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CC Porto Torres 28.04.2026
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Vi chiedo cortesemente di prendere posto.
Attivare la presenza con il badge.
Chiedo cortesemente ai Consiglieri di attivare la presenza con il badge non era tale che.
Chiedo cortesemente al Segretario Generale di fare l'appello.
Buongiorno a tutti, Mulas, Massimo Satta, Salvatore Francesco.
Va su Michele presente, Bruzzi Quirico consente cavità Antonio assente, Cermelli, Ivan, assente, Conticelli, Paola assente De sia Annalisa presente Frassetto Anna Laura, Presidente, Gasbarra iuris, assente Ligas, Costantino assente, Madeddu Giampiero presente manca Giovanna.
Presente.
Mura Gaetano, assente urge. Antonello presente Pintus Claudia presente, Pusceddu, Sabrina presente lui Gavino gente San Gavino, Presidente sa, su Sebastiano presente, Spanu Bastianino assente.
Allora 4 13 presenti 8 assenti.
Sono 13 presenti e 8 gli assenti è assente, giustificato, il Consigliere cavità mia ha mandato una giustificazione, dichiaro sono le 9:16 minuti, dichiaro pertanto la seduta è aperta.
Mi alzo in piedi perché ritengo che sia importante dire questa cosa in piedi noi oggi iniziamo questa giornata, questo Consiglio comunale che è stato appositamente convocato in questo giorno, perché oggi è, sa diede Sardegna, cioè è il giorno della Sardegna è un evento che riporta alla memoria un'interruzione di in tutta l'isola che fu nominata poi denominata dagli storici i vespri sardi avvenuta a nel e il 28 aprile 1794.
Il Consiglio regionale, il nostro Consiglio regionale della Regione autonoma Sardegna, con la legge 14 settembre 1993 numero 44 ha proclamato la giornata di oggi, cioè il 28 aprile, come giornata di festività, per ricordare i fatti accaduti denominandola giornata del popolo sardo.
La storia ci insegna che le ragioni dell'insurrezione popolare furono di ordine politico ed economico, insieme dettate, soprattutto l'impedimento di fare esercitare sardi la propria autodeterminazione, una parola con un significato importante, perché si tratta dell'atto con cui i cittadini stabiliscono, nel rispetto dei principi legislativi, l'espressione positiva della libertà.
La rivolta si scatenò dopo l'ennesimo rifiuto del Governo Sabaudo di consentire ai maggiorenti sardi di accedere alle cariche pubbliche e amministrative, il diniego provocò la sollevazione del popolo sardo, in seno al quale serpeggiava il malcontento nei confronti dell'amministrazione sabauda, prevaricatrice nei confronti delle peculiarità delle legittime aspirazioni e richiesta della popolazione dell'isola.
Occorre evidenziare che l'anno precedente, infatti, nel 1.794 grazie soprattutto ai sardi, che opposero strenua resistenza, fu sventata una manovra di invasione dell'isola da parte dei francesi che tentarono di impadronisse della Sardegna, il piano francese fa lì, grazie al prezioso e decisivo contributo dei notabili e dei volontari sardi che organizzano una strenua resistenza armata sia a causa della scarsa conoscenza del territorio che per l'efficace opposizione dei sardi il piano di occupazione militare fa lì,
Questo era una delle prime esperienze militari di Napoleone buona parte, che poi è diventato ciò che è diventato e voi conoscete tutti.
Dopo tale dimostrazione di valore di fedeltà alla corona piemontese, l'opinione pubblica isolana si aspettava per saldare il debito di riconoscenza, di ottenere l'accesso anche ai sardi, agli impieghi civili e militari e di avere una maggiore autonomia locale.
All'ennesimo e categorico rifiuto del governo piemontese di accogliere qualsivoglia richiesta in seguito all'ennesima ingiustizia, il partito patriottico, la borghesia cagliaritana e il popolo reagirono con una sollevazione civica.
Dal contesto generale emerge una figura che assumono un ruolo importante nel contesto della sarda rivoluzione, quella di Giovanni Maria Angioy, noi abbiamo come ospiti oggi due persone insomma importanti, che si sono occupate della Santa rivoluzione, è della figura del de di di Angioy, abbiamo qui Vindice Lecis e la dottoressa Masia Urgu 15 Lecis, sapete, giornalista saggista, scrittore, ha scritto diversi romanzi sulla storia della Sardegna in particolare.
Sulla sarda rivoluzione e la dottoressa Daniela Masia, ovunque invece rappresenta l'Istituto Bellini, che con il Comune di Porto Torres e altri Comuni della Sardegna ha condiviso un importante progetto che riguarda la figura di Giovanni Maria Angioy.
E ci spiegherà dopo questo progetto, lascio la parola adesso, la di apertura alla Vindice Lecis, che farà un riassunto di quelle di quel momento storico molto particolare grazie.
Non ci vado.
Bongiorno devo ringraziare anzitutto la presidente del consiglio comunale, tutta l'Amministrazione, tutti i Consiglieri per questa. Per questo invito e perché mi stati, ospitando qui a parlare, seppur brevemente, della cosiddetta sarda rivoluzione, anche perché oggi è una data che progressivamente si sta caricando, per fortuna, di significati anche un po' diversi rispetto alla a quando viene fatta la legge istitutiva per uno di quei segni del destino. Uno snodo della storia che stiamo ricordando ha per epicentro proprio a Porto Torres e il luogo dal quale Giovanni Maria Angioy sconfitto a Oristano e tradito dai moderati del movimento. Come Franco lo ha chiamato patriottico democratico, vale a dire Pintor Sirigu Cabras Musso, si Stearns. Dovremmo conoscerli questi nomi, nel bene e nel male, parte per l'esilio dal quale mai tornerà. È la sera del 16 giugno 1796, quando l'ex Alter Nos Angioi si imbarca sulla feluca del Patrone napoletano, Tramma insieme a un pugno di fedelissimi tra i quali Gioachino Mundula e il figlio Giuseppe i fratelli Francesco e Salvatore Muroni, Cosima O'Leary Petretto, il notaio Petretto con i tre figli, l'avvocato Gavino, Fadda e altri un approdo in Corsica, poi a Capraia, infine l'arrivo a Genova.
La Sardegna care che che Sardegna c'era in quel periodo, in quel momento immaginiamo che nel 1.782, noi che oggi ci lamentiamo dello spopolamento civile debbano 436.000 persone, 18 per chilometro quadrato Cagliari aveva 18.800 abitanti e Sassari ne aveva 16.005 circa a Porto Torres nel 1.821 ne risultavano 600 di abitanti cresciuti a 1.003 nel 1.838,
Una dozzina d'anni dopo, però, e questo è un primo elemento per capire perché la scintilla, perché le il fuoco covava una dozzina d'anni dopo, nel pieno del fermento che noi oggi chiamiamo appunto, sarda rivoluzione ci fu il crollo degli abitanti, solo 344.000 nel 1.795 hanno di devastante carestia e addirittura 330.000 l'anno seguente, sparsi in 369 città e villaggi più o meno la situazione attuale, dunque, nel giro di una dozzina d'anni, 100.000 abitanti spariti e non perché fossero immigrati, ma perché erano morti uccisi da malattie, carestie, povertà, tassazione e da una enorme mortalità infantile, mancavano le strade in Sardegna.
Mancavano i ponti, sono piccoli i dati che vengono dati la, la Sardegna era come un triangolo la cui base era data dagli Zappatori o braccianti che erano circa nel momento massimo, nel 1.798 circa 40.000 con paghe misere, come vivevano i sardi. Cito solo piccoli esempi per capire la temperie del periodo. La casa dei poveri, quando non era una grotta e ce n'erano tante, era costituita da una stanza a pianterreno, bassa e stretta. Ci racconta un libro edito nel 1.821 nel 1.812, quasi sempre senza altri aperture oltre l'ingresso. In molte zone i muri erano di paglia e fango, al massimo, con una finestra senza vetri, il pavimento in terra battuta al centro, un focolare e le pareti intonacate d'argilla in un angolo la macchina di Molino del piccolo mulino dove girava un asinello che pure abitava tra quella stanza e alla strada.
Quel testo del 1.812 ci racconta come nell'unica stanza ci fosse un gran letto tra virgolette, composto di un banco di legno con un asse sopra e un largo Matera su durissimo e una coperta, lo usavano marito e moglie e i figli dormivano per terra su delle stuoie. A proposito di elementi educativi, queste erano le condizioni generali della parte più povera della popolazione, i braccianti stimati, come dicevo, in 40.000 alla fine del secolo, che erano pagati 10 soldi e aggiornata, e non per tutto l'Arno, per capirne il valore di questo paga bassissima. Pensiamo che uno stallo di grano costava dai 60 ai 70 soldi bastante una settimana per una famiglia media. Facciamo un breve calcolo, uno Zappatore guadagnava solo ed esclusivamente per comprarsi il pane e basta. Il problema vero era rappresentato dal sistema economico vigente in Sardegna da oltre quattro secoli, cioè il feudalesimo dai famelici predatori catalani del primo 300, che erano arrivati qui in Sardegna, invadendo la con l'aiuto dei sardi sino ad altrettanto voraci sardi della fine del 700 che avevano acquistato i vari feudi. La situazione era odio, oppressione e di miseria, letteralmente anzitutto per i gravi tributi che pesavano sulla gran massa dei vassalli, con poche eccezioni, il feudatario, il feudatario non solo riscuoteva tributi e che tributi, ma anche esercitava un potere giurisdizionale sulle persone e sui beni del Vassallo e non investiva per aratri o altri utensili. Niente incassava e basta. I tributi erano talmente numerosi che, oltre al gravoso, gli auguro di Corte il grano di corte e un tributo reale con già dentro le quote per il feudatario. L'elenco è lungo, cito solo solo a titolo d'esempio il declino dei Ghino dovuto dai pastori, vale a dire un capo di pecore o capre per ogni 10, il toro per ogni mandria di vacche, un maiale grande, il povero Vassallo, doveva il feudatario, il diritto di feudo, il diritto di franchigia, l'esenzione dei servizi domenicali, cioè al signore, il diritto di vino di del vino e quello del formaggio del salnitro del carbone. Guardate che tassazione ce ne altre, senza scordare anche la X per le chiese si ricorda un parroco di Bitti che ne aveva imposto una persino sulle cipolle, il duca dell'Asinara.
Era il più protervo dei grandi feudatari sardi, Antonio, Manca e fu celebre per molti motivi e nessuno di questi con grande vanto aveva persino inventato un tributo preventivo imposto ai vassalli di Monte Maggiore era il marchesato di Thiesi Cheremule e Bessude, chiamato so su Peddle adesso Ossory case gli imbuti del topo, vale a dire gli imbuti erano un'unità di misura, vale a dire due imbuti di grano. Per ogni staremmo ho pagato come grano di corte per ricompensare il feudatario per la parte mangiata dei topi, che ancora però non lo avevano mangiato quindi un tributo preventivo, un tributo complessivo generale che comunque tutti i feudatari chiedevano su seminato, non sul raccolto, che non teneva bene e non teneva in nessun conto delle gelate della siccità. Quindi, immaginate la situazione in questo contesto e andiamo avanti rapidamente. Si inseriscono i grandi, i grandi avvenimenti che noi oggi, di fatto, di fatto, stiamo ricordando. L'arrivo di una flotta francese che il Presidente del Consiglio comunale ha appena ricordato dicembre 92 e 93 molte volte. C'è da chiedersi se noi abbiamo fatto bene a resistere ai francesi o se invece avremmo fatto bene ad accettarle e a discutere, ma è una battuta, naturalmente, comunque, la cosa curiosa di quel periodo è questo che questi arrivano in nome degli ideali della Rivoluzione francese. In realtà era.
Una conquista.
I serbi. Di ogni condizione però si uniscono cioè i braccianti poveri di cui abbiamo descritto adesso la vita, l'esistenza si mettono insieme ai nobili e feudatari, all'alto, all'alto clero, sotto la direzione di parole d'ordine apparentemente nazionaliste, comunque di difesa della Chiesa, eccetera. In realtà, erano ferocemente anti giacobine, i feudatari volevano difendere la roba, minacciata da questo vento francese che era fortissimo, respinti francesi. Come il presidente ha ricordato, l'obiettivo era quello di poter avere modeste concessioni, che non ci furono, cioè dalla tavola. Non so un cadute delle briciole, niente la rivolta anti piemontese, secondo elemento del 28 aprile 1794 che noi stiamo ricordando con la cacciata del viceré, dei suoi, con il potere degli Stamenti, cioè i Parlamenti che si erano autoconvocati perché i Savoia, a differenza degli spagnoli, consentivano al ai sardi di autoconvocarsi in quei loro Parlamenti 10 anni per chiedere il Donativo, i piemontesi lo cancellano, fanno finta di niente, non è stata un'esperienza, diciamo così mirabile. È molto presente, insieme alla reale udienza reale udienza, che era i magistrati di cui Angioi diviene il pilastro. Teniamo conto che i sardi cacciano i piemontesi, il viceré Balbiano e tutti i funzionari circa 500 persone che vengono imbarcate, una dietro l'altra, famiglie intere su sette od otto vascelli noleggiati per per il caso, ma teniamo conto che a settembre già avevamo un nuovo viceré e avevamo già tutti i funzionari piemontesi ai loro posti.
Gli episodi degli omicidi dell'estate del 95, su cui non mi soffermo lo storico, ma hanno il padre della storiografia sarda, ne attribuisce al povero Giovanni Maria Angioy, la paternità, ma è una cosa assolutamente non provata la crescita, appunto, del Pri, del prestigio di Giovanni Maria Angioy a Cagliari, alla guida di un movimento composito, non solo una guida ma insieme ad altri patriottico democratico, chiamiamolo così di cui faranno parte molte componenti e Cagliari la presenza di addirittura cinque club giacobini legati.
Alcuni di questi a piccoli gruppi di massoneria locale, ma a Sassari invece un'altra caratteristica, invece, un gruppo di repubblicani guidati dall'avvocato Mundula, la partenza di Angioi per Sassari, nel 96, come Alter Nos, questi sono i grandi avvenimenti.
Dell'fino al 96, prima appunto della parte dell'esilio. Questo è il punto di snodo quando Enjoy viene a Sassari che accresce, rafforza dove Angioi a crescere e rafforza le proprie convinzioni, cioè la convinzione principale che il sistema feudale debba essere riformato profondamente un piccolo elemento, la cacciata dei piemontesi, quella che noi stiamo festeggiando oggi non mette assolutamente in discussione l'impianto feudale, non mette in discussione l'istituto monarchico, assolutamente è solo una rivolta alle prepotenze e adesso vedremo anche con qualche piccolo esempio curioso.
Ecco perché, poi, Angioy, dopo l'esperienza di Alter Nos, viene fermato a Oristano nella sua marcia verso Cagliari perché stava mettendo in discussione l'ordinamento secolare, lo stretto legame tra la monarchia sabauda tra le più retrive del continente europeo e il feudalesimo. Naturalmente, dopo la partenza di Angioi la situazione si trasforma la reazione trionfante non accontentandosi di aver vinto, vuole stravincere. Ricordo allora cosa successe dopo poche cose l'assalto a Bono, il paese natale di Angioy dell'estate del 96, con la devastazione del villaggio, persino bombardato l'avvio di una repressione sistematica che porterà a circa un centinaio di inquisiti. Esecuzioni capitali, esecuzioni si badi bene con irrituali terrificanti, degli squartamenti, dell'esposizione dei cadaveri, del bruciamento e spargimento delle ceneri, così tra i primi vengono impiccati a Sassari dal famigerato giudice Valentino sardo come noi, e come le sue vittime di tempio Giuseppe Valentino vengono impiccati, Gavino, Fadda. Vincenzo Petretto, Antonio Maria Carta, Antonio Maria IAS, Filippo Scerra, Salvatore questa Gasparini, Giovanni De Villa, ma se ne ma ne seguiranno degli altri. Secondo punto, la persistenza però, nonostante la repressione di un tessuto rivoluzionario mai domo. Teniamo conto che stiamo parlando del 1.796 difficoltà di comunicazione e difficoltà di propaganda, difficoltà di tutti i generi, sostenuta questo tessuto dai sardi in Corsica, in terraferma e che opera in clandestinità nell'isola da ricordare tra i più importanti Cosimo a O'Leary, personaggio apparentemente minore, ma invece è uomo di mano della Serbia, rivoluzione un sasso, un algherese che però viveva a Sassari il parroco di semestre, ne Francesco Muroni il basso clero ebbe un ruolo fondamentale nella sanità, rivoluzione.
Il notaio Petretto con i figli. E poi il cognato di Angioi di Bono Felice Mulas rubata, che fece addirittura evadere da Casale Monferrato proprio Giovanni Maria Angioy, travestendosi da ufficiale della sanità francese, è anche una donna Marianna Serra. Ritiri una nobile, ma che fa una scelta precisa, insieme al marito di aiutare Angioy e di sostenere la Sarda Rivoluzione, diciamo così, molti antifeudale anche dopo la partenza di Angioi, e verrà per questo anche arrestata.
Non solo la repressione non ferma questa attività clandestina, ma ci sono nuove rivolte, c'è un tale nuovo assalto a Sassari nel settembre del 96, le rivolte di ossidi Tissi di Usini di Osilo, il disperato peregrinare degli esuli sardi per chiedere a Napoleone di organizzare una spedizione armata da da ŠENT scendere, come si diceva la discesa in Sardegna, la presenza della corte sabauda, che in Sardegna arriva nel 99, una piccola corte di cavallette voraci, per cui addirittura la Sardegna deciderà un nuovo Donativo alla Corte altissimo, tassando ulteriormente i poveri vassalli la missione lunga e dolorosa di Gioachino Mundula a Parigi sino alla morte. La permanenza di Angioi a Parigi, sempre più inascoltato, è sempre meno sostenuto dai francesi se non dai pochi esuli sardi. La rivolta finale di Santu Lussurgiu è di tesi nel 1.800, sino al fallimento nel sangue del tentativo di sollevare le popolazioni della Gallura organizzata dal parroco di Torralba Sanna Corda un vero prete rivoluzionario che muore fucile in pugno, parroco di Torralba e da Francesco Cilloco tra gli ultimi martiri. 1.802 considerazioni finali. Il 28 aprile noi festeggiamo questa cacciata dei piemontesi, l'abbiamo detto e piemontesi in effetti erano detestati. Sembra che tra i funzionari che circondava nel viceré circolassero queste rime tiri. Li tiri lì crepi. Noi sardi noi piemontesi restiamo qui tiri la tiri la crepi, noi sardi noi piemontesi restiamo qua questi non è una tradizione orale. Questi è una nota all'interno della delle prove che l'asse lar la Reale udienza raccoglie per rinviare R. Per scusarsi di questa rivolta, però io dico e lo dico senza naturalmente polemica, ma solo per approfondire dovrebbero essere ricordate con altrettanta solennità perché altre date il 28 aprile non intacca le basi dell'oppressione del popolo sardo. Mi riferisco quindi alle date del 24 novembre del 95 e del 17 maggio 96, che cosa accadde a il 24 novembre del 95 a Thiesi i rappresentanti di Thiesi Bessude Cheremule 313 persone.
Che costituivano il marchesato di Monte Maggiore davanti a un notaio firmavano un atto pubblico, e questo è il dato rivoluzionario della Sardegna, in cui giuravano di non riconoscere più alcun feudatario. Se parliamo di sanità, rivoluzione, questo è una un atto rivoluzionario e questo è un atto rivoluzionario, anche perché nel frattempo i Tesini radono al suolo il palazzo baronale Del Duca appunto dell'Asinara e così seguiti dai vassalli di Sorso e da quelli di Ittiri.
Un atto rivoluzionario, un fatto strepitoso, come scriveva il democratico Giornale di Sardegna, il primo giornale sardo che durerà pochi mesi, organo degli Stamenti, cioè del Parlamento.
Con il quale scrive Girolamo, sorge uno storico molto importante che ha ridato nuova luce agli studi e all'interpretazione della terza rivoluzione. Il movimento contadino assumeva definitivamente una nuova connotazione, quindi non più solo Rivoltini per il pane, per no, qualcosa di più profondo, di più politico, poco più di un mese dopo, lo cito solo perché spesso è dimenticato. Migliaia di donne e di uomini, guidati dagli Angioini, Cilloccu e Mundula, prendevano d'assalto Sassari, è diventata per breve tempo il centro della reazione feudale e la conquistavano, arrestando il governatore Santuccio e l'arcivescovo della torre arrestavano, cioè in un altro atto di enorme valore rivoluzionario e mentre a fine febbraio, Giovanni Maria Angioy, col titolo di Alter Nos, entrava a Sassari e per quattro mesi alla guida del capo di sopra metteva in atto una sorta di governo democratico e progressista per tutta una serie di scelte. Altri villaggi rifiutavano in modo esplicito il feudalesimo, pur dichiarandosi pronti a pagare il riscatto. Cito solo il 17 marzo 96 consigli comunicativi di tipi ed Yuri, con i 800 persone circa giuravano di non riconoscere più alcun feudatario e avevano persino abbattuto il palazzo baronale. Il 27 marzo toccava chiesi a Bessude Cheremule, il 28 marzo, Bonnanaro il 29 asili, quel tranquilla Bonorva e così via. Atti di sfida non solo è feudatari, ma anche alla rappresentanza per 100 degli Stamenti. Mi avvio a chiudere, come si legge in un pamphlet anonimo, forse scritto da Gioachino Mundula ed all'uso Urgese Michele Obino, perché anche allora si usavano i volantini solo che erano scritti a mano ed erano ricopiati intitolato l'Achille della sarda liberazione, guardate alla modernità, bisognava esigere apro le virgolette, l'abolizione perfetta della tirannia e dunque del feudalesimo. Di conseguenza, guerra aperta anche ai piemontesi che trattavano la Sardegna, apro le virgolette come una colonia americana ed era un po' la mia impostazione che avevano anche gli spagnoli quando parlavano della Sardegna come India sarde esca parole di enorme modernità frutto anche del clima creato in Europa dalla Rivoluzione francese, un periodo che deve essere studiato e approfondito, senza retorica o intenti propagandistici di bottega per farlo diventare autentico patrimonio di tutti senza le angustie localistiche, sarda, rivoluzione, SIM allegata al mondo, se proprio dobbiamo condensare in una frase finale che cosa sia stata quella esperienza rivoluzionaria dagli aspetti variegati, segnati per la prima volta dall'alleanza tra la borghesia intellettuale, il basso clero, il mondo delle campagne.
Fu che venne messo in discussione nel profondo il diritto del re a comandare e l'obbligo dei sudditi a obbedire. Vi ringrazio.
Io ringrazio sinceramente, quindi c'è.
Soprattutto per il fatto che ha dato un'immagine di quella che era la Sardegna, ma Sardegna, povera, versata soprattutto da tasse e soprattutto dalla impossibilità, insomma, di far valere le proprie ragioni. Esisteva una Sardegna ricca e opulenta, che imponeva tasse, balzelli e poi esisteva una Sardegna invece è povera che sopravviveva a tutto questo genere di cose ecco la motivazione per la quale,
Alcune volte alla rivoluzione davvero partono partono dal basso e attecchiscono, purtroppo non è, non è finita, come si sperava a pagarne, insomma, alle spese. Ho visto l'elenco lungo son stati i vari rivoluzionari, tra i quali Giovanni Maria Angioy, e per questo ci parlerà di Giovanni Maria Angioy, ma soprattutto del progetto che stiamo portando avanti,
L'istituto.
Bellieni passo la parola alla dottoressa Daniela Masia Urgu, prego, dottoressa e già sì spetti spetti.
Sono molto onorata di poter essere qui in questa giornata. È sempre significativo e, come diceva il dottor Lecis, gli eventi che si collegano a questa giornata stanno crescendo sempre di più in maniera esponenziale. È vero, ed è molto importante che l'analisi di questo percorso non sia esclusivamente concentrato all'atto della giornata del 28 aprile 1794, che nel suo clamore sicuramente ha rappresentato un impeto e una capacità di ribellione inaudita inaspettata e inattesa. Ma i fatti del 28 aprile, come ci diceva il dottor Lecce, si chiudono puoi poche settimane dopo perché tutto lo scenario che deve essere indagato riguarda anche le pretese locali delle aristocrazie locali, delle borghesie locali, di coloro che si volevano liberarsi del tiranno sabaudo, però non volevano neanche essere privati dei propri privilegi. Dobbiamo tenere in conto un po' tutto un quadro molto ben dettagliato. La figura di Giovanni Maria Angioy, parte verso Sassari, non parte, con l'intento di assecondare.
Rivolte popolari, parte inviato, come Alter Nos parte, per sedare e per tranquillizzare i feudatari che, nel sassarese, temevano che proprio il loro privilegi potessero a un certo punto essere messi in discussione.
La costruzione e quindi della figura di Angioy è significativa perché si costruisce nel tempo e a seconda assume in sé istanze che non erano ben delineate fin dal principio della sua missione verso il sassarese. La Reale udienza era un organismo molto importante. Cosa abbiamo fatto.
Noi come Istituto Bellini nel 2017 una volontà di ricerca portata nel tempo dal professor Pinna, il fondatore, è venuto a mancare nel due nel 2022, è sempre attorno alla figura di Giovanni Maria Angioy lo ha accompagnato nel tempo, professor Pinna era di Bono. Peraltro, quindi, tutte le vicende che riguardavano il bombardamento, la difesa dei Bonesi, una situazione molto interessante, andate d'estate a vivere la ricostruzione di questo momento a Bono, quando nel mese di agosto mi pare e lo ha portato ad indagare sempre di più.
Che cosa c'era dietro non solo la figura, ma dietro questa spinta rivoluzionaria? Anche questa inedita per la Sardegna del tempo, il risultato di tanta vessazione di tante carestia esasperata richiesta di tasse che da tutte le parti soffocavano la vita anche semplice delle persone, è, come è stato sottolineato, la grande risposta dal basso l'unione di un tessuto che si è rivoltato contro una forma di sopruso che era secolare secolare sopruso su socchiuso perché sotto la dominazione spagnola alcune violazioni non erano state così eccessive. In fondo, gli spagnoli sapevano ciò che volevano, condividevano alcune cose col popolo sardo, avevano garantito che il feudalesimo rimanesse per tempo imperituro. Come sapete, verrà a scomparire, poi soltanto una delle poche realtà europee.
Nel nel dalla fine del 1.700 nella prima metà dell'800. Insomma, ne abbiamo avuto per del tempo, quindi l'idea di professor Pinna era quella di cercare di capire, ma che cos'è che ha mosso e Tamurri Gado diceva lui, che cosa ha mosso tutte queste persone a rivoltasse a parte il dato e immediato della povertà e delle vessazioni, quindi l'idea di scoprire paese per paese, tutto il percorso che ha caratterizzato la sarta rivoluzioni, o meglio il processo di rivolta che dall'arrivo di Angioi poi si instaura in questa fase saliente. Siamo nel 1.796, quindi dopo i fatti del 1.793 la cacciata dei francesi perché li abbiamo cacciati perché sardi più che altri erano legati a un'idea di.
Di statualità chiamiamola così, che era un un un risultato anche precedente, legato alle situazioni di Governo precedente che ha sempre caratterizzato un po' la Sardegna, nonostante le vessazioni e le dominazioni, quindi l'idea era quello di salvare da un'invasione la propria patria e quindi di rivendicare poi come poteva essere corretto fare,
Ai ai piemontesi ai sabaudi, un qualcosa che fosse di ridisciplina del governo delle città, del governo della Sardegna, cosa che non venne accolta, anzi, vi furono delle umiliazioni, si idea di si diede soltanto qualche denaro, un'elemosina, no, come dire, accontentatevi di questo tanto siete quelli come ci è stato descritto, siete un luogo da predare, non siete nulla di di più, quindi la rivoluzione si costruisce quando ritornano, da da Torino, gli inviati, a richiedere queste queste realtà, queste a pretendere, insomma, questo riconoscimento innescano questo movimento di rivoluzione che poi si concretizzerà sì, il 28 aprile, ma solo per un fatto coincidente. In realtà, la vera rivoluzione si sarebbe dovuta compiere il giorno di Sant'Efisio Liberatore.
Accordando insomma alla figura di Sant'Efisio tutte quelle liberazioni che, come ricordiamo, la storia della Sardegna, gli gli attribuisce quindi a causa di qualche espiata che venne fatta, insomma, avete messa in difficoltà la realizzazione del giorno per cui senza perdersi d'animo organizzano lo scoppiato del 28 aprile con tutti i fatti che immagino conosciate che riguardano quella giornata così interessante.
Quindi non so se si possa fare accesso al a sito.
Tecnico, però, se voi potete entrare sul vostro telefonino qui a Porto Torres, abbiamo portato già una di queste targhe, troverete in un sito dedicato che si chiama in sono Logos di Angioy o dentro il sito dell'Istituto Bellieni o direttamente in questo in questo sito le tappe che abbiamo esplorato le abbiamo esplorato sotto diverse figure, un archivista storico, un'archeologa, professor PIN, uno storico, Antonello Nasone del nostro istituto, raccontando e regalando ad ogni posto tutto ciò che quelle fasi concitate avevano rappresentate alcune con intensità molto importante, Semestene.
Chiesi ossi tutta una parte lì molto concentrata, Ittiri, che ha visto proprio l'esplosione di questo, di questo accordo fino a arrivare alla parte di Macomer e così via, ogni tappa è descritta con l'idea di raccontare non l'enfatizzazione del fatto in sé stesso ma di farne quello che è stato definito un percorso di storia identitaria dove per ristori identitaria, viene sottolineata la modalità di appartenenza alla ricerca e al riconoscimento di noi stessi dentro i nostri tessuti territoriali con le loro complessità del tempo, ma anche con la indagine di questa capacità di rivolta che si è legata a tutti gli organi e che deve un grande tributo alle fasce notarili.
Non di alto livello di li vede, o meglio alle fasce clericali che hanno dato una grande mano grazie alla loro istruzione, attenzione perché per scrivere gli atti di eliminazione del di cancellazione del feudalesimo in alcuni e in alcuni territori c'era bisogno anche di chi sapesse scrivere, quindi notai e quindi sacerdoti, oltre che la parte armata, insomma della della popolazione, quindi poter scoprire tappa dopo tappa. Il sito è scritto in tre lingue in Sardegna, italiano e in inglese. E che cosa è accaduto? L'idea della professor piena diceva? Mi piacerebbe che tutti i Comuni interessati facessero un grande consorzio di politica identitaria, ma non di politica di partito, proprio di valorizzazione della propria identità che non il senso della della bandiera, giusto per dire, siamo qui il 28 aprile a celebrare questa grande capacità che abbiamo avuto perché quel fatto, allora la storia, poi la scrive, come sappiamo sempre chi vince, noi dobbiamo essere capaci di studiare la storia proprio attraverso i fatti micro, che però ne sono il grande spessore. La grande profondità, come questo grande percorso ci ha raccontato, quindi la figura di Angioy è stata l'occasione per sdoganare tutta una serie di realtà, ma anche di capacità che le persone hanno messo in campo. Figure femminili di vario tipo è stato molto interessante. Noi, ogniqualvolta abbiamo esplorato una tappa, abbiamo avuto da parte della partecipazione delle persone, ma l'entusiasmo di scoprire cose che non si erano mai sapute e quindi sapere come è andato Angioy con i suoi soldati a pranzo di chi che cosa concertato a casa di come si sono svolti i fatti e i passi dopo passo e anche la realizzazione del tradimento. Che attenzione arriva ad Oristano Angioi, ma è già stato tradito quando arriva ad Oristano, dovrà scappare, tornerà indietro e per scappare e, come sapete, si recherà proprio in questa città già dichiarata da Carlo terzo, un porto, un posto importantissimo e quindi la possibilità di accedere immediatamente ad un'altra, ad un'altra Nazione, ad un altro Stato. Lasciamo stare tutti i canti rivoluzionari, queste cose di questo tipo, però vi invito a verificare, la natura di questo sito troverete quindi sia la scoperta.
Le scoperte archeologiche puoi dirette, ma non ci deve dire nulla a nessuno. Però, se io sono di Macomer e voglio sapere cosa è successo a Porto Torres, cosa è successo a Santa Teresa di Gallura o se Semestene clicco in ciascuna delle finestre e ossia la storia dei fatti, sia la descrizione delle degli elementi archeologici, di più rilievo dei posti che ho incontrato e sia anche il significato di questo grande percorso con alcune ipotesi, qualche aneddoto che certamente non manca e tutto questo è stato poi.
Riprodotto in delle targhe tematiche e che presentano un QR Cordo che verranno, non so se qua siano già state affisse affisse è semplicemente col inquadrando o entrambe in questa maniera oppure inquadrando il QR Code, il turista, il cittadino normale entra dentro una dimensione storica raccontata attraverso la descrizione dei posti che l'hanno vissuta e attraverso quindi tutti i riferimenti bibliografici storici.
Le fonti che sono state utilizzate per poterla rendere pubblica semplice e chiara per tutti e questo è stato un modo molto diretto di conoscere questa questa vicenda, perché la storia, insomma, l'impegno anche di studiare la storia con senso critico e un impegno no, qualcosa che ci deve liberare dalle possibile diciamo interpretazioni di chi i fatti storici racconta perché,
L'interprete del fatto storico è esso stesso un interprete e spesso deve rivolgersi a indicazioni che altri danno, quindi perché si fa di tappa in tappa perché di tappa in tappa, le mura, le case, le chiese e i segni delle delle delle lotte raccontano praticamente il passaggio di questo percorso.
La la nascita, la parte più importante è anche quello che sarà e suo declino, l'ultima tappa, l'abbiamo fatta nel 2023 ad Oristano e anche Oristano fra poco AFIS affliggerà le proprie targhe in un congiungimento, diciamo, un ripercorre rimento di tutto questo percorso iniziato nel 2017 è ancora in fase di definizione vi ringrazio.
Grazie grazie, dottoressa lascio, questi erano seduta questa fase innanzitutto aperta, per cui lascio la parola ai Consiglieri se hanno necessità, insomma, di fare delle domande o fare insomma un intervento su questo sa di essere Sardegna.
Faccio io una domanda, se mi permettete, allora.
Il 28 aprile.
1.794 ben incuriosito il fatto che è stato definito sa diede già Ciappa, in pratica cosa è successo.
Ras risponde pochi secondi.
Sfruttando l'arresto di di due avvocati cagliaritani nel quartiere di Stampace in una situazione già di forte tensione perché i Parlamenti si erano autoconvocati già da un anno circa, da quando i francesi avevano fatto vedere le loro navi la loro potente flotta mediterranea, davanti a Cagliari l'hanno anche bombardata e c'è stato un tentativo di invasione respinto, quindi parla male, c'era una situazione di diarchia a Cagliari, in Sardegna, da una parte c'era il vicerè con tutta la sua corte, dall'altra c'erano questi stamenti è, come è stato ricordato, la Reale udienza, appunto dove c'era Angioy.
Sfruttando questa tensione, e questo arresto è stata la causa scatenante per cui contro questo arresto si sono è insorto proprio il popolo cagliaritano è partito da Stampace quartiere che conosciamo tutti per svilupparsi poi nella Marina e a Villanova,
Questa rivolta di Sadie come noi oggi la chiamiamo del Giorno del della Chiappo e altre cose mitologiche che sono state portate avanti è durata nemmeno una giornata, praticamente un migliaio di soldati piemontesi e di mercenari svizzeri e tedeschi hanno combattuto, c'è stato diverse vittime ma molti si sono arresi è durata una giornata praticamente la grande capacità di reazione dei piemontesi è stata è stata vana e da allora è iniziato una sorta di piccolo autogoverno.
Degli Stamenti della Reale udienza del popolo sardo. Ecco un po' la sostanza di questa di questa giornata, ecco poi piemontese sono stati mandati via poi sono Orietta Nadia, eccetera, eccetera. Ci sono stati una serie di episodi curiosissimi perché non era organizzato, per cui hanno dovuto noleggiare le navi per mandare a casa questi signori che non erano erano più di 500.
Hanno dovuto studiare dove mettere tutti i prigionieri.
Curiosamente, hanno dovuto lavorare per l'approvvigionamento, hanno preso proprio il potere per pochi giorni, però, e chiudo nessuno metteva in discussione il potere reale e il potere della corona, il potere della monarchia, non c'era un'altra prospettiva a Sassari, questa cosa verrà messa in discussione qualche anno dopo e dallo stesso Angioi che diventerà di fatto un fervente repubblicano solo nel 1.799 quando è già in esilio.
In quel caso, a Parigi, con famoso il famoso i famosi, diciamo i memoriali al direttorio di Parigi, che però non l'ho preso in considerazione.
Grazie, quindi c'è una domanda alla dottoressa Masia.
Se ci può parlare brevemente, insomma, di questo esilio di parigino, insomma, che cosa è se ci sono, se comunque ci sono stati contatti nel frattempo con la Sardegna spetti e che gli do?
Ecco, beh, sì, l'esilio.
L'esilio è sempre una cosa drammatica, perché rappresenta l'isolamento, fondamentalmente, ma ferme il fermento, no, non era terminato perché questa trasformazione, questa?
Reinventò reinvenzione, magari è anche un'esplorazione di sé che lo ha portato a sposare le tesi repubblicane lo hanno tenuto in qualche contatto anche con con coloro che alimentavano la rivoluzione in Sardegna fino poi alla sua morte, qualche contatto c'è sempre stato costruito.
Cercato non ci sono tantissimi elementi, però, fino alla fine della sua esistenza.
Da fervente sostenitore dell'area le udienze e quindi della figura.
Re sabaudo in Sardegna.
A diventare uno dei più ferventi sostenitori.
Dell'idea di di autogoverno, quindi, o meglio dell'idea di sposare tesi che fossero contrarie a quelle della tirannia, in buon soldato è stato un percorso anche personale, è molto forte e molto significativo, quindi questa sua dedizione è stata anche e contagiosa ci è stato raccontato come però la repressione è stata molto feroce, i canti popolari, insomma tutte queste vicende che anche raccontano in qualche maniera la storia di questo di questo che è un eroe involontario del di tutto questo percorso.
E diventa un eroe involontario, ma è soprattutto la rappresentazione di come si può fare un passo indietro rispetto alle posizioni che si sono verificate. Lui che era così alto, non aveva necessità personali di fare questo, capisce tutta una cosa, ecco, questa è la la soglia su cui indagare questo grande personaggio compreso.
Il grande fervore, che che lascia la grande sensazione di solitudine e di abbandono, che però ha seguito a una grande azione che questo noi lo dobbiamo tenere in considerazione, perché accade sempre si diventa eroi.
E dietro una forma di eroismo, c'è anche tanta 100 ostacolo 80 rivolta a chi comprende che qualcosa possa essere fatto in un determinato modo. Grazie, grazie, dottoressa, la ringrazio.
Lascio la parola a se vogliono ai Consiglieri, altrimenti chiudiamo la la, la fase del Consiglio Comunale aperto e proseguiamo con la col Consiglio comunale, insomma.
Non c'è nessuno che vuole intervenire, io intanto ringrazio i nostri ospiti per perché sono stati davvero preziosi e soprattutto prodighi di grandi dighe, informazioni, perché molte delle cose che non provengono da chi ha studiato questo no non si sanno vindice, poi è uno che scrive in maniera bit abituale insomma sulle grandi.
Vicissitudini, insomma della storia della Sardegna e soprattutto, poi c'è da ringraziare Istituto Bellini, per questa ricerca, per questa iniziativa, insomma che non si ferma che non si ferma qui, cioè il vostro lavoro, una volta che ho iniziato un lavoro non vi fermate perché non ci sono sinceramente ostacoli che possono,
Sì, sì.
Debolezza.
Ha bisogno di essere.
Non soltanto circoscritta a un momento, sì, sì.
A proposito di scuola Bellieni e cose del genere, io direi anche che io alcuni libri di vindice Lecce se li avrei, come dire consigliati, visto anche che adesso pare che Valditara stia dicendo che al i gli studenti dovrebbero leggere almeno 6 testi all'anno ma tra questi io inserirei non solo i libri di Vindice sì, ma tutti i libri che parlano della storia della dell'isola, la Sardegna, io vi ringrazio ancora grazie.
Sì.
Vi comunico che nel frattempo.
È arrivato il consigliere comunale Ivan Cermelli.
Allora proseguiamo nel Consiglio comunale, riprendiamo insomma il Consiglio comunale, passiamo adesso al alle segnalazioni, se ci sono Consiglieri Comunali che intendono fare delle segnalazioni.
Nessuno.
Intende fare delle alienazioni bene, passiamo ai punti, all'ordine del giorno.
Primo punto all'ordine del giorno è Mozione avente ad oggetto Sostegno alla proposta di legge istituzionale di iniziativa popolare, ma quale casa a firma del consigliere Sanna, vi ricordo che.
Per opportuna memoria, insomma, far memoria che era già passato in Consiglio, dopodiché questo questa mozione è tornata all'attenzione della Commissione e, dopo l'analisi della Commissione, viene riproposta in Consiglio con eventuali e adesso ce lo dirà meglio il il proponente per cui eventuali modifiche o aggiornamenti lascio la parola al Consigliere Gavino Sanna, prego Consigliere.
Spetti che lo sto individuando con questo mouse.
Sì, grazie Presidente, buongiorno a tutti.
Allora, come suggerito già nello scorso Consiglio comunale questa mozione, abbiamo decido di riportarla in Commissione per analizzare nel dettaglio un po' di che iniziativa nello specifico, si trattasse e quale fosse poi la migliore delle azioni, anzi che azioni il miglior modo di impegnare questa Amministrazione e anche le future Amministrazioni nel sostenere questa iniziativa è cominciare a ragionare sui temi del diritto all'abitare.
Non rileggerò dal capo alla mozione perché comunque l'abbiamo già ampiamente discusso nello scorso Consiglio e anche in Commissione, magari leggerò giusto l'ultimo punto, però prima di farlo e ci tengo a precisare come la Commissione che si è svolta nei giorni scorsi sia stata molto proficua perché si è analizzato davvero il tema dell'abitare a 360 gradi a partire dalle dinamiche che si verificano ogni ogni pubblicazione delle delle graduatorie per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica in quanto è sempre,
Più alto il numero di richieste da parte di cittadini che.
Hanno proposto, diciamo, la, la possibilità di acquisire in in affitto in locazione un alloggio di edilizia popolare.
Però, seppur non hanno, diciamo un punteggio particolarmente elevato, questo per noi è un indicatore molto importante e stiamo parlando di 100 nell'ultimo bando sono arrivate 135 candidature contro le do la disponibilità di nuovi alloggi residui e questo dato è molto importante perché, perché,
Numerose famiglie hanno avuto un punteggio molto basso, cosa significa questo significa che stiamo parlando di famiglie che?
E magari hanno anche la possibilità di permettersi un alloggio privato, però, non avendo la possibilità di trovarlo, perché c'è una forte difficoltà nel trovare delle degli alloggi privati, allora approvano a inserirsi nei canali istituzionali, quindi facendo richiesta al Comune alla Regione per avere un alloggio in edilizia residenziale pubblica e quindi questo qua è stato un po' il punto di partenza che ci ha portato poi ad analizzare bene la mozione, perché il diritto alla casa è un diritto che va tutelato, ma va tutelato su più fronti, tant'è vero che la mozione, infatti, andrà a specificare quello che sarà l'impegno nel garantire il diritto alla casa da parte dei cittadini turritani, ma anche tutelare poi e chi invece la casa ce l'ha e la vorrebbe metterla a disposizione, quindi mettersi al riparo da eventuali problemi che ne possono scaturire, per cui l'impegno sarà nel dedicarsi ad affrontare questo tema, e ne parlo adesso qui, perché abbiamo anche due candidati sindaco per le prossime elezioni, quindi, siccome è un tema che va al di là dei colori politici con un tema reale che affronta problemi reali in questa città così come in numerose altre realtà,
Europee.
E ritengo che sia veramente fondamentale iniziare a fissare la rotta. È sviluppare questo tema e portarla avanti, perché è un tema che va affrontato nel breve, medio e lungo periodo. Io leggo ripeto, salto direttamente alla parte finale della mozione, perché il resto l'avevamo già detto la volta scorsa. Comunque. In sintesi, si tratta della del sostegno dell'iniziativa, ma quale casa che vede la modifica di alcuni articoli della Costituzione in favore appunto della tutela del diritto di abitare? Questo diciamo in sintesi, quello che propone l'iniziativa, quindi.
Tenuto conto di tutte le premesse e la modifica della mozione per renderla operativa impegnerebbe il Sindaco e la Giunta a sostenere e sottoscrivere l'iniziativa. Ma quale casa, adottando inoltre misure atte a garantire il diritto di abitare a tutti i cittadini e i cittadini turritani, tutelando chi ha bisogno di un'abitazione e chiese alla detiene e vorrebbe metterla a disposizione? Questo, diciamo, è il testo finale della mozione e che chiedo che al Sindaco, alla Giunta e a questo Consiglio comunale di sostenere grazie.
Grazie grazie, consigliere Sanna, lascio la parola ai Consiglieri per eventuali interventi sul tema appena esposto.
Mi pare che.
Signor Sindaco, vuole parlare al microfono sì?
Sì, per cui lo mettiamo in votazione.
Sì, prego Consigliere.
Spetti aspetti eh sì, grazie giusto, un appunto che questa mozione, così come modificata, è stata approvata all'unanimità dei presenti della Commissione della prima Commissione, quindi quando è stata approvata all'unanimità grazie.
Per cui?
Scusate, sto aprendo il punto.
E lo mettiamo a votazione.
Ti manca.
Mi pare che abbiamo votato tutti.
Forse basso è fuori.
213 sì, okay.
Allora il punto passa unanime e favorevole.
Passiamo ora al punto successivo.
Vediamo.
Punto 1.
Sì.
Passiamo, passiamo comunque adesso.
Ispettive.
Saluto.
Il primo cd.
Due punti, cioè il futuro accesso, lo blocca aprire due già chiusi nei prossimi due.
È chiusa.
È chiuso tutto chiuso, ma se abbiamo fatto sul futuro.
Ossia il secondo punto 1 era la cosa, la mozione no, il punto 1 era la, l'apertura del coso, la mozione al punto 2.
Siamo al punto 3,
Torniamo su.
Era giusto.
Va beh.
Risolte le questioni di carattere tecnico, prego ai consiglieri di prendere posto per cortesia.
Allora?
Il prossimo punto all'ordine del giorno, che è un punto abbastanza importante, è il seguente acquisizione al patrimonio comunale, indispensabile di aree per scopi di interesse pubblico nell'ambito dei progetti relativi agli interventi di conservazione e valorizzazione del sito UNESCO.
Relativo alla necropoli di sul ci scisso umano, lascio la parola al proponente che l'assessore, Alessandro Carta, prego Assessore.
Grazie Presidente, buongiorno a tutti, ha detto bene, è un punto importante, è una proposta di delibera.
Che il Consiglio comunale è pronta a votare, perché è una tappa di un percorso che ha contraddistinto e sta insomma contrassegnando l'attività di questa Amministrazione e che ha coinvolto un po' tutti gli attori e tutti gli uffici chiamati in causa.
Con questa proposta di delibera è di fatto, acquisiamo al patrimonio un'area importante e per.
Mettere un attimino a fuoco quelli che sono stati i i punti principali, insomma di questo procedimento vale la pena ricordare che nell'ottobre del 2023 e il Comune di Porto Torres è risultato beneficiario di un finanziamento volto alla valorizzazione del sito di sul crocifisso umano per un importo pari a 150.000 euro.
Nel luglio 2025, come sappiamo, a seguito del riconoscimento da parte dell'Unesco del patrimonio relativo alle alle Domus, la Regione Sardegna ha messo a correre una dotazione importante di risorse finanziarie pari a 15 milioni di euro che, ripartite in tutti i siti nella nostra nella nostra regione vedono pornoattore sebbene inficiare a su due linee di intervento una da 385.000 euro e una da 100.000 euro che di fatto hanno,
Dato il via alla progettazione di due lotti differenti volti all'accessibilità, alla valorizzazione e alla conservazione del sito de visu crocifisso umano che appunto decade decade nelle nostre nelle nostre aree.
Pertanto, al seguito di dare corso alle raccomandazioni dell'UNESCO, cerca tutti gli adempimenti che siete interessati, dovevano mettere in atto per stare insomma in questo tipo, in questo tipo di di beni d'intervento, di finanziamento e di valorizzazione, era necessario quale presupposto fondamentale acquisire la proprietà di queste aree.
A tal fine l'Amministrazione ha stanziato da risorse di bilancio ulteriori 40.000 euro, che si aggiungono ai primi 150 che ho detto che sarebbero stati appunto necessari per l'acquisizione delle aree. Il lavoro svolto dall'ufficio tecnico in questi mesi ha registrato la volontà da parte dei proprietari di queste aree a volerlo cedere a volerli, eccetera e volontariamente per cui di fatto l'acquisizione di tali beni interessa l'oltre 90% delle aree su cui è.
Situato il il sito e per la restante parte, non è stato possibile procedere con una compravendita e pertanto verranno messe in atto tutte le procedure relative relativa all'esproprio.
Credo che valga la pena, inoltre, considerare l'utilità, l'interesse pubblico, l'importanza che questa proposta di delibera rivesta, in considerazione di tutti questi finanziamenti che dobbiamo ora a mettere a correre, si sancisce il fatto che si conclude una parte di un procedimento amministrativo volto all'acquisizione di tale aree ma che è solamente una tappa che interessa un percorso sicuramente il più importante e più interessante e più affascinante volto proprio alla valorizzazione alla valorizzazione di questi di questi siti. L'importo relativo all'acquisizione di questi beni è circa di 25.000 euro e.
Con questa proposta di delibera. Di fatto manifestiamo l'interesse all'acquisizione di queste aree. Diamo mandato alla struttura affinché si proceda ad espletare tutte le procedure amministrative per il perfezionamento dell'acquisizione e credo che dal punto di vista culturale, turistico e quindi produttivo sia un intervento concreto, ben studiato, ben ponderato e che parte, insomma, come abbiamo visto da lontano e che sommato a tutti gli altri interventi che questa Amministrazione ha compiuto in termini di valorizzazione del patrimonio possa essere raffigurate percepito dalla comunità come un piano integrato volto a soddisfare il nostro territorio della nostra comunità circa,
Un bisogno che avevamo, ovvero che è una necessità che avevamo, che era appunto era quella di valorizzare il nostro patrimonio Norton naturalistico, storico e tradizionale della Sardegna e quindi anche della nostra città, ovviamente per qualsiasi tipo di informazione siamo a disposizione, ma credo di aver messo a fuoco i punti principali di questa procedura e soprattutto gli sviluppi che seguiranno nei prossimi mesi in merito alla valorizzazione del sito grazie.
Grazie grazie Assessore, ricordo che anche questo punto è passato in Commissione nel lavoro delle Commissioni è stato abbastanza proficuo e sono state numerose le Commissioni che sono riunite, insomma, a questi ultimi giorni lascio la parola ai Consiglieri per il primo giro di interventi.
Nessuno mi chiede la parola.
Secondo giro di interventi.
No, mi scusi, signor Sindaco, prego.
Sì, grazie Presidente.
Questo è un punto che non vorrei passasse.
Quasi come un atto tecnico, un atto dovuto.
Perché non lo è, non lo è perché fa parte di un processo che è iniziato ancor prima del riconoscimento Unesco.
Cioè l'interessamento da parte di un'amministrazione rispetto a un un processo complesso, ma neanche poi così tanto da giustificare.
Un'assenza di azione di una Amministrazione rispetto alla valorizzazione di un patrimonio identitario così forte e c'ha ha fatto sì che questa cosa dopo anni, per non scomodare i decenni e venisse a trovare il giusto la giusta.
La giusta parola di inizio, non di fine nel senso, un nuovo inizio rispetto alla valorizzazione di quel patrimonio storico, culturale e archeologico di cui questa città è estremamente ricca.
Questo per confermare che le azioni politiche, le azioni amministrative possono davvero occuparsi di una serie importante di argomenti quando vi è una rotta tracciata che fa sì che quelle, quel per quel percorso possa trovare davvero nel nell'interesse della comunità la forza per poter portare a casa.
Risultati di questa portata che, ripeto, non è non riguarda né l'entità economica e né la complessità di un atto riguarda l'intenzione.
Di un'Amministrazione, di occuparsi anche di temi di questo tipo.
Perché questo era un tema sul tavolo di tutti da decenni.
E non si è mai.
Provato realmente a trovare la giusta soluzione, poi il caso ha voluto che, nonostante noi fossimo già in azione per poter.
Riavere la possibilità di promuovere quelle aree in maniera diretta.
Il caso e la fortuna ha voluto che vi fosse anche in itinere un riconoscimento UNESCO come è arrivato successivamente, perché altrimenti sembra che abbiamo fatto l'azione successiva al riconoscimento Unesco, no, eravamo già ben avviati.
Ripeto, è un'azione complessa, oggi abbiamo ci abbiamo creduto e oggi abbiamo la possibilità davvero di rilanciare tutta una porzione di territorio importante, con il punto che faremo dopo anche nella promozione. Oggi è fattibile perché il PUC va a compimento e dunque anche lì sancito bene, sulla valorizzazione di ogni area e andare proprio a ricucire anche quel rapporto territoriale con Sassari, per quanto riguarda invece e gli spazi che sono invece nel territorio di Sassari in modo tale da creare un unico, un'unica riorganizzazione, quasi a ricomporre un quadro, il quadro dell'epoca e questo è un po' la visione complicata, ma ad oggi siamo già su un una,
Una porzione di strada che, come si suol dire, volge verso la discesa, la salita l'abbiamo fatta, ma ci abbiamo creduto,
Il, l'Assessore carta in maniera corretta a riposo.
Grazie grazie al signor Sindaco, se c'è qualcun altro.
Che vuole intervenire su questo punto?
Allora io, prima di mettere a votazione, vorrei aggiungere anch'io qualcosa su questo questo punto, ricordando che, dal punto di vista archeologico l'acquisizione di un bene così importante, soprattutto non solo per quello che rappresenta l'area archeologica di Sulcis umano che non dimentichiamoci che non è solo un'area di carattere preistorico ma li passa anche l'acquedotto di età romana passa una strada di età romana è sicuramente il numero delle tombe già individuata che sono anche tante che sono 22 non è,
È un è un numero che potrebbe essere destinato anche anche a crescere,
La cosa importante è fondamentale e questo processo.
Dell'Unesco, il riconoscimento per le sue caratteristiche ai soci fisso umano che sicuramente, dal punto di vista di promozione per la città di Porto Torres, è fondamentale anche in prospettiva di altre cose che potrebbero realizzarsi, e mi riferisco a cosa importante di carattere turistico perché ci sono le basi, insomma, perché questo possa diventare un processo. Mi auguro che diventi irreversibile, perché Porto Torres comunque da molto tempo è stata trascurata per quanto riguarda il prezioso patrimonio archeologico e culturale che merita di essere valorizzato. Detto questo, eravamo rimasti prima al secondo giro di interventi. Se c'è qualcuno che vuole fare dichiarazioni di voto, altrimenti metto il punto a votazione o un problema nel sistema per cui se qualcuno vuole intervenire alzi la mano perché vedo addirittura che son prenotati anche persone assenti, ma stanno sistemando il collegamento, il collegamento internet, dunque non c'è nessuno. Metto il punto a votazione.
Chi è Faw prego.
Presidente.
Sì.
Ne manca una.
Allora?
Favorevole unanime e favorevole sono 12 presenti, non c'è l'immediata esecutività per cui possiamo passare al punto punto successivo.
Passiamo al punto 4, leggo il punto.
Piano urbanistico comunale in adeguamento al PPR e al PAI ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 45 89.
E sue, allora, approvato con delibera e sue modifiche e integrazioni, intendevo dire approvato con delibera di Consiglio comunale numero 45 del 6 11 2025 recepì recepimento, prescrizioni relative alla determinazione RAS della Direzione generale della pianificazione urbanistica, territoriale e della vigilanza edilizia numero 200 protocollo 8.656 del 16 due 2026 verifica coerenza del PUC lascio la parola all'assessore, Gian Simona torto,
Prego Assessore.
Allora, signor Sindaco, Presidente, colleghi, Assessori Consiglieri, allora voglio presentare questa proposta di delibera.
Come un passaggio di grande rilevanza che il Comune di Porto Torres si trova oggi appunto a deliberare perché con l'adeguamento del Piano urbanistico comunale, al Piano paesaggistico, regionale e al Piano di assetto idrogeologico, ai sensi appunto dell'articolo 20 della 45 dell'89,
Portiamo a compimento un percorso amministrativo complesso, rigoroso e strategico per il futuro della città. Il recepimento di queste prescrizioni, contenute appunto nella determina che la Direzione generale e la pianificazione urbanistica della regione Sardegna.
Ah, inviato a febbraio del 2026.
È una un atto assolutamente.
Di supporto, diciamola così, al al percorso del del Piano urbanistico comunale, cioè ottenere il parere di coerenza dalle dagli uffici regionali. Chiaramente una grande soddisfazione ed è però è una soddisfazione che va oltre all'ottenimento del risultato, perché comunque porta con sé una collaborazione tra gli uffici tra gli amministratori e anche non solo gli uffici del dell'ente ma anche con gli uffici regionali. Il dialogo era sempre aperto, un dialogo costruttivo finalizzato al all'ottenimento di questo importante risultato. Di fatto, l'atto di coerenza e la comunicazione che la Regione ci ha fatto a febbraio ci e ci porta a prima di tutto a a confermare la validità degli elaborati del Piano urbanistico comunale, chiaramente, altrimenti non sarebbe comunque è pervenuto nessun documento che decretasse la coerenza del Piano.
E in secondo luogo, chiaramente, insieme alla coerenza, ci hanno mandato delle ulteriori e piccole prescrizioni che oggi troviamo. Ci troviamo appunto a deliberare che riguardano delle finiture più di dettaglio che di sostanza, come ho già detto anche in Commissione Urbanistica e il.
L'ottenimento appunto di di questo di questo parere ci porta a au ad oggi, che è l'ultimo atto che questo Consiglio.
Dovrà varare per portare il documento alla pubblicazione sul sul BURAS. Chiaramente, questa è l'occasione per esprimere il ringraziamento alla struttura, all'ufficio del piano urbanistico del Comune e principalmente, appunto, a chi ha accompagnato il Piano in tutto questo percorso all'architetto mutui, all'ingegner Cappai, in particolar modo che hanno lavorato costantemente e con estrema.
Onestà.
Nei confronti dell'Istituzione e con estrema anche alacrità su quello che erano i tempi dettati per l'ottenimento di questo obiettivo.
Chiaramente.
Sono molto soddisfatta di questo raggiungimento perché andremo a consegnare un documento che, come abbiamo sempre detto, finalmente potrà dare delle certezze a questo territorio, e potrà anche darle nel rispetto di quelli che sono i cardini,
Dell'adeguamento al Piano paesistico regionale, cioè alla salvaguardia ambientale, al rispetto del del di quello che la il, l'uso del suolo e alla conferma di un valore territoriale che questo Comune può esprimere anche attraverso l'approvazione di questo strumento. Io adesso lascio la parola all'ingegner Cappai. Ne abbiamo già ampiamente discusso in Commissione Urbanistica di alcuni dettagli, per cui chiaramente do la parola.
Esatto con il dono della sintesi, grazie, prego, prego ingegner, Capalle do io le do io la prego.
Buongiorno a tutti.
Cercherò di essere o di avere il dono della sintesi.
In ogni caso, abbiamo predisposto un quaderno di recepimento delle osservazioni che vi è stato messo a disposizione, dove si spiega e si indicano tutti i passaggi che abbiamo fatto mi preme comunque far l'ho messo a video, far notare che la determina regionale dichiara il nostro piano coerente con il quadro normativo e pianificatorio sovraordinato e impone il semplicemente delle condizioni e dei e la richiesta di recepimento di prescrizioni.
L'elaborato principale che era stato messo a disposizione è proprio quello che vi dicevo prima che questo quaderno, del recepimento, delle prescrizioni e del parere di coerenza in cui sono state analizzate tutte le.
Valutazioni fatte dalla Regione che ha provveduto, devo dire anche in maniera.
Puntuale e molto precisa a verificare il piano a dichiarare recepito la maggior parte della delle elaborazioni, ma, come vedete in verde loro hanno indicato tutto ciò che era positivo, poi in rosso hanno indicato delle prescrizioni che noi dovevamo rep eccepire.
Mi oserei dire obbligatoriamente a nel momento in cui andiamo a fare l'ultimo passaggio in Consiglio comunale per quanto riguarda l'approvazione definitiva del PUC su 80 e, oltre a elaborati e circa 10 relazioni di centinaia di pagine, era impensabile non trovare a correzioni materiali, ad esempio da da fare.
Partiamo.
Perché a leggere 122 pagine e praticamente ci porterebbe tutta la giornata provo a fare una sintesi delle cose più importanti o più rilevanti per farvi capire nel dettaglio le modifiche che poi l'Ufficio del Piano ha apportato in funzione di queste prescrizioni e seguo le terre le 3 direttrici fondamentali di adeguamento del PUC al PPR che sono quelle a carattere ambientale quelle relative alle sedi attivo e quella relativa allo storico culturale.
Per quanto riguarda la parte ambientale, vi faccio subito un esempio per farvi capire che le modifiche sono veramente irrisorie, nel senso che, ad esempio, su alcune tavole, oltre alla leggenda, ci hanno fatto inserire nelle stampe i codici direttamente nel disegno per una più facile lettura delle tavole questo per dirvi che veramente alcune anzi molte delle prescrizioni che sono state date sono semplicemente per una lettura migliore del degli elaborati a livello ambientale. Infatti, fondamentalmente si basa solo su questa, su una più elaborata definizione della Carta di boschi e foreste,
In quanto, ad esempio, la, la pineta, che tutti conosciamo sul lato verso Sorso e sulla costa, non non rientrava o comunque non rientra nella definizione di legge e quindi è stata tolta, è inserita in un altro su un altro codice.
A livello ambientale e poi e ci è stato ricordato che la fa, l'ente competente in materia e la Provincia, quindi tutti gli elaborati in versione definitiva, già 15 giorni fa sono stati trasmessi alla Provincia e con la Provincia stessa abbiamo organizzato un incontro dove siamo andati io e l'architetto Muzzo e abbiamo illustrato tutto il piano.
E a proposito di questo è stato aggiunto un elaborato finale che si chiama dichiarazione di sintesi, che non è nient'altro che il riassunto di tutte le procedure ambientali che sono state messe in campo per definire quella parte con l'ente competente. Pertanto, con la Città metropolitana oggi dovrei indicarla correttamente, così, anche se paradossalmente gli elaborati e in particolare il rapporto ambientale che chiude la procedura o la sintesi non tecnica, troverete ancora la vecchia intestazione de di provincia di Sassari, mentre per la dichiarazione di sintesi che è l'ultimo elaborato andiamo verso la città metropolitana.
Sulla parte ambientale. Non mi soffermo oltre perché, fondamentalmente, come non lo abbiamo visto, sono di poca rilevanza le osservazioni sulla parte storico-culturale, invece il lavoro è stato molto più intenso per per l'ufficio del piano.
Nel senso che si era elaborata un'unica tavola che indicava sia, ebbene, ci beni storico, culturali che derivano dalla parte archeologica, sia quelli che invece derivano da parte architettonica. Questo aveva portato a una tavola molto complessa e di difficile lettura e, in accordo con la regione, da una tavola, in realtà siamo arrivati a sette tavole in modo da distinguere le tavole che praticamente vanno ad indicare solo gli interventi sul sulla parte archeologica,
Di facilissima lettura. Ve ne metto una che riguarda ad esempio la parte della copianificazione o ex. Questi sono i beni, già così vedete che queste stellette, con il numeretto, è difficile da leggere. Questa è una scala da 4.000 invece che a 10.000, dove in ogni caso i beni archeologici della relativa tabella che troveremo in questa tavola, poi sulla destra sono di facile lettura. Prima tutte queste si sovrapponevano siano agli atti di copianificazione che ai beni di carattere archiDa architettonico, e quindi abbiamo dovuto scindere le cose non solo scindere, ma come in questo caso, per i beni archeologici fuori dalla coppia unificazione. Siccome ne abbiamo tantissimi, ad esempio all'interno della città e in particolare al Parco archeologico, siamo dovuti discendono in scala addirittura a 4.000, la abbandonando la scala a 10.000.
Come avete detto, e ne troveremo.
Ad esempio quelli architettonici, che sono comunque numerosi anche all'interno della città distinguiamo subito, ad esempio, la basilica di San Gavino, che però è un po' ecco, questo può essere un esempio per farci capire al suo interno a vincoli di tutti i generi, perché si trova ciò che archeologico si trova ciò che architettonico si trova addirittura anche il decreto ministeriale che già dal 66 vincolava l'aria in termini paesaggistici, oltre che storico-culturale. Quindi qua il lavoro è stato intenso, ma fondamentalmente non ha cambiato e non poteva cambiare quello che era il risultato dei verbali di copianificazione, che poi dettano le norme all'interno delle norme di attuazione del piano del piano stesso.
Per quanto riguarda invece l'insediativo, oltre a.
Tutta una serie di dettagli che ci sono stati chiesti per una migliore elaborazione, anche lì delle carte, perché su scala di dettaglio, ad esempio per le zone B alcune lettere andavano a finire sulla zona C, perché magari la reale era talmente piccolo che in scala quella lettera b e la più grande della reale stesso, quindi abbiamo provveduto a rielaborare le le tavole con una definizione che a questo punto comporta una facile lettura. Anche e sono tavole pesante, quindi ci mette sempre un po' a a farcelo vedere. Però, come vedete, adesso è molto più leggibile ogni zona alla sua indicazione di di zonizzazione del riferimento in maniera comunque molto leggibile, e questa è la carta sovrapposizione con la compatibilità idraulica. Ecco questo giusto per farvi notare che poi, comunque, troverete molte carte REF 2026 perché, pur non avendo cambiato la Carta di colpo deadline della compatibilità idraulica, avendo sotto la carta della zonizzazione, che invece era stata ridisegnata, riperimetrata o ridefinita in qualche modo incidere sulle anche sulle altre carte, quindi, in effetti, quasi una quarantina di elaborati sono stati ri ristampati fondamentalmente in una versione più leggibile, ma senza che venga modificata la sostanza,
In particolare qua, ad esempio, uno un errore che c'è stato fatto notare era l'appalto, la perimetrazione nella CSI nel piano di risanamento della zona K-1 in qualche modo il perimetro proprio detta qua in fondo.
Ah, aspettate che lo mettiamo in evidenza.
Eccolo qua, è stato ridefinito perché c'era una discordanza tra questa carta, è la carta in cui abbiamo fatto tutti i rilievi di dettaglio e lo stato di attuazione di tutte le lottizzazioni.
E il perimetro, per qualche motivo era stato spostato di un isolato più avanti, rettificando quel perimetro, chiaramente la carta è stata stampata, questo non ha comportato nessun variazione in termini di parametri urbanistici, perché quella corretta era proprio quella di dettaglio che andava a fare a rilevare lo stato di attuazione,
Qualcosa di un po' più elaborato, invece, sempre sugli in sede attivo, è stato prodotto per le zone F, per le zone F, in particolare, ci hanno chiesto uno studio di dettaglio della F 4.1 e quindi abbiamo aggiunto un progetto norma che è sceso nel dettaglio perché la Regione dice è un'area talmente di particolare importanza e con talmente vincoli al contorno che vogliamo che ci specificate meglio oltre che indicare l'ha sempre che c'è zonizzazione le intenzioni di d'intervento. Come vedete, è stata elaborata una tavola con l'inquadramento, in primis il PPR e sulle arie. La vincolistica del PPR poi sul tutto ciò che sono beni paesaggistici, perché qua abbiamo i 300 metri dal mare, abbiamo.
Le aree di copianificazione con la Sovraintendenza legate alla presenza della cappella di Balai Lontano, abbiamo problemi a problematiche legate al FAI, come vedete, queste macchie, ad esempio son presenti delle Grotte di dei romani in Marocco si dette e sono presenti anche ulteriori situazioni di carattere archeologiche che giustamente il Presidente già mi faceva a nome.
Mi.
Allora sì, sì, sì, sì, sì, allora.
Questa è una, diciamo, una proposta molto a lungo termine, la lascio al Sindaco al Presidente, insomma ai presenti, visto che nella stessa seduta del Consiglio e ci troviamo ad approvare la l'esproprio per la le terre del crocifisso umano come patrimonio UNESCO non vi nego che in questa tavola in questa diciamo scelta progettuale dell'individuazione delle aree di cessione in un futuro sviluppo di una zona F, io personalmente ci vedo un possibile inizio di collegamento verso su crocefisso umano, che unirebbe la città a questo importante sito, abbandonando l'arteria della 131 e immaginando appunto di valorizzare tutti i siti archeologici presenti in questo grande canale e sarebbe un percorso da fare a piedi di qualche chilometro. Non è tantissimo che potrebbe essere veramente veramente suggestivo, potrebbe essere e potrebbe dare valore sia la zona F che non necessariamente, come abbiamo sempre detto, deve avere i piedi nell'acqua, ma in questo caso sarebbe un cioè mi consenta, mi mi me lo ve, mi vedo, ecco quando noi dicevamo delle visioni, ecco, mettiamola in questi termini, questa potrebbe essere una visione, ti ridò la parola.
Sì, in effetti, giusto per farlo votare sul disegno, il canalone di cui parlava l'Assessore e questa fascia gialla, che voi vedete all'interno che obiettivamente si collega alla circonvallazione e quindi alla città fondamentalmente e può essere studiato un percorso che va proprio intanto intercetta già dei siti qua ad esempio questa zona H che vedete,
La zona dei cerchi, così Presidente, mi aiuti lei cerchi megalitici se non vado errato o no,
Di punta di punta De Luca, apporto per poi proseguire in realtà questo avvallata, come diceva l'Assessore, abbiamo notato che poi porta verso quelle altre aree di di carattere archeologico, fino ad arrivare a sfociare A e nella parte alta superficie.
Quindi, riprendendo questa è una scala di ulteriore di dettaglio che ci è stata chiesta che abbiamo elaborato, tra l'altro siamo stati anche a Cagliari a parlare con i funzionari regionali e col direttore proprio per illustrargli la soluzione definitiva che in qualche modo è stata anche concordata con con loro.
Sulle zone F, invece c'è stato un po' da discutere con la Regione e in particolare per quanto riguarda il calcolo dei bagnanti, che, come vi avevo illustrato nella approvazione definitiva che abbiamo fatto, è il dato fondamentale che porta poi a calcolare i metri cubi che possiamo realizzare nelle zone turistiche,
E quindi a sviluppare le aree e poi che abbiamo messo nella progettazione detto che in nessun modo questo ricalcolo inficia.
La nostra progettazione, che era ampiamente garantita sia col calcolo precedente che col calcolo attuale. Ma c'è stato da discutere perché la Regione è in prima battuta qua nel prescrizioni. Ci imponeva di eliminare dal calcolo della Costa all'isola dell'Asinara, in quanto l'isola dell'Asinara è un'isola dichiarata inedificabile dall'articolo 10 della 45 dal 10 bis per l'esattezza e quindi non foriera di portare dati alla al calcolo.
In realtà. Così non è perché loro hanno. Ho letto un articolo in maniera asettica e del tutto no, non corrispondente alla realtà, perché l'isola dell'Asinara ha già volumetrie a tante volumetrie e in particolare a spiagge che sono Dedic dedicate alla balneazione, mentre nella nuova convenzione non so perché c'era che tutte le spiagge dell'Asinara erano interdette alla balneazione, quindi abbiamo fatto un incontro con loro per.
Specificare meglio tutta la situazione e quindi inidonee eliminare completamente l'Asinara, ma abbiamo eliminato dal calcolo e quindi dalla nuova Carta che vi mostro.
In particolare non quella terra, ma quella che riguarda l'Asinara, ad esempio qua vedete, giacché nella parte alta calata Arena è stata tolta, ma tutte le spiagge all'interno del Golfo son state rimesse MMS nel calcolo, quindi in linea di massima non stiamo recependolo presiederà la prescrizione ma perché abbiamo già parlato con la Regione e lo abbiamo spiegato che il calcolo va fatto nella maniera corretta.
E quindi questo appello ho visto però una rielaborazione delle carte, un ricalcolo, e vi ribadisco nessun modifica, anzi abbiamo ancora utilizzabili.
Come vedete, 478.000 metri cubi che oggi, in adeguamento al PPR, ne andiamo a sfruttare 126.750, il che vuol dire che abbiamo anche un buon tesoretto per il futuro, nel caso siamo avessero ulteriori richieste una volta decollate le zone F che sono state inserite all'interno del progetto.
Ah per l'insediativo un'altra cosa che potrebbe anzi ha una certa rilevanza è una prescrizione, ma più che altro una richiesta.
Ebbene, io mi ricollego anche al discorso che ha fatto l'assessore e la proposta, che magari di una di una via.
Di collegamento che potrebbe essere alternativa a quella di passare lungo la strada statale. 131, io vorrei aggiungere una cosa importante che intanto quello storicamente era un percorso, ma parlo storicamente, ma parlo di che ne so della del del periodo preistorico che storicamente era quello che collegava, come dire quello avvallata collegava direttamente al mare e soprattutto allora non c'erano confini particolare per cui non posso escludere che Monte d'Accoddi facesse parte di un'unica Koiné insieme agli altri siti archeologici. Voglio ricordare una cosa, un toponimo che esiste lì ancora nelle carte catastali.
È questo toponimo, ci dice che Balari città, quella zona, come Balari Balari, era l'antico nome delle tribù del nord ovest della Sardegna, le tribù nuragiche per cui Balari erano quelli che componevano una Koiné molto particolare, che ha segnato profondamente la cultura preistorica del nord ovest della Sardegna dell'area,
Le grotte di le cosiddette grotte di Lumaj Marù non sono altro che Domus De già ANAS che son state allargate per essere utilizzate per ricoverare balle di fieno animali o altro, i circoli megalitici dilunga apporto necessitano sicuramente di ulteriori indagini per capire meglio il però i circoli megalitici se si rivelano tali e uguali li troviamo solo ad Arzachena, per cui è importante uno studio di questo genere ed è importante ricollegare tutti questi questi questi siti,
E si potrebbe studiare davvero una una collegamento. Un'altra cosa che vorrei dire che mi ha colpito molto in Commissione è.
Non solo il grande lavoro che è stato svolto dal nostro ufficio, ma anche dalla Regione autonoma della Sardegna, io non mi aspettavo che controllassero parola per parola, segno per segno rigo per rigo tutto il piano, cioè ciò che si diceva passa presentatelo voi che lo lega no, no, no, questa è la dimostrazione che è il contrario, è il fatto che sia stato riconosciuto dalla Regione stessa un piano coerente e dopo lo studio di dettaglio che ha fatto, secondo me è un grande successo che ha ottenuto l'ufficio tecnico di di Porto Torres questo ci tenevo a dirlo perché è in termini di comparazione e questo è fondamentale. Detto questo, lascio la parola ai Consiglieri se qualcuno vuole intervenire per il primo giro di interventi.
Mi chiede la parola il consigliere, Madeddu prego, Consigliere.
Grazie Presidente, buongiorno a tutti, Sindaco, Assessori e colleghi Consiglieri, oggi è un giorno importante, l'abbiamo ricordato stamattina.
Con dottor Lenci, se la dottoressa professoressa Masia?
E ascoltando le loro la loro esposizione, ho colto una frase che loro hanno detto, non ricordo chi, ma me lo segnata la storia la fa.
Chi vince, la scrive che dice io, son convinto invece che la storia la fanno le donne e gli uomini che con sacrificio.
Con pazienza, col lavoro portano avanti gli obiettivi che si sono posti.
E quindi per fare.
Un ragionamento sul PUC era un obiettivo che questa Giunta, questa Amministrazione si era posta dalle origini.
Quindi la storia l'abbiamo fatta tutti noi oggi l'intervento del Sindaco sul suo crocifisso umana, nonché lo stesso è una delle cose che probabilmente molti non hanno capito, non è ed è passata così sottovoce.
Ma è una visione di dove vogliamo portare questa Amministrazione?
E questo questa bellissima città sono un po' emozionato, anche perché probabilmente questo sarà per me e per molti di noi l'ultimo Consiglio comunale,
Dove con cinque anni sono state fatte tante cose.
Ho conosciuto persone.
Che hanno accresciuto sia come persona ma anche come politico, la mia persona.
E quindi un ringraziamento al Sindaco.
A tutti gli assessori, quelli che oggi non siedono più in questi banchi.
Che con loro ho lavorato e contribuito a raggiungere tanti degli obiettivi, non abbiamo il tempo per elencarli tutti, perché probabilmente ci sarà qualche altra occasione.
Ma soprattutto.
Ringraziamento va a quelle donne e quegli uomini che rappresentano questa comunità e soprattutto lavorano negli uffici sempre nelle retroguardie.
A preparare atti, bandi.
È assecondare a volte, anche se il termine non è corretto.
I le esigenze politiche di noi consiglieri e a loro va la mia gratitudine per il lavoro che hanno svolto in questi cinque anni, e quindi un grazie da parte mia e del mio gruppo che rappresento, e alle persone che oggi sono qui, l'ingegner Cappai, la dottoressa Mutsu e tutti coloro che oggi non sono in questi in questa,
Sala li voglio ringraziare personalmente grazie.
Grazie consigliere, Madeddu mi ha chiesto la parola il consigliere Gavino Sanna, prego, Consigliere.
Grazie Presidente.
Finalmente ce l'abbiamo fatta.
Sì, devo essere sincero, ero un po' ho avuto un po' paura che ha avuto un po' paura che che potesse esserci la possibilità di non raggiungere questo obiettivo, perché perché, perché il PUC fa gelare il sangue e ad ogni amministrazione, così come il Piano paesaggistico regionale, fa gelare il sangue ad ogni legislatura regionale, sono quei tipi di strumento che, quando lo inizi, non sai mai quando lo porti a termine, infatti siamo qui quarant'anni per provare a portarlo avanti e sono veramente onorato di aver preso parte alla alla conclusione di questo iter conclusione che in realtà è semplicemente agli atti e perché adesso?
E verrà veramente il momento di poter programmare lo sviluppo di Porto Torres. Sono invece piacevolmente sorpreso dalla velocità con cui noi siamo riusciti a riprendere in mano il PUC e portarlo a compimento prima novembre e con con l'approvazione nell'ultimo Consiglio comunale e oggi, dopo il parere di coerenza, così come sono rimasto anch'io molto subito dalla dal dettaglio delle analitico che ci ha.
Illustrato la Regione in quel 124 pagine di notte e di pareri di coerenza è giusto per fare un piccolo recap, noi avevamo deciso di procedere con procedura semplificata col fine di ottenere quel documento che stiamo andando poi ad approvare oggi, ovvero il parere di coerenza, e ci è arrivato anche in pochissimo tempo. Ma anche quello non è banale, perché se tu lavori bene in copianificazione con gli organi, so con gli organi sovraordinati anche verdetti finali poi seguono un iter più semplificato, perché già.
In fase di struttura del documento di piano si è già arrivati a una conclusione concordata. Noi abbiamo riproposto un PUC che a mio parere non è coraggiosissimo, ma ne siamo perfettamente consapevoli, altrimenti avremmo ricominciato tutto daccapo e a questo era forse staremmo parlando di altri di altri aspetti, però.
Era fondamentale e portarla a conclusione, dopodiché, con nuove proposte nuove, anche varianti. Possiamo veramente poter magari creare quel famoso corridoio ecologico barra archeologico che chi ha sottolineato prima l'assessore? Gian Simona Tortu, quindi sono molto, molto contento, sono contento di aver preso parte a questo gruppo. Sono contentissimo di dal lavoro svolto dall'assessore torto è e dallo staff tecnico del del Comune, anche quello non era banale, perché ciò che abbiamo ereditato noi come Amministrazione a livello di gli uffici è stato a dir poco disarmante e quindi ci siamo subito rimboccati le maniche per fare in modo di avere una struttura tecnica capace di arrivare a concludere un iter lungo quarant'anni in tre anni e mezzo. E questo veramente è un grande, un grande plauso che faccio alla a questa Amministrazione in primis e dopodiché all'ufficio tecnico del CUN per il Comune di Porto Torres e adesso è il momento di lavorare perché noi ora avremo un momento in cui la Regione, naturalmente, dovrà pubblicare la nota di di acquisizione delle prescrizioni che abbiamo delle integrazioni. Diciamo che abbiamo svolto a seguito delle prescrizioni, dopodiché il Piano diventerà efficace, se non sbaglio, per cui noi finiamo il mandato con il grande traguardo che queste amministrazioni si sono, si sono fissate negli ultimi anni, ma non sono mai riuscita a conseguire. Quindi diciamo che ci facciamo un po' anche a carico delle responsabilità che si sono seguite negli anni e con il desiderio che poi questo possa essere l'inizio di un qualcosa di nuovo anche per lo sviluppo della città di Porto Torres. Io vi ringrazio ancora e sono molto contento anche del lavoro che ha svolto la Commissione, perché in questi cinque anni e mezzo io ho convocato più di 50 Commissioni, dove.
Una almeno 10 Commissioni sono state convocate solamente per parlare del PUC, quindi l'attenzione era massima perché l'obiettivo era già fissato, fortunatamente, fortunatamente meritatamente, siamo qui oggi a poterlo finalmente sottoscrivere grazie.
Grazie Consigliere prima di dare la parola al consigliere Gabellone, luglio, che me l'ha chiesta, lascio la parola alla ingegner Cappai, che ha bisogno di precisare alcune cose.
Aspetti, dente di in Commissione, l'architetto Rosanna ha citato l'iter di ma di chiusura così specifico, esattamente i tempi che sono comunque importanti anche perché permetteranno, tenete conto che il PUC oggi è in vigore, ma è in vigore insieme al PRGC. Quindi sia per gli uffici e sia per i tecnici esterni, comunque è un lavoro tra virgolette di doppia conformità. Ogni volta che si presenta un progetto, quindi, diventa fondamentale anche la velocità con cui riusciamo a chiudere questo questo passaggio. Tenete conto di una cosa che chiaramente oggi noi stiamo recependo delle prescrizioni di un PUC che è stato dichiarato coerente, quindi il passaggio è praticamente concluso.
Non c'è una vera e propria valutazione da parte dell'area del Consiglio comunale in termini politici, ma di recepimento di di queste prescrizioni, perché è un obbligo della normativa e della stessa determina affinché la Regione, poi ci possa dare il via libera per la pubblicazione sul BURAS del del piano. La pubblicazione sul BURAS dichiara l'efficacia del Piano e quindi il retrocedere Po fondamento del fondamentalmente del PRGC,
E riveste importanza il fatto che stiamo recependo prescrizioni, se soprattutto andiamo a vedere qual è la nuova normativa nella nuova normativa sulle prescrizioni, cioè una volta che il piano è dichiarato coerente, vengano date i 30 giorni di tempo al Comune che deve obbligatoriamente adeguarsi, altrimenti è previsto che la Regione faccia le elaborazioni per il recepimento della prescrizione e pubblichi lei direttamente. Quindi questo è il momento in cui ci troviamo nella normalità, avendo già un po' visto tutto con la Regione, è vero che dal momento in cui la trasmettiamo loro avranno 90 giorni di nuovo, ma da come si sono comportati in precedenza dai rapporti che abbiamo avuto dal fatto che il piano lo conoscono già si spera che in una trentina di giorni arrivi la determina che ci permetta di pubblicare sul BURAS il piano.
Grazie grazie per la precisazione ingegnere, lascio la parola al consigliere Gavino Ruiu, che me l'ha chiesta, prego, Consigliere Ruiu.
Sì, buongiorno a tutti e credo che oggi sia più che mai doveroso intervenire.
E mi sono riservato di farlo alla fine non so se questo sarà l'ultimo Consiglio di questa consiliatura, ma spero che siamo tanti altri Consigli di questa maggioranza perché abbiamo ancora tanto tanto da fare è più un intervento di ringraziamento,
Perché stiamo arrivando alla fine di un percorso?
E, come ho già detto, di questa consiliatura, ma anche alla fine di tanti altri percorsi di cose che abbiamo messo a terra in questi anni, e oggi ne stiamo toccando dei temi importantissimi nell'ultimo Consiglio nell'ultimo Consiglio comunale,
È vero, come dice il Sindaco, che a volte gli assessori rendono semplice quello che non è stato semplice, ed è vero che molte volte non c'è niente da aggiungere dopo i loro interventi. La maggior parte del dei punti che torniamo in Consiglio comunale sono passati già in maggioranza nelle Commissioni ci sono stati vari interventi, abbiamo votato, sappiamo benissimo che cosa è successo prima di arrivare in Consiglio, però a volte è giusto, è giusto puntualizzare. Oggi abbiamo parlato di identità, abbiamo parlato, abbiamo fatto una bellissima ricostruzione storica per celebrare la Festa della Sardegna e invito magari il Presidente un futuro ad organizzarla, magari insieme alle scuole, anche il giorno prima, visto che oggi non si va a scuola, non possono essere nessuno può essere qui o magari anche in streaming, perché è importante davvero che i giovani capiscono il valore di chi ci ha preceduto e con gli stessi dei valori noi siamo qua, siamo qua per lavorare quotidianamente.
Per la nostra comunità, perché tutti questi questi risultati, se non li porti avanti con quello spirito, davvero con un lavoro quotidiano, con un lavoro di squadra importante, non raggiungi, non raggiunge questi obiettivi, perché mettere un sito archeologico che sta a due passi da casa un tesoro nascosto tra virgolette, perdonatemi perché comunque sapevamo che era lì lo conoscevamo tutti ma nascosta e metterlo sul piano internazionale e mondiale perché l'UNESCO è quello,
E ditemi se questa non è visione sia da un punto di vista di valorizzazione del patrimonio, ma anche turistico, economico,
E ce l'abbiamo dietro casa, quindi questo è davvero un risultato importante da comincia Sindaco da, bisogna esplicitarlo, bisogna dirlo, perché non era scontato, non era ovvio, ma soprattutto c'è stata la volontà intanto di portarlo avanti e poi il lavoro per concludere questo percorso sul PUC abbiamo già detto tutto.
Era una cosa che aspettavamo da quarant'anni, se non erro, Presidente, quindi.
È davvero importante e contestualmente stiamo portando avanti un lavoro sul PUMS, sono due cose che sono strettamente connesse tra di loro, cioè la visione veramente e a 360 gradi, e non ci stiamo occupando soltanto di una cosa o di un'altra, stiamo cercando di fare tutto, ma sappiamo benissimo che,
Fare tutto richiede tempo.
Ma intanto credo che questa Amministrazione stia mettono davvero le basi importanti su diversi settori, perché è tutto davvero collegato, c'è di turismo, parliamo ed è giusto anche ricordare che da poco siamo stati a Miami non è una cosa a da.
Da come dire, da prendere così alla leggera, perché, così come noi andiamo a Miami, la Regione Sardegna va a New York e.
Cioè non sono cose ecco scontate, sembra a volte essendo la come le le raccontiamo, però sono strettamente collegate, e ne abbiamo parlato del nostro territorio, anche lì sul piano internazionale e tutto quello che si sta muovendo intorno veramente.
Porterà, secondo me, la nostra città, sia da un punto turistico, economico, su un altro, su un altro piano, è tutto un lavoro connesso, c'è una visione importante e spero che questa visione possiamo percorrerla insieme per tanti altri anni, grazie.
Grazie Consigliere solo una precisazione.
Vi ricordo che siamo in fase elettorale, per cui atteniamoci prettamente al punto in discussione, per cortesia.
Lascio la parola al Consigliere Sebastiano Sasso prego, Consigliere, grazie Presidente e buongiorno a tutti, signor Sindaco, assessori e da chi ci aspetta e che ci ascolta da casa solo due parole e oggi si è raggiunto un traguardo importante per la nostra comunità. Si stanno buttando le basi per dare certezze a chi ha piacere di investire nella nostra comunità con quelle regole chiare e precise che purtroppo fino ad oggi e sono mancate e probabilmente mi auguro che questo piano sia uno stimolo per la nostra comunità per poter incentivare chi ha piacere di investire sul nostro sul nostro territorio. Non sto a dilungarmi molto, ne ho già parlato in Commissione.
E da ringraziare tutti la struttura, gli uffici, il Presidente della Commissione, però permettetemi anche un ringraziamento particolare all'Assessore che rappresenta il mio gruppo politico, l'Assessore torto, e che un doveroso ringraziamento da parte del nostro gruppo e questo è dovuto non era scontato. Le dovuto fatto, un lavoro importantissimo è stata capace a organizzare lei e la struttura tutta. Diciamo questa questo lavoro di.
Di che non era, non era facile, si parla di quarant'anni che si tentava di arrivare a questa conclusione, ecco, lei ci è riuscita e di questo il mio Gruppo io personalmente ne sono, ne sono grato a nome di tutta la comunità, grazie.
Grazie grazie Consigliere, lascio la parola al Sindaco Massimo Mulas, prego, signor Sindaco.
Grazie Presidente.
Così come per sul crocifisso umano.
Questo è un se non il punto di partenza.
Non è un traguardo avere le regole del gioco per poter iniziare a giocare, non è aver finito la partita, è provare a promuovere una partita che possa davvero riportare questa città a potersi rilanciare.
I ringraziamenti, i ringraziamenti sono doverosi, perché questo non è uno strumento come gli altri.
E c'è stata davvero fermezza, necessità e visione, per partire nel modo giusto con gli interlocutori giusti, inserendo i tasselli giusti.
Dunque ringrazio principalmente l'architetto e l'Assessore torto.
Che non casualmente fa parte di questa squadra dall'inizio alla fine di un mandato cosa rara e nelle varie amministrazioni, ringrazio l'architetto Mutsu, davvero per la puntualità e la capacità di svolgere un lavoro immane, stiamo parlando di un lavoro enorme, gigantesco.
Perché si è dovuto riprendere in mano un lavoro che, badate rifarlo daccapo, sarebbe stato più veloce, e invece, quando si lavora su lavori fatti da altri, tendenzialmente si creano delle difficoltà e sono stati davvero eccezionali in questo permettetemi di utilizzare questo termine, ringrazio davvero di cuore,
L'ingegner e amico Mario Cappai, perché?
Al di là delle capacità tecniche dell'ingegnere Cappai, che, guarda caso, è stato fortemente voluto.
E non è turritano.
Non è turritano.
Perché la capacità poi, deve sapersi.
In incastrare in maniera corretta con le esigenze lecite di un territorio e a volte a farlo nel migliore dei modi sono le persone che non hanno un'affinità diretta con quei territori, soprattutto quando si tratta di tracciare regole.
Meno affinità c'è quando si tracciano le regole, più possibilità di portare a casa regole che valgono per tutti, ed è stata probabilmente la prima cosa che il ingegner Cappai mi ha chiesto ancor prima di accettare un ruolo difficile in una comunità difficile, con esigenze difficili.
Dal punto di vista territoriale, probabilmente.
E senza probabilmente forse uno dei Comuni più complessi per poter determinare uno strumento e a portare a casa uno strumento di questo tipo, le parole del genere Cappai, oltre a dirmi che lo intrigava, portare a casa un documento no, nonostante la preoccupazione per portare a casa un documento iniziato era quello di.
Ma riusciamo a fare un lavoro senza che la giacca subisca troppi strappi.
Io credo che, al di là delle aberrazioni che ho sentito negli ultimi tre anni, no soprattutto a qualcuno che si dichiara tecnico, io, mentre noi non lo sono o almeno non in questo campo, no, io credo che, caro ingegner Cappai,
Secondo me ci siamo riusciti, siamo riusciti a non ricevere strappi e portare a casa un risultato, poteva essere più coraggioso, come diceva il presidente Sandro certo poteva essere più coraggioso, l'avessimo iniziato, noi è completato, noi probabilmente sarebbe stato un PUC differente.
Ma c'è stato tanto coraggio e alcuni passaggi e li ha fatti volutamente e ti ringrazio perché non saperlo del di come avevi organizzato la la, la la mattinata rispetto, per esempio, le questioni legate alle alle cubature dovute a alla parte legata a spiagge dunque al territorio del dell'Asinara e questo non è scontato. Questo era anche un modo per far comprendere che una comunità non aveva disponibilità da mettere sul tavolo rispetto al riconoscimento del suo totale i territori e di averne titolarità. Anche questo è uno delle e una delle azioni che dal primo giorno di insediamento noi abbiamo portato come faro rispetto a strumenti importanti come questi.
Un altro, la seconda fa, la fascia principale di Zona Effe.
Che, a seconda di come veniva interpretata dove va arretrarsi ben oltre Serra, Li Pozzi praticamente e anche lì c'è stata una fermezza da parte di un'Amministrazione del suo ufficio tecnico per dire che non se ne parlava proprio che alcune aree dovevano essere indirizzate con quella vocazione è quello siamo riusciti a ottenere,
Io ringrazio davvero anche il tutto lo staff e la struttura dell'assessorato regionale, perché sono stati davvero coerenti rispetto alle tante norme che esistono, ma ci hanno permesso di lavorare con serenità perché hanno capito dall'inizio.
Che con serenità avremmo fatto una proposta che fosse coerente con le norme, perché queste son cose fondamentali perché io capisco che a volte non si apprezzino o si vada in giro a raccontare sciocchezze,
Rispetto anche opportunità, perché ne voglio ricordare un'altra.
Che riguarda per esempio l'Agro.
Questo ufficio tecnico, questa Amministrazione è riuscita a fare in modo che anche sull'Agro, per poter fare azioni anche possibile antropiche, non ci vuole più i tre ettari richiesti di proprietà, ma ce ne vorrà 1 e anche quello è frutto di una contrattazione fatta in funzione di motivazioni che sono normate e che sono state davvero corroborate in maniera forte e pesante da parte dell'ufficio tecnico è fortemente volute da un'Amministrazione che ha pensato anche a quello perché badate cinque anni fa, cinque anni fa, sono state dette delle cose dentro quest'Aula.
In quest'Aula è stato detto che bisognava essere disposti a perdere tutto per riuscire a creare i presupposti per rilanciare un territorio.
Che si sarebbe cercato in tutti i modi.
Di rifiutare logiche facili soluzioni immediate perché Fund in funzione di quelle logiche facili e funzioni me e azioni immediate che questa questa comunità è in difficoltà,
Ci voleva solidità rispetto agli atti, lo richiamava in una giornata storica come questa.
I sia la docente che che Bic Vindice Lecis, perché la parte più rivoluzionaria non sta nell'urlare, è combattere.
È una delle porzioni importanti, ma la parte più rivoluzionaria sta nel saper mettere per iscritto delle delle delle dei documenti che possono essere poi letti e interpretati in modo tale che rimanga parola di quello che è stato fatto.
E non si vada più a fantasia.
Questo è un documento fondamentale per poter rilanciare, perché non l'avete fatto prima, alcune azioni per questo motivo, perché le regole del gioco sono fondamentali per poter pianificare un orizzonte che non corre il rischio davvero di non raggiungerlo mai e avevi la necessità di fare questo e lo abbiamo fatto con coerenza parlando poco.
Parlando poco e agendo tanto con documenti atti perché le amministrazioni che funziona non sono quelle che in Consiglio comunale padano, perse Liccione,
Quello appartiene a un mondo fatto più di teatro che di atti amministrativi, che parla per un'Amministrazione, sono le azioni scandite da atti amministrativi che possano essere presi in considerazione da chiunque e Capitti da chiunque, poi se lo fai, anche come il consigliere Madeddu avendo la capacità dopo cinque anni e mezzo di emozionarsi,
Sono?
I valori aggiunti, questi, che confermano il lavoro che c'è dietro uno strumento come questo.
È il silenzio, è dato dalla concentrazione.
Di una maggioranza solida che presente, seppur poi può essere questo l'ultimo dei dei consigli e non credo ce ne sarà qualcun altro, perché abbiamo sempre tanto da fare.
È l'assenza di chi non capisce che il ruolo, il ruolo di amministratore di una comunità è un ruolo che produce atti in funzione di quanto è il tempo che dedichi alla costruzione di quegli atti.
E qui dentro c'è gente che ha lavorato ore ore, ore inc di continuo per produrre atti.
Che, indipendentemente da come andrà il pianeta, quegli altri determineranno l'orizzonte futuro di questa comunità, piaccia o non piaccia, perché gli atti sono scritti e gli atti verranno verificati anche nel prossimo futuro, comunque davvero grazie grazie a tutti per aver fatto modo e in modo che questo strumento così importante che può davvero creare i presupposti per un rilancio di questo territorio con regole certe con dati che sono certi e dunque sono ponderabili perché possono essere verificati permettano e questo è l'augurio a questa città di ritornare ad occupare lo spazio che merita.
Grazie grazie grazie al signor.
Grazie, signor Sindaco, c'è qualcun altro che vuole intervenire per il primo giro di interventi, altrimenti apriamo secondo giro di interventi,
Nessuno mi chiede di intervenire.
Dichiarazioni di voto.
Nessuno mi chiede di intervenire.
Rileggo il punto e lo metto a votazione,
Piano urbanistico comunale in adeguamento al PPR e al PAI ai sensi dell'articolo 20 della legge regionale 45 89.
E sue modifiche e integrazioni, approvato con delibera di Consiglio comunale numero 45 del 6 11 2025 re recepimento, prescrizioni relative alla determinazione RAS della Direzione generale della pianificazione urbanistica, territoriale e della vigilanza edilizia numero 200 protocollo 8.656 del.
16 due 2026 verifica, coerenza, PUC.
È unanime, è favorevole e il voto dei Consiglieri, vi chiedo ora di votare.
Per l'immediata esecutività.
Aspettate un attimo, devo chiudere.
Votate per cortesia per l'immediata esecutività.
Perché è a canone?
Anche questo punto.
È unanime favorevole vi.
Passa.
Vi chiedo.
Le chiedo cortesemente solo un attimo di attenzione,
Per dire una cosa.
Massimo Mulas, vent'anni fa era seduto lì, doveva essere tutto, Madeddu in questo momento io ero seduto al suo fianco, vent'anni fa è iniziato questo iter e Porto Torres era il Comune Pilotta, sono passati vent'anni e questo Piano urbanistico è stato approvato anche alla presenza di Massimo Mulas è mia in due posizioni completamente diverse e questa è una grande soddisfazione.
Portafortuna o quella sedia?
Il Consiglio si conclude buona giornata qui.
