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Consiglio Comunale Anniversario liberazione Lagher di sterminio nazisti 28.05.2026
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A breve iniziamo e vi ringrazio per la pazienza.
Pa.
Qui.
Sì.
Pronto prova?
Buonasera, di nuovo, scusate passo la parola al Segretario per l'appello.
Buonasera a tutti, Pistelli Elisa.
Cecchetelli Matteo Matteoni, Raffaele.
Ma assai Stefania.
Bernardi, Angelo.
Buchignani Erica.
Garfagnini, Andrea, Egitto, Carmela.
Mugnai, Federico Puccioni, Matteo.
Simonini, Francesco Malacarne Paolo.
Filippi Nicola.
Con Gestri Claudia.
Galiero Francesca.
Giordani, Giacomo Marianelli, Veronica.
Boggi Ilaria.
Nicosia, giusto Mazzarri, Elisabetta Pellegrini, Maurizio.
Macchiarono Francesco Fabbrini, semu Simone.
Ferri Fabrizio.
Ah Rusa Emanuele.
La parola alla presidente, grazie Vice Segretario, apriamo quindi questo Consiglio aperto alle ore 16:31.
Sono onorata di presiedere questo Consiglio aperto, data l'importanza dell'argomento.
Siamo qui per ascoltare e restituire alla cittadinanza tutta ai pellegrinaggi e viaggio di studio a Dachau Mauthausen dello, nell'ottantunesimo anniversario della liberazione dei lager di sterminio nazisti, voglio ringraziare i presenti, in primis le studentesse e gli studenti che hanno partecipato e oggi condivideranno con noi il loro vissuto, gli insegnanti che li hanno accompagnati, il professor Tommaso Barsali e il professor Fabrizio Zocco, nonché le dirigenze degli istituti comprensivi, e ringrazio anche l'assessora Nardini che, nonostante non sia potuto essere qua l'Assessore appunto regionale che.
Accompagnato la delega al la delegazione nel pellegrinaggio, che comunque manda i suoi saluti, ma per altri impegni istituzionali non è potuto essere qua. Ringrazio particolarmente anche Laura Geloni, Diane e dell'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti di Pisa, che ha organizzato il pellegrinaggio Bruno Possenti, coordinatore ampi della Toscana e presidente della provincia, ampi di Pisa.
Franco Marchetti in rappresentanza dell'ANPI di San Giuliano Terme, Luca Falanga, Presidente delle associazioni ed echi Fornaciari. Lo scorso anno ho ascoltato per la prima volta le testimonianze delle degli alunni e degli studenti e delle studentesse che hanno fatto lo stesso vostro percorso e ricordo con come l'emozione fosse palpabile nei loro racconti.
E anche quest'anno e riferendomi al pellegrinaggio che avete fatto, sono convinta che, oltre a servire come fondamento per la memoria futura, che servirà e deve servire per ricordarci cosa accade quando indifferenza, pregiudizio e violenza diventano legge, ovvero quando le istituzioni tradiscono il loro dovere fondamentale ovvero quello di proteggere la vita e la dignità delle di ogni persona,
Ecco che quindi ogni vostra testimonianza e quindi mi rivolgo a voi di qui in questa sala oggi assume un valore ancora più forte dato che, come sapete e questa è la sala dove questi, in questo luogo e la sala dove vengono appunto deliberate le decisioni simili a quelle dove tutto anni fa parti quindi non mi dilungo ma ribadisco di nuovo il mio onore ad avervi qua per conoscere perché conoscere testimoniare è un atto della collettività quindi vi ringrazio per quello che porterete oggi a tutte e tutti noi.
Procediamo quindi con gli interventi, do la parola all'assessora Pugliese che come membro della Giunta ha accompagnato la delegazione, prego Assessore.
Grazie.
Allora farò un intervento veramente breve, perché secondo me è importante ascoltare le voci dei ragazzi, quindi Ripe non ripeto i ringraziamenti che sono già stati fatti, mi accodo assolutamente a tutti, ringrazio chi ha già fatto.
La presidente, Elisa Pistelli, e aggiungo un ringraziamento anche al massimo Fornaciari che è qui con noi per ANED insieme a Laura.
Ringrazio quindi tutti quest'anno, è toccato a me è toccato, sembra quasi un peso, ma in realtà ho avuto la fortuna di rappresentare il Comune di San Giuliano al pellegrinaggio ai campi di sterminio organizzato da Aned e la nostra delegazione era composta da da molti molte persone è una delle delegazioni, insomma più corpose amministratori, c'ero io cittadini privati e studenti della scuola media Mandela accompagnati dal professor Tommaso Barsali e della scuola media, fermi di Pontasserchio, accompagnati dal professor Fabrizio Zocco,
Le in totale sono state è stato possibile fare partecipare così tanti ragazzi grazie a 10 borse di studio di cui una borsa di studio è stata, è stata sovvenzionata d'ANED, una da ampi e otto borse di studio, la sovvenzionata, il Comune qualcuno, proprio perché aveva un desiderio.
Secondo me molto importante di venire, ha partecipato anche con risorse proprie, con la nostra partecipazione come Comune come città di San Giuliano, rinnoviamo ogni anno l'impegno dell'Amministrazione nel preservare la memoria di una delle pagine più buie dell'umanità,
E nel consegnarne il testimone ai più giovani affinché abbiano gli strumenti per non ricadere negli stessi errori,
Le tappe del nostro viaggio Dachau è, bensì il Castello di Artem user Mauthausen ripercorrono le fasi della deportazione di Italo Geloni, uno dei pochi sopravvissuti ai lager nazisti ripercorrere insieme ha significato, significa rielaborare la storia nei giorni del nostro pellegrinaggio essa si è arricchita non solo di ulteriori conoscenze ma anche di quella percezione tangibile del dolore e dell'oppressione subita poiché la visita a questi luoghi,
Ci restituisce quel dolore, ci restituisce quella percezione molto vividi, anche a distanza di così tanto tempo,
La nostra Costituzione, la nostra democrazia e la nostra stessa libertà sono il dono dei tanti uomini e donne che, con la loro strenua resistenza e spessissimo a costo della loro stessa vita, hanno scelto di costruire un futuro in cui l'oppressione dei popoli fosse per sempre bandita.
A questo proposito vi leggo il giuramento di Mauthausen, con cui sul piazzale dell'appello il 16 maggio del 45 circa 10 giorni dopo la liberazione del campo, i deportati superstiti di tutte le nazionalità d'Europa, riuniti a Mauthausen, hanno testimoniato di fronte al mondo.
Questo appello lo abbiamo letto anche l'anno scorso è una ripetizione, lo so però per qualcuno forse non lo è e penso che sia una delle testimonianze più importanti da da consegnare.
Giuramento di Mauthausen, Appel Platz 10 maggio 1945.
Ecco spalancate le porte di uno tra i lager più duri e micidiali, Mauthausen.
Noi partiremo verso tutte le direzioni dell'orizzonte per raggiungere i nostri, i nostri liberi, i Paesi dove non c'è più il fascismo, i deportati oggi liberi ieri ancora minacciati di morte dalla mano dei carnefici del nazismo, ringraziano dal profondo del cuore le vittorie armate alleate le vittoriose armate alleate per la loro liberazione e salutano tutti i popoli in nome della loro libertà riconquistata.
La permanenza di lunghi anni nei lager ci ha convinto dei valori della fraternità, fedeli a questo ideale, giuriamo solidamente di comune accordo di continuare la lotta contro l'imperialismo e le sollecitazioni nazionalistiche.
La permane.
Così come grazie allo sforzo comune di tutti i popoli, il mondo è stato liberato dalla minaccia nazista, così dobbiamo considerare con la conquistata libertà come un bene comune a tutti i popoli, la pace e la libertà sono garanzia della felicità dei popoli, così come l'edificazione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la sola strada per la collaborazione pacifica degli Stati e dei popoli.
Noi vogliamo, ora che abbiamo ottenuto la nostra libertà e quella delle nostre nazioni, custodire il ricordo della solidarietà internazionale esistente nel lager e trarne la seguente lezione, seguire un comune cammino, quello della comprensione reciproca, della collaborazione alla grande opera dell'edificazione di un mondo nuovo, libero e giusto per tutti noi. Non scorderemo mai gli immensi sacrifici di tutte le nazioni che hanno posto le basi per l'edificazione di un mondo nuovo, in ricordo di tutto il sangue sparso da tutti i popoli, in ricordo dei milioni di nostri fratelli assassinati dal nazismo. Noi giuriamo di non abbandonare mai questa strada sulle sicure basi della fraternità internazionale, noi vogliamo costruire il più bel monumento che è possibile realizzare per i combattenti caduti per la libertà, il mondo dell'uomo libero, noi ci rivolgiamo al mondo intero chiedendo aiutateci in questo sforzo, viva la solidarietà internazionale, viva la libertà.
E aggiungo a noi a noi proprio a noi oggi il compito di chiederci se stiamo facendo abbastanza per onorare e custodire questo dono che ci è stato dato, l'impegno che è stato preso e per bandire le discriminazioni e i rifiuti e ripudiare le guerre, ogni guerra basta guardarsi intorno e sappiamo che ce ne sono tante.
Abbiamo pensato di fare dono ai ragazzi di una stampa del diario di Italo Geloni verrà consegneremo poi alla fine.
E poiché abbiamo qui.
Laura Geloni che la figlia di Italo, io le passerei la parola, i racconti della deportazione scritti nel diario e sentiti anche dalla viva voce di Laura sono stati sono colmi di di di emozioni toccanti.
E quindi vi ringrazio, ringrazio, Laura ringrazio Massimo per averci accompagnato passo la parola a Laura grazie a tutti.
Buonasera.
E mi unisco ai ringraziamenti e ci tengo anche a ricordare che una delle borse di studio per i partecipanti di San Giuliano Terme è stata messa a disposizione da che APS, vecchi, Fornaciari e qua c'è Luca questa sera e non solo perché per noi dell'ANED così importante è stato anche una sorpresa che questa associazione, costituitasi da poco tempo così si sia unito a quello che abbiamo sempre fatto insieme Bechis, che è stato una persona fondamentale che certamente ha fatto la differenza nella nostra associazione e che in modo ancor presente riesce a coinvolgere tante altre persone fra cui appunto suo marito che è qui con noi questa sera, per questo la ringraziamo anche adesso.
Quello che noi cerchiamo di fare da tanti anni, prima con i nostri sopravvissuti, con il mio babbo e con gli altri, che per decenni e decenni hanno fatto il possibile per costruire questo percorso, che chi era con noi quest'anno ha visto un percorso grande numeroso, con anche 10 12 persone lasciate a casa, perché non abbiamo avuto posto per tutti.
È stato un percorso che è stato costruito in inoltre i 50 anni e con tanta fatica e perché noi diciamo anche in modo probabilmente così.
Ossessivo e così determinato, vogliamo continuare ad andare avanti, vogliamo ancora continuare a chiamare questo percorso pellegrinaggio,
Perché pellegrinaggio è qualcosa che non è un viaggio, non è il viaggio della memoria, pellegrinaggio anche in senso laico, è un percorso che si fa attraverso una fatica che fisica o morale, nel caso del nostro pellegrinaggio entrambe, che porta al termine, ad una riflessione probabilmente a una costruzione di qualcosa di diverso, di qualcosa in più all'interno di chi è appunto Pellegrino di chi svolge questo percorso, i deportati lo vogliono fermare, così, proprio perché avevano non la speranza, ma la consapevolezza che ciò che cercavano di far capire, attraverso questo cammino, insieme e di questi giorni, alle generazioni che man mano si sono susseguite era un qualcosa che era fondamentale nella vita di ognuno e di ognuno. Intendo proprio di ciascuno di noi che il riconoscimento dell'essenza umana questo è soprattutto l'essenza umana, oggi l'essenza umana ancora e direi più che calpestata.
E deportati politici di cui io porto il foulard con tanto orgoglio, quelli con triangolo rosso, i 6 milioni di triangoli rossi assassinati nei campi sono stati deportati particolari perché non erano lì.
Perché c'era un accanimento per motivi sessuali, per motivi religiosi, per motivi etnici. Loro, a differenza di altri erano Schutz Schulz, ef trincerano coloro che erano pericolose erano i nemici a tutti gli effetti, non gli avversari, i nemici, cioè coloro che cercavano in Italia, in tutta Europa, di fermare quello che era quel progetto nazifascista, quel progetto che il nazismo ha concretizzato e che voi avete visto la fino alla sera a 10 giorni fa, che eravamo insieme, che ha riguardato non solo la soluzione finale, non solo Notte e nebbia, che spesso è molto dimenticata questa pagina di notte e nebbia, c'è ancora prima della soluzione finale da andare a prendere appunto nella notte e far scomparire nella nebbia tutti quelli che erano i nemici, gli oppositori politici, di qualsiasi orientamento fossero questi oppositori, accomunati da una lotta ideologica e conscio di tutto quello che si stava andando a costruire, quindi erano i nemici e gli oppositori politici e ancora oggi io vedo intorno a noi nel mondo noi vediamo che coloro che hanno un modo diverso di pensare che hanno una visione differente, di quella che magari è più comune,
Sono sempre visti in un modo differente o sono accantonati o sono additati. Ecco il il nostro pellegrinaggio, far capire quanto sia importante appunto l'essenza dell'essere nell'essere riconosciuti a 360 gradi, come come dignità, cosa significhi in quel giuramento la parola che termina viva la solidarietà internazionale e la qualora solidarietà, solidarietà internazionale è qualcosa che ci fa capire che c'è stato insegnato che noi tutti siamo esseri umani che noi tutti ci guardiamo, uno di fronte all'altro e nell'altro dobbiamo. Dovremmo riconoscere una persona che equipollente a noi un altro essere umano, di fronte a noi, cercare di fare il possibile per comprendere perché il punto, per avere una comprensione reciproca, non cercare ciò che diciamo, ci può dividere o che ci spaventa, perché ciò che è lontano e anche da una nostra cultura e questo è normale può spaventare, cercare la strada invece che non che spaventi, ma che invece si possa comprendere il perché degli altri e gli altri, gli altri, possono comprendere il perché di noi questo è il grande senso del nostro viaggio, che non è solo memoria molla di tragedia, memoria di dolore, memoria di torture in memoria di annientamento e costruzione attraverso questa memoria di questo percorso di pace, noi in questi 80 anni e siamo tutti molto spiazzati di quello che accade nel mondo, perché in realtà noi siamo stati, grazie al sacrificio di queste donne e uomini che io preferisco chiamare ai ragazzi ai ragazzi, perché il mio babbo aveva 16 anni quando entrò nella Resistenza, 14 la prima volta che è stato portato in previsione e schiaffeggiato perché non voleva omologarsi la famiglia non lo mandava alle parate del sabato fascista con l'uniforme da Balilla, come se dovesse appunto essere uguale. Ognuno ha una propria unicità chiaramente, e quindi siamo cresciuti non nella pace, ma noi siamo cresciuti in una cultura della pace perché la pace non è l'assenza della guerra, la pace è il costruire tutti i giorni con l'impegno di ciascuno di noi. È un piccolo percorso che ci aiuti a comprendere, alla andarci incontro l'un l'altro, senza usare strumenti bellici, senza creare quelle condizioni anche morali, come diceva Primo Levi.
E quando noi si comincia a pensare che una persona diversa che una persona vale meno che una persona a qualcosa che non va bene in senso lato, è lì che si comincia a costruire il campo di sterminio perché prima di costruirlo materialmente con un mattone o con un reticolato, si costruisce nella mente, ecco,
Io che mi sento fortemente figlia della solidarietà internazionale quando penso a babbo, Gianni e il messe fra novembre e dicembre del 44, dopo circa tre mesi dall'arrivo al campo di sterminio, era già stato selezionato per la camera a gas perché tutto era improntato perché la vita media non fosse superiore ai tre mesi. Erano tanti e quindi proprio l'organizzazione scientifica, come avete visto le 183 calorie al giorno, che dovevano fare in modo che in tre mesi ci fosse attraverso la fame, se non per motivi sommario o per malattia o altro modo,
L'uccisione, chiaramente, perché il corpo veniva chiaramente e la mente la violenza psicologica debilitata. Qui divenne incontro un deportato che non conosceva che era polacco e che in un modo o in un altro è scritto anche nel diario eccetera, riuscì a farlo andare via da questa selezione che aveva avuto quella ci rossa sulla fronte, che significava appunto che era selezionano fra il crematorio,
E falsificando un registro, mettendo a rischio la propria vita nella falsificazione di questo registro e così anche successivamente, un altro deportato francese, quello Currò con la propria urina.
E perché era stato selvaggiamente battuto con delle ferite aperte, che avevano fatto infezione, eccetera ecco io.
E molti di noi che siamo nati e abbiamo proprio questa consapevolezza di essere proprio non solo i figli dei nostri genitori che abbiamo amato moltissimo, ma i figli della solidarietà internazionale, quindi è questo io l'appello che vorrei fare questa sera e pensare che noi tutti siamo umani che questo percorso del nostro viaggio ci serve a costruire questa società io ricordo che,
Il mio babbo quando ero piccola di ero veramente piccola numeri. Non sapevo ancora chiaramente mettere insieme le emozioni che provavo quando lo ascoltavo, quando sentivo il suo silenzio, il suo silenzio, che era profondo nel momento in cui lui era silente in un momento particolare della giornata, spesso sull'ora dell'imbrunire durava per pochi minuti, ma era che escono se fosse lunghissima questo tempo, tutta la casa entrava nel silenzio così immediatamente e lui guardavano un punto fermo. Lo sto vedendo anche in questo momento che era vicino all'ingresso della casa, dove avevamo un attaccapanni, dove mettevamo i sacchetti, come tutti noi, quando entriamo in casa durava poco e poi riprendeva tutto come se ci fosse stato un momento di sospensione si ricominciava a sentir rumore, la visita, la televisione si era accesa, eccetera e ogni tanto lui diceva, sono rimasto solo e io questa cosa non la comprendevo all'inizio nella comprendevo ero piccola e questo è rimasto solo lo associava a solo in famiglia e dice, ma come Babbo noi ti vogliamo così bene, eccetera eccetera. Solo dopo mi sono reso conto che era rimasto solo perché aveva lasciato tutte quelle persone laggiù e per tutta la vita ha cercato di essere degno di loro e allora è un giorno io gli dissi babbo, ma perché di tutte le persone è successo proprio a te, avrò avuto 8 10 anni e lui anche in quel momento. Mi dette una lezione di vita così importante che vedete ancora oggi ai miei quasi 58 anni. Mi ricordo mi disse, ma perché io ho un altro che differenza faceva grazie.
Grazie a Laura Geloni, per appunto per questa sua fortissima testimonianza, do quindi ora la parola agli studenti e alle studentesse, partiamo con la.
La scuola di secondaria di primo grado Mazzin dell'Istituto comprensivo statale, già i rischi che sono stati accompagnati da alta dal professor Fabrizio Zocco e do la parola a Alessio, dandola della classe terza, C prego, Alessio,
La scuola fermi scusate, ho sbagliato.
Alessio per premere il microfono trovi il tastino sulla destra,
Buonasera a tutti io oggi vi parlerò di Gusen, che era un campo di concentramento satellite di Mauthausen Gusen, non fu un semplice sottocampo di Mauthausen, ma un enorme complesso di sterminio autonomo, dove si praticava la morte attraverso il lavoro in scala industriale, superando spesso per mortalità lo stesso campo principale.
Gusen nacque per sfruttare le cave di granito vicino a Mauthausen, entrambi i campi erano gli unici di categoria 3, la più dura del sistema razzista Gusen oggi è in gran parte coperto da un quartiere residenziale, questo è il SIN, è il simbolo di come la memoria possa essere letteralmente sepolta dal cemento.
Ecco, quest'ultimo fatto a me ha fatto riflettere sull'indifferenza che possono avere delle persone.
Per riuscire a scordare oppure a lasciarsi alle spalle, e ciò che è successo in quelle stesse case del quartiere, in cui anni prima ci sono state torture e morti verso deportati nel campo di concentramento di Gusen e spero tanto che vi faccia riflettere pure a voi.
Grazie.
Grazie Alessio, ora do la parola, Samuel, Lentini della classe terza di.
Prego Samuel, allora.
Io vi volevo parlare di questo, di questa STU storiella che ci hanno raccontato e che mi ha impressionato.
Eravamo nelle cave dove lavoravano e ci hanno raccontato che c'era questo.
Ragazzo che aveva 16 anni ed era venuta la febbre Stafa stava male e allora aveva chiesto a un SS se si poteva.
Se si poteva riposare e inizialmente.
Accettò RSS e dopo un po' venne.
Cioè lo prese per i piedi, lo iniziò a sbattere contro il muro, facendolo morire, facendogli sbattere la testa, questo mi ha impressionato molto di come ci sia così tanta cattiveria verso queste povere persone.
Grazie.
Grazie Samuele, ora do la parola a Livia Bernini della classe terza, e prego Livia.
Grazie.
Io mi volevo soffermare su.
Su un edificio che è quello che mi ha veramente colpito, perché scoprirete che la violenza veramente non ha limiti, ecco in molti campi di concentramento, oltre agli edifici che sentiamo spesso nominare come le camere a gas, le docce e dormitori ce n'era uno dove le SS si ritiravano verso una certa ora per staccarsi dall'atmosfera horrida e ripugnante del campo di sterminio.
In determinate ore del turno andavano in una baracca la baracca Rosa.
Questo edificio era una baracca come le altre, ma la differenza era che lì le SS non applicavano la violenza intesa come botte o torture, ma la violenza sessuale.
Le donne deportate, che venivano considerate più carine e affascinanti, venivano mandati immediatamente al bordello del campo di sterminio, loro dovevano fingere sorridere e con piacere il loro ospite, in qualunque modo egli desiderasse, uscito dalla baracca Rosa il soldato doveva aver passato un'esperienza piacevole e gratificante se non fosse stato così sulla scheda comportamentale della deportata veniva incisa UNAIDS per segnalare questa mancanza.
Arrivata a Treitz, la deportata poteva dirigersi direttamente nella camera a gas, chiaramente le SS non avevano limiti di alcun genere, perciò anche solo per un insignificante capriccio potevano condannare le deportate a una morte certa.
Pertanto, è errato chiamare queste ragazze prostitute per il fatto che il loro venivano violentate ed in cambio non ricevevano soldi.
Ma alla morte,
Noi, in questo pellegrinaggio, abbiamo visitato ciò che rimaneva della baracca rosa del campo di Mauthausen.
Siamo entrati e abbiamo percorso lo stretto corridoio della baracca, le stanze erano piccole e una accanto all'altra.
In alcune erano rimaste anche gli scomodi letti di legno.
Le pareti invece erano di un rosato molto tenue, dipinte così probabilmente per rendere più intima e delicata la rude atmosfera un invano tentativo, secondo me, perché è entrata lì, il mio cuore era diventato pesante come il piombo ed il silenzio che riempiva quelle stanzette era soffocante e rumoroso sembrava di sentire le urla e gli affannati gemiti delle ragazze vittima di una delle violenze che io ritengo sia la più dannosa.
Delle baracche Rosa abbiamo molti dettagli e testimonianze, ma anche le guide del pellegrinaggio hanno scelto di omettere queste informazioni, perché sarebbero apparse traumatiche e inadeguate a un pubblico di adolescenti.
Ora vi chiedo di immaginarvi le atroci scene della baracca rosa e di immedesimarsi in queste giovani ragazze, le quali, dopo questa realtà, non ebbero la possibilità di ricominciare grazie.
Grazie, Livia per la sua testimonianza.
Ora do la parola, invece Alessia, Romoli della classe terza.
Per me questo viaggio è stato importante e formativo e mi ha aiutato a riflettere sull'audit, sulla brutalità con cui un uomo arriva a trattare un proprio simile in questo viaggio ho visto cose che neanche immaginavo di vedere il luogo che mi ha colpito di più è stato il Castello di Hartheim, uno dei sei principali centri di sterminio nazista.
Nel castello di Hartheim venivano riportati tutti i disabili, tra cui anche i tedeschi, perché considerati inutili nel mondo.
Più deportati venivano fatti esperimenti di qualsiasi genere, anche quelli che si sapevano già che non avrebbero funzionato e che avrebbero portato alla morte dell'individuo.
Uno degli esperimenti più frequenti consisteva nell'iniettare malattie come il tifo ai deportati, cercando soluzioni che quasi mai venivano trovati.
Un altro esperimento, invece, con il sistema del seminario donne con lo sperma animale, una delle cose che più mi ha fatto riflettere è che la maggior parte di questi disabili probabilmente non capiva nemmeno cosa stesse succedendo, queste persone non arrivano col pari nulla e venivano trattati in modo disumano e determinati nei miei libri nei modi peggiori possibili.
Del Castello di ARPA incontriamo infatti all'incirca 30.000 morti e nessun sopravvissuto ai campi, ascoltare le testimonianze dei deportati e vedere ipotesi dov'erano avvenute queste brutalità mi ha cambiato il colpito profondamente, ma soprattutto mi ha colpito, mi ha colpito indifferenza di persone che potevano fare qualcosa e hanno scelto di non farlo perché non scegliere è già una scelta.
Grazie Alessia, ora do la parola invece a Giuseppe colloca della classe terza di.
Solvay, oggi volevo parlare di Mauthausen, che vi è stato il campo che mi ha impressionato di più, Mauthausen, è il campo più vicino a noi.
E li rilevano oltre 90.000 persone nella cava di granito la scala, de la morte, chiamata con i suoi 186 gradini migliaia di prigionieri, salirono consorzi sulle spalle fino a crollare, a volte quei sassi erano più pesanti della persona.
Tra loro c'erano 7.500 italiani, di cui i partigiani antifascisti, operai ed ebrei, quasi i due terzi non tornarono ricordare, non è un esercizio del passato e riconoscere il meccanismo che rende possibile lo lo l'orrore quando lo Stato smette di proteggere la persona, inizia a classificarla a classificarla per razza, religione o Epinay o o opinione politica quando la propaganda trasforma l'avversario in nemico da eliminare quando il silenzio diventa complicità.
Grazie, Giuseppe, ora do la parola a Greta Pardini.
Grazie.
Io sono molto grata di aver partecipato a questo pellegrinaggio perché grazie a questo compreso in modo più profondo, una delle parti più oscure della storia dell'uomo,
E.
Alla fine del pellegrinaggio, la visita che probabilmente che mi ha colpito di più è stata quella del Alexa è l'ex campo di concentramento di Mauthausen.
Nonostante questo, tutte le visite hanno inciso qualcosa dentro di me.
Abbiamo visitato prima tutti i vari monumenti dedicati ai caduti delle Nazioni, come Italia, Spagna e Germania, Bulgaria, Albania, e mi ha colpito molto la frase incisa in quello italiano che era agli italiani che per la dignità dell'uomo soffrirono, perirono.
Mi ha colpito molto questa frase perché tutti gli uomini deportati che erano nei campi di concentramento hanno lottato per mantenere la dignità che era che i nazisti cercavano di strappargli, in qualsiasi modo abbiamo visitato lo stesso giorno delle docce.
E questo è un luogo dove ha proprio proprio venivano umiliati attraverso un meccanismo per cui inizialmente l'acqua era bollente e poi diventava ghiacciate e si alternavano queste due estreme temperature dell'acqua, e.
I deportati dovevano rimanere sotto altrimenti, sarebbero stati picchiati in più, mi ha colpito molto il monumento dedicato ai bambini, perché ho riflettuto molto sulla scelta di e non aver fatto un monumento per i bambini, per ogni nazione, ma di considerare tutti i bambini come i bambini del mondo come se fossero due di un'unica ANAS l'azione che l'umanità,
E.
Questi bambini non potevano sicuramente avere nessuna colpa, nonostante ciò, però, sono comunque stati torturati, sottoposti anche a torture o esperimenti raccapriccianti, grazie.
Grazie greca, ora do la parola a Niccolò Pucci.
Buona sera volevo parlare, volevo dire che parlare oggi uno dei campi non è solo un esercizio di storia, ma a raccontare dove le persone dove tante persone hanno perso la vita solo perché avevano un pensiero o erano diversi dalle da una persona ideale,
Il posto che mi ha colpito di più è stato è, bensì.
Perché non era rimasto nulla?
A causa della.
Della paura e dei tedeschi di Fats di far vedere ciò che avevano fatto per questo tutti i terreni sono stati lottizzati a prezzi bassissimi per far dimenticare dimenticare ciò che hanno fatto, per concludere, volevo dire che raccontare non è solo una giornata in cui si parla, ma.
Una vita in cui si racconta ciò che è stato fatto e fa e bisogna fare giustizia a tutte le persone che sono morte, grazie.
Grazie Nicolò, quindi ringrazio tutta tutte le varie classi della scuola, Fermi di Pontasserchio, passiamo quindi ora invece alla scuola secondaria di primo grado, Nelson Mandela, qui di San Giuliano Terme, dell'Istituto Comprensivo, Niccolini, che sono stati accompagnati dal professor Tommaso Barsali e do la parola a Ginevra Olivieri della classe terza C prego a Ginevra e,
Ve.
Di questo viaggio mi sono rimaste, oltre che alle immagini raccapriccianti che abbiamo potuto vedere sia nelle strutture ma anche, per esempio, nel Museo di Dachau, anche diverse mozioni.
Infatti, in un certo senso ha approvato anche un sentimento di rabbia, perché intorno magari i campi c'erano anche delle abitazioni di civili che osservavano o comunque le mura di questi campi, alla quale interno alla quale all'interno avvenivano del dei dei crimini comunque contro persone innocenti e nonostante ne fossero consapevoli e non facevano niente, ma soprattutto e mi ha colpito molto il campo e demenze della quale ad oggi con non vediamo nient'altro che un diciamo un piccolo pezzo perché tutto il resto è stato lottizzato e oggi vediamo solamente queste villette colorati che a prima vista possono sembrare belle, però se poi invece andiamo a vedere dove sono costruite, capiamo che in realtà dietro.
C'è stato semplicemente questo, è stato semplicemente un modo per coprire tutte le cose che erano successe in passato,
In un?
E.
Grazie a Ginevra ora passo la parola ai venne Maura Montanelli della classe, terza buongiorno a tutti, come prima cosa vorrei ringraziare l'Amministrazione comunale di San Giuliano Terme e l'Associazione aree più che mi ha dato mi hanno dato l'opportunità appunto di vivere questa toccante esperienza il pellegrinaggio mi ha fatto riflettere su quanto sia importante non dimenticare custodire e tramandare questa memoria.
Ho capito quanto siano preziosi i valori della libertà, del rispetto e della dignità che noi spesso diamo per scontati.
Porterò per sempre questa esperienza con me, perché ha cambiato il mio modo di appunto vedere le cose grazie.
Grazie Irene, ora do la parola a Giovanni Ranieri, della classe terzo F.
Salve.
Volevo parlare del campo di sterminio che mi ha colpito di più, cioè come tanti Mauthausen, che può sembrare banale, però non lo è, perché comunque è un campo di sterminio molto terribile, Mauthausen come il compito di terribili come la scala della morte e la baracca Rosa di cui hanno entrambi parlato prima ma io, riguardo ai bambini volevo raccontare una storiella pure io allora praticamente.
Giudice, praticamente ci stava questa SS.
Che lavorava?
Lì di guardia si annoiava quindi presi un bambino deportato, iniziò a giocarci facendolo saltellare fra le sue braccia, lanciando in aria e a un certo punto così perché voleva perché gli girava, diciamo lo lancio sul filo spinato elettrificato davanti a tutti mentre mentre rideva per divertimento e quindi questo ci fa riflettere su quanto esiste la cattiveria nel mondo anche,
Come possiamo vedere come quella SS l'ha fatto per puro divertimento, cioè non c'era motivo dietro semplicemente per capriccio per noia?
E quindi?
Non c'è, non c'era scampo per nessuno, bambini, donne, anziani, disabili anche come nel castello di Hartheim non faceva nessuna differenza, erano tutti StuK, cioè pezzi per i tedeschi per per i nazisti, anzi, perché c'erano anche descriverli e quindi è stata una tragedia terribile, secondo me tutti dovremmo fare questo billing pellegrinaggio almeno una volta nella vita si esce con tante domande ma quella che mi era rimasta più più dentro era semplicemente perché così quindi, grazie grazie.
Grazie Giovanni, guardando alla parola Margherita, frodi della classe, terza di grazie, mille salve a tutti parto, con il ringraziare Massimo e Laura per aver per farmi occupare questo posto offerto di più dall'Aned.
Trovo che questo pellegrinaggio e sia stato molto significativo e distruttivo, questa esperienza mi ha toccato particolarmente, non solo per le storie raccontate, ma anche per i costi visitati.
Anche solo il pensiero di camminare dentro questi posti, dove a pensarci sono morte milioni e milioni di persone senza accuse o processi,
E solo il pensiero mi fa rabbrividire leggermente anche.
Non credo che nessuno si possa immaginare precisamente come possa essere.
Cosa possa significare andai a vivere dentro questi possiede essere intrappolati lì dentro.
Posti che sono particolarmente composti d'angoscia e morte, e concludo col dire che questo percorso mi ha fatto capire sia tante cose che.
Ha fatto rimanere anche con tantissime domande.
Mi ha aperto gli occhi su cosa l'uomo può arrivare a fare grazie a tutti.
Grazie Margherita, aggiungo anche che sempre del dell'istituto Mandela ha partecipato Tommaso Baldeschi, che però oggi non può essere qui con noi.
Proseguiamo con gli interventi, darei la parola a Bruno Possenti, coordinatore ampi della Toscana e presidente della della Provincia Anpi di Pisa.
Grazie per quello che abbiamo ascoltato, si capisce senza dubbio che quando tornano, i ragazzi non sono più gli stessi che sono partiti, si sono arricchiti, hanno acquisito un'impronta che non perderanno se la porteranno dietro negli anni a venire, quando saranno adulti.
Condivido la riflessione dell'ultimo ragazzino che ha parlato quando ha detto sarebbe bello che tutti i ragazzi potessero vivere questa esperienza, intanto voi avete un dovere morale di essere testimoni,
Parlare con amici.
Compagni delle scuole che frequenterete negli anni a venire le superiori con scelti quando avrete occasione di parlare, avete il dovere morale di trasmettere altri che non hanno vissuto questa esperienza,
L'ANPI è un'associazione, non vi sto a fare, pippone su come è nata quando è nata la sua missione fondamentale, è il ricordo di chi ha lottato è caduto per combattere il nazismo, il fascismo, per dare al nostro Paese la democrazia e per fare memoria perché la memoria non è il ricordo.
Il ricordo significa andare deporre una corona come facciamo sempre in tutte le circostanze, un mazzo di fiori, la memoria, un qualcosa di più che va oltre, partendo da quello che ricordiamo riflettere sopra e ricercare nel presente se ci sono.
Delle insidie,
Che possono riportarci a quello che è accaduto, sia pure in forme diverse, in passato, e poi l'altra terza, diciamo, supporto della nostra missione è la difesa della Costituzione, allora noi crediamo che voi siate il futuro.
Perché fra qualche anno sarete maggiorenni, potrete acquisire responsabilità in tutti gli aspetti della vita, forse qualcuno di voi poi siederà su questi banchi, sarà Sindaco, sarà Consigliere, sarà Assessore, per cui è importante che oggi acquisiate certe conoscenze che vi arricchiamo.
L'ANPI promuove da otto anni quest'anno, era l'ottavo borse di studio per il pellegrinaggio ai lager, che la né de promuove da molti decenni da mezzo secolo e più di mezzo secolo o no, è nata a queste sfide e che è andata.
Diciamo nel corso degli anni, assestandosi trasformandosi strutturandosi quindi da otto anni. Noi promuoviamo delle borse di studio per consentire a dei giovani di partecipare, quest'anno l'ANPI a 20 sezioni. In provincia di Pisa, siamo riusciti a promuovere 20 borse di studio. Prima si diceva che uno di voi no Viani grazie a questa borsa di studio in provincia di Pisa, siamo riusciti con grande sacrificio perché la nostra è un'associazione povera a promuoverne 15 e siamo già pronti fin da ora a guardare all'anno prossimo perché vogliamo l'anno prossimo, fare lo stesso e magari meglio. Io ringrazio.
L'ANED Laura.
Italo prima di Laura il suo babbo che.
Hanno fatto nascere promosso, sviluppate, ho continuato nel tempo questa grande esperienza e ringrazio il vostro Comune, che pone grande impegno nelle politiche della memoria, grazie.
Grazie a Bruno presenti, ora do la parola a Franco Marchetti per ampi San Giuliano Terme.
No, aspetta e Bruno se poi Pasquini.
Buona sera a tutti è difficile intervenire dopo quello che ci avete raccontato, però è utile ciò che fa l'ANPI, l'ha già detto Bruno, quindi provo non mi voglio ripetere.
Anche se comprendere ciò che sta sul, che è successo e che sta succedendo oggi e se è maledettamente difficile.
Però dobbiamo fare uno sforzo, per non dimenticare ciò che è avvenuto e, per non dimenticare ciò che è avvenuto, dobbiamo guardare a ciò che è successo e oggi a guardare anche le macerie, perché ci sono quelle macerie e da cosa sono scaturite, certo vorrebbero farci dire oggi che è quello che sta succedendo dobbiamo parlare del passato e far finta che oggi tutto vada bene.
Purtroppo possiamo dire che ciò che sta avvenendo e ciò che avviene oggi, purtroppo la lezione per molti non è ancora ricordano no, no, non l'hanno tenuta ancora di conto, perché siamo drammaticamente nella fase attuale e vi guardo in faccia profugo giovani per quello che sta avvenendo. Siamo drammaticamente davanti a 57 conflitti, siamo vicini alla guerra dopo quei fatti che avete visto voi nei campi di sterminio sono morte altri 11 milioni di persone in giro per il mondo, sempre per venti di guerra, ci sono popoli che vengono affermati dalla guerra e ci sono persone che continuano a star male per il sopruso che c'è da parte delle persone rispetto a queste cose, allora verrebbe da dire che la storia a queste persone non li ha probabilmente insegnato e insegnato niente e sta qui il ruolo nostro dell'ANPI, tutta l'associazione della scuola in primis, che ha un ruolo di resistenza. Io lo ri, io li ringrazio davvero e le valli le vostre valorose insegnanti e voi ragazzi per quello che stanno facendo, per voi, perché non è banale, non è soltanto a scuola e la costruzione del futuro ciò che si sta facendo e invece è quello si sta approvando, come dire in qualche misura questo tipo di futuro. A distruggerlo oggi diceva, mi diceva, Vittorio Arrigoni, restiamo umani ed è difficile restare umani in una fase come quella di cui stiamo vivendo oggi. Non possiamo far finta di niente, i benpensanti vorrebbero che di questo non si parlassero. I benpensanti vorrebbero farci capire che per avere la pace bisogna armarsi e costruire la guerra. La storia ci dice sempre che quando si spende e si va avanti con le armi si va sempre nella guerra. La pace, la si conquista con la scuola, con la cultura, con dare il beneficio a tutte le persone, in modo tale che queste persone possano vivere tranquillamente alla fine di quel periodo dove voi siete stati a vedere le macerie nel 45, i grandi della terra, i vincitori cosiddetti, decisero fra l'altro perché non più succedesse di costituire così diretto lo stato sociale. Il welfare State nate in quel senso, cioè dover dire dare alle persone ognuno di che di che avesse bisogno di quello che necessitava per vivere perché non fosse più costretto ad essere in mano agli orchi come sono state Hitler e Mussolini. Questo è quello che è avvenuto e oggi, purtroppo, stiamo facendo dei passi indietro. Allora voi ragazzi, vi chiedo di essere arroganti di essere prepotenti di rivendicare la pace di non ha retto a questi, va a questi vecchi che pensano di dover andare avanti con le arbitri, dovrà andare avanti con le cose, si possa conquistare il futuro. Il futuro va conquistato con iniziative come queste, va conquistato con iniziative rispetto alle quali permettono ad ognuno di dare ciò che ne ha bisogno e la scuola in questo senso purtroppo molto bistrattata, ma è ancora un gran presidio e un grande punto di riferimento, per cui da quel punto di vista ringrazio tutti e ringrazio prima di tutto non noi, ma ringrazio voi per le cose. Per le cose che ci avete detto, me le sono segnate. Le parole significative che avete detto tutte, perché queste sono importanti per la nostra città. Grazie a voi per quello che avete fatto.
Grazie Franco Marchetti, ora do la parola al presidente dell'Associazione Hideki, Fornasari, Luca Falanga, prego.
Buonasera a tutti, io mi allaccio al tenne il ricordo di laurea rispetto rispetto al vecchi e vorrei provare a raccontarvi due parole su di lei e approvare lasciarvi un messaggio.
Ah, da quel 22 dal 2022 da quel 4 settembre 22 passano gli anni ed echi, manca ogni giorno come quello precedente, ogni ora come quella precedente, ogni minuto come quello precedente, ed è sempre con me in ogni mio giorno Progetto azione, traguardo raggiunto e nuova gioia perché è una persona così lascia il segno in tutto quello che fa in ogni posto in cui va in ogni momento in cui c'è e in ogni persona con la quale condivide il cammino.
Per chi non la conosce, da chi è nota nel 79 a Fucecchio ed è inizialmente vissuta a Santa Croce sull'Arno, con la sua famiglia, ha fatto il liceo scientifico a Fucecchio e poi la Facoltà di Matematica galeotta fu proprio l'università, perché è lì che ci siamo conosciuti quando ha frequentato dei corsi nella vicina Facoltà di Informatica che frequentavo io dopo gli studi da subito anche sicuramente ispirata da nonna Carla maestre elementari a cui era particolarmente legata sapeva già che l'insegnamento era la sua vocazione.
Il suo tono,
Si trasferisce poi a Livorno, ovviamente, per causa mia diciamo che doveva dare case all'amore.
Però era felice di andare ad abitare nella città natale di del suo babbo Massimo, altra figura di assoluto spicco nella sua sfera affettiva Livorno è la città in cui finalmente coronare il suo sogno insegnando in diverse realtà scolastiche, private e pubbliche ultima ma sicuramente la più significativa ottiene il ruolo all'istituto di istruzione superiore Vespucci Colombo,
Che alla sua scomparsa le anche addirittura intitolato il laboratorio di fisica della sede centrale, una scuola che io non finirò mai di ringraziare per la grandissima umanità e disponibilità di dirigente scolastica e staff, in un momento in cui per me è stato un posto in cui sentirla ancora vicina,
È stata presidentessa per molti anni del Corpo musicale, Alessandro Mariotti, la prima di Fucecchio, onorando i suoi 150 anni di storia ed è stata parte integrante e membro attivo delle iniziative della Pro Loco e del gruppo infioratori della stessa città di Fucecchio e oggi siamo qui perché, come diceva laurea è stata impegnata non solo professionalmente in campo pedagogico e civile partecipando come membro attivo, alleati alle attività di ANED, contribuendo a diffondere in viaggi organizzati la memoria e le atrocità delle esportazioni alle alle nuove generazioni, per dare il suo contributo affinché non si ripetano mai più.
Una donna infinitamente solare, sempre energica di fronte alle avversità in qualsiasi momento, vi garantisco che in qualsiasi momento.
E immediatamente pronta a dedicarsi agli altri con amorevole dolcezza e in mezzo, ad esempio, il nostro cammino è stato splendido e mi ha insegnato veramente un sacco di cose che sperimento ogni giorno.
A volte si dice che il tempo aggiustatutto, anche se in alcuni casi molto difficile.
Con persone così il tempo fa comunque un piccolo miracolo aggiusta, le cose forse nell'unico modo possibile le fa diventare un punto di riferimento, una meta da inseguire, un insegnamento a cui ispirarsi una stella luminosa nel cielo da guardare e verso la quale puntare il proprio cammino,
E purtroppo, in alcuni casi la vita picchia duro e ci mette di fronte a difficoltà e crisi che non possiamo evitare, ma è in mezzo a quel caos che alcune persone decidono, chi vogliono essere e che saranno comunque in grado di provare a fare la differenza con amore perché ci sono tempeste quasi infinite ma noi non dobbiamo aspettare che la tempesta passi dobbiamo imparare a danzare con gioia anche sotto la pioggia.
Dal seguire quella stella che illumina il nostro cammino nasce che non si può proprio spiegare associazione, si chiama vecchi Fornaciari, che non si può proprio spiegare.
Un gruppo di persone che cerca di sostenere il prossimo attraverso iniziative e donazioni ad enti di ricerca e progetti perfettamente integrati nei valori e nei principi che da chi ci ha lasciato e oggi aver permesso un viaggio ad uno dei ragazzi che ha partecipato quest'anno ci ha resi veramente immensamente orgogliosi e siamo sicuri che quella stella ha brillato ancora più forte.
Grazie di cuore a tutti quelli che hanno permesso questo a tutti quelli che ci hanno permesso di aiutarvi e di rendere possibile questo sostegno, e soprattutto grazie a voi,
Grazie Luca.
Continuiamo con gli interventi e do la parola all'assessora, all'istruzione, l'assessore al CONI.
Grazie Presidente e buonasera a tutti, a tutti, io sono emozionata, sempre a parlare in questo Consiglio, ho avuto l'onore e lo scorso anno di partecipare al pellegrinaggio, di conoscere Laura massimo, di conoscere questo questo viaggio assieme a dei ragazzi e voglio partire con un ringraziamento al sindaco Matteo Cicchelli perché,
Già dall'anno scorso che era l'ottantesimo anniversario ha dato la possibilità di raddoppiare il numero dei partecipanti a questo pellegrinaggio, e anche quest'anno ha mantenuto la stessa lo stesso numero perché ha una sensibilità particolare di fronte a questa AQ, a queste esperienze, che sia importante davvero che i ragazzi e le ragazze possano possano vivere. Ringrazio sicuramente voi ragazzi e ragazze, perché siete sempre la il motore di tutto cogliete sempre le sfumature migliori e trovate sempre il modo di essere curiosi e mi raccomando questa cosa. Non la perdete mai l'APE, non dovete mai perderlo alla curiosità. Io dallo scorso viaggio, solo giusto due parole mi sono portata a casa alcune parole, alcune parole che mi hanno toccato, che sono la spersonalizzazione, perché secondo me è una parola,
Terribile la spersonalizzazione, perché.
La ricchezza.
La diversità. scusate, la diversità è la vera ricchezza e la spersonalizzazione porta a un'omologazione che possono essere a peggiorare, peggiorare qualsiasi cosa, quindi manteniamo viva la diversità e un'altra frase che mi sono portata a casa, una frase che ha detto Laura è che raccontando ovviamente la le, la storia di Italo e di tantissimi altri persone che hanno vissuto questa terribile esperienza è stata sono stati liberati i campi, non le persone, perché dopo che si è vissuta un'esperienza del genere.
È difficile davvero ripartire e io ringrazio tantissimo laurea perché è una donna meravigliosa e forte.
Il suo lavoro è fondamentale, è preziosissimo, ce ne fossero di lauree nel mondo.
E voglio anche dire un'altra cosa che questa cosa serve questo progetto serve importantissimo e lì c'è Marco Marco, che è avvenuto con noi lo scorso anno, è la testimonianza che qualcosa resta e resta è importante, quindi è importante partecipare e mantenere viva la memoria e tutto questo grazie grazie ai ragazzi e grazie ai docenti, ovviamente che coordinano sempre in maniera fantastica e il lavoro della scuola un lavoro prezioso che qualcuno ha detto no, non viene viene bis sfrattato, no, e purtroppo è vero e invece è la linfa per la nostra cultura e il nostro futuro. Grazie,
Grazie Assessora Colin, continuiamo con l'assessora Pisano, prego.
Grazie e buonasera a tutte e a tutti, io sono veramente orgoglioso di far parte di questa Amministrazione comunale che ha questa sensibilità verso il progetto memoria e che consente dalla possibilità alle nostre alunne e ai nostri alunni di poter partecipare a questa esperienza che come ha detto Giovanni tutti devono fare almeno una volta nella vita, io oggi non farò un mio intervento col mie parole oggi chiamerò a fare l'intervento per me un mio alunno di scuola primaria che poi ha frequentato la scuola secondaria Nelson Mandela e che ora si trova al liceo, Buonarroti nel primo anno, Marco nella notte tra il 27 e 28 gennaio di quest'anno, quindi ad un anno esatto dal suo, dalla sua esperienza fatta al pellegrinaggio l'anno scorso.
ICE ha fatto ha scritto una lettera ai suoi nuovi compagni manifestando i suoi pensieri, i suoi sentimenti e tutto ciò che è il pellegrinaggio ha fatto vivere in lui e quindi, Marco questa lettera è proprio.
L'esempio di ciò che la memoria Marco Cellucci prego.
Buonasera a tutti.
Cellucci sullo studente verso il primo anno del liceo Dini, nessun problema.
Possano.
Grazie a tutti i partecipanti presenti in questa sala, grazie soprattutto ai ragazzi, mi rivedo molto in voi perché esattamente un anno fa anch'io ero seduto lì a raccontare delle testimonianze.
Quindi, come ha detto la mia maestra delle elementari Angela, io ho scritto questa lettera per i miei compagni di classe praticamente io, il 27 gennaio, Giorno della Memoria, ero assente in classe perché ero malato e appena scocca l'1 del pomeriggio chiamo il mio compagno di banco per chiedergli cosa si è fatto, cosa hanno fatto quel giorno a scuola chiedendogli se hanno fatto delle attività per il Giorno della memoria, però non hanno fatto nulla. Io ci sono rimasto abbastanza male e quella notte non riuscivo a dormire o mi è venuto, diciamo l'ispirazione di scrivere questa lettera per i miei compagni di classe, almeno per fare un minimo che per fare un minimo di attività, peggio nella memoria.
Allora, mercoledì 28 gennaio 2026, l'1:48 di notte cara prima Aka sto scrivendo a quest'ora della notte perché vi voglio tanto bene, sì, ognuno di voi e sogno che ciascuno sia bene informato e consapevole dell'argomento che sto per trattare il giorno che ha da poco terminato, mi è molto a cuore e penso che dovrebbe esserlo per tutti.
Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria cosa si commemora in questo giorno? Il genocidio di milioni di persone commesso dai nazifascisti nel periodo della seconda guerra mondiale, Holocaust Shoah, non sono parole completamente corrette per definire ciò che è successo, in quanto significa nostri disp rispettivamente grande sacrificio e sterminio di ebrei. La parola genocidio, invece, crea un insieme per intendere più accuratamente le catastrofi. Credo che tutti sappiano come siano andate le cose nei lager o nei campi di concentramento, ma quasi nessuno ne capisce effettivamente il peso e il valore. Perciò vi volevo dare la testimonianza di un ragazzo che ha avuto la fortuna di vedere quei luoghi dal vivo ascoltare e leggere testimonianze immedesimarsi nel suo piccolo nella misera vita dei deportati. Me stesso l'anno scorso il Comune di San Giuliano Terme vide della possibilità di visita in un pellegrinaggio laico, guidato vari dei luoghi del delitto della Seconda guerra mondiale per cinque giorni tramite una piccola selezione fatta a scuola. Ho scritto un diario di circa 60 pagine sull'esperienza che diede una svolta, una svolta alla mia vita. Non è il momento di parlare del viaggio, magari un'altra volta, però volevo raccontarvi un paio di pistole garanzia che ho ricevuto. 1 campo di cose, come hanno parlato cioè ai ragazzi. Il campo di Gusen erano sotto il campo di concentramento di Mauthausen, Austria, qui si trovavano le baracche rosa a quelli di cui in cui erano detenuti omosessuali e le donne, i ragazzi dai 12 ai 14 anni venivano molestati dalle SS in tutti i modi, le loro madri venivano spogliati e selezionati in base alla bellezza. Chi per le guardie era brutta cessava di vivere in poco tempo chi sopravviveva, la selezione doveva restare in ginocchio e con le mani alzate dalle prime ore del mattino fino alle 14, dall'inizio del pomeriggio fino a notte tardi, anche loro venivano usate per il corpo per il loro corpo a scopo di divertire. Se le truppe non erano soddisfatte, lasciavano una crocetta sul loro registro dopo tre croci la diretta interessata perdeva la vita e veniva sostituita.
La notte non dormivano e per l'imbarazzo non riuscivano a scambiarsi uno sguardo.
Due scali della morte campo di Mauthausen, uno dei più abominevoli struggenti della storia, con le sue enormi dimensioni, offre una grande quantità di testimonianze visive, la più difficile da buttare giù si trova nella zona delle miniere. Questi qui possiamo incontrare la piena peggiore per i deportati, le scale della morte. Si tratta di 200 scalini sconnesse in controtendenza, i quali condannati dovevano percorrere due volte al giorno andata e ritorno per due con un masso da 50 chili sulle spalle, ovvero due volte il loro peso corporeo a causa della carenza di cibo, soltanto 7 persone su centinaia, addirittura migliaia, sono sopravvissute le pareti la parete del dirupo si intitola muro del paracadutista, in quanto tu hai truppe, equità, anni che provarono intrufolarsi del campo furono buttati di sotto di quel punto 50 metri.
Queste sono solo due delle tante testimonianze, certo, voi forse non potete comunque capirne un piano, il dato che non avete mai visto quei luoghi con i vostri occhi, almeno non ancora, il 27 gennaio si celebra la liberazione del campo di Auschwitz, il più mortale si ricorda per non dimenticare non si dimentica con la speranza che queste catastrofi non accadano mai più si spera e basta, purtroppo lo rimanete in silenzio, non siate indifferenti, vi lascio con due frasi di Caparezza torna al tuo paese se diverso impossibile. Vengo dall'universo buonanotte, vi voglio bene. 2 e 46.
Sono molto grato di aver frequentato la scuola Nelson Mandela come medie, grazie a tutti i presenti, grazie ad ANED, grazie ad ampi grazie.
A tutti, grazie ad Angela per avermi concesso la parola grazie,
Al massimo e Laura Ferrara, per averci accompagnato e accompagnare i ragazzi tutti tutti gli anni, le lacrime di sicuro non sono l'unica cosa che mi ricorderò per tutta la vita, grazie a mio padre e mia madre e mio padre per avermi concesso di vivere.
Grazie Marco, grazie per aver letto la sua lettera.
E grazie all'assessora Pisano, ora apriamo gli interventi ai consiglieri e alle consigliere o a chi volesse intervenire e do la parola che appunto ha prenotato l'intervento del Capogruppo del Partito Democratico, Raffaele Matteoni.
Grazie Presidente, grazie a tutti voi, è un'emozione, un privilegio, avervi anche quest'anno sui banchi di questo Consiglio che, come è già stato detto, spero vi vedrà protagonisti fra fra qualche anno, oggi qua in questi banchi, in questo in questo luogo si governa la la vita dei vostri paesi, della delle vostre frazioni, del nostro Comune, quindi penso che anche oggi, come ebbe a dire lo scorso anno, si sia toccato un livello altissimo se non non vado se non offendo nessuno di noi il livello più alto forse uno dei livelli più alti in cui il Consiglio Comunale si può esprimere con la vostra espressione con i vostri racconti con il con con quello che ci avete detto.
E quindi benvenuti a nome del nostro Gruppo consiliare, ma ha benvenuto da da da parte di tutti, mi permetto di dire.
Oggi oggi ci avete dato dei testimoni, testimonianze che veramente ci hanno toccato profondamente.
Pensiamo che la memoria sia un concetto che debba essere e portato avanti sempre senza senza alcuna ricco retorica, c'era, un grande filosofo e il più grande del 900 che diceva che la storia insegna, ma non ha scolari, ecco, io penso dobbiamo partire da questo da questo punto, quindi la memoria, se la memoria a Scolari muore, se invece la memoria eredi continua a vivere, noi confidiamo in voi, ecco, non voglio approfittarne e non vogliamo caricarvi ulteriormente del peso che già avete perché stiamo vivendo, state vivendo una fase contingente veramente drammatica, però ecco, confidiamo veramente in voi per un futuro migliore, grazie ai ragazzi,
Grazie consigliere Matteoni, quindi mi chiedo se ci fosse qualcun altro qualcun altra che vuole fare un intervento, volesse fare un intervento, prego, Consigliere garfagnini, no.
Ah, ok no, perché non vedo.
Do la parola quindi al consigliere garfagnini.
Grazie Presidente.
Per prima cosa mi sento di ringraziare i ragazzi e le ragazze, i docenti che sono qui presenti per averci reso partecipi, con le loro testimonianze, della toccanti esperienza che hanno vissuto durante i primi ragione, i campi di sterminio, ma anche a tutti gli enti e le associazioni che hanno partecipato a questa importante iniziativa. Credo che queste esperienze siano molto importanti, soprattutto in un mondo dove le violenze e soprusi purtroppo sono all'ordine del giorno perché consentono di prendere coscienza sui fatti accaduti in uno dei momenti storici più tragici e la nostra società. Abbiamo vissuto le emozioni raccontate da questi ragazzi, sono la testimonianza della bontà di questo tipo di iniziative. Visitare quei luoghi e ripercorrere e proprio su quei luoghi ciò che viene studiato sui banchi di scuola o che è stato frutto di racconti consente una lettura completa ed esaustiva nella mente dei ragazzi e, al contempo, di comprendere in maniera diretta alla gravità dei crimini e dei soprusi che in tali ipotesi sono consumati.
Tutti noi abbiamo ascoltato dai nostri nonni racconti della loro adolescenza legati alla guerra, racconti che parlavano delle gesta, dei partigiani, delle atrocità commesse dai nazisti e dai fascisti racconti di coloro che più sfortunati sono stati internati nei campi di sterminio e purtroppo in quest'ultimo caso le testimonianze sono per ovvi motivi poche in quanto la maggior parte di questi non li ha mai potuto neanche raccontare.
Abbiamo ascoltato inoltre delle crudeltà che l'uomo è stato in grado di sprigionare nei confronti di individui i suoi simili suoi fratelli, vittime di una ideologia repressiva sull'esaltazione dell'omologazione e sull'eliminazione o persecuzioni di chiunque fosse percepito come diverso la memoria di tali racconti è un bene prezioso che non deve essere perduto, ma che, anzi, deve essere conservato e tramandato alle generazioni future, per consentire a queste di comprenderne l'importanza, in modo da contribuire a scongiurare nella replica. Purtroppo, assistiamo anche nel nostro presente a circostanze che ricordano quel periodo. Sto parlando delle attuali guerra in Ucraina, in Palestina, due conflitti atroci scaturiti dalla brama di possedere un pezzo di terra e dalla volontà di un popolo libri di prevalere sull'altro che stanno provocando migliaia di morti e la distruzione di intere città e comunità.
Tutto questo non è accettabile, noi tutti dobbiamo fare una riflessione sul tema e chiedere a gran voce la fine dei conflitti, non possiamo assistere allo sterminio di popolazioni innocenti vittime di decisioni prese dall'alto, non è accettabile. Non sono accettabili i conflitti armati nella società moderna, qualunque ne sia il motivo, noi tutti, cittadini, istituzioni, dobbiamo fare di più, dobbiamo mobilitarci ciascuno con i propri mezzi, con le proprie capacità, affinché si possa trovare una soluzione attraverso la diplomazia. È impensabile. È impensabile che per risolvere questioni nell'era moderna si debba ricorrere alle armi.
Non possiamo essere complici di questi orrori, dobbiamo esprimere una ferma condanna nei confronti di Israele, ci dobbiamo adoperare per un cessate il fuoco e per sbloccare gli aiuti umanitari a Gaza, dove la fame viene usata anche come arma di guerra, le terribili immagini che vediamo sui social e sui telegiornali sono soltanto un'infinitesima parte di ciò che quelle persone stanno vivendo nei loro volti la disperazione di chi da innocente si trova a lottare per la sopravvivenza per un pezzo di pane.
Accompagnato dal terrore, perenni che ogni momento possa essere l'ultimo, questo non è accettabile e dobbiamo fermare i conflitti. Concludo ringraziando il Sindaco e la Presidente del Consiglio per aver dato risalto a questa importante iniziativa attraverso l'indizione di una seduta di Consiglio aperto che conferma l'attenzione e la sensibilità che da sempre la nostra Amministrazione ha manifestato su questa importante tematica. Grazie.
Grazie consigliere Campanini ha preso la parola, prego il consigliere Filippi.
Buonasera a tutte e tutti.
Vi ringrazio, sarò molto, molto breve, visto che siamo intervenuti in tanti e tante, quindi cerco di togliermelo possibile un tempo diciamo a eventuali altri interventi.
Vorrei partire velocemente dalla mia esperienza personale. Io purtroppo non ho avuto la fortuna di fare la vostra esperienza alle medie, però l'ho fatta poi personalmente due anni fa, visitando Dachau e le Risiera di San Sabba, che sono a Trieste e dove sono state determinate diverse migliaia di persone che partecipavano alla Resistenza italiana,
E con questo vorrei anche sottolineare la la partecipazione diretta attiva i fascisti italiani, a queste operazioni di rastrellamento e di sterminio, che sono un elemento fondamentale, cioè non era una solamente un popolo, un'ideologia esterna, a noi era anche ben integrata nel nostro Paese, per quanto fosse una minoranza.
Ricordiamocene.
Un'esperienza devastante.
Sentirsela raccontare è.
Importante e, tra l'altro.
Avere un punto di vista.
Diciamo da persone che ancora frequentano la scuola, che sono ancora perfettamente nell'età della formazione e.
È molto utile anche ai fini del.
Nella formazione di un'idea che che poi noi ricordiamo ogni giorno, rappresentando le persone del nostro Comune qui in Consiglio,
Chiudo dicendo una cosa che in realtà è stata già detta e ripetuta da varie persone Laffranco dai miei consigli, dai miei colleghi Consiglieri, ovvero che.
Eliminare le idee di odio e di annientamento, quindi diciamo una colpevolizzazione di persone individuate come il nemico da abbattere da distruggere è una missione importantissima che abbiamo per il futuro, per evitare che queste cose si ripetano, che tuttora stanno venendo.
E per cercare di eliminarle eventualmente alla storia, quindi.
Cerchiamo di portare la nostra società verso TI Investimenti, scuola, più investimenti in cultura e quindi in memoria, che sono le armi del futuro, insieme alla partecipazione sia politica che sociale, che culturale, attraverso l'associazionismo, l'ANPI, l'ANED e le tantissime associazioni che fanno parte e rendono vivo il nostro territorio grazie.
Grazie consigliere, Filippi, ci sono altri interventi.
Prego consigliera Mazzarri.
Grazie Presidente e grazie a tutti allora la Co.
Elisabetta Marras, Consigliere Manzari, se poi infatti.
Sì, allora appunto, dicevo, la cosa che mi colpisce di più è la bellezza di questa sala, dove stiamo tutti insieme consiglieri di maggioranza di minoranza, ci sono tanti esponenti di realtà importanti e poi la cosa più bella e vedere i volti di questi ragazzi che son stati capaci attraverso questa esperienza che sicuramente li ha approvati e maturati di condividere con noi in modo molto incisivo, sentito cioè io, onestamente, sono rimasta molto colpita dal dal pathos, da come loro sono riusciti ad esternare quello che hanno provato. In realtà, poi, se ci pensiamo bene, non siamo semplicemente qua per commemorare io direi che siamo qua per fondamentalmente assumerci una responsabilità, una responsabilità importante, proprio perché la memoria deve essere un qualche cosa che non resta statico, ma che vive, che continua continuamente ad essere portato avanti da ciascuno di noi e ovviamente la consegna più naturale e istintiva è quella che avviene nel passaggio di consegne con due ragazzi. Quando ho fatto l'esame di maturità, vi ricordo che feci la maturità classica e portai storia, perché sono stata sempre molto appassionata di questa materia, proprio perché la ritengo fondamentale la conoscenza del passato per avere degli strumenti importanti affinché certi eventi, certe situazioni che purtroppo, come disse qualcuno, la storia invece ciclica no eh però che l'individuo può molto, può fare molto per far sì che certe cose non si ripetano. Portai un i, un libro molto bello che mi permetto di consigliarvi è molto interessante.
Si intitolava come si diventa razzisti ed era un libro dello scrittore americano che si chiama William Allen. Lui aveva fatto un'analisi relativa a una piccola città della Germania, la cittadina di circa 10.000 abitanti. Quindi quello che potrebbe essere una comunità tranquilla all'interno della quale le persone si conoscevano condividevano la vita e come piano piano attraverso atti, lui ha fatto una ricerca molto circostanziata, molto puntuale e precisa. Avveniva questo mostruoso cambiamento nel quale persone come potremmo essere, potrei essere io come potreste essere voi venivano totalmente coinvolte in questo delirio collettivo e mi ricordo che sul libro che sicuramente poi adesso saranno stati sarà stato lì verrà riedito perché, insomma, si sta parlando di un po' di anni fa, c'era un'immagine di un ragazza come voi, una bella ragazza bionda, una bimba, una ragazzina che, praticamente con il contrasto tra questo viso Angelico e una sorta di tabernacolo che lei aveva fatto di fronte alle immagini del Führer con fiori con candele e così via.
Ecco, mi ricordo che questa cosa mi colpì moltissimo e anche ad oggi, ad anni di distanza, questo libro sicuramente nella mia libreria, ma magari ne ho tanti, quindi ultimamente non mi ha più neanche è capitato fra le mani, però questa immagine, la porta impressa, ecco che è importante fondamentale che nelle vostre giovani menti si impari sempre la possibilità, la capacità di essere forti, di essere liberi di saper dire di no, anche quando la maggior parte delle persone viene coinvolta in un progetto, in un delirio collettivo nel quale invece tutti di così e guardate ragazzi non è facile perché quando tutti vanno in una direzione perché ritengono di essere dalla parte del giusto trovare la forza e il coraggio di dire di no non è semplice. È una cosa che si matura nel tempo. La scuola in questo è importante perché formula una vostra persona, però il coraggio e soprattutto il rispetto dell'ATO e l'empatia umana dovranno essere sempre per la vostra vita, un vero e proprio faro guida. Io mi auguro che siate veramente portatori. Di valori umani, di libertà e di bellezza. Grazie,
Grazie consigliera Mazzarri, ci sono altri interventi.
Prego consigliere Poggi.
Grazie Presidente e buonasera a tutti mentre evento sarò veramente breve semplicemente per innanzitutto ringraziare questi ragazzi e concordo con il consigliere Matteoni, forse quest'anno questi racconti hanno raggiunto un livello veramente alto e avete raccontato anche fattispecie che forse per colpa mia io non conoscevo tipo la baracca Rosa questa cosa mi ha veramente veramente colpita e mentre parlavate io mi sono permessa di prendere qualche appunto perché avete detto delle frasi che sono,
Esplicative in poco veramente in due parole, avete racchiuso dei concetti molto importanti tipo non scegliere una scelta, il silenzio diventa complicità.
Libertà, rispetto e dignità e poi uno di voi quando parlava della situazione prima, a generalizzato, parlando solo dei tedeschi, per poi precisare dei nazisti.
E ha continuato dicendo si esce con tante domande, ma quella che mi è rimasta più impressa è molto semplice, ed è banalmente perché e io vorrei partire proprio da questa domanda che semplicissima perché è accaduto probabilmente nessuno di noi è in grado di spiegarlo perché qualcosa di talmente disumano e lontano che sarebbe quasi impossibile no, nella nostra concezione e allora ora mi riaggancio a quello che ha detto il mio amico Bruno Possenti, che c'è una bella differenza tra memoria e ricordo e credo che oggi noi qui questi Consigli aperti debbano proprio servire non solo a commemorare ma ad educare al dubbio per tutto quello che abbiamo detto finora, che la storia non è lasciata in un cassetto chiuso a chiave, ma che in realtà può ritornare può essere più forte, si può nascondere sotto forme diverse. Oggi viviamo un tempo diverso, un tempo fatto di digitalizzazione, ma come qualcuno prima di me ha anticipato e ha spiegato in discorsi geopolitici che io oggi non mi avventuro a fare volo un po' più basso, diciamo, l'inciampo ci può essere, ci può tornare ed è una scelta, e noi dobbiamo avere il coraggio. Qualcuno vi ha invitati ad essere arroganti e prepotenti. Io mi permetto invece di usare forse il concetto che lui voleva esprimere in chiave un pochino più positiva, determinati e coraggiosi, perché, come ha detto la consigliera Mazzarri, ci vuole coraggio, ci vuole coraggio, ci vuole coraggio a dire no, ci vuole coraggio a disubbidire quando la legge.
Diventa ingiusta. Ci vuole coraggio quando la situazione sembra difficile e ci vuole coraggio anche ad essere qui oggi a raccontare quello che avete raccontato e avete parlato con una disinvoltura che non è assolutamente scontata, forse la prima volta che parlate con un microfono ed una platea davanti e questo, secondo me, è il segno di quanto questo vi sia rimasto dentro io, quindi concludo questo intervento dicendo semplicemente che mi auguro davvero che tra di voi ci siano gli amministratori di domani, perché forse in questa occasione più che mai prima ci avete impartito a tutti una grande e bella lezione. Grazie.
Grazie Consigliere, Bocci, ci sono altri interventi.
Se nessun altro vuole intervenire, lascio la parola al Sindaco.
Buonasera a tutti e tutti, grazie ragazzi e ragazze, stasera lo avete fatto commuovere.
Io sono stato la prima volta a fare il pellegrinaggio nel 2018 ero consigliere comunale e.
Ho avuto questa possibilità e ricordo sempre oggi, insomma, come allora devo e anche dei vostri racconti e avete fatto rivivere quei giorni e quelle e quelle emozioni.
E poi mi avete fatto venire in mente una frase di un libro che ho letto quando avevo la vostra età, non mi ricordo se era la terza media o prima superiore, ma, insomma, l'età è quella era un libro di di Primo Levi, se questo è un uomo non so se l'avete già letto,
Il Primo Levi è stata una persona che.
È stata in campo di concentramento ad Auschwitz,
E scrisse se comprendere è impossibile conoscere, è necessario.
Perché ciò che è accaduto può ritornare.
Le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate.
Anche le nostre.
Per me sono parole pesantissime.
Sia da.
Studente quando ho lette.
Poi, crescendo chiaramente oggi dal Sindaco, per me sono ancora molto più pesanti.
Scusate, ma.
C'è una commozione che è pesante stasera.
Questo perché?
Qualcuno di voi?
Qualcuno di voi ha detto che è uscito.
Alla fine, de ai campi di sterminio dai campi di concentramento dal pellegrinaggio a un certo punto non è riuscito a darci tutte le risposte, no rispetto a quella terribile, a quel terribile evento, a quella terribile ideologia nazista che ha costruito in 25 anni più o meno,
Prima le idee, poi le ha messe in pratica e poi ha sterminato le persone, quindi un periodo abbastanza lungo in cui piano piano si sono portate le persone verso quella direzione.
E questo vuol dire che.
Le le brutte esperienze della storia difficilmente nascono dall'oggi al domani, difficilmente qualcuno oggi può stravolgere un pensiero collettivo in un momento.
Ma è un lavoro fatto col tempo, fatto piano piano,
Iniziando a screditare.
Delle persone, delle categorie.
E questo screditamento piano piano è stato inculcato nella testa delle persone.
Io leggevo ora vi sarà consegnata questa copia qua che è il diario di Italo, Ceroni no, come scrive, ho fatto solo il mio dovere e mentre vi ascoltavo, dicevo, ma qual è il mio dovere di Sindaco?
Perché oggi in questo momento ricopro questo ruolo,
E lì?
Vi voglio far riflettere su una cosa il Sindaco, chi è il Sindaco, il Sindaco non è quello che tappa le buche.
Non è quello che taglia l'erba, non è quello che ristrutturare scuole o meglio è anche quello, ma se fosse solo quello basterebbe un amministratore di condominio, e allora perché si sceglie il Sindaco perché le persone di un Comune escono un giorno una domenica e vanno a votare e vanno a dire secondo me il Sindaco deve fare lui, lo deve fare lei insieme, chiaramente, poi a dei partiti politici e delle liste civiche che sostengono quella persona è quel progetto di quella persona.
Non solo per tappare le buche, perché quello se si tappa una buca, ma può tappare un sindaco di destra, un sindaco di sinistra, un sindaco di centro o un Sindaco lista civica, una buca tappa.
Ma qual è il dovere, il dovere di Sindaco per me, per portare avanti i valori di cui abbiamo parlato oggi?
E su questi valori la politica si divide spesso se avete la voglia il tempo di vedere un telegiornale, aprire un giornale leggere sui social, vedete come spesso la politica si divide.
Se le persone vadano fatte, affogare in mare oppure vanno salvate.
Se quelle persone vadano portate in centri in Albania o in Italia.
Se le persone che stanno morendo a Gaza, in Palestina, in Cisgiordania e in altre parti del mondo ci se ne debba occupare, oppure bisogna far finta di niente.
Se uno Stato come gli Stati Uniti, come Trump, si sveglia la mattina e dice e dice voglio bombardare l'Iran piuttosto che prendermi la Groenlandia piuttosto che.
È lì che sta poi, secondo me, l'insegnamento e il dovere che noi tutti, da quello che ci ha lasciato la storia come storia, come è fatti belli, deriva l'insegnamento, è questa la memoria, il saperci portare dietro a quello che abbiamo visto e quello che avete visto nei campi in un periodo storico che è successo,
Circa 100 anni fa ha iniziato circa 100 anni fa e poi è terminato con la fine della Seconda guerra mondiale. Capire oggi cosa impariamo di quel tempo, perché se, se non riusciamo a trasformare quello che abbiamo visto e quello che è successo in una insegnamento contemporaneo dell'oggi non ci è servito a niente rimarrà solo un ricordo di un'esperienza fatta seppur toccante seppur.
Impegnativa, ma è solo un ricordo, e quindi noi dobbiamo avere il dovere, invece quei ricordi di farli vivere ogni giorno.
Di non essere indifferenti se c'è qualcuno che che soffre, se c'è qualcuno che subisce delle ingiustizie, anche a scuola ci sarà sicuramente qualcuno a scuola e magari dà fastidio a qualche compagno per divertirsi, per bullismo, sulla scuola, ci siamo stati tutti e sicuramente ci sarà e anche qui anche da quello passa l'insegnamento del viaggio a rifiutare queste queste violenze e queste e questi attacchi,
Noi in questa sala, come vedete, ci sono tanti quadri che ricordano un po' il periodo della guerra.
Fatti da persone del nostro territorio, alcuni sono di Uliano, Martini, che è stato un assessore del nostro del nostro Comune diversi anni fa è stato partigiano qua sui monti, sui monti di di Asciano e mentre vi ascoltavo, vedevo, in fondo alla sala ci sono due quadri contrapposti a sinistra vedete la cittadinanza onoraria alla Brigata nei video Casarosa, che era la brigata dei partigiani che hanno lottato qua sui monti per mandare via i nazisti e i fascisti e di fronte vedete il giuramento di Mauthausen, ecco quel quadro. La fu fatto nel 2018, proprio quando tornai io dal campo di concentramento quello lo feci io e fu firmato poi da tutti i consiglieri comunali presenti a quel tempo, in questa, in questa sala, proprio perché.
Volemmo che quel giuramento, quelle frasi, quelle parole rimanessero qua a testimonianza di quei fatti di quel tempo, come insegna come un insegnamento per tutti quei Consiglieri Comunali, quegli amministratori che sarebbero passati dopo di noi e che dopo di noi avrebbero dovuto leggere quelle parole.
E portarsi dietro.
Quelli insegnamenti e quella memoria.
Perché questo è il comune che vogliamo, un comune che non dimentica e che cerca di portare dietro e nel futuro quei valori, grazie.
Grazie Sindaco.
Bene, quindi siamo arrivati alla conclusione di questa di questo Consiglio, ringrazio nuovamente tutte.
C. Ringrazio nuovamente tutte le persone intervenute, ora io darò chiusura del Consiglio, ma vi chiedo comunque un attimo, soprattutto ai ragazzi e alle ragazze, di di rimanere che vi verrà consegnata appunto il diario di Italo Genoni. Il libro dicevo appunto grazie nuovamente a tutte le persone che sono intervenute ai consiglieri e alle consigliere e soprattutto, però, grazie, davvero va ai ragazzi, quindi ad Alessia, Samuele, a Livia, ad Alessia Giuseppe a Greta, a Niccolò a Ginevra, a Irene, a Giovanni, a Tommaso e a Margherita e a tutte le persone che nei loro interventi ci hanno proprio regalato e condiviso così generosamente il questi ricordi e questa restituzione, così intima delle proprie anche emozioni, quindi davvero un grazie, dunque.
Dunque do chiusura del Consiglio comunale alle ore 18:12 e il Sindaco era vi consegnerà la coppia di nuovo buona serata a tutti e tutte.
