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IV Commissione 12.02.2026
TIPO FILE: Video
Revisione
Ma io debba avere 25.
Dobbiamo anche questa.
È una priorità che quella guerra.
È così?
Poiché la perché, chi sta su questo no?
Non c'è neanche Moretti Simone.
Stefano.
Signor Presidente.
Premi e pari.
Allora?
E buona sera, a tutti siamo pronti.
Buon pomeriggio a tutti ci siamo.
Allora, grazie di essere venuti, saluto tutti i commissari Consiglieri, do il benvenuto al presidente del CIV se, Simona Dottoressa Simona Fois, la ringrazio e al direttore generale del Chips, ingegnere Salvatore De Montis, grazie di essere venuti, allora oggi siamo qua per discutere un punto all'ordine del giorno informativa da parte del CIPESS sulle novità a seguito della sentenza del Consiglio di Stato relativamente alla retrocessione delle aree dello stabilimento industriale sulla questione bonifica in merito agli stabilimenti ex Cementir e Ferriera sarda.
E sui vari finanziamenti Fiesse ci Fondo, sviluppo e coesione ricevuti per il rilancio dell'area industriale. Passo la parola al Presidente Simona Fois, grazie,
Buonasera a tutti, a tutti e grazie per l'invito, è sempre un'occasione importante poter fare un resoconto di quelle che sono le attività del Consorzio industriale che in questi ultimi anni hanno visto un'importante accelerazione rispetto proprio al rilancio del delle nostre aree produttive.
Partiamo un po' da da quello che forse il discorso centrale rispetto al al punto all'ordine del giorno, cioè la sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione al Consorzio industriale provinciale per quanto riguarda il procedimento avviato di retrocessione rispetto alle aree di proprietà dell'Eni,
È stato un percorso lungo, con una visione strategica ben precisa, perché il Consorzio ha deciso di utilizzare uno strumento normativo che aveva proprio a disposizione, che è l'articolo 63 della legge, quattro, quattro, otto del 98 che permette di retrocedere quindi riacquisire delle aree che non sono più produttive in base a due fattispecie diverse da tre o da cinque anni, il Consorzio ha avviato questo procedimento, che insomma ha dato i suoi frutti dopo qualche anno. In primo luogo, ci ha visto vincitori con una sentenza del TAR molto importante, come dire, apripista rispetto rispetto a questo, a questo tipo di iniziative contro una grande multinazionale. Come Eni,
Naturalmente ENI ha fatto ricorso, cosa che insomma era assolutamente prevedibile e il Consiglio di Stato, dopo un'accurata valutazione attraverso dei diversi periti nominati dal Consiglio di Stato stesso, ha appurato che il Consorzio aveva diritto di intraprendere quell'azione e quindi di riacquisire a quelle aree e rimetterle a disposizione di attività produttive. Parliamo di 273 ettari che risultano già bonificati e che appunto, una volta che sarà completato il processo di perimetrazione e verrà fatto, l'immissione in possesso da parte del Consorzio potranno essere, potranno essere rimesse. Scusate il gioco di parole a disposizione di di intraprese. Parallelamente, il Consorzio ha avviato anche un altro procedimento, sempre rispetto a dare di proprietà di ENI. Parliamo di altri circa 200 ettari, che si trovano però sulle aree retroportuali che sono, insomma, seguono una procedura leggermente diversa perché sono aree sui quali sulle quali insistono.
Dei fabbricati dismessi,
L'articolo 63, come dicevo prima, ci dà la possibilità di riacquisire a quelle aree, quelle senza nessun immobile in maniera più veloce, ed è quello che è avvenuto attraverso la sentenza del Consiglio di Stato, mentre il comma 3 dello stesso articolo prevede che rispetto alle aree in cui sussistono dei fabbricati ci sia la nomina di un perito da parte del tribunale che faccia una valutazione, una stima del valore di quegli immobili rispetto a quelle aree. Naturalmente il valore tiene. Ecco la stima di valore che il perito fatti tener conto di eventuali finanziamenti pubblici ricevuti per realizzarle. Costi per demolizioni, bonifiche, valore del terreno dei fabbricati, e da lì viene fuori la cifra, insomma che il Consorzio dovrà corrispondere per queste altre aree. Quindi parliamo di.
Terreni veramente molto molto grandi, che si trovano in posizioni strategiche rispetto a un bacino portuale unico in Italia, sicuramente, ma anche nel Mediterraneo e per la sua dimensione, per le sue infrastrutture e per la posizione geografica che è fondamentale, abbiamo visto attraverso diversi studi.
Anche in collaborazione con il Cipnes, come crocevia delle rotte di grandi yacht e di imbarcazioni, insomma di un certo di un certo rilievo,
La programmazione del consorzio che ha avviato poi l'attività di retrocessione sia basata sulla Pro programmazione strategica, che in parte era stata già individuata quando l'area di Porto Torres è stata individuata come area di crisi complessa in quel decreto ministeriale veri venivano individuate le diverse filiere target che che il Consorzio avrebbe dovuto per perseguire e promuovere proprio per la riconversione di questo di questo agglomerato industriale tra queste c'era l'economia del mare, oltre l'economia circolare e la riqualificazione ambientale.
Questo riguarda principalmente le aree, le aree ENI. Per quanto riguarda invece i fondi FSC e poi invece faccio un un focus su Ferriere ex Cementir, come mi è stato chiesto sui fondi FSC, il Consorzio ha ricevuto 20 milioni di euro per il decommissioning delle aree retroportuali fuori dal perimetro ENI. Distinguiamo le le aree retrocessione tra perimetro, Eni è fuori perimetro, Eric per maggior chiarezza. Insomma, per tutti i 20 milioni sono destinati alle aree fuori dal perimetro ENI sono 10 ettari che.
Sì, quindi 20 milioni per i 10 ettari fuori dal perimetro Eni 3 milioni e 8 per l'ex Cementir.
Circa poco più di 4 milioni per la manutenzione straordinaria delle strade consortili.
Poco più di quattro mesi sto arrotondando e poi magari le cifre corrette, ve le di Consob più precisamente dopo.
Ho perso il filo quindi 20 milioni 3 4.
Ah ok, ci abbiamo tutti perfetto, sì 3 milioni e 2 per il potenziamento no 2 milioni e 2 scusate per il potenziamento della sezione terziaria del depuratore, 3 milioni a 3 per il completamento della rete del gas su Porto Torres e 8 milioni per le bonifiche dell'area ex Vacis che il Consorzio sta facendo parco vai Nils,
Sì, quella è un'area, è un sito orfano, per cui la Regione doveva fare le bonifiche, ha chiesto al Consorzio di incaricarsi di fare queste bonifiche, per cui ciò ha contribuito con con i fondi che che erano necessari e in parte erano fondi PNRR in parte erano fondi FSC,
Per quanto riguarda invece stabilimento ex Cementir e vi ho detto che i fondi destinati erano 3 milioni e 8 sono fondi separati perché l'area dell'ex Cementir era già di proprietà del Consorzio Industriale al momento della richiesta dei fondi FSC, per cui avevamo avviato prima degli altri lotti già la progettazione e per la demolizione e aveva già ricevuto il parere positivo in conferenza di servizi lag il bar il bando di gara per la demolizione sia concluso il 6 febbraio.
Oltre 30 aziende hanno effettuato il sopralluogo obbligatorio e quindi, prossima settimana faremo la l'apertura delle buste e verificheremo effettivamente quante di queste 30 poi hanno effettivamente partecipato al bando. Diciamo che, insomma, è un numero importante che.
Che spiega che c'è un grande interesse rispetto a quelle aree.
Sul invece gli altri 10 ettari finanziati con i 20 milioni. È già pubblicato il bando di progettazione per la demolizione, bando che andrà in scadenza a fine marzo, se non ricordo male, intorno al 20 marzo, a seguito del quale verrà aggiudicata la progettazione. Una volta approvata, la progettazione si andrà al bando di gara per la demolizione vera e propria rispetto invece alla Ferriera che a un problema importante di amianto,
Per cui il Sindaco, anche di recente, ha fatto un'ordinanza insomma di messa in sicurezza.
Con somma urgenza. Il Consorzio si è attivato fin da subito, ancor prima che la Ferriera fosse acquisita a patrimonio del Consorzio, per recuperare i fondi necessari per la bonifica di quel sito. Parliamo di 800.000 euro che è il Consorzio ha ricevuto dalla Regione Sardegna e che insomma a breve verranno verranno affidati per per fare la bonifica,
Bonifica. Naturalmente, è propedeutica, poi al decommissioning, alla demolizione, esattamente come è stato fatto nell'area dell'ex Cementir. Prima abbiamo fatto la bonifica dell'amianto di tutti i materiali che erano insomma da da rimuovere e successivamente abbiamo approvato il bando di gara per per la demolizione.
Cosa dire?
Ex venivano vasca che fanno parte dei 20 dei 10 ettari finanziati con i 20 milioni.
Che cosa stiamo facendo ora, questo è un po' il dato assodato, quello che già c'è e che, insomma, tutti voi, più o meno conoscete nel frattempo abbiamo attivato delle interlocuzioni attraverso il TPS at insieme alla Città Metropolitana e alla Regione Sardegna, nella persona dell'assessorato all'industria quindi del dell'assessore Emanuela e cani per promuovere una,
Una nuova stagione di finanziamenti che vadano in continuità rispetto a quello che è già stato fatto e che permettono di mettere a regime e quindi rendere veramente produttiva proattiva, quelle altre aree oggetto della retrocessione, principalmente quelle naturalmente sulle quali insistono i fabbricati da demolire quindi parlo dei 200 ettari fronte mare diciamo così,
Su questa, su questa questione l'assessore Caner ha sottoscritto un documento condiviso, un documento proposto dal TPS e quindi in parte è redatto dal Consorzio perché era l'attore principale rispetto a quella questione, nel quale chiediamo sostanzialmente i finanziamenti per la bonifica degli altri 10 ettari degli altri scusate 14 ettari che rimangono fuori dal perimetro ENI e dei 20 ettari dentro al perimetro Eni sull'area, insomma, a fronte amore.
200 euro o 20 okay, numeri, non solo il mio forte, il numero non su ogni volta faccio dei pasticci scusate 200.
Lo dicevo, l'assessore ha su ha sottoscritto questo documento condiviso, si è preso l'impegno di portare queste istanze anche, insomma alla Giunta regionale e quindi alla presidente per cercare una strategia condivisa per reperire queste risorse, che siano fondi FSC, che siano fondi regionali, bandi ministeriali, insomma verificare le possibilità per avere questi finanziamenti che abbiamo stimato in circa 40 milioni.
Per proseguire a quell'opera di decommissioning e quindi affacciarci in maniera veramente efficace ed efficiente al mercato industriale che esiste, abbiamo già incontrato diversi operatori economici di livello internazionale interessati ad investire sul nostro territorio perché ne vedono sicuramente le potenzialità perché, come dicevo prima, ci troviamo in una posizione strategica dal punto di vista geografico abbiamo un bacino portuale importante e abbiamo a disposizione delle aree ed un un'estensione di aree veramente veramente importante è che non si trova così facilmente.
Esse sono tutte condizioni favorevoli affinché i nuovi insediamenti produttivi possano essere.
Realizzati di qui a poco parliamo di cantieristica navale importante, parliamo naturalmente di nautica da diporto sulle aree fuori dal perimetro ENI, perché sono quelle un po' più legate, vi diciamo all'ambito urbano e quindi non si può pensare a un'industria pesante nautica lì e soprattutto,
L'industria nautica ha necessità di essere adiacente al bacino portuale, per cui quelle aree sono strategiche da questo. Da questo punto di vista, rispetto alle altre aree, invece che sono già state retrocesse a oggetto dal del Consiglio di Stato, i 273 ettari di cui tanto si è parlato su quale area insisteva già una programmazione del Consorzio industriale relativa a possiamo chiamarla un Hydrogen Valley, quindi un grosso investitore straniero che vorrei voleva realizzare un impianto di produzione di idrogeno green e con tutta una filiera di aziende che sarebbero state le consumatrici, appunto, dell'idrogeno prodotto, ma ma che poi non è andata a buon fine per il contenzioso che c'era in corso con Eni. Sostanzialmente questi operatori economici si erano aggiudicati la il bando proposto dal dal Consorzio c'era una manifestazione di interesse allora erano risultati primi avevano vinto anche un bando PNRR, per cui avevano le risorse anche per realizzare questo importante insediamento produttivo. Dicevo, si era arenato poi per la controversia con Eni loro si sono ritirati. Insomma, e allora la questione è decaduta lì l'idea naturalmente del consorzio e riproporre questo tipo di iniziativa produttivo, perché siamo convinti che, nonostante il insomma, il mercato europeo rispetto all'idrogeno sia un po' cambiato e insomma, anche i margini di produttività siano siano un po' inferiori rispetto al quadro che si insomma che si che si poteva osservare due anni fa perché naturalmente siamo in un'epoca in cui le condizioni cambiano in maniera repentina.
Però c'è anche tutt'oggi, c'è una grande attenzione rispetto, per esempio, ai al al al mercato delle delle imbarcazioni legate ai biofuel, per cui siamo convinti che si possa andare in quella direzione ora.
Diciamo che stiamo rivedendo quel bando perché naturalmente, alla luce di tutto quello che è successo, va aggiornato, va rimodificato e voi vanno insomma dettagliate alcune altre cose, però la direzione che ci prefiggiamo è questa,
Parallelamente, il Consorzio ha messo giù altri progetti interessanti, con fondi propri e con mutui, insomma, di diverso tipo e con finanziamenti PNRR.
E che ci stanno permettendo di.
Di implementare quelle che sono le entrate del Consorzio. Uno fra tutti e mi piace citarlo è l'impianto di trattamento messa in riserva delle terre da spazzamento di posidonia in esubero, che è stato realizzato nell'agglomerato di San Marco. Mi piace citarlo perché secondo me quello è veramente il punto di svolta della riqualificazione del Consorzio industriale e della sua ricollocazione rispetto a un'economia diversa, appunto l'economia circolare, che era individuata come uno dei target per il rilancio dell'area dell'area produttiva dell'area industriale. Il Consorzio, attraverso fondi PNRR, ha realizzato l'impianto di trattamento, che a breve è già in fase di collaudo, quindi a breve sarà effettivamente operativo. Confonde il proprio, invece ha realizzato l'impianto di messa a riserva necessario perché per poter trattare poi in maniera senza intoppi, diciamo senza stop.
Senza stop derivanti dalla quantità di di prodotti che si possono trattare in maniera continua e terre da spazzamento e oppositoria in esubero. Ci tengo a precisare che l'unico impianto in Sardegna, gestito da un ente pubblico cosa insomma, che che ci gratifica molto e ci rende orgogliosi di questo progetto, perché è un progetto veramente all'avanguardia, ci permette di avere la certificazione,
Di fine ciclo del rifiuto per cui la posidonia è le terre da spazzamento che vengono trattate nel nostro impianto, escono fuori da lì non più come rifiuto, ma con degli sbocchi di utilizzo diversi, ad esempio pannelli fonoassorbenti, ingegneria ambientale,
No, pensavo di non essere chiara, okay.
Abbiamo inoltre realizzato un impianto di pretrattamento rifiuti liquidi sull'agglomerato di Porto Torres, un impianto che è già pronto e, insomma, a partire non appena ci verrà rilasciato l'adeguamento dell'AIA da parte della Provincia abbiamo in fase di progettazione, con però già le autorizzazioni acquisite invece un altro impianto di trattamento rifiuti liquidi che si trova,
Come spiegargliela l'area e ok al polo conciario, quello può essere più preciso, però.
Per cui il Consorzio si sta muovendo su vari fronti per garantire intanto una stabilità economica. Perché ricordiamo che noi siamo un ente pubblico economico che significa che ci muoviamo come un ente pubblico, ma non riceviamo i soldi di funzionamento che ricevono invece i comuni e tutti gli altri e tutti gli altri enti, quindi dobbiamo necessariamente a fare impresa, non facciamo impresa come un'impresa semplice, ma lo facciamo con quella parte. È sempre di ente pubblico che, insomma, ci argine in qualche modo. Un altro risultato importante che insomma è passato un po' secondo me in sordina, ma anche questo ci tengo a precisarlo è il percorso che ha portato la Red la Regione a riacquisire l'incubatore d'impresa di Porto Torres la vicenda. Gli incubatori di impresa è una vicenda insomma, molto lunga. Complessa era di proprietà di Invitalia, che poi.
Aveva aveva concordato col Consorzio un canone di locazione con canone di locazione, che poi era stato aumentato. Insomma, con delle motivazioni so per noi poco come dire, poco credibili. Ecco.
Il Consorzio ha verificato che che ci fossero i requisiti per l'acquisizione da parte della Regione rispetto a un regolamento regionale.
Allo Stato e che sia lo Statuto regionale.
Che prevede che i beni di proprietà dello Stato in dismissione vengono acquisiti a costo zero dalla regione, abbiamo avviato, insieme all'Avvocatura regionale, un percorso condiviso grazie anche al supporto dell'Avvocatura di Porto Torres, perché insomma anche questo bisogna dirlo che aveva già avviato rispetto alle aree dell'ex.
Ferrovie dello Stato, un processo analogo, quindi anche avvalorati da quel insomma da quelle carte abbiamo intrapreso questa strada con la Regione, la Regione ha.
Comunicato a Invitalia che poi adesso a Invitalia.
Invitalia, Partecipazioni liquidazione, io mi son perso un po' il posto oggi, perché poi sono tante scatoline che cambiano di poco il nome ha comunicato diciamo a Invitalia S.p.A. In liquidazione l'acquisizione naturalmente loro hanno possibilità di fare ricorso, ma vedremo insomma come si evolve la questione per il momento alla Regione la acquisito, l'obiettivo naturalmente a seguito dell'acquisizione da parte della Regione e che ci sia la concessione.
Al consorzio e che quindi possiamo continuare a gestirlo come abbiamo fatto finora. L'incubatore è un presidio molto importante perché permette alle startup e i giovani imprenditori di avere dei canoni agevolati per, nel momento iniziale di di costituzione della loro impresa e quindi è un secondo noi, è dal punto di vista produttivo, molto importante. Mi pare di aver insomma.
Detto tutto, però, sono a disposizione per eventuali chiarimenti e anche il direttore, naturalmente, qualora voleste approfondire qualcosa.
Allora volevo intervenire il consigliere Cermelli.
Grazie Presidente, grazie Presidente.
Fuori grazie al direttore di essere venuti qua oggi, innanzitutto volevo specificare una cosa questa riunione nasce dal fatto che io ho presentato una mozione al Consiglio comunale un paio di settimane fa è la settimana scorsa, giovedì scorso, prima di discutere la stessa, era stato convenuto con la Presidente del Consorzio industriale di sospendere la mozione per far sì che la stessa potesse venire direttamente in Commissione quella che odierna,
Una Commissione, tra l'altro che viene trasmessa in streaming, quindi, quasi come se fosse un Consiglio per porgli quelle domande che comunque li avremmo dovuto porre successivamente alla richiesta di convocazione e quindi abbiamo cercato di di di accelerare i tempi e quindi io darò adesso lettura della mozione almeno né nel corpo, senza poi il dispositivo che non ha più senso perché oramai l'equa e poi aggiungerò delle domande che le devo fare rispetto a quello che lei oggi ha già spiegate. Anticipato quindi, premesso che l'era industriale dell'ex stabilimento, ENI Rewind, di Porto Torres, sono stati oggetto di retrocessione al Consorzio industriale provinciale di Sassari chips, come confermato da provvedimenti di Bnl, deliberazioni di competenza con l'obiettivo di valorizzare il territorio e promuovere nuove attività produttive, premesso che la Conferenza dei servizi autorizzati tenere wine dallo scarico a mare delle acque TAF, suscitando preoccupazione riguardo agli impianti ambientali, economici occupazionale, in particolare per la scelta sull'ambiente ai lavoratori coinvolti, premesso che rimangono interrogativi su le alternative concrete. I progetti messi in campo dal Consorzio per le aree retrocesso ed Eni Rewind, gli impianti economici sugli impatti economici sull'ente di programmazione territoriale, comprese le modalità del ristoro da erogare Eni Rewind, lo stato dei vincoli ambientali sulle aree retrocessi ai tempi previste per lo svincolo, i progetti e le tempistiche per la realizzazione di un nuovo denti di attracco nelle aree prospicienti, l'ex stabilimento ENI compresi eventuali manifestazioni di interesse da parte di sul Colle al pubblici o privati, gli impatti economici Suazo ambiente derivanti dall'arrivo dello scarico in mare delle acque TAF, inclusi i mancati introiti e le ricadute sui lavoratori del settore, gli impatti economici sull'ente di programmazione territoriale in modo detta il ristoro verso Eni Rewind, lo stato dei vincoli ambientali e i reati dei tempi e per i loro svincolo. Ora lei, ah, ah, è intervenuta dicendo che in parte è quello che il Consorzio ha fatto o avrebbe intenzione di fare. Siccome io ritengo tanto faccio un'anticipazione, mi dispiace che oggi non ci sia anche il Sindaco del Comune di Porto Torres, perché io credo che questo argomento avesse necessità anche della sua presenza, perché penso che sia da un punto di vista economico il tema principale che la nostra città sta affrontando negli ultimi, negli ultimi anni il Consorzio industriale già cinque anni fa con la vecchia Presidenza aveva cominciato un percorso e un cammino che, nella retrocessione delle aree che alla fine ha dato ragione al Consorzio e con la sentenza del Consiglio di Stato e di Forse dicembre scorso, se non ricordo male, ha confermato le ragioni del dal Consorzio,
Dunque, retrocedendo le aree di fatto, restituendo più di 200 e passa chi lo vive.
Ettari si ettari al né nella proprietà nelle nel possa essere nella proprietà del consorzio industriale stesso, quindi la prima domanda che noi ci siamo posti sin da allora è questa, ma il Consorzio industriale nel momento in cui è entrato in possesso delle aree a dei progetti di immediata esecuzione o è una vittoria di Pirro cioè abbiamo le aree ce li abbiamo, noi, non ce le ha più ENI e adesso vediamo cosa farci perché io credo che quando si intraprende un percorso così,
Così importante anche perché comunque è stata una lotta che ha visto Davide contro Golia e ve lo e io ve lo riconosco questo lo riconosco al consorzio.
E se il giorno dopo io vinco, devo anche sapere cosa ci devo fare subito, però, perché sennò spostare la proprietà il possesso fondamentalmente non cambia niente per l'economia perché ce l'abbia ENI o ce l'ha, il Consorzio e nessuno ci fa nulla di Fo, fondamentalmente non cambia niente diverso è se il Consorzio industriale invece ha dei progetti. E badate bene che quando io parlo di progetti non intendo intenzioni perché in questa Amministrazione io molto spesso ho sentito dire 20 milioni, 10 milioni 5 milioni, poi poi va a tirare il setaccio e son tutte quante ha intenzione di cose che uno vorrebbe fare, cioè anch'io intrinseco proprio Ferrari, ma al momento non posso prendere che non vuol dire. Domani sto ritirando la macchina, ci sono son cose diverse, quindi la prima cosa che bisogna, che bisogna far capire a chi ci ascolta, la città, ai nostri cittadini, agli operatori e quali sono i progetti che ci possono mettere a terra. Non dico in tempo zero, ma nell'immediato rispetto ai progetti che invece hanno bisogno di tempistiche molto più lunghe o addirittura di tempistiche che sono solamente ipotesi di progettazione.
E quindi distinguiamo subito adesso dalle aree ENI che di cui il Consorzio ha è entrato nella proprietà, nel possesso poi alle aree esterne, che meriteranno un altro approfondimento, che farò che farò dopo quelle aree prevedevano, come lei ha detto, la progettazione inizialmente avevate fatto anche un bando per la realizzazione di un sito di produzione di idrogeno liquido se non ricordo male quest'e idrogeno verde.
È il pezzo mancante di questa storia, è che per produrre idrogeno verde occorre una grande capacità di élite di energia elettrica che quel progetto prevedeva di pro die di provvedeva di prevedeva di produrre con l'installazione di impianti fotovoltaici.
Chi aveva partecipato a quel bando di interesse se l'era anche aggiudicato, poi alla fine si è tirato indietro, anche perché, alla luce dei fatti, era una società con mi sembra 20.000 euro di capitale sociale. È una cosa del genere, quindi stiamo parlando praticamente di un di un di un ragazzino che vuole andare a comprarsi malata. Questa era al rapporto il peso specifico delle due dei due progetti, ragione per la quale poi, in sua piena autonomia, la stessa società ha rinunciato alla app a partecipare a quel bando a legislazione a quel bando. Quindi, ad oggi, su questa ipotesi di produzione di idrogeno verde ci troviamo scoperti a meno che il Consorzio industriale non voglia o non voglia.
Ripresentare un bando e valutare magari ipotesi di persone più solidi e poterlo fare. Io ritengo, e questo lo dico subito che è l'ho già detto in Consiglio comunale in più di un'occasione che uno dei player sulla produzione di energia più importanti che c'è in Italia e forse anche nel mondo, e comunque ENI.
No, perché non stiamo parlando di un di un è che comunque con l'Eni bisognerebbe intavolare dei discorsi, cosa un discorso Xin ad oggi, secondo me, da almeno da parte dell'Amministrazione comunale, non sto dicendo che il consorzio è mancato è mancato perché si è preferito fare un altro tipo di di porsi in altri in altri rapporti con Eni che ad oggi non ha portato, non ha portato a nessun risultato perché non hanno portato a nessun risultato.
Ah retrocessione delle aree è una cosa che ha fatto il consorzio, io sto parlando dell'Amministrazione di cui noi facciamo parte, di cui noi facciamo parte del Consorzio, c'è il Comune di Porto Torres, nella persona del Sindaco, certo, oggi passano la delegata del Sindaco, però allora c'era il Sindaco è infatti questo è importante sottolineare, infatti ad oggi ottenuti sto dicendo ottenute le aree non si capisce chi possa realizzare questo tipo di progetto immaginando, ipotizzando, che il Consorzio intende puntare sempre sull'idrogeno verde che nel mentre non abbia cambiato non abbia cambiato. Diciamo così, l'ipotesi di realizzazione e che quindi oggi le chiediamo quali sono.
Questo per quanto riguarda le aree, le aree all'interno del lineup, comunque le più importanti, un altro progetto importante è quello del cosiddetto dente dell'attacco bacino di colmata, che sarebbe la realizzazione di un'ampia.
Chiamiamola banchina di attracco che poi servirebbe a per movimentare le merci che poi dovrebbero potrebbero anche poi finire nell'area nelle aree retrocessa, in parte e in parte no, anche questo ad oggi è un'ipotesi di progetto che il Comune di Porto Torres insieme del Consorzio è un progetto che dovrebbe costare non meno di 80 milioni di euro ed è un progetto che, malgrado le.
E, diciamo così, le diciamo. Le volontà di questa Amministrazione è un'ipotesi di progetto perché non c'è nulla di concreto alla sulle carte sulla realizzazione, dove si troverebbero i fondi, chi li metterebbe con che cosa si riempirebbe Mare, perché bisogna praticamente il vaccino e quant'altro non è altro che riportare terra sul mare, rubare terra al al mare e poi concluderlo con col cemento armato. Questo è un vaccino colmato dopo occorrono milioni di tonnellate per colmare quella quell'area lì e quindi ad oggi non si sa né con quali soldi bisognerebbe farlo, né quando mai inizierà ed è con quali tipi di colmata si vuole fare, perché la terra non è che la la la togliamo dai giardini, occorre terra da riempire, dovrà prendi quando parla di milioni di tonnellate, questo per quanto riguarda diventare attracco e poi, Presidente Fois Milcho, mi concentrerò un attimino sulle cifre che lei poco fa ha elencato. Ora adesso io non le voglio ripetere tutte, ma le farò una domanda solo di tutte le cifre che lei ha elencato. Quali sono le cifre che a oggi sono spendibili, ciechi, per cui io domani possono fare un bando che fossero già tutte nella disponibilità del Consorzio? Sono già stati fatti anche tutti i bandi e quali di queste sono stati aggiudicati i bandi.
Questa è un'altra domanda che le faccio, okay eh no, eh beh, io lo so io lo so.
Assessore carta. Io lo so che per lei è scontata la risposta perché lei dialoga col Consorzio, però, chi ci ascolta da casa non lo sa e lo vuole sapere perché è fondamentale capire come questa Amministrazione del Consorzio stanno andando a modificare, investire i soldi sulla città sembrava, per chi è a conoscenza, sembra la risposta più banale del mondo, però, siccome in quest'Aula non se ne parla, non se ne parla mai, anzi, io ringrazio ancora perché il Preside, la Presidente oggi è venuta in se gli dico il presidente s'arrabbia. La Presidente è venuta in Aula oggi a riferirci questo perché io penso che sia fondamentale che la città sappia che cosa si sta facendo. Penso che sia la cosa più normale del mondo. Siccome è mancato, è sempre mancata una comunicazione riguardo anche della sentenza di espropriazione ed Edge, espropriazione, retrocessione delle delle aree di ENI noi abbiamo shop in quest'Aula si è parlato due volte quando avete il Consorzio ha vinto il primo grande freddo, ha vinto il Consiglio di Stato e non è mai stato informato il Consiglio comunale e io non penso che il Consiglio comunale di Porto Torres non debba essere informato di quello che accade sul 50% o quasi delle proprie, delle pure della propria della propria terra. No, e quindi anche della propria economia. Io penso che sia fondamentale che ci sia un aggiornamento continuo, cosa che continuamente mancata. Questo non ne faccio una colpa tanto al Consorzio quanto all'Amministrazione.
E aggiungo ancora se non mi sono dimenticato niente adesso controlli di.
Ah, ecco, e poi chiedono un'altra cosa noi abbiamo presentato una una interpellanza.
Relativa al trattamento di acque di falda, che ahimè è riuscita a farsi autorizzare per lo scarico a mare,
E ci pone un doppio problema.
È un problema, è un problema ambientale, perché a me sapere che delle acque che sono, benché depurate, lavorate sterilizzate chiamatele come volete, ma che vengono dalla trattamenti di acqua di falda altamente inquinante.
Che poi vengono scaricate a mare un po' mi spaventa perché io penso che comunque sia rappresenti sempre un problema, lei, consigliere, capita cosa ne pensa di questa cosa, la seconda cosa, la seconda cosa è il conferire al Consorzio e quindi al depuratore quelle acque di falda comportava per il Consorzio stesso, credo un entrate intorno ai 2 milioni di euro l'anno 3 milioni di euro l'anno tre e mezzo.
Allora diciamo tre, tre, tre, tre e mezza, se e quando incominceranno a scaricare a mare quelli Ingri, quelle economie vengono a mancare e che credo che crea, cioè, per quanto il Consorzio possa reperire fondi in giro, sia bravo, credo che sia una cifra importante che mancherà al Consorzio, all'economia, al Consorzio e quindi volevo sapere come intendevano, come intendevano, diciamo colmare questa mancanza di di ingressi e poi l'ultima domanda è questa anche se è vero che l'Amministrazione comunale che si deve occupare,
Delle delle.
Dei controlli e delle verifiche e dei controlli sui progetti di Deku decomissioning da parte di Eni e l'Amministrazione comunale, io penso che anche il Consorzio una minima parte responsabilità su questo tema ce l'abbiamo, non fosse altro perché si chiama Consorzio industriale, è storia nota perlomeno sempre a chi si occupa di questa materia o chi occhio a chi lavora dentro eccetera che di qualche mese fa, un anno fa, ha venduto alcuni impianti a una società privata perché si occupasse del decommissioning di quegli impianti.
La storia ci racconta che da quando gli è stata ceduta non hanno smontato praticamente e non hanno rottamato praticamente nulla chi controlla chi deve controllare, perché stavolta cosa succede, la società che ha acquistato deve essere controllata da Eni, ma ci sarà qualcuno che deve controllare ENI che nei controlli ci siamo a oggi non mi risulta che nessuno sia controllando nessuno, tant'è che questa società che ha preso gli impianti ed è tutto fermo ora se noi dovessimo continuare o dovesse passare il sistema per cui ENI si vende gli impianti a società private che poi devono.
Di fatto demolire e nessuno controlla noi possiamo rimanere così. Altri vent'anni perché ENI diciamo, non è più mia e io l'ho già l'ho ceduta a Tizio e quindi lo deve fare Tizio o Tizia, non fa nulla, noi non controlliamo e la roba rimane lì, quando io invece penso che è dovere prima dell'Amministrazione e poi anche del consorzio.
Verificare e vigilare su quello che sta succedendo all'interno, all'interno della zona industriale, perché il 50%, forse più degli investimenti che riguardano e riguarderanno la zona industriale, sarà appunto il decommissioning di tutte le aree, come avete detto voi, prima di quella esterna e quindi la demolizione e la bonifica per poi mettere a disposizione i dem deve succedere all'interno di ENI, ma questo non sta questo non sta accadendo.
E c'è stato uno stop se guardiamo demolizione dei serbatoi, c'è stato neanche un inizio sulla demolizione degli impianti ceduti a questa società privata e io credo che a questo punto l'Amministrazione del Consorzio debba dialogare con ENI e debba trovare un punto di svolta diverso da queste due ipotesi che hanno messo in campo ora per il decreto decommissioning di cui di cui gli impianti perché ce ne sono tanti altri da smaltire.
E se quello non funziona, bisogna trovare un'altra soluzione, secondo me,
Cioè o lo gestisce direttamente ENI, o si rivolge ad altri player che garantiscono, che danno garanzie superiori a quelli che hanno dato questi adesso, e credo che sia dovere anche del Consorzio verificare queste cose, l'ultima cosa, Presidente, e poi lascio la parola a chi deve intervenire per rispondere lei ha parlato di economia del mare, che il Consorzio sta perseguendo in maniera in maniera importante e io credo che quella sia una delle veramente una delle valvole di sfogo, uno delle delle iniziative che possono portare a Porto Torres ah ah, ah, creare un volano economico che ora manca anche grazie al Consorzio non manca grazie al Consiglio slogan, che a garanzia del consenso potranno crearsi economia, cioè non non non fraintendimenti.
E credo anche che anche su questo punto perché, ad esempio, il progetto della demolizione decommissioning del cementificio è giusta del Cementir è quella subito dopo potrebbe essere, ma in tempi ragionevoli, un'area pronta per poter fare altro. Però, anche su questo punto di vista, io credo che il Consorzio, se oggi ha già delle ipotesi di e di di player che possono venire, ci debba informare o che si debba muovere immediatamente, perché anche lì avrei alle aree fronte non appena è pronto può investire, è cioè CIC, ci crea un vuoto che non ci possiamo più permettere che questa città ha bisogno da una parte di demolire e dall'altra parte di riavviare, cioè non può più stare con aree.
Benché demolite bonificate senza che sopra ci sia nulla che non abbiamo ottenuto un risultato che è meno del 50% di quello che si dovrebbe fare. Grazie.
Allora chi vuole intervenire cavità, prego.
Sì, grazie Presidente, grazie dottoressa Fusco durante l'ingegner De Montis.
La carne al fuoco è tanta tanta, quella che ha ricordato il consigliere Cermelli è tanta quella che ha ci ha ricordato anche la Presidente del Consorzio industriale.
Voglio esordire con una battuta si stava meglio quando si stava peggio.
Quando c'era immobilismo istituzionale, quando nessuno chiedeva conto di niente e allora tutto sembrava passare che tutto andasse bene, siamo anni che aspettiamo che la multinazionale è presente qua a casa nostra, faccia degli investimenti che non fa, non solo ha sottoscritto degli accordi che prevedevano alcuni investimenti che sono ben lontani dall'essere conclusi,
E ricordo a tutti noi quel protocollo d'intesa firmato nel 2011 a oggi, che non è stato modificato.
Chimica verde prevedeva lo stato di conservazione degli impianti che sono stati fermati.
Quindi, di fatto, a oggi di quegli impianti non si doveva toccare neanche un chiodo e invece l'ENI cosa ha fatto ha ceduto gli impianti, è subentrata un'azienda che ha iniziato e glielo posso assicurare una parte del decommissioning esclusivamente delle parti più preziose che gli interessavano.
E poi, effettivamente si sono fermati.
Allora io ricordo perfettamente che quando parlavamo col Sindaco e col Consorzio industriale, la richiesta di retrocessione delle aree, da parte appunto, dell'Amministrazione comunale del CUN tramite il Consorzio industriale, fosse mirata proprio a stanare in qualche modo la multinazionale è presente sul nostro territorio che ci potesse dire no, guardate quelle aree, non ve la concediamo perché abbiamo intenzione di presentare dei progetti nostri, dei progetti, che però fossero diversi dall'insediamento del fotovoltaico, piuttosto che delle torri eoliche, perché quelli che non sono investimenti che possano portare a produzione e soprattutto occupazione stabile. Quindi questa mancanza da parte dell'azienda che noi abbiamo incontrato e, come dice il nostro Sindaco con uno cambiamento anche dell'atteggiamento posturale nei confronti di questa azienda, abbiamo chiesto conto delle intenzioni di questa azienda, intenzioni che non appalesato son venuti qua senza presentare un piano industriale e a oggi che è trascorso un anno e mezzo ancora non abbiamo un piano industriale relativo al sito di Porto, Torres.
C'è in mente un progetto che dovrebbe riguardare il riciclo meccanico ma credete, riciclo meccanico e recupero della plastica meccanicamente, quindi frantumazione della plastica quindi, occuperà pochissime persone, in un momento in cui c'è difficoltà anche a utilizzarla, tutta la plastica recuperata, ma,
Detto ciò, io credo che uno dei presupposti per poter attrarre investimenti nel nostro territorio sia sicuramente è quello di essere proprietari delle aree che dobbiamo destinare a queste investimenti. Solo successivamente possiamo aprire le interlocuzioni con le imprese con aziende, aprire magari dei bandi di gara su progetti che possano arrivare nel nostro territorio, e questo a oggi forse si può iniziare a fare e credo che lo si stia già facendo. Come giustamente ci ha ricordato la presidente,
Allora poi giusto per dire alcune domande che ha posto anche specificatamente rivolte a me, consigliere, Cermelli, scarico a mare.
Io, da dipendente Eni dal punto di vista strategico, lo ritengo sbagliato, ma non perché abbia timore di chissà quale inquinamento, perché io sono certo che quelle acque scaricate a mare sono acque pure da contaminate al massimo, ne sono sicuro, ma proprio perché sono talmente sicuro io mi sarei aspettato da un'azienda come Eni che quelle acque alle riutilizzate all'interno dei propri circuiti industriale,
Magari riducendo quello che è il prelievo dell'acqua grezza, quindi in una terra che oggi no, ma che fino a ieri soffriva di crisi idrica, di siccità e quindi con minor consumo di acqua grezza, era importante è il recupero di quest'acqua, probabilmente avrebbe agevolato un minor consumo, appunto di questa risorsa, quindi, semplicemente per quello, non ritengo che fosse conveniente per un'azienda quale è ENI scaricare a mare, così come non lo ritengo conveniente anche da un punto di vista, diciamo puramente pubblico, perché ogniqualvolta ci saranno dei valori all'interno del bacino industriale anomali, la prima indiziata sarà proprio ENI.
Sapendo che lo scarico odierna è una piccola parte rispetto a quanto, per esempio, scarica in continuo il Consorzio industriale.
A mano a mano, certo, quindi stiamo parlando di queste cose qua per quello io dico che l'atteggiamento di Eni secondo me.
Non è corretto e ricordando che il Consorzio industriale e il Comune di Porto Torres si sono schierati contro l'approvazione di quell'autorizzazione, mentre gli enti certificatori quindi lo lo SPRESAL l'ARPAS.
La ASL e quant'altro hanno concesso l'autorizzazione, quindi vuol dire che hanno avuto tutte le garanzie che quell'acqua non sia inquinante,
Altre cose legate ai vari progetti.
Case che sono in essere e quindi mi riferisco alla Cementir,
Mi riferisco alla alla Fiera salva poi da poco sappiamo anche dell'acquisizione della Vianini,
Allora, a questo punto, la domanda che io faccio al presidente e al direttore magari vedete voi, se qualcuno si è in grado di rispondere, siccome li sempre fronte mare in quella zona, lì abbiamo a oggi ancora un'azienda, anzi abbiamo più aziende perché la butta andasse fortunatamente è ancora in piedi e ci auguriamo che continua a rimanere in piedi però abbiamo anche la distanza che era quella che si occupava di oli esausti a oggi non so se sia una un'azienda inattività,
Però effettivamente anche lì, se non è inattività, probabilmente si può iniziare a a valutarne anche quello un'attività diversa, anche perché comunque li stiamo parlando di prodotti che, da un punto di vista dell'impatto ambientale, possono essere importante e quindi cercare di capire come questa azienda stia lavorando.
Così come è importante e io ho apprezzato molto il tentativo che si sta mettendo in piedi fra Città, Metropolitana, TPS, Consorzio industriale, con il coinvolgimento anche dell'Assessorato regionale all'industria e come ho già avuto modo di accennare la dottoressa Fois in occasione di quella riunione, non dimentichiamo che esiste a oggi uno strumento è chiamato ZES, è che purtroppo è stato tolto dal controllo regionale messo sotto il Ministero per il Sud e che di fronte a queste situazioni la Regione Sardegna viene nuovamente e ulteriormente penalizzata a fronte di regioni del Sud. Sicuramente è più forte della Sardegna da un punto di vista politico ed esclusivamente politico, quindi è sapendo che l'area perimetrata della ZES è un'area molto importante all'interno del Consorzio industriale. Io credo che sia uno strumento che invece dovremmo riuscire a riappropriarci e a valorizzare e soprattutto a fronte di possibili futuri investimenti proprio in quel territorio. Lì quindi, non trascurerei questo passaggio con le ZES, come non trascurerei il fatto di essere riusciti in qualche modo a riallacciare i rapporti in maniera probabilmente più,
Più proficua con l'Autorità di sistema portuale e lo dico oggi che abbiamo alla Presidenza una persona che magari anche politicamente non è vicinissima a noi, ma che però dimostra effettivamente le sue competenze e la sua voglia di fare e che sta si sta mettendo a disposizione affinché il porto di Porto Torres possa riacquisire ma noi vedete il consigliere Cermelli, io credo che una cosa che il nostro Sindaco ha saputo fare in questi cinque anni e mezzo anzi, a proposito credo che il Sindaco si è impegnato con il COC perché è stato convocato la centrale operativa comunale,
Una delle cose che il nostro Sindaco ha fatto in questi cinque anni e mezzo è proprio quella di comunque interloquire con tutti i rappresentanti istituzionali, a prescindere dalla loro appartenenza politica, nell'interesse esclusivo della comunità e del territorio che rappresenta, a oggi, il passaggio che il Consorzio industriale sta facendo è un passaggio importante, soprattutto intervenendo in orbita. Città, metropolitana perché si acquisisce, sì, riacquisisce la consapevolezza che il territorio del nord ovest della Sardegna riparte se riparte questo territorio, di cui il Consorzio industriale.
Ah, la maggior quantità dei terreni sono del Comune di Porto Torres, in cui è inserito un porto industriale internazionale in cui esito un SIN un sito di interesse nazionale e che ancora oggi a un migliaio di buste paga, insomma, abbiamo tutta una serie di motivi per cui questo territorio deve ripartire, quindi io direi che i primi passi, quelli propedeutici, ad attrarre investimenti, sono quelli che sono state messe in campo con la retroattività delle aree, con il recupero delle aree fronte fronte mare, dopodiché siamo qua a vigilare, sicuramente che quanto richiesto vada avanti. Io mi auguro che a breve il TPS riesca finalmente a far rivedere anche quel protocollo d'intesa che necessariamente deve essere Rieti rivisto. È sicuramente ritarato su quelle che sono le nuove esigenze del territorio e mi soffermo su un ultimo punto.
Che è quello della transizione energetica che questo Comune sta vivendo, perché a oggi non si parla più di FSR U.
Io ricordo che già le forze sociali 15 anni fa, chiedevano aeree di interessarsi a un possibile il rigassificatore a Porto Torres e non l'ha mai voluto fare.
E non lo vuol fare neanche adesso, sinceramente, Snam lo farà soltanto perché nel suo.
Nella sua mission, diciamo così.
Però io credo che il segnale che questo Comune adatto nel 2022, se non ricordo male come adatta riguardo a la regolamentazione di quelle che possono essere.
Insediamenti energetici. Quindi parlo del fotovoltaico di torri eoliche era un segnale importante, non sbagliato e i giorni d'oggi lo stanno dimostrando che se noi non riusciamo a regolamentare tutti questi investimenti energetici che d'investimento valgono soltanto per chi lo fa e non certo per i territori che li ospitano, rischiamo di diventare veramente una nuova servitù, adesso non più militare, non più industriale, ma probabilmente energetica. Però noi lo dicevamo già quattro anni fa, oggi qualcuno lo sta scoprendo portatore, diceva quattro anni fa e vorrei che si riprendesse in mano la questione di potere regolamentare e legiferare sull'insediamento del della transizione energetica nel territorio di Porto Torres, perché non vorremmo che con la scusa che noi siamo un sito di interesse nazionale già compromesso, dovessimo diventare anche terra di conquista per quanto riguarda gli speculatori di energetici,
Passo la parola al Consigliere.
Grazie Presidente, un saluto alla Presidente Fois e al direttore. Salvatore De Montis. Il mio è un intervento prettamente politico e riguarda il fatto che finalmente, a mio giudizio, si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel, come si suol dire, le criticità e le lamentele che venivano e ci vengono rivolte ogniqualvolta arriva anche la bella stagione quale sono, arriviamo con la nave e vediamo un cimitero, vediamo Beirut, tutte queste erano delle delle frasi, alcune fatte, ma è effettivamente così? Chiunque, anche un residente dei produttori, quando sbarca da Genova o viene a nella nostra bellissima isola.
Lo spettacolo che gli si presenta davanti agli occhi non è uno spettacolo bello e ne siamo tutti consapevoli.
Oggi però, come dicevo, si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel, perché, come ha ricordato e ha illustrato i vari progetti e i vari importi, circa 40 milioni di euro complessivi.
Euro in più euro in meno che riguardano, diciamo proprio quella fetta di terreno che si affaccia sul Mediterraneo, che è la porta verso il Mediterraneo, verso il Nord, Rita, non l'Italia nord Europa, quindi ben vengano questi questi finanziamenti speriamo, ma ne sono certo nelle capacità della nostra Presidente che abbiamo voluto fortemente in quel ruolo nel direttore persona capacissima e sono sicuro che a breve quel,
Fronte mare sarà riqualificato e io sono convinto che, una volta riqualificato.
E soprattutto terreni che, a quanto pare, sono anche già bonificati, quindi pronti ad essere utilizzati dalle nuove intraprese da nuovi operatori economici e son convinto che ne arriveranno tanti, credo che da breve, a breve anche è stata inaugurata, è stata collaudata anche là il travel lift, che è un'opera, uno strumento, una struttura che consente proprio in ottica in quello che diceva sulla nautica da diporto ma anche,
L'altra nautica o la cantieristica?
Dalle grandi e piccole navi, e sono convinto che Porto Torres con quelle aree,
Vedrà uno sbocco e vedrà sicuramente un aumento di han prese che si inseriranno in quei in quei posti, non fosse altro perché se guardiamo al terreni o ai le città, i porti più vicini mi riferisco a Olbia Olbia è arrivata a un punto di saturazione ormai che o vai sul mare oppure è finito dietro non ci puoi più andare, quindi abbiamo un'opportunità più unica che rara, che è quella di darci, diciamo, una, un cronoprogramma, una roadmap di tutti questi interventi affinché vengano seguite, vengano realizzati nei tempi più brevi possibili e su questo confido, come dicevo prima nelle vostre capacità.
Avete ricordato, con l'Inter con Eni più che avere quelle interlocuzioni che abbiamo avuto, non ne potevamo avere delle altre.
E oggi e oggi, se volessimo e siamo qui pronti a riceverli, non una volta altri 10.000 volte, ma devono venire qua con delle intenzioni che sono intenzioni, no, no a allunga agitata, perché quando si sono presentati qua a parte sono venuti,
Una delegazione, non dico che non contasse niente, ma una rappresentanza che è poco poteva decidere sulle sorti di delle zone all'interno dell'ENI, ci avevano detto che da lì a poco, in pochi mesi avrebbero presentato, ci avrebbero fatto conoscere il piano industriale, cosa che dissi a loro quel giorno il loro piano industriale da fare pannelli fotovoltaici.
Demolire i serbatoi e fare torri eoliche. Punto e basta di altro. In quel programma non c'era e a tutt'oggi non ne abbiamo, non ne abbiamo, non ne abbiamo prontezza e non abbiamo.
Se qualcuno può dirci qualcosa in più, siamo ben lieti di di di ascoltarlo con ENI abbiamo perso un treno perché a oggi, magari quel progetto di cui si parlava dell'idrogeno magari non sarebbe stato completato, ma magari sarebbe stato già in cantiere i tempi delle aziende, i tempi degli operatori economici, chi fa impresa lo sa cosa vuol dire?
La celerità nel mettere a terra dei progetti un progetto di quel genere se salta anche sei mesi, otto mesi va via scappa, va in un altro, va un altro in un'altra area, dove magari le aree sono pronte a essere disponibili e quindi e lì anche lì ci ha frenato. Perché invece di andare al Consiglio di Stato, se avesse accettato dalla prima l'idea di retrocedere ci leale e mettercele subito a disposizione, noi probabilmente oggi non staremmo parlando di retrocessione, staremmo parlando come mai l'idrogeno ancora non è, non è. Non non sono avanti i lavori per dire che non è vero che perlomeno così ci ha detto la Presidente che non c'è una programmazione, la programmazione c'era il problema che qualcuno ce l'ha fatta saltare su quel su quel fronte lì oggi dovremmo.
Una volta avute le aree di nella propria disp nella piena disponibilità. Presentare i bandi affinché le nuove intraprese di cui parlavo all'inizio sia della cantieristica e della nautica si possano insediare questi terreni.
Per chiudere.
Abbiamo parlato di 273 ettari, che sono già della retrocessione, circa altre 200 ettari saranno nella prossima richiesta di retrocessione da parte di Eni già avviata la pratica okay.
Di queste aree La richiesta che la domanda che volevo fare era sono aree che noi dovremmo andare a pagare come consorzio e quindi capire se l'importo è SEP e soprattutto se questi fondi sono fondi che dovevano arrivare dalla da dalla RAS e infine, se sono aree che sono già bonificate grazie.
Qualche altro che vuole intervenire.
Okay.
Così poi lei ti risponde, prego.
Non glieli faccio.
Perché poco fa, nel mio intervento ho detto tutto, però due cose, proprio ve la ricordate, sia il Consigliere cavità Consiglieri, modi il TPS, io, quando si era insediata la Presidente Fois, che ancora era vicesindaco, il giorno che gli ho fatto gli auguri e gli ho fatto i complimenti per la nomina gli dice una cosa, lei si mise a ridere no, ma se la ricorda sicuramente, generalmente, quando vai a governare un posto del genere tutti ti dicono sì, super partes, no, cioè fare gli interessi di tutti, io gli dissi invece no, lei sia campanilistica al massimo, cioè pensi solo a Porto Torres perché e direi anche la spiegazione.
Perché il consorzio industriale esiste perché esiste la zona industriale senza la zona industriale, il Consorzio industriale Alghero, Sassari, Porto Torres non avrebbe ragione di esistere perché le altre è già una forzatura chiamarle aree artigianali, non industriali, quelli di di Sassari, Alghero, esiste perché esiste Porto Torres e senza l'economia che ha sempre mosso Porto Torres,
Il Consorzio non sarebbe mai in atto e non solo e questo lo dico soprattutto al consigliere Madeddu che ci onora di essere in questo momento è un rappresentante del Comune nella nuova Città metropolitana e non solo non sarebbe nato il Consorzio, ma l'economia del nord ovest della Sardegna esisteva fiorente perché c'era la zona industriale e l'economia è la decadenza del nord ovest della Sardegna e quindi in primis di Porto Torres, ma anche di Sassari città, è dovuta al crollo dell'economia della zona industriale e mi rammarica che ancora ad oggi, quando io parlo con nostri colleghi, consiglieri comunali del comune di stasera e Alghero, questa cosa non gli si è entrata nel cervello. Pensano che il problema sia l'organizzazione dei due zii minate un concerto e un paio di fa fatte che pensano che l'economia si basi ancora su queste cose non hanno capito nulla. Se non c'è, non gira l'economia del porto di Porto Torres della zona industriale e non gira l'economia dell'aeroporto ad Alghero, il nord ovest non esiste, è morto, è morto e questo lo dico al consigliere, Madeddu lei che siede nascite erano intorpidita, glielo deve ricordare tutti i giorni perché quando io mi confronto con i miei colleghi consiglieri comunali di Sassari non sanno l'80%. Neanche che cosa si fa nella zona industriale portato adesso cosa si è fatto, cioè tu non dovrei, non avreste neanche ragione di esistere, perché vuol dire che non è del tuo territorio, non hai capito, nulla no, la e questo è il vero problema dell'economia di porto del nord ovest. Noi ci sbattiamo, ma i benefici li hanno sempre presi gli altri e non hanno capito ancora oggi che stanno raschiando il barile che se non decolla qua la continueranno a morire. Ci sono aggrappati all'università all'ospedale che lasciamo perdere la sanità, che oramai si sta privatizzando e non c'è nient'altro manco a Sassari, questa è la verità. Questa è la. Verità per cui io al Presidente gli dico ancora. Quindi, parlando del TPS, io mi auguro che ora il TPS, la Città metropolitana, rappresentino una svolta, soprattutto nell'intelletto e di chi ci si siede che capisca una volta per tutte che se non funziona qui non funziona nulla. Nel Nord Ovest, cioè son morti, vivono solamente i paesini che hanno un'economia agricola fatta di Vigna, cioè stiamo parlando del nulla, soffrono del nulla un po', lasciando Alghero che vive un po' di turismo, è una realtà un po' a se stante, cioè il nord ovest è morto detto anche perché noi siamo su aree e qua. Mi ricollego al discorso degli investimenti di egli che ahimè voleva e son comunque aree compromesse. Consigliere che abita al consigliere Madeddu anche io lo dico con rammarico e dispiacere, ma sono aree.
Sotto la quale tipo quelle che adesso il Consorzio entrati nella proprietà ci sono falde inquinate, ci son pozzi di emungimento, cioè non è che siano aria, dopodomani mattina andiamo a fare i campi da golf, no, sono aree dove l'UE il tipo di sviluppo è abbastanza limitato non fosse altro perché sono aree che fanno parte o son limitrofe a un sito SIN e quindi non è che puoi immaginare di fare chissà che cosa campionare of magari ragione, ragione per la quale ragione per la quale.
Quando io ho detto, c'era una società che voleva fare l'idrogeno ma che, di pari passo per fare dietrologia, devi fare fotovoltaico, perché siamo pubblici, energia elettrica e idrogeno non realizzi e quindi o lo fai con l'eolico o lo fai col caro, ma comunque di produrre energia elettrica e io capisco che ENI è un player,
Che fa quello che vuole perché, come ricordava il mio amico Manuele poco fa, da un sesto della Finanziaria allo Stato italiano più di 3 miliardi e mezzo di euro l'anno e quindi gli dice lo Stato italiano so io cosa devo fare, non me lo devi dire tu no né tu Stato né tu Comune.
Ma è anche vero che, siccome quei tipi di progetto per cui avevate fatto il bando era alla fine, un fotovoltaico più idrogeno, e quelli dicono ma come lo volevo fare io non lo posso fare, poi lo fate fare agli altri qua è in atto il PUN qua è nato, il punto di rottura tra ENI è l'Amministrazione e poi anche il Consorzio. Questo è stato il vero scontro e io dico una cosa io non sono né difensore di Eni, anzi son più difensore l'Amministrazione che difensore di ieri, però possiamo pragmatica e guarda in faccia la realtà, se no c'è un player che ha i capitali, le tecnologie da già stipendi ed è sul territorio, ma io, prima di andare a trattare con altri provo, provo a trattare con loro lo capisco, però noi consigliere, Madeddu, siamo andati ad aprire le porte attestate, anziché usare la maniglia, c'era la maniglia poteva approvare prima con la maniglia, invece l'aveva approvata dalla prima attestate. Quelli si sono irrigiditi e non sono. Io sto parlando di Santi è cioè non sto parlando di verginelle o di Shaki, per carità, perché noi tutto tranne che è quello, poi io credo che un tipo di interlocuzione diversa forse avrebbe potuto portare, almeno su alcune cose, a dei risultati diversi che invece in questo momento non l'abbiamo visto. Ora abbiamo intrapreso questa strada e io mi auguro che sia la strada migliore del mondo, perché io voglio talmente bene la mia città che io mi auguro che il consorzio abbia intrapreso la strada migliore e più veloce e più remunerativa. L'ultima cosa che voglio dire e poi mi taccio per sempre ascolto tutte le sue risposte, perché sarà così centrali per sempre per questo Consiglio e sulla sulla sulla non realizzazione di torri eoliche e fotovoltaico qua nel territorio di Porto Torres dentro i Consiglieri aveva detto lei che è una persona seria, dovrebbe dire che non è che dipende dal Comune di Porto Torres, se si fanno, non si fanno le torri eoliche o il fotovoltaico dipende da un progetto e da una legge nazionale innanzitutto e poi regionale. Per ricordiamo a tutti che la legge nazionale ha identificato un tot di megawatt da produrre in Sardegna e ti dice alla Regione il dimmi tu dove li vuoi fare, ma tanto li devi fare in Sardegna, cioè non è che scappi, non li puoi fare CLI limitrofo, li deve fare la cosa più naturale del mondo, la risposta appena data. Nel mondo ci sono aree già industriali, mezzi abbandonati, un po' degradate con terreni compromessi, e andiamo a farle lì e quindi l'interlocuzione, per convincerli a non farle, laddove ti avviare poi con la Regione governate la Regione. Fatelo voi con la Regione, cioè non è che diciamo noi lo vogliamo fare governate la Regione, avete l'assessorato all'industria, convincetemi che non vanno bene qui. Che cosa si deve fare altro? La palla in mano vostra, cioè non c'è nessun altro può risolvere il problema grazie.
Grazie Presidente, siccome mi ha citato almeno un paio di volte, allora, per quanto riguarda la Città metropolitana, come sapete, la Città Metropolitana si è insediata il 29 settembre, se non ricordo male.
Però, detto questo, o la Città metropolitana dal 29 settembre ad oggi ha incontrato, almeno per quanto mi riguarda, ma è presente almeno già tre volte il TPS e, una volta, assieme al TPS, abbiamo incontrato anche l'Assessore cani.
È vero che molti cittadini, se chiedi di Porto Torres sanno ben poco, se chiede a un cittadino normale di Sassari piuttosto che di Nulvi piuttosto che di Ittiri, perché è vero quello che ha detto lei, che in quel periodo hanno abbandonato le campagne, si sono trasferiti tutti a Porto Torres,
E quindi, probabilmente molte di quelle persone non sanno di che cosa cosa almeno i vecchissima ai nuovi no, però, come dicevo.
Chi siede in cui quegli scranni che deve prendere decisioni quelle, almeno io spero che qualcosa ne capiscano, ma anche più di me, perché non è che sia molto afferrato di di zona industriale, qua il collega che ci vive da tantissimi anni, quindi la conosce molto meglio di me, però, per dirle che su quei tre incontri di cui parlavo il centro del mondo ma adesso lasciatemelo passare questo termine si è parlato solo di Porto Torres di Porto di zona industriale,
Di chimica verde D e P,
Di e di rigassificatore. Quindi il tema sicuramente è caldo e sicuramente, per quanto mi compete per quello che potrò fare, terrò sempre una luce. È sempre accesa, è un faro sempre puntato su su, su su questa cosa. Qui chiudo sul discorso del del piano industriale del fotovoltaico eolico non ha detto che non può possono fare quello che vogliono. Ho detto un'altra cosa. Ho detto che l'unica cosa che ci avevano prospettato era quella non è che hanno detto, c'è quello, ma i blocchi da completare della chimica verde si completeranno, c'è un altro tipo di COV, ecco di questo o di un impianto idrogeno, faremo un impero zero. Ci hanno prospettato delle slide dove si vedeva la demolizione dei grossi serbatoi dove sopra queste Battoia io ci ho visto soltanto delle torri eoliche e poi una distesa di fotovoltaico in terreni.
Vergini vergini, grazie.
Passo la parola al consigliere cavità.
No, giusto.
Per specificare alcune cose, allora noi stiamo parlando oggi di idrogeno, green green, perché perché si produce da fonti energetiche diciamo compatibile con l'ambiente, allora, se oggi l'azienda per cui mi onoro di lavorare volesse decidere di produrre idrogeno,
Ah tanto di quel fotovoltaico che non avrebbe bisogno di installarne altro già ora.
Però non ne produce idrogeno, non ne ha nessuna intenzione di produrre idrogeno, la realtà è questa, non c'è altro, così come la realtà ci dice che questa Amministrazione nei confronti di Eni.
È sempre stata disponibile a incontrarsi, a parlare e a condividere insieme quelle che possono essere le prospettive future di questo territorio.
Noi non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno, anche in quel Consiglio comunale aperto in cui ci siamo raffrontate, sì a muso duro è innegabile, ma non abbiamo chiuso la porta, anzi, io ricordo perfettamente ed avrei invitato l'allora dottor Manna a ripresentarsi da noi una volta che dovrebbero proprio avessero approvato il progetto industriale.
A oggi non c'è quindi non si sono presentati, probabilmente è per quello, però è questo il motivo per cui.
Ah, permettono giustificazioni che non attecchiscono quelle che sta avanzando ENI.
Perché, ripeto, sa quanti spazi attualmente esistono all'interno dello stabilimento industriale per creare qualsiasi tipologia di intrapresa, senza necessariamente utilizzare quelle aree di cui stiamo parlando,
Queste ci sono, se lo si vuol fare, ci sono invece oggi assistiamo soltanto a l'unica cosa su cui stiamo investendo da parte del riciclo meccanico, che probabilmente vedrà la luce nel 2027. Non lo so, stiamo parlando di uno scarico a mare che stiamo parlando di questo,
Stiamo parlando di uno scarico a mare.
Quindi per quello dico che una cosa ha fatto questa Amministrazione ed è togliere gli alibi.
Allora a ENI è stato detto tranquillamente se vuole investire a Porto Torres, se la benvenuta come lo sei stata inoltre trent'anni quasi 40, anzi oltre 40, però service, e invece no 40 di Eni 42,
Però dimostrarci che vuol rimanere a Porto Torres.
Noi questo vogliamo tutti i dipendenti di quello stabilimento non vogliono che questo e io credo che anche le persone che hanno potuto costruire le proprie famiglie, le la, la propria imprenditoria, grazie aeree non vogliono altro che lei rimanga qua.
È l'augurio e l'auspicio che faccio io è che lei rimanga qualche investa veramente.
La proposta, quando qualcuno mi parla di far arrivare un FSR you, mentre noi anche in questo Consiglio comunale abbiamo detto più volte che per il territorio di Porto Torres sarebbe stato molto più funzionale un rigassificatore a terra piuttosto che a mare, perché ci dicevano che era strategico e la strategicità è data dalla avere stoccaggi di gas naturale non tanto la capacità dei trasformato in liquido o gas e la capacità di avere riserve,
È l'unico modo che hai per acquisire riserve e su un parco serbatoi a terra, non su una FSR o chi ha la capacità limitata.
Per quello no, noi sappiamo che non è credibile, è quello che abbiamo cercato di dire in questi cinque anni, è questo cioè presentateci i progetti che effettivamente siano credibili per il nostro territorio e non soltanto per le casse dell'azienda.
Perché, ripeto, se ne vuol fare l'impianto di produzione idrogeno e glielo posso assicurare che io l'idrogeno lo prodotto in quello stabilimento, solo che era il cosiddetto idrogeno green, no green nero perché nasceva da fonti combustibili fossili, se lo vuole produrre dopo produrre anche domani,
Ma evidentemente non c'è intenzione ed io lo possiamo anche capire, ma se non ha intenzione di investire, io credo che la scelta che abbiamo fatto, come consorzio e come Amministrazione, sia la scelta più corretta, restituirci le aree e vediamo se troviamo classe imprenditoriale che vogliono investire al portatore punto credo e il primo e lo ribadisco è il primo passaggio propedeutico affinché si possano avere investimenti a Porto Torres la proprietà delle aree, dopodiché si vedrà poi per quanto riguarda la, lo stabilimento industriale, io so perfettamente che non è che li andiamo a fare coltivazione intensiva di di agricoltura alimentare, ci mancherebbe altro.
Quella è una zona industriale e come tale dovrà rimanere. Anzi probabilmente la battuta che ha fatto il proprio una di quelle che sarebbe compatibile nel senso che, se faccio un campo da golf, non mi devo preoccupare di seminare alimenti, quindi cambia poco, però effettivamente non possiamo farci altro che industria e per l'industria quello stabilimento si presta. Le posso assicurare che molte delle fu delle falde che stiamo,
Che stanno emungendo a oggi. No, sono secche, non c'è più neanche la falda talmente hanno tirato da da da dai tanti pozzi e in altri stanno ancora continuando a togliere comunque delle dei contaminanti. Giustamente ci sono infatti gli impianti del TAF, però poi puoi fare industria, industria, ne puoi fare quanto né voi né voi, ma è strano che in una zona industriale come quella del portatore infrastrutturata non ci sia mai nessuno che venga a chiedere di investire.
Questo è abbastanza strano, è difficile da capire tutto lì ora magari magari non succederà nulla, io mi auguro che di no, ma magari non succederà nulla, a quel punto, però l'area è nostra e saremo noi a decidere cosa possa starci e cosa non potrà starci.
Allora lì saremo noi responsabili delle nostre scelte, delle scelte in questo territorio, noi, se ci saremo ancora noi o chiunque ci sarà domani saprà che su quelle aree potrà decidere.
E noi questo volevamo la possibilità anche di poter decidere del nostro territorio su cosa fare.
Passo la parola alla Presidente.
Allora due cose di concetto e poi invece entriamo nel merito delle questioni. Intanto, consigliere Cermelli, io non mi offendo, se mi chiama il Presidente, semplicemente in italiano esiste il femminile, io sono una donna per cui la Presidente mi sembra il termine adeguato. Seconda cosa, lei fa di mestiere, l'avvocato quando dice il Consiglio non è stato informato rispetto a l'avvertenza che il Consorzio stava intraprendendo contro ENI sa bene che ci sono delle strategie difensive, per cui certe cose non si possono dire in certi momenti storici, per preservare quella che è la linea legale per cui quando c'è stato, ovviamente il cda era informato e il Sindaco di Porto Torres era informato perché ne faceva parte. Io le dico ero vicesindaco ed ero informata di questo di quanto stava succedendo, ma era necessario che quelle informazioni, in quel momento storico, rimane, sono riservate anche per difendere.
Una volta che è arrivata la sentenza del Consiglio è stato.
Però, prima di intraprendere l'azione legale, era necessario che non venisse fuori questa cosa.
Sì, ma infatti gli atti sono pubblici, io sto parlando del prima, però, quando è stata presa la decisione era necessario che questa cosa non venisse insomma divulgata in un certo tipo di.
Va beh, esatto.
Allora ha fatto tante, insomma, tante questioni che alle quali in parte avevo già risposto, però non è un problema, insomma,
Continuare cioè ribadire quanto già detto allora partiamo dal vaccino di colmata.
Un vaccino di colmata di competenza dell'Autorità di sistema portuale, con la quale abbiamo avuto interlocuzioni, ecco il precedente Presidente, quindi con Massimo Deiana con il quale, insieme al Comune di Porto Torres al Consorzio industriale, abbiamo.
Abbiamo messo a terra le linee strategiche che sono poi propedeutiche per il Piano regolatore dell'Autorità di sistema portuale, all'interno delle quali era individuato il vaccino di colmata. Un vaccino è colmata che permette di realizzare una piattaforma logistica a servizio, poi della cantieristica navale. È importante questa questa linea di indirizzo rimane da parte dell'Autorità di sistema portuale. Abbiamo incontrato il Presidente Bagalà anche di recente conferma che il bacino di colmata si deve fare e si farà i fondi, l'Autorità di sistema portuale a modalità di reperirli dal Ministero. Naturalmente, rispetto invece alla sua perplessità di che cosa riempiamo questo bacino di colmata il vaccino colmata si riempie con gli escavi di tutti i porti di Sardegna anche di recente. Insomma, la questione di Olbia ciclicamente torna alla ribalta rispetto al dragaggio che loro hanno necessità di fare avendo un iter, un fondale sabbioso e quindi ciclicamente nelle more riportano quel quel sedime nel porto e quindi abbattono le batimetrie. Ci siamo, non so se ha avuto modo, ma io ho anche fatto delle dichiarazioni pubbliche a riguardo, dando piena disponibilità da parte del Consorzio industriale provinciale ad accogliere gli escavi di Olbia per risolvere un problema Olbia, ma per risolvere un problema a noi, grazie a quegli escavi, agli escavi del porto commerciale, agli scavi di Olbia, gli escavi di tutta la Sardegna, quel bacino di colmata si realizza.
Posto che.
Siamo all'interno di un porto industriale per cui si fa la caratterizzazione e sono ampiamente compatibili con quello che è il porto industriale, l'abbiamo già verificata questa cosa.
Cosa vuoi dicendo.
No di Olbia okay.
Ah no, che il vaccino di colmata può essere anche realizzato in maniera modulare, non è necessario fare la piattaforma logistica in toto in un'unica volta, su questo abbiamo ragionato ampiamente, ecco il Presidente Massimo Deiana e con l'attuale presidente Domenico Bagalà, proprio perché c'era un grosso investitore che ha cantieri navali in tutto il Mediterraneo che era particolarmente interessato a realizzare dei bacini di carenaggio galleggianti perché il porto di Porto Torres a ridosso della diga foranea arriva delle batimetria di meno 16,
Senza alcuna difficoltà. L'Autorità di sistema portuale ci ha detto che sarebbero potuti arrivare almeno 18 che era la batimetria che, insomma, interessava a questo. A questo grosso imprenditore si sono trovati le linee di finanziamento, si è trovata la la disponibilità da parte dell'Autorità sistema portuale. Ci siamo un attimo bloccati e si è un attimo bloccato per la le, la realizzazione vera e propria del bacino di carenaggio, perché inizialmente si era rivolto a il mercato cinese che richiedeva cinque anni di tempo per la realizzazione del vaccino. L'imprenditore di cui sto parlando è una persona che ha insomma una certa età e quindi aspettare cinque anni per lui era troppo. Nel frattempo si è continuato a muovere, ha cercato altre alternative con tempi più ristretti. Dovremmo essere a buon punto perché, insomma, stando alle ultime notizie, forse ha trovato qualcuno, sempre in ambito asiatico, che glielo realizza in due anni e mezzo tre. Questa potrebbe essere una soluzione per lui più interessante e quindi stiamo continuando a procedere in questa direzione, sempre perché la programmazione non c'è.
Poi esempio molto banale, la casa la si costruisce dalle fondamenta per 40 anni io ho 38 anni, credo di non aver mai visto in funzione dell'ex Cementir, cioè quel paesaggio industriale, e fa parte della mia vita da quando sono nato e nessuno si è mai posto il problema.
Di retrocedere allo e di demolirlo per renderlo di nuovo produttivo, chi è l'investitore e le assicuro che, nonostante questo, ne abbiamo ricevuto davvero tanti svedesi, austriaci, francesi, ma chi è l'investitore che viene qua vede quei ruderi e dice domani possono investire no domani non lo puoi fare devi attendere probabilmente se il ragionamento che il Consorzio e l'Amministrazione comunale ha fatto in questi ultimi sei anni,
L'avesse iniziato qualche decennio prima. Oggi staremmo parlando di altre cose, ma io sono convinto che, siccome prima o poi le cose bisogna, bisogna occuparsene delle cose. Prima o poi bisogna iniziare. Ora siamo a un buon punto, perché verosimilmente e lei mi chiedeva dei bandi e quali fondi sono utilizzabili immediatamente. Gli ho risposto. Sono tutti utilizzabili immediatamente. I 3 milioni e 8 per il decommissioning della Cementir, abbiamo chiuso la gara, il 6 adesso viene aggiudicata e si parte con la demolizione. I 20 milioni 700.000 euro sono già messi a bando per la progettazione del decommissioning. L'iter prevede a questo, affidiamo la progettazione, scadrà la gara, affidiamo alla progettazione, approviamo il progetto, facciamo la gara demolizione per i 20 milioni, verosimilmente e mi lancio anche se il direttore, quando è un bilancio in tempistiche molto d'accordo, come tutti i tecnici, però verosimilmente a fine anno noi dovremmo essere in grado di appaltare i lavori di demolizione. Poi, insomma, sappiamo che le gare possono slittare di qualche mese, ma esatto come obiettivo abbiamo, come abbiamo, come ci siamo messi come obiettivo il 31 dicembre per il bando di demolizione della Cementir. Questo sarà l'obiettivo del 2026 falda inquinata, la falda inquinata e questo è un dato di fatto. Le bonifiche si stanno facendo.
La normativa ambientale, però, non preclude insediamenti industriali se i terreni, se i terreni non sono inquinati, i terreni di ENI e qua raccontiamo bene cosa è successo, perché poi il passaparola genera delle storie che non corrispondono pienamente alla realtà, il Consorzio industriale ha avviato una lunga interlocuzione con Eni rispetto a quelle aree inizialmente abbiamo chiesto ad ENI quali fossero le aree già bonificate e quindi immediatamente produttive.
ENI ci ha dato le carte in cui individuava questi terreni.
A quel punto il consorzio ha fatto una proposta ad ENI Venticelli.
ENI ha accampato pretese che stavano fuori dalle norme, ok non sia arrivata a un punto d'incontro, perché è un punto di incontro, non l'ha voluto trovare il Consorzio, era disposto a pagare quelle aree più di quanto la legge ci CONS ci, come dire, ci permetta di pagarle.
Ok quindi non sia arrivata a un accordo. A quel punto il consorzio ha fatto quello che la legge gli permette di fare articolo 63, quattro, quattro, otto del 98, retrocediamo il prezzo lo stabilisce il legislatore. Noi acquisiamo quelle aree al prezzo di acquisto dell'attuale proprietario, quindi di Eni attualizzato ad oggi, decurtato di eventuali finanziamenti pubblici che hanno utilizzato per realizzare le opere decurtato degli interventi di bonifica che eventualmente andranno fatti.
Questo rispetto, per esempio, alle aree sulle quali insistono dei fabbricati. Da tutto questo calcolo viene fuori una cifra x che non stabilisce il consorzio o Eni, ma stabilisce la legge e noi a quella ci atteniamo.
Nonostante insomma, a questo braccio di ferro che poi ha visto vincitore il Consorzio, noi non abbiamo mai chiuso le porte a un'interlocuzione con Eni anche rispetto all'autorizzazione per lo scarico a mare dell'acqua di falda.
Il Comune di Porto Torres e il Consorzio industriale hanno messo delle prescrizioni ben precise rispetto a quello scarico a mare.
Naturalmente, dal punto di vista tecnico è tutto estremamente corretto, quelle acque sono perfette, cioè nulla da eccepire, la questione è prettamente politico, come faccio io affidarmi di chi per anni non è stato proprio corretto con questo territorio, allora allora le prescrizioni che noi abbiamo posto noi come Consorzio e il Comune di Porto Torres erano vertevano proprio su,
Su questi aspetti in un sistema di ridondanza che Potters, che potesse essere controllato la disponibilità da parte del Consorzio, sotto ovviamente corresponsione di un canone di disponibilità, perché poi approfondiamo questo argomento rispetto ai fuori norma da mandare al depuratore, quindi anche lì ampia disponibilità, e lì non ne ha voluto sapere poi la Regione a suo tempo e successivamente Città, metropolitana, ARPAS e tutti gli enti competenti hanno stabilito che è tutto in regola e su questo io non ho nulla da eccepire perché tecnicamente è tutto a norma, cioè non succederà niente. Noi abbiamo chiesto,
A maggiore tutela della popolazione, ma anche del Consorzio, perché anche noi scarichiamo lì e con tutte le autorizzazioni di tutte le prescrizioni del coso di fare una caratterizzazione dello specchio acqueo portuale completa, per cristallizzare la situazione ante ed eventualmente post, qualora dovesse succedere qualcosa che mai succederà perché io sono convinta che siano persone serissime e non succederà mai nulla però,
Per avere una un metro di misura, noi dobbiamo avere la situazione, il quadro attuale delle questioni, la Regione.
Ci ha dato ragione e ha proposto il Consorzio come ente per la caratterizzazione lo spicchio. Ecco perché, sostanzialmente, nessuno la vuole fare la proposta al Ministero, stiamo aspettando che il Ministero ci risponde al riguardo. Noi siamo pronti a occuparci anche di questo e non perché sia una un'azione remunerativa per il Consorzio che, ripeto, esiste perché fa impresa, ma perché siamo convinti che sia un atto di responsabilità verso la comunità e verso il Consorzio, quando lei mi diceva del campanilismo, io me la ricordo bene quella battuta che mi fece all'epoca.
Sorrisi e sorrido ancora oggi, perché probabilmente veniamo da due scuole politiche diverse e io sono portata così per formazione politica a fare il bene della comunità e fare il bene dell'ente in cui che in questo momento rappresento,
È naturale che il Consorzio debba investire su un'area industriale di 2.700 ettari, ma non per fare il bene di Porto Torres, per fare il bene di tutto il territorio è questa, ma non si tratta infatti di campanilismo, si tratta di responsabilità, perché quando uno ha cariche istituzionali importanti si tratta di affrontarla con responsabilità e quando lei mi dice i miei amici Consiglieri di Sassari non sanno neanche di cosa stiamo parlando forse i suoi Consiglieri di Sassari perché i Consiglieri di Sassari del partito che rappresento hanno contezza delle questioni,
Hanno Conte lei mia, lei ha detto i miei Consiglieri.
Ad ogni modo, hanno con te.
Hanno contezza.
Hanno contezza delle questioni.
Hanno partecipato a tutte le mobilitazioni che sono state messe in campo dal TPS quattro anni fa, che hanno parlato di chimica verde, che hanno parlato di transizione energetica, che hanno parlato di sanità, che hanno parlato di infrastrutture, il TPS non si è svegliato, oggi il TPS esiste da anni è ammesso.
Ma i risultati si sono visti i risultati si sono visti perché finalmente perché finalmente ha nulle tutti i Sindaci di tutti i colori politici hanno sottoscritto un documento in cui si individuava quest'area come strategica per il rilancio del nord ovest. Quindi le mobilitazioni, e qualche volta quando ce le ha lasciate fare, hanno delle ripercussioni positive. Ad ogni modo, la Città Metropolitana si è impegnata e il Sindaco della Città metropolitana sia impegnato, perché sa perfettamente che l'area industriale di Porto Torres riparte e riparte tutto il territorio, esattamente come è stato negli anni passati, e il percorso è condiviso ed è condiviso veramente in maniera trasversale da tutti. Perché finalmente probabilmente sia stati bravi a mettere insieme tutti, a far capire che se non ci se non siamo uniti, noi sul nostro territorio non si va da nessuna parte. La questione dei allo bandi aggiudicati, gli ho già detto, costituisce soffre, ok bando ENI per l'idrogeno, ENI voleva fare idrogeno. Io mi sono appuntato quali fossero i requisiti del bando, così per maggior chiarezza per tutti quanti allora concretezza, concretezza e qualità della filiera produttiva connessa alla produzione dell'idrogeno verde, con particolare riferimento alla quantità alla qualità delle imprese facenti parte della FIR della filiera che verrebbero ad insediarsi nell'agglomerato di Porto Torres. Questo era il primo requisito e ne ha risposto zero,
Tempi e modalità di realizzazione dell'intervento qua ognuno ha risposto, insomma, in base al suo cronoprogramma, niente da eccepire.
Entità e durata dell'investimento, quantità e qualità dei lavoratori che verrebbero occupati nella suddetta filiera produttiva. Ecco il punto a e il punto di solo quelli che non hanno consentito ad ENI di vincere a quel bando e non gliel'hanno consentito perché non aveva nessun interesse a fare idrogeno verde, perché non è il loro core business, però per troppi anni noi in quest'area industriale abbiamo concesso ad Eni di non fare e di non lasciar fare questo tempo è finito, noi siamo disponibili, io li incontrerò col direttore a breve, perché ci hanno chiesto un incontro e non ho nessuna difficoltà ad incontrarli. Ho dialogato anche con Confindustria, con cui loro si sono rapportati in maniera molto cordiale e proponendoci nuove chimere di produzione della chimica verde. Ora, io sono abituato a ragionare sui numeri e sui fatti, se mi verrà in ufficio da noi prossimamente alla riunione che hanno richiesto loro, con dei numeri alla mano, un piano industriale serio, io non ho alcuna difficoltà a concedere di fare investimenti, ma non posso più per il ruolo che ricopre per veramente per la serietà con cui mi sento di doverlo ricoprire, perché ho una responsabilità verso quei territori che rappresento, non mi posso più permettere di dire sì a busta chiusa, non esiste, è finito, è finito il dito nel naso e aspettare che qualcuno ci porti dall'area chissà che cosa gli investitori esteri ci sono. E grazie a questa strategia che il Consorzio Eco e, in insieme al Comune di Porto, Torres di Sassari, Alghero, ha messo in piedi le risposte stanno arrivando. Ecco perché noi stiamo correndo rispetto alle demolizioni, ecco perché noi abbiamo chiesto altri 40 milioni di euro per demolire tutti quei fabbricati nelle aree ENI retroportuali. Ecco perché il TPS e le assicuro che sono l'unica persona di Porto Torres all'interno del TPS, Statuti sassaresi tutti, ma sono stati loro a dirmi questa è la battaglia che deve fare il consorzio, perché attraverso il Consorzio noi possiamo rinascere tutti quanti e hanno chiesto a me di intervenire con l'Assessore cani, di farci carico col direttore di scrivere quel documento condiviso che parla di rigassificatore, perché siamo diventati dà il Polo strategico al subordinato a chissà se qualcuno fa che cosa che e queste sono le questioni che abbiamo posto a cani e che ci ha dato delle risposte che ha dato delle risposte precise e rispetto ai fondi che servono e che in parte ci darà la Regione, in parte attraverso i fondi FSC.
C'è una questione che secondo me è dirimente ed è una questione che andrebbe posta a livello nazionale, perché annualmente il Governo centrale conferisce fondi ai siti di interesse nazionale. Casualmente Porto Torres non è mai presente in questi elenchi, cioè Porto Torres è classificata come sin dal decreto ministeriale, ma quando c'è da distribuire i fondi, i fondi vanno non solo ci sia e a Taranto ora questa è una questione da porre a livello nazionale. Io ne ho parlato con le persone ovviamente vicine politicamente a me, ma credo che sia una battaglia che trasversalmente tutti i partiti dovrebbero portare avanti, perché quei fondi sono fondamentali per attuare quello che diceva quel decreto ministeriale, il Piano di rinascita di quell'area industriale,
Ma dei due Olbia, noi con Olbia abbiamo instaurato da subito un dialogo costruttivo col direttore carta, ecco il Presidente fedeli.
Ponendoci in maniera complementare.
Siamo andati da loro e gli abbiamo chiesto come possiamo essere utili, come possiamo essere un tassello all'interno di quello sviluppo nautico che voi avete già ampiamente e in maniera eccellente perché, bisogna riconoscerlo, abbiamo un'eccellenza da quel punto di vista,
Il direttore, che è una persona estremamente competente, è molto attenta, ci ha consigliato una serie di strategie che in parte noi avevamo già John, insomma, ha messo nero su bianco, ma ciò, per esempio dato un suggerimento interessante che col direttore abbiamo trovato molto interessante, una cosa che noi non conoscevamo, rispetto al Arre ciclo del fine vita delle barche delle barche delle navi, ad oggi non esiste. In Italia non esiste in Italia un polo che Trotti quel tipo di rifiuto. Ora abbiamo detto inizialmente che il Consorzio vuole riposizionarsi e non vuole più essere Consorzio industriale che nell'immaginario comune industria pesante chimico. Quello può essere un ulteriore filiera da perseguire, abbiamo gli spazi, abbiamo cioè infrastrutture.
E probabilmente troveremo anche i finanziamenti, perché l'Europa su questo tipo di progetto è molto sensibile, quindi anche lì, economia circolare circolare, scusate, è legata alla nautica.
Il pagamento delle aree, le chiedevo giusto quanto dovranno pagare alle aree,
Però lo so l'ho già spiegato ed è determinato dalla dall'articolo 63, per cui il prezzo di acquisto del del proprietario attualizzato al prezzo attuale, decurtato di eventuali finanziamenti pubblici e o opere di bonifica e dismissione.
Ah, sì, sì, sì, sì, sì, le aree sono già bonificate prima di chi vi ha riattivare la retrocessione, ci siamo fatti dire da ENI e quali erano le aree già bonificate per bonificate intendo terreni naturalmente la falda è sempre un discorso a parte ma non inficia la produzione industriale e l'assessore capita parlava della ZES e la ZES.
Love, scusate Consiglieri, è di buon auspicio, Antonio di buon auspicio,
Parlava di finanziamenti della ZES che è diventata ZES unica.
Il 20 febbraio, organizzato da.
Da Confartigianato ci sarà un incontro nella sala Cozzi dell'Autorità di sistema portuale, che parlerà proprio di opportunità di finanziamenti per le imprese.
Saremo presenti anche come consorzio industriale, è proprio per dare una prospettiva reale di quello che è il Consorzio sta facendo e quindi dello sviluppo che in quelle aree si può creare, unitamente al Presidente della SFIRS. Marco Rau, Presidente dico for president, si presenta all'autorità portuale, ha dato per scontato il presidente di Confartigianato Brau.
Quindi quello, secondo me, è un un incontro molto interessante e per le nostre imprese e per chi vorrà fare impresa nel nostro territorio, rispetto BP, oil, io chiamo Bpu Olmo.
Ci siamo capiti allora quella è insomma un'area abbastanza problematica.
La Provincia ora Città metropolitana e già incaricata di svuotare quei serbatoi, quindi la parte di bonifica di quel tipo è già in capo alla Provincia che sta facendo la progettazione dovrebbe essere anche, insomma, quasi completato l'iter di progettazione. Quei quei liquidi andranno trattati nell'impianto che vi dicevo prima che noi abbiamo già realizzato e che in attesa dell'autorizzazione AIA, quindi, contestualmente succederà questa cosa e stiamo ragionando con con la Provincia per la retrocessione di quelle aree. Ad oggi non le possiamo retrocedere perché c'è questa partita in corso, però stiamo lavorando per capire le tempistiche. Insomma, è come procedere.
Quell'area lì fa parte ovviamente di tutto quel rettangolo che noi abbiamo destinato nel piano regolatore del consorzio all'economia del mare, quindi anche quello è un tassello molto importante, così come è importante la esso. Anche lì abbiamo delle interlocuzioni con i proprietari, perché perché lì lo stato delle bonifiche ancora abbastanza indietro? Quindi stiamo cercando di capire quale sia lo stato attuale delle bonifiche a valutare a che cos'altro c'è da fare, quantificare cos'altro c'è da fare per poi acquisirlo e, insomma, e fare il resto. Noi però al momento ci hanno fornito tutta la documentazione e stiamo studiando, perché comunque è una cosa abbastanza complessa dal punto di vista ambientale e per fare poi le ulteriori valutazioni. Già insomma, a tempo addietro avevamo chiesto adesso di acquisire a quelle aree. Le volevamo comprare loro inizialmente si erano rifiutati perché stavano dicendo che anzi volevamo retrocedere le loro avevano obiettato dicendo che in realtà non erano aree non produttive da oltre tre anni, come prevedeva la norma, ma loro stavano facendo le bonifiche, per cui ed è caduto il procedimento di retrocessione e loro hanno continuato a fare. Le bonifiche. Ad oggi non sono concluse, per cui, insomma, si sono ri ripresentati a noi chiedendoci se fossimo ancora interessati, naturalmente, da parte del Consorzio. L'interesse c'è, però stiamo facendo tutto questo tipo di valutazioni per capire poi, come insomma, come muoverci.
Fotovoltaico parentesi, è proprio parentesi, perché ce ne sarebbe da parlare per ore.
Il Consorzio ha con delibera del CdA arginato quella che è l'installazione di fonti rinnovabili, non perché non crediamo nella transizione energetica, anzi, siamo fermamente convinti che questo debba avvenire e debba avvenire con regole certe, ma concedere il 100% di quelle aree che, come dice lei sono compromesse ormai chi se ne frega precluderebbe non l'ho aggiunto io l'ho aggiunto io chi se ne frega.
Precluderebbe quello che la prospettivo prevista invece dal decreto ministeriale che ci impone una riqualificazione e rigenerazione di quelle aree. Quindi il fotovoltaico si può benissimo l'eolico, anche con delle regole ben precise, e noi abbiamo determinato, se non ricordo male, il 30% sulla o il 20 22% sono tot okay, che corrispondono a 480 ettari, e quindi non è poco. Una deroga era stata prevista per per l'impianto fotovoltaico per produzione di idrogeno green, lì era stata prevista una deroga, ma perché perché ci consentiva la produzione di idrogeno green, che andava a servire tutta una filiera produttiva che portava x o aziende con tot posti di lavoro, eccetera, eccetera, eccetera. Quindi abbiamo valutato che quello potesse essere una deroga accettabile.
Sulla questione ASO e le ripercussioni di quel famoso scarico a mare, volevo chiedere al Direttore di fare un focus, magari su sugli aspetti più contabili, per insomma rassicurarvi del fatto che il Consorzio gode di ottima salute finanziaria che, nonostante l'ammanco di questi 3 milioni e 3 di cui eravamo già a conoscenza da diversi anni perché l'iter che ha portato all'approvazione dello scarico a mare non dura due giorni,
Come dicevo in premessa, ha consentito al Consorzio di posizionarsi su altre filiere che in qualche modo potessero compensare quell'ammanco, per cui la mia rassicurazione che nessun risvolto sull'occupazione di ASA ci sarà ed è stato già valutato e siamo ampiamente tranquilli su questo. Anzi, è possibile che i posti di lavoro verranno incrementati rispetto ai due impianti di cui parlavo inizialmente, quello del pretrattamento e l'altro impianto di trattamento rifiuti liquidi. Però, insomma con i dati alla mano sicuramente saremo più precisi.
Intanto lo dicevo.
So molto bene la presidente in apertura il Consorzio non ha contributi pubblici di funzionamento, no, cioè nel senso non ha contributi pubblici di funzionamento, nel senso che il Consorzio vive grazie ai ricavi sottratti i costi della gestione principalmente ambientali.
Questo ha portato lenti ad avere dei adottarsi, diciamo, negli ultimi anni, di strumenti di controllo di gestione aziendali, perché noi di fatto abbiamo una contabilità economico-patrimoniale come quella dell'azienda, non la contabilità finanziaria dell'ente locale, e.
Abbiamo attivato quella che viene definita contabilità industriale, quindi nella la più spinta conosciuta l'activity based costing su tutti i nostri impianti, quindi sappiamo esattamente quali sono i costi e i ricavi per ogni nostro, diciamo cliente, in questo caso sono le aziende. Evidentemente abbiamo ve lo dico come come informazione. Ecco per per rassicurare un po' anche i colleghi dell'Asia, evidentemente, ma ma tutti abbiamo siamo riusciti, ma dopo.
Un bel po' di lavoro, con la Ragioneria ad avere mensilmente il bilancio di esercizio che sarebbe nell'ente locale il consuntivo quindi noi mensilmente abbiamo.
Lo Stato.
Come dire molto preciso del bilancio, in maniera tale che si possano fare gli aggiustamenti in corso. D'anno non trovarsi poi a fine anno con un bilancio di esercizio, magari in passivo o piuttosto che con delle criticità e come questo ci porta, ma va a dire che abbiamo il controllo, come dire dal punto di vista economico e finanziario dell'Ente molto molto preciso, e il Consorzio è.
Diventato, diciamo, un Ente solido a 16 milioni di euro di patrimonio netto, 19 milioni di euro di liquidità. Li abbiamo accantonati prevedendo che 1917 a provvedimenti adesso ma insomma dipende evidentemente questo consente anche, ma non sa non sarà necessario consente al Consorzio anche di attraversare dei periodi di crisi. No, perché lei sa perfettamente che con una liquidità di questo genere, con un patrimonio netto di 16 milioni, in teoria il consorzio si potrebbe permettere di andare in in perdita per no, ma ma anche per un po' di anni ed ho delle patrimonio netto alla liquidità, va avanti e poi si riprende, ma abbiamo fatto anche la programmazione per.
Non devo fare attingere al patrimonio netto della liquidità, seppure l'abbiamo preservata, per come dire con la, diciamo così, tutela del buon padre di famiglia, in altri termini, abbiamo avviato gli altri impianti, del del dei quali ha parlato la Presidente, un impianto di trattamento dell'apposito idonea delle terre di spazzamento che ci andrà a a regime a,
Che continua a garantire dei ricavi intorno al milione e 800.000 euro all'anno l'impianto di trattamento rifiuti liquidi che già autorizzato, cioè abbiamo, come dire acquistato un ramo d'azienda con l'AIA già autorizzata, quindi possiamo, non appena il la riprogettazione sarà,
È, come dire, completati affinata perché inizialmente era stata predisposta da un privato e lei sa che l'ente pubblico noi siamo un ente pubblico fa dei bandi su altri livelli di progettazione.
Ci consentirà di avere a regime intorno ai 2 milioni e.
300.400 mila euro all'anno dedicato.
Abbiamo recuperato 3 milioni e 3, però no, non può, non posso negare che la marginalità è diversa, cioè il depuratore sul quale si è basato per molto tempo, secondo me faccio solo un'osservazione di natura tecnica per troppo tempo il Consorzio perché era prevedibile,
E che prima o poi sarebbe successo, cioè era prevedibile che l'ENI comunque avrebbe lasciato via via a questo territorio, quindi basarsi sui ricavi facili e con una marginalità molto spinta, cioè con un guadagno e con un netto molto spinto, poteva portare l'ente poi a trovarsi in difficoltà molto seri.
Quindi abbiamo avviato questi altri impianti, ce ne sono ancora anche l'impianto di pretrattamento rifiuti liquidi che attende l'autorizzazione ormai da polso 3 4 anni probabilmente ci consentirà di trattare rifiuti liquidi che oggi non possiamo trattare tipo le acque di sentina, ad esempio, ma.
Come dire, la la, lo scarico a mare ci con ci, come dire, ci obbliga anche ad adeguare il depuratore.
Perché noi trattiamo, trattavamo, diciamo ormai possiamo dire che il TAF di ENI Rewind, l'SP 4 di Versalis metrica, dà un contributo molto ridotto e comunque a uno scarico che facile da trattare, al contrario Versalis ha uno scarico, l'SP 4, che è molto complesso.
Se a un certo abbiamo, ci abbiamo studiato anni sul trattamento di questo scarico, come fare a trattare Versalis in assenza di ENI Rewind, perché è evidente che se vengono a mancare 2000000 di metri cubi, perché questi sono gli uomini e i mezzi di 2 milioni di metri cubi che arrivano al depuratore mancano cambia l'equilibrio del depuratore cioè cambia il modo di funzionare del depuratore.
Anche sì che hai fatto che hai fatto anche di di di come dire di trattamenti biologici, quindi, come sapete, di gli microrganismi di batteri, in altri termini non solo perché vi abbiamo abbiamo anche altri trattamenti, però siamo riusciti.
A trovarlo il sistema abbiamo trovato il sistema per trattare Versalis senza il contributo di Eni Rewind e abbiamo anche qui.
Progettato ha ottenuto il finanziamento perché abbiamo il finanziamento, e lo siamo in fase.
Di.
Come dire, procedura di valutazione di impatto ambientale a me preoccupava molto questo.
Quello che mi preoccupava e un po' mi preoccupa ancora, seppure voglio dire qui stiamo facendo le cose nei tempi giusti, per cui, insomma.
È che prima di attivare lo scarico a mare, noi dobbiamo realizzare il potenziamento del terziario in maniera tale da poter trattare Versalis, altrimenti ci troveremo obbligati a dire a versare si guarda che per un po' di tempo si possa trattare.
Però, come dire, ci siamo mossi nei tempi.
Confidiamo, ma confidiamo come dirà.
Motivatamente che l'impianto del depuratore sarà adeguato con un potenziamento del terziario prima ancora che ENI Rewind vada a scaricare a mare e a quel punto il ciclo si chiude, il depuratore avrà meno marginalità, non solo perché mancheranno dei reflui, ma anche perché sosterremo dei costi, quindi avremo dei costi di gestione maggiore, però tutto questo sta, diciamo nel nuovo bilancio del Consorzio che per un po' di tempo sarà avrà appunto, come dicevo, almeno marginalità, meno utile, ma il che non significa che non sarà comunque è inutile, e poi la vera scommessa è però quella della, ma lo diceva benissimo la presidente della riconversione e riqualificazione industriale, cioè,
Come dire, se le attività che sono nella programmazione strategica del Consorzio lei faceva prima riferimento alla società che aveva partecipato al bando dalle Hydrogen vale in realtà qual era la società di scopo di scopo, cioè nel senso era formata da due grandi, da due grandi partner hacker che è una società francese e il gruppo Mentasti che invece i italo svizzero ma Mentasti ha realizzato?
Con la cacao, una parte della Costa Smeralda, cioè stiamo parlando dei giganti, non stiamo parlando di, è quello era un investimento e, devo dire, è un investimento perché, Presidente, sono ritornati e sono ancora interessati a partecipare al nuovo bando e un investimento,
Di diverse centinaia di milioni di euro.
Mi permetto di fare qualche precisazione sulla sua, su alcuni aspetti no che che tu hai come raccolto, benissimo a Camp che magari allora noi siamo arrivati alle retrocessioni dopo un lungo dialogo è costellato la presidente con la società del gruppo Eni inizialmente.
L'ENI non voleva svelarci la programmazione strategica. Nonostante le nostre insistenze, abbiamo usato uno strumento che è proprio del Consorzio, cioè il Piano regolatore territoriale, che è sovraordinato rispetto a quello dei Comuni. Quindi noi l'abbiamo detto a Eni, alle società del gruppo Eni guarda che noi stiamo ed è vero che lo stiamo facendo, stiamo rivedendo il Piano regolatore territoriale. Quindi o ci dici cosa vuoi fare, oppure decidiamo noi quello che fai, perché una volta che lo abbiamo disegnato e come come il PUC e evidentemente poi da lì non ti muovi la programmazione strategica che ci ha svelato ENI è esattamente quello che stavate dicendo cioè era,
La saturazione di fotovoltaico e di e di eolico. Abbiamo anche chiesto, ma perché non producete idrogeno, perché l'idrogeno è invece interessante se produce. Siamo andati a essere andati a realizzare una filiera produttiva e non solo produrre idrogeno. E poi.
Se mi dice producono ideologica, poi tu mi devi trovare tu a chi lo vendo, allora è chiaro che non è un investimento, tu deve venire a produrre idrogeno, garantirci che sia in grado di collocarlo a far, viene aziende qui che utilizzano l'idrogeno e in questo senso stai come dire, contribuendo a riconversione, riqualificazione industriale della e che questo è il punto e lei ci ha detto io faccio 100 mega di fotovoltaico è un mega di elettrolizzatori, ora il rapporto è almeno di una 3, quindi la risposta e va bene puoi fare. 100 mega di fotovoltaico fa i 30 mega di e Tollens elettrolizzatori. Produce idrogeno, non ci dice qual è la filiera e però così non è stato la voglio dire fare un mega di.
Elettrolizzatore a fronte di 100 mega di fotovoltaico significa che il Consorzio ti fa fare solo fotovoltaico. È il bando che ha letto molto bene la Presidente specificava questo nel nostro avviso pubblico, abbiamo detto, noi premiamo la filiera, non diteci quanto o fotovoltaico fatte, perché ci interessa relativamente diteci quanto fotovoltaico quanto idrogeno a chi lo vendete e che e chi portate qua, e questa è la filiera, perché altrimenti il o il progetto non non avrebbe senso,
Non so da da ultimo, forse un piccolo approfondimento lo ha già spiegato molto bene in più sulla questione della della cantieristica navale è pesante no.
E lei faceva riferimento al vaccino di colmata dal Presidente ha spiegato a che cosa serve.
Ma gli operatori economici oggi, con i 200 ettari di retroporto fra la diga foranea, il pontile secchi più o meno che il Consorzio retrocederà sono già interessati a investire, lo diceva la Presidente perché c'è una batimetrica in prossimità della.
Dalla fine del bacino di colmata, sì no, proprio per venire in prossimità della fine del vaccino, cioè il vaccino colmata, abbiamo visto poi la batimetrica del Bacino unico al, ma so 16 metri, basta approfondire gli accertamenti e si fa il bacino di carenaggio più grande del Mediterraneo, perché noi abbiamo chiesto a questi un nuovo operatore economico.
Dov'è che trova altri dove che trova 18 metri per fare questa cosa qua lui ci ha detto da nessuna parte in Italia non ce n'è.
Non ce n'è.
Sì, appunto no, non c'erano e il contesto geopolitico oggi porta queste grandi investitori a voler fare i bacini di carenaggio in zone sicure, non ad andarsene in Turchia piuttosto che in Africa, piuttosto che perché lo realizzano lì, ma poi non sanno se salotto se lo trovano.
Io non prima, ma non mi occupo più di politica.
Io, nella mia precedente vita, no, ho già da me, ne occupo.
Infatti non vanno in Turchia.
È troppo politica, mi serve, si prendono.
Ma per quello.
Però.
Cioè se non è interessato all'argomento.
Se parte la diciamo, la filiera produttiva dell'idrogeno green e della cantieristica navale pesante ci sono cioè, dal nostro punto di vista, una una, una, una possibilità vera di riconversione e di riqualificazione.
E b cioè mag.
A diporto.
Certo.
Ah.
Lo stazionamento.
Lo stazionamento.
No, no, ma quella a quella sulle aree non adesso non la voglio interrompere, quello è sulle aree retrocessa, ENI sui 40 ettari più o meno sul water front, diciamo dalla lì, invece stiamo parlando di di diportistica.
Poi non so, se voglia dirlo al Presidente, ma noi abbiamo discusso con l'Autorità di sistema dello Stade proprio del dello stazionamento invernale e ne abbiamo discusso con Olbia e aggiungo anche.
No, no, beh, ma è un problema, è un problema che.
Ma è un problema che abbiamo affrontato anche noi con l'Autorità di sistema, cioè non consentire più l'ormeggio, le navi, quella su quella banchina, ma destinarle invece ad altro, ad esempio no, perché?
Però è guardi, sono esattamente esattamente alla programmazione che il Consorzio sta mettendo in campo e con.
Qual era?
Ma noi lo facciamo allora, seppure.
No okay, però, seppure come dire, non abbiamo oppure o vuol rispondere ha detto il Presidente, no, non abbiamo competenza diretta perché non siamo la PAS, non siamo però lo facciamo, cioè noi no, no, no, beh, ma vuol dire lo facciamo non a caso, quando è il promesso decommissioning di tante aree su retroporto non avveniva abbiamo retrocesso, ma voglio dire anche anche gli 80.000 e possiamo elettronici serbatoi di 80.000. Possiamo retrocedere perché sono nell'avvio del procedimento che abbiamo già fatto. Quindi, se decommissioning si fa tanto di guadagnato, se non si fa retrocediamo e lo facciamo noi.
Allora il problema di quelle aree là no, sì certo che si può fare se no, si può fare però quelle aree.
No, a parte che hanno cambiato proprietà, è quello no, quello no, quello no, quello quello non osta quello no, no, non è non è quello è che sul.
No, quello quello che volevo dire, quelle aree SIC.
Quelle aree.
Quelle aree, sicché le possiamo retrocedere, eccetera possiamo però quelle aree lì sono le aree che hanno i terreni, diciamo contaminati e quindi, come dire, le bonifiche?
Eh eh eh beh, ebbene che insomma, no faccia le faccio avere che peraltro è vero Aung sulle bonifiche, cioè l'altro, l'ultimo aspetto che è quello alla piattaforma ambientale, se vuoi parlare tu non ne abbiamo parlato, ma.
B.
No, no, no, io allora io sono qua a supporto della Presidente, se è già abbiamo già tutte le informazioni che io chiudo, cioè non avrei aperto bocca, saranno praticamente non mi avesse detto.
Approfondimenti.
Se posso, perché il tema è talmente?
Complesso, appassionante e interessante è che secondo me è impossibile evidenziare è quella linea che separa l'aspetto politico dall'aspetto istituzionale, dall'aspetto industriale del tema e ringrazio la Presidente Fois e l'ingegnere De Montis perché per chi non era a conoscenza delle dell'informativa che hanno reso alla alla Commissione trasmettono sicuramente alla città un segnale rassicurante perché se è vero,
Non ho capito no, no di più, io credo che invece sia stato dato un segnale concreto, perché se è vero, come è vero che l'intero territorio del nord ovest si regge perché e vi è un presidio industriale importante, con una storia insomma ben marcata, è altrettanto vero che avere un Consorzio industriale che gestisce queste aree che ha dimostrato di avere la giusta reattività nel cambiare anche il proprio core-business con un contesto socioeconomico che cambiava con un contesto industriale che cambiava con una normativa che cambiava, non siete stati con le mani in mano, ma si è cercato di plasmare quest'ente per far modo che potesse avere sostenibilità e potesse essere realmente uno strumento di guida per questo, per questo territorio e questo, insomma, è una parte che va comunque.
Sicuramente registrata è tenuta, è tenuta nella dovuta considerazione,
E rispetto a tutte le altre considerazioni e qui non ho dubbi sul fatto che si tratti di un aspetto politico e non e non meramente industriale. Alcune considerazioni bisogna farle perché questo territorio è stato attraversato da diverse stagioni, diversi periodi storici e lei, consigliere, Cermelli. Penso che, anche per motivi anagrafici, li conosca li con lei conosca li conosca molto bene e vi è un momento in cui.
Non si può pensare di avere un risultato diverso rispetto agli ultimi 30 anni della storia industriale della nostra città, continuando ad assumere lo stesso atteggiamento. Era arrivato il momento e questa consiliatura la appoggiato in pieno non di fare le barricate ad un soggetto importante come Eni, né tantomeno a vantarci di una vittoria che lei e non condivido, ha chiamato una vittoria di Pirro perché questa non è stata una vittoria di Pirro è stata una vittoria di principio, è stata una vittoria quella del Consiglio di Stato che non ha detto che ENI non è gradita a questo territorio ma ha detto semplicemente che se realmente vogliamo cambiare il paradigma, se vogliamo cambiare la postura con la quale la politica occupa i posti che che deve occupare e allora cambia rispetto a chi vuole realmente investire qua,
Tenere sotto scacco un intero territorio, senza fare ciò che si ci si prefigge di fare negli anni, scoraggiando, scoraggiando l'interesse della comunità produttiva industriale non solo nazionale ma credo, anche internazionale. È una cosa che ci ha tenuto sotto scacco per troppo tempo. Ora è chiaro che quel momento di rottura si è verificato, ma comunque una decisione andava presa e, ripeto, non poteva sicura, non con non avrei condiviso una te. Lo stesso atteggiamento che questa comunità ha tenuto in serbo, ah, ah, ah, ah, scusate, ha mostrato, ha mostrato negli ultimi anni, è il senso istituzionale e mi ricollego a quello che dicevo in premessa del Consorzio industriale è stato sottolineato e rimarcato, è differenziato da questa Amministrazione quando ha conferito al Consorzio la regia e la titolarità di una vertenza legale molto importante, perché io ricordo cosa succedeva nei precedenti mancati due mandati dove era il Sindaco di Porto Torres e che ogni tanto provava a fare la voce grossa con con ENI. In questo caso non è stato il Sindaco di Porto Torres, o meglio non è stato solo il Sindaco di Porto Torres, ma si è riusciti attraverso i rapporti istituzionali che intercorrono con Sassari, allora provincia o di città, metropolitana, di Sassari, Alghero, con il TPS e quant'altro, per far sì che il fronte unico fosse un fronte di territoriale e anche questa, credo che sia stata comunque un superamento di un vecchio paradigma che ha portato anche al riconoscimento di questo successo. È il successo, non è la vittoria al Consiglio di Stato, per cui per la comunità, per i cittadini che ascoltano per chi attende uno sviluppo lavorativo per chi attende una rinascita reale e concreta dei numeri di questo territorio, la vittoria del Consiglio di Stato non può essere considerata una vittoria di questo territorio.
Attraverso questa vittoria, molti players internazionali scoprono Porto Torres, perché anche chi la conosceva sapeva che comunque c'era ENI che aveva la mano lì sopra e che ne volessero fare o non volesse fare non era un loro problema, era solamente nostro indirettamente, perché tanto non è che potevamo determinare che chissà che cosa in merito alla volontà di ENI e di fare o non fare questa vittoria permette di conoscere a,
Una comunità importante, che è quello industriale, e non solo, e non solo di di carattere nazionale che produttore, se esiste, che può essere oggetto di investimento.
E che indirettamente potrebbe anche, come posso dire, stimola reni a rivalutare con attenzione più concreta e quelle che erano le loro, le loro dichiarazioni iniziali, per cui credo che l'intervento che che sia stato fatto ampiamente condiviso e sia stata la scelta giusta e avevamo un momento dove, insomma, le scelte, le scelte vanno fatte. Sono certo che, continuando a mostrarci come ci siamo mostrati negli ultimi 30 anni, le cose sicuramente non sarebbero cambiate. In questo caso si tratta di gestire un momento storico. È la Presidente Fois. È stata molto chiara rispetto alle cose, alle cose che si vogliono fare e il Consorzio industriale deve e ha il compito di rendere attrattivo questo territorio. Sotto questo punto di vista, poi, le le le le le le le posizioni possono insomma non non non convergere le considerazioni non possono, come dire però.
Dare il messaggio che forse era meglio parlare con ENI per evitare non le condivido, perché siamo anni che ci parliamo con ENI e non è che i risultati sono cambiati e soprattutto non è che è stato detto a Eni che non è non è un soggetto gradito chiunque voglia realmente mostrare dei segnali concreti è un soggetto gradito qui per cui chiedo, insomma, che,
Venga veicolato un messaggio in maniera unitaria,
Anche anche compatto, in virtù della concretezza delle cose che sono state dette oggi, in virtù anche del coraggio che questa Amministrazione ha avuto e che è difficilmente in passato, insomma, fatico fatico a ricordare grazie okay passo la parola all'assessore.
IRAS.
Grazie, Presidente, no, due parole veloci perché sono dovute per ringraziare sicuramente.
La presidente e il direttore del del consorzio per il lavoro,
Che hanno svolto e che stanno portando che stanno portando a termine.
Una una, una azione che era difficile anche a credere e invece poi io ricordo solo la gioia del Sindaco quando è arrivata la notizia, quindi è proprio una cosa.
Che ci si credeva e che e che è stato un successo un po' un po' di tutti ed io ero lì davanti quando proprio il il Presidente ha chiamato il Sindaco, proprio si sentiva veramente il il senso di questa non chiamiamolo battaglia ma di questa rivincita.
Sicuramente Porto Torres e una a una una situazione.
Una situazione industriale, ma è economica a 360 gradi, appetibile per molte aziende, tornando al discorso dei bacini di carenaggio, bacini di carenaggio adesso, allo stato attuale, sono.
Totalmente carichi di lavoro la Fincantieri Chiacchio commesse fino al 2035 per le commis per le costruzioni nuove di navi da crociera armatori che non riescono a trovare bacini di carenaggio e magari dall'Inghilterra mandano la nave fino a Malta con spese diverse, oppure devono affrontare lavorazioni,
In territori del nord Europa con condizioni meteo sicuramente che non troverebbero qua. Quindi cambia anche tutto il tipo della lavorazione, che è molto più difficile, che è molto più costosa perché magari per fare anche solo dalla Brunetta fattura, devi usare un certo tipo di materiale diverso da quello che potreste quale fare qua oppure montare delle tensostrutture che comunque hanno un costo. Quindi qua ci sono le condizioni e logistiche e anche climatiche adatte per questo tipo di di lavorazione, perché alla fine da noi.
Ah sì, ma stiamo parlando di di giorni che si contano sulle dita di una mano, mentre lì ieri c'erano almeno 18 gradi e capisce bene che ti viene un po' male.
Ma oltre a questo, è tutto ciò che ha elencato il il, la Presidente.
Di tutte diciamo le le le le lavorazioni ai progetti che si si porteranno a compimento, io voglio ricordare anche che è importante, sono importantissimi i grossi investimenti, perché comunque danno via all'indotto che poi si,
Svilupperà ed è per questo che secondo me, come già detto in altre precedenti riunioni, bisogna partire.
Nuovamente all'attacco nella discussione delle riperimetrazioni della zona industriale, quindi del SIN, perché è vero, come dice la Presidente, è che non riceviamo neanche i soldi per il SIN, ma è vero anche che, rispetto ad altre,
Ad altri territori siamo svantaggiati, perché cosa succede che nelle zone della della zona artigianale interne, al Sin.
Anche se il Consorzio a suo tempo fece un grosso lavoro, creando un reticolato di caratterizzazioni.
Allo stato attuale, gli artigiani non possono costruire se non fanno tutto il procedimento di caratterizzazione che, a quanto pare, comunque, dagli studi del di quel famoso articolato che era stato fatto,
Non vi sono aree inquinate e quindi, secondo me, un prossimo imminente obiettivo del consorzio sarebbe quello o di rep.
Di fare e attuare la riperimetrazione o di dare forza di dare atto a quel reticolato e dire anche che l'azienda che ha le caratterizzazioni nei quattro lati del suo terreno.
Verosimilmente non inquinato, neanche quello, quindi, lavorare proprio su quella su quella direzione è andare di pari passo del padre, il livello delle altre zone industriali, quindi, con le con le con gli ha col Piano asfalti colgano illuminazione col Piano videosorveglianza, cose che tutte mancano ma che ho visto che le risorse sono state messe a correre quindi niente.
E ci auguriamo veramente che il Consorzio Industriale continui continui per questa strada perché, secondo me, la strada la strada vincente grazie,
L'ultimo passaggio con?
No, no, no, no, no, non voglio Dichiarazione di voto, dichiarazione di voto, no, io ne voglio approfittare se, visto che abbiamo sviscerato, diciamo abbastanza nel dettaglio anche un po' tutte le le questioni che riguardano, diciamo, le retrocessioni, io ne voglio approfittare visto che c'è la la Presidente anche il direttore per evidenziare e qualche criticità all'interno del comparto artigiani,
E ne approfitto e me ne scusate, se non era il tema all'ordine del giorno, però è un'occasione così non ce la possiamo perdere, diciamo così e voglio due cose la prima è.
La questione illuminazione.
La seconda è la possibilità di potere inserire all'interno del comparto artigiani una, come dire, un collegamento, visto che in quel comparto ormai ci sono un sacco di attività che sono a servizio dei dei cittadini di Porto, dottore non soltanto delle aziende e quindi ci vanno per fare assistenza alla macchina piuttosto acquistare dei dei beni e quindi o per le revisioni delle macchine se c'era la possibilità di potere istituire delle fermate dei bus magari facendo delle convenzioni con ATP giusto queste cose qua perché comunque anche quel comparto lì è,
Fa parte comunque di tutto quel sistema industriale che ruota intorno alla nostra comunità. Grazie e scusate se mi sono dilungato in altri discorsi brevissimamente. Allora, per quanto riguarda la l'illuminazione, il Consorzio ha stipulato un PPP conigli che comprende l'efficientamento energetico di tutti gli edifici del Consorzio più. La nuova illuminazione di via Pigafetta era l'impegno di tutte le altre corpi illuminanti obsoleti. Siamo in fase di chiusura con i verificatori perché, come sapete, il PPP è un processo un po' lungo complesso che va verificato in maniera approfondita. I verificatori hanno chiesto alcune integrazioni che sono state fornite. Dovremmo essere insomma arrivati al punto e quindi.
Mi lancio anche qua in tempistiche, il mese prossimo dovremmo iniziare, salvo insomma, proprio fatti eclatanti, dovremmo iniziare con la nuova illuminazione, abbiamo già però installato quattro nuovi pali diversi mesi fa.
Sulla parte del ponte Vespucci di competenza del consorzio li mancavano 200 metri di illuminazione e siamo riusciti a intervenire in maniera in maniera più celere per quanto riguarda il collegamento del tram, ne parlavo adesso col col direttore possiamo proporre un tavolo istituzionale con ATP eventualmente anche con il Comune di Porto Torres per ragionare su questa possibilità ci prendiamo questo impegno, insomma di convocarlo e e vedere quali sono realmente le opportunità percorribili.
Okay, signori ah, vuole intervenire, ma devo chiedere altro, volevo solamente visto che alla fine questa Commissione si è tenuta perché io ho presentato la mozione e ringraziare la presidente e il direttore per essere per essere venuti qui con una piccola precisazione politica alla Presidente io non mi sono mai rivolto al collega di chance, cioè al consigliere comunale di Sassari perché erano dello stesso colore politico ho parlato con tutti i Consigli, sia di destra che di sinistra, e mi creda che quella mia,
Richiesta a lei di essere campanilistiche solamente perché solo facendo un interesse Porto Torres tutta l'aria decolla, non perché deve fare sugli interessi prodotto ovest, questo sia chiaro e al consigliere meglio dicono una cosa forse il TPS sta funzionando adesso, ma perché per anni il TPS, oltre che firmare anzi l'ha detto anche la Presidente o i cassetti son pieni di protocolli firmati ma che non ho mai avuto conseguenze.
Probabilmente non ha funzionato, perché in ragione non sarà chi ascoltava. Ci auspichiamo che con la nuova Amministrazione regionale sia un po' più attenta. Guardi se se una rondine non fa primavera, non mi pare che in questi ultimi due anni la Regione abbia fatto chissà che ma ce ne sono altri 40 milioni di fondi FSC sono arrivati dalla Giunta, ovvero e spero di sbagliarmi e spero che ne arrivino altri 40, spero di sbagliarmi.
È chiusa la seduta grazie a tutti.
Alle ore 18.
