Ore 19:07 inizia tutta del Consiglio comunale.
La parola al Segretario Generale per l'appello nominale, prego,
Franchi Riccardo.
Bertini, Simone.
Mi Migliarini Valeria.
Petralli Paolo.
Pezzi Elisabetta.
Soverato, Francesco.
Indirizzo alla Vincenzo.
Di Vita Maurizio.
Ciò me, Gianluca.
Gigli serena.
Brizzi Vittoriano.
Bellandi.
Bellandi, Roberto.
Vassallo celeste.
Però si Giacomo.
Mandare a Giancarlo.
Spalletti, Alessio, assente.
Va bene, la seduta è valida, nomino gli scrutatori Petralli, pezzi e Vassallo.
Prima di passare al punto previsto per l'ordine del giorno, volevo fare una comunicazione, anche se oggi non erano previste le comunicazioni, ma volevo ricordare una persona che pochi giorni fa ci ha lasciato con la persona, Gino Capelli, Gino Capelli, è una persona che ha pesce, ha dato molto, ha dato molto nel volontariato ho partecipato un po' alla vita di tutte le associazioni di questa città, in particolare è stato uno dei fondatori del gruppo comunale di Protezione civile e ci tengo a ricordare fra.
I suoi contributi.
Sulle calamità, l'alluvione di Sarno del 1998.
Quindi chiedo di osservare un minuto di silenzio in ricordo al concittadino scomparso grazie.
Punto all'ordine del giorno, conferimento, cittadinanza onoraria a sua Eccellenza, Monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pescia.
Premesso che il Comune di Pescia adotta l'istituto della cittadinanza onoraria, che costituisce un riconoscimento onorifico onorifico nei confronti dei cittadini italiani, comunitari o stranieri non residenti in Pescia.
Che si siano particolarmente distinti per il loro impegno morale, civile, culturale, sportivo e religioso acquisiti e nei confronti della cittadinanza e che abbiano instaurato rapporti con il Comune e i suoi abitanti, dando lustro allo stesso e favorendo la conoscenza del territorio e del suo patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale a livello nazionale e internazionale. Visto il regolamento per la concessione della cittadinanza onoraria e benemerita,
Adottato con delibera del Consiglio comunale che decide disciplina le modalità di conferimento della suddetta cittadinanze onorarie, atteso che il Comune di Pescia intende conferire la cittadinanza onoraria a sua Eccellenza.
Monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pescia, vista la seguente proposta del Sindaco che racchiude le motivazioni alla base del riconoscimento di tale onorificenza nel corso del suo ministero episcopale, ha saputo interpretare il proprio ruolo non solo come guida della chiesa di pesce, ma come autorevole punto di riferimento per l'intera comunità civile.
Promuovendo i valori del dialogo, della solidarietà, dell'inclusione sociale e della pace.
Ritenuto che l'attribuzione della cittadinanza onoraria, concretizzandosi nell'interpretazione dei sentimenti di un'intera collettività, non può che essere ricondotta tra le prerogative del Consiglio comunale, dato atto che sua Eccellenza Monsignor Tardelli Lucchese di nascita entra nel Seminario diocesano nel 1964 e il 29 giugno 1974 viene ordinato presbitero, per Arcidiocesi di Lucca, dall'arcivescovo Giuliano Agresti, dopo l'ordinazione sacerdotale continua a Roma gli studi e fa parte per quattro anni come alunno dell'Almo Collegio Capranica, consegue la licenza in teologia morale e nel 1987 il dottorato presso l'Accademia alfonsiana sempre a Roma nel biennio 1981 82 frequenta la Pontificia Università Lateranense del 78. Gli viene affidato l'incarico di docente di teologia morale dapprima presso il seminario di Lucca poi presso lo studio interdiocesano di Camaiore, oggi affiliato alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.
Nel 1983, l'arcivescovo Giuliano Agresti, la nomina a vice cancelliere prima e poi il cancelliere della Curia fino al 1993 ricopre anche l'incarico di assistente diocesano di azione cattolica, dal 1984 al 1987 e assistente della FUCI fino al 1992 nel 2001 è nominato pro-vicario generale dell'Arcidiocesi e moderatori di curia e poi nominato vicario episcopale per l'attuazione dei decreti sinodali, in particolare per la realizzazione delle unità pastorali. Il 6 marzo 2004 Papa Giovanni Paolo secondo nomina vescovo di San Miniato il 2 maggio successivo riceve l'ordinazione episcopale nella basilica di San Frediano a Lucca dall'arcivescovo di Lucca Bruno Tommasi.
In data 8 ottobre 2014 papa Francesco lo nomina vescovo di Pistoia il 14 ottobre 2023 Papa Francesco lo nomina anche il vescovo di Pescia, unendo così in persona episcopi diocesi di Pistoia e di Pescia, il 14 gennaio 2024 prende possesso canonico della diocesi di Pescia.
Considerato che il Consiglio comunale di Pescia intende conferire la cittadinanza onoraria a sua Eccellenza, Monsignor Fausto Tardelli, in base alle seguenti considerazioni e motivazioni, il ministero episcopale di sua eccellenza, monsignor Fausto Tardelli, si è distinto per un profondo e costante impegno a favore della crescita spirituale, culturale e sociale della nostra comunità.
Superando i confini della comunità ecclesiale, per farsi prossimo ad ogni cittadino appare evidente il valore della sua azione pastorale, caratterizzata da una spiccata sensibilità verso le fragilità sociali, i giovani, le famiglie e il patrimonio storico artistico della nostra città, sede diocesana al compimento del suo mandato pastorale per raggiunti limiti di età, la comunità avverte il profondo desiderio di sancire in modo perpetuo ufficiale il legame di affetto, gratitudine e stima che unisce la città da la cittadinanza alla sua figura.
Nel tempo trascorso alla guida della Chiesa pesciatina, monsignor Tardelli ha rappresentato un punto di riferimento autorevole e paterno per il territorio, accompagnandolo comunista con sensibilità pastorale, equilibrio e attenzione costante, la sua presenza ha saputo intrecciarsi con la vita della città, condividendone le speranze, le difficoltà e i momenti più significativi nel segno di un dialogo aperto e costruttivo con le istituzioni civili manifestando sempre un'attenzione particolare al mondo del volontariato e dell'associazionismo molto attivo nella nostra Diocesi Pescia conserva una profonda identità spirituale e una tradizione religiosa che costituiscono parte essenziale della storia cittadina.
In questo contesto, il Ministero di monsignor Tardelli ha lasciato un segno importante.
Contribuendo a rafforzare il senso di comunità e quei valori di vicinanza, ascolto e collaborazione, che rappresentano un patrimonio prezioso per tutti.
Prima di passare alle dovuta.
Votazione di questa delibera.
Vorrei dare la parola a chi in questo Consiglio comunale vuole dire qualcosa, Consigliere Brozzi, prego.
Ce l'abbiamo fatta, allora pochi anni ci siamo trovati, mi sono trovato molti di noi, alcuni di noi, lo stesso ad attribuire la cittadinanza onoraria ai nostri.
Ad almeno tre vescovi negli ultimi negli ultimi 10 anni è un atto direi dovuto perché.
E c'è questa forte consonanza, questa forte tradizione, questo forte, questa forte, questa forte imboccatura tra la Chiesa tra la Diocesi, la città e non solo a chi la Valdinievole, ora noi siamo arrivati.
Una situazione per quanto riguarda.
Nostra, la nostra Diocesi, quindi il.
Valore valore inteso nel senso più ampio del termine e, sotto certi aspetti, impoverito depauperato si è depauperato nel tempo e non andiamo naturalmente a cercarne i motivi, cercarne le ragioni, perché questa è una festa, qui si tratta di attribuire.
Al vescovo Tardelli, che ha accettato di buon grado, con enormi sacrifici, sicuramente.
Da parte del?
Parte del da parte della Chiesa di coloro che guidano ad agli i livelli più alti.
Dispongono di certe e dispongono di certe situazioni che riguardano, che riguardano la periferia, ecco, ci siamo sentiti un po' periferici, ma certamente non perché tanto il vestito Sardelli che ha dato dimostrazione ne siamo grati e ne siamo riconoscenti.
Picatarte dimostrazione di inserirsi e di trovare subito la possibilità di dialogare con.
L'ambiente ecclesiastico nella nostra diocesi ed anche con l'associazionismo, tant'è vero che è riuscito, perlomeno nella prima parte, ad essere molto presente e poi ho notato una naturale non presenza fisica, una una presenza, allora, Presidente, che in qualche modo c'è stata, anche se non proprio fisicamente, perché il lavoro era massacrato.
E io mi sarei augurato che questa onorificenza che noi come Gruppo voteremo.
Con la massima convinzione, tant'è vero noi cominciamo a parlare prima delle feste di Natale, quando si cominciò a cominciarono a ventilare le notizie che il vescovo Tardelli sarebbe avrebbe cessato la propria attività nel 2025. Noi voteremo.
La massima convinzione, ma dicevo e ci dispiace un po' che.
Probabilmente chi ci sarà la prossima volta per attribuire la cittadinanza onoraria a colui che seguirà il vescovo Tardelli dovrà di nuovo attribuirla ad un vescovo a metà, ma no, nel senso fisico della persona, assolutamente nel senso che le 2 diocesi non sono più due diocesi, ma perlomeno a quanto così mi sembra di capire diocesi sono due che con delle terminologie, naturalmente che riguardano l'ambiente crisi Astico ecco, vengono, si dicono, in un certo modo, comunque noi avremmo voluto un vescovo per conto nostro, ma il vescovo Tardelli non c'entra niente. Il vescovo Tardelli avrà la sua riconoscenza e si ricordi di noi. Le volevo dire una cosa, io credo che nella sua bella carriera bellissima carriera, io ho appartenuto un po' a quell'ambiente per le amicizie, non perché sono stato in seminario, ma ho avuto la fortuna di essere.
È stato allievo di monsignor Filippo Franceschi, un vescovo l'arcivescovo di Lucca morto in giovane età io spero non l'ho sentito, ma spero che sia stato un suo docente.
Ne avrebbe tratto o ne avrà tratto sicuramente tanto beneficio da riversare poi sulle comunità verso le quali ha prestato la sua attenzione,
Grazie consigliere, Brizio, ha chiesto di intervenire il consigliere Bertini e a seguire il Consigliere Mandarà, prego.
Signor Sindaco, Presidente del Consiglio Comunale, colleghi consiglieri.
Monsignor Tardelli, oggi siamo comunque chiamati a conferire la cittadinanza onoraria della città di Pescia Amba, monsignor Fausto Tardelli,
Si tratta di una tradizione della nostra comunità, ma credo che ogni tradizione abbia valore soltanto quando non si limita a ripetere un gesto e riesce invece a dare significato al presente.
L'arrivo di monsignor Tardelli, nella nostra Diocesi coincise con un momento delicato, l'unione tra le Diocesi di Pescia Pistoia, suscitò discussione, preoccupazioni e talvolta polemiche, molti cittadini dissero quella scelta con timore, percependo la come una perdita di identità, il tempo però ha una grande virtù.
Permette di andare oltre le polemiche e di giudicare le persone per ciò che sono e per ciò che fanno.
Io non sono tra coloro che frequentano la chiesa ogni domenica, ma sono un credente e forse proprio per questo mi sento libero di dire che in questi anni monsignor Tardelli mi ha colpito per una qualità rara non ho mai trovato banali le sue parole dietro suoi interventi ho sempre percepito una convinzione profonda che ogni uomo sia responsabile non soltanto di se stesso ma anche degli altri.
È una lezione che appartiene certamente la tradizione cristiana, ma che prima ancora appartiene all'umanità, viviamo in una società che ci spinge continuamente a definire le persone per il ruolo che ricoprono il politico, il medico, l'insegnante, il sacerdote, l'imprenditore il lavoratore,
Eppure credo che la verità sia un altro prima di essere qualunque cosa siamo, uomini e dell'uomo che determini, tra il valore del medico del politico, che l'insegnante del sacerdote e di ogni altro ruolo che ricopriamo, se manca l'uomo, se mancano la coscienza, il senso di responsabilità, la capacità di riconoscere l'altro come il nostro simile allora nessuna funziona e nessun titolo possono bastare.
La vera misure ad un uomo non è il ruolo che ricopre, ma la responsabilità che si assume verso gli altri.
In questo senso ho sempre avuto l'impressione che mi monsignor Tardelli abbia cercato di parlare prima la coscienza delle persone che alle loro appartenenze e forse è proprio questo ciò di cui abbiamo più bisogno viviamo in un'epoca in cui mai come oggi è stato pronunciato il nome di Dio invano,
Lo sentiamo evocare da nazioni, Governi, oligarchi e uomini di potere, come se Dio fosse il loro alleato esclusivo, come se potesse essere chiamato a giustificare guerre, soprusi, disuguaglianze e perfino lo sterminio di altri esseri umani, quante volte nella storia abbiamo sentito pronunciare le parole Dio è con noi e quante volte quelle parole sono state accompagnate dal rumore delle armi, dal dolore delle vittime e dalla sofferenza degli innocenti allo stesso modo dichiararsi credenti o dichiararsi cattolici non ci rende autonome praticamente migliori.
Così come dichiararsi democratici,
Non ci rende automaticamente giusti ciò che conta, non è ciò che diciamo di essere, conta ciò che facciamo.
Conta il modo in cui trattiamo di altri, conta la responsabilità che ci assumiamo verso chi è più fragile.
Conta la capacità di riconoscere nell'altro un essere umano uguale a noi, la fede non è un'etichetta da esibire, è una responsabilità da vivere, forse la più grande fragilità del nostro tempo non è economica né politico, è una crisi della coscienza, abbiamo accumulato conoscenze, tecnologie e strumenti straordinari ma troppo spesso abbiamo smesso di interrogarci sul significato delle nostre azioni sul valore della verità, sul rapporto che ci lega agli altri esseri umani.
Ci aggrappiamo a falsi miti a idoli effimeri a scorciatoie che promettono felicità e producono invece solitudine, paura e indifferenza, per questo credo che ci sia ancora bisogno di guide, non di persone che pretendono di possedere tutte le risposte, ma di persone che abbiano il coraggio di porre le domande giuste.
Di persone capaci di indicare una strada quando il rumore del mondo rende difficile distinguere il vero dal falso di persone capaci di ricordarci che l'uomo non vive soltanto per se stesso, che la nostra libertà ha senso soltanto se incontra la responsabilità.
Che la nostra dignità si misura anche da come ci prendiamo cura degli altri.
Monsignor Tardelli, in questi anni lei non si è sottratto a questa responsabilità.
Ha parlato dei mali, della società, della povertà, della solitudine, delle fragilità umane e della necessità di non voltarsi dall'altra parte.
Lo ha fatto con equilibrio con sobrietà e senza a piegare le proprie parole alla COVIP evenienza per questo oggi non rendiamo omaggio soltanto a un vescovo, oggi rendiamo omaggio a un uomo che ha saputo essere vescovo senza mai smettere di essere uomo.
A un uomo che ha cercato di svolgere il proprio servizio mantenendo al centro l'essere umano.
Ed è per questo che oggi siamo onorati di conferirle la cittadinanza onoraria della città di pesce.
Grazie.
Monsignor Khazen, grazie consigliere Bertini, la parola Consigliere Mandarà così buona sera.
Silente.
Colleghi consiglieri, Sindaco, eccellenza tutto il pubblico.
Presente dunque.
Io chiaramente condivido quelli che sono gli interventi di chi mi ha, di chi ha parlato prima di me di chi mi ha preceduto e ritengo anche perché ritengo che quella che si va ad adottare una delibera dall'altro valore simbolico che risponde sicuramente già il collega Brizio ha una tradizione e abbiamo perso un po' il conto.
Gli ultimi vescovi, questa questa onoreficenza, è stata attribuita una segnali giusti stamento del legame, diciamo che lega il Vescovo e quindi basta.
Di questa comunità, il pastore delle anime di questa comunità alla città e.
Ma rappresenta secondo me un riconoscimento, oltre che per la sua opera chiamiamola religiosa per la sua opera episcopale, anche un riconoscimento per la sua opera e per il segno che ha lasciato nella comunità, anche da un punto di vista civico.
Ora, chiaramente, questo riconoscimento conferito alla fine del dell'incarico potrebbe apparire tardivo, ma non lo è perché chiaramente diciamo, ci sono delle scadenze anche per quanto riguarda la comunità ecclesiale, ma ritengo è già stato detto che sia un atto dovuto oltre il simbolo che rappresenta,
I diciamo che l'incarico di vescovo in questa città è durato poco più di due anni, diciamo all'incirca.
Due anni e mezzo, ma, come dicevo per eccellenza, monsignor Tardelli si è distinto sia, appunto, come guida spirituale che per la comunità pesciatina tutta.
Secondo me un tratto distintivo anche nel nell'esteri ho nominato in persona copia.
Queste due comunità euro?
Che sia per per lui che per la nostra comunità, soprattutto dal punto di vista, è inedito perché appunto ci sono stati tutti.
T à, la cui do delle due diocesi, quindi che cosa succederà potrebbe essere una situazione transitoria, ento appunto volere anche del del Santo Padre, mi sembra che questa questa soluzione prosieguo così com'è e io credo che.
Anche su eccellenza, nel momento in cui ha ricevuto questo incarico, un pochino sui generis, quindi a cavallo e alla guida di due diocesi probabilmente mi me lo immagino io lo ha vissuto questo con un certo disagio che sarò in grado di guidare due comunità così ampie così diverse così popolose perché poi la Diocesi di Pescia non non è solo,
Non ricordo solo il territorio della Val di Nievole, ma va anche oltre quella di Pistoia, chiaramente ha un territorio molto ampio,
E.
Quindi il timore io lo lo lo lo lo interpreto me lo immagino che ha avuto nel momento in cui è stato nominato con questa veste particolare di non essere in grado diciamo, di di far fronte a queste due grossi comunità.
Secondo me, dopo analizzando la sua la sua opera episcopale.
Questo timore è diventato per noi un punto di forza, in quanto almeno credo lo ritengo io però credo che possa essere, diciamo un'opinione condivisa, che lui non abbia affatto trascurato la nostra comunità, anzi, quando proprio si vedevano anche gli eventi ai quali partecipava, sia se si vedeva una duplicazione di ogni evento, quasi come se appunto lui avesse il timore di lasciare indietro questa comunità e non l'ha fatto, non l'ha fatto perché comunque gli stessi eventi sono stati, diciamo celebrati sia a Pistoia quindi nell'ambito del Pistoiese che ed che nell'ambito della Valdinievole, quindi nell'ambito della diocesi di Pescia e l'ha fatto è un'immagine, diciamo affettuosa, romantica però la voglia, diciamo esprimere, secondo me l'ha fatto come come un vero padre, come un pastore, una guida che ha voluto trattare i pesci latini e i tutta la comunità della Diocesi pesciatina come de dei veri e propri figli aventi pari dignità rispetto a quelli della diocesi di Pistoia.
Quello che è stato detto e la delibera chiaramente è del tutto condivisibile, perché il ruolo che ha avuto, soprattutto a livello di volontariato e di associazionismo, il ruolo attivo che ha avuto è sotto gli occhi di tutti, però mi vorrei concentrare su due aspetti.
Che riguardano l'ambito civico, che però secondo me lo hanno contraddistinto, e sono da un lato l'ambito della salute.
L'attenzione e la presa di posizione anche forte che il vescovo di Pescia che il vescovo di Pescia ha avuto sul tema dell'ospedale di Pescia.
Come dire.
Eh eh, eh eh altisonante e seppellisce qualsiasi altra presa di posizione lui l'ha, detto anche in punta di piedi, io non ne voglio fare una questione politica, lo diceva anche parte Bertini,
È un tema che riguarda tutti indistintamente.
E cosa ha fatto lui lui si è recato in ripetute visite all'ospedale Santissimi Cosma e Damiano a rendere visita.
Ai malati, quindi, c'è stata un'attenzione verso la dignità della persona, alle persone che soffrono per necessità, sono hate I in un ospedale nel nostro ospedale e poi anche come segno di stima e di apprezzamento di rispetto profondo per il personale medico sanitario che non sempre si trova a lavorare in condizioni parimenti dignitose quindi è stato un segnale forte e importante, ma ancora più è stata la presa di posizione a difesa dell'ospedale perché io me lo ricordo perfettamente quando uscì un comunicato in cui lui diceva che deve rimanere come presidio essenziale e fondamentale.
Cittadina.
Però a me ha colpito anche un altro aspetto, sempre della A del vivere C della comunità civica, diciamo.
Ovvero la presa di posizione forte tutte le volte che c'è stato un incidente o una morte sul lavoro. Secondo me anche lì le parole che poi si è detto tante volte no Sindaco, quando qui il minuto dice due o tre persone che stasera si è fatto per una persona che ha rappresentato qualcosa per la nostra comunità, però tutte le volte si riducono o si ha la sensazione di ridire le stesse cose, di ripetere le stesse cose, bisogna fare di più, bisogna fare meglio, bisogna evitare affinché questo non succeda più. Queste tragedie non succedano più, è sempre, sembrano più o meno i soliti discorsi, ma la presa di posizione forte da parte di un di un di un di una persona, il vescovo, che rappresentano una comunità spirituale. Secondo me, qualcosa più che degno di nota è qualcosa che risuona, ripeto, ancora più forte e chiaro rispetto alle tante prese di posizione. Lui la ha espresso la vicinanza alle famiglie delle vittime, tutte le volte che questo è successo e ha in qualche modo richiamato l'impegno di tutti, e lo di probabilmente tra parenti si riferiva soprattutto alla comunità politica, non solo locale, evidentemente di evitare che queste tragedie abbiano a ripetersi.
Quindi, secondo me, il fatto che lui, nella sua opera, si sia distinto questo, chiaramente sono io che l'ho estrapolato dalla dalla sua opera è un è, un è un è un mio punto di vista, però per me rappresentano appunto qualcosa di significativo e testimoniano il fatto che lui questa comunità la tutt'altro che trascurata il timore che lui poteva avere all'inizio che potevamo avere in tanti.
È stato un fondato perché lui questa comunità, non l'ha trascurata per nulla e questi due aspetti la salute, il lavoro e la dignità dell'uomo ci voglio anche aggiungere lo testimoniano in maniera lampante, forte e chiara, quindi lui, mentre è chiaro non gli si dà questo riconoscimento che è un qua è un riconoscimento modesto, simbolico,
Però gli è dovuto anche per questo e io lo vorrei ringraziare e siamo onorati di conferire di conferirli come Consiglio comunale questa onoreficenza, infine e chiudo, mi sento di esprimere anche un sentimento personale di affetto, di di simpatia, insomma chiamiamolo un pochino come come lo si vuole in quanto la la delibera.
Riporta che monsignor Tardelli è Lucchese di nascita, quindi in qualche modo è legato alla Diocesi di Lucca che, come sappiamo tutti, interessa anche parte del nostro territorio, non tutto il territorio del comune di pesce sotto la diocesi di Pescia, ma ce n'è una parte importante sotto la diocesi di Lucca, leggendo nella delibera anche il momento dell'ordinazione episcopale lo ha ordinato vescovo l'arcivescovo di Lucca Bruno Tommasi, che per la nostra comunità della Diocesi di Lucca io appartengo per residenza a quella di.
Ha significato molto il nostro vescovo Bruno me, me lo ricordo.
Infine, perso un po' il filo scusate.
Dicevo.
Mi sento onorato, appunto, come consigliere, di riconoscerli questa onoreficenza, che non è nulla, diciamo, un confronto alla sua opera.
A ringraziarlo per tutto quello che ha fatto e soprattutto, avrei piacere che questo riconoscimento simbolico andasse oltre.
Andasse oltre il peri, il momento di cessazione delle sue funzioni che vorrei che il legame con la nostra città, lei lo sentiste forte e duraturo anche oltre la scadenza del suo incarico, grazie.
Grazie consigliere, Mandarà la parola al Sindaco.
Allora non vi nascondo.
L'emozione nel dare questo efficienza che per me, come Sindaco è la prima volta, è la prima volta che mi capita del mio nella mia esperienza e per qui e per questo veramente sono molto emozionato e onorato di poterlo fare.
E io lo definisco un atto oltre che è dovuto un atto profondamento, profondamente sentito e voluto dalla nostra Amministrazione e dal Consiglio comunale, non un atto banale.
Non un atto sì, sono state date in precedenza e a lei o no le onorificenze e questo è un bellissimo gesto, continuiamo nella nella tradizione, ma ma c'è un legame e io rispondo mi permetto di rispondere io a Giancarlo al Consigliere.
Al consigliere perché sono sicuro che.
Sua eccellenza monsignor Fausto Tardelli, saprà continuare questo legame con la nostra città, ma soprattutto con i nostri cittadini, come ha sempre fatto io ricordo ancora il momento dell'insediamento il 14 gennaio, anzi c'eravamo visti, credo, una settimana prima per conoscersi un attimo e dal primo momento ho avuto modo di apprezzare quelle che sono il quella serenità, quell'umanità oltre chiaramente la spiritualità che che mi ha trasmesso semplicemente con l'abbraccio o la stretta di mano ed è quello che capita costantemente quando ci incontriamo nei vari nei vari momenti belli a volte meno belli che ci troviamo a condividere un per le per gli eventi della città.
Non.
Non sto a ripetere l'ho preparato un discorso, ovviamente non lo faccio perché sono stati toccati tutti i punti ai consiglieri del Capogruppo e che ringrazio di cuore per essere stato così profondo e così puntuale nelle tue, nelle tue parole e poi mi limito a dire una cosa io voglio ricordare e apprezzare e dire grazie che uno dei motivi per cui abbiamo deciso anche di dare questa,
Quest'di fare questo atto pubblico importante e in poco tempo, perché poco più di due anni sono tanti saputo sobbarcarsi con con grande determinazione, mettendo.
Corruzione come come uomo, come come vescovo, perché di fatto è stato.
Il primo incarico è passato alla storia della nostra città e il suo ruolo condurre grandissimi Fesce e e Pistoia capoluogo e sono sicuro che non è stato semplice da un punto di vista organizzativo.
La pista ho parlato con lei con quanta, con quanta veramente dedizione, con quanta passione e tutto questo è vero che non è stato.
Dopo due.
Ora non ce l'abbiamo, ma.
Presente la Presidente, ma è stato presente anche quando non è fisicamente presente con noi come sicuro che continuerà in inc se in questi, nei prossimo, nel prossimo futuro, ma lo voglio ricordare e ricordare e ringraziare perché è stato il primo vescovo che,
Dopo un anno ha deciso ha capito uno dei passaggi fondamentali per la nostra comunità, quella di provare, e lo ha detto, e tante sue omelie quello di chiedere una città più unita, un una città più coesa, una città che ha bisogno sempre i,
Riscoprire il vero senso della comunità pesca è una grande comunità, ma lei ha richiamato più volte ad un senso ancor maggiore di unione e di condivisione, una parola molto importante e non è una parola tanto dire, ma la parola che lei ha saputo tradurre a parola a fatti infatti insieme insieme all'Amministrazione insieme alla Lega dei rioni e Stasov.
Sarà nella storia della nostra comunità, istituito la festa del santo patrono, il voler c'è ovviamente alle celebrazioni del santo patrono, ma quello di voler radunare nella domenica successiva, nel giorno festivo successivo, oltre chiaramente al giorno,
Come da calendario del santo patrono, quello di unire.
Tutta la città, a partire da dalla Lega dell'Unione. Il simbolo fondamentale no a me più grande della nostra città, che racchiude poi tutta la la comunità e di ragionarci tutti in un momento di riflessione in un momento di festa, in un momento di celebrazione solenne e con queste son quelle cose che io e che la comunità di pesce ci porteremo sempre dietro, ci porteremo sempre nei nostri cuori e diremo sempre grazie perché lei ha saputo in poco tempo entrare, capire i bisogni della nostra comunità, entrare centrare, fare breccia nei nostri cuori. Quindi, grazie grazie Monsignore. Grazie grazie di cuore. Fausto.
Grazie, signor Sindaco, a questo punto si passa alla votazione.
Della delibera,
Conferimento, cittadinanza onoraria a sua eccellenza, monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pescia, chi è favorevole?
Favorevoli all'unanimità,
Questo punto inviterei su eccellenza.
Ad accomodarsi qui vicino al Sindaco, grazie.
Si sente sì come prima cosa.
Ovviamente, a nome dell'Amministrazione comunale, ma soprattutto dell'intero Consiglio comunale, vorrei conferire.
Di fatto, l'atto con cui abbiamo votato è stato fatto, però lasciar le certi.
Da dare del lei, questo, che è un un qualcosa che mi auguro ti porterai sempre dietro il consiglio comunale della città di Pescia conferisce la cittadinanza onoraria a sua Eccellenza, Monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pescia, con la seguente motivazione nel corso del suo ministero episcopale ha saputo interpretare il proprio ruolo non solo come guida,
Dell'ASI, della chiesa di Pescia, ma come autorevole punto di riferimento per l'intera comunità civile, promuovendo valori del dialogo, della solidarietà, dell'inclusione sociale e della pace a nome della città di Pescia.
Benvenuto.
Fra i cittadini di Pescia Fausto.
Sì.
Io ho scritto qualcosa, ma proprio perché l'emozione non mi prenda troppo, perché, insomma, è un riconoscimento davvero che che mi onora e mi commuove poi quello che ho sentito veramente.
Questi questi queste lodi, devo fare molta penitenza perché perché, insomma, troppe lodi fanno malafede,
In ogni caso, voglio ringraziare Dio innanzitutto perché, se si può fare qualcosa di buono attraverso la nostra persona e perché il Signore ci ispira, ci dà la forza, ci dalla capacità, ci dà l'idea anche volte sicuramente importanti, e quindi quelli Lodi che avete fatto ecco rivolgiamo le al nostro Signore che è lui il datore di ogni bene,
Ma io devo dire, appunto, che sono davvero onoratissimo di questo riconoscimento, è vero che il mio Ministero come vescovo di questa città e diocesi è stato molto breve,
Ma posso dire che è stato comunque molto intenso, molto intenso. L'ho vissuto veramente come tale, anche con una certa fatica, perché siamo esseri umani, quindi portiamo anche il peso, ovviamente, dei tempi che che corrono e che che ci impegnano. Ho vissuto veramente questo vicinanza Pescia in modo molto significativo, anche se non ho nessun potuto risiedere abitualmente qui. Ho cercato in tutti i modi di farmi partecipe della vita di questo territorio e che credo sia stato riconosciuto. Mi fa veramente molto piacere, perché era quello che che volevo era il segnale che volevo dare effettivamente.
Debbo dire che sono stato assai aiutato da un'accoglienza affettuosa e generosa da parte dell'intera popolazione, un fatto che non era per niente scontato, vista la novità dell'Unione in persona episcopi della Diocesi con quella di Pistoia,
Il disappunto che si era manifestato direi anche la sofferenza sincera approvata e non si sono mai rivolti alla mia persona e il dispiacere per le decisioni prese si è sciolto in una simpatia nei miei confronti che mi ha commosso e non mi ha fatto sentire mai come un estraneo piovuto in terra straniera.
Mi sento per questo di ringraziare dal profondo del cuore tutta la popolazione Pesciatina e questa Amministrazione comunale, in particolare il Sindaco Franchi, che fin dal primo momento, fin dal primo saluto alla Porta Fiorentina, questa Amministrazione si è mostrata non solo rispettosa ma accogliente e pienamente disponibile alla collaborazione al confronto nel rispetto comunque sempre dei diversi livelli di competenza.
Debbo dire inoltre che sono state di grande aiuto al mio sentirmi a casa qui a Pescia e do lo riconosco sicuramente le mie origini lucchesi, l'aria, la storia, la cultura e la spiritualità, i modi di fare di dire mi hanno richiamato quei bagaglio tipico della Lucchesia che contraddistingue ancora queste terre ed è stato come un riverbero continuo che ha creato sintonia e affezione tra l'altro prima ancora di essere vescovo di Pescia come molti forse credo sappiano da prete Lucchese ho conosciuto un po' queste terre,
Questa popolazione si tratta di tanti anni fa, quando ancor giovane, sacerdote la domenica mattina attraversavo piscia venendo da Luca per fare servizio nella Svizzera Pesciatina, in cui le parrocchie, che ancora oggi, almeno formalmente, sono della diocesi di Lucca.
Come se non bastasse, ancora prima di quegli anni, quindi si va proprio indietro, negli anni potrei apprezzare la bellezza e la metà di questi luoghi, conoscendone anche la storia dolorosa dell'ultimo conflitto, soggiornando per alcune estati in San Quirico.
Per lavorare alla mia tesi di laurea, quindi, la mia tesi di laurea un po' è venuta fuori anche da queste terre e venivo allora dall'assolate caotica Viareggio, dov'ero il responsabile della pastorale giovanile e dei rifocillare o al fresco di queste belle colline e al calore umano di queste popolazioni in questi pochi anni del mio Ministero tra voi,
Formalmente, dall'8 ottobre 2023, ma poi dall'ingresso del 14 gennaio dell'anno successivo fino al prossimo 28 giugno, ho vissuto intensamente la vita di questa città e ne ho potuto apprezzare il valore e le potenzialità.
Potenzialità grandi come città d'arte, Città storica, Città di cultura, Città della bellezza attraverso i fiori.
E se c'è stato un periodo di difficoltà e di crisi con tanti abbandoni e chiusure, lasciando anche tracce di degrado, quello che sento e che vedo e che Pescia, può senz'altro a riprendersi alla grande e diventare qualcosa di ancor più bello rispetto al passato.
Una bella città, la seconda città della provincia di Pistoia,
Credo che Pescia ce la possa fare, ne ha le possibilità e le potenzialità, ci sono però un paio di condizioni a mio parere importanti che mi permetto di dire, così come appunto, come cittadino di questa di questa città, innanzitutto occorre che prevalga in tutti i cittadini il senso del bene comune che faccia concorrere pur nell'accesa dialettica o nel sano e corretto confronto allo sviluppo della città e seconda cosa che Pescia non si isoli ma faccia corpo solidale con tutta la Valdinievole.
Essendo di per sé il naturale punto di riferimento,
Anch'io per la mia parte, per quella che è stata la mia competenza di vescovo, ho cercato di lavorare per questo sviluppo armonico e concorde della città e del territorio e mi fa veramente piacere che sia stato riconosciuto questo fatto.
Ed è in questa prospettiva che voglio qui ricordare, tra le varie cose, soltanto due fatti, che sono stati anche ricordati in parte, a mio parere, molto significativi e interessanti che mi hanno visto impegnato, particolarmente proprio nella prospettiva che andavo dicendo di uno sviluppo pieno delle potenzialità di Pistoia il primo e il restauro del crocifisso della Maddalena e le feste grosse venticinquennali che sono state un bel momento un bel momento di partecipazione e di?
E Di Gioia corale. E la seconda cosa la riforma delle festività, della patrona, della città, santa Dorotea, legandole più strettamente alla celebrazione annuale del Palio. Concludo allora questo mio breve intervento rinnovando il mio grazie veramente sincero per il conferimento della cittadinanza onoraria con l'assicurazione che questa città sarà sempre nel mio cuore e, stando a Lucca, perché io mi ritiro a Lucca e ho già preso dimora nella mia casetta a mia canonica, torno a quella che è stata la mia prima parrocchia a Lucca vicino al seminario, San concorde di Moriano e paesino, piccolino in collina, molto bello, e quindi siamo a due passi e diciamo solido, siamo a due passi, sì, basta, si prende lo stradone di Marlia e si sa la Moriano, siamo subito i fatti, quindi sicuramente Pescia rimarrà sempre nel cuore. Mi ricordo da ragazzino, quando obiettiva il trenino, entrambe passava vicino a casa mia per arrivare a Pescia e.
C'erano rotaie ancora in città di Lucca del trenino che arrivava a Pescia, e quindi grazie ancora di cuore veramente veramente grazie.
La seduta del Consiglio comunale termina alle ore 20, grazie.