazza, poi è stato pensato dopo di inserire il monumento, tant’è vero che lo dimostrano le delibere succedutesi nel tempo. Quindi non era una visione sin dall’inizio unitaria di quel monumento, ma è stato fatto a pezzi successivi. Questo è il tema e si evince anche dal fatto che il monumento è stato collocato non frontalmente all’ingresso, ma un po’ più spostato, tenuto conto delle dimensioni della piazza stessa. Quindi la prospettiva è anche non proprio allineata.
Detto questo, rimane sempre il monumento a cui siamo tutti affezionati e l’impegno che prendiamo, lo dico un po’ a tutti, è quello di completare l’opera di sistemazione interna. Quindi saranno da rimuovere degli alberi che stanno danneggiando il monumento, perché poi bisogna dire le cose come stanno. Ci sono due o tre alberi che stanno sollevando totalmente la base, laddove sono affisse le incisioni. Quindi, bisognerà togliere… Eh, lo so. Di fatto, però, se continuiamo a dire così, poi il monumento cadrà e si dirà ma il Sindaco non ha tolto gli alberi.
Detto questo, però, voglio dire, va fatto un progetto e stiamo capendo anche i soldi da reperire per poterlo fare, ma qualche albero andrà tolto e andrà fatta questa sistemazione. Questo è sicuramente il rilievo che ho fatto io a me stesso, cioè siamo capaci di trovare i soldi. Però, di fatto, il finanziamento era per infrastrutture stradali e non per realizzare manutenzione di opere architettoniche. Quindi non era possibile finanziarlo, ma è un impegno che ci siamo presi di portarlo a compimento, per ridare decoro a tutto quanto. Evidentemente non era neanche accessibile per le condizioni dei marciapiedi, per le condizioni della viabilità stradale. Sapete bene che era totalmente inaccessibile, tant’è vero che era perennemente chiuso, perché non ci si riusciva ad arrivare né ad accedere.
Ora il processo di sistemazione sta andando avanti. Hanno quasi completato, come avete visto, la sistemazione dell’area esterna e poi si procederà con la rotatoria. La domanda è: risolverà tutti i problemi? Ha già spiegato l’ingegnere. Non risolve tutti i problemi, perché su circa 80 punti di contatto ne rimangono forse 25 ancora in piedi, se non erro. 14, ne rimangono 14. Qualche altro punto di contatto, di criticità rimane, ma sicuramente la condizione della strada migliorerà.
Ovviamente io non è che li faccio io i disegni. Ci sono tecnici che si occupano di questo e la soluzione è stata anche mostrata e prospettata con delle valutazioni fatti con i droni, che hanno studiato l’andamento della viabilità per un dato periodo. Quindi, questo è il tema. La cosa che approviamo oggi, però, è solo una piccola cosa. Dopo l’incontro avuto con Tamoil, la quale ha rifiutato di darci l’area o di venderci l’area, ci ha concesso un pezzo che ci consentiva comunque di realizzare l’infrastruttura stradale. Ce l’ha concesso gratuitamente, ma, fermo restando, lo dico anche ai più, che qualora domani dovesse esserci uno che dica lì la Tamoil non ci può stare, rimane il problema che l’area non è di proprietà comunale. Quindi andrà fatto comunque l’esproprio e comunque bisognerà trovare una soluzione economica per quell’area. Non ce ne saremmo comunque usciti da un punto di vista economico, perché non avremmo avuto i soldi per fare né l’esproprio né l’acquisto. Quindi questo è il tema al momento. Sicuramente non ce la volevano regalare. Lo dico perché qualcuno ha messo in giro che il Comune poteva farsi regalare l’area dalla Tamoil. Questo è giusto per dovere di cronaca.
Quindi ci stiamo oggi dedicando a acquisire lo spigolo di proprietà della Tamoil, che lo dona al Comune per realizzare questa infrastruttura. Questo è quanto.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Sindaco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Gianfreda. Prego.
Speaker : CIRO GIANFREDA.
Io lo so già che mi attirerò sicuramente le critiche di qualcuno che dirà che, da consigliere, probabilmente ho altri interessi o altre situazioni. Vedo… Sono d’accordo su un fatto espresso dal consigliere Donatelli, però sto notando ultimamente sui social che molte persone sono diventate tecnici di qualsiasi tipo, in qualsiasi branca, probabilmente, lo capisco perché faccio pure io politica e la faccio dall’opposizione da tanti anni, cercando di mettere in difficoltà l’Amministrazione in molte situazioni. Lo faccio anche io quando è possibile, però cercando sempre di supportare tutto ciò che faccio con carte, documenti e con fatti concreti.
Io un consiglio do al Sindaco e alla sua Amministrazione. Ha ragione il consigliere. Probabilmente se noi avessimo fatto già nei tempi… Ormai i PNRR sono già tutti i partiti, sono già ormai tutti finanziati, sono già tutti in itinere, quindi in questa fase anche è inutile, secondo me, tranne questo pezzettino qui, che ha questo problemino, ma sarebbe stato opportuno discutere con i consiglieri comunali. Anche non avendo tutti le competenze opportune, però probabilmente alcune situazioni sarebbero pure uscite allo scoperto e probabilmente la città… Con i nostri mezzi ognuno, con i propri partiti, con le proprie associazioni, si sarebbe potuto comprendere meglio e forse avere una soluzione alternativa o migliorativa che non incidesse molto né sul monumento né sulla viabilità in quel posto, senza nulla togliere agli uffici, alle competenze degli uffici e alle competenze dei tecnici, che io non voglio criticare assolutamente. Non è mio modo di fare.
Quindi ritengo che quello che aveva detto il consigliere Donatelli è corretto e invito l’Amministrazione anche per altri futuri progetti importanti che prevedono la modifica della città, delle idee oppure anche le richieste di finanziamento… Ma non perché noi non dobbiamo chiedere i finanziamenti e non perché non dobbiamo cercare di portare nelle casse della città, che è di tutti… Non è di Ciro D’Alò né di Ciro Gianfreda. Non è di nessuno, nel senso che è dei cittadini. Quindi noi dobbiamo spingere in quella direzione tutti, anche l’opposizione. Io penso che debba In questa situazione, in queste problematiche, debba spingere nel poter avere il massimo dei finanziamenti.
Questa è stata una… L’ho seguita dai social, non sono intervenuto un po’ perché non conoscevo proprio benissimo le carte e un po’ perché mi è sembrato strumentale anche il modo con cui ci si è posti e il modo in cui si sono date delle soluzioni. In alcuni casi ho condiviso alcune cose anche con alcuni tecnici, nel capire meglio quali erano le problematiche, però ritengo che le soluzioni c’erano, ci sono e ci saranno sempre dal punto di vista tecnico.
Io non conosco progetti a cui non si possa dare una soluzione. Chiaramente, quando c’è una situazione di contrapposizione e quando anche persone che non sono tecnici intervengono nel dare loro soluzioni, inventandosi soluzioni alternative, io certe cose non le comprendo e non le comprenderò mai. Però è fondamentale e quindi invito il Sindaco e la sua Amministrazione a cercare, nei momenti importanti, non poi nell’iter amministrativo, nei momenti importanti, in cui si debba decidere o si debba portare a conoscenza della città, non con le associazioni, perché quelli sono passaggi che spettano all’Amministrazione o alla pubblicazione, così come prevede la legge, di programmi e di progetti e l’apertura alla città intera, quindi alle associazioni, ai sindacati e tutto… Ma quando siamo ancora in fase embrionale, in cui si debba condividere un progetto, è opportuno che al Consiglio comunale e quindi all’interno delle Commissioni vengano portate all’attenzione determinate problematiche, in modo da dare tutti il proprio contributo.
Poi l’Amministrazione è libera, avendo la maggioranza, di decidere e di portare avanti i suoi obiettivi. Quindi io su questo progetto mi asterrò per le motivazioni che ho detto.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Grazie, consigliere Gianfreda.
Chiedo ai consiglieri se ci sono ulteriori interventi. Consigliere Donatelli, il suo secondo intervento. Prego.
Speaker : FRANCESCO DONATELLI.
Sì, un brevissimo intervento per dire, anzi per ribadire che io, nel mettere in evidenza alcune criticità di quel progetto, ho comunque detto che, nella situazione data, era è evidente che non è semplicissimo arrivare a una conclusione che soddisfacesse tutti. Quindi sicuramente delle problematiche esistenti potevano, come diceva appunto l’ingegnere Gianfreda prima, quantomeno essere affrontate e rendere più consapevole tutto il Consiglio comunale di quello che si sta per fare e di quello che si poteva anche eventualmente cambiare. Quindi, questa è la situazione attuale.
Detto questo, il Sindaco ha detto mi sarei aspettato, rivolgendosi a me evidentemente perché io ero l’unico che sono intervenuto, che ci fosse un intervento, ci fosse stato un intervento per porre l’attenzione sul basamento del gruppo marmoreo. Per la verità, Sindaco, io ho fatto almeno due in interrogazione e parlo di anni recentissimi. Fino al 2023 ne ho fatte almeno due, dove ho messo in evidenza proprio questo, anche allegando delle foto. Adesso ovviamente è una situazione che è peggiorata ulteriormente.
Quindi è un impegno che il Sindaco si deve prendere seriamente, che deve prendere seriamente, perché, a parte il fatto che quello rappresenta il monumento in sé, è fuori discussione, nessuno può metterlo in discussione, però ai piedi di quel gruppo marmoreo sono state collocate delle lapidi che richiamano, con i nominativi e con l’età, tutti i caduti in guerra, della Prima e della Seconda guerra mondiale. Sono per la precisione 373 caduti in guerra, che sono scritti su quelle lapidi e non è mai stato fatto un minimo di manutenzione. Quindi il rischio… Non soltanto il monumento, ma anche quella testimonianza, dovuta, appunto, a queste lapidi, va assolutamente tutelata e quindi inserita nel progetto nel progetto più generale.
Infine, sempre parlando ormai a cose fatte, condivido le cose e le preoccupazioni del Sindaco per quanto riguarda esproprio eccetera, però io voglio sollevare anche un problema per il futuro ovviamente. Lì siamo in pieno centro abitato. C’è una stazione di servizio e la stazione di servizio dal centro abitato, per legge, dovrebbe spostarsi e quindi… So che nel passato c’era il piano comunale dei carburanti. Non so che fine ha fatto, se è ancora in vigore, se si può cominciare a utilizzare quel piano per mettere in sicurezza quella situazione, che, indipendentemente dalla strada, dalla rotatoria, dal monumento stesso, è un problema di sicurezza, tant’è che tutti, quasi tutti per la verità, perché è rimasto a via Colombo. Tutte le stazioni di servizio che insistevano nel centro abitato sono state eliminate, piazza Principe di Piemonte, via Campitelli. Insomma un po’ tutte. Via Diaz.
Giustamente, sulla base appunto di un piano comunale dei carburanti, va gradualmente dismesso. Quindi, l’impegno che io chiedo al Sindaco su questo è quello di tutelare il monumento complessivamente, con interventi che sicuramente saranno onerosi, ma se non ci diamo una mossa, se non programmiamo un qualcosa, lì si andrà sempre peggio. In più, ripeto, per motivi di sicurezza, quell’impianto, quella stazione di servizio, nei limiti della legge, degli obblighi della pubblica amministrazione in queste caso, devono essere affrontati e risolti, ripeto, nel corso del tempo e con quello che è possibile fare.
Il mio voto, visto che è il secondo intervento, è un voto di astensione per tutte le criticità che ho messo in evidenza e quindi. Su questo, su questo argomento spero che ci sia, anche qui, soprattutto un’inversione di tendenza nel discorso del maggior coinvolgimento del Consiglio comunale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Donatelli.
Chiedo ai consiglieri se ci sono ulteriori interventi. Non registro prenotazioni, pertanto dichiaro chiusa la fase di discussione.
Per dichiarazione di voto. Chiedo scusa, consiglieri, ci sono dichiarazioni di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto, pertanto dichiaro chiusa la fase di discussione del quinto punto all’ordine del giorno.
Contestualmente, dichiaro aperta la fase di voto del quinto punto all’ordine del giorno ovvero: Progetti “Lavori di sistemazione strade interne all’abitato e marciapiedi. Riqualificazione dell’area di piazza IV Novembre e delle vie Partigiani caduti, Ennio e Martiri di Ungheria. Rigenerazione urbana finanziato dall’Unione europea Next Generation Eu. Autorizzazione all’acquisizione gratuita al demanio stradale di area ubicata in piazza IV Novembre identificata al foglio 88, particella 2.224”.
Prego i consiglieri di esprimere il voto, che si intende sempre doppio per l’immediata esecutività.
Manca un voto, consiglieri. Ah, è Saveria. Un attimo, si aggiorna il pannello. Un attimo ancora, perfetto.
Dichiaro chiusa la fase di votazione del quinto punto all’ordine del giorno.
Con votanti 20 consiglieri, che hanno espresso voti favorevoli 13, contrari zero, astenuti 7. Dichiaro approvato il quinto punto all’ordine del giorno.
Sì, sì, sì. Altri due punti, il sesto e il settimo, poi c’è l’ordine del giorno aggiuntivo. Posso procedere? Segretario, posso procedere?
Sesto punto all’ordine del giorno: “Modifica punto 6.2 del DUP triennio 2025-2027, approvato con delibera di Consiglio comunale n. 102 del 2024, conseguente all’aggiornamento del Piano di alienazione e valorizzazione triennio 2025-2027”.
Anche questo punto è stato attenzionato dai lavori della I Commissione consiliare del 10 marzo, alla presenza di 15 consiglieri, che hanno espresso voti favorevoli 9 e astenuti 6. Chiedo ai consiglieri se è necessaria la relazione.
Prego, assessore Anastasia.
Speaker : MARIA ANASTASIA, Assessora.
All’interno del DUP rientra il piano di alienazione e valorizzazione degli immobili comunali, che venne redatto quindi ogni anno e riguarda in questo caso il triennio 2025-2027. All’interno di questo piano vengono riportati gli immobili che sono già ristrutturati, quelli che poi possono essere oggetto di affitto o alienazione, quelli da invece ristrutturare e gli immobili di proprietà dell’ente che servono alle attività proprie dell’ente.
Nell’ambito della ricognizione del patrimonio immobiliare comunale sono stati identificati alcuni terreni, catastalmente identificati come terreni a vocazione agricola, che rientrano nel catasto al foglio 63, particelle 997, 999, 1.001 e 1.041. Questi terreni, che sono un totale di 4.790 metri quadri, sono pervenuti all’ente durante un atto di espropriazione relativo all’anno 2009, all’epoca avente ad oggetto gli insediamenti produttivi.
Poiché al momento questi tipi di terreni, essendo a vocazione agricola, non hanno al momento nessun’altra destinazione, ma è intenzione di questo ente avviare un percorso al fine di stimolare nuovi investimenti e poiché questi terreni si trovano, come abbiamo detto l’altro giorno, prospicienti la zona industriale, di fronte all’impianto della Conad, si chiede di modificare, appunto, e di aggiornare il piano, in modo tale da inserire questi terreni all’interno della sezione degli immobili da valorizzare, al fine quindi di poterne determinare un valore ed eventualmente predisporne l’alienazione attraverso una manifestazione di interesse pubblica.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore. Dichiaro aperta la fase di discussione di questo sesto punto all’ordine del giorno. Prego i colleghi di prenotarsi.
Consigliere Donatelli, prego.
Speaker : FRANCESCO DONATELLI.
Grazie, Presidente. L’argomento ovviamente va assecondato, anche se io mi asterrò su questo argomento, perché è giusto, appunto, dare continuità a un lavoro, a un lavoro e a un’espansione della zona PIP così come viene giustamente richiesto, quindi non bisogna perdere tempo su questo.
Il mio intervento si riallaccia agli interventi precedenti. Anche qua, stiamo parlando di una modifica non soltanto del DUP, ma anche del piano di valorizzazione e di dismissione degli immobili di proprietà comunale, però, a parte il rito obbligatorio che bisogna fare di stilare un elenco per allegarlo al DUP, non si fa nient’altro.
Anche qui nel passato ho sollevato questa problematica, lo voglio ribadire ancora una volta. Il Comune di Grottaglie è proprietario di diversi immobili. Alcuni stanno in via di ristrutturazione, altri sono stati completati. Da quello che si legge, in parte sono abitazioni. C’è un deposito e poi c’è la ex scuola rurale.
Allora, la domanda è: possiamo approfondire questa cosa anche qui, ovviamente cadrà nel vuoto anche quest’appello, in un’apposita Commissione, dove si analizzano queste situazioni e si può far uscire fuori una proposta, da sottoporre all’Amministrazione comunale e poi al Consiglio comunale, di utilizzo di questi immobili e le modalità di utilizzo di questi immobili? Quindi, ancora una volta chiedo, appunto, maggior coinvolgimento, perché su questo si può intervenire, anzi si deve intervenire, anche per dare una mano alle entrate del civico ente, perché alcuni di questi immobili… A parte il fatto che alcuni sono stati oggetto di ristrutturazione, quindi di una spesa consistente che è stata fatta, ma di altri che sono non si capisce qual è l’uso che se ne fa, a cominciare, per esempio, dall’ex scuola rurale.
Perché non approfondiamo questo aspetto e vediamo come possiamo migliorare la presenza di queste strutture anche in termini dal punto di vista economico e a beneficio del bilancio stesso? Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Donatelli. Chiedo ai colleghi se ci sono ulteriori interventi. Non registro prenotazioni.
Per dichiarazione di voto. Non ci sono dichiarazioni di voto. Pertanto dichiaro chiusa la fase di discussione del sesto punto all’ordine del giorno.
Dichiaro aperta la sessione di voto del sesto punto all’ordine del giorno ovvero: “Modifica al punto 6.2 del DUP del triennio 2025-2027, approvato con delibera di Consiglio comunale n. 102 del 2024, conseguente all’aggiornamento del Piano di alienazione e valorizzazione del triennio 2025-2027”. Prego, consiglieri.
Dichiaro chiusa la fase di votazione del sesto punto all’ordine del giorno.
Con votanti 20 consiglieri, che hanno espresso voti favorevoli 16, contrari zero, astenuti 4, dichiaro approvato il sesto punto all’ordine del giorno.
Settimo punto all’ordine del giorno: “Approvazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) del Comune di Grottaglie”.
Comunico che si doveva collegare la dottoressa Belloni, che ha partecipato non solo ai lavori di redazione, ma anche alle sedute delle Commissioni consiliari e agli incontri pubblici. È purtroppo bloccata l’Università di Napoli. Pertanto ringrazio della presenza l’ingegner Celino in sostituzione.
Chiedo agli assessori, all’assessore Stefani se prende la parola per primo. Sì, un attimo solo, assessore. Prego, assessore Stefani.
Speaker : MAURIZIO STEFANI, Assessore.
Grazie, buongiorno a tutti. Intanto vorrei ringraziare l’ingegner Celino per questa guida che ci ha portato in merito al Patto dei Sindaci. Questo è un impegno dettato dalla Comunità europea, dove, proprio in virtù di una tutela ambientale e per le strategie energetiche da mettere in campo, si è redatto questo piano per dare la possibilità a tutti gli enti locali di seguire quelle che sono le indicazioni e la possibilità di raggiungere determinati obiettivi, che sono quelli, entro il 2030, di raggiungere un’emissione di CO2, di anidride carbonica, con una riduzione del 55 per cento.
In effetti, con l’adesione che abbiamo noi sopportato e che abbiamo effettuato nel 2022, con l’adesione ai patti dei Sindaci, abbiamo potuto definire quello che è questo piano e da seguire tutta una serie di azioni e strategie affinché possiamo raggiungere questo obiettivo entro il 2030, obiettivo che può essere chiaramente conseguito con l’impegno da parte di tutti quanti, con la collaborazione di tutti quanti nel migliorare proprio un discorso di salute nei confronti di tutti i cittadini.
Possiamo noi ogni giorno assistere alle questioni ambientali, perché dovute all’inquinamento soprattutto, col problema di quelle catastrofi naturali che tutt’oggi, con l’aumento della temperatura, del clima, è diventato veramente devastante. Noi mai… Ormai ci stiamo abituando, con l’arrivo anche dei tornado, cosa assurda, mai avuta nel passato. Quindi abbiamo messo in campo, grazie anche all’azienda Polisemia, e grazie alla dottoressa Belloni, che ci ha dato, ha redatto questo Piano, anche perché noi non avevamo le professionalità per poterlo redigere, grazie anche un contributo di 12.000 euro da parte della Regione Puglia, colei che gestisce tutto il discorso europeo per quanto riguarda la Regione Puglia.
Abbiamo dovuto iniziare a verificare quella che è la condizione attuale del nostro territorio. Quindi, grazie a tutta una serie di risultanze date dall’Istat, ha potuto redigere quella che è la situazione, lo stato di salute dell’attuale situazione ambientale locale. Di conseguenza, poi, ci sono tutta una serie di indicazioni, strategie da seguire. Sono soprattutto nell’ambito ambientale e di tutela evitare… È quello che noi stiamo già perseguendo come Amministrazione in merito alla raccolta dei rifiuti, al mercato del riuso, all’efficientamento energetico, dove siam passati alle lampade a led. Quindi non solo un discorso ambientale, ma anche energetico e soprattutto economico.
Quindi bisogna mettere in campo tutta una serie di attività. A breve porteremo subito l’adesione alle comunità energetiche e renderemo già efficiente, secondo anche quelle che sono le indicazioni del Piano di azione, quindi chiaramente per poter poi raggiungere entro il 2030 questa riduzione di emissioni di anidride carbonica. Questi sono gli aspetti globali del PAESC, ripeto, anche nelle costruzioni, grazie anche all’approvazione del Piano casa, dove abbiamo approvato il discorso che, per poter realizzare eventuali ampliamenti e qualsiasi tipo di intervento sugli immobili, bisogna seguire anche un efficientamento energetico e dove abbiamo visto e attuato… Tuttora ci obbliga la legge, nel realizzare gli immobili, a mantenere quanto più possibile in piedi un efficientamento energetico e soprattutto sfruttare quelle che sono le fonti alternative energetiche attuali, che sappiamo benissimo che è quella del fotovoltaico e quella dell’eolico.
Mettere in campo anche tutta una serie di attività che vanno dalla riduzione di quelli che sono… Come abbiamo visto, soprattutto nell’ambito della comunicazione, noi cerchiamo di incontrare continuamente le scuole proprio per dare un contributo e poter gestire quanto più possibile il consumo e quindi soprattutto la sostenibilità.
Questa è grosso modo tutta la situazione riguardo al piano, al PAESC. Poi, magari sotto gli aspetti più dettagliati, vediamo, perché purtroppo ci scusiamo. Oggi avevamo in previsione la presenza della dottoressa Belloni, che è un tecnico ambientale e potrebbe darci più qualche notizia. Se ci sono domande, vediamo un pochettino di potervi rispondere in merito a quello che noi abbiamo seguito. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Stefani. Chiedo all’assessore Blasi se prende la parola o passo la parola all’ingegner Celino. Sì, prego assessore Blasi.
Speaker : GIOVANNI BLASI, Assessore.
Sì. Volevo dire che è un piano importante, un piano che ci dà delle indicazioni. Sicuramente da solo non basta a risolvere i problemi che sta affrontando oggi la situazione climatica a livello globale, però, ci dà indicazioni su comportamenti che ognuno di noi può assumere per dare il proprio contributo, naturalmente ponendo degli obiettivi sulla città, che deve raggiungere entro il 2030.
Quindi è un piano che non è chiuso. È sempre aperto, in evoluzione, un piano che, volevo aggiungere, è nato, parallelamente al Piano urbano della mobilità sostenibile, che anche al suo interno si pone come obiettivo quello della riduzione della CO2 nell’ambiente, agendo sul traffico. Quindi, ancora una volta, è un piano che anch’esso ci dà indicazioni su comportamenti da assumere e responsabilità che ognuno di noi deve intraprendere.
Con l’occasione vi ricordo che nel pomeriggio, alle 17, c’è un incontro sul piano urbano della mobilità. Ci sono i progettisti e, se avete voglia, anzi vi invito a partecipare per poter prendere atto su alcune indicazioni e poter dare anche il vostro contributo.
Quindi passo la parola adesso all’ingegner Celino.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Blasi. Prego, ingegnere.
Speaker : ADELE CELINO, Dirigente.
Mi scuso perché io, non essendo un ingegnere ambientale, probabilmente non riuscirò a trasmettervi proprio a fondo i criteri che stanno alla base di questo piano e magari rispondere anche alle vostre domande un pochino più tecniche, però vi propongo di parlarvi della finalità di questo piano.
Forse è importante anche condividere con voi la struttura e l’organizzazione del piano, proprio come è fatto. Poi vorrei dedicare qualche parola per il monitoraggio e controllo, per trasmettervi questa idea che questo piano non è un piano punto di arrivo, ma è solo un punto di partenza per tutto il lavoro che da questo momento, cioè dopo l’approvazione, noi avremmo da fare, voi come Consiglio comunale, con gli amministratori, e anche noi come uffici.
Allora, le finalità di questo piano. Voi, nel 2022, mi pare a luglio o ad agosto, avete approvato l’adesione al piano, cioè avete dato mandato al Sindaco di aderire al nuovo Patto dei Sindaci per l’energia e il clima; tant’è che il Sindaco ha firmato il patto il 30 agosto 2022. Il Patto presuppone un impegno da parte del Comune di Grottaglie a raggiungere determinati obiettivi che prima, come ha detto l’assessore, erano al 2030, adesso sono al 2050.
Scusatemi se ve li leggerò, perché sono molto tecnici, ma sono indicativi di quello che è l’impegno che voi, con la delibera di Consiglio comunale, dando mandato al Sindaco per la firma del Patto, vi siete assunti e ci siamo assunti noi come comunità di Grottaglie. Allora, le sfide e gli impegni sono i seguenti: accelerare la decarbonizzazione dei territori, contribuendo così a mantenere il riscaldamento globale medio al di sotto dei 2 gradi; rafforzare le capacità di adattarsi agli impatti degli inevitabili cambiamenti climatici, rendendo i territori più resilienti; aumentare l’efficienza energetica, e questo è molto importante per il nostro Comune, e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sui territori, garantendo l’accesso universale a servizi energetici sicuri, sostenibili e accessibili a tutti; attuare misure positive per il contrasto alla povertà energetica.
Questo piano è fatto in questo modo, cioè la prima parte, la parte più corposa, fa una fotografia dello stato attuale del consumo energetico e delle emissioni di gas serra che noi stiamo producendo in questo momento. Per la verità, lo studio è partito dalla fotografia del 2019. La fotografia che è venuta fuori è che sicuramente quello che il Comune di Grottaglie ha fatto negli ultimi anni, e cioè la sostituzione dell’illuminazione, delle lampade per l’illuminazione pubblica, ha portato un abbattimento considerevole, dimostrando proprio che le politiche e le scelte che si fanno all’interno di questa sede sono scelte importanti.
La fotografia che è stata fatta ci permette e permetterà nel futuro al Comune di monitorare e controllare se le varie scelte che vengono fatte per l’abbattimento dei gas serra o la riduzione dei consumi energetici stanno avendo effetti oppure no. Quindi, se voi vedete questo documento che è allegato alla delibera, rappresenta proprio questa fotografia. Da dei numeri, delle indicazioni sullo stato attuale dei nostri consumi e dei rischi che stiamo, che dovremo affrontare nel futuro. Poi c’è l’ultima parte, formata da schede, perché così è il piano.
Il piano non è un piano o un programma normale. È proprio un piano strategico, che ci dà delle strategie che noi dovremmo intraprendere per raggiungere dei buoni risultati. Proprio questo piano si conclude con queste schede, che vedete qui alla fine. Sono schede veramente schematiche, dove viene dato l’obiettivo e vengono date indicazioni dei risultati che si possono ottenere. Quindi, questo piano è fatto in modo tale che voi, come Consiglio comunale, amministratori, e anche noi con gli uffici sappiamo il tipo di interventi che dobbiamo mettere in campo, sia come scelte politiche e sia anche come scelte di tipo economico e finanziario.
Vale a dire, questo è un piano strategico che può orientare gli amministratori e gli uffici per l’individuazione degli obiettivi strategici da inserire nel nostro Piano della performance. È un indice, un piano abbastanza interessante perché non è settoriale ma è multisettoriale, trasversale. Sì, trasversale. Vale a dire, ci costringerà, a noi che siamo nei vari settori e anche gli amministratori, a collaborare, perché non c’è nessun intervento che può essere seguito da un unico settore. Quindi è un piano strategico e una sfida per i Comuni.
Cosa succederà con l’approvazione di questo piano? Noi immediatamente lo trasferiremo in Regione e poi alla Comunità europea e sigleremo il nostro impegno a raggiungere questi obiettivi. Il piano non finisce lì, perché è un piano in divenire. Ogni due anni saremo chiamati ad aggiornarlo. Questo significa che non solo dobbiamo impegnarci a mettere in campo queste azioni, ma dobbiamo fare un lavoro anche di monitoraggio e controllo, e starà proprio al Consiglio comunale controllare, monitorare, controllare e stabilire le azioni di… Come si dice? Di aggiustamento.
Già con il prossimo diciamo bilancio varrà la pena cominciare a inserire le somme che ci occorrono non solo per attuare le variazioni, ma anche delle piccole somme per permettere questo aggiornamento fra due anni. Quindi già a partire dall’anno prossimo dobbiamo cominciare a lavorare per controllare e monitorare gli effetti di questo piano.
Ci diceva, e lo troverete nel piano, che una cosa abbastanza interessante potrebbe essere quella di costituire un nucleo operativo all’interno del Comune proprio perché si tratta di un piano multisettoriale, un piccolo nucleo, anche con l’aiuto di una persona esterna, individuare anche il responsabile di questo piccolo nucleo, in modo tale da coordinare le azioni del nostro Comune. Quindi anche questa è un’altra piccola somma che può essere inserita nel prossimo bilancio.
Niente, io non ho altro da aggiungere, perché la materia è abbastanza tecnica, ma è anche interessante guardare le singole schede. Le vostre osservazioni al piano non finiranno sicuramente con la giornata di oggi, quando adesso esprimerete le vostre osservazioni e farete il vostro intervento di voto, perché qualunque osservazione voi abbiate potrà sicuramente essere inserita nel prossimo aggiornamento. Io non so se avete delle curiosità altre. Non mi addentrerei nei fatti specifici, che potete benissimo valutare voi stessi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, ingegner Celino. Dichiaro aperta la fase di discussione di questo punto all’ordine del giorno. Si è prenotato il consigliere Gianfreda.
Prego, consigliere.
Speaker : CIRO GIANFREDA.
Io non mi butterei giù, ingegnere. Non mi butterei giù nel dire io non sono esperto come ingegnere civile. No, non è detto. Io sono un civile e le posso assicurare che mi sto certificando EGE, quindi… Certificato con Sincert, quindi certificato, perché, come ha detto, è trasversale, la materia è trasversale, va dall’aspetto della riqualificazione energetica agli aspetti un po’ più approfonditi, che vanno anche all’uso del territorio, all’uso e manutenzione del territorio, quindi tutti gli aspetti CAM, tutti gli aspetti che riguardano il Protocollo Itaca o i vari protocolli nazionali e non. Noi abbiamo il Protocollo Itaca pugliese in Regione Puglia e poi ci sono gli altri protocolli, così come anche le risorse idriche.
È tutto, è tutto un sistema che è all’interno di questo piano, che è un piano aperto, come dice lei, però, è fondamentale che, come diceva, ci sia un nucleo all’interno, con almeno un esperto, che vi permetta di… Perché la cosa fondamentale è reperire i finanziamenti. Possiamo dire tutto quello che vogliamo, però non si fa nulla solo con le parole, ma si fa con i fatti.
Anche il fatto… Io, seguendo dei corsi, seguendo anche degli aggiornamenti… La Regione Puglia, ma come anche le altre Regioni, hanno messo pochi soldi. Anche i 12.000 euro che siete riusciti ad avere per fare il piano è una goccia nel lago, perché servono a poco. Poi sta tutto alla capacità degli uffici di potersi relazionare con gli esperti esterni, per poter poi avere finanziamenti che portano al vero risparmio energetico.
Lei diceva che abbiamo fatto una battaglia. Io personalmente ripetevo in ogni Consiglio comunale, prima che si facesse, prima con Bagnardi e poi con Ciro Alabrese, che si facesse l’accordo di programma per l’illuminazione pubblica, perché è stato… Quello sì è stato un vero intervento di riduzione della CO2. A prescindere poi dal risparmio effettivo economico, però quello ha portato sicuramente a un abbattimento della CO2, perché i consumi sono calati. Poi, comunque, l’Amministrazione, pur probabilmente spendendo più o meno la stessa cifra di prima, però ha servizi aggiuntivi che hanno permesso anche quelli di abbassare ulteriormente la CO2, che è l’obiettivo dell’Agenda 2050.
Fondamentale per ogni edificio è cercare fonti di finanziamento che portino ad avere l’edificio in ZEB. Per tutti gli edifici pubblici e quindi anche gli edifici privati, poi, permettere, con la legislazione regionale e comunale, permettere, specialmente quelli in ristrutturazione e quelli nuovi, i nuovi edifici, di poter raggiungere l’efficienza, cioè il consumo zero. Quindi parliamo di edifici in ZEB, significa consumo zero.
Fare una politica anche comunale che non è solo la raccolta dei rifiuti, assessore. Anche i mezzi devono essere elettrici perché, dico, è anche quello, nel senso che non è solo la raccolta e la raccolta differenziata, che è un ciclo che ci permette il riutilizzo e anche quello è fondamentale. Aumentare la percentuale significa far partire effettivamente i consorzi del riciclo, della carta, della plastica, del vetro e quindi significa che le materie prime si consumano meno, si consuma meno idrocarburi e quindi si implementa questo ciclo, che permetterà sicuramente una riduzione della CO2. Ma fare delle politiche che aiutino anche le aziende energivore sul territorio e questo non comporta soltanto noi, perché noi possiamo fare ben poco in questa cosa, però adeguare anche i nostri regolamenti ai regolamenti regionali, nazionali.
Questo comporta, come dicevo prima e come diceva anche l’ingegnere, avere una struttura preparata. Già così come anche per il PNRR qualcosa si è fatto, nel senso che ci sono gli esperti che permettono di portare avanti le pratiche, di fare gli inserimenti e così vi, anche in questo campo è fondamentale avere una struttura non dico fissa, ma una struttura che sia di supporto agli uffici, per poter progettare, controllare, verificare e quindi poi eventualmente aggiustare gli obiettivi.
È una materia complessa, trasversale, che prende tutti i campi, che vanno anche… L’assessore prima parlava del piano dei trasporti, che è fondamentale anche questo, ma fare delle politiche che portano anche a delle situazioni di non comprensione da parte dei cittadini. Anche vietare, ad esempio, l’ingresso in città o nel paese di macchine che non sono euro 6, anche questo è un modo di ridurre oppure incentivare, ad esempio, non solo nel centro storico ma anche in altre aree, solo le macchine elettriche, dico, o incentivare, ad esempio, la mobilità dolce.
Tutte queste forme portano alla riduzione. Potrebbe sembrare un granello, però con i Patti dei Sindaci non è più un granello, ma sono un insieme di granelli che poi fanno una spiaggia, fondamentalmente. Quindi, io sono d’accordissimo con questo piano. Lo condivido e invito l’Amministrazione a dotarsi di una strutture a supporto, che gli permetta di progettare, verificare e poi eventualmente riaggiustare nei prossimi tempi quel Piano che noi andiamo ad approvare. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, ingegner Gianfreda.
Ha chiesto di intervenire il Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO.
Sì, intanto ringrazio l’ingegnere Celino, la società che si è occupata di redigere il piano, gli uffici e gli assessori che hanno seguito direttamente questo lavoro.
Io devo dire che effettivamente questo piano diventa uno strumento importante per le generazioni future, nel senso che la prossima generazione di Sindaci dovrà attenersi a quelle che sono le indicazioni che rivengono da questo piano o dagli aggiornamenti al piano che verranno fatti nel corso del tempo.
Dalla relazione che avete potuto vedere e anche dal PAESC che vi è stato trasmesso, avete visto che in realtà uno dei segnali importanti che sono arrivati nel 2017-2018, con l’assegnazione attraverso Consip della pubblica illuminazione alla società ENGIE, abbiamo ridotto a un terzo i consumi energetici e non è vero, abbiamo avuto anche un ritorno economico, perché in quel periodo, lo dico, noi fummo costretti anche a fare l’operazione in fretta, perché il consumo energetico era arrivato a un milione e 800.000 euro, che pesava direttamente sulla spesa corrente del Comune. Invece con la Consip abbiamo riportato immediatamente a 1,2 milioni il costo. Quindi abbiamo abbattuto il costo, ma abbiamo anche ottenuto un efficientamento energetico e illuminotecnico, ma poi anche in termini di produzione.
Così come, ad esempio, non è riportato in questo piano, credo il mese scorso sono arrivati due nuovi autobus della Miccolis a metano, perché abbiamo avuto un finanziamento regionale per i nuovi due autobus a metano. Questo è importante perché evidentemente si abbatte anche un’altra componente emissiva, così come tutto ciò che è stato fatto implicitamente attraverso il PNRR è anche di efficientamento energetico delle scuole. Queste finestre sono state cambiate con una serie di finanziamenti finalizzati all’efficientamento energetico. Quindi scuole, infrastrutture e quant’altro. La strada è quella. Sì, sì, sì.
Speaker : PRESIDENTE.
Un attimo solo.
Speaker : CIRO GIANFREDA.
… l’aspetto economico, perché anche l’aspetto economico con le situazioni internazionali che ci sono, probabilmente anche l’energia elettrica subisce delle oscillazioni.
Nel 2022 abbiamo avuto un incremento della bolletta del gas e della bolletta elettrica, se vi faccio vedere certi grafici, che è aumentata del 300 per cento. Questo comporta per le amministrazioni, ma anche per tutte le famiglie, quindi le comunità energetiche vanno in aiuto a queste situazioni, anche per le famiglie, quindi vanno incentivate, un aggravio dal punto di vista economico.
Ecco perché progettare, anche dal punto di vista energetico un territorio, ci aiuta con le energie alternative; e attenzione che non sono soltanto l’eolico e il fotovoltaico, ci sono anche le biomasse, ci sono altre fonti, il geotermico, l’idrico, quello marino, cioè è un mix che le amministrazioni devono tener presente proprio per le oscillazioni di tipo economico. Uno potrebbe pure ridurre, efficientare tutti gli edifici e passare al gas o all’elettrico. Il gas ormai ce lo dobbiamo dimenticare, perché anche quello ormai è in mano soltanto alla Russia e all’America, quindi dobbiamo stare attenti, perché queste fibrillazioni internazionali porteranno anche questo vettore energetico al non utilizzo.
Stiamo passando tutti all’elettrico, ma questo deve comportare, non solo a livello nostro, ma a livello nazionale e internazionale, se non europeo, anzi europeo, trovare delle soluzioni che permettano l’autosufficienza. Immaginate se domani mattina noi passassimo tutto all’elettrico e spegnessimo i contatori; noi ci troveremmo in una situazione in cui non potremmo fare più nulla, quindi dobbiamo trovare delle soluzioni alternative energetiche anche di compensazione a questo vettore, che ci permetta di sopravvivere.
Nascerà la discussione, anche sul nucleare. Nascerà la discussione, a breve, e saremo costretti ad utilizzare anche queste fonti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO.
Ciro, mi stai portando su un terreno dal quale volevo affiancarmi, però ti voglio dire una cosa.
Invito tutti, poiché è interessante la lettura, a leggere Saito Kohei, un filosofo giapponese che sta rileggendo Marx, non per Marx, ma perché sta rileggendo Marx in chiave attuale, rileggendo quelli che erano i libretti di Marx sul futuro ambientale.
Qual è il tema? C’è è una frase che mi ha colpito, nella lettura di questo libro, che dice “è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”. Cioè, il concetto fondamentale di base è che noi continuiamo oggi a guardare il mondo con uno sviluppo sfrenato, senza regole. Evidentemente, si associa a questo sviluppo anche una concezione di benessere che poi tale, di fatto, non è, perché il benessere va visto nella più ampia visione, quindi ambientale, sociale: lavoriamo 50 ore al giorno per concederci, forse, di mangiare due giorni al ristorante, paradossalmente… È un’iperbole.
Di fatto, però, dimentichiamo che mangiare a casa – sto semplificando – forse, mangiare meglio, stare in famiglia piuttosto che stare in mezzo alla strada con colleghi e quant’altro… Però, è una critica al sistema.
La domanda è: noi oggi vogliamo continuare a pensare al mondo che cresce in modo sfrenato, o vogliamo pensare anche a ridurre quelli che possono essere gli effetti della crescita sull’impatto globale? Le Nazioni Unite hanno parlato, lo richiama anche questo Saito, un concetto fondamentale, che è il decoupling, nel senso bisogna essere capaci di pensare in modo differente l’utilizzo delle risorse, e continuare a fare uno sviluppo e una crescita impiegando meno risorse, sprecando meno risorse. Questo è l’obiettivo.
Di fatto, però, questo non accade, e la critica anche a quello che può essere il New Green Deal è questa: stiamo ripensando a uno sviluppo sostenibile, che fa parte dell’eco-socialismo, tutto quello che vogliamo, giusto, però non stiamo riuscendo a centrare l’obiettivo di ridurre il consumo delle materie prime. Stiamo pensando di ridurre l’utilizzo del petrolio, ma stiamo comunque pensando di utilizzare in modo massivo le materie prime che sono utili per creare le batterie, le celle e quant’altro, cioè, stiamo consumando altro, in un sistema in cui non si pensa minimamente di decelerare.
Questo piano che stiamo facendo noi quindi non ci sta dando… Sicuramente è una piccola goccia nel mare che contribuisce, come dicevi tu, a bagnare tutti. Però la domanda è se la direzione che stiamo seguendo è quella corretta. Sicuramente è un palliativo, nel senso di provare a ridurre le emissioni più importanti. In questa direzione dobbiamo fare tutto tutti, quindi, migliorare, come dicevi tu, la produzione energetica deve essere mista, non si può affidare ad un’unica produzione energetica, né il petrolio, né solo il nucleare, né solo l’idrico, non solo il geotermico, ma bisogna creare un mix partendo dal presupposto di quello di utilizzare e di produrre quello che siamo capaci noi, senza essere dipendenti dagli altri: molto poco, in Italia.
Sicuramente, il primo impatto per noi è quello di ridurre i consumi, perché se riduciamo quei consumi riusciamo a tarare l’apporto energetico necessario al ribasso, provando a segmentare meglio la nostra richiesta di energia. Questo è un po’ il problema.
Come abbiamo detto in questo periodo, poi ne parleremo al prossimo punto, non è un caso che il punto di discussione fondamentale per la cessazione della guerra in Ucraina siano le materie prime. C’è stato uno studioso che ha ricalcato alcuni punti della storia, tratti che hanno stuzzicato la guerra da parte della Russia che coincidono con gli accordi dell’Ucraina con l’Europa per la concessione delle materie prime, delle terre rare. Ha proprio fatto un libro, riportando date e ricostruzione storica.
La discussione è un po’ più ampia, va detto che evidentemente questo approvvigionamento da parte dell’Europa di terre rare, su un tema così importante quale quello del New Green Deal, quindi del non essere più dipendenti né dalla Cina, né dagli Stati Uniti per acquistare le batterie, o tutti quei materiali evidentemente – e della Cina, allo stesso modo – ha generato un problema di competizione mondiale, e anche di risorse economiche importanti.
Non a caso, Trump ci sta trattando male, perché siamo stati capaci, come Europa, di guardare altrove anche per approvvigionarci di gas. Il tema – ne parlerò più diffusamente dopo – è e che il mondo si sta riposizionando e noi dobbiamo essere capaci anche di assumere un ruolo importante sullo scacchiere internazionale. E non possiamo, qui lo dico a chi critica il New Green Deal, pensare – secondo me questa è la strategia dell’Europa, che deve perfezionare – ancora di essere dipendenti dagli altri. Quindi, dobbiamo abbattere i consumi, che è la prima strategia possibile, come accade anche sui rifiuti. La prima cosa da fare è sì, fare la differenziata, ma la prima cosa da fare è ridurre la produzione dei rifiuti, altrimenti noi non avremo mai spazio a sufficienza per poter mettere i rifiuti, perché se continuano a crescere, anche se facciamo la differenziata, quelle percentuali fanno riferimento a un valore assoluto che sta crescendo sempre di più, purtroppo.
Non vorrei trovarmi quindi come nel cartone animato dei Simpson, quando Homer Simpson ha iniziato a gestire l’azienda dei rifiuti, che faceva i buchi, li metteva sottoterra, e poi a un certo punto dai tombini delle case uscivano i rifiuti: il concetto purtroppo è stato esasperato ma è questo…
Speaker : PRESIDENTE.
Chiedo però ai consiglieri, non possiamo trasformare un’Assemblea… Di rispettare le modalità...
Speaker : CIRO GIANFREDA.
Adesso, per esempio, Enel Power non fa più i campi fotovoltaici a terra, sta facendo i campi… Lo sta facendo sia per i campi fotovoltaici, sia per i campi eolici, sta facendo campi che si chiamano BESS, per l’accumulo dell’energia elettrica.
Attenzione quindi a dire, siamo d’accordo, la riduzione, attenzione a dire “trasformiamo tutto, non dipendiamo più dai prodotti energetici che portano grosse emissioni di CO2”, perché poi è nata la guerra delle terre rare. Questo ha portato alla tensione internazionale. Adesso cioè stanno facendo interi campi, di decine e decine di ettari, in cui si posizionano i container con le batterie all’interno, proprio per immagazzinare l’energia elettrica. Sappiamo tutti infatti del solare termico, ma anche dell’eolico: molte volte noi spegniamo le pale perché la nostra rete, la rete elettrica nazionale, non le riesce ad assorbire, quindi si stanno creando grossi campi non più di fotovoltaico ma di BESS…
Speaker : ALDO PALMIERI.
Mentre noi stiamo parlando di Green Deal, no al gas, no all’energia elettrica, a livello internazionale ci sono delle società, dei fondi importanti, tipo il BlackRock, che sta investendo in Italia sulle società del gas.
L’azienda dove lavoravo io, la 2i Rete Gas è stata acquistata da Italgas. Quindi, Italgas diventa il monopolio, a livello nazionale, per la distribuzione del gas naturale. Cosa voglio dire? Da una parte diciamo gas zero, però ci sono dei grossi fondi speculativi, tipo BlackRock, che ha comprato il canale di Panama, che è entrata in società con Italgas. Cosa voglio dire? Noi parliamo di Green Deal, di energia alternativa, ma la finanza si sta muovendo sulle energie fossili. Ecco perché dico: noi parliamo, però dietro di noi, alle spalle, c’è qualcuno che fa affari su queste cose.
Mi riallaccio poi anche a quello che diceva Ciro, sull’extra consumo. Io ho lavorato 35 anni… Ricordo che quando il gas naturale costava un decimo di adesso, consumavo per casa mia 3-4.000 metri cubi all’anno. Adesso che è aumentato, ne consumo 700. Cosa vuol dire? Vuol dire che probabilmente, come dice Ciro, dobbiamo cercare di economizzare anche il consumo a favore dell’ambiente.
Ho voluto dare questo mio contributo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Palmieri.
Ridò la parola al Sindaco. Vi prego, consiglieri, di prenotarvi per un intervento strutturato.
Speaker : SINDACO.
Riprendere il filo, mi dovete consentire…
Il concetto è giusto, nel senso che noi oggi siamo… L’Europa purtroppo non ha grandi capacità di produzione energetica da combustibili fossili, e deve ragionare sull’alternativa. Questa alternativa è sicuramente la riduzione e poi le misure alternative di cui siamo a conoscenza oggi. Però – lo dico anche perché volevo completare il discorso con Aldo – il discorso è che una volta terminata la crisi con la Russia, io non penso, ne sono sicuro, che non si continuerà ad essere esclusi dal gas russo. Sono sicuro, cioè, che una volta chiusa la crisi, la Russia continuerà a vendere il suo gas all’Europa e lo venderà a prezzi molto più bassi, avendo noi già intercettato il gas dell’Azerbaijan. Abbiamo aperto nuove frontiere e questo comporterà una concorrenza maggiore per quanto riguarda la Russia, quindi sono convinto che torneremo al gas, però intanto ci dobbiamo attrezzare perché il gas rappresenta l’arma di ricatto della Russia, sempre nello scenario positivo, perché lo scenario negativo non lo lascio immaginare, e non lo voglio neanche immaginare, perché diversamente…
Sicuramente questo piano è un punto di partenza su cui dobbiamo lavorare e dobbiamo continuare a pensare che le scelte, purtroppo, hanno degli effetti nel tempo. Forse, questa decisione di guardare un po’ più all’aspetto green andava presa un po’ prima, com’è stato fatto in altri Stati europei. Noi arriviamo sempre un po’ in ritardo, abbiamo un fuso orario. Però, non è mai troppo tardi per recuperare.
Probabilmente, dobbiamo continuare ad efficientare i nostri edifici, proprio per quello che dicevi tu, perché evidentemente dobbiamo abbattere quei costi di consumo energetico, non dimenticandoci, però, un fatto. Come dicevo prima, anche ciò che ci consente di efficientare ha un costo in termini ambientali: domani avremo da smaltire i pannelli, avremo da smaltire la parte che coibenta le facciate, quindi il polistirolo, sempre materiale che ci consentono di ridurre, ma che alla fine, nel corso degli anni, avrà un impatto sull’ambiente, quindi è questo il discorso. Alla fine, lo facciamo, ma dobbiamo provare a guardare anche la prospettiva futura di questi interventi, quindi non facendoli a spot, ma guardandovi in un percorso. E il PAESC sicuramente è un indirizzo.
Spero che la Regione e il Governo mettano a disposizione, almeno per i Comuni che hanno fatto il PAESC, i soldi per realizzare le misure, altrimenti avremo fatto un piano che lasciamo lì a decantare, ad aspettare un futuro migliore. Noi abbiamo bisogno che sulle scuole e sugli immobili pubblici si possano realizzare dappertutto pannelli fotovoltaici, mettere le finestre contro la dispersione termica e tutto quello che già sapete meglio di me, perché ne siete a conoscenza.
Ho divagato un po’, però mi hai stuzzicato la riflessione più generale sulla questione. Penso che sia giusta l’osservazione di questo filosofo sulla necessità di rivedere anche il sistema in cui stiamo vivendo, se è corretto cioè andare così veloci, perché ovviamente è come il consumo di una macchina: più veloce vai, più carburante consumi, questo è il paradosso, quindi dobbiamo stare attenti a questo modo di andare.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Sindaco.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Donatelli. Prego, consigliere.
Speaker : FRANCESCO DONATELLI.
Grazie, Presidente.
Io apprezzo questo clima, a proposito di cambiamenti climatici e della discussione che c’è stata, sicuramente utile. Però, non stiamo parlando dell’argomento, né ne voglio parlare approfonditamente. Vorrei però soltanto mettere in evidenza alcuni punti: stiamo parlando del tentativo che può fare Grottaglie, molto piccolo rispetto a tutta una situazione così complicata, quello di dare il proprio contributo a contrastare il cambiamento climatico e quindi a tentare, e qui siamo abbastanza con le armi spuntate, di evitare o di ridurre i cosiddetti eventi estremi.
Penso che quello che si sta facendo, lo diceva anche l’assessore Stefani prima, vada in quella direzione, nel senso che ognuno di noi deve dare il proprio contributo. E l’Ente pubblico deve dare non soltanto il contributo, ma anche l’esempio, stimolando anche tutta una serie di attività a livello personale, perché questa è la chiave di volta per avere qualche risultato.
Quindi, si apprezza sicuramente, oltre a questo studio e alle cose che diceva l’ingegnere Celino, che ringrazio per il contributo che ha dato non soltanto questa mattina, di approvare intanto il piano, che non risolve un granché. Sì, certo, siamo forse sulla strada giusta; sicuramente abbiamo qualche chance in più rispetto al passato per quanto riguarda la cosiddetta economia circolare, con la raccolta dei rifiuti siamo arrivati a un livello soddisfacente di differenziata; sicuramente ha contribuito, come è stato più volte richiamato, l’efficientamento energetico, a cominciare dalle lampade a led, che sicuramente hanno diminuito la spesa e l’impatto ambientale; sicuramente siamo anche in quella direzione per quanto riguarda l’efficientamento energetico degli edifici, però la strada è proprio lunga, non possiamo assolutamente dire “abbiamo fatto questo, approviamo il piano, poi ci vediamo”.
Ripeto: quello che sto per dire non è la solita critica, perché c’è da criticare parecchio sull’attività dell’Amministrazione, l’ho fatto in tantissime occasioni, lo farò in una maniera molto più contenuta questa mattina, perché bisogna privilegiare l’aspetto positivo.
Tutti gli studi – l’ingegner Gianfreda me lo insegna – partono dal fatto che… Di cosa stiamo parlando? Qual è il quadro conoscitivo? Quindi, che cosa vogliamo proporre? L’ambizioso obiettivo di ridurre addirittura del 55 per cento le emissioni di CO2 entro il 2030 non è proprio a portata di mano, quindi ognuno deve fare la propria parte. Io penso che l’Amministrazione comunale deve non invertire la tendenza, ma focalizzarsi sulle tematiche più importanti, quindi il quadro di conoscenza qual è? Lo cito soltanto, anche se dirò qualcosa in più: il quadro della conoscenza comincia dalla pianificazione urbanistica che a Grottaglie non c’è, e questo è un fatto che devo dire, non ci si può esimere da questo.
A parte il fatto che è sbagliata anche la data nel Piano, a proposito del Piano regolatore generale, non è stato approvato nel 2003, ma nel 2010, l’ultimo, ma ovviamente questa è una fesseria. È però importante, perché se non c’è, come non c’è, una pianificazione – e non c’è stata in tutti questi anni una pianificazione urbanistica – succedono quelle cose strane che si chiamano un abuso nel consumo del suolo, perché non essendoci il PRG adeguato a quelle che sono le esigenze, ci sono le varianti, e noi di varianti, purtroppo, ne stiamo osservando fin troppe.
Ho già citato altre volte il cambiamento e il consumo del suolo per quanto riguarda i 10.000 metri quadri per realizzare il progetto per i bambini. Ma c’è soprattutto quel punto grosso che non è adeguatamente attenzionato, che è quello della colata di cemento che sta per abbattersi a Grottaglie, se le cose andranno in quella direzione, cioè utilizzare oltre 42.000 metri quadri, quando lì, in quel posto, bisognerebbe fare una vera e proprio foresta urbana.
Del resto, se vi andate a leggere le linee programmatiche approvate dal Consiglio comunale, più o meno parlano di questo. E quella sarebbe stata proprio l’area più idonea a fare una piantumazione di alberi a livello massiccio. Invece, si sta pensando di fare tutt’altro, a questa colata di cemento, che contribuirà negativamente rispetto a quello che vogliamo tentare di fare anche con il Piano.
Il Piano del verde è un altro elemento che viene citato come titolo, però a Grottaglie mica abbiamo il Piano del verde, abbiamo l’abbattimento del vede, questa è la realtà. Il Sindaco tantissime volte ha detto, quando io ho messo in evidenza queste cose, “abbiamo abbattuto 200 alberi, però ne abbiamo piantumati 400”. Saranno pure 800… A parte il fatto che non li vedo, i 400 alberi piantumati, possiamo piantumare tutti quelli che vogliamo, ma se non c’è una politica in questa direzione… Come anche il fatto di aver spento un polmone di verde quale è la pineta Fratella, spenta, nel senso che è stata oggetto di un incendio. Ormai sono passati quattro anni e ancora non siamo nelle condizioni… Anche qui, il Sindaco mi dirà “c’è un piano, stiamo facendo, eccetera”. Così gli altri piani: il Piano della mobilità ciclistica e ciclopedonale, il PEBA, che è stato già approvato, che però vogliamo vedere attuare, il Piano urbano della mobilità sostenibile, il PUMS. L’architetto assessore ci ricorda che oggi c’è un’altra iniziativa di pubblicizzazione di questo evento, però non possiamo non registrare una scarsa attenzione da parte della città e dei cittadini, e ci dobbiamo porre anche un interrogativo su questo, dobbiamo vedere perché non riusciamo a coinvolgere massicciamente la città.
Non basta soltanto, come diceva Stefani, andare nelle scuole. Evidentemente, è la città che è disattenta rispetto a queste cose. Per chiudere, poi, anche qui è citato all’interno del quadro, c’è il regolamento edilizio, Anche qua, spariamo sempre sulla Croce Rossa, ma stiamo parlando di un piano che dal 2019 bisognava completare, ancora ne stiamo discutendo e chissà quando sarà approvata.
Per concludere: sicuramente va apprezzato lo sforzo che si sta facendo anche con questo Piano. Vedremo che cosa succederà. Si è parlato di costituire un nucleo che ci aiuti a capire e a monitorare poi l’andamento, per vedere: stiamo prendendo la strada giusta, oppure, evidentemente, stiamo sbagliando qualche cosa? Anche perché, com’è stato ricordato, ottenere questi risultati attraverso il Piano, ci consentirà anche di intercettare finanziamenti, se ci saranno, lo diceva Gianfreda prima, se la Regione mette mano al portafoglio, quindi ci sarà la possibilità di utilizzare altri finanziamenti.
Su questo quindi per le criticità che ho sollevato molto velocemente, io avevo pensato anche di astenermi, più che altro come stimolo nei confronti dell’Amministrazione comunale. Ma voglio apprezzare la buona volontà, quindi su questo piano io voterò a favore.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Donatelli.
Chiedo ai consiglieri se ci sono ulteriori interventi. Non registro prenotazioni.
Per dichiarazione di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto.
Pertanto, dichiaro chiusa la fase di discussione di questo settimo punto all’ordine del giorno, che è stato attenzionato dai lavori della II Commissione consiliare del 6 marzo, alla presenza di 14 consiglieri comunali che hanno espresso 10 voti favorevoli e 4 astenuti.
Pertanto, dichiaro aperta la fase di voto del settimo punto all’ordine del giorno, ovvero “Approvazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) del Comune di Grottaglie”. La votazione è da intendersi doppia.
Prego, consiglieri. Perfetto.
Dichiaro chiusa la fase di votazione del settimo punto all’ordine del giorno:
Consiglieri presenti e votanti 19
Voti favorevoli 19
Contrari 0
Astenuti 0
Pertanto, dichiaro approvato all’unanimità il settimo punto all’ordine del giorno.
Chiedo ai consiglieri, essendo stato presentato, come da regolamento, un’ora prima del Consiglio comunale, un ordine del giorno ai sensi dell’articolo 15, per favorire un’ampia convergenza, se sono disponibili ad interrompere per cinque minuti i lavori del Consiglio comunale. Grazie. Esprimetevi.
Pertanto, dichiaro sospeso per cinque minuti il Consiglio comunale.
(La seduta è sospesa)
Speaker : CRISTINA VENUTO, Segretario generale.
Annicchiarico, Attanasio, Carbotti, Carrieri, Cassese, Curci, D’Abramo, D’Alò Saveria, Donatelli, Gianfreda, Lacava, Lenti Marangella, Marchese, Marinelli, Mingolla, Mirto, Orlando, Palmieri, Petrarulo, Rossini, Russo, Santoro, Zimbaro.
Speaker : PRESIDENTE.
Chiedo al consigliere D’Abramo…
Consigliere Palmieri, se può premere la presenza, per favore. Perfetto. Grazie.
Speaker : CRISTINA VENUTO, Segretario generale.
La seduta è valida.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Segretaria.
Pertanto, in merito all’ordine del giorno aggiuntivo, la Conferenza dei Capigruppo, riunitasi in sede di sospensione del Consiglio comunale, come illustro ai consiglieri comunali assenti, ha proposto degli emendamenti di cui do lettura.
Oggetto: “Ordine del giorno contro il riarmo indiscriminato dell’Unione europea e per un programma di difesa comune”. Nel deliberato, il punto 2…
“Ordine del giorno contro il riarmo indiscriminato dell’Unione europea e per un programma di difesa comune”. Nel deliberato, il punto 2 è anticipato da ciò di cui sto per dare lettura “occorre inserire una vera e propria programmazione dell’idea di pacifismo all’interno dei partiti politici, solo così avremo un cambio di passo culturale, non basato sul conflitto come unica soluzione”. Continua: “invita pertanto il Governo e le istituzioni europee a rivedere le politiche di aumento delle spese militari e ad avviare un programma di difesa comune europea”. Successivamente, per tutti questi motivi, c’è l’aggiunta di un quinto punto, ovvero: “inserire una deroga al patto di stabilità in funzione della spesa sanitaria, della spesa per l’istruzione e per il welfare”.
Chiedo conferma ai consiglieri che hanno partecipato alla stesura degli emendamenti se sono corretti. Pertanto, dichiaro aperta la discussione su questo ultimo punto dell’ordine del giorno. Chiedo se ci sono interventi.
Prego, la consigliera Cassese.
Speaker : GIUSI CASSESE.
Grazie, Presidente.
Semplicemente, ringrazio anche i Capigruppo che hanno voluto condividere con noi questo ordine del giorno che abbiamo presentato questa mattina. Si evince dallo stesso proprio la preoccupazione e la paura di quello che potrebbe succedere in un prossimo futuro.
Sappiamo bene che il Consiglio comunale non ha, in materia, alcun potere, però dobbiamo dimostrare ai nostri figli, che si trovano qui, insieme a noi, di voler sempre propendere per la pace, quindi contro il riarmo.
Semplicemente questo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Cassese. Ci sono ulteriori interventi?
Consigliere Gianfreda, prego.
Speaker : CIRO GIANFREDA.
Premetto una cosa: io penso che qui dentro, ma anche fuori, la maggior parte delle persone sia per la pace, è un obiettivo che tutti quanti noi vogliamo raggiungere, che vogliamo mantenere.
Però, per le situazioni internazionali che si stanno venendo a creare, e per – condivisibile o non condivisibile – quello che è successo in America, parliamo anche a livello internazionale, negli Stati Uniti, fondamentalmente, almeno fino adesso, ma penso che lo sarà anche in futuro, è una delle più grandi democrazie al mondo, con i suoi pregi e i suoi difetti, quindi anche con i suoi anticorpi, l’Europa che in questi anni non ha saputo fare una vera e propria politica di Unione vera, io ritengo, un’unione politica, fondamentalmente, si continua a ragionare sempre come singoli Stati. Volere o volare, come Comunità europea, noi dobbiamo darci un sistema di difesa comune, il quale sistema di difesa comune comporterà sicuramente non dico un riarmo per attaccare gli altri, ma quello che sta a dimostrare quello che è accaduto in Ucraina. Poi, le motivazioni per le quali si è attaccata l’Ucraina da parte della Russia, le sappiamo tutti, anzi, probabilmente quel popolo sta soffrendo ancor peggio oggi, non dico con un ricatto, ma con quasi un ricatto, da parte anche di superpotenze: quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza, quello che sta accadendo in Africa, perché noi ce ne dimentichiamo, ma come dice Papa Francesco, noi stiamo vivendo una terza guerra mondiale, e sotto gli occhi di tutti, perché ci sono una serie di conflitti, anche gravi, che stanno mettendo a dura prova alcuni popoli.
Quindi, il riarmo indiscriminato non va bene, né quello che serve per aumentare e foraggiare le multinazionali costruttrici di armi. Però è fondamentale che la Comunità europea tutta si dia delle regole, si dia degli strumenti di difesa, si dia degli strumenti che le permettono di rappresentare sullo scacchiere mondiale la potenza che è. Non è solo una potenza commerciale, perché noi siamo oltre 500 milioni di persone, quindi rappresentiamo per chiunque un mercato anche economico. Ma anche noi esportiamo, non solo come Italia, ma come Comunità europea.
È quindi fondamentale non dico di combattere con le stesse armi, cioè con gli stessi strumenti, ma ci dobbiamo dare una forma di difesa e di armamenti che possano servire da deterrente per le situazioni che vengono dal di fuori. Non ci dobbiamo dimenticare infatti che se la Comunità europea tutta continua con questa politica, che non è unica politica di difesa, probabilmente, dall’esterno, oggi è capitato all’Ucraina, domani potrebbe capitare alla Polonia, potrebbe capitare ai Paesi baltici. Queste forme di attacco che riguardano la riconquista, probabilmente, di territori che hanno risorse – ne parlavamo prima, sul punto precedente – naturali importanti questo ci mette in crisi.
In più, la NATO, ormai, se le parole hanno delle conseguenze – quelle che sono state dette dalla leadership americana –, probabilmente ci sarà un disimpegno da parte dell’America. Questo non vuol dire che sia un male. Probabilmente, come sempre avviene, e noi siamo maestri, gli italiani sono sempre stati bravi a risollevarsi da situazioni anche gravi, ci potrebbe portare finalmente ad un’autonomia che non è solo di tipo economico, ma anche di tipo militare. È quindi importante la pace, è importante una difesa comune, è importante che nel giusto equilibrio il riarmamento… Ad esempio, a partire già dal nostro esercito, noi basterebbero due giorni, tre giorni, se una grossa potenza ci vuole invadere… È molto grave, questo, e il pacifismo non aiuta in queste situazioni, perché tutti vogliamo la libertà, vogliamo la libertà di espressione, vogliamo che i diritti umani siano perseguiti e attuati. È quindi fondamentale che ci sia il giusto equilibrio.
Ritengo corretto, e questo forse andrebbe migliorato, come dicitura, perché abbiamo chiesto che il Patto di stabilità sia sforato per quanto riguarda la scuola, la sanità, quindi andrebbe migliorato il verbo, forse, in modo tale che se non si rispetta il Patto di stabilità per il riarmamento, anche per gli altri tre aspetti si debba non rispettare. Altrimenti, ci sarebbe una corsa solo a riarmarsi, quindi si fa soltanto un piacere alle industrie belliche, la maggior delle quali, specializzate, ce le ha sempre gli Stati Uniti.
Quindi, quando noi ridiamo di Elon Musk, noi glielo abbiamo permesso, gli Stati Uniti gli hanno permesso di mettere in orbita oltre.000 satelliti, e quindi diventare monopolista nella gestione delle comunicazioni satellitari.
Io quindi sono d’accordo se modifichiamo leggermente quell’aspetto…
Speaker : PRESIDENTE.
Ne do lettura, consigliere. Quinto punto “di derogare dal Patto di stabilità in funzione della spesa sanitaria, della spesa per l’istruzione e per il welfare alla stessa stregua delle spese militari”: va bene così, consiglieri? Grazie.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Santoro. Prego, consigliera.
Speaker : MARIA SANTORO.
Volevo intervenire in merito a questo ordine del giorno, perché questi strumenti sono sempre un’occasione per confrontarci, a volte, su questioni di politica nazionale, a volte di politica internazionale.
Mi sembra superfluo dire che siamo tutti quanti per la pace, ci mancherebbe altro. Però, mi sembra anche un concetto molto basilare, perché noi ci troviamo di fronte a un aggredito e ad un aggressore: la Russia è l’aggressore, tra l’altro, la Russia dove mancano le più elementari forme di democrazia, ha aggredito uno Stato sovrano, uno Stato democratico, che è l’Ucraina, e che a mio avviso ha tutto il diritto di difendersi, anche perché Putin, da quando è al potere, ha sempre regolato le relazioni internazionali utilizzando i conflitti sia con Paesi confinanti, ma anche con continue aggressioni nei confronti dell’Occidente.
Io non sono contraria tout-court al riarmo dell’Unione europea, anzi, penso che sia necessario avere gli strumenti per potersi difendere in caso di aggressione. È ovvio che tutti quanti noi desideriamo la pace, però bisogna vedere qual è il prezzo della pace: accettare che un Paese come la Russia, in cui mancano i più elementari livelli di democraticità, possa decidere un giorno di invadere uno Stato sovrano: e per avere la pace, che cosa dovrebbe fare questo Stato sovrano? Farsi aggredire, cedere i propri territori? Credo che si tratti di un argomento davvero molto complesso, che non è francamente riassumibile in un ordine del giorno che deve essere necessariamente di poche righe.
Quindi, francamente, io valuterò adesso la mia posizione in merito al voto relativamente a questo ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Santoro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Orlando. Prego.
Speaker : OTTAVIO ORLANDO.
Premetto che per quanto riguarda la stesura dell’ordine del giorno, così com’è stata emendata, credo che sia un punto d’incontro che valuta le esigenze del pacifismo e della sicurezza internazionale europea.
Credo inoltre che il fatto di arrivare a un esercito comune europeo possa anche accelerare il sogno, da molti anni deluso, degli Stati Uniti d’Europa. Questa infatti secondo me è la carenza politica di questa classe politica, di questa e delle classi dirigenti che hanno preceduto questa nell’attuare il disegno politico di avere a livello internazionale un competitor quale è l’Europa. Abbiamo pensato più che altro a soluzioni finanziarie, a soluzioni di mercato, ma mai a soluzioni politiche che hanno portato all’integrazione dei nostri popoli.
Ora si parla soltanto della questione del riarmo, che se vista nell’ottica globale europea, può essere di deterrenza, ma un elemento che possa far nascere anche altri livelli di integrazione a livello europeo: integrazione fiscale, integrazione sociale rispetto a quello che può essere poi il compito dell’Europa nella geopolitica mondiale.
Non dimentichiamo che l’Europa è un continente che conta 500 milioni di abitanti. Se la contrapponiamo alla popolazione russa, siamo una nazione che dal punto di vista numerico è in forte vantaggio. Quindi, il fatto di avere un’integrazione politica e militare è l’elemento di deterrenza che può dare stabilità e perseguire il disegno della pace.
Io credo che l’ordine del giorno vada in questa direzione. Per questo io voterò a favore dell’ordine del giorno, pensando anche alle dinamiche che vanno al di là della questione russo- ucraina. Secondo me, dal punto di vista del pacifismo mondiale, bisognerebbe sì, in questo caso, indire una Conferenza mondiale per quanto riguarda i conflitti che sono sul terreno.
L’ingegner Gianfreda ricordava la questione di Gaza. Io non sono tanto convinto che l’unico despota in giro sia Putin. Da quello che sto avvertendo i in questi giorni, credo che anche le dinamiche americane si stiano avviando verso una soluzione autoritaria e autocratica. E credo che in quel senso noi dovremmo anche valutare: è vero che siamo debitori verso l’America rispetto a tutto quello che ci ha dato in questi anni; ma non si può stare, o sottostare, al ricatto morale, politico ed economico di queste persone che valutano soltanto i loro interessi.
Noi stiamo parlando qui, adesso, e il Presidente Putin contemporaneamente sta acquisendo le terre rare a Dubai: questo è il concetto di pace che hanno i nuovi Stati Uniti d’America. È vero che ci sono pesi e contrappesi, in quella nazione, ma sinceramente, ultimamente io vedo disperso il dibattito politico all’interno degli Stati Uniti d’America.
Non so che fine abbia fatto il Partito Democratico in quella nazione, perché non penso che di fronte a tali aggressioni Groenlandia, Canada, Gaza, Panama, tutto diventerà americano, non penso che siamo di fronte a un leader che abbia come concetto fondamentale la democrazia. Quindi, anche nei confronti dell’America, secondo me, l’Europa dovrebbe avere un atteggiamento diverso, non più di sudditanza e di ringraziamento, com’è stato in questi decenni.
Ringraziamo l’America per tutto quello che ha fatto nella Seconda guerra mondiale, ma adesso… Prima si parlava di De Gasperi, Adenauer e Churchill, adesso stiamo parlando con dei cialtroni della politica mondiale.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Orlando.
Non ho ulteriori interventi.
Per dichiarazione di voto. Non ci sono dichiarazioni di voto. Pertanto, dichiaro chiusa la fase di discussione di quest’ultimo punto dell’ordine del giorno aggiuntivo del Consiglio comunale. Dichiaro aperto contestualmente il voto. Pertanto, consiglieri, prego di esprimervi.
Ribadisco: rispetto al testo presentato in sede di apertura dei lavori del Consiglio comunale sono state apportate delle modifiche e delle integrazioni di cui ho dato lettura.
Pertanto, dichiaro chiusa la fase di votazione del punto all’ordine del giorno aggiuntivo, con:
Consiglieri presenti 18
Hanno espresso voti favorevoli 18
Contrari 0
Astenuti 0
Pertanto, dichiaro approvato all’unanimità questo ultimo punto all’ordine aggiuntivo. Contestualmente, dichiaro chiuso il Consiglio comunale alle ore 12.
Grazie.
