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CC San Giuliano Terme 15.10.2026
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Buonasera, ricordo che ai Consiglieri alle consiliare dilungarsi e do intanto la parola al vicesegretario per l'appello.
Buonasera, procediamo all'appello.
Scusate.
È vero.
Garfagnini Andrea Carmela.
Mugnai, Federico Puccioni, Matteo Simonini, Francesco Malacarne, Paolo.
Lippi Nicola.
Congestioni Claudia Galiero, Francesca Giordani, Giacomo.
Marianelli Veronica oggi Ilaria Nicosia giusto? Mazzarri Elisabetta Pellegrini Maurizio.
Macchiarono Francesco Bonami Shyam siamo.
A Brindisi Simone rusa Emanuele.
Grazie, vicesegretario. Apriamo quindi il Consiglio alle ore 17:54.
Non sono previste votazioni, ma ad ogni buon conto si richiede la nomina di tre scrutatori, due.
Per la maggioranza e uno per la minoranza, grazie.
Consigliere Poggi, prego. Per la minoranza Maurizio Pellegrini.
Consigliere Matteoni, prego.
Bene, buonasera ai presenti in Aula, al alle dottoresse, alle associazioni intervenute e a tutti e a tutte le cittadine presenti alla seduta, appunto presente alla seduta odierna del Consiglio comunale, a tema nuova sanità territoriale e organizzazione del servizio. Obiettivi e proposte e ringrazio di nuovo e do il benvenuto in quest'Aula la dottoressa Alessandra Di Bugno, alla dottoressa Nunzia occhio Negro, alla dottoressa Francesca Guarnieri anche alla dottoressa Pellegrino.
Ricordo, giusto per dato che oggi siamo numerosi in Aula.
Ricordo ai presenti il rispetto delle regole e della tenuta di un comportamento idoneo al luogo dove ci troviamo. È possibile intervenire successivamente, quando, appunto ne darò, ne darò la parola, secondo i tempi stabiliti dalla Conferenza dei Capigruppo, a tutte le persone presenti e appunto, una volta terminati i contributi delle nostre relatrici. Ricordo anche a tutti i Consiglieri e Consigliere presenti alla Giunta, ricordo che, indipendentemente dal gruppo politico di appartenenza, ha richiesto un comportamento improntato alla correttezza istituzionale.
Invito pertanto ciascuno di noi a mantenere un comportamento adeguato al ruolo che ricopre al luogo istituzionale in cui ci troviamo, evitando quindi atteggiamenti provocatori, interruzioni e qualsiasi forma di mancanza di rispetto reciproco fra di noi. Il nostro dovere è quello di dare alla cittadinanza che oggi qui numerosa anche un esempio di serietà, di equilibrio e responsabilità, le differenze politiche devono rimanere parte del confronto democratico, certo, senza però trasformarsi i motivi di ostilità personale.
Detto questo, possiamo partire con il Consiglio. Partiamo con le comunicazioni e do la parola per una comunicazione al consigliere Matteoni.
Grazie, Presidente.
Buonasera a tutti.
Gentile Presidente, gentile, Sindaco, cari colleghi e colleghe, allora, permettetemi un minuto di.
Un minuto per ricordare la figura di Alberto Paolicchi. È stato un nostro Sindaco dal 77 all'85, scomparso qualche giorno fa. Alberto non era soltanto un amministratore, Mara è stato un politico di altissimo livello, ha fatto parte della scuola politica della segreteria. Segretario particolare di Giuseppe De Felice. Quando il Partito Comunista Pisano ha fatto scuola in tutta Italia,
E il Partito Comunista a San Giuliano non erano succursale di Pisa, ma anzi faceva da parte trend. Voglio, voglio ricordarlo in due i due momenti per per la sua grandezza. La prima volta nel nell'aprile del 78, quando ad Asciano, insieme al partigiano.
Arrigo Boldrini inaugurò la la statua, la il monumento ai ai partigiani.
E lo ricordo in un'altra occasione in cui ero ragazzo. Faccio parte delle scuole elementari di Ariano, imitato e.
E quando con una con in un'idea geniale, portò per primo, credo, il primo Comune della Regione, sicuramente sono l'Italia a portare la raccolta differenziata, né nel comune di San Giuliano Terme attraverso il Pellicano Pellicano era una cooperativa sociale nata per dare lavoro ai ragazzi diversamente abili, quindi aveva era riuscito con un solo gesto, con un solo atto, a combinare due due fattori fondamentali: tracciando la la strada e il solco di quello che sarebbe diventato poi San Giuliano, il suo segno, il lavoro e la cooperazione sociale, l'impegno sociale e la raccolta differenziata. Quando ancora in Italia non esisteva una legge sulla raccolta differenziata. Quando alcune in Italia non si faceva la raccolta differenziata all'inizio della pandemia, non si sapeva nemmeno di cosa si stesse parlando. Questi sono i ricordi e che.
Vorrei riportare, vorrei portare oggi in questo in questo Consiglio.
Niente a tutta la famiglia, la famiglia di Alberto Paolicchi alle figlie e la moglie va il cordoglio di tutto il Consiglio comunale del del gruppo consiliare nostro e credo di tutta la maggioranza. Grazie.
Grazie, consigliere Matteoni.
Un'ulteriore comunicazione dalla parola alla consigliera Marianelli. Buonasera a tutti e a tutte. Oggi è venuto purtroppo improvvisamente a mancare Tiziano Taccola, figura storica del socialismo e della politica pisana nonché un punto di riferimento importante per la lista civica immagina San Giuliano Terme.
Tiziano era una persona di straordinaria vitalità, animata da una passione politica autentica e profonda.
Ha dedicato tanto impegno, tanto tempo del suo impegno. Ta scusate ha dedicato tanto del suo impegno alla Comunità San giuglianese e alla sua amata frazione Sant'Andrea in Pescaiola, credendo fortemente nei valori del civismo, della partecipazione dell'impegno politico. Con la sua scomparsa perdiamo non soltanto una apre, un protagonista della vita politica locale, ma soprattutto una persona, un amico capace di trasmettere entusiasmo, passione e amore per tutto il territorio. La sua assenza lascerà un grande vuoto nella nostra comunità e nella vita politica dell'intera provincia di Pisa. Alla sua famiglia rivolgiamo il nostro più sincero cordoglio e la nostra vicinanza in questo momento di dolore.
Grazie, consigliera e do la parola adesso al Sindaco.
Grazie, Presidente e buonasera a tutti e tutti. Buonasera ai colleghi Consiglieri e Consigliere.
Vorrei aprire questo Consiglio comunale con una riflessione che riguarda tutte e tutti noi.
Il nostro ruolo e la responsabilità che abbiamo nei confronti della comunità che rappresentiamo quest'Aula non appartiene alla maggioranza, non appartiene all'opposizione e non appartiene al Sindaco. Quest'Aula appartiene a tutta la nostra comunità.
Questi erano persone che hanno idee, sensibilità e appartenenze politiche differenti, ma che condividono una sola responsabilità: rappresentare da cittadine e cittadini di San Giuliano Terme e lavorare nell'interesse della nostra comunità. Ed è da questa consapevolezza che vorrei partire per intervenire su quanto è accaduto durante l'ultima seduta del Consiglio comunale e sulle polemiche che ne sono seguite.
Le parole e i gesti rivolti alla consigliera Poggi sono stati inappropriati, lo dico con chiarezza, senza cercare giustificazioni, non è questo il linguaggio per un'Assemblea democratica.
Esprimo, quindi alla consigliera Boggy e anche a chiunque si sia sentito offeso il mio rammarico per quanto accaduto.
Il rispetto che chiediamo all'altri dobbiamo essere i primi a praticarlo e questo principio deve valere per tutti, a cominciare da chi come me ha maggiori responsabilità istituzionali. Ho voluto affrontare la questione qui oggi pomeriggio in Consiglio comunale, perché ritengo che questa sia la sede più appropriata per farlo guardandoci negli occhi, nel luogo in cui siamo chiamati a confrontarci e a prendere decisioni nell'interesse dei cittadini.
Credo però che quanto è accaduto debba portarci a una riflessione più ampia. Da tempo assistiamo a un progressivo deterioramento del clima politico. All'interno di quest'Aula ho richiamato più volte alla necessità di mantenere il confronto entro i confini del rispetto reciproco e invitando i Capigruppo a incontrarsi, a parlarsi, a cercare di superare un clima di contrapposizione che rischia di diventare permanente.
Perché il confronto politico può essere duro, anche molto duro, il dissenso è il fondamento della democrazia, ma il dissenso non ha bisogno dell'offesa.
Per essere forte e credibile possiamo contestare le scelte politiche e criticare le decisioni dell'Amministrazione. Sostenere con determinazione le nostre posizioni è giusto che sia così, ma quando il confronto si trasforma in un attacco personale, quando l'obiettivo non è più discutere un'idea, ma a colpire una persona, credo che tutti abbiamo qualcosa da perdere e a perdere e soprattutto la qualità della nostra democrazia.
C'è poi un altro aspetto sul quale ritengo necessario soffermarmi. La responsabilità di chi fa politica non si esaurisce quando termina una seduta del Consiglio comunale, vale anche fuori da quest'Aula nelle dichiarazioni pubbliche nei rapporti con la stampa e sui social network.
Le parole che scegliamo e il modo in cui raccontiamo i fatti hanno delle conseguenze. Per questo è importante che i fatti vengano rappresentati correttamente senza attribuire alle persone parole, gesti o responsabilità che non appartengono loro a questo proposito voglio quindi chiarire un punto che mi riguarda. Personalmente non ho plaudito ad alcune parole offensive nelle o approvate, così come potete verificare dalle registrazioni integrali del Consiglio comunale.
Nei giorni successivi all'ultima seduta abbiamo assistito anche una serie di commenti sui social network, contenuti, insulti pesanti e in alcuni casi espressioni minacciose rivolte al sottoscritto e non solo. Sono parole che non dovrebbero trovare spazio nel dibattito pubblico e dalle quali credo che tutti, indipendentemente dall'appartenenza politica, dovremmo prendere le distanze.
Naturalmente ciascuno è responsabile di ciò che scrive, di ciò che dice, ma chi ricopre un ruolo politico alla responsabilità ulteriore, quella di non alimentare un clima di ostilità e di contribuire, per quanto possibile, a ricondurre il dibattito su un terreno civile e rispettoso e vorrei che fosse chiara una cosa: non sto chiedendo a nessuno di abbassare il livello del confronto politico, di essere meno determinato o di rinunciare alle proprie convinzioni sto chiedendo esattamente il contrario. Sto chiedendo di vestire, restituire valore alla politica.
Perché la politica è una cosa seria e il luogo in cui si confrontano visioni della società in cui si individuano priorità, si compiono scelte e ci si assume la responsabilità delle loro conseguenze e soprattutto il luogo in cui si lavora per dare risposte ai bisogni delle persone. Mentre noi discutiamo delle nostre polemiche, ci sono cittadini e famiglie che aspettano risposte concrete. Penso, per esempio, a quanto è accaduto nei giorni scorsi, alla scuola dell'infanzia, dicendo una scuola colpita da un incendio di probabile origine dolosa, circa 40 bambini e bambine che hanno visto interrompersi la propria quotidianità, famiglie che si trovano improvvisamente ad affrontare difficoltà organizzative e preoccupazioni. È a loro che dobbiamo pensare e di problemi come questi che dobbiamo occuparci, così come dobbiamo occuparci dei servizi educativi, delle persone più fragili, della manutenzione del territorio e della sicurezza delle necessità quotidiane delle nostre famiglie. Su questi temi possiamo avere priorità e soluzioni diverse ed è giusto discuterne, ma una buona proposta era statale, indipendentemente da chi la presenta. È un problema che riguarda i cittadini non conta meno se viene sollevato dalla maggioranza o dall'opposizione.
Vorrei che riuscissimo a recuperare questo spirito e lo dico veramente a tutti, e questo non significa rinunciare alle differenze politiche. Significa riconoscere che, al di là delle differenze, esiste una responsabilità comune nei confronti di San Giuliano Terme, che siede su questi banchi, ha ricevuto la fiducia dei cittadini. Una fiducia che non è conquista definitiva, ma un impegno da rinnovare ogni giorno, attraverso il comportamento, le parole e soprattutto il lavoro, la credibilità delle istituzioni dipende anche da questo dipende dalla nostra capacità di dimostrare che possiamo avere idee diverse senza considerarci nemici che possiamo confrontarci con fermezza senza offenderci e che qua e che quando è necessario, sappiamo anche riconoscere un errore. Vorrei quindi concludere rivolge, rivolgendo un invito a tutte e tutti, a cominciare da me stesso e dalla maggioranza che sostiene che sostiene questa Amministrazione, torniamo a confrontarci sulle questioni concrete. Torniamo a discutere delle scelte che possono migliorare la vita delle persone. Facciamo in modo che questo Consiglio comunale sia riconosciuto per la qualità del suo lavoro e non per le polemiche che riesce a generare. Non vi chiedo di rinunciare alle vostre idee. Non vi chiedo di essere meno determinati nel sostenerlo. Vi chiedo di ricordare ogni volta che prendiamo la parola, perché siamo qui e che rappresentiamo, perché possiamo avere visioni profondamente diverse su come amministrare di San Giuliano Terme, ma dobbiamo condividere almeno una cosa e il rispetto per le istituzioni, per le persone e per la comunità che ci ha affidato il compito di rappresentarla. I cittadini non ci chiedono di vincere le polemiche, ci chiedono di affrontare i problemi, di assumere le decisioni e di lavorare per il futuro della nostra comunità. Ed è su questo che vorrei che tornassimo a concentrare tutte le nostre energie.
Voglio inoltre unirmi al cordoglio per la perdita del dell'ex sindaco Alberto Paolicchi e di Tiziano taccola che conosco da tanti anni è ormai stata quella di. Di Alberto avevo sentito a giugno, quando l'avevo invitato a un evento qua in sala consiliare per i 250 anni della fondazione del nostro Comune, purtroppo stava, non stava già bene e e quindi insomma, da tempo era era malato Tiziano. Purtroppo è stata è stata una morte a ciel sereno, un fulmine a ciel sereno, quello che l'ha colpito questa mattina presso la sua abitazione, quindi va da parte mia, da parte dell'Amministrazione vanno le condoglianze alla famiglia di Alberto Paolicchi e Tiziano Taccola. Voglio anche cogliere l'occasione per aggiornare il Consiglio comunale sulla vicenda della scuola dell'infanzia dicendo:
Io voglio ringraziare i consiglieri comunali che in questi giorni mi hanno contattato, qualcuno è venuto da me per per chiedere informazioni, per cercare di capire cosa fosse successo, se si poteva fare qualcosa.
Vi voglio vi voglio rassicurare tutti. Ieri pomeriggio abbiamo incontrato in questa sala anche le famiglie dei dei bambini della scuola dell'infanzia, dicendo: siamo riusciti dal venerdì, giorno in cui è successo l'incendio a sistemarli già in una classe lunedì mattina, quindi non hanno perso giorni di scuola, tranne il venerdì, il giorno dell'incendio i genitori sono stati molto contenti che l'Amministrazione si sia adoperata fin da subito dal giorno stesso per trovare una soluzione immediata.
Alla alla localizzazione di dei bambini e delle bambine.
Devo dire che la vicenda ha destato molto sconcerto da parte della nostra comunità nella comunità, dicendo di San Giuliano e l'Amministrazione, ma insomma, arrivati vari consiglieri che mi hanno contattato e nella cittadinanza tutta un gesto veramente inqualificabile. Da quello che sono stati i primi rilievi, sembra insomma, a tutta tutta l'idea di essere un gesto, un gesto e.
Sì, no, doloso, scusate, un gesto doloso, poiché nella scuola non è stato toccato niente, non non è che hanno provato a fare dei furti, hanno, non hanno rovistato niente, era tutto intatto come quando il giorno prima giovedì dei bambini gli insegnanti, il personale ATA e hanno lasciato hanno lasciato la scuola, abbiamo trovato una finestra rotta.
Da lì probabilmente sono entrati e poi hanno appiccato l'incendio in questa classe.
Dal lunedì mattina siamo al lavoro con gli ingegneri, con le ditte per fare le stime dei danni preventivi per gli interventi di sistemazione. Abbiamo rassicurato le famiglie che stiamo lavorando a pieno ritmo per cercare di diminuire quanto più possibile i tempi di delocalizzazione nelle altre due scuole dell'infanzia. Quel perché una classe è stata spostata Gello scusate ad Asciano ed una Acampa.
Stiamo ricevendo i preventivi per attivare uno scuolabus gratuito, in modo tale che i bambini possano comunque essere portati dai genitori in un punto di raccolta. Stiamo pensando alla scuola primaria di San Giuliano, dove c'è una palestra e dove potranno essere accolti la mattina e poi il pulmino scuolabus li porterà ad Asciano e accampo senza aggravio di costi. Chiaramente per per le famiglie.
Quindi sicuramente queste due settimane questa è la prossima, le famiglie avranno un disagio, ma da quella dopo speriamo che appunto anche la questione del trasporto e della distanza delle due sedi da San Giuliano e Gello e in qualche modo si annulli con la questione dello scuolabus. La scuola può essere un'esperienza che abbiamo già approvato lo scorso anno, quando abbiamo ristrutturato la scuola dell'infanzia di Ghezzano durante l'anno scolastico, quindi i bambini e Ghezzano, tramite lo stesso servizio di scuolabus gratuito, erano andati nella scuola di Gello, credo due classi e due classi nella scuola di Agnano dell'infanzia di amianto.
Quindi volevo tranquillizzare il Consiglio comunale, cioè aggiornare, tranquillizzare che stiamo seguendo la situazione e siamo in contatto con le famiglie e ovviamente anche con l'Istituto Comprensivo che sta seguendo assieme a noi ha la triste vicenda, grazie.
Grazie, Sindaco. Entriamo quindi nel vivo del del Consiglio, quindi ricordo il tema della sanità territoriale e organizzazione del servizio. Obiettivi e proposte. Do la parola all'Assessore Colucci.
Buonasera Consiglio, buonasera ai cittadini che sono qui presenti al ad assistere a questa questa iniziativa.
Abbiamo su, avete voluto il Consiglio comunale aperto, perché il percorso è nato circa un anno e mezzo, due anni fa, quando il il Consiglio sin dal la prima seduta si espresse con una una una mozione nella quale invitava l'ACI, il Sindaco e la Giunta a predisporre un percorso che accompagnasse la cittadinanza e il Consiglio stesso verso l'apertura della nuova di casa di comunità e successivamente a me parlerà chiaramente il Presidente della Commissione che ti porterà alla relazione che il la Commissione ha predisposto in questi in questi due anni, facendo numerosi incontri e facendo anche dei sopralluoghi concertati e concordati con.
La direzione ASL, che in qualche maniera è la promotrice de in termini anche di proprietà dei degli immobili stessi, sia del vecchio distretto che del che della nuova struttura, che tutti insieme vanno a determinare la nascita di questa di questa casa di comunità.
Il pensiamo che sia un giorno importante per questo Consiglio, perché permetterà, io credo a tutti e a tutti voi di poter apprendere più nel dettaglio quelle che sono le iniziative per per procedere all'implementazione e allo sviluppo di questa, di questa nuova sede, di questa e di questo obiettivo primario per per il nostro territorio, che è la Elf, il funzionamento appunto della della medicina territoriale, della continuità.
Della continuità territoriale dal punto di vista sociosanitario sarà anche un po' l'occasione e per i nostri ospiti di capire come le la struttura si relazionerà sia coi cittadini, ma anche con tutto il terzo settore che nel nostro territorio è sempre stato e lo sarà anche domani, molto attivo e da sempre, specialmente in questi ultimi anni, per cercare di intercettare i bisogni dei cittadini e non ricordo l'importanza dal punto di vista dell'amministrazione dell'Osservatorio delle povertà e che credo che insieme a tante altre realtà che hanno già partecipato al bando nel quale il terzo settore in qualche maniera si interfaccerà con la struttura. Sarà importante perché si realizzi appunto l'integrazione sociosanitaria che oltre un obiettivo politico, penso sia un obiettivo di tutta la cittadinanza per intercettare sia bisogni di prevenzione, bisogni medici, ma anche ai bisogni chiaramente più primari dal punto di vista delle esigenze economiche e di bisogno di.
Di cura da parte di tutti i cittadini e le cittadine. Detto questo, io mi taccio e quindi vi ringrazio nuovamente, credo e spero che sia per tutti una un'ottima serata, grazie.
Grazie, vicesindaco e quindi do la parola al presidente della Commissione 2 il consiglier Simonini.
Grazie, Presidente. Grazie, Vice Sindaco Colucci e UE. Vorrei intanto innanzitutto ringraziare tutta la Commissione per il lavoro svolto. I commissari che hanno partecipato in maniera molto attiva ad un lavoro a volte insolito per una Commissione addirittura abbiamo fatto una delle prime Commissioni.
La seduta anche sul posto o era il giugno del 2025, quando c'era solamente alcuni momenti, c'era il cantiere ancora, insieme ai tecnici e al Sindaco e a tutti i dirigenti.
È stato un percorso lungo, come diceva, crucci è durato quasi due anni, dove abbiamo avuto il piacere di ascoltare i dirigenti dell'ASL, medici, associazioni del terzo settore e tecnici vari che ci hanno illustrato le problematiche e le normative utile. Abbiamo svolto un lavoro di approfondimento sulla sanità territoriale, con particolare riferimento alla realizzazione e all'organizzazione della futura a casa di comunità.
Che si trova fisicamente a.
Con un prolungamento dell'attuale distretto sanitario in via Martin Luther King, qui a San Giuliano.
Abbiamo approvato la Commissione, grazie a minoranza e maggioranza un gran lavoro, questo in questo verbale, che il 7 maggio 2026, che spiega insomma, tecnicamente il ruolo, il ruolo di questa di questa casa di comunità, io diciamo non andrò.
Non parlerò dei tecnicismi.
Ma di più che altro di alcuni punti e diciamo:
Mi voglio soffermare sulla sul sulla la qualità del terzo settore, no che abbiamo ha inteso integrare in questa struttura.
La nuova sanità territoriale e attribuisce al terzo settore un ruolo centrale all'interno della casa di comunità e importantissimo e le esperienze, le esperienze degli osservatori della povertà e del progetto della zattera.
Il Comune di San Giuliano Terme vanta un significa: una significativa esperienza di integrazione sociosanitaria attraverso l'Osservatorio della povertà, tavoli della solidità e il progetto Lazzaro, attivo da anni come spazio di ascolto mediazione sociale e contrasto alla fragilità. La zattera, recentemente estremamente differenziata con 23.000 euro per l'anno 2025, svolge un ruolo fondamentale di connessione tra cittadini, i servizi pubblici e volontariato sociale, con particolare attenzione a minori, famiglie e nuove povertà si ritiene fondamentale che la casa di comunità San Giuliano Terme ospiti una presenza fisica dell'assemblea dell'Osservatorio della povertà favorisca realizzazioni strutturati e quotidiana tra personale sanitario, assistenti sociali e terzo settore, valorizzi farete territoriali. Esiste esistente senza centralizzare impropriamente i servizi già capillare ed efficace. Abbiamo anche delle proposte operative, come la creazione di una bussola dei servizi, aggiornata in tempo reale per diventare i cittadini e associazione un rafforzamento del coordinamento tra case di comunità e Terzo Settore scuole del territorio Gatti per l'attività di prevenzione sanitaria e sociale.
Costruzione di una rete InterComm intercomunale tra Cassa di immunità e Lungomonte, Pisano, San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci, Vicopisano, superando logiche di campanile.
A questo punto, come Commissione, abbiamo dato anche degli indirizzi politici e proposte dalla Commissione.
E uno dei quali a rivendicare un ruolo attivo nel comune, la governance di avere la cassa di immunità o limitato alla funzione di mero supporto logistico garantire una presenza fisica stabile dell'Osservatorio sulla povertà, all'interno a casa di comunità di San Giuliano Terme attivare tavoli permanenti di confronto tra ASL e Comuni ai servizi sociali del settore in vista del PLIS, del quadro delle tesi 26 affrontare politicamente il metodo della medicina generale sollecitano una soluzione strutturale sulla presenza American case di comunità. Costruire una rete in cui intercomunale, casa di comunità lungo multipli sano, spiegandogli logiche, frammentare campanilistiche evitare processi di centralizzazione impropria, preservando e valorizzando le esperienze territoriali già attive nelle frazioni promuovere strumenti di orientamento condivisi, come la pulizia dei servizi per garantire accessibilità e trasparenza cittadine. In pratica come conclusione politica. La casa di cura della Comunità di San Giuliano Terme rappresentano una sfida politica prima ancora che sanitaria. O diventa un luogo reale. Identificazione, la circolazione e flessibilità oppure rischia di tradursi in una riforma incompiuta, lontana dai bisogni i contratti della popolazione. Il Consiglio comunale è chiamato ad assumere una res comunali con responsabilità chiara e governare questo processo, orientandolo verso una sanità territoriale pubblica inclusiva e regolarmente comunitaria. La casa della comunità di San Giuliano Terme rappresenta un'opportunità strategica per rafforzare l'integrazione tra sanità sociale. Il successo di questo modello dipenderà non solo dalla qualità delle strutture e dei servizi, ma soprattutto dalla capacità di costruire una governance partecipata, valorizzando il ruolo della medicina generale, del servizio sociale e comunale e del settore in un'ottica di prossimità. Equità e Kumeta.
Quindi ringrazio nuovamente e tutti i commissari, il sindaco e il vicesindaco per il lavoro svolto. Grazie.
Grazie, Presidente.
Quindi adesso do la parola alla dottoressa Alessandra di bugna, direttrice del di zona distretto pisano facente funzioni. Prego, dottoressa.
Ecco, oramai micro. Allora intanto mi presento e sono Alessandro Bugno e al momento sono responsabile della zona pisana come facente funzioni. Al momento vuol dire da agosto del 2025 e sto seduta, perché non sono abituati alla prima volta che avvengono in Consiglio, sono un tecnico, mi sembra, li stanno un'aula del tribunale e di qua c'è il tribunale. Quindi permettetemi, anche se vado ad un po' in maniera tecnica, perché questo è il mio linguaggio, però sono contenta e ringrazio perché oggi è una giornata, almeno per far conoscere cosa sono le case di comunità, perché so che c'è già stato appunto il lavoro. Negli anni, però, il 2026 ha fatto sì che queste case di comunità dovessero partire, pena la perdita di tutti i finanziamenti e sono partite, quindi oggi si può dire che sono operative quante sono le case di comunità nella zona pisana solo sei, naturalmente San Giuliano Terme è la è la vostra attenzione. Qual è stato l'obiettivo? Allora, intanto la parola stessa case di comunità vuol dire che sono al servizio dei cittadini, perché altrimenti.
Anch'io me lo son posto all'inizio quando ho iniziato e mi hanno detto che ad aprire le case di comunità e cosa sono? Poi ho capito in queste case di comunità non devono rimanere degli involucri o delle case vuote. Questo è l'obiettivo ed infatti il lavoro ad oggi fatto è stato tanto tanto per cercare di metterci i servizi. San Giuliano Terme è una casa di comunità e lo è la parte vecchia del distretto e la parte nuova che abbiamo aggiunto, quindi è tutt'uno quando si entra nella casa di comunità e questa io credo che per i cittadini sia una notizia fondamentale. Noi abbiamo il punto unico di accesso, il tuo, il POA en avveramento della novità. Che cosa vuol dire? È personale di front office che accoglie il cittadino per tutti i bisogni che ha il cittadino. Naturalmente, dopo indirizzando e si parla infatti di back office, laddove c'è necessità di c di una visita specialistica, di un intervento dei servizi sociali, di una visita con il medico di medicina generale o di una presa in carico diversa diversa vuol dire anche dal punto di vista proprio sociale e ci arriverò l'integrazione con il terzo settore e delle associazioni, che è fondamentale, ma prima di tutto la casa di comunità e un centro per i cittadini. Quindi io vi racconterò cosa c'è nella casa di comunità di San Giuliano Terme, ma è anche vero che noi siamo partiti operativamente, ci siamo, sapete benissimo che le risorse sono quelle che sono e ben venga un confronto operativo di tutti gli enti per poter migliorare, per mandare avanti le case di comunità, tanto più San Giuliano Terme. Questo perché? Perché la casa di comunità dovrebbe servire anche a diminuire gli accessi ai pronto soccorsi, quindi andare alla casa di comunità vuol dire non solo trovare la guardia medica, ma a trovare personale che può dare una risposta immediata ed evitare che nel dubbio il cittadino debba andare al pronto soccorso tutti noi, io per prima come cittadina, come paziente, quando ho avuto bisogno di chiamare il medico di famiglia in certe ore, giustamente il medico di famiglia non c'è.
La casa di comunità offre invece la presenza del medico di famiglia 12 ore su sei giorni, quindi abbiamo personale dentro, sempre che può dare delle risposte possano essere più o meno soddisfacenti, però dobbiamo partire e crederci è logico che Sangiuliano poi è collegata alla casa di comunità più grossa, che viene definita hub, che è via Garibaldi a Pisa, quindi laddove i servizi sono incompleti sulla casa di comunità di San Giuliano, specialmente anche nei giorni festivi o prefestivi. C'è comunque il collegamento con l'hub di riferimento, quindi costruiamo questa rete, ci dobbiamo credere. Poi, naturalmente sulle associazioni del terzo settore è fondamentale che siano con noi, perché è giusto dare risposte ai cittadini su tutte le richieste da parte della salute, da parte sia in sanità, sia anche sociosanitaria e socioassistenziale e anche di risposte e di altro genere, naturalmente nelle case di comunità ci sono nelle assistenze sociale, e questo è un altro punto importante per tutti i bisogni che comunque devono essere presi in carico alle assistenti sociali. Su San Giuliano ci siamo appena, perché son venuta qui e ho voluto fare anche un minimo di monitoraggio. È sul servizio, son partiti perché si fa presto a inaugurare. Poi bisogna neanche a vedere cosa c'è dentro. Quindi abbiamo fatto un minimo di monitoraggio. C'è stato il problema sollevato giustamente anche dall'Assessore ed è giustissimo dell'illuminazione e mi sono subito preoccupata, perché pare che ancora la denominazione non sia partita infatti il il Responsabile unico, il RUP, che ha seguito la casa di comunità di San Giuliano e mi ha assicurato che effettivamente sono montate l'illuminazione, c'è la ditta la prossima settimana dovrebbe mettere in funzione. Vale anche per i lavori ancora esterni che devono essere completati. Ci vuole pazienza, però la pazienza di averci l'operatività e posso dire che oggi la che c'è qualcuna, i servizi vengono dati che tipi di servizi. Se siete curiosi quelli dico, sennò insomma qui disponibile insieme alla dottoressa Guarnieri, che è responsabile delle cure primarie di Pisa, che insieme a lei abbiamo passato delle Giannotte appunto a costruire le case di comunità, quindi la rendere operative, ma prima di tutto farli partire, certificare e quindi anche a fare tutti i documenti che purtroppo ci son voluti e son stati necessarie. Quindi naturalmente, oltre a San Giuliano Terme, c'è anche Vecchiano. Io parlo del territorio come in rete, e ribadisco anche l'hub di via Garibaldi. Non so se la dottoressa Guarnieri vuol dire due parole, ma sennò siamo quindi disponibili, anche se ci avete qualcosa da chiedere? Se volete, io vado a descrivere i servizi e gli orari. Qui c'è tutto e non so se già avete delle esperienze fatte alla casa di comunità di San Giuliano, poiché è operativo ormai da insomma un po' di mesi.
Passo la parola alla dottoressa one-night, che mi sembrava giusto e darli alle questa opportunità, perché è quella che ci ha creduto su sei case di comunità seguite tutte, quindi.
Sì, grazie alla dottoressa TV. Allora passiamo la parola alla dottoressa Francesca Guarnieri, dottoressa dell'azienda ospedaliera responsabile, appunto, come diceva la dottoressa Di Bugno, delle cure primarie. Prego, dottoressa.
Allora io intanto ci tenevo a ringraziare di questa opportunità, perché dopo tutto lo sforzo che appunto come zona io come supporto tecnico alla Direzione di zona che abbiamo fatto per aprire le case di comunità, finalmente è arrivato il momento di confrontarsi con le comunità che poi dovranno trovare nelle case di comunità il loro luogo di riferimento. Quindi abbiamo avuto molte energie da spendere sul piano delle strutture e gli adeguamenti strutturali, le verifiche e le certificazioni e speravamo di arrivare poi al momento in cui finalmente andare a far vivere queste strutture. Quindi siamo nella fase che io dico ora viene il bello e una grande soddisfazione professionale per me quella di aver potuto partecipare a questa fase, perché è una fase storica, lo dico da tecnico e tutto il mondo sanitario è sempre stato considerato con l'ottica ospedaliera, anche ora, quando si dice le case di comunità per ridurre gli accessi al pronto soccorso continua a rimanere una logica ospedaliera. Io che sono un medico della sanità territoriale, vedo altro e vedo che si esiste questa possibilità che il cittadino che in un determinato momento non trova il suo medico, perché ha una necessità effettivamente oggi a sei strutture aperte H 24, salvo interruzioni che ci possono essere per motivi organizzativi o di mancanza, magari di copertura notturna. In una serie, però questa è uno degli aspetti l'aspetto molto sanitario e non c'è solo questo, cioè alle fasi di comunità sono veramente un'opportunità per la cittadinanza di individuare dei luoghi dove portare i propri bisogni, il fatto che li abbiano chiamate appunto case di comunità e non case della salute, come erano il vecchi, i vecchi progetti regionali Regione Toscana è stata molto avanti e su cui, dal punto di vista della programmazione sanitaria quindi già l'esperienza di avere dei luoghi riconoscibili come erano le case della salute e quindi la Regione Toscana gialli aveva, sia per certi versi un po' adeguata al modello nazionale dato con la spinta del DM 77 chiamando le case di comunità, ma già qualcosa c'era in Toscana, quindi il modello dell'integrazione sociosanitaria. Il fatto che ci siano dei luoghi riconoscibili aveva questo aspetto nella casa della salute, che però diventa a casa di comunità e questo culturalmente è un grosso passo avanti perché si cambia la prospettiva e si decide di scegliere una prospettiva molto più ampia. Non esiste solo la salute esistono tanti altri aspetti. Esistono altri bisogni dei bisogni che noi chiamiamo sociali, puri, socioassistenziali, ma esistono anche dei bisogni di prevenzione, Esistono dei bisogni di socializzazione che c'è molto, molto di più che noi speriamo di riuscire a portare con dei tempi che dipendono molto da la nostra capacità di portare avanti sei progettualità in contemporanea su sei strutture e il nostro modello è un modello a rete. Noi abbiamo nell'ambito della zona pisana due poli che sono la casa di comunità Hub che anche hub zonale in via Garibaldi, poi c'è un altro polo che lab di Cascina, le altre sono strutture che devono viaggiare al rating, cioè li chiamiamo spoke quel modello Aben spoke, proprio perché sono reti come satelliti che devono stare però in rete tra di loro, perché in una logica di scarsità di risorse come zona è la rete che deve funzionare. Quindi quello che non si trova in uno dei poli, si può trovare in un altro. Questo può riguardare molto l'aspetto sanitario, ma ci sono dei degli aspetti primari che devono essere accolti in tutte le strutture. Non c'è una gerarchia, c'è qualcosa, noi lo porteremo e lo terremo soltanto negli albi per una questione di sostenibilità. Ma il cittadino la risposta primaria alla risposta di prossimità, la risposta di base la troverà ovunque, è quello che c'è di bello è che non c'è una discrezionalità, cioè non è che noi abbiamo potuto decidere cosa portare, dove? Perché esiste un modello che ha standardizzato quello che ci doveva essere per forza per aprire e quindi lo sforzo è stato portare tutto quello che ci doveva essere per aprire ovunque. Quindi il modello è uniforme a livello di Regione Toscana. Adesso ora si può andare alla personalizzazione, cioè quello che ci deve essere per essere aperti come case di comunità c'è, ora sta alle comunità locali, insieme a i decisori politici e insieme anche alla parte sanitaria, che deve riconoscere quel luogo come luogo professionale, anche con un senso di appartenenza, andare a personalizzare e a costruire con i bisogni dei cittadini. Quindi io ringrazio di questa opportunità e ci sono come responsabile di cure primarie, cosa vuol dire, cioè essere quella che fa da collegamento con i colleghi della medicina, con gli specialisti, con la direzione di zone.
Allora cosa c'è? Allora, scusate?
Allora, tutte le strutture sono stati aperti con i appunto, come diceva l'avvocato Di Bugno, il punto unico di accesso, il punto unico di accesso a una porta dei cittadini che possono portare i propri bisogni di qualunque natura siano, salvo che faccio l'esempio, lo porto subito. Se un utente entra con un bisogno sanitario puro, ha necessità di un medico, piani immediatamente dirottato sul percorso sanitario, quindi dal lunedì al venerdì abbiamo la rete dei medici che ci coprono l'attività oraria dalle 8 di mattina alle 8 di sera, tutte le notti, il sabato e la domenica c'è la ex guardia medica. Come siete abituati a conoscere come i cittadini sono abituati a conoscere. Quindi il bisogno sanitario puro trova questo tipo di accoglienza, ma un bisogno di informazioni, un bisogno di attivare il servizio sociale, un bisogno di un'informazione, gli ausili presìdi come si richiedono? Come si fa questo primo bisogno può essere portata al PUA e può fare una funzione di filtro, andando poi per livelli progressivi di complessità. Quindi esiste il fuori front-office, che è quello che trovate quando entrati a San Giuliano, questo primo filtro, che poi di rotta verso un po' di back office che analizza i bisogni e poi esiste anche un po' di secondo livello, che è quello dove si va a gestire la complessità dei casi, dove si devono attivare dei percorsi per bisogni complessi, che prevalentemente sono i bisogni sociosanitari, quindi la vera integrazione si fa nel momento in cui un bisogno complesso e si va ad analizzare con tutti gli diciamo i professionisti che hanno che sono, diciamo da chiamare in causa per esaminare quel caso e qui c'è l'altra parte importante delle case di comunità. La presenza dell'équipe multidisciplinari, cioè è garantita la presenza all'interno delle case di comunità di quei professionisti necessari per poter analizzare i bisogni, partendo dal bisogno semplice, andando sul bisogno contrasto, quindi ci sono gli infermieri, ci sono gli assistenti sociali, ci sono chiaramente i medici, e questo io lo devo dire perché quello che ha distinto l'apertura di alcune case di comunità rispetto ad altri è stata proprio l'integrazione immediata dei medici di medicina generale all'interno delle strutture Sangiuliano può vantare il fatto di avere come casa di comunità la presenza sia dei medici di medicina generale e della pediatria, e questo non possiamo dirlo per altre strutture. Quindi voi, cittadini e decisori e politici di questa parte di territorio, è importante che sappiate che avete una copertura più ampia possibile, perché c'è anche il consultorio, quindi abbiamo veramente, ci sono le vaccinazioni pediatriche, ci sono alcune specialistiche, come la cardiologia, quindi su San Giuliano, per quanto sia una fase di comunità piccola, abbiamo una delle massime espressioni di quelli che sono i servizi, l'integrazione e la presenza di professionisti all'interno delle strutture e chiaramente ci trovate tutti i vecchi servizi. Quindi, ebbene, ridire che la casa di comunità è un cappello, un tetto grande che ricomprende entrambe le strutture e che ha mantenuto all'interno dei servizi che già c'erano, quindi quello che eravate già abituati ad avere il CUP.
I prelievi, l'assistenza infermieristica, però questa nuova versione, anche una nuova visione ricomprende tutte e due le strutture in un unico complesso, che è la fase di comodità.
Mi sembra che ci siano altri.
Grazie.
Grazie, Dottoressa Guarneri. Ora passiamo la parola. Passo la parola alla dottoressa. Occhio Nigro, che è la referente.
Li ha effetti di San Giuliano Terme di Vecchiano. Prego, dottoressa.
Buonasera a tutti. Chiedo scusa, non sono abituato a parlare in pubblico.
E non mi preparo discorsi. Allora, per quanto mi riguarda, la casa di comunità è un bellissimo posto pieno di di progetti da un punto di vista sanitario, perché io mi occupo soltanto della parte riguardante i medici di medicina generale e i RUP che poi occupano fisicamente la casa di comunità, essendo loro a disposizione 12 ore tutti i giorni dal lunedì al venerdì e poi fanno parte anche del servizio di continuità, sia essenziale la notte, il sabato e la domenica.
Per me questa casa di comunità è ancora in fieri, perché? Perché noi abbiamo comunque l'idea di renderli più funzionali possibili, anche perché abbiamo il sogno di fare i dottori, che vuol dire vuol dire sfruttare al meglio dei posti che fisicamente ci possono dare la l'opportunità di prestare un servizio ai cittadini e di divertirci a fare quello che più ci piace, perché, per quanto vi possa sembrare strano. Per quanto ci riguarda, il nostro lavoro è fatto di passione e il fatto di diciamo.
Necessità di aiutare l'utente a trovare delle risposte che siano spesso anche di natura emotiva, perché noi ci troviamo anche a raccogliere i cocci da un punto di vista emotivo, ma soprattutto dare delle risposte più o meno immediate ma significative, nel senso ci piacerebbe avere a disposizione un ecografo per fare un diciamo, un'ecografia di quelle d'urgenza, come la chiamano ce li chiamiamo l'Ecopass, cioè per dire ok questa persona deve andare al pronto soccorso, per forza, non c'è bisogno che vada in pronto soccorso, così come tante altre cose. Per quanto mi riguarda, anche da un punto di vista strutturale, ci sono delle cose che debbono essere migliorate, perché c'è il collegamento tra la parte nuova alla parte vecchia, che è ancora da migliorare. L'accesso, quello più grande dal cancello principale, che poi va direttamente alla parte posteriore della casa di comunità ancora non è agibile e così via. Ci sono tante cose da migliorare. Non voglio scendere in dettagli tecnici, tipo umidità che risale ai primi lo sapevamo già in partenza, perché nasce su un posto particolarmente umido. Allora, per non perdermi in in parole inutili, passerei volentieri la parola alla mia collega, che è una persona che ci lavora direttamente in causa comunità in questo momento prevalentemente lavora su Vecchiano, però noi siamo una una struttura unica, per quanto fisicamente siamo divisi in due case di comunità. In realtà noi siamo un'associazione di EFT con tutti i medici che sono collegati in rete tra di loro e che lavorano insieme per dare le risposte ai cittadini. Così per farvi capire se la dottoressa Pellegrini si trova in case di comunità a Vecchiano e vede un mio paziente di Pontasserchio può accedere alle informazioni del mio gestionale, dove io scrivo tutte le.
Le patologie e i farmaci che assume, eccetera, eccetera un paziente e questo si aiuta a gestire meglio il paziente. Questo per noi è fondamentale e chiunque lavori in case di comunità sarebbe bene che facesse parte di questa rete. In più vorremmo dare libero sfogo alla nostra professione, rendendo più accessibili alcune prestazioni che difficilmente si possono trovare sul sul territorio. Nel senso che vi chiedo delle liste d'attesa più lunghe e così via e delle quali noi siamo perfettamente capaci di affrontare la gestione, però me ne farò parlare direttamente. La dottoressa Pellegrini è d'accordo. Grazie, dottoressa Occhinegro. Allora passo la parola alla dottoressa Pellegrini. Ok, buonasera a tutte e tutti e tutto. Io mi chiamo. Sono dottoressa Alessandra Pellegrini. Sono l'America di medicina generale, appunto, e sono la vice responsabile della effettivi San Giugliano Vecchiano, di cui parlava della dottoressa Occhinegro. Il fatto che noi parliamo di FT San girano Vecchiano in realtà non è secondario, perché appunto quello che poi vorremmo un attimino portare. So che qua siamo nel Comune di San Giuliano, però dal punto di vista sanitario è un distretto unico distribuito su due punti, quindi even evidentemente per noi le progettualità devono essere comuni sia per quanto riguarda la casa di comunità, sia per quanto riguarda eventuali altri percorsi che vi convergono.
Come ha detto la collega, effettivamente io ci sono dentro, anzi sono stata la prima il primo turno di Vecchiano de in assoluto, perché? Perché, nonostante l'ecoturismo criticità contrattuali di cui non vi tedio, perché non è questo il posto per i quali sono in grandissimo disaccordo. La casa di comunità sono da sono assolutamente d'accordo, che ha un grandissimo potenziale per quello che è la prossimità di cura nei 10 anni passati la le politiche vari hanno portato la sanità in ospedale, si dice una sanità ospedalocentrica. È arrivato il Covid e ci ha fatto trovare la devastazione di queste scelte per pregresse, non avevamo i mezzi, non c'erano le strutture, non c'erano le reti, non sarà il personale, non c'era niente per poter gestire una situazione come quella.
L'idea delle case di comunità, il PNRR nasce da quell'esperienza terribile che abbiamo vissuto e quando ci siamo guardati intorno e abbiamo visto che i luoghi dove era stata, dove c'era stata una gestione migliore nello luoghi dove c'era una fortissima e medicina territoriale, dove per Medicina non si intende soltanto la medicina dei medici e delle mediche, ma anche di tutto il personale sanitario, tecnico e sociale per l'appunto.
E che che vi collabora.
Oltre a questo, oltre a questa esperienza, vi sono anche tantissimi studi che parlano di quanto più è territoriale la medicina quanto più capillare e non centrale e mi non migliora tanto la mortalità, quantomeno non nelle nostre nostri Paesi, ma migliora la la la gestione delle comorbidità e quindi la qualità di vita, ovvero le persone che magari hanno delle patologie croniche continuano ad avercela, però migliora la qualità di vita delle persone stanno meglio. Questo è il motivo per cui ci credo questo motivo per cui, nonostante io sia ancora fra i pochi privilegiati che non ha l'obbligo di farci turni, ci ha voluto fare i turni lo stesso e quindi appunto da dentro, proprio per dire provo a metterci a entrare dentro, perché vorrei essere d'aiuto de, né nei limiti del mio delle mie competenze, per poter, per poter dare una mano, per poter costruire, per l'appunto delle personalizzazioni di cui parlava la Dottoressa Guarneri. Attualmente, se devo dire che al di là di ciò che magari c'era già prima e al di là del PUA, io trovo una grandissima emotività per quello che in questo istante sto parlando, c'è nella casa di comunità. Onestamente direi un qualcosa nel quale non credo la guardia medica h 12 che c'è attualmente non serve, noi saremo, non vi risponderemo mai al telefono o quello che volete, però in realtà ci siamo in ambulatorio se non se è una cosa che non può aspettare l'ora o due ore, per cui venite richiamati ricevuti. È una cosa che probabilmente ha un'urgenza che non è da territorio, okay?
Quindi non è tanto le 12 ore, le anzi le h 24, perché per l'appunto andremo sempre più nel fatto che la stessa America che riceve in ambulatorio su appuntamento sarà la stessa America che farà il turno di notte, perché questo è ciò che prevede il nuovo contratto.
Non è tanto la continuità h 24 è quanto che cosa ci si fa dentro, che cosa serve? Poi, per carità, serve anche un punto perché se mi taglio possa evitare di andare in Ps, se magari a Vecchiano a San Giuliano, qualcuno mi sa mettere i punti d'accordo ed è sarebbe molto importante.
Quando parlavamo di personalizzazione che abbiamo un po' riflettuto, io c'ho un po' riflettuto in questi mesi, anche confrontandomi con chi con le persone con cui mi scambiavo ai turni di in strutture, insomma, in case di comunità, e abbiamo pensato che sia stata creata. Fra i motivi ci saranno stati anche delle idee no. Una fra queste è proprio di togliere i codici bianchi e verdi dal pronto soccorso, che ha un problema di spesa, è un problema di liste, cioè di tempo impiegato che si potranno impiegare altro manco, un problema per la cittadinanza nel pronto soccorso ce l'abbiamo a Cisanello e una persona che non ha la macchina, magari però non è da a chiamare l'ambulanza, una persona, cioè diventa complesso e c'è il parcheggio, cioè non a semplice, quindi è un qualcosa che a volte limita anche l'accesso.
Accertamenti di primo livello, come diceva la collega, quindi determinate prestazioni che possono essere fatte, si parlava di ecofeste assolutamente, ma si può pensare anche a persone che fanno determinate terapie e hanno bisogno di controllare il Kuttik C, che è un'onda dell'elettrocardiogramma. Regolarmente devono andare al Santa Chiara o a Cisanello e invece potrebbero venire lì per fare una prestazione. Percorsi ad hoc, in alcune ci sono in altre no, però percorsi ancora più specifici e soprattutto multidisciplinari per le cronicità per il diabete ci sono si potrebbe aggiungere il gruppo di persone che va a camminare okay, ho visto, era partita una sperimentazione con l'ASL qualche mese fa è molto buona. Centriamo la sulle case di comunità, quindi chi chi accede dal diabetologo, dalla diabetologa potrà avere accesso anche a nutrizionista, al gruppo di di di di di pazienti, eccetera, eccetera, eccetera. Questo è un esempio fra tante altre. Altra cosa fondamentale, secondo noi, sarà un po' tecnica, ma ve la spiego la distribuzione diretta della retribuzione diretta dei farmaci nelle Kennedy stretti, nelle case di comunità costa meno. A voi non ci pronta alate noi, perché spendiamo troppo. I pazienti ritrovano vicini.
Sono complessi, magari okay. Comunque insomma, questo per dire sono alcune delle proposte. Noi abbiamo cercato di pensare a quali sono le esigenze che riteniamo noi sia da da prescrittori e prescrittivi, si stia anche come la cittadinanza può risentire e quello che chiederemo sarebbe per l'appunto un tavolo, un tavolo dove possiamo crearle in qualche modo questi percorsi e queste personalizzazioni, dove quantomeno i referenti delle varie parti in causa le armi, le amministrazioni comunali, ripeto, parlo al plurale e qua siamo a San Giuliano, però il distretto è di due Comuni, quindi vi devo parlare al plurale. Le amministrazioni comunali, ovviamente la ASL però anche irresponsabili nostri e insomma, tutte le parti che possono esserci per cercare di capire come personalizzare a ISO risorse si fa poco, però qualcosa si può fare e si può anche capire se c'è margine di qualche investimento e questo io non lo so, però anche a ISO risorse si può riuscire a fare, a fare qualcosa, quindi fondamentalmente.
Da da da persone che ci credono e che ci investono, cioè all'intanto però di renderla un pochino più efficace e fattuale e di spostare, che poi è veramente l'intento del PNRR e di questa cosa, di spostare tutto ciò che è spostabile dall'ospedale al territorio e lasciare all'ospedale ciò che invece non è gestibile sul territorio.
Grazie.
Grazie, dottoressa Pellegrini.
Ebbene, dunque, quindi ringrazio nuovamente le relatrici. Ora do la parola al Consiglio comunale per eventuali interventi.
Prego, consigliera Mazzarri. Sì, grazie, Presidente.
Allora, innanzitutto ringrazio le gentili relatrici che hanno dato con la loro presenza un contributo di professionale importante per aiutarci ad entrare dentro questa questa questa novità no, o comunque di cui stiamo dibattendo e anche l'Amministrazione per aver avuto la sensibilità di cogliere la richiesta di realizzare in questo Consiglio comunale aperto nel quale appunto cittadini, i Consiglieri comunali tutti insieme possiamo confrontarci spero pacatamente e serenamente allora, innanzitutto ci tengo a sottolineare che, seppur da banchi dell'opposizione, sono perfettamente concorde sull'importanza della realizzazione delle case di comunità. La direzione giusta deve essere quella proprio perché si deve sempre di più riavvicinare la medicina ai cittadini, quindi riportare al più possibile sul territorio e di conseguenza, in questa presenza ravvicinata, alleggerire il pronto soccorso, che è quello poi ovviamente è l'obiettivo principale.
Mi sono informata, ovviamente ho accettato un attimo di approfondire, al di là della mia presenza in Commissione, anche in modo autonomo e mi sembra di capire che per quello che riguarda la realizzazione a livello toscano o comunque di tutte le case previste siamo circa a metà. Correggetemi se sbaglio o un po' di un po' di più, forse, insomma, comunque la la realizzazione di queste case sta procedendo sul territorio e io stessa. Ecco, ho avuto tra l'altro recentemente occasione di sperimentare quella di Vecchiano proprio, quindi perfetto, perché mi dite che in realtà sono appunto due, non sono due monadi isolate, ma due cose che lavorano in sincrono, in simbiosi per mio padre e quindi ecco porto anche qui in dibattimento un'esperienza con le mie osservazioni che ho colto immediatamente. Allora ho portato lui per un problema tra virgolette banale. Si trattava di cheratosi attinica, quindi, come poi è stato diagnosticato, mi è molto piaciuto il fatto che appena entrata nella casa c'è l'immediata accoglienza il medico molto disponibile competente, però ecco, la cosa che mi ha lasciato un po' perplessa è che per una cosa tra virgolette banale, no, che poi è quella di una crioterapia per chi non lo sapesse. È una cura che viene effettuata attraverso il ghiaccio, quindi a temperature molto basse che bruciano queste escrescenze della pelle. Il medico ci ha detto che doveva comunque andare all'ospedale, l'altro due volte, perché purtroppo la prima volta siamo andati, il programma era fuori uso, quindi ora naturalmente mio padre l'ho portato. Io però ecco, mi metto nei panni di una persona anziana che comunque deve affrontare tutto questo iter, magari da sola e mi sono opposta alla domanda ho detto: beh, ma se per una cosa che tra virgolette è così banale, ha ammesso che poi in medicina ci sia qualcosa di banale, perché quando si parla di salute niente banale, è anche vero che forse dobbiamo essere un po' più ambiziosi, cioè secondo me, questo tipo di cure e di passaggi dovremmo puntare ad averli a livello territoriale. Ecco che in questo senso, e quindi fa un salto di qualità dal punto di vista di questo tipo di cure e poi ovviamente arricchire le strutture e il più possibile anche di macchinari e che proprio in Commissione e ora non so se le cose sono cambiate, ma.
Negli incontri che abbiamo avuto si dibatteva sul problema della necessità di appunto avere col grafi avere magari i macchinari che permettono di fare l'elettrocardiogramma, cioè per veramente sennò poi se andiamo a analizzare fino in fondo l'obiettivo ambizioso che ci poniamo viene svilito, cioè rischiamo, secondo me, di spendere soldi per dar vita a quelle che potremmo definire dei condomini sanitari, cioè una sorta di veste un po' più moderna, più funzionale di quelli che erano i vecchi poliambulatori, che poi, se vogliamo, insomma, forse c'erano già, funzionavano anche bene altre cose che diciamo mi hanno colpito e qui, al di là della mia vicenda personale, quindi delle esperienze di Vecchiano entro un po' più nel tecnico.
Diciamo che, analizzando quei dati è il discorso della presenza medica, perché mi risulta che lo scorso giugno sia stato firmato un accordo stralcio tra la struttura interregionale agenti convenzionati e la maggioranza delle sigle della medicina generale introducendo l'impiego orario fino a sei ore settimanali, ma tanto sono solo diciamo, questioni che pongo anche proprio per cogliere l'occasione di chiarirle.
Vorrei capire un po' qual è la realtà del nostro territorio, perché mi sembra di aver capito che ci sono circa 23 medici di assistenza primaria, la quale l'ha acuito la quasi totalità. Enzo gran numero di assistiti. Ora, siccome io parlo anche da figlia di un medico che è andato in pensione nel 2007, quindi mio padre, insomma, ormai è fuori dai giochi. Già da tanto tempo, però lamentava già al momento del suo pensionamento, il sovraccarico anche a livello burocratico, no, perché purtroppo la medicina è stata sempre più burocratici zata. Quindi ecco, vorrei veramente capire fino in fondo e poi anche parlando con persone del settore è stata un po' confermata da parte della di alcuni della classe medica, non tutti una certa ostilità, una paura, ecco di trovarsi ulteriormente sovraccaricati o neanche una rigidità di orario che magari sommata al numero dei pazienti. Spesso si parla di medici massimalisti, quindi con tanti mutuati, una gestione burocratica importante, quelle che si chiamano scartoffie, quanti realmente ecco hanno dato disponibilità e che copertura siamo veramente in grado di garantire per il nostro territorio. E poi un'altra osservazione, ecco che diciamo mi ha colpito e questo già da tempo, anche parlando con persone diciamo a livello territoriali coinvolte direttamente l'esclusione ecco di realtà come appunto la zattera, oppure l'Osservatorio delle povertà.
Da questo tipo di realtà che invece trovano diciamo, una collocazione naturale all'interno di queste strutture, proprio perché direi che se vogliamo fornire un servizio a 360 gradi deve coprire anche gli aspetti più strettamente connessi magari in un solo aspetto anche della salute, ma di pari passo anche al disagio sociale, perché a volte queste cose sono purtroppo strettamente connesse. Quindi ecco.
L'ultima e poi un'altra cosa che mi interessa particolarmente è il discorso relativo al disavanzo regionale, perché purtroppo, come sappiamo, la Regione ha purtroppo di situazioni un po' debitoria da questo punto di vista di cui non incolpo ovviamente esclusivamente l'Amministrazione politica, perché ci sono stati vari fattori che hanno inciso l'aumento dei costi, l'aumento dell'energia, l'aumento dei materiali. Ecco, vorrei capire come si può conciliare anche magari sicuramente una maggiore attenzione ai costi da parte della ASL e per questi aumenti anche che sicuramente poi insomma, saranno arrivati a cascata anche sul materiale usato e così via. Con questo obiettivo importante e ambizioso e noi tutti ci stiamo proponendo, grazie.
Grazie, consigliera Mazzarri. Ci sono altri interventi?
Consigliere Malacarne, prego.
Grazie, Presidente.
Se se qualcuno di noi si trova.
Nella necessità di accedere a un servizio del servizio sanitario nazionale, in particolare della sanità territoriale, che con la prevenzione e la sanità ospedaliera sono i tre pilastri del servizio sanitario nazionale. Ecco, se ci troviamo in questa necessità e ci troviamo di fronte a criticità. Ho difficoltà per accedere a questi servizi o per avere i servizi. La stragrande maggioranza di noi ha come come primo più facile, ma anche più inutile e dal nostro modo di reagire è quello di prendersela con chi ha davanti.
Ed io me la prendo col medico, oppure me la prendo con infermiere, oppure me la prendo con la dirigente della ASL.
Me la prendo con chi ha davanti, con chi ho davanti. No, se le cose non funzionano.
E in questo modo scarico succhiato avanti la mia rabbia, la mia frustrazione e dico: il sistema pubblico non funziona. Poi se ciò i soldi vanno nel privato, se non sui soldi Mariani.
Quello che noi non riusciamo quasi mai a fare, purtroppo.
AIFA il passo successivo, cioè chiedersi: ma perché ci sono queste criticità, perché le cose non funzionano, di chi è la responsabilità, perché le cose non funzionano, di quello che non funziona?
Chi è che non ha fatto quello che si doveva fare? Questo è il passaggio alla politica. E siccome qui siamo in una sede politica, io vorrei fare alcune considerazioni di carattere politico, che mi erano anche anche state stimolate da alcune frasi dette dai tecnici. No, le risorse sono quelle che sono, ha detto la dottoressa Bugno.
La dottoressa Guarnieri apparato in una logica di scarsità di risorse. La dottoressa Pellegrini ha parlato di criticità contrattuali e poi ha detto a ISO risorse si fa poco, allora.
Noi.
Parliamo di servizio sanitario nazionale, il servizio sanitario nazionale è nato nel o nel 78, per la legge 833.
Un servizio caratterizzato da uguaglianza, equità e universalismo. Guardate che nella nel dicembre del 78, quando fu approvata la 833 in Parlamento, in Parlamento, la destra votò contro il Partito Liberale, il Movimento sociale italiano votarono contro l'istituzione del servizio sanitario nazionale. La destra da sempre è contro il servizio sanitario nazionale pubblico. Lo ha fatto all'inizio, lo ha continuato a fare quando è stata al Governo lo sta facendo con questo Governo.
Quando si parla di mancanza di risorse, mancanza di risorse, mancanza di personale, alla mancanza di risorse, il Governo di destra di questi quattro anni.
È entrato nel 2022 con un rapporto Fondo sanitario PIL del 6 e 27%. Dopo quattro anni di Governo di destra, nel 2026 il rapporto è sceso al 6 e 14% se mancano risorse è perché il Governo non ce li ha messi, non solo non ha mantenuto le risorse, ma ha diminuito le risorse. Se avesse mantenuto quel 6 e 27% basso per tutti questi quattro anni ci sarebbero stati più di 18 miliardi in più per il servizio sanitario nazionale pubblico. Il Governo di destra non l'ha fatto. Se mancano le risorse bisognasse. Si sa che non è colpa della dottoressa Di bugna, non è colpa del medico che ho davanti, né dell'infermiere delle né del amministrativo del CUP.
Tra l'altro, quei pochi soldi in più messi qua e là per le liste di attesa vanno quasi tutti al privato convenzionato e non al pubblico.
Manca il personale semplice, cioè un tetto di spesa al costo al per il personale.
In quattro anni il Governo di destra non l'ha tolto, lo poteva fare, non l'ha fatto.
Certo, la sinistra ha le sue colpe perché quando nel 78 è nato il servizio sanitario nazionale pubblico, il Partito Liberale ha votato contro l'anno dopo è stato messo e il come Ministro della sanità un Ministro liberale.
E poi la sinistra c'è anche tante altre colpe, perché ha sempre guardato troppo al centro quando si parla di sanità è troppo poca a sinistra.
Non solo un problema di risorse, ma un problema di organizzazione e attenzione.
Io ho seguito molto bene il rush il ragionamento della dottoressa Pellegrini, che condivido pienamente.
Le case di comunità il decreto 77 nascono dall'esperienza del Covid e il Ministro Speranza nel maggio del 2022 fa il DM 77 che punta sulle case di comunità.
Ci sono le elezioni, vince la destra. A novembre il Sottosegretario Gemmato, sottosegretario alla sanità farmacisti, titolari di farmacie, dice esplicitamente: le case di comunità non soddisfano l'esigenza della sanità territoriale.
Bisogna puntare sulla rete dei medici di famiglia e, guarda caso, delle farmacie.
Tutto in linea con quello che successe nel 78. La destra non vuole una sanità pubblica forte, non vuole una sanità territoriale forte, non mette risorse e quindi quando io sono davanti a una criticità del servizio pubblico e della sanità territoriale. Devo fare quel passettino in più, non prendermela con chi ho davanti.
Non parliamo della integrazione sociosanitaria, sappiamo il disastro che ha fatto la Giunta di destra a Pisa nel portare alla paralisi la Società della Salute e quindi la il completo disinteresse sull'integrazione sanitaria.
Quindi, secondo me, questo è un elemento di di di igiene politica che deve essere chiaro sempre quando ci si rapporta poi direttamente agli operatori, ai servizi, alle strutture.
Chiudo con un'unica cosa di carattere per entrare nel merito. Poi lascerò alla alla consigliera congestioni le cose più interessanti su questo riguardo alle agli enti del terzo settore. Allora, per la casa di comunità di San Giuliano. Sono 16 le associazioni che hanno partecipato alla manifestazione di interesse.
E l'Osservatorio della povertà, che è una cosa particolare del Comune di San Giuliano, non è tra questi 16 e a su associazioni, però sappiamo già che ne abbia, ne hanno già parlato altri e io le voglio citare qui: la Croce Rossa aforisma Anteas, il centro volontariato, operatori pastorali ospedalieri, la Caritas, l'associazione Pisa, la Polisportiva Sangiuliani ISE Arnera, la pubblica assistenza, la Rosa Mara, il coordinamento etico dei caregiver, le ACLI, l'associazione Alba Lapai e l'associazione e la tartaruga. Queste 16 associazioni hanno presentato una serie di proposte, idee e progetti.
Allora, quello che io chiedo alla ASL e in tempi brevissimi brevissimi non vuol dire prima di Natale, perché prima di Natale c'è tutto a dicembre e tutto novembre, quindi in tempi brevissimi. Convocate queste 16 associazioni, metteteli insieme e chiedete a queste 16 associazioni che non entrano bussando in casa di comunità. È la casa loro.
Chiedete a queste associazioni, le convocate perché sennò poi si autoconvoca da sé e di convocano loro le convocate dice: allora cominciamo a vedere quali progetti possiamo fare insieme. Questo è un passo importantissimo che a mio avviso, voi, dirigenza della ASL avete il dovere di fare in tempi brevi, grazie.
Grazie, consigliere Malacarne.
Qualcun altro qualcun altro vuole intervenire? Prego, Consigliere Bonani.
Grazie, Presidente e Consiglieri, Consigliere, dottoressa Di Bugno.
Caro collega del distretto, ci conosciamo.
E dunque io vorrei partire un pochino vuole arrivare al Governo Regione, perché siamo a San Giuliano e vorrei parlare di San Giuliano e della casa di comunità di San Giuliano, la casa di comunità Hub.
Deve essere facilmente identificabile dai cittadini e diventasse altresì luogo di contatto e di relazioni che vanno oltre i muri, creando così connessioni con servizi presenti e ridefinizione organizzativa della rete dell'assistenza territoriale e poi c'è la casa di comunità Spoke, che invece qualcosa un pochino di più per capirci, insomma, ci sono, non so.
Portare un esempio degli aeroporti dove ci sono le api delle linee aeree. Poi ci sono gli spot dove arrivano.
Allora, io mi domando noi che abbiamo una organizzazione sanitaria che è quella di San Giuliano Terme insieme al Comune di Vecchiano.
Questa organizzazione mi sembra di aver capito. D'aver vissuto che è prevalente sul vi è il Comune di Vecchiano, con una popolazione che ISO 9.000 a 8.000 abitanti. Contrariamente ai Comuni di San Giuliano, che cenno al 28 30.000 ore, esattamente non ricordo e mi chiedevo un hub, forse non aveva più un senso farlo a San Giuliano Terme, dove la popolazione è maggiore e dove molto probabilmente.
Questa esigenza potrebbe essere un pochino più poi, quando le case di comunità è stata restituita, che poi è stata istituita, c'è un'organizzazione delle due delle due strutture con un coordinatore, con.
Infermieri che si dividono fra le 2, fra le 2, fra le 2 case di comunità che sono appunto Vecchiano e San Giuliano. Mi risulta poi posso anche sbagliarmi che non c'è un servizio continuativo, come è previsto dalla legge, che appunto presenza medica h 24 7 giorni su 7 attraverso il servizio di continuità assistenziale presenza infermieristica h 24 sette giorni su sette e se vogliamo sostituire o in qualche maniera fare in maniera che la casa di comunità possa essere, diciamo, un un presterà vizio al pronto soccorso e forse ci vorrebbe maggiore organizzazione.
Io non sono d'accordo con il collega Malacarne quando dice che ci vogliono più finanziamenti, si sicuramente ci vogliono più finanziamenti, ma i finanziamenti, se vengono dati e loro manca l'organizzazione, non ci non ce ne facciamo niente, per cui, a mio avviso bisognerebbe in qualche maniera rivedere. Scusi se la interrompo, ma devo fare un richiamo alla cittadinanza che ci sta ascoltando nella sala non sono permesse riprese. Scusi, se l'ho interrotta. Prego, consigliera. Allora, ritornando al discorso un pochino più concreto, volevo appunto a rappresentare questo che.
Sebbene i finanziamenti possono essere sicuramente utili, utili per fare meglio per fare di più, io partirei da una organizzazione più diciamo.
L'organizzazione del servizio e soprattutto non medico centrica, e ci sono altre professioni che sono che sono eccezionali, se lavorano e sono messi a lavorare bene e sono appunto gli infermieri e se queste questi luoghi. C'è un medico dove può fare una diagnosi o può fare 10.000 visite, ma non c'è un supporto infermieristico. Assistenti sociali e vorrei di nuovo rivolgermi il mio collega che il problema non è della.
Società della Salute che si è svolta, perché adesso verranno fuori i nodi al pettine, perché non c'erano neanche prima e forse speriamo che adesso con la SCIA, con lo scioglimento della Società della Salute che equo i Comuni possano decidere per il personale e assolutamente colmare questo buco che c'è che la carenza degli assistenti sociali, la carenza degli infermieri, che sono il fulcro di questa nuova casa di comunità che dovrebbe nascere, perché è un modello organizzativo di approccio integrato, multidisciplinare e di prossimità e di proattività che si concretizza attraverso l'équipe di professionisti del sistema sanitario nazionale che vi operano dalla rete dei servizi presenti sul territorio e dalla partecipazione strutturate della comunità. Se un medico di famiglia, come diceva prima la collega Mazzarri, porta il padre e gli viene detto che ha bisogno di una crioterapia, sequestrate crioterapia deve andare a.
Deve essere di nuovo rinviato forse al privato o forse al dermatologo che non c'è e che poi l'appuntamento dovrà averlo fra fra tre mesi. A questo punto io penso, siamo già partiti male. Un punto molto importante in cui ci tengo e chiedo all'uso, da cui presente è quello della salute mentale. La salute mentale ha bisogno di un centro di salute mentale che giustamente deve essere a Pisa e e soprattutto di una rete ambulatoriale nelle case di comunità, che non è una volta a settimana, ma forse con più personale presente nel lo specifico per i problemi del delle oltre che della salute mentale, che forse molto probabilmente vengono riconosciuti come patologia psichiatrica, ma voglio allargare ulteriormente all'invio, alle alle problemi con problemi di autismo, problemi di comportamento, perché spesso ci troviamo delle persone che hanno queste problematiche delle famiglie che hanno bisogno di supporto e vengono magari inviate al Centro salute mentale, a Pisa, dove si arriva, dove si trova un parcheggio dove i genitori sono già una posizione già aggravata dal dal peso che si portano e nello stesso momento forse dal Centro di salute mentale devono andare in pronto soccorso, che sapete bene che cos'è il pronto soccorso Cisanello, che poi va e deve andare in SPDC, che Santa Chiara potete immaginare in una sala una famiglia che è provata da un'invalidità grave, quale potrebbe essere una problematica di tipo autismo con problemi comportamentali. Ecco istituire quello che già previsto per legge, quello appunto dell'accoglienza delle persone nelle case di comunità per un comportamento. È un problema che non ha niente a che fare con una diagnosi medica che ha bisogno di farmaci o di assistenza, grazie. Grazie, Consigliere. Ci sono altri interventi? Prego, Consigliere. Macchiarono.
Grazie, Presidente. Intanto ringrazio tutti i presenti, come ringrazio le relatrici, la dottoressa, il cui Presidente, che sono delucidato è fatto sapere qualcosa di più che non sapevamo per quanto riguarda la casa della comunità.
Premetto anch'io dissento da quanto detto poc'anzi dal Consigliere Malacarne, mi dispiace, anche se guardiamo un aspetto nazionale, ma che a me risulti il Governo Meloni abbia stanziato più soldi di tutti gli altri Governi precedenti, ma comunque non voglio soffermarmi su questo e mi interessa poco adesso.
Perché sennò dovremmo anche ripartire. Ricordo, quando ero ragazzo, si parlava del Ministro della Sanità De Lorenzo, Francesco del buco e dello scandalo e come tutti quanti gli altri scandali e buchi ci sono stati, purtroppo anche in Toscana e mi rifaccio alla Provincia di Massa.
Ebbene, l'argomento è molto importante.
È importante perché ci interessa tutti la sanità e di e di tutti.
È diritto quindi dei dei diritti dei nostri cittadini.
Io spero e auspico che la cassa della comunità, naturalmente che funzioni che funzioni al meglio.
E che tale struttura destinata all'assistenza territoriale e non segua le orme proprio della Società della Salute, che ha poc'anzi accennato il consigliere Malacappa, Società della Salute, che non faceva parte soltanto il Comune di Pisa.
Ricordo che la Società della Salute ha chiuso con un deficit un disavanzo di oltre 1 milione e 600.000 euro.
Comunque, a prescindere anche da da questo, andando avanti, guarda caso, mi voglio soffermare pure, anche perché.
Non vorrei che noi i soldi di destra guardiamo solo a destra, ma oggi.
Consultando un po' il giornale, e c'è proprio un articolo proprio sui servizi sociali, un articolo che viene da un'intervista, un'intervista fatta da uno di maggioranza, un consigliere regionale che si chiama e ligi, il quale fa delle accuse. Una denuncia dove indica sui servizi sociali c'è un vuoto nell'offerta dei servizi sociali di tutti i giorni, quelle a cui ogni famiglia, ogni anziano e ogni persona fragile del territorio dell'area Pisano si affida quando ha bisogno di un aiuto concreto. Parla anche del immobilizzazione politica dei dei sindaci o direttamente sulla vita delle fasce deboli. E incalza: ben nove comuni, compreso il capoluogo, sono riusciti a chiudere la Società della Salute dell'area pisana senza programmare nulla per sostituirla nessuna struttura, nessun presidio amministrativo che tenga insieme il sociale e la sanità, violando così lo spirito stesso delle norme.
E continua continua ancora, ma ebbene,
Oltre questo, io, ciò che auspico è che la cassa della comunità sia efficiente.
Efficace e sostenibile, con una pianificazione rigorosa anche delle spese.
E che sia affidata a dei professionisti con specifiche competenze sanitarie, organizzative e gestionali, non a figure di parte, non a figure politiche e non a nomine di comodità. La sanità non deve avere alcuna influenza politica, dove ci sono persone professionalmente preparate e competenti nel settore, perché una casa della comunità efficiente, equilibrata e guidata da professionisti seri e qualificati non deve essere un'aspirazione, ma deve essere un dovere.
I cittadini meritano questi servizi che funzionano e una sanità territoriale all'altezza dei loro bisogni. Io concludo, augurando un buon lavoro a tutti coloro che già stanno lavorando stanno dando del loro meglio e se permettete così che chi regge, chi è a capo di tale struttura, ecco, non ascolti soltanto il proprio vice.
O quelle persone che gli sono solo attorno, ma che ascolti tutti ascolti, tutti i dottori infermieri e perché no, anche gli operatori sociosanitari, perché per conoscere meglio le criticità che possono evidenziare nel tempo e poi così facendo trovare anche le giuste risoluzione. Io non ho altro da dire. Vi ringrazio dell'attenzione. Grazie.
Grazie, consigliere. Macchiarono. Ci sono altri interventi? Qualcun altro che vuole intervenire?
Consigliera Massai, prego.
Grazie, Presidente.
Intanto ringrazio veramente per la partecipazione e tutte le persone, tutte le protezionistiche sono le professioniste che sono contenute e davvero non posso che plaudire ad un'iniziativa come questa della quadro della quale vado veramente molto orgogliosa. Dopo tutte queste dissertazioni molto, molto alte, io vorrei scendere un momentino.
Sul concreto sarò un po' prosaica, ma mi perdonerete per questo e vorrei porre un piccolo problema di sicurezza degli operatori.
Ho potuto prendere delle informazioni, raccogliere delle informazioni proprio abbastanza di persone che mi pongono un problema proprio sulla sicurezza, per esempio nella sera e come si pensa di intervenire su questo tipo di problemi?
Io direi che questo è la mia discesa su prosaico, grazie.
Grazie, consigliera Massai.
Sì, il Consiglio aperto facevo concludere prima il Consiglio comunale, poi certo anche anche voi i cittadini potete intervenire.
Consigliere consiliare, qualcun altro che vuole intervenire? Se no abbiamo. Consigliere Mantovani, prego.
Consigliere Campanini, prego.
Grazie, Presidente. Intanto ringrazio i rappresentanti pesanti che questo pomeriggio ci hanno dedicato il loro prezioso tempo, ci hanno fornito indicazioni sul tavolo.
Allora, la salute è un diritto costituzionale. È proprio per questo non possiamo accettare che il sistema sociale e sanitario vengano progressivamente sfaldate. La Società della Salute e della zona pisana nasceva con un obiettivo semplice: ovvero mettere insieme i Comuni e azienda sanitaria per programmare servizi sociali e sanitari come un'unica rete secondo i principi dettati dall'economia di scala. Oggi quel progetto è in crisi e in questo è innegabile che il comune di Pisa abbia una responsabilità politica importante. Questo fallimento Pisa, il comune più grande della zona, ha scelto di mettere in discussione il modello della Società della Salute e di percorrere una strada diversa trascinando sull'orlo del baratro gli altri Comuni.
Ma se un modello non funziona non basta, uscirne, bisogna costruire un'alternativa in tempi brevi.
Il rischio è quello di tornare alla frammentazione sanitario nella parte sociale dall'altra comuni costretti a gestire singolarmente problemi che invece sono territoriali e che richiedono il coinvolgimento dell'ASL. I temi sono numerosi e di varia natura, dalla disabilità non autosufficienza, salute mentale, minori, povertà, persone senza dimora, violenza, assistenza scolastica, problemi che non possono essere ignorati o non gestiti e che richiedono un'estrema. Attenzione:
Non possiamo permettere che siano le persone fragili a pagare il prezzo dei conflitti istituzionali.
Ma c'è anche un problema più grande: il Governo continua a sostenere di aver aumentato le risorse per la sanità, ma il punto non è soltanto quanto aumenta nominalmente il Fondo sanitario è quanto quelle risorse valgono realmente di fronte all'aumento dei costi, dei bisogni e della domanda di salute.
In Italia sono circa 5,8 milioni le persone che rinunciano a prestazioni sanitarie con la sanità allo stremo gli stipendi sempre più bassi e letteralmente mangiati dall'inflazione. Si pensa ad aumentare le spese militari. Questo è inaccettabile.
Nel frattempo, nei territori ci viene chiesto di fare sempre più e non possiamo farlo senza risorse e senza personale. Non possiamo di certo fare affidamento alle sole associazioni del terzo settore e con estrema fatica quel in questa fase stanno assolvendo con spirito con spirito di solidarietà, parte dei servizi precedentemente erogati da SDS. Ne abbiamo abbastanza personale sanitario e assistenti sociali. Abbiamo bisogno di rafforzare gli organici e costruire una struttura tecnica capace di intercettare fondi regionali nazionali europei o c'è la sfida delle case di comunità? Una casa della comunità non è un luogo, un edificio, è un sistema se manca l'integrazione tra ASL e Comuni ai servizi sociali e terzo settore. Rischiamo di avere strutture nuove, ma le reti territoriali debole e inefficiente.
La prossimità significa uscì, riuscire ad arrivare alle persone senza lasciare indietro nessuno.
La nostra Amministrazione si è mossa da subito per cercare di trovare una soluzione a questo problema, valutando alternative ipotesi. Il nostro Sindaco ha effettuato incontri con gli altri interlocutori al fine di trovare una soluzione definitiva al problema ma questo non basta. Il Governo deve smettere di considerare la sanità territoriale come una mera voce di bilancio e garantire finanziamenti adeguati ai bisogni reali ai comuni coinvolti. Chiediamo di lavorare insieme affinché si possa mettere in piedi una rete radicata sul territorio efficiente e sostenibile, in grado di fornire i servizi richiesti dai cittadini.
Perché i Comuni della Zona Pisana non sono isole separate, ma territori accomunati da stesse esigenze ai medesimi obiettivi.
Mi auguro, ma ne sono convinto che le nuove case di comunità possano assolvere a tutti questi servizi e possano garantire un adeguato livello di efficienza alla nostra comunità. Grazie.
Grazie, consigliere Campanini. Visto appunto mi stanno riportando la necessità delle relatrici di, appunto di di liberarle.
Estendiamo quindi il dibattito e chiedere la cittadinanza se ci fossero domande.
Ecco, potete farlo così. Poi alle relatrici vengono. Sì, sì, io prendo la parola delatrice, possono rispondere. Intanto si è prenotata la CONS il consigliere Poggi. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Benvenuti a tutti e ovviamente benvenute alle relatrici. Io vi devo dire la verità. Questo è un tema molto importante che merita serietà. Io vi ringrazio per il tempo che avete investito qui con noi, perché attraverso le vostre competenze avete provato ad illustrare e vi siete messi al servizio dell'illustrazione, quindi di un tema veramente fondamentale e proprio perché, secondo me, temi seri devono essere affrontati in maniera seria.
Io sono costretta, non ha polemica, ma proprio per il rispetto che ho per voi nel vostro lavoro, del vostro tempo e so perfettamente che siete persone che sono abituate ad affrontare situazioni serie e a trovare soluzioni concrete, quindi ho sentito tanti discorsi, abbiamo fatto tanta politica. Il Governo Meloni, non il Governo Meloni. Anche la sinistra ha sbagliato, la destra, non ha sbagliato. Sinceramente vorrei fare un intervento che vada un po' oltre a una replica che dica: allora vi piacevano di più i banchi con le rotelle. Allora parliamo della sanità toscana, vado oltre e si entra nel tema, però ecco, vedete, io devo essere sincera con voi per entrare nel tema. Questo è un argomento che è stato sollevato durante la Capigruppo. I consiglieri sono diventati un po' autodidatti. Ora voi siete donne di mondo, lo sapete, la politica chiama la tipologia, ma nessuno poi è tuttologo politica, certo, deve esprimere un'opinione e lo deve fare su una base e quella base la deve studiare. Allora, per questo Consiglio comunale qui la base che ci è arrivata è questo:
Ora.
Penso che sarà facile, no, per tutti capire che è nettamente insufficiente.
Perciò abbiamo provato a appunto fare per i fatti nostri e i documenti che ci servivano erano questi.
Quindi un po' di più, diciamo nettamente di più, perché se uno vuole fare un intervento acritica o a favore, ma io non parto prevenuta a me mi sarebbe piaciuto venire qui oggi e dire anche sono pienamente d'accordo con voi, perché questa non è un'assemblea pubblica. Oggi non siamo in un'azienda pubblica, siamo in un Consiglio comunale, io sto percependo un gettone di presenza per stare seduta qui e quindi ho provato a cercare di farmi una mia idea, poi spero, come dire, di aver ricondotto bene tutti i tasselli che mi sono autocostruito da sola e quindi colgo questa opportunità, anche se la Capigruppo aveva detto che bisognava fare interventi politici per fare anche delle domande, magari riescono a chiarire delle risposte, perché io i vostri interventi li ho ascoltati con estrema attenzione, e.
Sono stata soddisfatto soprattutto di alcuni punti che avete toccato, perché questo, come dire, forse darà ragione almeno il fil rouge che ho costruito per cercare di ricostruire tutti gli allegati che mi erano necessari a formulare un'opinione. Voi avete parlato ovviamente di un confronto tra tutti gli operatori coinvolti, tra cui quelli politici e poi quelli anche ovviamente sanitarie, quindi io mi sono andata a ricostruire la storia per cui noi oggi siamo qui e questa storia, secondo la mia ricostruzione, parte il 23 febbraio 2026, perché quel giorno a Cascina si è riunita la Conferenza zonale integrata, che va be' il nome sembra molto complicato però in realtà la funzione è anche abbastanza semplice. Il tavolo al quale siedono i rappresentanti di nuovi Comuni della zona pisana dell'ASL, per decidere appunto insieme gli indirizzi e la programmazione. Ora, se qua secondo l'articolo 12 bis della legge regionale 40 del 2005. A questa compete a questa conferenza, tra le varie venga anche attribuito il compito di approvare il Piano integrato di salute e di coordinare la programmazione operativa, perché è un altro punto che avete toccato e che chiaramente bisogna andare a vedere quelle che sono le istanze e le esigenze del territorio. Io abbiamo parlato sia.
Di me lo sono annotato di alleggerire il pronto soccorso, ma anche di percorsi più consolidati, e quindi la la svolgiamo a 360 gradi e giustamente avete detto: guardiamo al nostro territorio io mi immagino che voi intendete. Abbiamo una popolazione molto anziana, se sì, quanti casi ci sono. Prendo l'ipotesi che è stato fatto di diabete, quanti casi ci sono di e strutturare in questo modo un qualche cosa che possa essere funzionale. Ecco a fare questo. Chi è chiamato a fare questo il Comune è chiamato giustamente a fare la sua parte e tra parentesi, appunto sempre quel 23 febbraio 2026 vengono approvati il Pis che il Piano Integrato di Salute e il Po a che il programma operativo annuale per il Comune di San Giuliano Terme c'era il vicesindaco Colucci, che poi viene approvato all'unanimità. Quindi il vicesindaco diciamo a valle alle scelte che sono state fatte in quella sede, sempre secondo la legge mi sto andando a riferire all'articolo 21 comma 3, sempre della legge regionale 40, il Comune era tenuto a relazionare entro 30 giorni, ecco, 23 febbraio 30 giorni. Qui ci è stato dato atto il 2 aprile. Ora non che questo voglia dire che non non sia serietà nell'affrontare il tema, però, dato che mi sono sentita dire che siamo contro il servizio sanitario nazionale, allora vediamo invece quello che compete a noi, che forse è decisamente una cosa più concreta. Poi non so quanto tempo mi rimane. Erano 10 minuti per parlare. Credo di averne ancora abbastanza. Diciamo che si sono altri altre realtà che poi vanno ad intrecciarsi in questa situazione, perché ad esempio, c'è anche uno strumento che riguarda proprio il passaggio di coordinamento che il COT, quindi centrale operativa territoriale, giusto? Se poi io mi sono andato a leggere il piano e a pagina 34 ora io capisco, Presidente, che quando parlo io ci possono essere i cori da stadio, però.
Si potrebbe anche abbassare il tono. A pagina 34 questo documento descrive i processi già attivi con un compito preciso, che è quello di coordinare la presa in carico delle persone e il collegamento fra servizi e professionisti e poi a pagina 80 è prevista anche la verifica dei tempi a cui arrivano le segnalazioni da i reparti coinvolti. Quindi, dal momento che siamo qui per parlare del nostro Comune, è perché se voglio fare polemica me ne vado, magari non lo so a fare un post sui social, a me mi piacerebbe sapere se è possibile avere queste verifiche di cui parla la relazione.
Quindi se le segnalazioni, ad esempio arrivano in tempo, se ci sono difficoltà registrate, appunto per quanto riguarda l'organizzazione dell'assistenza delle persone, o ancora se ci possono essere altre situazioni che magari io non riesco a mettere in luce, perché mi sono, mi sono trasformate in autodidatta in 24 ore, sostanzialmente.
E poi ancora se noi continuiamo nella nostra storia, perché poi l'abbiamo detto, si toccano temi sanitari, i percorsi e quant'altro, ma mi sembra che sia il consigliere Malacarne che la consigliera Bonami abbiano anche parlato poi di assiste, cioè da a livello di assistenzialismo sociale di assistenti sociali e mi sono andato a vedere. In questo caso, invece, la determina comunale numero 243 del 6 marzo 2026 che approva la ricollocazione di 26 assistenti sociali, cinque dei quali vengono assegnati a Sangiuliano. Ora noi parliamo di personale che è già stato assunto da un altro ente che è da ricollocare nei comuni a San Giuliano, quindi ne aspettano 5. Al punto 4 di questa determina si attribuisce poi a ciascun Comune di assegnazione e gli adempimenti per l'assunzione per il contratto individuale.
Io sono andata a cercare nel sito nell'albo pretorio il Post. Questa cosa ci è stata riferita nel Consiglio del 22 aprile, sono andati a cercare il posto e purtroppo mi dà un errore. Quindi potrebbe essere che sia un errore mio, come magari potrebbe essere che la situazione è ancora in itinere, la situazione è ancora in essere. Questa potrebbe essere magari la sede per chiarire, ma poi abbiamo parlato del 23 febbraio del 6 marzo arriviamo alla delibera della Conferenza nazionale integrata numero 11 dell'8 luglio 2026, che riguarda 12 figure finanziate attraverso il Programma nazionale di inclusione, che sono se non erro, amministrativi contabili psicologi educatori e un pedagogista. In questo caso le assunzioni fanno capo a Cascina, però la delibera prevede che un contabile rimanga assegnato funzionalmente appunto al comune di Cascina per gli adempimenti del programma è che le altre 11 unità siano destinate funzionalmente all'ASL per le attività sociali della zona pisana, però detto questo, che quindi Cascino assume l'8, stabilisce l'altro sa che poi dopo quelle persone dove devono svolgere le funzioni, a quanti minuti sono arrivati al Presidente? 9 le manca un minuto? Perfetto. Quindi anche in merito a questo vorrei capire a che punto è l'attuazione quante di queste Proxigas pref professionalità sono effettivamente in servizio e come si collegano poi ai servizi che seguono i nostri cittadini? Inoltre, ho visto anche che c'è una dichiarazione datata 14 ottobre del Sindaco Cecchelli, che indica tre obiettivi: servizi accessibili, continuità assistenziale e integrazione fra sanità e sociale. Ecco, magari oggi potrebbe essere il il giorno per discutere anche di questi, anche perché il piano prevedeva un aggiornamento anzi una verifica, perdonatemi intermedia entro settembre, quindi oggi siamo al 13 ottobre. Diciamo che oltre a essere la Giornata per i buoni propositi, che sicuramente sempre la giornata buona per fare i buoni propositi, complimentarsi della cosa buona direi che potrebbe essere anche la giornata per tirare una linea e detto questo, il presidente mi concederà un minuto perché ad inizio Consiglio comunale praticamente sono stata il tema e volevo chiedere il fatto personale, ma non le ho chiesto la invito a concludere il suo intervento in concludo l'intervento dicendo che quello che è stato detto ad inizio Consiglio, la comunicazione da parte del Sindaco. Grazie per la solidarietà al Sindaco, ma io le devo dire la verità.
E lo voglio dire e andrebbe detta a parole molto chiare: non esiste alcuna provocazione che può in qualche modo essere da giustifica alle parole che sono state dette in quest'Aula, che per la precisione sono state. Consigliere, mi scusi, la invito, però a fare il suo intervento sul tema, sennò poteva richiedere appunto fa potevo fare una comunicazione come il Sindaco all'inizio. Potevo Rimella veniva a chiedere l'azione.
Il suo tempo è terminato, consigliera, abbia pazienza.
Chiedo al prima del di continuare il dibattito consiliare le consiliare se ci fossero le domande da parte del del pubblico presente alle appunto alle dottoresse, così poi le deliberiamo e poi siamo con te continuare il dibattito.
Se non ci sono domande, allora.
Non so.
Dottoressa, chi volesse replicare voi.
Dottoressa di pugno, voleva parlare e vuole intervenire.
Allora intanto scusate, ma noi dobbiamo andare via. Quindi detto ciò, io mi sono un po' perso perché giustamente noi siamo tecnici e continueremo e continuiamo a rispondere come tecnici, mi premeva sulla flash, perché mi sono persa un po' e alle domande non me le sono appuntate perché sono rimasta distratta da dalle riflessioni. Allora, intanto e il programma delle aggressioni che mi sembra basilare è un programma che oggi purtroppo è un fenomeno che riguarda tutte le strutture sanitarie e tutti gli ospedali, la la l'azienda per volontà anche della religione, ma insomma l'azienda nord-ovest e ha fatto tanto e naturale che ora queste case di comunità sui territori vanno, Presidente, la prima cosa che noi abbiamo chiesto e infatti l'illuminazione, che è un elemento centrale, questo per quanto riguarda il notturno, ora mi riferisco a San Giuliano Terme, come abbiamo chiesto, ad esempio, nel centrali hub fosse Cascina, fosse anche via Garibaldi un servizio di guardia di vigilanza sulle 12 ore e quindi anche per impedire che entrino, abbiamo dotato il CUP anche nelle diciamo case di comunità dove.
Diciamo, c'è più personale e più utenti, quel più grosse di degli schermi Alpi per evitare che ci siano aggressioni fisiche, quindi stiamo lavorando. Naturalmente Contin dobbiamo continuare a lavorare per limitare, limitare, perché purtroppo oggi un clima non è sereno e quindi, come diceva anche il dottor Malacarne, chi si approccia s'apporta, saprò, c'è già male, quindi dobbiamo anche fare un altro lavoro sul corso di formazione, sul modo di interfacciarsi sul clima interno e il clima che andiamo a creare in queste strutture, dove tanto più sui territori dovremmo accogliere tutti i bisogni. Ci tengo a dire che anche per quanto riguarda i medici di medicina generale, ci son già e ci sono a totale copertura, perché qui la i medici di medicina generale hanno fatto un grande lavoro e ha la forza per noi è fondamentale. Quindi la copertura c'è. Vi dico forse lo sapete già uno si può domandare: avete parlato tanto, ma domani cosa faccio? Se ci ha bisogno di un farmaco che uno c'ha la necessità di una prescrizione, il proprio medico è sempre quello che giustamente deve dare assistenza, ma all'interno delle case di comunità ci sono i medici a disposizione, che quindi sono lì per fare eventualmente anche una prescrizione ricetta a chi non è suo assistito, son fatti apposta, quindi questa forse è una notizia che la sappiamo, nulla sappiamo pervenire proprio all'operativo, al concreto, vale poi per gli strumenti che ci son dentro. Sì, abbiamo dovuto aprire elencando tutti gli strumenti, quindi dalle Kröger AFO a vari altri strumenti che ci devono stare, perché altrimenti non l'avremmo certificate, naturalmente, come dicevano anche le colleghe, chi più chi meno rispetto al tipo di casa di comunità e quindi alla specializzazione, diciamo di quella la particolarità di quella casa di comunità sugli strumenti ci stiamo lavorando, perché poi c'è bisogno anche della formazione, ma che ovvio, non tutti sanno usarle e quindi ci vuole anche la formazione, ma tutto questo è già dentro, perché noi ci troviamo, o meglio, le strutture si trovano anche nei corsi di formazione ogni 15 20 giorni. Questo vale per il personale sanitario vale anche quel personale, può che questi poveretti sono entrati, non sapendo quali i servizi fossero oggi lo sa, ne continueranno sempre di può essere affinati. Per quanto riguarda il terzo settore, si confermo è stato fatto le manifestazioni di interesse, hanno partecipato tante associazioni qui.
E abbiamo fatto un'altra riunione, diciamo nella sede di via Saragat, per capire meglio questi progetti, come organizzarli e naturalmente ci tengo a sottolineare che questa manifestazione è stata necessaria per la certificazione, ma è aperta a tutti, cioè quartieri dell'associazione e poi è naturalmente stasera ho scoperto anche l'Osservatorio che io personalmente non non avesse andrà a tanti anni qui, in questa realtà l'ho saputo stasera, quindi ben venga e su questo siamo tutti d'accordo. Ecco.
Non so se voi. Grazie, dottoressa di pugno, prego. Soltanto una parentesi che ho avuto la sensazione che non si fosse a Pisa com'è costruita la rete di strutture in tutta la zona pisana ci sono due hub I.A.B. Sono Cascina e via Garibaldi. Le altre strutture Marina di Pisa, Vecchiano, San Giuliano, Crespina, Lorenzana sono tutti pari livello spoke, quindi gli spoke sono collegati tra di loro, se sono vicini e quindi fanno rete chiaramente San Giuliano e Vecchiano, perché sono molto prossime tra di loro, ma trovano il riferimento dell'hub, sempre su Pisa, via Garibaldi, che tra l'altro per tutta la zona e anche lab zonale, quindi c'è proprio questo riferimento di essere la struttura che gerarchicamente superiori a tutte le altre. Questo è importante perché mi sembrava invece che fossero stati interpretati Vecchiano e San Giuliano un abbia una spoke, quindi San Giuliano e Vecchiano hanno pari peso pari livello come Crespina Lorenzana, poi a Marina di Pisa sono tutti spoke e l'altro elemento rispetto a quello che ha il dettato della presenza di requisito della parte intervisti infermieristica h 24, in realtà in realtà poi è stato portato sull'h 12 e noi abbiamo in tutte le strutture e la presenza infermieristica sull'h 6, che diventa H 12 a Cascina e a in via Garibaldi, quindi poi c'è un collegamento per cui su un bisogno, un'esigenza, ci sono proprio questi collegamenti funzionali, perché l'elemento è che sì, si può andare a cercare in rete si possono leggere i documenti, ma il lavoro grossissimo che è stato fatto è poi crea rendere un sistema sul sui luoghi, quindi quello che è stato fatto non è che noi abbiamo deciso di mettere sulle sei ore o alle 12 ore, sono stati fatti dei passaggi a livello regionale a livello aziendale, quindi c'è garanzia per voi di sapere che San Giuliano, perché a San Giuliano siamo San Giuliano è pari livello con Vecchiano. Il discorso che faceva la dottoressa sulla rete è una cosa che riguarda la medicina generale, perché questa distinzione dei comuni e delle fasi di comunità è una distinzione che non riguarda la medicina generale. Loro appartengono a una unità che ha un nome che all'Associazione degli FTE in questo momento e dentro ci sono i medici che lavorano, ossia su San Giuliano che su Vecchiano, e quindi questi sono elementi importanti, secondo me per la cittadinanza, perché anch'io, poi mi sono un po' persa, perché molti dei vostri interventi erano molto tecnici, molto politici, avrebbero in alcuni momenti ha avuto bisogno di potersi fermare, porre magari delle domande più semplice. Noi come tecnici si poteva rispondere sulla singola domanda, alla fine qua qualcosa non avremmo potuto rispondere, perché non possiamo rispondere per la Regione per.
Io non ve lo so dire, perché oggi non ho portato dietro, so solo che effettivamente, per vari motivi trasferimenti e gravidanze sono diminuiti, però è una cosa che è all'attenzione, perché quello fa parte di un obiettivo importantissimo e che è di questi giorni proprio. Quindi anche il tutto quello che emerge sulla gestione dei fondi è proprio per il Fondo povertà, perché consente l'assunzione degli assistenti sociali, quindi si sta lavorando su questo in piena integrazione. Voglio finire una cosa rispetto a quello che è stato detto, anche se mi scuso se non l'ho detto prima sul monitoraggio dei dati, mi sembra giusto perché noi abbiamo già chiesto poi rispetto ai varie e territorio e qui le varie case di comunità, tra cui anche i San Giuliano, quanti servizi chiedono? Che tipologia di risposta c'è stata, se c'è soddisfazione, quindi si inizia ora, perché sul monitoraggio poi che possiamo anche valutare se c'è da da cambiare qualcosa, se le cose funzionano o se c'è anche da aggiungere. Quindi questo però sempre compatibilmente con tutto il resto, fatto sta che noi abbiamo degli incontri quasi mensili, col personale del PUAR proprio per valutare un attimo tutti questi aspetti. Sì, siccome la il monitoraggio nel dettaglio è stato chiesto sulla COT, la centrale operativa territoriale, è bene dire che noi questa struttura già ce l'avevamo non è una novità, semplicemente si chiamava Act e la sua funzione e la sua valenza è.
È un un'unica struttura che funziona come centrale funziona per tutto il territorio, quindi tutte le dimissioni complessi dei residenti su tutto il territorio della zona pisana vengono gestite attraverso l'ex ACOT, che ora si chiama COT e i monitoraggi sono sistematici, perché noi sappiamo che diamo delle risposte in dei tempi rispetto alle prese in carico delle segnalazioni, quindi quelli sono monitoraggi che facciamo, sono anche automonitoraggio che ci servono per capire quanto e se ci sono delle criticità, perché su una dimissione non ce la possiamo permettere, una criticità che ha dei tempi tecnici e quindi questo è un lavoro quotidiano che noi facciamo proprio come struttura della centrale operativa territoriale. Per altre cose. Ci siamo come tecnici, come diceva la dottoressa, può occasioni magari puntuali, doveva affrontare le singole questioni, perché così diventa un po'.
Grazie, Dottoressa Guarneri.
Arrivederci a tutti.
Prego, allora, ai cittadini che volessero intervenire. Vi ricordo di attivo un primo microfono. Farete la ricordo che la seduta va in diretta streaming verrà registrata, quindi anche la vostra domanda.
Nel mentre che il funzionario viene ad attivare il microfono e do la parola al Consigliere Matteoni per un intervento. Grazie, Presidente. Scusi, consiliari e ringrazio nuovamente le dottoresse per la partecipazione e per i loro interventi. Interventi.
Scusi l'interruzione, prego. Il Presidente. Tanto faccio nostro e parlo da capogruppo del Partito Democratico. Faccio nostre le parole del Sindaco che sottoscriviamo in pieno, quindi l'invito alla calma e alla distinzione. Sono arrivati a chiare e anche la solidarietà è arrivata senza se e senza ma, per cui, ecco, ripeto, sottoscriviamo e devo dire che personalmente ho apprezzato molto il clima propositivo della della della serata e quindi mi auspico che nello stesso nello stesso modo possono proseguire i Consigli comunali futuri.
Sarò breve, perché è tarda. Ora vorrei puntualizzare soprattutto alcune, alcuni piccoli aspetti. Ecco, intanto la casa di comunità per noi non è un cantiere edile, ma nasce da una scelta, da una volontà politica della della Regione Toscana, che è quella di portare fuori la sanità dagli ospedali, quindi dentro dentro la comunità. È un modello di sanità pubblica che ci piace particolarmente, perché è di fare e che difendiamo con particolare forza, perché è contro ogni idea strisciante di privatizzazione.
La Toscana e con il decreto ministeriale 77, con i soldi del PNRR, ha scelto di investire su queste case di comunità, sugli infermieri di famiglia e comunità. Ne abbiamo nove e che seguono 345 pazienti sulle centrali operative territoriali su 116 117 nu numero unico europeo per le cure. Non urgente è una riforma che noi, come Partito Democratico, abbiamo voluto e che continuiamo a sostenere.
E devo dire, ecco, peraltro sto attaccandomi un attimo dal tema che il lavoro che è stato fatto in Commissione con Simonini e con gli altri Consiglieri, secondo me è stato un lavoro veramente proficuo e importante ecco, non ho visto una scarsità di materiale e anzi ci sono stati tre sedute di di Commissioni, abbiamo avuto una seduta sul posto, quindi, al di là del materiale, al di là di quello del materiale tecnico che abbiamo le nozioni che ci sono stati riferiti sono stati veramente tante, è importante. Ecco, io sono di tutt'altro mestiere, ma ecco, mi sono fatto un'idea e credo che, insomma, ripeto, è stato fatto un lavoro veramente importante, quindi credo che avevamo tutto per per poter elaborare e potere e avere un'idea concreta e vado al vado al sodo. Ecco,
Noi possiamo chiedere alla Toscana di di costruire le case, però dobbiamo ecco, e abbiamo bisogno di chi dentro, di chi dentro c c i lavori. Per questo è importante avere dei punti di riferimento, dei punti di indirizzo che per noi come partito, sono fondamentali. Primo che il nostro Comune entri nelle governance delle case di comunità e non resti fuori che l'Osservatorio delle povertà abbia una serie di stabile all'interno delle case di comunità, che ci sia un tavolo permanente del terzo settore e per il Piano Integrato della Salute e il piano operativo annuale del 2026 e che ci sia un patto importanti di solidità di solidarietà, di cooperazione tra i Comuni del comune dell'hinterland, affinché si possa ricostituire una casa di comunità. Ecco, queste sono le note e che volevo dire ecco, concludo con l'ultima c'è una riforma è davvero e che la Regione Toscana ha voluto e il nostro partito, come ho detto, contribuirà ancora e con determinazione per non lasciare indietro e la sanità territoriale e che non resti soltanto un manifesto vuoto, ma diventi in sostanza medici, infermieri, personale e cure sul territorio. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Mattioni. Ci sono altri interventi?
Prego, consigliera. Congestione. Buonasera a tutti e tutti. Ora mi dispiace che purtroppo la Tris, insomma, le colleghe e la dottoressa ripugna Guarnieri e Alessandro non sia che hanno dovuto lasciare.
Avrei voluto che sentisse l'intervento, ma capisco che l'ora si è fatta tarda. Volevo solo fare una piccola puntualizzazione, perché la relazione che è stata poi disposta dal dal presidente di Commissione, il dottor Simonini è una relazione ovviamente di stampo politico e non tecnico, che però è il termine dei lavori fatti da aprile, 25 maggio 26.
Tra l'altro esistono i verbali, esistono anche materiale proprio didattico che ci hanno dato anche per i tecnici Asl. Esistono anche le slide che la agli uffici, poi ci hanno sempre girato e quindi di materiale ce n'era veramente tanto. Peccato che poi i colleghi consiliari hanno potuto partecipano, si sono presentati soltanto nelle ultime Commissioni, quindi capisco che siamo in caso il materiale, però bastava seguire i lavori fin dall'inizio tra l'altro della presenza H 12 degli infermieri. Anche su quel documento c'era ben scritto, perché appunto l'azienda era avvenuta, ci aveva spiegato i motivi di questa scelta. C'era ben scritto anche quello che mi dispiace. La dottoressa Guarnieri ad uso ribadire, forse diciamo è un documento, non lo spiegava, però insomma, in realtà lo spiegava abbastanza bene di quello che ha l'organizzazione Aben spoke e poi di quella che è invece l'organizzazione INAIL feriti della medicina generale.
Comunque, era giusto per fare questa piccola puntualizzazione tecnica, arrivo invece alla mia al mio intervento.
Tante cose sono state dette dalla dottoressa Pellegrini, che è un medico di medicina generale come me, quindi diciamo, vado oltre il ruolo di medico di famiglia e mi soffermo soltanto su quello che sento importante dire oggi come consiliare. Ecco, mi ha fatto molto piacere che la dottoressa Guarnieri, salutandosi.
Ciò abbia detto che come tecnico e ben disposta a riproporre nei momenti di questo tipo, ovviamente non Consigli comunali aperti, ma dei tavoli di discussione tecnica con l'Amministrazione comunale, perché è proprio quello che volevamo alla fine di questo percorso, ed è proprio quello che volevamo dire la nostra cittadinanza in merito all'apertura di queste case di comunità, si pensa sempre che Sanità e sociale siano un qualcosa di ormai staccato dal Comune, ma la vicenda delle SdS, invece ci ha insegnato esattamente il contrario, cioè ci ha ricordato che non è proprio così, noi in realtà lo sapevamo già, però poi questa vicenda ce lo ha proprio ricordato a chiare lettere sanitarie sociali non sono un problema solo aziendali, non sono un problema soltanto dell'ASL nord-ovest, ma sono un problema anche nostro, ovviamente, per quello che ci.
Riguarda sul nostro territorio. Io penso che il nostro territorio abbia dei bisogni, sicuramente non poi così dissimili dai nostri Comuni limitrofi, ma perché no, sono sicura che nei dati di monitoraggio ci sarà qualcosa, era interessante da poter aggiustare nei confronti dei nostri cittadini e quindi penso che sia importante il lavoro che abbiamo fatto e che sia stato importante un pochino questa giornata, proprio per dire ai cittadini che come Amministrazione invece ci teniamo a seguirlo questo percorso, perché non è un problema altro, non è un problema che non riguarda l'Amministrazione comunale, ci riguarda, eccome. Poi i fatti ce l'hanno anche dimostrato. Quindi riparto dalle parole la dottoressa Guarnieri dicendo che ben venga era proprio l'obiettivo di oggi, oltre a informare la cittadinanza su questa nostra volontà, su questa realtà che è nata instaurare anche dei rapporti di cordialità con i tecnici e proprio per permettere in un futuro.
Diciamo una progettualità più raffinata, che riguarda il nostro territorio e mi fa piacere aver sentito disponibilità dall'altra parte.
Mi dispiace invece che boh.
La volontà, diciamo organizzativa, di progettualità su questi su queste strutture sia stata così messa in dubbio. Quello che sicuramente è certo è che sono partite da poco, hanno bisogno di monitoraggio, hanno bisogno di essere riempite di progetti hanno bisogno di personale e per la copertura di personale c'è questo personale, però poi deve seto realizzarsi, effettuarsi su quello che è il nostro territorio e questa è la cosa, la cosa importante.
Sicuramente, come come Amministrazione possiamo dare un grossissimo contributo e continueremo a farlo, visto che ci hanno dato la disponibilità, grazie. Grazie, consiliari contesti. Ci sono altri interventi? Prego, Consigliere Ammonia.
Grazie, Presidente. Grazie a tutti e a tutte.
Però io sarò io.
Volevo fare una piccola precisazione. È vero che in valori assoluti il totale degli euro stanziati siano aumentati e che il Fondo nazionale per la sanità sia cresciuto, ma un aumento in euro non basta a coprire l'aumento dei costi a parità o a fronte di una inflazione elevata, lo stesso importo stanziato acquista meno servizi.
Fondazioni studi di settore sostengono che depurata dall'inflazione e dai costi specifici della sanità, la programmazione finanziaria non rappresenta un vero rilancio strutturale del servizio nazionale, ma rischia di comprimere i servizi reali nei cittadini e la mancanza di un servizio efficiente che, rispetto ai tempi, può portare alla scelta verso il servizio privato.
E in questo modo diventa una salita per chi può spendere e non per tutti. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Mugnai e ci sono altri interventi?
Se non ci sono interventi, sia del Consiglio comunale che del pubblico, do alla.
Prego.
La invito, guardi, avvenire dove c'è la dottoressa Galletti, ve.
Le ricordo si che verrà registrato e che siamo in diretta streaming. Prego.
Grazie.
Però prima avevo alzato la mano, perché probabilmente è colpa mia, perché sono della.
Perché voi era un fondo con il suono, non si sente quasi o quantomeno io non lo so, ho perso tante cose che avete detto, per cui volevo dire e fare delle domande alle dottoressa che avevano fatto un tempo per cui chiedo scusa.
L'unica cosa che posso dire che ho percepito che qualcuno ha detto qui nell'Aula, se non mi ricordo più chi è stato che non sia una bella cosa, perché ho visto le dottoresse molto impegnate, molto determinate a far nascere questo progetto e questo è lodevole, però, poiché alla Citroen diventi un posto dove mettere delle persone per far posti, per far posto, insomma, come succede tante volte, come è successo tante volte nel passato. Vi ringrazio.
La ringrazio anche per la segnalazione dell'audio. Farò verificare.
Ci sono dunque altri interventi?
Se non ci sono ulteriori interventi, do la parola al vicesindaco a sconsiglia Nicosia. Scusi, non l'avevo vista. Prego.
Grazie, Presidente.
Ormai riconoscete, io sono un po' deluso da questa, per quel che mi riguarda è senza criticare. Ho visto più, diciamo così, e.
Ho visto più.
Degli interventi, perché si deve fare gli interventi politici. Si stava parlando di un'altra cosa, invece di fare delle domande, specialmente da chi è più esperto, quindi io sono ignorante in materia è quindi proprio completamente e mi accorgo che sto qui più questi Consigli più una copia del segnalante, però senza attaccare nessuno dico io mi sarei aspettato dal dottor Malacarne un intervento diverso, quindi non mi sarei aspettato un intervento politico, poi l'ultimo intervento della. Lo so che non ne ho qualcuno, mi sopporta. E quindi facile, poiché, però è sempre compreso, è essere, diciamo così nominati, o perché piace o perché non piace sempre un pregio. Allora dico anche questa cosa dico: finiamola di dire che noi siamo stati un anno e che sono veramente o ci prendete in giro o forse non vi hanno informato di cosa è successo. Noi siamo stati unanimi film per far valere i nostri diritti.
Lo vogliamo capire, quindi la colpa è vostra, non è nostra per arrivare in fondo un anno per arrivare a ottenere quello grazie, avere i propri diritti qui dentro.
E già questa è una cosa da discutere. Invece di dire no, voi di aiutarci in confronto dell'amministrazione, questi Matteo non è nei tuoi confronti di uso paper così è. Quindi dico, invece di dire al Sindaco o ma vogliamo ragionare questa gente? No, è fuori, per cui per colpa passatemi sempre termini è non voglia, non vogliono per scelte. No, quindi noi siamo dovuti fare e ve lo spiego anche come funziona un ricorso al TAR.
Può evitare se esonero via, poi se volete parlare, volevi parlare, allora ti dico: se volete parlare con loro potevi farlo senza che loro se ne andassero per riprendere la parola e parlare. È poi ognuno fa, come gli pare. Quindi gli ultimi nodi che ti dispiace che siano andati via. Comunque chiuso da Guido. Non ho intenzione di parlare con te, parlo con con Malacarne, visto che l'ho citato, quindi quindi che stimo e che stimo. Quindi io non ti faccio una persona. È. Quindi ecco perché e te lo dico davanti. No? Quindi sono rimasto un po' deluso, ma perché mi aspettavo un intervento diverso. Ecco, vi dicevo, quindi finisco l'intervento dicendo che per quanto riguarda, perché ora sono stata anche interrotta, quindi per quanto riguarda i diritti, dicevo: quindi aver calpestato un nostro diritto e quindi noi, per doverci diciamo così tutelare, siamo dovuti andare a ricorrere al TAR, eccetera e c'è una legge semplicissima che diceva che se noi rimanevamo in Aula per come funziona,
E diciamo così.
I regolamenti lo sta, le leggi, eccetera, hanno detto praticamente avremmo perso la causa entrando, perché siccome l'Amministrazione deve andare avanti, rimanendo anche noi di fatto avevamo accettato, pur votando contro a tutto, pur astenendoci. No, di fatto avremmo perso il nostro diritto, siamo riusciti in un anno ad ottenere poi alla fine un qualche cosa che poi ha trovato il punto, il punto d'incontro, ma ci abbiamo messo un anno, però di fatto abbiamo ottenuto e spero che quello che abbiamo fatto noi è possa essere seguito sia a noi che a voi, però e finiamo di dire tutte le volte che noi non ci siamo stati, ho spiegato i motivi, se siamo corretti e sennò e d'ora in poi vi prometto che ogni volta che voi farete questo discorso io.
Farò il discorso consiliare, però la invito a rimanere sul tema, come ho invitato la consigliera, il consigliere Boggy.
Io ho parlato proprio di cui si sta parlando più del primo grado, fa, eh, stava facendo riferimento a quel ricorso, saltare altri, comunque continui, continui. Dato l'esempio, Presidente, ho portato l'esempio perché siccome è stato detto che noi non ci siamo stati delle Commissioni, eccetera, ho spiegato e spero che chi senta che scesi ci vedranno, ho spiegato il perché siamo stati costretti e quindi ora l'ho spiegato anche ai colleghi, speriamo che questa parola no, sennò tutte le volte quando si parla in Consiglio viene sempre fuori questo motivo che non ci sembrano uccise. Erano Gisella, ho voluto spiegarlo quindi ho voluto far chiarezza, non è stata la mia una polemica. Infatti, quindi dicevo comunque con tutto questo ecco.
Ho voluto fare anche l'intervento, proprio perché stimò, dottor Malacarne e quindi ho voluto pubblicamente digli che lo stimo no, e che però non mi è piaciuto. Il suo intervento mi sembra qui.
Grazie, Consigliere Nicosia. Dunque.
Posso passare la parola al cittadino? Prego.
Buongiorno a tutti. Mi chiamo il carico. Cervelli.
Da anni sto cercando di proporre al Comune di Pisa.
Un progetto che per me meraviglioso.
Dove.
Viene data l'informazione, tutte le mattine.
Ah alle persone che si trovano allo sbando totale e che non sanno come muoversi.
Detto questo, voglio ricordare questo. Io ero il compagno, perché ora, poverini, non c'è più il a San Giuliano Terme, son bravissimi per nessuno. I migliori, dottore Indino e la rumena hanno fatto la FAS.
No.
E fino al 50% perché era cambiata la normativa che ci portavano al alla tartaruga, col sportivamente che ramo d'azienda.
Detto questo, ne certificato il suo. C'era scritto che la signora non aveva un Parkinson perché aveva la franchigia da 7 anni e facevo il cardine, ma avendo insegnato anche a me ha capito dice il certificato che la signora può tranquillamente fare la PAS, la FAS al tartaruga, dove noi ci si era trovati bene fino a qualche mese prima, perché poi bisognava smettere perché poi ci voleva 385 euro.
Io premetto che ho mandato un sacco di gente, perché già degli psicologhe, dei preparatori eccezionale.
Ve lo dico io.
È stato un colpo numero 1. Detto questo.
Cos'è successo che la signora è la nipote del senatore Montagnani Piero, capo di tutta la Resistenza italiana? Andate ad avere né portato con Sandro Pertini a Ponza, 11 anni, designo, vicesindaco a Milano va bene e lì è la mia signora, che era una bellissima d'olio, dimostrava vent'anni meno.
Però purtroppo ce l'aveva, ma sembrava niente. Sembrava la Marchesina davanti presente. No, né io né lei va lavorare bellissima perché aveva fatto un film insieme anche ad altri settori cosmopolita ed era una candidata al.
Come si chiama al premio?
Ora mi viene in mente la ammessa Italia, va bene?
Allora, poi cosa successe? Che il.
Lo zio lo mise lì alla cassa.
E lei faceva la cassiera.
Però voi dovete sapere che il senatore Montagnani andatelo a vedere la sua seconda compagna è dalla titina.
Capo di tutte le partigiane italiane. Capito cosa voglio? Allora che succede? Che succede?
Che è la la.
Viene interpretato poi la fucilazione a Mussolini.
E molto probabilmente avrà firmato anche lui. È il discorso. È questo perché e viva l'America al lavoro appartenenti ai partigiani. E la data dell'anomalia prende con la fucilazione fucilati o mi sbaglio? Allora a noi ci è avvenuto un gruppo dubbio.
Che io ho parlato con il sindaco di Pisa.
Siccome la signora era la nipote del professor Giuseppe Vittorio Silvestrini.
Uno dei più grandi fisici italiani.
Insegnava a 19 anni, insieme a Carlo Rubbia, la fisica.
Quantistica, poi vi spiegherò coi soldi, allora io vado a trovare lui spesso a Procida, Napoli.
Mi ritrovo in avanti, se mi chiamano fonda la Fondazione.
E-bis privata.
E a un certo punto mi sento chiamare dalle sorelle Montalcini.
Per me era un'emozione enorme e mi dissero a me, ma lei.
È parente de de del professor Vittorio Di Vittorio? Certamente qui che sono un po' niente, poiché la mia compagna è la sorella della sua moglie, un'altra bellissima donna. IPO nordico, lei e Fioranna smentite. Scusi, scusi se la interrompo. Dato che abbiamo contingentato in Conferenza dei Capigruppo, ha contingentato i tempi e la invito a rimanere sul tema per poi dare spazio. Allora dico questo: ascoltate, siccome io mi sono operato ieri di un tumore maligno.
Ah, ah, lingue destro e alla tumefazione allora io sono andato lì.
E m'hanno detto il Marconcini perché ho luminare Valle come tutti.
Riccardo ascolta.
Io ti consiglio quello mantra subito, devi fare in immediatamente l'immunoterapia ed è il la la.
Lo hanno detto qui nel il medico a San Giuliano, dove i malati oncologici vanno tutti lì.
Allora io che faccio? Mi fido di lui? Cosa devo fa fa la biopsia, perché la biopsia al San Giuliano, ma avevano lasciato i punti dentro aperti, dicevano che non si poteva allevare.
Cosa succede quando dall'ONU mi mandano a dermatologia, la quale e dermatologia c'è un primario Giacomelli? Consideriamo militarmente Romanelli, il quale mi manda da un infermiere che porta dietro un'infermiera, perché lei sa tutto.
Non sa cosa fa l'infermiera.
Rende bis.
Ragazzi, questa è un'ordinaria davvero prende il bisturi. Cosa fa dottoressa? No, io sono infermiera.
Stai fermo a concludere. No, e questo è importante. Sì, ma andiamo a sta esaurendo il suo tempo. E allora cosa succede? Un pozzo di Palermo che io conosco? Eugenio Bennato e Carlo d'Angiò Pino d'Angiò che i fratelli Bennato, sempre a casa sua per la cultura perché ci bestie in era il professore di Fisica di Bennato.
Allora, io.
Scusi, possono continuare?
La invito a.
Il più importante si quindi la invito a concludere per per dare. Posso concludere? Allora sì a un minuto. Eugenio Bennato si mette a piangere, mi chiama quando è morto il caldo. Io sono disponibile a scrivere la canzone, cosa a lei e a fare un Memorial, voglia il Sindaco e facilitare.
Il campo tessere direttore artistico, cantante e farei tutto con noi e da solo.
Io cantavo, era una promessa che avete. È andato anche alla densa e non vi dico io. Quando entrai che che Mannuccio i fischi vennero fuori, ci voleva coraggio. Allora alle vecchie colonie. Allora detto questo. Detto questo, io l'ho detto al sindaco di Pisa, guarda ho detto alla guadagnai anche due anni fa, al convegno del Parkinson ha giù ACER.
Lietissima, alcune dottoressa qua in a Firenze, dal 2021 che ce l'ha, noi abbiamo un'eccellenza, ma è finito il punto in grado, abbia pazienza. Dobbiamo rispettare il tempo per tutti e tutte la ringrazio.
Ci sono altri interventi?
Do la parola. Allora il vicesindaco prego, vicesindaco.
Grazie, Presidente. Allora, giusto un paio di delucidazioni su anche le ultime cose che erano emerse, che poi dottoressa andar via.
Una prima, una precisazione anche rispetto al percorso era quello che era stato richiamato sul Piz.
E-bis, è vero, è stato approvato il 2 aprile chiaramente al primo Consiglio utile dopo l'approvazione del di febbraio e in ogni caso di fatto erano anche una presa d'atto o addirittura alla comunicazione in diversi Comuni è stata fatta semplicemente una comunicazione al Consiglio. Questo Comune, invece, questa Amministrazione ha fatto un passaggio in Commissione dove eravate presenti, avete ha potuto apprezzare anche la documentazione nel caso specifico e poi anche una discussione in Consiglio comunale con l'approvazione della presa d'atto, quindi.
Io questo ci tengo a precisare, forse non sarà, come dire, è stato totalmente esaustivo della relazione delle Commissioni che sono state fatte, ma mi pare evidente che, al di là del richiamo del Consigliere Nicosia, comunque sia. Questo è una relazione politica che può bastare o non basta non bastare alla posizione, ma poi gli altri documenti sono comunque in vostro possesso, a partire da dal Consiglio, che poi era stato fatto del 2 aprile 2 invece in Commissione c'eravate quindi, nel senso anche rispetto al alla questione del no, non se non abbiamo partecipato a questo avete partecipato a quella dopo e siccome la consigliera Wajib consigliere Bosio, ha fatto presente che quei documenti non ce l'avevate, ce l'avevate.
E questo questo giusto per precisione, perché quai mi ricordo che la consigliera Mazzarri era presente a quella Commissione, mi sembra sembra quasi che non vi sia stato dato, invece più materiale. Era tutto a vostra disposizione. Per quanto riguarda, invece il potenziamento della della zona di stretto con le figure che venivano richiamate per quanto riguarda sia amministrativi che educò educatori, psicologi delle 12, faccio giusto così tanto per per raggiungere qualcosa. Discussione 1 una psicologa e un'educatrice sono presenti nel distretto di San Giuliano Terme delle 12 assunte da da Cascina. Non tanto perché c'è questo, ci tengo a dirlo. Cascina la assunte come capofila del della zona di stretto, ma le il personale è a disposizione di tutto l'ambito, quindi, per esempio, uno amministrativo è andato in questo momento, ha in disponibilità della ASL per la gestione appunto della zona di stretto e la gestione amministrativa. Una amministrativa è rimasto a Cascina e poi anche altri educatori. Penso con un educatore sia andato, anche se un educatori psicologi è rimasto sul Cascina e qualche educatori si andrà avanti su Pisa. Questo per dire che comunque sia la la zona è l'ambito territoriale su cui si svegli sviluppano le politiche socioassistenziali per quanto.
Non esista più la SdS e questo, secondo me, è comunque una mancanza, debbono in qualche maniera da giungere a una condivisione da tutti i Comuni e questo lavoro viene fatto a prescindere di quello che poi può uscire sui giornali, però ci sono delle differenze e delle differenze politiche, cioè c'è un comune e questo è un dato oggettivo, perché cioè lo riportano i verbali della zona e che vuole fare una cessione monocomunali e gli altri non sono d'accordo, però forse quando si parla di appunto, l'integrazione sociosanitaria per sempre ricordare che non è che i confini sono così delineati su bisogni spesso e bisogna attraversano i confini comunali in e anche per le necessità, e faccio un esempio banalissimo: quando si tratta, per esempio, di minori stranieri non accompagnati, se uno dovesse fare il conto di quello che è la zona, deve affrontare il il rintracciamento di queste persone. Viene fatto tutto sul comune di Pisa, ma in questi anni non ha pagato solo il comune di Pisa, a cui ho partecipato alla prefettura hanno compartecipato agli altri Comuni. Questo per dirne una no che sennò sembra che sia tutto uguale, ma non è proprio così questo, giusto per chiarire alcuni elementi del dibattito politico per quanto riguarda la casa di comunità. Io credo che i passaggi che hanno fatto le dottoresse sono stati quantomeno quelli, io penso utili a tutti per comprendere un po' meglio in che direzione si sta andando dal punto di vista sociosanitario, e credo anche che alcuni elementi per esempio, quali la necessità di provvedere poi a potenziare anche gli strumenti, no, veniva riportata la necessità del dell'ecografo, che comunque è nelle previsioni, ma evidentemente la strada da fare e non non non è, non si esaurisce né con questa riunione, né col lavoro che finora la ASL ha fatto e c'è anche la necessità di affrontare meglio la riorganizzazione complessiva del della presa in carico. Noi in questo momento, per esempio, abbiamo sicuramente gli assistenti sociali per quanto riguarda la disabilità e per quanto riguarda.
Gli anziani, che sono comunque sia appunto rispetto alla nostra FdI in integrazione con De Chiano e abbiamo un tema, quello della salute mentale, è vero, nella misura in cui tutta la zona della ASL dovrebbe essere potenziata da quel punto di vista lì, perché fino a diversi anni fa e i distretti avevano una maggior Presidente di assistenti sociali e c'è la necessità che in questo caso specifico la ASL assuma poiché quello è uno dei classici servizi in capo direttamente alla ASL. C'è poi un tema per quanto riguarda gli assistenti sociali, relativamente alla tutela minorile e alla prevenzione barra povertà, sulla quale i Comuni si devono impegnare tutti, perché non ho nessuno a giù, raggiunto quel traguardo, arrivare al led al primo step, che è una sigla 5 e poi per arrivare a quello effettivo che richiama la norma che ha una 5.000 su quello che il Comune di San Giuliano Terme ha fatto la sua parte, perché avendo comunque nel PIAO del Comune, quindi nella previsione del personale, cinque posizioni per assistenti sociali, di fatto ha già completato il primo step da 1 a 6.005, anche se ci tengo a precisare che questo non non significa che la zona l'abbia raggiunto, anche perché i LEP, l'EFSA non si calcolano a livello di Comune, ma si revoca, cavalcano a livello di zona.
E questo è un è un elemento che ancora di più dice quanto invece è fondamentale trovare meccanismi di cooperazione e di integrazione e che pensare di fare da soli è assolutamente, come dire, quantomeno.
Improprio. Dopodiché è evidente che siamo quando parliamo di sanità, parliamo di un ambito che tocca veramente bisogni.
Delle persone. Nel caso specifico Errico. Tornando al Peace, per esempio, c'è tutto un dettaglio riguardanti Sangiovannese, il loro stato di salute, che va anche a delineare bene nel dettaglio quali sono le necessità e devo dire in ogni caso c'è poi quando si parla di risorse e poi voglio chiosare e poi il dibattito politico lo lascio in questo caso ai consiglieri che l'hanno già fatto. Comunque il nostro Paese ha una grande carenza di risorse, non questo non ce lo possiamo negare, perché altrimenti è inutile che ognuno di noi poi si lamenti quando ci sono le le. Esatto, quando ci sono, quando ci sono le code e i problemi, perché se la scelta e questa è una scelta che viene da lontano, poi è quella di agevolare la sanità privata, sappiate che la sanità privata, per sua natura legittima e quelle prestazioni che fa solo quelli a più alto valore aggiunto, come tutto quello che muove il privato e trovatemi Pronto soccorso fatto dal privato.
Al 90% il privato non fa il nipote soccorso, perché banalmente quelli lì sono sono servizi a rimessa. Allora, se si pensa e questo è un è un elemento che comunque andrebbe tenuto in considerazione della politica, se si pensa che il pubblico deve fare i servizi è rimessa e siccome un millantato migliore efficientamento dei servizi dove rimangono risorse, le fa il privato, questo stato prima o poi fallirà, allora le più risorse se servono sul pubblico, proprio perché l'efficienza la si costruisce anche con degli ottimi dirigenti e anche con le scelte politiche e non mi sembra che siano quest'estate le scelte politiche negli ultimi anni.
Al di là delle delle delle delle risorse che comunque sono oggettivamente in ribasso, non tanto in valore assoluto, perché poi se intanto si fa la il fraintendimento, il valore assoluto è una cosa, quello che conta è la percentuale sul PIL e se PIL senza la percentuale sul PIL sono in rimessa, perché anche lì l'economia.
Quando, per esempio si parla banalmente anche di salari, no, faccio un esempio e c'è un'economia reale e quella poi degli indici e i salari sono in crescita. In alcuni casi qualcuno dice: peccato che se poi messi in relazione all'inflazione sono in decadimento e uguale si può fare l'Assessore. Ragionamento sulle risorse in termini assoluti possono crescere, ma se poi i dati del PIL sono quelli che sono e comunque si arriviamo né un aumento inflazionistico dei costi. Forse quelle risorse non coprono tutti gli aumenti delle spese, quindi, come su quello, come su tanti altri servizi dello Stato, lo Stato sta disinvestendo. Questo è bene che i cittadini siano consapevoli. Grazie.
Grazie, vicesindaco Perucci. Dunque, ringrazio i presenti in Aula. Chi ci ha seguito da casa e chiudiamo il Consiglio comunale alle ore 20:31 grazie.
