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C.r. Puglia 30.06.26
TIPO FILE: Video
Revisione
Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno a tutti.
Se non vi sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 9 giugno scorso. Non ci sono interventi, quindi lo diamo per approvato.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento interno.
Invito la Vicepresidente Vaccarella a dare lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché delle proposte e dei disegni di legge assegnati alle Commissioni.
Prego, Vicepresidente Vaccarella.
Speaker : VACCARELLA.
Grazie, Presidente.
Interrogazioni a risposta scritta.
Consigliere Pagano: “Seguito agli impegni assunti dal Consiglio regionale con la risoluzione sulle petizioni degli ex dipendenti del Consorzio di difesa delle produzioni intensive della provincia di Bari e di Taranto. Iniziative dell’Assessorato per la verifica delle istanze e l’individuazione di possibili soluzioni”.
Consigliera Angolano: “Sospensione dei lavori del dissalatore sul fiume Tara e priorità alla rifunzionalizzazione dell’invaso Pappadai”.
Consigliere Pagliaro e altri: “Case per la vita, ricognizione su autorizzazione regionale a media o bassa intensità assistenziale”.
Consigliere Scatigna: “Mancato coinvolgimento delle Istituzioni nazionali e regionali nell’evento di presentazione del libro ‘Possibile’ previsto a Polignano a Mare”.
Passiamo alle mozioni.
Mozione presentata dal consigliere Mazzotta e altri: “Dotazione dei dispositivi di sicurezza e di geolocalizzazione in mare”.
Consigliere Romito: “Agevolazioni per la libera circolazione del personale delle Forze dell’ordine e delle Forze armate sui mezzi di trasporto pubblico regionale”.
Consigliere Pagliaro e altri: “Stabilizzazione operai forestali a tempo determinato ARIF”.
Consigliere Pagliaro e altri: “Case per la vita. Sospensione regolamento regionale per declassamento strutture a media intensità assistenziale già autorizzate”.
Consigliere Vietri e altri: “Estensione alla fascia di età 70-74 anni del programma regionale di screening per la prevenzione del tumore del colon retto”.
Consigliere Mazzotta e altri: “Tutela dei livelli essenziali di assistenza e delle cure garantite dalle strutture Case per la vita. Richiesta sospensione del regolamento regionale che declassa le strutture già autorizzate alla media intensità assistenziale”.
Consigliere Perrini e altri: “Sostegno ai pazienti affetti da diastasi dei retti addominali”.
Consigliere Scalera: “Adozione di misure integrative e correttive dell’avviso pubblico. Pacchetti integrati di agevolazione Taranto, mini PIA Taranto, finanziato nell’ambito del programma Just Transition Fund Italia 2021-2027”.
Consigliere Minerva e altri: “Piano di settore olivicolo italiano 2026-2030. Iniziative della Regione Puglia per l’inserimento di misure di sostegno in favore delle imprese agricole delle aree colpite dalla Xylella fastidiosa mediante stralcio del debito relativo al contributo consortile, tributo 630, per tutti gli anni di improduttività ed esonero del pagamento fino alla ripresa della produttività dei terreni agricoli ricadenti nelle zone infette; Consigliera Angolano e altri “Ipotesi di un impianto rigassificatore nel porto di Taranto”; De Santis e altri “Effetti del decreto interministeriale 1° ottobre 2013 (c.d. ‘Decreto Scavi’) sul ripristino delle pavimentazioni stradali a seguito della posa di infrastrutture digitali e iniziative a tutela dei Comuni”.
Assegnazioni alle Commissioni.
I Commissione: riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 relativi ai disegni di legge nn. 96 e 97 del 9 giugno 2026, ai disegni di legge nn. 100 e 101 del 16 giugno 2026 e al disegno di legge n. 102 del 23 giugno 2026; disegno di legge n. 99 del 16 giugno 2026 “Agevolazioni fiscali per gli enti del terzo settore. Modifica dell’articolo 48 della legge regionale 21 maggio 2002, n. 7”.
III Commissione: proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Sperimentazione, validazione e implementazione dei biomarcatori ematici per la diagnosi della malattia di Alzheimer e delle altre malattie neurodegenerative correlate”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Interventi di formazione e sensibilizzazione sulle manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica e prevenzione del soffocamento accidentale”; proposta di legge a firma del consigliere Romito “Norme per la istituzione, implementazione e gestione di una piattaforma informatica regionale integrata per la gestione dei posti letto nelle RSA e centri diurni autorizzati o accreditati e delle procedure di autorizzazione e accreditamento”.
IV Commissione: disegno di legge n. 98 del 9 giugno 2026 “Progetto sperimentale per favorire lo sviluppo della filiera logistica agroalimentare pugliese”; disegno di legge n. 103 del 26 giugno 2026 “Modifiche alla legge regionale 20 aprile 2023 n. 6 (Misure di salvaguardia per la tutela del riccio di mare) e disposizioni per la gestione della risorsa Paracentrotus lividus”.
Commissione V: proposta a firma del consigliere Scalera “Disposizioni per l’accesso nelle zone a traffico limitato dei veicoli a servizio degli agenti e rappresentanti di commercio”.
VII Commissione: proposta di legge alle Camere a firma del consigliere Gioia e altri “Modifiche al DPR 30 marzo 1957 n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per le elezioni alla Camera dei deputati), e al decreto legislativo 20 dicembre 1993 n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione al Senato della Repubblica)”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Vicepresidente Vaccarella.
Si comunica che con decreto n. 355 del 18 giugno 2026, il Presidente della Giunta regionale ha provveduto a revocare il decreto n. 18 del 2026 del 19 gennaio 2026, con il quale aveva conferito alla consigliera regionale Graziamaria Starace le seguenti deleghe assessorili: politiche per il turismo e la promozione, sostegno all’industria turistica, destinazioni turistiche e turismo sostenibile, regolazione dei deflussi, turismo culturale e rurale, turismo lento e cammini, eventi strategici a valenza turistica, cooperazione internazionale.
Si comunica altresì che sono stati notificati i seguenti ricorsi in appello al Consiglio di Stato ex articolo 131 CPA in materia di contenzioso elettorale; in data 27 maggio 2026, il ricorso proposto dal candidato Sergio Blasi per l’annullamento e la riforma della sentenza di rigetto del TAR Puglia n. 544 del 2026; in data 27 maggio 2026 il ricorso proposto dal candidato Domenico Damascelli per l’annullamento e la riforma della sentenza di rigetto del TAR Puglia n. 545 del 2026; in data 11 giugno 2026 il ricorso proposto dalla candidata Lucia Parchitelli per l’annullamento e la riforma della sentenza di rigetto del TAR Puglia n. 616 del 2026, in data 11 giugno 2026 il ricorso proposto dal candidato Sergio Clemente per l’annullamento e la riforma della sentenza di rigetto del TAR Puglia n. 613 del 2026,.
In data 12 giugno 2026 il ricorso proposto dai candidati Raffele Foglio e Giuseppe Scarpello per l’annullamento e la riforma della sentenza di rigetto del TAR Puglia n. 615 del 2026, in data 15 giugno 2026 il ricorso proposto dai candidati Samuele Calabrese, Gerardo Delle Lettere, Sara Grazia Maraschio e Nicola Vendola per l’annullamento e la riforma della sentenza di rigetto del TAR Puglia n. 612 del 2026.
Esaurite le comunicazioni di rito, passiamo all’esame dei punti all’ordine del giorno.
L’ordine del giorno è stato integrato, come da decisione della Conferenza dei Capigruppo, inserendo al quarto punto all’ordine del giorno il Riconoscimento del debito fuori bilancio, che discuteremo al quarto punto.
Al quinto punto, il DDL “Misure di salvaguardia per la tutela del riccio di mare”, che discuteremo appunto al quinto punto, e poi il DDL “Agevolazioni fiscali per gli Enti del terzo settore”, che discuteremo all’ottavo punto all’ordine del giorno, così come ‒ ribadisco ‒ stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo.
Procediamo ora con il primo punto all’ordine del giorno: Deliberazione della Giunta regionale n. 520 del 29 aprile 2026, recante “Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale ‒ NADEFR 2026- 2028. Riadozione”. ‒ 5/B.
Invito il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, a relazionare in merito.
Prego, Presidente.
Speaker : PAGANO, relatore.
Grazie, c’era stato un accavallamento con il collega Volpi. Grazie, Presidente.
La Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza regionale 2026-2028 è un documento formalmente contabile, ma in cui, alla prima lettura effettuata con un po’ di attenzione, si può trovare sicuramente molto di più.
È sicuramente una fotografia dello stato delle cose nella nostra Regione, ci dice, ad esempio, dove siamo, quali fragilità ci portiamo dietro...
Speaker : PRESIDENTE.
Invito i consiglieri e anche il pubblico a mantenere un po’ di silenzio, per cortesia, per permettere che lo svolgimento dei lavori sia ordinato. Grazie.
Speaker : PAGANO, relatore.
Grazie, Presidente.
Dicevo, dove siamo, quali fragilità ci portiamo dietro, quali risultati sono stati costruiti e, soprattutto, quali scelte ancora vanno compiute, per non subire passivamente gli eventi che il corso della quotidianità ci pone come sfida del nostro tempo.
In Commissione Bilancio abbiamo esaminato un documento ampio, fondato su dati e indicatori. Parto proprio da un elemento qualificante, che è stato egregiamente rilevato dalla Giunta e dall’assessore competente Leo: la Puglia è l’unica Regione italiana ad aver inserito per legge gli indicatori di sviluppo sostenibile nella propria programmazione economico-finanziaria. È una scelta che riteniamo molto importante, perché risponde a una domanda che da tempo attraversa il dibattito politico ed economico su più larga scala: il prodotto interno lordo, il PIL, è davvero l’unico strumento che misura in maniera più adeguata la crescita di una comunità e lo stato di salute di una comunità?
Sicuramente il PIL misura valori e volumi economici, ma ci dice evidentemente ben poco della qualità della vita, della salute, dell’istruzione, del lavoro, della condizione delle donne e dei giovani. Adoperare gli indicatori di sviluppo sostenibile, invece, significa affermare un principio politico ed etico: il bilancio non una questione non soltanto di equilibrio tra entrate e spese, ma di coerenza tra risorse pubbliche e diritti dei cittadini, che sono realmente garantiti.
Il contesto in cui questa Nota si inserisce è evidentemente un contesto difficile, segnato da guerre, tensioni geopolitiche, instabilità energetica e nuove barriere commerciali, che pesano sulla crescita, soprattutto in una Regione che fa dell’export un punto di resilienza forte.
L’Europa cresce poco, l’Italia cresce poco e il Mezzogiorno resta esposto più di ogni altro territorio agli effetti di questo rallentamento.
A questo si aggiunge un dato politico e finanziario che non possiamo ignorare: malgrado le reiterate rassicurazioni del Governo nazionale, l’Italia resta nella procedura per deficit eccessivo almeno fino al 2027. Questo significa minori margini di manovra e rischio concreto di riduzione dei trasferimenti agli Enti territoriali, tra cui appunto la Regione.
Qui va detta una cosa con chiarezza: il rigore dei conti pubblici non può diventare ancora una volta il nome elegante di un arretramento dello Stato dal dovere di fare politiche di convergenza per il Mezzogiorno.
Non possiamo accettare che i vincoli europei si traducano per noi, a queste latitudini, in minori investimenti, minori cofinanziamenti per i fondi strutturali, minore perequazione.
Il Mezzogiorno, e con esso la Puglia, ha fatto e continuerà a fare la propria parte, ma non può essere lasciato solo proprio in un momento in cui quelle risorse servono ancora di più per fare in modo che tutte le opere avviate e realizzate con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza siano semplicemente operazioni immobiliari. Dobbiamo fare in modo che comincino a vivere e a erogare quei servizi per cui sono nate.
I dati regionali, a questo proposito, ci consegnano un quadro a doppia faccia. Da un lato, la Puglia è una regione viva, che ha costruito una reputazione nuova e rinnovata nell’attrattività, soprattutto turistica. Il turismo cresce nel 2024 con +5,9 milioni di arrivi e oltre 20,5 milioni di presenze. Le energie rinnovabili ci collocano sicuramente ai vertici nazionali, con il 65,3 per cento dell’energia elettrica prodotta in Puglia, che proviene da fonti rinnovabili. Anche la natalità imprenditoriale, che è indice anche di una grande capacità di intrapresa, mostra segnali incoraggianti. Dall’altro lato, restano nodi su cui, però, non possiamo far finta di nulla. Il PIL pro capite pugliese si attesta attorno a 21.400 euro, ben 11.000 euro sotto la media nazionale. La crescita prevista per il 2025 è sicuramente modesta (lo 0,4 per cento). Le esportazioni nel primo semestre del 2025 calano del 6 per cento, evidentemente anche a causa dei nuovi dazi statunitensi. Quando lanciavamo l’allarme eravamo non semplicemente delle Cassandre, ma dei conoscitori dei processi economici. Il tasso di disoccupazione, che è superiore alla media italiana, è previsto in risalita.
Restano criticità note: l’abbandono scolastico, su cui, però, soprattutto nel 2025, è stato compiuto un forte recupero, che forse è il dato che più di altri denota una capacità di fare squadra, l’occupazione giovanile e femminile, ancora al di sotto della media nazionale, e, purtroppo, la qualità stessa del lavoro. Questa è la vera programmazione su cui dobbiamo avere il coraggio di assumerci delle responsabilità.
Volendo riassumere, la Puglia è cresciuta, ha cambiato il proprio volto negli ultimi vent’anni, ma non ancora abbastanza. È sicuramente più forte di ieri, ma non ancora abbastanza forte da colmare quel divario che c’è con il resto del Paese. Ha energie straordinarie, ma rischia di non metterle a frutto, se non sapremo offrire una strategia pubblica chiara e all’altezza di una fase nuova e più complessa di tutte quelle che l’hanno preceduta. Per questo la nota va letta come un’agenda di priorità e le nostre priorità in cima a tutto hanno il lavoro. Non basta registrare saldi positivi nell’attivazione di nuovi posti, dobbiamo tutti quanti insieme interrogarci sulla loro stabilità, sulla loro qualità, sulla loro dignità.
La sfida pugliese ‒ prima priorità ‒ è un lavoro più qualificato, più femminile, più giovanile, capace di trattenere le competenze e di impedire che troppi nostri ragazzi siano ancora costretti a partire.
La seconda priorità è un forte investimento nella conoscenza. Gli indicatori sull’istruzione e sui NEET (not in education, employment or training) sono un capitolo settoriale, ma sono il cuore della competitività futura della Puglia, trasversali per scuola, formazione professionale, università, ricerca, innovazione, e devono diventare l’asse portante su cui costruire la prossima programmazione.
La terza priorità è la transizione industriale e ambientale. La Puglia è già protagonista nelle energie da fonti rinnovabili, ma questa leadership deve tradursi in sviluppo locale, filiere, occupazione, innovazione e benessere diffuso, non semplicemente collocazione di strumenti che possono essere anche urtanti per le comunità territoriali. Deve, quindi, diventare una politica industriale con opportunità di bonifica, mobilità sostenibile e soprattutto tutela e ricaduta per i territori.
La quarta priorità è la sanità territoriale, la gamba su cui evidentemente abbiamo ancora da recuperare, anche secondo gli indicatori dei livelli essenziali dell’assistenza, che sono resi noti dal Ministero della salute. Il PNRR ha messo a disposizione risorse importanti per le case di comunità, per gli ospedali di comunità, per la telemedicina e per la presa in carico territoriale, ma se ci limitassimo semplicemente a costruire le strutture non avremmo garantito un solo servizio in più. Il tema vero è farle funzionare, dotarle di persone, renderle accessibili alle aree interne e ai territori più fragili. Per fare questo non basta fare accordi a livello nazionale, il cui conto poi lo devono pagare le comunità locali.
La quinta e ultima priorità è la qualità della spesa. In una fase di risorse limitate ogni euro va valutato per l’impatto che produce. È qui che il merito degli indicatori SDGs (sustainable development goals) e BES (benessere equo e sostenibile) diventa prezioso, perché costringe il decisore pubblico a guardare ai risultati. Se la raccolta differenziata resta sotto la media nazionale, se il sovraffollamento abitativo cresce; se l’eccesso di peso tra i minori è elevato; allora, quei dati devono orientare meglio le nostre decisioni nella redazione dei documenti di bilancio.
La Puglia dimostra di non partire da zero. In questi anni ha cambiato immagine, fatto turismo, rafforzato infrastrutture, investito in sostenibilità. Occorre però costruire una macchina amministrativa che sia più attenta alle imprese e ai bisogni dei cittadini, e su questo fare una grande opera di razionalizzazione degli orpelli burocratici.
Oggi serve una Regione che non si accontenti di amministrare l’esistente, e che usi la programmazione per ridurre ancora i divari tra la Puglia e l’Italia, tra la costa e le aree interne, tra gli uomini e le donne, tra le opportunità e le marginalità delle aree interne.
Questa nota ci consegna, e lo dico con fierezza, egregio assessore, per il lavoro fatto, un compito squisitamente politico: governare una fase difficile, senza arretrare di un passo sul terreno dei diritti, della coesione e dello sviluppo. Difenderci non significa opporsi al Governo nazionale, significa focalizzare le questioni e provare a determinarle in una logica di chiara collaborazione, seria, ma che non indietreggia di fronte a nessun sopruso.
Su questi terreni si misureranno la credibilità della nostra programmazione e, come Consiglio regionale, la nostra stessa responsabilità.
La deliberazione, do atto, è stata esaminata nelle Commissioni II, III, IV, V e VII, e dalla I Commissione consiliare in sede referente, che ha espresso parere favorevole a maggioranza dei voti, con il voto contrario dei commissari delle forze politiche di opposizione.
La delibera quindi viene ora sottoposta all’esame di questa Assemblea.
Lascio al Presidente Matarrelli il compito degli adempimenti consequenziali.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Apriamo la discussione. Ci sono interventi?
Ho visto che si è già prenotato il consigliere Vurchio. Prego, consigliere.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente.
Signor Presidente, assessori, colleghi e colleghe consiglieri, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2026-2028 rappresenta uno degli atti più significativi della programmazione della Regione Puglia.
Proverò a non toccare i tantissimi, molteplici dati economici, raccontati in maniera perfetta dal collega Pagano.
Tuttavia, oggi non siamo chiamati solo e semplicemente ad approvare un documento tecnico contabile, con la Nota di aggiornamento siamo chiamati a valutare una visione soprattutto di sviluppo e a verificare se gli obiettivi fissati dalla Regione Puglia siano ancora coerenti con il contesto economico e sociale e se le risorse pubbliche siano orientate verso le reali priorità dei cittadini.
Prima di parlare di alcuni dati economici indicati all’interno della Nota di Aggiornamento, è importante fare una premessa: viviamo effettivamente in una fase storica complessa a causa delle tensioni geopolitiche internazionali, del rallentamento della crescita economica europea, dell’innalzamento dei costi energetici, della difficoltà di accesso al credito e delle profonde trasformazioni del mercato del lavoro, che impongono a tutte le Istituzioni la capacità di programmazione, riprogrammazione, responsabilità e soprattutto una certa lungimiranza nell’attività politica istituzionale.
In questo scenario, la Puglia continua a dimostrare una forte capacità di Governo e questa Nota di Aggiornamento conferma una strategia che punta a considerare la crescita della nostra Regione attraverso investimenti, soprattutto in settori come la sanità, il welfare, le infrastrutture, nella transizione ecologica, nella digitalizzazione, nella ricerca, nell’innovazione e nella valorizzazione del capitale umano.
Io condivido questa impostazione oggi indicata nella Nota di Aggiornamento, perché una Regione... Presidente, credo si stia parlando di uno dei documenti più importanti e credo che questa discussione meriti anche un po’ di silenzio in Aula, l’attenzione da parte dell’assessore al ramo è importante, anche perché stiamo spiegando alla comunità cosa intende fare la Regione.
Dicevo, perché una Regione cresce quando riesce contemporaneamente a rafforzare i servizi pubblici e a creare le condizioni per lo sviluppo economico.
Il primo obiettivo resta il rafforzamento dei servizi essenziali, penso alla sanità territoriale, alla medicina di prossimità, agli investimenti ospedalieri, alle politiche sociali, alla scuola, alla formazione. In questo quadro desidero richiamare il valore strategico del nuovo ospedale di Andria. Per questo ringrazio l’assessore Pentassuglia, per l’attenzione che ha dimostrato ancora una volta verso quel territorio e ai nascenti presìdi ospedalieri della BAT. Sono opere che rappresentano un investimento fondamentale non solo per la stessa provincia BAT, ma per l’intera rete regionale sanitaria, destinata a migliorare la qualità dell’assistenza e la capacità di risposta del nostro sistema sanitario.
Accanto ai servizi pubblici, tuttavia, esiste ancora un’altra priorità, che ritengo essere decisiva, la crescita del sistema economico pugliese. È qui che la programmazione regionale deve provare a fare la differenza. La Regione Puglia, negli ultimi anni, ha dimostrato di saper utilizzare con efficacia le risorse europee, le risorse nazionali e regionali, mettendo in campo strumenti che hanno sostenuto imprese, professionisti, agricoltori, artigiani, Enti locali e giovani imprenditori. A tal proposito, è una strada che dobbiamo continuare a percorrere, l’aiuto ai giovani imprenditori. La finanza agevolata, che ha subìto uno stop in questa Regione, non può non rappresentare un insieme di incentivi destinati a pochi. La finanza agevolata va sbloccata il prima possibile. Questo è uno dei principali strumenti di politica economica di cui oggi disponiamo, politica economica che va rilanciata il primo possibile. Ogni misura che favorisce gli investimenti privati produce effetti positivi sull’intero sistema economico. Significa nuove imprese, significa innovazione, significa competitività, significa occupazione. Significa maggiore capacità delle nostre aziende di affrontare i mercati internazionali e nazionali. Significa soprattutto offrire ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro in Puglia. Costruire il proprio futuro in Puglia vuol dire contrastare la fuga di competenze, significa creare opportunità concrete di impresa, di lavoro qualificato e di crescita professionale.
Per questa ragione considero fondamentale che la Regione continui a investire nella piena attuazione della programmazione europea 2021-2027, nel fondo di sviluppo e di coesione, negli strumenti di garanzia, nelle misure dedicate all’innovazione, alla transizione digitale e alla sostenibilità ambientale.
La vera sfida non sta soltanto nello spendere le risorse disponibili; la vera sfida è trasformare le risorse in sviluppo. Ogni euro pubblico deve essere capace di generare investimenti privati, nuova occupazione, maggiore produttività e benessere diffuso, non per pochi.
Questa è la miglior politica sociale che un’Istituzione possa realizzare, perché non esiste un welfare forte senza una economia forte, non esiste inclusione senza lavoro, non esiste crescita senza investimenti.
Come rappresentante della provincia BAT, ma anche della Regione Puglia, continuerò a sostenere ogni scelta capace di ridurre i divari territoriali, rafforzare le infrastrutture materiali e immateriali, valorizzare le straordinarie eccellenze produttive, agricole, manifatturiere, commerciali e turistiche del nostro territorio. La BAT e l’intera Puglia non chiedono trattamenti di favore, chiedono di poter competere ad armi pari, chiedono infrastrutture moderne, chiedono servizi efficienti, chiedono istituzioni capaci di programmare e di accompagnare cittadini e imprese nei processi di sviluppo. Insomma, questa Nota di aggiornamento conferma una programmazione seria, caro Presidente Decaro, coerente e orientata alla crescita dell’intera comunità.
Naturalmente, come ogni strumento di programmazione, dovrà anche essere accompagnata da un costante monitoraggio dell’attuazione degli interventi e della capacità di adattare le politiche alle esigenze che emergono nel corso della legislatura.
Ma la direzione intrapresa è quella giusta. Per queste ragioni esprimo il mio convinto voto favorevole, nella consapevolezza che programmare bene oggi significa costruire una Puglia più competitiva, più moderna, più inclusiva e capace di offrire maggiori opportunità alle future generazioni. Questo deve essere l’obiettivo di una politica istituzionale sana, come quella che ci stiamo prodigando a fare.
Grazie a tutti per l’attenzione.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vurchio.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Da questa nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che fotografa lo stato di salute dell’economia della Puglia, emergono molte criticità. Andiamo per capitoli, citandone solo alcuni, con alcune domande che anche in Commissione abbiamo provato a fare, ma per le quali non abbiamo avuto granché di risposte.
Crescita occupazionale: le previsioni di crescita per il triennio 2026-2028 sono realistiche o sono sovrastimate? Vincoli di finanza pubblica: quanta reale capacità di spesa autonoma è rimasta alla Regione Puglia, al netto dei vincoli nazionali ed europei? Benessere e sostenibilità: la Puglia è tra i fanalini di coda, ad esempio è sedicesima per l’Obiettivo 16, quello che prevede pace, giustizia e istituzioni solide, con un valore inferiore sia alla media nazionale sia a quella del Mezzogiorno. Questo posizionamento così basso su legalità, efficienza istituzionale e sicurezza è la dimostrazione delle carenze gestionali, della debolezza della macchina burocratica della Regione gestita dal centrosinistra da più di vent’anni.
Su sanità e sociale, e qui veniamo alla grande nota dolente, la spesa sanitaria assorbe ben l’85 per cento, come sappiamo, del bilancio della Regione. Nella nota vengono declinati gli obiettivi di efficienza del sistema sanitario pugliese, ma sono obiettivi realistici? Considerato, e questo lo sottolineiamo, che già nei primi tre mesi del 2026 risulta un deficit sanitario di 90 milioni. Se non si inverte la rotta ci ritroveremo con altri 350 milioni di buco a fine anno.
L’aumento dell’IRPEF dobbiamo ritenerlo strutturale e definitivo? Anche questa è una domanda che vorremmo porre e alla quale vorremmo risposta. In questo documento voi tendete a minimizzare i problemi strutturali della sanità e parlate di obiettivi strategici, ma analizzando le tabelle tecniche e gli indicatori di base emergono molte ombre. Partiamo dai posti letto delle RSA: appena 39,3 posti per 10.000 abitanti, a fronte dei 69,1 della media nazionale. C’è un gap di quasi 30 punti (esattamente 29,8) rispetto all’Italia. Ciò dimostra una grave carenza nelle strutture protette per anziani e non autosufficienti. Posti letto di day hospital: la Puglia offre 2,2 posti per 10.000 abitanti, a fronte dei 3,7 del Mezzogiorno e del 3,4 della media nazionale. Posti letto di degenza ordinaria: il valore è di 28,9 per 10.000 abitanti, mentre la media nazionale è di 30,3. Assistenza domiciliare integrata: la percentuale in Puglia si ferma al 2,4 per cento, valore che non è solo inferiore alla media nazionale, che è del 3,8 per cento, ma è significativamente più basso della media delle altre regioni del Mezzogiorno addirittura, il 3,4 per cento. Se consideriamo che la Puglia è tra le regioni italiane con l’invecchiamento demografico più marcato, con un pugliese su quattro con un’età di oltre sessantacinque anni, è chiaro il fallimento nella presa in carico degli anziani a domicilio.
La carenza di personale medico. Voi dite di aver speso 188 milioni nel 2025, quindi più della metà del buco, 188 milioni per il personale sanitario, di cui 22 milioni per gli straordinari, 18 milioni per prestazioni aggiuntive, di chi magari non si presenta al proprio reparto, 44 milioni per l’adeguamento al contratto collettivo nazionale del lavoro, 104 milioni per nuove assunzioni. Ma i dati comparativi mostrano che la Puglia è sotto la media nazionale. I medici: in Puglia ce ne sono 4 per 1.000 abitanti, mentre la media nazionale è di 4,2 per 1.000 abitanti. Ma di tutto questo e di più ne parleremo il 14 luglio, tra quindici giorni, quando affronteremo il Consiglio monotematico sulla sanità.
Sulle case di comunità e sugli ospedali di comunità un disastro annunciato, disastro che è veramente la cartina di tornasole di una inefficienza totale nella gestione di questa iniziativa che, grazie al Governo nazionale, forse riusciremo a recuperare. Su questo vi annunciamo una conferenza stampa per giovedì prossimo alle ore 10.30, dove affronteremo in maniera precisa e puntuale la questione Case di comunità e Ospedali di comunità nella nostra regione.
È evidente che i conti non tornano, l’abbiamo detto e ripetuto, se non si individuano le voci che hanno fatto schizzare davvero lo scorso anno, al di là di quello che andate raccontando per provare a insabbiare la vostra cattiva gestione della sanità e puntare il dito, come sempre, contro il Governo Meloni e l’inflazione, nulla cambierà. Anzi, se dovesse cambiare qualcosa, sicuramente cambierà in peggio. Ecco perché continuiamo a chiedere questa Commissione d’indagine. Se tutto, come dite, è stato regolare, mi chiedo perché non avete il coraggio di accettare che la spesa sanitaria nel 2025 venga passata al setaccio. Sappiamo che è successo tutto in quell’anno.
Come sapete, in ogni Commissione abbiamo chiesto la presenza dell’assessore, la presenza dei tecnici, per poter porre una serie di domande e avere delle risposte. Su questa questione, come abbiamo già fatto in Commissione, possiamo sicuramente indicare il voto contrario del nostro Gruppo di Fratelli d’Italia.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cera. Ne ha facoltà.
Speaker : CERA.
Grazie, Presidente.
Ho sentito gli interventi dei miei colleghi di maggioranza. A volte rimango stupito, perché immagino che questo documento fondamentale non l’abbiano per niente letto. È uno dei documenti più importanti della Regione e oggi viene analizzato qui in Consiglio regionale.
Non stiamo discutendo di un semplice adempimento burocratico. Questo documento dovrebbe dirci dove vuole andare alla Puglia nei prossimi anni, quali sono le sue priorità, quali problemi intende affrontare e con quali strumenti.
È il documento che dovrebbe fotografare la realtà della Puglia, senza propaganda. È proprio per questo che ho deciso di leggerlo integralmente, perché quando si governa una Regione non bastano gli slogan, non bastano gli annunci, e non bastano soprattutto le inaugurazioni, ma servono i numeri. E i numeri hanno un pregio straordinario: non fanno propaganda.
I numeri raccontano la verità, e la verità che emerge oggi da questo Documento di economia e finanza è molto diversa dall’immagine di una Puglia modello che troppo spesso viene raccontato da questo centrosinistra.
Questo documento utilizza centinaia di indicatori economici, sociali e sanitari, analizza il PIL e l’occupazione, la sanità, il benessere, lo sviluppo sostenibile. Proprio leggendo questi indicatori emerge una domanda che credo che quest’Aula abbia il dovere di porsi. La Puglia oggi sta davvero meglio rispetto a 10 anni fa? Perché, se ascoltiamo la narrazione della maggioranza, sembrerebbe di sì. Per me, che ho sulle spalle altre due legislature all’opposizione di centrosinistra, questa NADEFR racconta la stessa Puglia.
Partiamo dall’economia. La Regione ci dice che la crescita prevista per la Puglia è estremamente contenuta: parliamo dello 0,4 nel 2025, dello 0,5 nel 2026, riscendiamo allo 0,3 nel 2027, per poi andare allo 0,5 nel 2028. Numeri che raccontano una Regione che cresce veramente troppo poco, una crescita inferiore rispetto a quella nazionale.
Questo significa che la Puglia continua a rincorrere il resto dell’Italia, invece di recuperare il divario. È un dato che dovrebbe far preoccupare un po’ tutti quanti, perché senza crescita non aumenta il reddito, senza crescita non aumenta l’occupazione, senza crescita non aumenta la competitività delle imprese, senza crescita non aumentano le opportunità per i giovani, ed è significativo che lo stesso documento richiami continuamente a un quadro internazionale caratterizzato da incertezza, rallentamento del commercio mondiale e tensioni geopolitiche.
Il problema però è un altro, il problema è che il Documento di Economia e Finanza della Regione Puglia lascia intendere che una parte importante della crescita attesa continua ad essere sostenuta dagli investimenti pubblici e dalle risorse straordinarie del PNRR.
Allora, la domanda è: quando finiranno le risorse del PNRR, quale sarà il motore autonomo della crescita pugliese? Perché questo documento non offre una risposta convincente.
Parliamo delle famiglie, ed è un dato che mi ha colpito particolarmente: la crescita dei consumi delle famiglie pugliesi rimane estremamente debole e sappiamo tutti cosa significa. Quando le famiglie non consumano, è perché hanno paura del futuro, perché rinviano gli acquisti, perché il potere d’acquisto diminuisce e senza fiducia non cresce il territorio.
Il lavoro. Anche sul lavoro il quadro resta davvero preoccupante, la disoccupazione continua a essere e a rappresentare una delle principali fragilità della nostra Regione e, mentre molte aree del Paese consolidano la ripresa occupazionale, la Puglia continua a registrare valori che restano tra i più elevati in Italia.
Questo significa una cosa sola: che troppi giovani continuano a lasciare questa terra, e non perché non la vogliano, ma perché spesso non trovano alternative, ed è forse questo è il dato più doloroso, perché ogni giovane che parte rappresenta una sconfitta per tutta la comunità pugliese.
Rivolgo quindi una domanda molto semplice alla Giunta regionale: se dopo anni di programmazione economica, miliardi di euro, fondi europei, PNRR, FSC e tutte le altre riforme straordinarie: la crescita continua a essere così modesta. Non è arrivato il momento di interrogarsi sull’efficacia delle politiche messe in campo? La vera domanda non è quanti soldi sono arrivati. La vera domanda è quanto sviluppo stabile hanno prodotto quei soldi.
Sanità. Presidente, c’è un indicatore che vale più di qualsiasi slogan, più di qualsiasi campagna elettorale, più di qualsiasi conferenza stampa: è quello che misura quante persone rinunciano a curarsi. Nessun cittadino rinuncia a una visita medica per scelta: lo fa quando il sistema non riesce a garantire il diritto alla salute. Ebbene, il vostro stesso documento dice che il 10,9 per cento dei pugliesi rinuncia alle cure, ed è il dato peggiore della media italiana. Il 10,9 per cento. È il dato peggiore delle regioni del sud Italia. Vuol dire che oltre un pugliese su dieci rinuncia a una visita, a un esame, a un controllo. Questo dovrebbe far riflettere, perché il diritto alla salute è il primo diritto costituzionale. Quando un cittadino rinuncia a curarsi non fallisce quel cittadino: fallisce lo Stato, fallisce l’istituzione, fallisce la Regione, la politica.
C’è un altro dato ancora più preoccupante, e mi rivolgo alle donne pugliesi. Tra le donne pugliesi questa percentuale arriva quasi al 13 per cento: significa che migliaia di madri, migliaia di lavoratrici, pensionate rinunciano alle prestazioni sanitarie. Non possiamo considerarlo un dato normale, non possiamo archiviarlo come un semplice indicatore. Questa è una contraddizione che dovrebbe interrogare tutta la politica pugliese. I cittadini non giudicano la Regione dai titoli sui giornali: le giudicano o la giudicano da quanto tempo aspettano una TAC, da quanto tempo aspettano una visita oncologica, da quanto tempo aspettano un intervento, e soprattutto da quante volte sono costretti ad andare fuori regione.
Poi abbiamo il tema del personale, che ha ripreso anche il mio collega Pagliaro, ma che voglio riprendere anche io. La Regione riconosce che la dotazione di medici resta inferiore alla media nazionale. E allora, diciamolo chiaramente: le liste d’attesa non sono una calamità naturale, sono la conseguenza di anni di programmazione insufficiente, perché se mancano i professionisti, mancano gli interventi, mancano le visite, mancano gli ambulatori, non possiamo stupirci se i cittadini aspettano mesi.
Vorrei rivolgere allora una domanda molto concreta anche all’assessore: qual è l’obiettivo della Regione? Ridurre realmente la mobilità passiva? Ridurre realmente le liste d’attesa? Ridurre realmente il numero dei pugliesi che rinunciano alle cure? Oppure, continueremo a leggere, così come ho fatto io, da dieci anni a questa parte, gli stessi numeri, anche nel prossimo Documento di economia e finanza?
Perché il tempo delle diagnosi è finito, è arrivato il tempo delle cure. Ed è qui che emerge il più grande paradosso di questo documento: da una parte leggiamo la salute per tutti, una Regione dove nessuno resta indietro, la qualità della vita; dall’altro leggiamo gli indicatori che raccontano una realtà molto diversa. È questa contraddizione che dovrebbe interrogare tutta la politica pugliese, ma soprattutto la maggioranza che da vent’anni occupa quei banchi, perché i cittadini, ripeto, non giudicano dai titoli dei giornali.
Poi possiamo parlare delle aree interne, possiamo parlare dei giovani, tutti indicatori negativi. La politica vive di una parola: fiducia. Quando un cittadino rinuncia a curarsi sta perdendo fiducia. Quando un imprenditore smette di investire, sta perdendo fiducia. Quando un ragazzo compra un biglietto di sola andata sta perdendo fiducia. Il compito della politica dovrebbe essere questo: restituire fiducia.
Presidente, voteremo questo documento con grande senso di responsabilità e voteremo negativamente questo documento, ma non possiamo ignorare quello che ci racconta, non possiamo leggere soltanto le pagine degli obiettivi, dobbiamo avere il coraggio di leggere anche quelle degli indicatori, perché gli indicatori ci dicono che la Puglia è una terra straordinaria, ma ancora profondamente diseguale, una terra che ha enormi potenzialità, ma che cresce meno di quanto potrebbe, una terra nella quale troppi cittadini continuano a rinviare una visita medica, troppi giovani continuano ad andare via, troppe imprese continuano a fare i conti con ostacoli che non dovrebbero più esistere.
Deve essere un richiamo alla responsabilità, la responsabilità di trasformare finalmente la programmazione in risultati, perché il compito della politica non è scrivere documenti sempre più lunghi (oltre 600 pagine il Documento di Economia e Finanza), ma è quello di migliorare la vita dei pugliesi, ed è su questo che tra un anno non giudicheremo le intenzioni della Giunta, giudicheremo i risultati. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Romito. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : ROMITO.
Grazie, Presidente.
Io ho ascoltato attentamente la relazione del Presidente Pagano, ho ascoltato anche l’intervento degli altri colleghi consiglieri regionali e credo che noi ci si debba liberare (parlo in via generale, non soltanto il centrodestra o il centrosinistra) dalla comodità di dover trovare sempre un colpevole o un responsabile fuori da quest’Aula, perché alternativamente, quando il Governo nazionale sarà di centrodestra, i colleghi di centrosinistra approveranno ad attribuire la responsabilità a questi ultimi, quando il Governo, fra vent’anni, sarà di centrosinistra, o 25, esattamente la stessa cosa evidentemente proveremo a fare noi colleghi di centrodestra.
Dovremmo imparare a liberarci di questo esercizio retorico molto comodo, perché il tema del residuo fiscale, che pure è stato evocato, è un tema che su questa delibera entra assolutamente poco, per la verità quasi nulla, perché prima ancora di utilizzare il solito esercizio retorico, “il Sud ha meno soldi, cattivo il Governo”, quale che sia, a me interessa comprendere come vengono impiegate le risorse che anche alla Regione Puglia sono state attribuite sia dal Governo centrale che negli anni anche dall’Unione europea.
In particolare, parliamo di circa 12 miliardi di euro tra FESR e FSC, che sono stati destinati alla Regione Puglia negli ultimi dieci anni. 12 miliardi di euro, una cifra importantissima su cui dirò qualcosa più tardi. Rispetto a queste risorse infinite che sono state destinate alla nostra Regione, per la verità l’ultima programmazione ha visto un decremento di 1,8 miliardi di euro, e rispetto a questo i colleghi di centrosinistra dovrebbero andare a chiedere ai propri europarlamentari che fanno parte della maggioranza che governa la Commissione europea, ma in disparte questa polemica, quindi il definanziamento dei fondi destinati alla Regione Puglia per 1,8 miliardi di euro circa, dovremmo iniziare a chiederci come impieghiamo le nostre risorse.
Diceva prima qualche collega che ai cittadini non interessano le campagne elettorali, gli slogan, i programmi da scrivere sui siti internet dei candidati Presidente: interessano i fatti. Veniamo, quindi, ai fatti. Gli indicatori che registrano competenze esclusivamente regionali sono assolutamente negativi. Partiamo da uno su tutti, quasi mai citato. Il tema dei giovani è un tema che non interessa a nessuno, un tema fuori dal dibattito politico della Regione Puglia, eppure dovrebbe interessarci. Ogniqualvolta finanziamo programmi che incentivano all’esodo i nostri giovani, noi stiamo sbagliando due volte. Il primo errore è impiegare risorse per formare ragazzi pugliesi, giovani pugliesi, per poi dar loro risorse per andare a ultimare il ciclo di studi fuori. Quando un ragazzo pugliese va fuori dalla nostra regione, otto volte su dieci ‒ non sono dati miei ‒ indietro non torna più. Proviamo a immaginare, invece, di formare e di consentire una formazione meritocratica anche sotto il profilo universitario in Puglia e non fuori dalla nostra regione. Negli anni sono stati evocati quali esempi virtuosi molti programmi attraverso i quali abbiamo incentivato l’esodo, la migrazione dei nostri giovani. Ci siete riusciti alla grande. Se la media nazionale di esodo di giovani laureati tra i 25 e i 35 anni è di 4,5 laureati ogni 1.000, in Puglia questo dato arriva a 33,2 laureati, cioè quasi otto volte superiore alla media nazionale. 33,2 laureati su 1.000 prendono le valigie e se ne vanno fuori da questa regione, contro 4,5, che è la media nazionale. Iniziamo a interrogarci sul perché oggi i giovani non trovano prospettive in Puglia, nonostante sotto ogni punto di vista possiamo essere e dobbiamo considerarci una delle regioni migliori in Italia nelle quali vivere, per tanti aspetti, da quello climatico a quello paesaggistico, a quello della tradizione, a quello della cultura, delle bellezze architettoniche.
Noi siamo pugliesi, per anni ci hanno raccontato che siamo la regione più bella del mondo. È vero, dovremmo ambire ad essere anche quella più vivibile. Eppure, non abbiamo mai avuto il coraggio, e io spero che Eugenio Di Sciascio – che conosco da lungo tempo, perché è stato assessore al Comune di Bari, mentre io ero anche lì all’opposizione – per esempio abbia il coraggio di revisionare completamente il sistema della formazione professionale in Puglia.
Un sistema che, dobbiamo dircelo chiaramente, ha fallito, perché è servito a finanziare imprese private che si sono occupate della formazione, dimenticandosi però dei formati, che sono quei giovani laureati, quei giovani che invece non hanno avuto, per esempio, l’opportunità di studiare, che una volta finito il percorso di formazione, pagato dalla Regione Puglia, sono rimasti a casa.
Anche qui: vogliamo farci due conti in tasca? Quanti soldi ha speso la Regione Puglia per far arricchire i privati formatori, anziché i cittadini formati? Vogliamo avere il coraggio di dire che questo metodo ha fallito clamorosamente il proprio obiettivo, impiegando e buttando decine e decine, centinaia di milioni di euro? Io credo che sia arrivato il momento di farlo, che sia arrivato il momento di guardarci, di capire e comprendere dove abbiamo sbagliato. Perché il tema, lo dico sempre, non è quello delle risorse, ma dell’impiego delle risorse. È qui che noi dobbiamo marcare la differenza, perché diversamente continueremo con questa litania assistenziale, che non ci appartiene.
La Puglia non ha niente a che vedere con una tradizione di lamentele e di richieste assistenzialiste. La Puglia è un’altra roba, è un’altra cosa. Dobbiamo ricordarcelo anche noi legislatori regionali.
Se ci sono allora alcune tematiche nelle quali è impossibile intervenire, e anche qua, dico ai colleghi di centrosinistra che parlano di agricoltura, di rivolgersi ai loro europarlamentari, perché oggi basta farsi un giro nei supermercati, guardare lo scaffale dell’olio e comprendere che l’olio italiano costa 14 euro al litro e l’olio europeo, costa 4-5 euro. Abbiamo i magazzini pieni di olio pugliese, abbiamo i magazzini dei nostri agricoltori pieni di olio pugliese che sta diventando anziché una ricchezza, un peso economico per le imprese agricole pugliesi.
Andatelo a raccontare ai vostri europarlamentari che negli anni hanno consentito di invadere il mercato nazionale con oli di dubbia provenienza e che hanno standard quantitativi e qualitativi totalmente diversi dai nostri.
Smettiamola, allora, sempre con questo esercizio retorico, per cui a sbagliare è il Governo centrale e tutti gli altri invece sono bravi, perché se imparassimo a fare autocritica, e chi mi conosce sa perfettamente che quanto ad autocritica ho un’expertise, non ho mancato di criticare il centrodestra per le numerose stupidaggini anche legislative che ha fatto, ma dovete imparare a farlo anche voi, perché governate questa Regione da 22 anni, e allora se negli ultimi 10 anni, anzi negli ultimi 13 anni 130.000 giovani hanno deciso di lasciare la Puglia, un po’ di sana autocritica sarete in grado di farla o è sempre colpa di qualcun altro? Perché, diversamente, anche questa legislatura, che si è inaugurata da qualche mese, finirà per non ottenere alcun risultato per i pugliesi, per le famiglie, per gli agricoltori, che sono in difficoltà.
Per parlare di un tributo, il n. 630, che ha messo in ginocchio migliaia di agricoltori, ci abbiamo messo una legislatura e mezza! È incredibile continuare a perdere tempo quando oggi il mondo in cui viviamo, quello del 2026, ci impone delle scelte immediate, ci impone la capacità di assumerci responsabilità nel giro di due giorni, non nel giro di due legislature, e anche rispetto a questo continuiamo a stare al palo.
Io credo che bisogna davvero metterci d’accordo in quest’Aula, prima che altrove, per darci un metodo di lavoro, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Noi abbiamo chiesto come centrodestra in Consiglio regionale di metterci attorno a un tavolo per varare una legge quadro dei giovani pugliesi, in grado di fornire quelle garanzie e quelle opportunità che altre Regioni d’Italia, governate da voi, la Toscana e l’Emilia-Romagna su tutte, già fanno da anni, per dare un sostegno alle nuove generazioni rispetto al caro vita, rispetto all’emergenza abitativa, rispetto all’opportunità, per esempio, di individuare zone strategiche nella nostra Regione, dove esentare le nuove imprese dell’IRAP qualora assumano giovani pugliesi under 35. Sono misure che sono già state fatte altrove.
Proviamo a dare un messaggio di responsabilità a quest’ultimo tributo, l’IRAP, sotto il profilo delle tax expenditures, è una competenza direttamente dalla Regione Puglia perché è un tributo proprio delle Regioni (uno dei pochi).
Possiamo intervenire rispetto a questo e dare un messaggio alle imprese e agli imprenditori che vogliono investire in Puglia.
Se, al contrario, per comodità reciproca, l’esercizio sarà sempre quello di dare la colpa all’altro, credo che anche questi cinque anni saranno cinque anni perduti, e questo dato, quello dei 130.000 giovani che sono scappati dalla Puglia, sarà destinato a crescere.
Le disuguaglianze di cui parlava qualche collega di maggioranza continueranno a crescere, perché una sanità pubblica che funziona consente ad un pugliese, che non ha l’opportunità di pagarsi il medico privatamente o di fare un esame specialistico a pagamento, di vedersi riconosciuto il proprio diritto alla salute.
Allora ‒ ripeto ‒ ogni tanto mi viene da sorridere, perché ragionamenti puramente, marcatamente di centrosinistra li ho ascoltati quasi sempre da questo lato dell’emiciclo, quasi mai da quello, e anche rispetto a questo mi hanno anticipato, il 6 luglio, quando celebreremo il Consiglio regionale sulla sanità, avremo molti dati di cui parlare, avremo molte questioni di cui parlare. Per esempio, potremo anche analizzare come è cresciuto il privato accreditato negli ultimi anni, ultimi anni in cui avete governato voi, non ha governato certamente il centrodestra.
Ripeto, credo che i pugliesi da questi cinque anni si aspettino molti più fatti e meno parole. Siamo arrivati al 30 giugno 2026: si contano sulle dita di una mano i provvedimenti legislativi che abbiamo approvato in quest’Aula. Stiamo andando molto a rilento e questo è un campanello d’allarme che dovrebbe levarsi principalmente da chi ha la responsabilità di Governo, non dall’opposizione.
Siccome siamo in una fase economica e sociale complicata, non possiamo permetterci il lusso di litigare a prescindere, esclusivamente per appartenenza politica. Mi auguro che questo senso di responsabilità possa essere avvertito anche dai colleghi, che, invece, la responsabilità di Governo se la sono assunta soltanto qualche mese fa nelle elezioni regionali.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Romito.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte. Ne ha facoltà.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, Presidente.
Signore e signori della Giunta, colleghe e colleghi consiglieri, io sono contento che finalmente in quest’Aula ci stiamo interessando, stiamo analizzando un punto importante per la vita legislativa e politica di questa Regione. La nota di aggiornamento di economia e finanza è sicuramente lo strumento migliore per comprendere quale rotta sta percorrendo la Regione Puglia. Una volta capito quale rotta sta percorrendo la Regione Puglia, si può poi costruire, sulla base della conoscenza di questa rotta, la programmazione finanziaria nel bilancio di previsione degli anni successivi, che peraltro coincide con il primo bilancio di questo nuovo Governo a firma Decaro.
Cercherò davvero di essere circoscritto nell’analisi di questo importante documento, che autenticamente ho letto tutto, ho trascorso diverse nottate a leggerlo, perché sono stato molto incuriosito dai dati che emergevano man mano che sfogliavo le pagine. Per economia dei lavori, ritengo di dover focalizzare il mio intervento su quattro pilastri fondamentali che, a mio avviso, riguardano l’azione della Regione: l’agricoltura con l’agroalimentare e, conseguentemente, anche la gestione della risorsa idrica, il mercato del lavoro, i rifiuti e la salute.
Proprio dalla salute, vorrei partire. Guardate, mi verrebbe davvero facile dar vita ad un intervento retorico di mistificazione anche per certi aspetti, o di esasperazione dei concetti in ambito di gestione delle politiche della salute di questa Regione, ma non lo farò. Mi verrebbe facile denunciare l’aumento dell’addizionale IRPEF in questa Regione, mi verrebbe facile denunciare l’assenza dei servizi molte, volte essenziali, parlo della mia circoscrizione, quella della provincia di Barletta-Andria- Trani, che mi vede fortemente dissentire anche da interventi che sono stati fatti dai colleghi che provengono dal mio stesso territorio.
Ma dalla Nota di aggiornamento di economia e finanza viene messo in evidenza in ambito sanitario che ci sono degli indicatori di prevenzione e mortalità prematura che, qualora noi approfondissimo, assessore, e mi fa piacere che lei sia in Aula, ci metterebbero nelle condizioni anche di fare una prevenzione più importante, più attenta che ci determinerebbe anche un risparmio di spesa.
Siccome noi sappiamo che l’efficientamento della spesa sanitaria è forse il primo obiettivo che una Regione deve perseguire in questo periodo storico particolare, a quel punto noi potremmo anche raggiungere dei livelli di risparmio di spesa che ci eviterebbero di continuare ad usare la leva fiscale. Il tema più grande infatti non è l’aumento, in questo periodo, dell’addizionale IRPEF regionale, ma è il timore del mantenimento di quell’aliquota sine die. E questo, francamente, è un problema che dobbiamo scongiurare, quindi, gli investimenti nella prevenzione, in quelle che sono riconosciute come le cause di mortalità prematura, che sono le malattie cardiovascolari e i tumori, dobbiamo investire su questo tipo di prevenzione.
Questo ci può garantire un livello di spesa anche in diminuzione. Il tema infatti non è il numero di servizi sociosanitari che la Regione eroga, su quello tutto sommato siamo intorno a degli standard di sufficienza. È la percezione del livello di qualità da parte del cittadino che deve considerare, esprimendo un giudizio su quei servizi positivi o negativi. Oggi, purtroppo, nonostante l’aumento della pressione fiscale, il giudizio ahimè è al di sotto della sufficienza. Non lo dico io, lo sapete anche voi, perché anche voi girate la nostra regione.
Sempre sul discorso della prevenzione, si appalesa in tutta la gravità una disuguaglianza tra alcune zone della Puglia (pensiamo per esempio al promontorio del Gargano o ad altre zone dell’entroterra) e altre zone della Regione Puglia, dove si fa meno prevenzione, e questo determina maggiori cause di mortalità e purtroppo, ahimè, ancora oggi si ravvisa sempre nella prevenzione, nella capacità di riscontrare dei fattori di pericolo anche nelle fasce con reddito inferiore.
Passiamo a un aspetto che in qualche modo è stato preso in considerazione da chi mi ha preceduto, che è il mercato del lavoro. Certo, c’è stato un aumento del livello occupazionale, ma di quale livello occupazionale? Di quello che viene definito lavoro povero, perché il lavoro qualificato purtroppo in questa Regione stenta a trovare soddisfazione.
Noi abbiamo tanti giovani laureati, che rappresentano un capitale umano importante e potrebbero rappresentare il futuro di questa Regione, ma questi giovani purtroppo se ne vanno, perché oggi il mercato del lavoro in Puglia si contraddistingue per l’elevato peso di contratti a termine, part time involontario, lavori stagionali, occupazione a basso valore aggiunto. Ecco perché parlavo di lavoro povero.
La sfida è quella di arrivare ad una parificazione del livello di disoccupazione, se a livello nazionale abbiamo il 6 per cento, non possiamo avere il 10 per cento, perché noi siamo la Puglia, siamo un’altra cosa rispetto alle Regioni più disagiate che purtroppo esistono nel meridione d’Italia, abbiamo una capacità imprenditoriale, un orgoglio territoriale, che ci deve far puntare alla diminuzione del tasso di disoccupazione, per parificarlo almeno a quello nazionale.
I giovani vanno ancora in difficoltà, perché noi li formiamo, si formano anche nelle nostre università, ma poi abbandonano il nostro territorio per recarsi nelle Regioni di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e anche Lazio, perché il paradosso è che anche le nostre imprese faticano a trovare lavoro qualificato.
C’è un altro tema che viene preso in considerazione dalla Nota di Aggiornamento, che è quello dei rifiuti. Vi sembrerà strano, ma in queste settimane i Comuni stanno chiedendo le anticipazioni della TARI e tutti i cittadini pugliesi pongono l’accento sul fatto che, nonostante in tutti i comuni di questa regione ormai si faccia la raccolta differenziata, il costo della gestione dei rifiuti non tende in alcun modo a diminuire. Questa è una sconfitta, perché quando abbiamo chiesto ai nostri cittadini di fare la raccolta differenziata gli abbiamo promesso che il costo della TARI sarebbe diminuito. La competenza della gestione dei rifiuti è regionale, non è comunale. I Comuni stanno solo in trincea, ma chi ha la pianificazione della gestione è la Regione Puglia. Su questo noi dobbiamo dare delle risposte.
La tendenza che si percepisce è quella di un’ossessione quasi a conformarsi al quadro normativo sulla gestione dei rifiuti che non a quello di creare una cultura anche imprenditoriale di trattazione del rifiuto e del settore. Per questo noi non possiamo che continuare a denunciare l’assenza in questo territorio di impianti avanzati di recupero, di filiere di riciclo ad alto valore. Abbiamo uno scarso utilizzo delle materie prime seconde e non abbiamo la capacità di attrarre imprese nel riciclo avanzato del rifiuto. È come se i nostri cittadini raccogliessero bene il rifiuto senza trattenere sul territorio tutto il valore economico che quel rifiuto potrebbe generare, perché quando andiamo a conferire i rifiuti nelle discariche o negli impianti di altre regioni andiamo a pagare il conferimento, ma consentiamo a questi operatori di altre regioni e non pugliesi di recuperare trasformando quel rifiuto in energia, in materia prima seconda, di fare doppiamente business, di fare doppiamente utile. Quindi, come riusciremo noi, se non ci attrezziamo in questo senso, a garantire un abbattimento della TARI a tutti i Comuni della nostra regione?
La sfida vera in quest’ambito, denunciata ancora una volta fortemente la debolezza impiantistica, che riguarda tutto il territorio regionale, non solo determinate parti della regione, è quella di passare da economia dei rifiuti a economia delle materie prime seconde.
Infine, dulcis in fundo, il vero motore della Puglia. Il vero motore della Puglia rimane e sono convinto che rimarrà per tanto tempo ‒ peraltro, ci riempiamo la bocca del turismo e dell’attrattività del nostro territorio, ma è inutile che continuiamo con questa narrativa poetica ‒ il vero motore di questa Regione era, è e, a mio avviso, sarà ‒ non mi guardi male, assessore alla cultura ‒ l’agricoltura, come l’agroalimentare. Questo impone la necessità di investimenti nella gestione innanzitutto delle risorse idriche. In questi mesi stiamo vivendo un paradosso: abbiamo avuto copiose precipitazioni, abbiamo gli invasi pieni e molte volte mettiamo in pressione i canali e questi scoppiano perché la pressione è troppo alta, perché l’acqua quest’anno è abbondante. Oppure abbiamo difficoltà nell’approvvigionamento perché i consorzi molte volte non sono all’altezza per riuscire a soddisfare tempestivamente le richieste degli agricoltori.
So che l’assessore Paolicelli è sensibile a questo tema, anzi lo ringrazio per il fatto che più volte riusciamo a confrontarci con estrema franchezza, però anche qui, assessore, il tema è un altro. Come ho detto, nell’ambito della gestione dei rifiuti siamo bravi a raccoglierli, siamo bravi a differenziarli, non siamo capaci di trarre valore economico da quel rifiuto che riusciamo a differenziare bene. Anche qui, siamo bravi a produrre i nostri prodotti agricoli, siamo bravi a valorizzarli e a pubblicizzarli, ma non siamo bravi a trasformarli. Questo determina una diminuzione evidente del valore economico che noi potremmo riprendere dalla nostra agricoltura.
Poi non ci lamentiamo se emerge che non ci sono giovani agricoltori, se i lavoratori che vivono di agricoltura sono poco qualificati. Dovremmo sforzarci di andare oltre questa tendenza di fare marchi protetti e quant’altro, anche perché noi facciamo l’IGP, noi facciamo il DOC, noi facciamo il DOP e poi quelli dell’Emilia-Romagna che vengono a comprare le pesche a San Ferdinando di Puglia, a Trinitapoli, a Cerignola, a Barletta traggono loro il beneficio da questo marchio e da questa denominazione di origine controllata o protetta, perché lo vendono loro al consumatore, non noi che lo produciamo.
Mi avvio alla conclusione. Speravo di essere ancora più breve, ma mi sono lasciato prendere: questo è il primo punto di questo Consiglio regionale che mi ha appassionato davvero. La nota di aggiornamento, a differenza di quanto pensava qualcuno, non è un adempimento burocratico, amministrativo e legislativo che dobbiamo fare, ma la fotografia che ci traccia la rotta verso la quale sta andando la Regione Puglia.
Presidente Decaro, dai dati che emergono, se lei è convinto di dare continuità allo scenario, alla fotografia emersa, lo faccia pure, perché così sarà in continuità con i vent’anni precedenti di gestione politica e amministrativa di questa Regione da parte della sinistra.
Se invece lei intende veramente tracciare un momento di discontinuità con il passato, prenda a rilievo le criticità che sono emerse, il contributo modesto che credo di aver fornito alla discussione, perché non mi sono limitato solo a polemizzare, e riempia il prossimo bilancio di previsione con un indirizzo politico e governativo chiaro e per certi aspetti in continuità, valorizzando ì le criticità in aspetti positivi.
Come diceva il Presidente Berlusconi, da ciascun male deve arrivare un grande bene, prendiamo le criticità che sono emerse da questa Nota di Aggiornamento e trasformiamole in un valore aggiunto nella programmazione economica dei prossimi cinque anni della Regione Puglia. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tammacco. Ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie, Presidente.
Io vorrei ricordare a me stesso che stiamo parlando non del Documento di Economia e Finanza Regionale, ma della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale, e mi rivolgo soprattutto ai consiglieri regionali... Assessore, gentilmente. sto parlando, lei parla sempre, disturba in continuazione.
Come è nato questo documento? Intanto oggi parliamo della riadozione della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale e, come ricorderanno i colleghi dell’XI Legislatura presenti in Aula, il 10 ottobre siamo venuti qui, in Aula, per approvare il bilancio con il Documento di Economia e Finanza Regionale per dare un’opportunità, per evitare di andare con i cosiddetti dodicesimi, quindi dare l’opportunità di pagare soprattutto gli stipendi ai dipendenti regionali a partire dal 1° gennaio.
Abbiamo fatto un documento completamente tecnico redatto all’epoca che tutti – credo – ricorderanno, ci siamo rifatti al Documento precedente.
Ebbene, questa Nota di Aggiornamento è stata poi fatta dalla Giunta, se non erro, a novembre 2025, poi non è stata adottata, perché c’è stato il nuovo Governo regionale e ora siamo in fase di riadozione. La riadozione non fa altro che ricalcare in maniera pedissequa quel documento, che tra l’altro risale a un DEFR approvato dalla Giunta regionale a giugno 2025. Pertanto, credo che l’azione programmatica e l’azione di governo del Presidente Decaro si potranno determinare con il prossimo bilancio di previsione, con le prossime manovre, con il prossimo DEFR, a partire da ottobre-novembre 2026. Oggi stiamo veramente parlando di una riadozione di un documento, per cui a me preme soprattutto dare il sostegno del nostro Gruppo, perché è un documento serio e onesto, perché tiene insieme la macchina della Regione in un momento delicato. Lo votiamo, consegnando alla Giunta con lealtà gli impegni che hanno indicato. La continuità per noi oggi è un valore ed è un ponte verso l’Amministrazione precedente. Naturalmente tutto bisogna modificare, bisogna migliorare, bisogna tener conto di alcuni fattori che quest’anno hanno determinato differenze…
Speaker : PRESIDENTE.
Consiglieri, per favore, evitate capannelli durante la discussione. Consiglieri, prendete posto.
Prego.
Speaker : TAMMACCO.
Chiunque crede in questo documento ne riconosce il valore. È proprio per questo che si rende più forte questo documento, anche se in questo documento ci sono più lati economici che lati finanziari, ovverosia si parla molto di dati economici, e non mi ripeto rispetto ai colleghi che sono già intervenuti, invece sui dati finanziari attendiamo la Giunta, attendiamo che la Giunta, con la propria attività sia finanziaria che economica, dia l’input al Consiglio regionale dell’azione di Governo che vuole imprimere per il 2026.
Partiamo, quindi, da ciò che questa nota fa bene e fa bene davvero. È un documento onesto. Non ci racconta una Puglia immaginaria, aggiorna il quadro macroeconomico con le previsioni più recenti e ci consegna una fotografia realistica, ad esempio una crescita che gli stessi tecnici definiscono nel 2026 “faticosa” per quanto riguarda il prodotto interno lordo, che effettivamente rallenta, come rallenta in tutta Italia, non rallenta solo in Puglia. Rallenta soprattutto per il rallentamento che si può scorgere nel settore delle costruzioni: finché nel settore delle costruzioni ci sono stati tutti gli incentivi, il settore delle costruzioni ha avuto grossi progressi. Oggi questi incentivi vanno via via scomparendo e il settore delle costruzioni sta ricevendo un boomerang, quindi riscontriamo per il 2026 un possibile calo addirittura del 6 per cento degli occupati in tale settore, occupati, però, che nell’arco di dieci anni ‒ lo dobbiamo dire con franchezza ‒ sono aumentati in questa regione. Abbiamo avuto un incremento di più di 120.000 occupati in questa regione, in tutti i settori, a partire da quello turistico, e di questo dovremmo andare fieri. Anziché pensare che peggio è la situazione meglio è per noi, dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, la direzione del benessere della Puglia, quindi essere costruttivi in tal senso.
C’è poi un altro dato molto importante, il dato dei NEET, il dato di coloro i quali hanno abbandonato la scuola e non sono più alla ricerca né di scolarizzazione né di lavoro.
Presidente, gentilmente, se mi permettono di continuare.
Speaker : PRESIDENTE.
Sto provando a chiedere ai consiglieri di fare silenzio durante la discussione, perché chi interviene perde la concentrazione. Grazie.
Speaker : TAMMACCO.
I NEET, dicevo, coloro i quali hanno deciso di non andare più a scuola né di cercarsi un lavoro: dobbiamo fare in modo che essi trovino uno sbocco in questa regione, un’opportunità sia per studiare sia per continuare sul proprio livello culturale, ma anche sul proprio livello lavorativo. Senza cultura, senza istruzione non riusciranno mai a trovare lavoro e sarà un problema sociale importante per questa Regione.
Ecco perché noi, Gruppo Per la Puglia, esprimeremo sicuramente il nostro parere favorevole su questa riadozione della nota di aggiornamento del DEFR, rinviando qualsiasi tipo di visione di questa Amministrazione al momento della prima adozione del Documento di Economia e Finanza e di bilancio di previsione dell’Amministrazione Decaro, cioè a fine anno.
Per questo noi siamo ottimisti su un cambiamento di rotta, un cambiamento di rotta che, in continuità con l’Amministrazione precedente, possa vedere la Regione Puglia sempre tra i primi nel Mezzogiorno, ma non solo i primi, come si diceva, di serie B, ma vogliamo lottare anche in serie A, insieme alle Regioni dal Nord Italia.
Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tammacco.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Angolano. Ne ha facoltà. Prego, consigliera.
Speaker : ANGOLANO.
Grazie, Presidente.
Accogliamo positivamente l’impianto metodologico della NADEFR, che si basa sui principi del benessere equo e sostenibile e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
È chiaro che adesso dobbiamo passare ad una programmazione per adeguare tutto questo al futuro, perché l’efficacia di un documento come questo, di un documento programmatico si misura sulla sua capacità di tradurre le intenzioni in azioni concrete, quindi dobbiamo focalizzarci sui temi che sono vitali per la nostra comunità e che rappresentano il cuore dell’azione politica, che ci riguarda da vicino, la politica del Movimento 5 Stelle, l’ambiente e il futuro dei nostri giovani, la lotta alle diseguaglianze.
La Nota in questione dedica ampio spazio alla Strategia regionale di sviluppo sostenibile, riducendo la necessità di un patto per il clima, per l’ambiente e per l’economia verde sostenibile.
La Puglia, per la sua conformazione e la sua vocazione, è estremamente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, quindi dobbiamo accelerare sulla transizione ecologica con investimenti strutturali, energia pulita, economia circolare.
È necessario dare impulso decisivo alla tutela delle nostre risorse naturali, inclusa la gestione sostenibile dell’acqua e dei mari, che sono patrimonio inestimabile della Puglia.
Sì, è vero, dobbiamo trattenere i giovani talenti in Puglia, la fuga dei ragazzi, dei nostri talenti è un’emorragia sociale ed economica che ci impoverisce giorno dopo giorno. La Nota, infatti, individua giustamente è un obiettivo nell’ambito dell’intervento “Voglio andare a vivere in Puglia”, ma le previsioni macroeconomiche contenute nello stesso documento non lasciano presagire un’inversione di tendenza automatica. Pertanto, dobbiamo assicurarci che gli investimenti si traducano in opportunità di lavoro dignitoso e coerente con l’innovazione e l’industrializzazione 4.0.
Dobbiamo costruire una regione dove nessuno resta indietro. Questo significa porre fine a ogni forma di povertà e ridurre drasticamente le diseguaglianze interne. La nota deve essere lo strumento per contrastare le sacche di marginalità e per garantire un benessere equo e sostenibile per tutti.
Il Movimento 5 Stelle voterà favorevolmente questo impianto, con l’impegno da parte della Giunta regionale a implementare con determinazione, trasparenza e misurabilità le politiche necessarie a sostenere un vero patto per l’ambiente, un piano efficace per il futuro dei nostri talenti. È un impegno solenne, come dicevo prima, affinché nessuno resti indietro.
Grazie.
Grazie, consigliera Angolano.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : FISCHETTI.
Buongiorno, Presidente. Grazie. Un intervento intanto per anticipare il voto favorevole alla nota di aggiornamento da parte del Gruppo consiliare Prossima. Però, alcune precisazioni credo che siano necessarie, anche a seguito di taluni interventi che sono stati portati all’attenzione dell’Aula.
È necessario precisare che questo documento, forse ancor di più questa volta, ha un contenuto tecnico, giacché trattasi di una riadozione, una riadozione che si è ritenuta necessaria, in primis da parte della Giunta, giacché la nota di aggiornamento originaria è stata approvata dal Consiglio al termine della legislatura. Questa nota di aggiornamento fa seguito alla riforma delle regole che disciplinano il Patto di stabilità e crescita, introdotto con il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, quindi la sua funzione è anche quella di adeguare il contesto normativo europeo e nazionale a quello regionale.
Entrando nel merito di alcune questioni che ritengo debbano essere approfondite ma soprattutto puntualizzate in questa sede, abbiamo ascoltato più relazioni che non si possono non definire catastrofiste in riferimento a una Puglia che, al contrario della narrazione che, purtroppo, continua ad essere portata avanti, è invece una Regione che sta dando molto e può dare molto. La prova provata di ciò che sto dicendo è che i cittadini pugliesi per vent’anni hanno scelto questa compagine politica per governare e continuare a governare la Puglia.
Quando si parla di una crescita praticamente inesistente bisognerebbe, però, anche puntualizzare un altro aspetto, ovvero che la crescita in Italia è inesistente. Si parla per il 2026 di percentuali che oscillano tra lo 0,5 e lo 0,7, ovvero zero. Per cui parlare di una Regione in decrescita rispetto a un andamento nazionale che, invece, è quello che tutti noi possiamo guardare e abbiamo sotto gli occhi ogni giorno mi pare una distorsione della realtà.
Anche rispetto all’esodo dei giovani, alle cosiddette “fughe di cervelli”, siamo assolutamente consapevoli che il lavoro da fare è ancora tanto. L’ho già detto: questo è un documento prettamente tecnico, l’aspetto politico lo vedremo a fine anno con la programmazione effettiva di questa Amministrazione. Qualcuno, nel momento in cui cita il dato della Puglia di otto volte superiore a quello nazionale, forse dimentica che ci sono altre Regioni del sud Italia, la Calabria, ad esempio, che non credo sia amministrata da un Governo di centrosinistra, che è al primo posto per la fuga di cervelli e per l’esodo dei giovani.
Pertanto, le riflessioni, se vanno fatte, vanno fatte con un’analisi compiuta di tutti i dati in riferimento a tutte le Regioni, ma ‒ vado anche oltre ‒ in riferimento a tutte le Province. Perché dico questo? Perché quando si parla di crescita in Puglia non possiamo dimenticare, io provengo dalla Provincia di Taranto, il caso eclatante, clamoroso della fabbrica ex ILVA, il cui fatturato, il decremento del fatturato chiaramente comporta una contrazione del PIL a livello regionale. Non devo essere io a ricordare, soprattutto ai consiglieri di opposizione, che la gestione della crisi aziendale ILVA è una gestione tutta in capo al Ministro Urso, quindi al livello governativo, e non certamente dipendente esclusivamente dai territori locali, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Taranto, dal Comune di Taranto.
Un ultimo passaggio, sempre di natura tecnica, vorrei farlo in relazione alla questione che è stata posta all’attenzione dell’Aula, che riguarda la raccolta differenziata, il ciclo dei rifiuti, gli obiettivi raggiunti o non raggiunti dalla Regione Puglia, perché abbiamo ascoltato parole che non corrispondono alla realtà, giacché la gestione dei rifiuti è sì di competenza regionale, ma non possiamo far passare il messaggio che il PEF, ovvero la programmazione economico-finanziaria da cui deriva in maniera automatica la tariffa, sia esclusivamente di competenza dei Comuni, che trasferiscono solo i dati ad AGER per la rielaborazione e la validazione.
Se non fosse vero, ogni Comune avrebbe una tariffa stabilita dalla Regione e ovviamente questo messaggio non può passare.
Io concludo questo breve intervento ‒ ripeto ‒ anticipando il voto favorevole del Gruppo consiliare Prossima, convinto del fatto che in sede di programmazione, quella vera, quella con i contenuti politici, sapremo parlare di un futuro serio, senza creare false illusioni nei giovani e soprattutto in tutti i pugliesi e tutte le pugliesi.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Consigliere Fischetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Passero. Ne ha facoltà, prego.
Speaker : PASSERO.
Grazie, Presidente, colleghi consiglieri.
Questo è un provvedimento che può apparire tecnico, ma che in realtà ha un profondo valore politico e istituzionale. Il contesto in cui questo documento va ad inserirsi è profondamente cambiato, le nuove regole europee di governance, soprattutto il Piano strutturale di bilancio di medio termine, il nuovo indicatore dalla spesa netta, il superamento della precedente impostazione del DEF nazionale impongono anche alle Regioni, in particolar modo alla Regione Puglia, un salto di qualità nella sua programmazione.
Non possiamo più limitarci a ragionare per singoli capitoli, per singole misure o per singoli interventi, è necessaria una visione più stabile, una visione più misurabile, ma soprattutto più coerente con gli obiettivi di medio periodo.
La riadozione del NADEFR 2026-2028 risponde esattamente a questa esigenza, ossia a quella di riallineare la programmazione regionale al quadro nazionale aggiornato, di garantire la coerenza tra gli obiettivi bilancio e il risultato atteso, ma soprattutto di consentire al Consiglio regionale di esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo politico e di controllo.
Ho partecipato, da commissario della I Commissione, ai lavori e ritengo che sia importante sottolineare un punto in modo particolare, ossia la programmazione regionale economico-finanziaria non deve essere vissuta come un adempimento formale, ma deve essere vissuta esattamente come il luogo in cui una Regione decide quali priorità intende sostenere davvero. Tra queste priorità sicuramente ci sono la crescita, il lavoro, la coesione territoriale, il sostegno alle imprese, la qualità dei servizi pubblici ma soprattutto il futuro dei giovani pugliesi. Ed è proprio in questa fase storica che ogni documento di programmazione deve porsi una domanda semplice, ossia le scelte che noi facciamo oggi aiutano la Puglia a diventare una regione in cui i giovani possano restare, possano tornare o possano costruire il loro progetto di vita? Questa domanda non è retorica, ma è una questione esattamente di tenuta demografica, di tenuta economica e soprattutto di tenuta sociale. La Puglia non può più permettersi di programmare il proprio futuro senza considerare il capitale umano che oggi rischia di perdere. È per questo che anche in sede di bilancio e di programmazione sarà sempre necessario collegare le politiche per il lavoro, la formazione, l’impresa e l’innovazione con i territori fragili.
A breve quest’Assemblea sarà chiamata a confrontarsi anche con proposte specifiche che riguardano esattamente il radicamento dei giovani, il rientro delle competenze e la costruzione di percorsi qualificati nella nostra Puglia. È una direzione che deve trovare spazio non solo nei testi legislativi ma anche in quella programmazione generale di cui la Regione Puglia deve dotarsi. La NADEFR deve, quindi, essere letta come una base di lavoro, non come un punto di arrivo, ma deve essere esattamente uno strumento per rendere più coerenti tutte le scelte regionali che andremo a fare in questo Consiglio.
Approvare questo provvedimento significa riconoscere la necessità di aggiornare una cornice programmatica, di collocare la Puglia dietro questo scenario, un nuovo scenario di finanza pubblica nazionale e di finanza pubblica europea, e soprattutto di dare continuità a quell’azione amministrativa regionale, di cui vogliamo sicuramente renderci partecipi.
Naturalmente il nostro compito non si esaurisce con l’approvazione di questo documento. Il Consiglio dovrà continuare a verificare che gli obiettivi indicati trovino effettiva attuazione, che le risorse siano utilizzate con efficacia e che la programmazione non resti esclusivamente una dichiarazione di intenti.
La qualità di un documento di programmazione economica e finanziaria si misura anche nella capacità che si ha di orientare le scelte reali, motivo per il quale, come ha annunciato prima di me il collega Tammacco, il nostro Gruppo approverà questo provvedimento, ringraziando gli uffici e l’assessore al bilancio per il lavoro che hanno sviluppato in questi mesi, con la consapevolezza che la programmazione regionale dovrà essere sempre più concreta, trasparente e orientata ai risultati.
La Puglia ha bisogno di una programmazione prudente nei conti, ma coraggiosa negli obiettivi, e tra questi obiettivi deve esserci anche quello di costruire una regione più attrattiva, più giusta, ma soprattutto capace di dare un futuro alle nuove generazioni, ai nostri giovani.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Passero.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Caroli. Ne ha facoltà.
Speaker : CAROLI.
Signor Presidente e colleghi consiglieri, la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza della Regione Puglia 2026/2028 rappresenta uno degli strumenti più importanti della programmazione economica della nostra Regione. Non si tratta di un mero adempimento contabile, ma di un atto politico e strategico, atto di visione, che definisce le priorità dell’azione di governo, traducendo gli obiettivi programmatici in interventi concreti e, ove possibile, sostenibili.
Con questo provvedimento la Regione Puglia aggiorna il quadro macroeconomico e finanziario alla luce dei mutamenti intervenuti nel contesto nazionale ed europeo, garantendo coerenza tra la programmazione regionale e i nuovi indirizzi di finanza pubblica.
È un passaggio quantomai indispensabile per assicurare stabilità ai conti e al tempo stesso dare continuità alle politiche di sviluppo del territorio. L’individuazione ex ante della traiettoria di spesa netta del piano strutturale di medio termine richiede estrema attenzione nel programmare l’utilizzo delle risorse pubbliche, nonché l’esigenza di attuare un efficace monitoraggio sull’effettiva dinamica dell’aggregato di spesa nell’anno e per l’intera durata del piano.
La sfida che abbiamo davanti è quantomai complessa. Viviamo una fase caratterizzata da profonde mutazioni di natura economica, sociale e geopolitica, che impongono alle istituzioni capacità di adattamento, responsabilità e lungimiranza. In questo scenario la Puglia è chiamata a rafforzare il proprio ruolo valorizzando le proprie eccellenze e sostenendo i settori strategici dell’economia regionale.
Al 1° gennaio 2025 la Puglia conta 3.874.166 abitanti. Erano 3,890 milioni al 1° gennaio 2024. Il PIL pro capite parametrato al 2023 è pari a 21.384 euro, a fronte dei 21.734, media del Mezzogiorno, e ai 32.560 euro su base Italia. Nel 2024, l’economia pugliese ha rallentato la sua crescita, il PIL è aumentato solo dello 0,5, un dato inferiore alla media del Mezzogiorno e dell’Italia, che segnano rispettivamente un più 0,9 e un più 0,7.
L’occupazione seguita a rallentare, il reddito nominale delle famiglie ha continuato a salire, seppur lentamente, rispetto agli anni precedenti. I consumi hanno mostrato una crescita molto contenuta, con una parallela espansione preoccupante dei prestiti erogati da istituti bancari e finanziari.
Si riscontra per gli Enti territoriali un aumento importante della spesa corrente, in particolare nel settore sanitario, in conto spesa e in conto capitale, che è diminuita in maniera importante.
Nel 2025. l’economia pugliese ha registrato una crescita ancora più contenuta dello 0,4, un quadro a macchia di leopardo, evidenziando come le sole Province di Bari, Lecce e BAT trainino la crescita, crescita che comunque viene trainata dalle costruzioni con il più 3,4 per cento, spinto in maniera molto significativa dai cantieri e dalle opere del PNRR, l’industria con un più 0,5, l’agricoltura con un andamento poco favorevole dei servizi.
Questo è molto preoccupante, caro assessore, è un dato che ho rilevato dall’analisi di Banca Italia per il 2025, così come i servizi che hanno una crescita solo pari allo 0,3.
Le priorità devono rimanere chiare: investire nella sanità pubblica, rafforzare il sistema educativo e universitario, sostenere le imprese, promuovere l’innovazione e accompagnare la trance la transizione digitale ed ecologica.
Spiace che non sia presente il Presidente, perché il Presidente comunque, deve decidere. Riaggiorni immediatamente il Piano regionale dei rifiuti e dica in maniera chiara ai cittadini pugliesi se i rifiuti in Puglia debbano seguitare ad essere gestiti solo dal privato.
L’impiantistica pubblica, tanto sbandierata in fase di approvazione del Piano dei rifiuti, che fine ha fatto? Come e quando intende intervenire? Ritengo che questa sia una delle questioni più importanti da cui non si possa prescindere. È quanto mai necessaria una posizione precisa da parte del Governatore e della Giunta, per comprendere quale visione e quale futuro avrà la gestione dei rifiuti in questa terra.
Occupazione stabile soprattutto per i giovani, per favorire la permanenza dei nostri talenti sul territorio. Altrettanto fondamentale è proseguire negli investimenti infrastrutturali, migliorando la mobilità, i collegamenti interni e la competitività del sistema logistico regionale, perché senza infrastrutture efficienti non può esserci una crescita realmente equilibrata.
Grande attenzione va, inoltre, riservata alle politiche sociali. Lo sviluppo economico ha valore solo se accompagnato dalla riduzione delle diseguaglianze, dalla tutela delle fasce più fragili e dalla garanzia di servizi pubblici di qualità per tutti i cittadini.
La programmazione economica deve essere improntata ai princìpi di equilibrio finanziario, trasparenza, efficienza e responsabilità amministrativa. Ogni risorsa pubblica deve essere utilizzata con rigore, valutando attentamente risultati, efficacia degli interventi e impatto sul territorio.
La nota di aggiornamento costituisce, quindi, un’occasione per confermare una visione di sviluppo fondata sulla sostenibilità, sull’innovazione e sulla coesione territoriale, nella consapevolezza che il futuro della Puglia dipende dalla capacità delle istituzioni di programmare con serietà e di trasformare gli obiettivi in risultati concreti.
Concludo ribadendo che la crescita della nostra regione non può essere misurata soltanto attraverso gli indicatori economici che ho poc’anzi rappresentato, ma soprattutto attraverso il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e la capacità di creare opportunità per le nuove generazioni e di rafforzare il senso di fiducia nelle istituzioni. Solo con una programmazione responsabile, condivisa e orientata a lungo periodo potremo costruire una Puglia più competitiva, più incisiva, più inclusiva e più forte.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Se non ci sono altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione.
Se non ci sono interventi per dichiarazione di voto, invito l’assessore Leo a replicare. Prego, assessore.
Speaker : LEO, assessore al bilancio e al personale.
Grazie, Presidente. Non è una vera e propria replica, perché è stato detto davvero tanto sia dalla maggioranza sia dall’opposizione. Ringrazio l’opposizione per il pungolo, il confronto e gli stimoli, certamente importanti per fare sempre di più. Ringrazio il Presidente Pagano, ringrazio chi è intervenuto.
Certamente questo è un documento importante. È stato detto e ripetuto più volte. È chiaro che uno degli obiettivi cardine al centro delle attuali politiche di programmazione è la promozione e la valutazione del progresso della società non soltanto da un punto di vista economico ‒ anche questo è stato detto ‒ ma anche sociale e ambientale, al fine di incidere quanto più possibile sulla qualità della vita delle persone e sull’ambiente, migliorando il loro benessere.
Tanto è stato fatto. Qualcuno potrebbe dire: si poteva fare di più? Certamente si poteva fare di più. Si poteva fare meglio? Certamente si poteva fare meglio. Questo è il lavoro che noi vorremmo continuare a fare. Vorremmo fare un lavoro costruttivo, importante, lavorare con il territorio, cercare di capire quali sono le istanze vere del territorio, quindi incidere sul progresso, sull’ambiente, incidere sulla qualità della vita.
L’analisi degli indicatori è finalizzata a posizionare la Puglia rispetto al Mezzogiorno d’Italia ed evidenziarne la dinamica evolutiva nel tempo, contribuendo alla definizione delle politiche in un’ottica di lungo periodo. La stessa Corte dei conti nazionale nella sua relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni, del 2022, ha elogiato la ristrutturazione del documento e le analisi in essa riportate, parlando di una best practice e di un documento di eccellenza tra le Regioni italiane.
Voglio ringraziare davvero gli uffici per questo lavoro straordinario che hanno fatto. Ovviamente continueremo su questa linea.
Consentitemi anche di concludere con una riflessione di metodo, prima ancora che di merito, l’importanza fondamentale del dato: chi ha l’onore e l’onere di guidare la programmazione economica e finanziaria sa bene che l’intuizione politica da sola oggi non basta più. In una realtà complessa come quella pugliese, lo dico sempre, le istanze sono oggi complesse, quindi le risposte devono essere altrettanto complesse. Pertanto, il lavoro deve essere necessariamente di squadra. Non può esistere una buona programmazione senza una solida base scientifica, in un’epoca dominata dall’infodemia, cioè da una quantità eccessiva di informazioni non sempre vere e analisi superficiali. Il rigore del dato ci offre la bussola indispensabile per smettere di rincorrere le emergenze e iniziare finalmente a governare i processi di lungo periodo. Questo deve essere il metodo, questa deve essere la linea programmatica che ci deve contraddistinguere.
Le analisi statistiche prodotte dal nostro Assessorato ci mostrano una Puglia resiliente, un vero laboratorio a cielo aperto, pronto a recepire le sfide della transizione digitale ed ecologica e ad attrarre grandi investimenti globali. Tuttavia, per continuare a generare benessere e colmare questi ritardi di produttività che ancora ci separano, ovviamente, dai principali partner europei dobbiamo alimentare costantemente il dialogo tra chi produce il dato e chi lo trasforma in leggi e opportunità di lavoro. Questo è il nostro lavoro, è questo che la politica deve fare.
Fatte queste riflessioni, con la consapevolezza che la strada per lo sviluppo della nostra Regione passa inevitabilmente per una conoscenza rigorosa, scientifica e condivisa della nostra realtà, il documento che oggi questo Consiglio è chiamato ad approvare rappresenta tutto quello che è stato detto finora.
Ringrazio davvero enormemente il Consiglio regionale e chiedo l’approvazione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Leo.
A questo punto, non ci sono più interventi in sede di replica. Dichiarazione di voto le abbiamo già fatte... allora la faccia fuori microfono perché non ha diritto all’intervento.
Devo ricordarvi che, essendo materia di bilancio, occorre il voto favorevole di 26 consiglieri affinché il provvedimento sia approvato.
È aperta la votazione.
Chi deve votare? Prego, votate tutti, per favore.
Avete votato tutti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ho visto che è riuscito a votare, dallo schermo il voto risultava.
Presenti 43, votanti 43, voti favorevoli 30, contrari 13. Il suo voto è stato registrato, consigliere.
Il provvedimento è approvato.
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno: Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 17 del 5 giugno 2026: “Approvazione proposta di rendiconto del Consiglio della Regione Puglia per l’esercizio finanziario 2025”.
Invito il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, a relazionare in merito. Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO, relatore.
Grazie, Presidente.
Siccome solitamente questo è uno degli argomenti unanimemente condivisi da tutto il Consiglio, trattandosi evidentemente di spese che si sono effettuate nell’anno precedente e quindi di cristallizzate, se i colleghi della minoranza ci autorizzano, lo darei per letto, magari la relazione la depositeremmo agli atti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Devo chiedervi se ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno o se posso passare direttamente alla votazione dello stesso.
Non essendoci interventi, metto in votazione il secondo punto all’ordine del giorno.
È aperta la votazione.
Noto dalla schermo che il collega Scalera… Lei è terza fila. Ma lei ha due postazioni a fianco a lei o una? Provi a votare. Va bene, il suo voto com’è? Favorevole, bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
40 presenti, 40 votanti, 40 voti favorevoli, nessun voto contrario.
La deliberazione è approvata all’unanimità.
Dovete considerare il voto favorevole del consigliere Scalera.
Siamo così giunti al terzo punto all’ordine del giorno: «Disegno di legge n. 27 del 3 marzo 2026 “Disciplina del sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia” ‒ atto consiliare 62/A».
Chiedo alla Presidente della VI Commissione di intervenire. Prego, consigliera Angolano.
Speaker : ANGOLANO, relatrice.
Grazie, Presidente, assessori e colleghi. Oggi siamo chiamati a esprimerci su un provvedimento che rappresenta senza dubbio una delle tappe fondamentali della crescita della nostra regione, il disegno di legge sulla disciplina del sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia.
Questa proposta mira a dare attuazione a livello regionale alla riforma del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni, così come istituito a livello nazionale secondo il decreto legislativo n. 65 del 2017. L’obiettivo è chiaro: superare la frammentazione dei servizi garantendo a ogni bambina e a ogni bambino fin dalla nascita parità di opportunità educative e un percorso di crescita armonioso, rispettoso dei diritti individuali e libero anche da quelli che oggi sono considerati vincoli legati alla condizione socioeconomica di appartenenza alla propria famiglia, e superare così la dicotomia tra i servizi educativi per la prima infanzia e quelli della scuola dell’infanzia.
Il percorso che ci ha portato oggi in Aula è stato fruttuoso, proficuo, anche notevolmente condiviso. Vi ricordo che siamo tornati in VI Commissione, per la seconda volta, accogliendo ‒ l’ho fatto io personalmente in prima linea, ma poi con tutti gli altri ‒ una richiesta che fu avanzata dalle forze di opposizione affinché ci potessero essere ulteriori emendamenti che rendessero consono il documento finale e più rispondente, evidentemente, a quelle che oggi si registrano come esigenze attuali del territorio, azione politica a testimonianza della comune consapevolezza dell’importanza di questo documento, di questa legge.
Il provvedimento è composto da 32 articoli, definisce alcuni strumenti cardine, come la promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali, la programmazione dei poli per l’infanzia, una disciplina chiara e rigorosa, l’attuazione della centralità del progetto educativo. È doveroso precisare, prima di leggere, come di consueto, la relazione tecnica dello stesso disegno di legge, che la riforma si attua nel segno di quella che viene definita tecnicamente “invarianza finanziaria”.
Con questo provvedimento, e ringrazio ancora una volta l’assessora Miglietta e le dirigenti che ci hanno accompagnato in questo percorso, la Puglia si dota di una cornice normativa moderna, inclusiva, al passo con i tempi e soprattutto capace di mettere al centro il benessere dei più piccoli, offrire un sostegno concreto alle famiglie.
Adesso do lettura della relazione tecnica, come da prassi.
La Regione Puglia, con il presente disegno di legge, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle raccomandazioni europee, nonché della normativa nazionale vigente in materia, ha inteso dotarsi di una legge regionale in materia di disciplina del sistema integrato di educazione e di istruzione per l’infanzia, in attuazione della riforma istitutiva del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai 6 anni, di cui al decreto legislativo n. 65/2017. In raccordo con le previsioni dello stesso, le finalità del presente provvedimento sono perseguite mediante la progressiva gratuità di accesso al sistema integrato 0-6, l’attribuzione di centralità al progetto educativo, la diffusione di coordinamenti pedagogici territoriali, la riduzione di svantaggi culturali, sociali e relazionali, il sostegno della primaria funzione educativa delle famiglie, l’inclusione delle bambine e dei bambini con disabilità certificata e con bisogni educativi speciali nei percorsi educativi, l’integrazione tra servizi pubblici e privati, per assicurare un sistema omogeneo nella pluralità dell’offerta in funzione delle esigenze educative delle bambine e dei bambini e dei bisogni delle famiglie, la promozione della qualità dell’offerta educativa mediante la formazione continua in servizio, la promozione della continuità del percorso educativo e scolastico, la promozione del prolungamento dell’orario del sistema di offerta educativa mediante il collegamento funzionale tra servizi educativi e scuola dell’infanzia e l’interazione con servizi socioeducativi culturali, ricreativi e sportivi, l’ampliamento qualitativo e quantitativo del sistema integrato 0-6.
La Regione programma e coordina l’avvio e l’attuazione del sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 nell’ottica di favorire l’equilibrato sviluppo psicofisico e l’adeguata crescita educativa delle bambine e dei bambini quali soggetti titolari di diritti individuali, senza distinzione di alcun tipo in relazione alle famiglie di appartenenza, garantendo così la parità di opportunità nell’accesso dell’apprendimento, inteso come elaborazione di significati, all’educazione, all’istruzione, alla cura, alla relazione e al gioco.
La Regione rende effettivo quanto disposto dalla presente legge, anche attraverso misure di sostegno economico per le famiglie. L’articolato si compone di 32 articoli, nella seduta della VI Commissione dello scorso 4 giugno il disegno di legge nel testo, così come emendato, è stato approvato a maggioranza dei voti dei commissari presenti e adesso si rimette il provvedimento al vaglio dell’Assemblea regionale. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera angolano.
È aperta la discussione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagliaro, che ne ha facoltà. Prego, consigliere.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Solo per dire che su questa legge avevamo chiesto un approfondimento in Commissione, c’è stata una discussione e abbiamo deciso comunque di andare avanti, motivo per cui ci asterremo, perché alcune modifiche che avevamo richiesto non sono state condivise dai colleghi di maggioranza.
Quello che volevamo dire è che su questo tema manterremo sempre alta l’attenzione, perché si tratta di un argomento molto delicato. Ci asteniamo e comunque vedremo come sarà applicata, perché ci sono alcune cose che vorremmo fossero seguite con attenzione, chiedemmo che ci fosse una verifica ogni sei mesi sull’attuazione di questa legge. Comunque, la seguiremo con attenzione. Soltanto questo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagano, che ne ha facoltà.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente. Ringrazio particolarmente la Giunta e l’assessora competente, l’assessora Miglietta, per il lavoro che ha portato all’attenzione del Consiglio. Pur non avendone una responsabilità diretta, ho inteso comunque contribuire a questo disegno di legge, perché il variegato mondo che afferisce alla competenza dello 0-6 ha chiesto con forza quello che stiamo facendo e soprattutto ha inteso in maniera organica mettere insieme una serie di plurime esigenze, che evidentemente, anche attraverso l’ottimo lavoro che è stato fatto in Commissione dalla Presidente Angolano, ha potuto contare sul sostegno, sebbene con una astensione, anche della minoranza. È evidente che da questo punto di vista ci fosse una trattativa o, comunque, un approfondimento che è stato portato avanti sia dalla Giunta che dal Presidente di Commissione.
È sicuramente un provvedimento di importanza strategica, perché dà un’architettura stabile e organica al sistema 0-6 della nostra regione, che recepisce e dà attuazione a un decreto legislativo nazionale, che è una riforma che era attesa e necessaria. È una norma che nasce da una visione chiara: abbattere le disuguaglianze sociali, sostenere la genitorialità e mettere al centro il diritto dei nostri bambini a un percorso educativo e di cura di assoluta qualità, una di quelle frontiere su cui già negli scorsi anni la regione Puglia si è attestata con ottimi risultati e che noi oggi stiamo provando a rendere organico e sistemico per il futuro.
Con questo testo, a cui ho contribuito con alcuni emendamenti che ho depositato in Commissione e che, ringraziandoli, i colleghi hanno voluto condividere, ovviamente dopo averli condivisi con l’assessore, abbiamo anche dato certezza rispetto all’intermodalità del dialogo tra le infrastrutture tecnologiche che registrano gli utenti del settore e poi abbiamo affrontato anche il disallineamento dei calendari, che evidentemente è uno dei problemi, è una delle questioni che maggiormente assillano i genitori, avendo tre piccole sullo stato di famiglia. È una delle questioni su cui più ci esercitiamo in famiglia, con mia moglie. Facendo affidamento alla sua bontà d’animo le ho chiesto di non inserirmi nelle chat dei genitori. La trattativa di secondo livello la faccio con lei.
Ringrazio particolarmente chi ha voluto contribuire con questo testo anche a dare una risposta, che sembrerebbe di secondo piano, ma che evidentemente ci porta anche a doverci confrontare con i dati di fattualità, che poi sono la quotidianità della vita reale, e lo facciamo sapendo che qualsiasi legge è perfettibile. Soprattutto nella logica di un riformismo moderno, qualsiasi legge è chiamata a essere declinata alla prova dei fatti e alla stabilità nel tempo. Su questo anche le parole ottime che ha detto il Capogruppo di Fratelli d’Italia, Pagliaro, di una verifica, di un tagliando semestrale di monitoraggio che faccia in modo che ci possa essere una corrispondenza rispetto agli intenti con cui parte questa norma personalmente mi vedono profondamente d’accordo. Da questo punto di vista tutto è migliorabile alla prova dei fatti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente.
Ho chiesto di intervenire perché finalmente portiamo in Aula uno dei provvedimenti cardine non solo del programma elettorale del Presidente Decaro, che dimostra come la buona politica sia chiamata in alcuni momenti non solo a decidere come spendere le risorse, non solo a decidere come organizzare un servizio, ma in momenti come questo la politica è chiamata anche a scegliere quale idea di essere umano intende accompagnare, come far crescere i protagonisti della nostra società dell’oggi e del domani.
Per questo riteniamo che la legge sui servizi per l’infanzia non sia soltanto un problema organizzativo: non mette soltanto ordine, non costruisce schemi organizzati, ma è la prima avanguardia di un sistema democratico che investe nell’educazione, crede nella comunità che, anche attraverso l’attenzione che dà ai più piccoli, prova a migliorare sé stessa.
disuguaglianze, come sappiamo tutti, non nascono nelle scuole superiori, non nascono nei luoghi di lavoro, le disuguaglianze iniziano sin da quando siamo piccolissimi, cominciano nei primi anni di vita, quando si sviluppa il linguaggio, la capacità relazionale, la fiducia negli altri, l’autonomia, la curiosità, quando si iniziano a costruire quelle relazioni che ti fanno avere o meno fiducia nell’altro.
Oggi, con questa legge, diamo un significato profondo a ciò che il decreto legislativo n. 65 del 2017 ha messo in campo, con questa legge finalmente superiamo quell’idea, che l’Italia ha sposato per molti anni, che bisogna scegliere fra l’educazione e la cura come se dovessimo scegliere se custodire ai nostri bambini o educarli.
Per questo, i coordinamenti pedagogici territoriali, la formazione del personale, i poli per l’infanzia non rappresentano solo elementi accessori, ma il cuore della qualità educativa. Viviamo in un tempo in cui ci dividiamo su tutto, in cui ci dividiamo sulla sicurezza, sull’immigrazione, sul lavoro, sul disagio giovanile, ma troppo spesso non siamo in grado di intervenire sugli elementi che costruiscono una società che è in grado di prevedere quelle divisioni e di curarle.
Per questo ringraziamo l’assessore e tutti i consiglieri che hanno partecipato alla stesura di questa legge, perché oggi questo Consiglio regionale sceglie il tempo lungo, in un momento in cui la politica è chiamata a reel di pochi minuti, in cui siamo sempre di corsa per prendere decisioni che sembrano fondamentali, in cui le notizie passano veloci e vengono dimenticate dopo poco, noi pensiamo che il tempo lungo sia il tempo che la politica debba scegliere per far sì che i propri provvedimenti possano avere un impatto realistico, serio, vero nella idea di società che proviamo a costruire.
Non rincorriamo il consenso immediato, ma con questa legge rincorriamo la produzione di risultati, che non saranno visibili sicuramente domani mattina, ma che ci daranno la possibilità di rendere i ragazzi del domani migliori di quelli che probabilmente oggi vedono i telegiornali pieni di notizie negative.
Una legge, come ha già spiegato la Presidente Angolano, che ringrazio, che si occupa di far considerare alla Regione Puglia i servizi educativi per l’infanzia non solo come servizi a domanda individuale ma anche come servizi e strumenti di welfare educativo, perché non si può non tenere conto di una legge del genere per garantire uguaglianza ma soprattutto per far sì che i servizi siano accessibili il più possibile, senza aumentare o costruire fragilità sociali di cui ancora siamo purtroppo pieni, per cui le possibilità economiche delle famiglie non siano ancora una disuguaglianza possibile nella nostra società. Con questa legge, dunque, si garantisce equità sociale, oltre che educativa.
Il disegno di legge definisce i servizi educativi, articolandoli in servizi nido e micronido, in sezione primavera, in servizi integrativi, ma inoltre nei caratteri distintivi realizza un vero percorso tra lo zero e i sei anni, condivide spazi, servizi e professionalità, la flessibilità nell’uso degli spazi, che diventa fondamentale armonizzarli, la sperimentazione di soluzioni educative e gestionali innovative, le attività di ricerca, la formazione congiunta del personale, che sempre è fondamentale, e, ovviamente, l’apertura al territorio.
In questo momento storico stiamo vedendo anche, ad esempio, con la legge Valditara che a volte si preferisce scegliere di guardare con sospetto l’educazione affettiva e relazionale e che spesso si pensa che sia giusto togliere la possibilità ai bambini più piccoli di seguire un percorso educativo, che dovrebbe, invece, accompagnarli sin dall’inizio della crescita.
Noi lo diciamo da istituzioni, lo diciamo, come ha detto il collega Pagano, da genitori: abbiamo la necessità di non perdere un tempo necessario, perché troppo spesso oggi la società italiana arriva in ritardo rispetto agli eventi di bullismo, arriva in ritardo rispetto alle violenze, arriva in ritardo rispetto all’odio che si continua a generare, arriva in ritardo rispetto alle diseguaglianze, arriva in ritardo rispetto alle discriminazioni. Noi, invece, scegliamo un’altra strada, quella del tempo lungo, che, però, ci permette di costruire una società in cui le istituzioni abbiano la consapevolezza di poter essere arrivate in tempo nella costruzione non solo di una democrazia più giusta, ma di una democrazia consapevole della propria scelta, perché investe nell’infanzia, investe nella possibilità di non lasciare indietro nessuno, investe nella possibilità di costruire un mondo in cui il percorso nello 0-6 diventi non solo armonizzato, ma anche efficiente, tenendo insieme la cura e l’educazione dei nostri bambini.
Per questo il Partito Democratico esprimerà un voto favorevole. Ringrazio l’assessore, tutti i consiglieri e la Presidente di Commissione che hanno voluto con forza portare questa norma che oggi votiamo in Aula, dimostrando che in Aula si portano eccezionali leggi che cambiano la vita dei nostri bambini, delle nostre famiglie, leggi che hanno a che fare con l’idea di società che questa maggioranza ha, che il Presidente Decaro ha e che mettiamo ogni giorno in campo, con sudore e fatica e con atti amministrativi e leggi che diventano realtà.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Capone. Ne ha facoltà.
Speaker : CAPONE.
Grazie, Presidente. Saluto lei, tutti i colleghi consiglieri, gli assessori e voi cittadini e cittadine che siete presenti.
È con una certa emozione e con orgoglio che intervengo su questo tema. È noto, credo, a un po’ di voi che ho ‒ non è più il caso di dire quattro “bambine” ‒ quattro figlie. Ho vissuto, quindi, l’esperienza di chi, da madre e da persona impegnata nella professione prima e in politica poi, ha bisogno dei servizi, oltre che del supporto familiare. Questo è estremamente importante in un Paese come il nostro, in cui, peraltro, a distanza di quasi dieci anni da quando è stato fatto il decreto legislativo n. 65/2017, c’è una legge rimasta pressoché sulla carta.
Noi abbiamo praticamente una differenza che fa sì che si pensi che i bambini si distinguono sulla base del codice postale che li riguarda. Questo succede nel nostro Paese, in cui ci sono moltissime aree che non hanno un asilo nido, ci sono persino Comuni capoluogo che ne hanno pochi. La differenza territoriale è enorme: nel nord il 39 per cento dei bambini può contare su un asilo nido, nel centro il 40 per cento, da noi meno del 20 in tutte le regioni del sud. E non guardiamo addirittura aree come le aree interne dove i bambini non hanno spesso un asilo nido, neppure uno.
Questa legge non è un adempimento normativo, non è un fatto burocratico, questa legge diventa una rivoluzione, diventa una rivoluzione perché si passa da un diritto che è sulla carta a un diritto costituzionalmente garantito, a un diritto concreto, che fa sì che ogni famiglia si possa sentire, specialmente se ha difficoltà economiche, garantita, perché c’è una Repubblica che, come dice la nostra Costituzione, elimina l’ostacolo e che le fornisce i servizi.
È importantissima questa legge, perché considera che l’educazione e la cura delle nostre bambine e dei nostri bambini non sia un costo per lo Stato, non sia un servizio a domanda individuale, ma sia un diritto universale.
È per questo che da consigliera del Partito Democratico sento la responsabilità e l’onore di questa sfida. La lotta alla disuguaglianza non comincia quando siamo già grandi, quando i problemi li viviamo già sulla nostra pelle e ci accorgiamo di averli, comincia in quei primi 1.000 giorni di vita, in quei primi anni in cui, se non c’è qualcuno che pensa a te, purtroppo tu sarai diverso nel corso del tempo rispetto agli altri, avrai probabilmente più difficoltà di relazione, avrai meno possibilità di accedere alle scuole elementari e superiori in maniera uguale agli altri, avrai meno parità di condizioni rispetto alla relazione con gli adulti diversi dai genitori e con i tuoi pari.
Come dicono gli studi scientifici, chi frequenta l’asilo nido generalmente ha maggiore facilità di relazione con gli altri rispetto ai bambini che non fanno, ma bisogna guardarlo anche dal punto di vista delle famiglie, perché dove c’è un asilo nido, soprattutto le donne sono più libere, libere di esercitare il loro lavoro, libere di scegliere, libere di avere una famiglia, e la libertà è qualcosa che non ha un prezzo, che non si può considerare un costo, è uno di quei diritti, anch’esso, universalmente garantiti dalla nostra Costituzione. Ma gli asili nido significano anche lavoro, significano opportunità di insegnamento. Non sono soltanto le mura garantite dal nostro PNRR, gli asili nido sono la possibilità di avere educatori, di avere persone che aiutano le famiglie a gestire i propri rapporti con i figli. Ecco, questa legge è davvero un grande atto di alleanza con le famiglie pugliesi, le sostiene nella loro primaria funzione educativa, offre un prolungamento degli orari, un’integrazione con i servizi sportivi, culturali e ricreativi, che significa una cosa concreta, ovvero permettere alle mamme e ai papà, in particolare alle donne di questa regione, di non dover mai più scegliere tra genitorialità e lavoro e di non pensare di dover contare esclusivamente su un marito o un compagno consapevole e onesto, ma di poter avere servizi fruibili da tutti.
È una legge che guarda anche all’inclusione, perché fornisce servizi alle persone diversamente abili e peraltro, anche in virtù dell’emendamento che abbiamo concordato con il consigliere Tutolo, con gli uffici e con l’assessore, garantisce una parità di trattamento attraverso un riequilibrio territoriale, in maniera tale che, se si deve intervenire con incentivi ma anche con voucher, si privilegino quei luoghi dove gli asili non ci sono e, quindi, si facciano nascere prevalentemente lì. È anche una nuova forma di considerazione tra pubblico e privato.
Gli articoli di questa legge aprono a una forma nuova di intervento. I coordinamenti pedagogici territoriali, previsti dall’articolo 14, tra l’altro, avranno il compito di garantire l’omogeneità di qualità su tutto il territorio regionale e di accompagnare la formazione congiunta degli educatori e dei docenti. Anche questa non è una clausola di stile, non è una formula che si usa “tanto per”. Rendere possibile l’intesa tra educatori e familiari ha un significato ben preciso: significa prevenire quelle forme di violenza e di contestazione che troppo spesso i genitori utilizzano verso i docenti, o una forma migliore di conoscenza da parte dei docenti rispetto all’interesse dei genitori, rispetto alle loro aspirazioni. Ne conosciamo a centinaia di queste situazioni in cui, proprio perché non ci si comprende, perché non ci si confronta, i genitori protestano contro i docenti, o i docenti hanno difficoltà a comprendere quelle esigenze che all’interno della famiglia maturano per diversi problemi. Anche la gratuità di accesso è fondamentale ed è garantita dall’articolo 2, perché dà priorità alla condizione economica delle famiglie.
Inoltre, c’è un dato significativo sul piano della tutela del lavoro. L’articolo 9 impone ai soggetti gestori l’acquisizione del certificato penale antipedofilia per il personale e la predisposizione di un sistema di tutela dei minori dal rischio di abusi. Credo che questo sia un tema su cui dobbiamo mettere particolare attenzione. Le forme di bullismo non riguardano soltanto i ragazzi delle scuole superiori: rischiano di partire dalla più tenera età, ed è in quell’età che si devono maturare le condizioni per la reazione. Ecco perché è importante che ci sia già in quell’età qualcuno che ci pensa. Ci sono delle associazioni che girano tutte le scuole, conosciamo quella pluripremiata “Mabasta”, associazioni di ragazzi che girano nelle scuole contro il bullismo. Guai a intervenire quando ormai è tardi, quando si comprende da parte dei ragazzi che la si può passare liscia con l’arroganza verso i coetanei. Intervenire prima è importante. Se non si può intervenire nelle famiglie allora ci si comprende quando si dice che è importante l’asilo nido. Nell’asilo nido diventa più facile intervenire in contrasto a questi fenomeni.
Penso anche al riconoscimento dei centri ludici per la prima infanzia che sono stati già autorizzati, ne abbiamo parlato a lungo in Commissione, che transitano nella nuova denominazione “centri educativi” senza soluzione di continuità per quelle famiglie che hanno cominciato.
Insomma, una legge che tutela l’accesso da parte di tutti al diritto di essere educati con pari dignità in tutte le parti d’Italia, in particolare nella nostra regione. Ecco perché voglio ringraziare la Presidente Angolano, l’assessora e gli uffici, che hanno lavorato da tempo su questa legge, che speravamo di portare già nella scorsa legislatura, ma siamo contenti che finalmente ci siamo arrivati.
Un ringraziamento a tutti. Ci sarà occasione sicuramente per fare, come è stato detto dal collega Pagliaro e dal collega Pagano, un tagliando di questa legge, rivedendoci sicuramente in Commissione, ma la cosa importante è che si cominci e che non si lavori, come ‒ ripeto ‒ ha fatto il PNRR, solo sulle mura, perché le mura non bastano, i contenitori non bastano, se i contenitori non sono fruiti. Abbiamo bisogno di personale, di personale qualificato e abbiamo bisogno che le famiglie trovino uno spazio vero, in cui stare a favore dei propri figli.
Grazie veramente a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Capone.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Vurchio, che ne ha facoltà.
Speaker : VURCHIO.
Grazie, Presidente.
Colleghi consiglieri, sarò sicuramente telegrafico, ma non potevo non intervenire su un DDL che ha visto la partecipazione e il grande spirito di abnegazione affinché potesse raggiungere questo obiettivo, ovvero arrivare in Consiglio regionale per la sua approvazione.
Ringrazio la Presidente angolano per la sua dedizione e ringrazio tutti i commissari che si sono adoperati per la seconda volta, perché questo provvedimento è ritornato, su proposta delle forze di minoranza, nelle Commissioni, e non potevamo non accogliere la loro proposta.
Ringrazio anche l’assessore Miglietta. Questo è un provvedimento che dimostra la capacità del Consiglio regionale di svolgere appieno la propria funzione legislativa attraverso un confronto serio, non formale e attraverso un lavoro di affinamento normativo, che rafforza la qualità delle leggi che siamo chiamati ad approvare.
Non è un caso che tutti i consiglieri regionali del Partito Democratico siano intervenuti su questo disegno di legge, un provvedimento in esame che riguarda un ambito che non può essere considerato ordinario.
Parliamo del sistema educativo 0-6, ovvero del primo e più delicato segmento del percorso di crescita dei nostri bambini, ma anche di una delle infrastrutture sociali più importanti per la tenuta complessiva della nostra comunità.
Dalle attività istruttorie svolte in Commissione è emersa con chiarezza l’esigenza di rafforzare la rete dei servizi educativi, di garantire maggiore omogeneità territoriale dell’offerta e di consolidare il modello integrato tra servizi pubblici e privati accreditati, nel rispetto dello standard qualitativo elevato e soprattutto degli standard verificabili.
È emersa, inoltre, la necessità di tenere insieme due obiettivi apparentemente distinti, da un lato la qualità educativa e formativa, dall’altro la sostenibilità organizzativa ed economica del sistema sia per gli Enti locali sia per le famiglie. Insomma, questo disegno di legge che ci accingiamo ad approvare risponde proprio a questa esigenza di equilibrio. Un sistema integrato che non separa ma coordina, che non frammenta ma mette in rete, che non lascia soli i territori ma costruisce un quadro unitario di regole e opportunità.
Come maggioranza che sostiene il Governo regionale riteniamo che investire sulla prima infanzia significhi investire sulla coesione sociale, sulle pari opportunità e sulla crescita economica del nostro territorio. Non vi è sviluppo sostenibile senza servizi educativi diffusi e accessibili, non vi è partecipazione femminile al lavoro senza un sistema efficace di welfare educativo, non vi è futuro per una comunità che non mette al centro i primi anni di vita dell’essere umano.
Per queste ragioni, il lavoro svolto in Commissione, che ha portato a una rivisitazione del testo iniziale, non rappresenta un arretramento, ma un rafforzamento della qualità legislativa e della sua capacità di incidere concretamente sulla realtà. Per tale ragione esprimo un convinto sostegno al provvedimento, nella consapevolezza che la costruzione di un sistema integrativo ed educativo per l’infanzia sia una delle scelte più qualificanti per il presente e per il futuro della regione Puglia. Mi congratulo anche con le forze di minoranza che non si sono opposte al provvedimento, che hanno provato anche ad astenersi, che credo sia una forma più vicina all’approvazione del testo.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei, consigliere.
Prego, consigliere Fischetti.
Speaker : FISCHETTI.
Grazie, Presidente. Rivolgo un doveroso ringraziamento per il lavoro condotto dall’assessora Silvia Miglietta e dalla Presidente della VI Commissione Annagrazia Angolano, coadiuvate naturalmente dal personale degli uffici per le numerose questioni tecniche che abbiamo voluto e dovuto portare avanti in VI Commissione.
Con questa legge finalmente anche la Puglia si dota di una normativa quadro che risponde alle esigenze di una norma di livello nazionale, il decreto legislativo n. 65 del 2017. Dico finalmente perché l’omessa approvazione di una norma di questo genere avrebbe potuto, come probabilmente è successo nel corso degli anni pregressi, aumentare quelle distinzioni, quelle differenze tra Regioni che, invece, noi, con la nostra azione amministrativa, vogliamo puntualmente, in tutti i provvedimenti, portare all’uguaglianza, vogliamo contrastare.
Adesso andrò a tratteggiare velocemente i punti salienti di questa norma, che intanto disciplina un sistema integrato di educazione e di istruzione, quindi già nella nomenclatura dà l’idea degli obiettivi che si vogliono perseguire: non più una netta dicotomia tra l’aspetto educativo che purtroppo tendeva troppo spesso a essere ricondotto a quello ludico, e l’aspetto dell’istruzione. Si incrociano questi due elementi fondamentali per la crescita dei bambini e delle bambine. Il provvedimento, la legge 0-6, ripeto, dà piena attuazione a quell’indirizzo che il legislatore nazionale voleva portare avanti già dal 2017.
Una particolare attenzione è dedicata nell’articolato di questa norma alle fragilità, ai bambini e alle bambine con disabilità, nell’ottica di eliminare quelle barriere che molto spesso, come più di qualcuno ha detto, non sono soltanto barriere fisiche, ma sono soprattutto ideologiche. La crescita 0-6, come ha puntualizzato bene la collega Loredana, soprattutto nella prima fase della vita di un bambino o di una bambina è quella fondamentale per dare quell’indirizzo educativo che mira alla comprensione dell’amico, dell’amica, del soggetto terzo, che mira a eliminare quella visione distorta della diversità, che invece deve essere intesa non come un ostacolo, ma come un arricchimento nella crescita di ciascuno.
Il Titolo IV, che tengo particolarmente a citare e commentare, fa riferimento all’autorizzazione al funzionamento. Questa norma cerca anche di semplificare quelle procedure burocratiche che molto spesso ostacolano l’apertura di quei centri, di quegli asili nido, che oggi vengono invece definiti poli dell’infanzia, e questa burocrazia eccessiva impedisce il perseguimento dei nostri obiettivi.
Il nostro obiettivo è non soltanto consentire, attraverso ovviamente l’implementazione di bandi ad hoc, la realizzazione fisica delle strutture, che ovviamente sono fondamentali per la creazione di spazi utili ai bambini e alle bambine, ma l’intendimento deve essere anche quello di eliminare quell’apparato burocratico eccessivo, quella burocratizzazione eccessiva che naturalmente, ì nonostante la presenza fisica delle strutture, impedisce l’erogazione dei servizi.
Il Titolo VII (cito soltanto alcuni degli articolati più importanti e più significativi della norma, almeno dal nostro punto di vista) fa riferimento alla ripartizione dei fondi comunitari, nazionali e regionali del sistema 0-6, in funzione dei dati Istat su trend demografici di fabbisogni reali dei Comuni, del monitoraggio della spesa europea certificata.
Cosa vuol dire? Che, anche nella fase di programmazione, di ideazione e di costruzione dei bandi, questa Regione dovrà tener conto di alcuni elementi statistici, che ci daranno l’idea di quali sono le aree più carenti, quindi al contempo più bisognose di interventi, per cui non una distribuzione a pioggia di fondi in direzione di aree geografiche che sono già servite puntualmente e magari anche in maniera vasta da questo tipo di servizi, ma una particolare attenzione a quelle aree dove invece, per svariati motivi, soprattutto legati alla carenza di personale specializzato all’interno dei piccoli Enti locali, queste strutture ovviamente risultano particolarmente carenti.
Il nostro intendimento, quindi, con l’approvazione di questa norma (mi avvio alla conclusione, anticipando ovviamente il voto favorevole del Gruppo consiliare Prossima) il nostro faro è rappresentato dalla necessità di garantire una parità di trattamento, un’uguaglianza a tutti i bambini e le bambine della Puglia, senza che vi possa essere una distinzione, una specifica discriminazione, anche in relazione alle aree in cui vengono collocate queste strutture, che nella legge vengono definite degli spazi di crescita e non più soltanto dei luoghi fisici, al cui interno gli educatori o gli insegnanti esplicano il proprio lavoro.
Ancora complimenti all’assessora Miglietta per il lavoro che è stato svolto, alla collega Presidente Angolano per aver presieduto la VI Commissione con grande impegno. Sono convinto che in questa giornata la Puglia ha raggiunto un risultato davvero importante.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Prego, consigliera Barone.
Speaker : BARONE.
Grazie, Presidente. Ovviamente mi associo ai complimenti all’assessore Miglietta, ai complimenti alla Commissione VI e alla dottoressa Angolano. Credo che oggi sia una bella giornata, ma soprattutto è una bella giornata perché i protagonisti di questo disegno di legge sono i tanti bimbi della nostra regione che oggi faticano a trovare dei posti in asilo, faticano ad avere quelle opportunità che, invece, questo disegno di legge, questo percorso unitario che unisce i servizi per la prima infanzia e la scuola per l’infanzia indubbiamente permetterà in maniera ancora più agevole, garantendo a tutti i bimbi pari opportunità. Anche solo a dirlo è una cosa bella. Quindi, permettere più infrastrutture di questo tipo sui nostri territori.
Ci tengo a sottolineare che, comunque, la Regione Puglia è sempre stata molto attenta, ha sempre investito molti soldi, molte energie e molte professionalità nel provvedere al lavoro di cura, a sollevare le donne al lavoro di cura, attraverso i buoni servizio per i minori, attraverso i centri, però gli asili nella loro totalità, dunque nidi e micronidi, sono indubbiamente il vero primo presidio e la prima vera valvola di sfogo dei bimbi. Addirittura ci sono degli studi che hanno certificato quanto i bimbi che frequentano gli asili e che, quindi, hanno questa opportunità abbiano capacità di sviluppo tanto del linguaggio quanto delle relazioni molto più profonde, molto più accelerate, cosa che in seguito aiuta la loro capacità relazionale e la loro capacità di studio e approfondimento, perché probabilmente quei primi giorni, quei primi mesi di relazioni e di stimoli sono veramente fondamentali.
La Regione Puglia ha una bella tradizione di impegno, di intervento e anche di tanti soldi pubblici verso questo tipo di servizio, però chiaramente era una parte. Oggi stiamo ampliando, aderiamo a un DDL, un decreto-legge addirittura del 2017, quindi avevamo necessità di adeguarci, per applicarlo in Puglia, permettendo e garantendo un percorso che continuo e unitario, non più frammentato. Questa è una bella rivoluzione, ma lo è ancor di più perché i protagonisti saranno questi bimbi: favorendo loro, soprattutto chi ha disabilità di diverso tipo, questo accesso a questo tipo di infrastruttura diamo loro un futuro più facile, più stimolante e ‒ perché no ‒ più “dorato” grazie anche a questo tipo di legge, grazie a questo DDL, grazie a questo voto, a quanto fatto, al lavoro svolto.
Credo che possiamo essere oggi molto soddisfatti, perché stiamo dando loro un futuro migliore. Questa norma permette loro un modo diverso di intendere la relazione e la socialità, quindi credo sia una bella giornata. Volevo fare i complimenti.
Ovviamente, il voto è più che positivo per tutto questo.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Barone.
Non ho altri iscritti a parlare, quindi dichiaro chiusa la discussione.
Se non ci sono interventi per dichiarazione di voto, procediamo con la votazione degli emendamenti.
Chiedo a qualcuno dei miei collaboratori di essermi qui a fianco per passarmi gli emendamenti. Grazie.
Passiamo alla votazione.
Mettiamo in votazione l’articolo 1.
Non sono stati presentati emendamenti.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 38, votanti 30, astenuti 8, favorevoli 30.
L’articolo 1 è approvato.
Procediamo con l’articolo 2.
Ci sono degli emendamenti sull’articolo 2?
C’è un subemendamento, un emendamento e anche un terzo emendamento.
Il subemendamento all’emendamento 1 è che la lettera a) è soppressa.
Consigliere Cera.
Speaker : CERA.
Assessore, sul subemendamento come si esprime il Governo?
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie. Il parere del Governo è negativo.
Abbiamo condiviso con la consigliera proponente e con il Gruppo che sarà recepito nel redigendo Regolamento, dopo l’approvazione della legge.
Eravamo d’accordo con la consigliera che lo avrebbe ritirato.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego, consigliere.
Speaker : CERA.
Chiaramente, io sono cofirmatario insieme alla consigliera per non far decadere l’emendamento, ma a quanto pare (assessore, poi mi dirà lei se ho capito bene) per quanto riguarda il primo emendamento, a-bis e c-bis, nel senso alla lettera a) del comma 2, articolo 2, erano due emendamenti da ritirare, mentre alla lettera f) del comma 2, “al fine di monitorare il burnout per gli addetti e gli addetti operanti nel sistema integrato” era l’emendamento da accogliere, mentre l’altro era da inserire nel Regolamento.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Quindi avevamo il primo e il secondo da ritirare, il terzo e il quarto da accogliere nel Regolamento.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi il subemendamento è ritirato e anche l’emendamento n. 1, che era collegato.
Abbiamo un ulteriore emendamento, Prego, assessore.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie. Questo emendamento scaturisce dal confronto che abbiamo avuto in VI Commissione consiliare con la Presidente Angolano e i consiglieri e le consigliere. La proposta è motivata dall’opportunità di stabilire un principio generale di sostegno agli interventi comunali sul sistema integrato 0-6 sia in termini di sviluppo di competenze che in termini di incremento dell’offerta educativa, cercando di dare anche una priorità ai territori non coperti da un adeguato numero di posti nelle strutture.
Lo leggo: «All’articolo 2 (Finalità) comma 2, lettera n), dopo le parole “l’ampliamento qualitativo e quantitativo del sistema di offerta integrato 0-6” aggiungiamo: “con particolare riferimento ai territori nei quali l’offerta educativa risulta carente o sottodimensionata rispetto alla domanda delle famiglie, in una logica di riequilibrio territoriale”. All’articolo 2 (Finalità) comma 4 aggiungiamo: “attraverso misure di sostegno economico per le famiglie e di supporto agli enti locali per lo sviluppo di competenze e per l’incremento dei servizi di educazione e istruzione da zero a sei anni”».
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore. Evidentemente, essendo un suo emendamento, immagino che il parere sia favorevole. Anche il referto tecnico è positivo.
Metto in votazione l’emendamento n. 2.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Consigliere Scalera, lei sta riuscendo a votare? Giusto per capire se ha votato o meno. Non è stato registrato, mi state dicendo.
Presenti 43, votanti 31, astenuti 12, favorevoli 31.
L’emendamento è approvato con 31 voti favorevoli perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera. Grazie.
Non abbiamo altri emendamenti.
Votiamo l’articolo 2, così come emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, voti favorevoli 32, perché dobbiamo comprendere il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo 2 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 3.
Non ci sono emendamenti.
Procediamo con la votazione dell’articolo 3.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 33, astenuti 11, voti favorevoli 33, perché dobbiamo conteggiare anche il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo 3 è approvato con 33 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 4, che registra un emendamento a firma dei consiglieri Minuto e altri.
Qualcuno vuole illustrarlo o possiamo procedere con la votazione?
Il referto è negativo. Se viene ritirato, non lo mettiamo in votazione, quindi va messo in votazione? Ritirato, quindi l’emendamento n. 3 è ritirato, quindi possiamo mettere in votazione l’articolo 4, che non registra altri...
È aperta la votazione?
Avete votato tutti?
Bene, consigliere Scalera, come sempre posso procedere.
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 32, astenuti 10, voti favorevoli 32, perché va compreso il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo 4 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 5.
Non ci sono emendamenti, quindi possiamo procedere con la votazione dell’articolo 5.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
Dichiaro chiusa la votazione.
Consigliere Scalera mi conferma il suo orientamento?
Presenti 45, votanti 33, astenuti 12, voti favorevoli 33, perché va registrato il voto favorevole del consigliere Scalera. Vi chiedo di riparare quel punto, perché così è complicato.
È approvato l’articolo 5.
Ora passiamo all’articolo 6.
Non ci sono emendamenti, quindi passerei alla votazione dell’articolo 6.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 33, astenuti 11, favorevoli 33.
Va registrato il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Passiamo all’articolo 7.
Non ci sono emendamenti, quindi io passerei immediatamente alla votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32.
Va registrato il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 8.
Non ci sono emendamenti.
È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione.
Registrando sempre il voto favorevole del consigliere Scalera, i presenti sono 43, votanti 33, astenuti 10, voti favorevoli 33, compreso il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 8 è approvato con 33 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 9.
Non abbiamo emendamenti.
Dichiaro aperta la votazione.
Il consigliere Scalera ha confermato il suo voto favorevole, come prima.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 45, votanti 33, astenuti 12, voti favorevoli 33, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 9 è approvato con 33 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 10.
Dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei mi conferma il voto favorevole? Bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 45, votanti 33, astenuti 12, voti favorevoli 33, perché dobbiamo aggiungere il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 10 è approvato con 33 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 11.
Dichiaro aperta la votazione. Chi deve votare? C’è qualcuno che non ha ancora votato?
Avete votato tutti?
Dichiaro chiusa la votazione.
Consigliere Scalera, lei mi conferma il suo voto favorevole.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, voti favorevoli 32, perché dobbiamo aggiungere il voto del consigliere Scalera, il voto favorevole.
L’articolo 11 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 12.
È aperta la votazione.
Chi deve votare?
Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
Consigliere Scalera, mi conferma il voto favorevole?
Presenti 43, votanti 32, astenuti 11, voti favorevoli 32, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 12 è approvato con 32 voti favorevoli.
Articolo 13.
Abbiamo un emendamento a firma dell’assessore Miglietta, il cui referto tecnico risulta essere favorevole.
Chiedo all’assessore di illustrarlo, dando per scontato che il parere sarà favorevole. Prego, assessore.
Speaker : MIGLIETTA, assessore alla cultura e alla conoscenza.
Grazie, Presidente.
Questo è il secondo emendamento che abbiamo discusso e condiviso in Commissione consiliare, riguarda l’articolo 13, l’accreditamento, quindi aggiungiamo “per i servizi già accreditati la conferma di accreditamento per le annualità successive tiene conto della necessità di evitare duplicazioni amministrative e oneri aggiuntivi”, con l’obiettivo di non gravare gli operatori del sistema di offerta educativa che sono già accreditati di ulteriori adempimenti burocratici.
I due emendamenti sono stati discussi su iniziativa, su input dei consiglieri Tutolo e Perrini e poi condivisi dalla Commissione, quindi, prima di continuare la votazione, faccio un breve intervento, ringraziando intanto l’assessore Leo perché l’impianto della legge si riferisce al suo mandato precedente, la Presidente della VI Commissione Angolano, i consiglieri e le consigliere che hanno dato il loro contributo, il partenariato e i sindacati, con i quali abbiamo ricondiviso brevemente il percorso legislativo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Miglietta.
Se non ci sono interventi, metto in votazione l’emendamento n. 4, a firma dell’assessore.
È aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei come vota? Come prima, quindi favorevolmente.
È chiusa la votazione.
Presenti 45, votanti 32, astenuti 13, favorevoli 32, perché dobbiamo aggiungere il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’emendamento è approvato.
Metto in votazione l’articolo 13 così come emendato.
È aperta la votazione.
Collega Scalera, mi conferma il suo voto favorevole? Bene.
È chiusa la votazione.
44 presenti, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32, perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 14.
È aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 32, astenuti 11, voti favorevoli 32, perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo 14 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 15.
Dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente? Bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
42 presenti, 32 votanti, 10 astenuti, 31 favorevoli, 1 contrario.
Ai voti favorevoli va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 15 è approvato con 31 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 16.
Dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente come prima? Bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 31, astenuti 12, voti favorevoli 31, perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo 16 è approvato con 31 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 17.
Consigliere Scalera, lei vota come prima? Bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 32, astenuti 10, voti favorevoli 32, perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo 17 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 18.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri, votate, non vi fate distrarre dagli assessori.
Avete votato tutti?
Consigliere Scalera, il suo voto è favorevole?
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, voti favorevoli 32, perché dobbiamo aggiungere il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 18 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 19.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
Consigliere Scalera, il suo voto è favorevole? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, voti favorevoli 32, perché dobbiamo aggiungere il voto del consigliere Scalera, voto favorevole.
L’articolo 19 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 20.
È aperta la votazione.
Avete votato tutti?
Consiglieri Scalera, lei vota favorevolmente? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 32, astenuti 11, voti favorevoli 32, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 20 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 21.
È aperta la votazione.
Avete votato votate tutti?
Chi deve votare? Consiglieri, votate, non vi distraete, Consigliere Scalera, il suo voto è favorevole? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, voti favorevoli 32, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 21 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 22.
È aperta la votazione. Consigliere Scalera, il suo voto è favorevole? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32, perché dobbiamo aggiungere il voto del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 23.
È aperta la votazione.
Il consigliere Scalera vota favorevolmente.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32, perché c’è da aggiungere il voto del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 24.
È aperta la votazione.
Consiglieri, votate. Non vi distraete, non fatevi distrarre sistematicamente.
Il consigliere Scalera vota favorevolmente.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32, perché c’è da aggiungere il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 25.
È aperta la votazione.
Il consigliere Scalera esprime voto favorevole.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 31, astenuti 12, favorevoli 31, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato con 31 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 26.
Dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Scalera, il suo voto è favorevole.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 31, astenuti 12, favorevoli 31, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 26 è approvato con 31 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 27.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Lei, consigliere Scalera, vota favorevolmente. Conferma? Bene.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 27 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 28.
Dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 28 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 29.
Dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 31, astenuti 10, voti favorevoli 31, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 29 è approvato con 31 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 30.
Dichiaro aperta la votazione. Consigliere Borraccino... Chi deve votare?
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 32, astenuti 11, voti favorevoli 32, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
.
L’articolo 30 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’articolo 31.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri, votate.
Consigliere Vurchio, votate.
Consigliere Scalera, lei ha votato? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 43, votanti 32, astenuti 11, favorevoli 32, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo 31 è approvato con 32 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’ultimo articolo della legge, l’articolo 32.
È aperta la votazione.
Prego, votate, consiglieri.
Ci sono contrari?
Consigliere Scalera, lei ha votato favorevolmente? Bene.
Abbiamo votato tutti.
È chiusa la votazione.
I presenti sono 43, i votanti 32, gli astenuti 11, i voti favorevoli sono 32, perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera.
L’articolo 32 è approvato con 32 voti favorevoli.
Ora passiamo alla votazione della legge nella sua interezza.
È aperta la votazione.
Chi deve votare?
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente, come ha fatto su tutti gli articoli? Bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 32, astenuti 12, favorevoli 32, perché va compreso il voto del consigliere Scalera.
Il DDL 27-62/A è approvato.
Passiamo al prossimo punto all’ordine del giorno: «Disegno di legge n. 90 del 03/06/2026 “Riconoscimento ai sensi dell’art. 73 comma 1 lett. e) del d.lgs. 23 giugno 2011, n. 118, della legittimità di debiti fuori bilancio relativi a servizi afferenti all’Avvocatura Regionale e variazione al bilancio di previsione – terzo provvedimento 2026” ‒ 162/A».
Chiedo al Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, di relazionare in merito. Grazie.
Speaker : PAGANO, relatore.
Signor Presidente e colleghi consiglieri, anche oggi l’Assemblea è chiamata a deliberare sull’attività istruttoria che abbiamo svolto in I Commissione nel corso della seduta di ieri, 29 giugno 2026, che ha riguardato la verifica tecnica di una serie di debiti fuori bilancio, ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126, che oggi approdano in Aula per il riconoscimento definitivo.
La I Commissione ha esaminato i disegni di legge n. 90 del 2026, n. 91 del 2026, n. 92 del 2026, n. 93 del 2026…
Scusate, Presidente, è che noi pensavamo di essere sfigati come italiani a non essere arrivati ai Mondiali, però avendo visto ieri la performance dei tedeschi e degli olandesi ci siamo un po’ rincuorati. Ne stavamo sorridendo con gusto.
Dicevo, n. 93 del 2026, n. 94 del 2026, n. 95 del 2026, n. 96 del 2026, n. 97, n. 100 e n. 101. Abbiamo deciso di approvare a maggioranza due emendamenti che recepiscono in due articoli, ai fini di economia procedurale, le disposizioni contenute nei citati disegni di legge aventi pari finalità. L’approvazione degli emendamenti ha comportato l’assorbimento e, quindi, la decadenza dei disegni di legge. Questo è comunque riportato nei referti tecnici, che sono depositati, quindi reperibili tra gli allegati dei singoli disegni di legge, che saranno abbinati al disegno di legge n. 90/2026.
L’attività istruttoria ha permesso di verificare la legittimità di esborsi dovuti a seguito di contenziosi che hanno visto soccombente l’ente in diversi ambiti, prevalentemente di contenzioso civile, risarcitorio, amministrativo e spese di giustizia in materia sociosanitaria, lavoro, ambiente e agricoltura.
In sintesi, l’intero pacchetto di provvedimenti che si sottopone all’esame di quest’Assemblea verte a riconoscere debiti ai sensi delle lettere a) ed e) dell’articolo 73 del decreto legislativo n. 118/2011, per un importo complessivo di 217.053,36 euro. Se volete, posso anche dare il dettaglio tecnico dei debiti. Mi soffermo essenzialmente sul dettaglio tecnico del debito ex articolo 73, comma 1, lettera e), in quanto trattasi di un incarico conferito in assenza di preventivo e adeguato impegno di spesa: trattasi di un debito di 4.599,40 euro, un debito fuori bilancio che deriva dall’attività di domiciliazione e sostituzione in udienza svolta da un avvocato del libero foro per conto della Regione Puglia, un incarico conferito in assenza di un preventivo impegno di spesa, relativo a un giudizio innanzi al TAR Puglia, conclusosi con una sentenza del Consiglio di Stato.
In questo caso, ho chiesto ‒ ringrazio molto l’Avvocatura regionale per averlo fornito ‒ un dettaglio anche della motivazione, che abbiamo provveduto ad allegare agli atti.
Per quanto riguarda, invece, i debiti ex articolo 73, comma 1, lettera a), abbiamo una sentenza emessa dalla Corte d’appello di Lecce in seguito alla sentenza della Corte di cassazione. La copertura finanziaria era sul capitolo preposto. Un debito fuori bilancio derivante da una sentenza del Giudice di Pace di Rodi Garganico e del Tribunale di Bari, anche questo trova copertura finanziaria sui capitoli previsti. Un debito fuori bilancio che deriva dall’ordinanza di assegnazione del Tribunale di Bari, II Sezione civile, per la regolarizzazione delle carte contabili, di cui alla provvisoria uscita n. 54/2025, anch’esso coperto. Un debito che deriva da sentenza del TAR Puglia sede di Bari, per il versamento del contributo unificato a seguito della soccombenza in giudizio dell’Amministrazione regionale, un debito fuori bilancio che deriva da sentenza del TAR Puglia a titolo di refusione dei costi sostenuti per il versamento del contributo unificato, a seguito di soccombenza dell’Amministrazione regionale in giudizio per i costi sostenuti per il ricorso principale.
Un debito fuori bilancio derivante da sentenza n. 677 del 2026, emessa dal Tribunale di Taranto nel giudizio tra la Regione Puglia e un non meglio precisato ricorrente. Anche questo trova copertura finanziaria sul capitolo predisposto.
Il debito fuori bilancio deriva da una sentenza del Tribunale Regionale delle Acque presso la Corte d’Appello di Napoli, relativa a un contenzioso deciso nel febbraio 2026. Nello specifico, questa sentenza ha condannato Regione Puglia al risarcimento dei danni in favore di una società agricola, a seguito di un giudizio promosso, e ha riconosciuto la responsabilità dell’Ente per l’esondazione del canale Venolo, causata dall’intasamento del corso d’acqua e dall’errata pendenza del controfosso limitrofo.
Tale situazione ha provocato l’allagamento sistematico dei terreni del ricorrente, rendendo impossibile la prosecuzione delle attività colturali.
Un debito fuori bilancio derivante dalla sentenza n. 2265 del Tribunale di Bari, Sezione civile, pubblicata a giugno 2025, a titolo di compensi legali e relativi accessori in favore dell’avvocato di parte e a titolo di sorte capitale in favore della società espressa in atti.
Anche questa trova copertura finanziaria in una serie di capitoli predestinati.
Un debito fuori bilancio che deriva dalla sentenza n. 2920 del 2026 del Tribunale di Lecce, Sezione lavoro, a seguito della soccombenza in giudizio dell’Amministrazione regionale in favore dell’avvocato dichiaratosi distratta TARIF.
Ho tenuto anche a leggere le date di pubblicazione delle sentenze perché, come avete avuto modo di vedere, nei primi mesi di questa legislatura abbiamo provveduto a smaltire tutto l’arretrato che c’era e adesso riconosciamo debiti fuori bilancio che al massimo si rifanno a sentenze, almeno quelli lettera a), che si riferiscono all’ultimo semestre del 2025, ma quasi tutti rilevano per il 2026.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ci sono interventi? Se non ci sono interventi, metto in votazione il punto all’ordine del giorno.
Vi ricordo che occorrono 26 voti favorevoli per il provvedimento sul bilancio, per cui invito tutti a restare nei propri banchi per votare il provvedimento.
Articolo 1.
Metto in votazione l’articolo 1.
È aperta la votazione.
Collega Scalera, lei come sta votando? Contrario, non astenuto. Bene.
Chi deve votare ancora? Avete votato tutti? Abbiamo un altro voto che arriva. Ovviamente il voto simbolico del Presidente ha un valore maggiore di quello nostro. Bene, ha votato anche il Presidente.
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 42, favorevoli 30, contrari 12, perché ai voti contrari va aggiunto il voto del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Metto in votazione l’articolo 2.
È aperta la votazione.
Consigliere Scalera, lei vota come prima? Quindi voto contrario del consigliere Scalera.
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 42, favorevoli 30, contrari 12, perché va aggiunto il voto contrario del consigliere Scalera.
L’articolo è approvato.
Ora metto in votazione la legge nel suo complesso.
È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 40, votanti 40, voti favorevoli 30, voti contrari 10, perché va aggiunto il voto contrario del consigliere Scalera.
Il provvedimento è approvato con 30 voti favorevoli.
Dobbiamo votare l’urgenza per alzata di mano.
Chi è favorevole?
È approvata.
Passiamo al successivo punto all’ordine del giorno: «Modifiche alla legge regionale 20 aprile 2023 e disposizioni per la gestione sostenibile della risorsa Paracentrotus lividus». Si tratta dei ricci di mare, in buona sostanza.
È aperta la discussione. Chi interviene sul punto?
La relazione è del consigliere Tutolo. La diamo per letta.
Ci sono interventi sul punto all’ordine del giorno?
Se non ci sono interventi, lo mettiamo in votazione.
Consigliere Pagliaro, le chiedo scusa. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Questo disegno di legge rafforza ed estende l’impegno della Regione Puglia a tutela del riccio di mare. Viene prorogato fino al 2030 il fermo pesca in vigore da maggio 2023, con l’approvazione della mia proposta di legge in Consiglio regionale. Ora viene confermato l’impianto di quel provvedimento e vengono introdotti correttivi e integrazioni che, in verità, noi avevamo chiesto e sollecitato più volte in questi tre anni, innanzitutto ristori immediati per i pescatori con licenza, che sono una settantina in tutta la regione, e il loro coinvolgimento nelle azioni di monitoraggio e ripopolamento, che abbiamo chiesto di ampliare e intensificare.
Gli studi condotti da UniSalento hanno dimostrato la crescita delle specie nelle porzioni di mare che sono state monitorate e ci hanno incoraggiato a proseguire con il fermo pesca per preservare i ricci di mare, che sono, come sappiamo, a rischio di estinzione sui nostri fondali, perché dalla loro presenza dipende l’equilibrio dell’ecosistema marino, la salute del nostro mare.
I ricci di mare svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi marini, servono come cibo per vari predatori, aiutano a controllare la crescita delle alghe e contribuiscono alla formazione del paesaggio marino attraverso il loro movimento.
Sulla tutela del riccio di mare siamo stati precursori e abbiamo avuto il coraggio di aprire una strada di tutela concreta e lungimirante.
Questa nostra legge coraggiosa e necessaria viene guardata come modello da molte Regioni d’Italia. Crediamo di essere sulla strada giusta e dobbiamo proseguire.
La Giunta regionale, sotto questo impulso, ha deciso di prorogare e migliorare la legge, accogliendo tutto ciò che abbiamo richiesto negli anni con emendamenti e correttivi. Per questo voglio ringraziare l’assessore Paolicelli per aver voluto proseguire in questo sforzo, ridisegnando la legge e trasformandola da misura straordinaria e d’emergenza a modello strutturale di gestione, che durerà fino al 2030.
Oltre al sostegno ai pescatori con licenza, altro punto fondamentale per dare efficacia alla legge è la campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti. Con il collega Caroli parlavamo del fatto che ieri alcuni suoi amici sono andati a pescare ricci, molto piccoli, per la verità, perché non sapevano che ci fosse qui in Puglia il divieto, per la verità in tutta Italia, perché in questo periodo c’è il fermo pesca di dimensione nazionale, che scade proprio oggi, quindi è importante, come sollecitava l’assessore Paolicelli, intervenire oggi e oggi approvare questa legge, quindi è importante che ci possa essere questa campagna di sensibilizzazione per far comprendere la necessità di contrastare la pesca di frodo e indiscriminata dei ricci di mare.
A questo proposito, abbiamo presentato un emendamento. Apprezziamo la disponibilità ad accoglierlo dell’assessore Paolicelli, con l’impegno di stanziare risorse adeguate da fondi dell’Assessorato tramite risorse della Regione come Puglia Promozione.
Educare al rispetto del fermo pesca è essenziale, quindi dobbiamo proseguire in questa direzione. L’impianto di questa legge riconosce il valore e la lungimiranza del provvedimento del 2023. Ora si apre una nuova fase, che poggia sull’esperienza e sui risultati dei tre anni precedenti, e per questo dobbiamo rafforzare i controlli e le sanzioni, sostenendo tutte le Forze dell’ordine impegnate in questo sforzo.
Dobbiamo prevedere con il mondo scientifico e accademico finestre contingentate per il prelievo dei ricci e che ci sia la possibilità da parte dei pescatori autorizzati di avere alcuni periodi dell’anno in cui possono svolgere la loro attività, fermo restando che ci sono altri modi per incentivare la possibilità di costituire un reddito da parte di questi pescatori ‒ lo ripeto ‒ regolari. Tutto questo è contenuto nel nuovo testo già approvato in Commissione, che arriva oggi in Aula, e mi auguro che ci sia, cosa che mi sembra ormai abbastanza definita, la massima condivisione per questa legge, che è una legge di tutti. Per questo voglio ringraziare ancora una volta la Giunta, il Presidente Decaro e l’assessore Paolicelli.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Minerva. Prego, consigliere, ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente. Arriviamo alla votazione di questa norma dopo una bella, lunga e approfondita discussione che abbiamo tenuto nella IV Commissione, Commissione che è partita dall’analisi della vecchia legge sul fermo ricci, che personalmente non mi aveva trovato d’accordo ma che, grazie all’intervento di professori universitari, ci ha fatto capire come, al netto del miglioramento sulla crescita del riccio in questi anni, sia necessario continuare con la tutela, dato che, nonostante il limitare la pressione da parte dei pescatori, non si è bloccata la diminuzione della specie, che, come abbiamo imparato in questi mesi di discussione, non dipendeva soltanto dalla pesca ma anche dal riscaldamento delle acque e da tutta una serie di fattori che non hanno a che fare con la pesca.
Inoltre quella legge ‒ su questo ho trovato d’accordo anche il consigliere Basile, con il quale ci siamo confrontati più volte ‒ ha penalizzato i pescatori titolari di licenza e, invece, ha lasciato libero spazio ai pescatori di frodo, coloro che senza licenza, non avendo nulla da perdere, dai dati che ci hanno dato l’Ammiraglio della Guardia costiera e il Colonnello della Guardia di finanza, hanno continuato a imperversare nell’illegalità.
Oggi proroghiamo questa norma perché è giusto continuare a difendere l’ecosistema marino, è giusto continuare, attraverso il monitoraggio e gli studi, la possibilità di guardare al riccio di mare come a una risorsa per l’ecosistema e, quindi, allungare i tempi di fermo che diano la possibilità alla specie di ricostituirsi. Al tempo stesso fondamentale, e per questo ringrazio l’assessore Paolicelli, è stato l’inserimento in questa norma di alcune richieste che ci sono state fatte dalle parti sociali e dagli stessi pescatori, che si sono messi a disposizione dell’università per portare avanti quei monitoraggi. Da un lato, somme che permettono non solo il pagamento delle licenze che per anni sono state ferme, ma anche la possibilità di avere una collaborazione da parte dei pescatori professionisti con l’università svolgendo loro stessi monitoraggi.
Siamo stati rassicurati sulla celerità della riunione del tavolo tecnico che darà alla Giunta un parere vincolante e obbligatorio rispetto a quelle sperimentazioni di riapertura che andremo a fare in periodi specifici dell’anno, in luoghi specifici del territorio, che permetteranno sin da subito ai pescatori regolari, titolari di licenza, di non dover buttare a mare ‒ è il caso di dire ‒ anni di sacrifici e di professionalizzazione rispetto al loro lavoro, ma permetterà loro, da un lato, di essere utili all’università sui monitoraggi e, dall’altro, di portare avanti piccole sperimentazioni che permetteranno comunque di tutelare il loro lavoro e il sostentamento delle loro famiglie.
Per questo ringraziamo l’assessore per il lavoro fatto e votiamo in maniera favorevole alla proroga, che io non chiamo proroga di una legge, perché questa legge, proprio perché sono stati inseriti i fatti nuovi che tengono insieme ciò che contempera la tutela dell’ecosistema marino, ma anche la tutela delle famiglie e dei lavoratori del mare, la considero una legge nuova. Per questo oggi votiamo favorevolmente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Minerva.
Ha chiesto la parola la consigliera La Ghezza. Ne ha facoltà.
Speaker : LA GHEZZA.
Grazie, Presidente.
Voteremo anche noi favorevolmente questo provvedimento. Ha ragione il collega Minerva quando dice che si tratta non di una semplice proroga, ma di una norma che prevede migliorie rispetto alla precedente versione.
Questo disegno di legge rafforza sicuramente il percorso di salvaguardia del riccio di mare e vuole garantire il ripopolamento dei fondali pugliesi. Proteggere questa specie così importante per l’ecosistema significa garantire anche un futuro sostenibile alla pesca pugliese, è una scelta di responsabilità nei confronti dell’intero patrimonio ambientale della Regione Puglia.
Trovo molto positivo il rafforzamento del monitoraggio scientifico che diventa permanente in questo caso, il contrasto alla pesca illegale e il coinvolgimento diretto dei pescatori nelle attività sia di osservazione che di tutela della risorsa. D’altra parte, sono i pescatori che vivono il mare tutti i giorni, quindi il loro contributo non può che essere positivo quando si parla di politiche di conservazione.
Sarà importante proseguire questi confronti con tutti gli attori della filiera e monitorare gli effetti di questa misura, per garantire effettivamente un sostegno concreto ai lavoratori del settore.
È stato importante soprattutto il lavoro di confronto, che ha portato alla predisposizione di queste nuove norme, quindi il confronto con il partenariato economico-sociale, con le organizzazioni della pesca professionale, con il mondo scientifico, con gli Enti di controllo e con tutte le Istituzioni coinvolte nella gestione di questa risorsa.
Attraverso queste modifiche che votiamo oggi, dimostriamo che la tutela ambientale e la sostenibilità economica non sono obiettivi contrapposti, ma sono due facce della stessa strategia.
Ringrazio anch’io l’assessore per il lavoro svolto, quindi anche noi votiamo favorevolmente questo provvedimento.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera La Ghezza. Se non ci sono interventi, dichiaro chiusa la discussione.
C’è interviene per dichiarazione di voto?
Se non interviene nessuno, do la parola all’assessore Paolicelli per la replica. Prego, assessore.
Speaker : PAOLICELLI, assessore all’agricoltura e allo sviluppo rurale.
Grazie, Presidente.
Volevo ringraziare tutti i colleghi, questa norma ha anche messo insieme il collega Minerva e il collega Pagliaro, e per me va bene, oltre ad aver messo insieme tutto il partenariato, i pescatori, che faranno parte di un tavolo tecnico necessario per attivare tutte le misure per, oltre che salvaguardare l’ecosistema marino fondamentale, avviare procedure sperimentali che permetteranno di tutelare una filiera.
Abbiamo inserito in questa norma la possibilità di creare un marchio riccio di Puglia, per valorizzare una filiera importante della nostra Regione, che in molti territori ha creato tante opportunità anche lavorative. I pescatori professionisti, che mi auguro possano aumentare attraverso un supporto che darà questa legge, potranno supportare l’università nel fare i monitoraggi dei nostri fondali. Inoltre, con loro si potrà avere una mappatura dei nostri mari. È una scelta condivisa, ma anche fondata sulle evidenze scientifiche. È necessario ripopolare il nostro mare di una specie così importante come quella del riccio di mare.
Non aggiungo nient’altro, se non un ringraziamento a tutti i colleghi e le colleghe per questo risultato importante per la nostra regione. Grazie ancora.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore.
Passiamo alla votazione della legge, a partire dall’articolo 1, che registra un emendamento a firma del consigliere Pagliaro, con parere favorevole del Governo. Per cui, se ritiene, collega, possiamo passare direttamente alla votazione del suo emendamento. Ripeto, c’è il parere favorevole del Governo.
Metto in votazione l’emendamento n. 1 all’articolo 1, a prima firma del consigliere Pagliaro.
È aperta la votazione.
Consigliere Vurchio, lei ha votato? La consigliera Barone non vota. Consigliere De Santis, lei non vota? Ha già votato, bene.
Consigliere Scalera, lei come vota? Favorevolmente.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 41, votanti 41, favorevoli 40, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera, contrari 1.
L’emendamento è approvato.
Metto in votazione l’articolo 1 così come emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
Consiglieri Scalera, lei vota favorevolmente.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 42, voti favorevoli 40, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera, voti contrari 2.
L’articolo 1, così come emendato, viene approvato con 40 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 2.
Dichiaro aperta la votazione.
Consiglieri Scalera, lei come vota? Favorevolmente.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 44, favorevoli 42, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera, contrari 2.
L’articolo 2 è approvato con 42 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 3.
Dichiaro aperta la votazione.
Consiglieri Scalera, lei vota favorevolmente.
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 44, voti favorevoli 42, perché va aggiunto il voto del consigliere Scalera, contrari 2.
L’articolo 3 è approvato con 42 voti favorevoli.
Passiamo all’articolo 4.
Dichiaro aperta la votazione. Consigliere Vurchio, vuole votare?
Consigliere Pagano, vuole votare?
Lei, consigliere Scalera, ha votato? Consigliere Scalera, lei come vota? Vota favorevolmente, per cui chiudiamo la votazione. Presenti 42, votanti 42, favorevoli 40, contrari 2 (favorevoli 40 perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera).
L’articolo 4 è approvato con 40 voti favorevoli.
Passiamo alla votazione dell’ultimo articolo della norma.
Articolo 5.
È aperta la votazione.
Votate, consiglieri, votate.
Consigliere Scalera, lei ha votato? Lei vota favorevolmente? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 42, votanti 42, favorevoli 40, perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera, contrari 2.
L’articolo 5 viene approvato con 40 voti favorevoli.
Mettiamo in votazione la legge nella sua interezza.
È aperta la votazione.
Chi deve votare?
Consigliere Scalera, lei vota favorevolmente? Bene.
È chiusa la votazione.
Presenti 44, votanti 44, voti favorevoli 42, perché va aggiunto il voto favorevole del consigliere Scalera, i voti contrari sono 2.
Ka legge nella sua interezza viene quindi approvata con 42 voti favorevoli.
Metto in votazione l’immediata eseguibilità della norma e la votazione si tiene per alzata di mano.
Chi è favorevole? Approvata anche l’urgenza, per cui, essendo giunti alle 17, orario prestabilito per la chiusura dei lavori, dichiaro sciolta la seduta.
Consigliere Scalera, ha da dire qualcosa?
La seduta è sciolta. La Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito che i lavori si ultimassero alle 17, con un ordine del giorno prestabilito.
Mi dispiace, consigliere Scalera. Spero di poter recuperare presto.
