Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
CONTATTACI
C.r. Puglia 24.02.26
TIPO FILE: Video
Revisione
Speaker : PRESIDENTE.
(Segue inno nazionale) Buongiorno a tutti. Dichiaro aperta la seduta.
Prima di procedere con le comunicazioni di rito e con l’apertura dei lavori, desidero ricordare i nostri colleghi recentemente scomparsi, Salvatore Mazzaracchio e Cecchino Damone. (Applausi)
Colleghe e colleghi consiglieri, signore e signori, oggi il Consiglio regionale della Puglia si raccoglie per ricordare due personalità che hanno segnato, ciascuno a suo modo, la vita istituzionale e politica della nostra comunità. Salvatore Mazzaracchio e Francesco Damone, per tutti noi Cecchino.
Nato a San Paolo Albanese, l’onorevole Mazzaracchio ha legato una parte significativa del suo impegno politico alla Puglia ricoprendo l’incarico di assessore regionale alla sanità nella Giunta guidata da Raffaele Fitto. La sua esperienza è poi proseguita in Parlamento, alla Camera e al Senato, dove ha lavorato in Commissioni di grande rilievo, occupandosi in particolare di sanità e di bilanci pubblici. La sua presenza nelle Commissioni di inchiesta sugli errori in campo sanitario attesta una costante attenzione a temi come la qualità dei servizi e la tutela dei cittadini. Io non ho avuto la possibilità di conoscerlo personalmente, ma ripercorrendo la sua storia ho potuto apprezzare il profilo istituzionale e la lunga traiettoria pubblica che lo ha contraddistinto. Le testimonianze di questi giorni ci hanno ricordato anche che Salvatore Mazzaracchio è stata una guida politica per tanti, soprattutto per le giovani generazioni che si affacciavano alla vita pubblica. La sua è stata una vita spesa nelle Istituzioni con serietà e senso dello Stato.
Con Cecchino Damone, invece, ho condiviso un’esperienza diretta in quest’Aula, costruendo con lui un legame umano di stima e di amicizia. Cecchino è stato consigliere regionale dal 2005 al 2015, dopo una lunga esperienza come dirigente della Regione e come consigliere comunale nella sua San Severo, città alla quale è rimasto legato per tutta la vita. Figura autorevole della politica locale, protagonista di oltre mezzo secolo di impegno pubblico, ha rappresentato per molti un punto di riferimento. In lui si coglieva immediatamente la passione politica e civile, la si leggeva negli occhi. Non si limitava ad amministrare o a ricercare il consenso, aveva un senso profondo della responsabilità e una straordinaria capacità di entrare nelle questioni, di ascoltare le persone, di farsi carico dei problemi reali. Questo lo ha reso una figura amata, rispettata, capace di lasciare un segno nel cuore di tanti. Il suo impegno per lo sviluppo della Capitanata, per la formazione e per la vita sociale della sua comunità racconta di una politica vissuta come servizio quotidiano, come presenza costante tra la gente.
Oggi, nel ricordare insieme Salvatore Mazzaracchio e Cecchino Damone, rendiamo omaggio a due storie diverse ma accomunate da un elemento fondamentale: la dedizione alle Istituzioni e alla Puglia.
A nome del Consiglio regionale esprimo sentimento di vicinanza e gratitudine alle loro famiglie e a tutti coloro che hanno condiviso con loro percorsi politici e umani.
In memoria di entrambi invito l’Aula ad osservare un minuto di silenzio.
(L’Assemblea osserva un minuto di raccoglimento)
Accomodatevi.
Qualcuno intende intervenire? Prego.
Pardon, chiedevo se qualcuno intendesse intervenire per ricordare o l’onorevole Mazzaracchio o il consigliere Cecchino Damone.
Se non ci sono interventi, con questo minuto di silenzio tutti abbiamo onorato la memoria di queste due personalità che hanno dato tanto alla nostra Regione.
Procediamo con i lavori. Ha chiesto di intervenire il consigliere Fischetti. Prego.
Speaker : FISCHETTI.
Buongiorno a tutti e a tutte.
Il Gruppo consiliare che rappresento intende fare una dichiarazione a seguito della produzione presso l’Ufficio di Presidenza dell’atto costitutivo del Gruppo stesso, in cui la denominazione viene mutata in “Prossima”.
Il nostro Gruppo consiliare si chiamerà “Prossima”. In questo aggettivo c’è il senso di una politica che si fa vicina e al servizio delle comunità. Ciascuno e ciascuna degli eletti nel Gruppo consiliare alla prima esperienza in Consiglio regionale porta con sé competenze, esperienza di amministrazione locale e di servizio alla comunità, prossimità alle persone, ai loro bisogni e ai loro desideri. Tutte e tutti i candidati della nostra lista hanno firmato la carta di avviso pubblico che ci impegna concretamente a declinare nella quotidianità i princìpi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.
Saremo uno spazio di confronto e di dibattito, nel quale le politiche progressiste e riformiste si alimenteranno del contributo della comunità, delle associazioni e di chi crede nell’agire politico come leva del cambiamento.
Abbiamo l’obiettivo ambizioso di avvicinare le persone alla politica rendendole protagoniste e chiederemo alla comunità di disegnare cosa possiamo e vogliamo essere nel futuro, con i tempi che questo comporta, senza fughe in avanti né accelerazioni elettorali.
La realizzazione degli obiettivi contenuti nel programma elettorale della coalizione progressista della Regione Puglia è il terreno di prova nel quale ci misureremo nella pratica. Esiste una comunità di persone che ci hanno supportato nella scorsa campagna elettorale, che ha contribuito a scrivere il programma e che ha mostrato nel tempo di poter essere il collante tra i territori e le rappresentanze politica. Lì c’è l’entusiasmo della partecipazione di cui abbiamo bisogno e di cui vogliamo farci interpreti dentro quest’Aula e ovunque ce ne sarà modo e bisogno. Lì abbiamo l’ambizione di definirci secondo le categorie classiche della politica. Ma vogliamo essere spazio di confronto e proposta a sostegno delle politiche progressiste su tutto il territorio regionale, non per occupare spazi politici, ma per portare la voce delle esperienze che, nel corso degli anni, sono maturate sui territori e che possono contribuire a qualificare la proposta del campo progressista e riformista pugliese.
Speaker : PRESIDENTE.
Consigliere, pensavo che lei volesse intervenire sull’ordine dei lavori, quindi è intervenuto un po’ prima rispetto al momento previsto, ma non cambia nulla. Prendiamo atto di questa comunicazione e proseguiamo con i lavori.
Se non vi sono interventi al riguardo, diamo per approvato il verbale della seduta del 2 febbraio.
Ci sono interventi? Niente, possiamo procedere.
Ha chiesto congedo il consigliere Leo, che purtroppo non può intervenire ai lavori perché è venuta a mancare la sua mamma.
Procediamo preliminarmente alle comunicazioni ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento. Invito il consigliere segretario Di Cuia a dare lettura delle interrogazioni e delle mozioni presentate, nonché alle proposte e ai disegni di legge assegnati alle Commissioni.
Speaker : DI CUIA.
Grazie, Presidente.
Sono stati assegnati alla Commissione I: riconoscimenti di legittimità di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, relativi al disegno di legge n. 9 del 19 febbraio 2026 e ai disegni di legge dal n. 10 al n. 21 del 17 febbraio 2026; proposta di legge a firma del Presidente Matarrelli “Proposta di legge dell’Ufficio di Presidenza del 13 febbraio 2026 recante ‘Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, esecuzione sentenza n. 4032/2025 del Tribunale di Bari, Sezione lavoro’”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri “Proposta di modifica della legge della Regione Puglia del 04/12/2003, n. 25, in materia di veicoli storici e tasse automobilistiche”.
È stata assegnata alla Commissione II la proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Istituzione del progetto vigile di quartiere”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri, proposta di modifica della legge della Regione Puglia n. 42 del 18.12.2024.
È stata assegnata alle Commissioni II e VI per il parere la proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri “Costituzione del Centro Studi giuridici regionali – Giuseppe Codacci Pisanelli”.
Alla Commissione III: proposta di legge a firma del consigliere Cera, “Disposizioni in materia di percorso di tutela per la garanzia dei tempi massimi di attesa delle prestazioni sanitarie”; proposta di legge a firma del consigliere Scatigna ed altri “Priorità al pronto soccorso per i disabili”. Ancora: proposta di legge a firma del consigliere Scatigna ed altri “Autorizzazione per istituire il servizio di sociologia integrato nel sistema regionale dei servizi sociali”; proposta di legge a firma del consigliere Scatigna ed altri “Tutela e assistenza delle donne vittime di violenza nei presidi ospedalieri privi di percorsi dedicati”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Proposta di modifica Regolamento regionale 11 marzo 2015 n. 8 – Regolamento regionale in materia di Polizia mortuaria e disciplina dei cimiteri per animali d’affezione”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Norme per la protezione sociale dei minori orfani di caduti sul lavoro”; proposta di legge a firma del consigliere Scatigna ed altri “Istituzione della Carta dei Servizi e Linee Guida per le prescrizioni protesiche”; proposta di legge a firma del consigliere Scalera “Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia”; proposta di legge a firma del consigliere Perrini “Disposizioni per la diagnosi, la cura e il riconoscimento della fibromialgia quale patologia cronica e invalidante”.
Alla Commissione IV è stata assegnata la proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Disciplina e valorizzazione dell’identità comunali”.
Alla Commissione V la proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Tutela dell’ambiente naturale e culturale caratteristico della Regione Puglia. Valorizzazione salvaguardia e destinazione d’uso del casseddhu salentino”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro ed altri “Proposta di modifica della legge della Regione Puglia n. 18 del 31.10.2002. Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale”.
Alla Commissione V e IV per il parere è stata assegnata la proposta di legge a firma del consigliere Gatta e altri “Disciplina regionale dell’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee e disposizioni diverse”; disegno di legge n. 22 del 17 febbraio 2026 “Disposizioni attuative in materia di utilizzo delle acque superficiali e sotterranee. Leggi regionali n. 7/2025 e n. 15/2025”.
Alla Commissione VI la proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri “Lecce romana. Promozione e valorizzazione del patrimonio archeologico”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri “Valorizzazione del pensiero e dell’opera di Cosimo De Giorgi nel centenario dalla sua scomparsa”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri “Promozione della conoscenza delle antiche città, messapiche e valorizzazione del relativo patrimonio archeologico”; proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri “Interventi per la valorizzazione delle strade storiche di interesse turistico, ambientale e paesaggistico”.
Alle Commissioni VI e V per il parere è stata assegnata la proposta di legge a firma del consigliere Scatigna e altri “Istituzione dell’Osservatorio permanente sui trasporti scolastici della Regione Puglia con il coinvolgimento del sistema scolastico regionale”.
Alla Commissione VII è stata assegnata la proposta di legge a firma del consigliere Pagliaro e altri “Proposta di modifica della legge della Regione Puglia n. 34 del 1° agosto 2014 in materia di disciplina dell’esercizio associato delle funzioni comunali”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Di Cuia.
Speaker : DI CUIA.
Presidente, do lettura delle interrogazioni.
Speaker : PRESIDENTE.
Dia lettura anche delle interrogazioni. Prego.
Speaker : DI CUIA.
Sono pervenute le interrogazioni ordinarie del consigliere Scatigna “Avanzamento dei progetti e capacità di spesa dei fondi PNRR” e del consigliere Caroli “Discarica di Autigno”; interrogazione a risposta scritta del consigliere Lanotte “Farmacia territoriale di Barletta - gravi criticità”.
Sono state presentate le seguenti mozioni: consigliera Minuto “Attivazione strutturale dei percorsi di nutrizione clinica oncologica in tutte le Breast Unit della Regione Puglia”; consigliere Cera “Istituzione di una Facoltà di Medicina e chirurgia presso l’IRCCS ‘Casa Sollievo della Sofferenza’ di San Giovanni Rotondo” Pagliaro e altri “Pagamento bollo auto scaduto senza interessi o sanzioni”; Mazzotta e altri “Introduzione di una definizione agevolata (rottamazione) dei tributi regionali”; Pagliaro e altri “Assistenza alla persona per studenti con disabilità nelle università pubbliche pugliesi”; Pagliaro e altri “Attuazione della legge regionale n. 29/2006 ‘Istituzione Consiglio delle autonomie locali’”; Pagliaro e altri “Notifica entro 6 mesi sanzioni per mancata disdetta delle prenotazioni per prestazioni sanitarie (modifica DGR n. 2268/2010)”; Pagliaro e altri “Obbligo pubblicazione importo contributi regionali erogati per eventi e manifestazioni culturali”; Pagliaro ed altri “Prenotazione visite ed esami per pazienti oncologici direttamente dai medici specialisti in tutte le ASL”; Pagliaro ed altri “Incentivi per sostituzione cassette in EPS settore ittico con contenitori in plastica riciclata e riutilizzabili”; Minerva ed altri “Misure di sostegno e rafforzamento delle unità delle forze dell’ordine sul territorio pugliese”; Perrini “Riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica invalidante e istituzione di un percorso regionale strutturato di presa in carico”.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere segretario Di Cuia.
Ora procedo con comunicazioni importanti. Intanto a partire dalle comunicazioni sulla Corte costituzionale che, con sentenza n. 4 del 5 novembre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 28 gennaio 2026, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 98, comma 5, e dell’articolo 160, comma 2, della legge regionale 31 dicembre 2024, n. 42, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2025 e bilancio pluriennale 2025-2027 della Regione Puglia (legge di stabilità regionale 2025)”; non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 117, 132 e 217 della legge regionale n. 42/2024, promossa in riferimento all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in relazione all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 “Ricognizione dei princìpi fondamentali in materia di professioni ai sensi dell’articolo 1 della legge 5 giugno 2003, n. 131”, dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Con sentenza n. 9 del 5 novembre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 5 del 4 febbraio 2026, ha dichiarato inammissibile la questione di illegittimità costituzionale dell’articolo 240 della legge regionale n. 42/2024, promossa in riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei Ministri; non fondate le questioni di illegittimità costituzionale degli articoli 26 e 240 della legge regionale n. 42/2024, promosse in riferimento agli articoli 97, commi primo e quarto, e 117, terzo comma, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Si comunica, altresì, che sono state presentate presso il TAR Puglia Sezione di Bari le seguenti impugnazioni ed ex articolo 130 c.p.a. dei risultati elettorali relativi alle consultazioni tenutesi il 23 e il 24 novembre 2025 per il rinnovo del Consiglio regionale: contenzioso relativo al ricorso presentato dal candidato, signor Sergio Blasi; contenzioso relativo al ricorso presentato dai candidati Samuele Calabrese, Gerardo De Letteriis e Annagrazia Maraschio, oltre che di Nichi Vendola; contenzioso relativo al ricorso presentato dal candidato Sergio Clemente; contenzioso relativo al ricorso presentato dalla candidata, dottoressa Francesca Bottalico; contenzioso relativo al ricorso presentato dal candidato Alessandro Antonio Leoci; contenzioso relativo al ricorso presentato dai candidati Raffaele Foglio e Giuseppe Scarpello; contenzioso relativo al ricorso presentato dal candidato signor Giovanni Francesco Stea.
Esaurite le comunicazioni di rito, passiamo all’esame dei punti all’ordine del giorno.
Il primo punto all’ordine del giorno è il seguente: “Deliberazione della Giunta regionale n. 65 del 10 febbraio 2026 ‘Proposta di deliberazione consiliare ‘Attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma da 638 a 643 della legge n. 199 del 2025 per la cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. Impegno della Regione Puglia da applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all’importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199 del 2025’ – 1/B”.
Relatore di questo provvedimento è il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano, che invito a relazionare in merito. Prego, Presidente.
Speaker : PAGANO.
Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, oggi siamo chiamati a esaminare e votare una deliberazione che, pur nella sua natura tecnica, ha un significato eminentemente politico e amministrativo, che ritengo molto rilevante per il futuro della nostra Regione.
È una di quelle decisioni che non fanno notizia con un titolo ad effetto, ma che evidentemente contribuiscono a incidere in modo profondo sulla capacità della nostra Regione di programmare, investire e garantire servizi migliori ai propri cittadini per i prossimi anni.
Provo, quindi, a spiegare con parole più semplici del dettaglio tecnico della relazione di accompagnamento cosa stiamo facendo, perché lo facciamo e con quali benefici concreti contiamo di poter produrre.
Occorre tornare indietro di qualche anno. Tra il 2013 e il 2014 l’Italia era sottoposta a una procedura di infrazione europea a causa dei ritardi gravissimi con cui le pubbliche amministrazioni pagavano i propri debiti verso imprese e professionisti. Parliamo di fornitori della sanità, aziende che realizzavano opere pubbliche, cooperative sociali che, in realtà, avevano lavorato correttamente, ma che aspettavano anche anni per essere pagate.
Per rimediare a questa situazione lo Stato all’epoca diede alle Regioni la possibilità di chiedere anticipazioni di liquidità tecnicamente intese, cioè prestiti finalizzati esclusivamente a saldare quei debiti arretrati verso i privati: 18 Regioni su 20 aderirono a questo strumento. Anche la Regione Puglia lo fece per tre volte: nel luglio del 2013, nell’ottobre del 2013 e nel giugno del 2014.
Complessivamente la Puglia ottenne 653 milioni di euro, utilizzati esclusivamente per pagare debiti cumulati con fornitori dell’ambito sanitario. È importante ricordarlo: quei soldi non furono spesi per nuove spese allegre, ma per onorare impegni già assunti e ridare ossigeno a imprese e lavoratori che, in realtà, finivano per diventare un istituto di credito per conto dell’ente pubblico Regione.
Come tutti i mutui, anche queste anticipazioni, però, prevedevano un piano di restituzione pluriennale. Al 31/12/2025 la Regione Puglia doveva restituire circa 462 milioni di euro. Questa cifra ogni anno pesa sul nostro bilancio, perché la legge, che consentiva di richiedere le anticipazioni, obbligava al contempo l’accantonamento di un ammontare di risorse corrispondenti al debito residuo, risorse che, accantonate, non possono e non potevano essere utilizzate per altre finalità. Quindi, oltre alla rata che veniva onorata, in questo caso con Cassa depositi e prestiti, bisognava accantonare somme per un ammontare residuo del debito da corrispondere.
È qui che interviene la novità contenuta nell’ultima legge di bilancio dello Stato per il 2026. Ai commi da 638 a 643 dell’articolo 1 la norma stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2026, la cancellazione del debito delle Regioni verso lo Stato relativo a queste anticipazioni di liquidità può avvenire, ovviamente previo consenso da parte della Regione che ne può beneficiare. In termini semplici, lo Stato si fa carico delle rate residue dei mutui contratti con Cassa depositi e prestiti. Ovviamente non è che perde le somme che la Regione Puglia dovrebbe restituire, che invece vengono versate direttamente allo Stato come contributo alla finanza pubblica.
Che cosa significa, quindi, cancellazione del debito? Significa che il debito non resta più iscritto nei bilanci regionali ma viene trasferito sul bilancio dello Stato, che provvederà direttamente al pagamento delle rate. La Regione, in cambio, ha la possibilità, con un piano rateo pari a quelle che erano le rate pagate per i mutui, di corrispondere fino al 2044 24,8 milioni di euro annui e dal 2045 al 2051 11,7 milioni annui. Qual è l’effetto contabile per Regione Puglia? Sparendo dal nostro bilancio il mutuo residuo, non dobbiamo più occuparci degli accantonamenti. Questo è l’effetto più rilevante.
Su richiesta della Conferenza delle Regioni, per limitare l’impatto sui saldi di finanza pubblica, che evidentemente avrebbero indotto lo Stato ad avere problemi nel Patto di stabilità verticale con l’Unione europea, alcune Regioni hanno assunto un ulteriore impegno, che è pure oggetto della delibera che stiamo per votare: ci impegniamo ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all’importo determinato sulla base del rendiconto 2024. Tradotto sempre in modo potabile, utilizziamo una parte dell’avanzo di amministrazione come forma di garanzia e di equilibrio del sistema complessivo. Quindi, ci autolimitiamo nella nostra capacità di spesa al fine di liberare risorse per poter fare investimenti per i prossimi anni, determinato dalla cancellazione del debito e dall’avanzo di amministrazione che probabilmente avremo.
La Giunta regionale, con la deliberazione oggi in esame, assume il formale impegno per il periodo 2026-2051 di comunicare questa scelta da parte del Consiglio regionale al Ministero dell’economia e delle finanze.
La I Commissione da me presieduta, fatto molto importante, perché peraltro questa è una di quelle sinergie utili in cui, nell’ambito di una sussidiarietà tra enti e organi dello Stato, si è fatto qualcosa di utilissimo per i cittadini, ha esaminato il provvedimento e ha espresso parere favorevole all’unanimità.
Il cuore di questa operazione è chiaro: liberare la Regione Puglia da un peso finanziario che nasce da una fase storica di emergenza e consentirle di guardare al futuro con maggiore capacità di investimento. Non stiamo creando nuovo debito, non stiamo utilizzando la leva fiscale; stiamo utilizzando uno strumento previsto dalla legge statale per mettere in sicurezza i conti e rafforzare la capacità di spesa utile. Significa che la Regione potrà avere bilanci più solidi e trasparenti, programmare meglio le politiche pluriennali e destinare risorse liberate per prevedere probabilmente nuovi investimenti, perché anche la qualificazione delle risorse che si verrebbero a liberare ancora non è stata determinata nella tipologia. Probabilmente, da interlocuzioni avute con la Corte dei conti potrà essere utilizzato solo per spesa di investimenti, ed è evidente che questo penso sia l’orizzonte su cui proveremo a muoverci.
Quando parliamo di investimenti, parliamo di ambiti che sono concreti, non sono dettagli, né semantica, edilizia sanitaria, ammodernamento di ospedali, messa in sicurezza di scuole, trasporto pubblico locale, ovviamente, infrastrutture per il trasporto pubblico locale, interventi contro il dissesto idrogeologico, politiche ambientali ed energetiche, rigenerazione urbana a sostegno dei Comuni: quindi, non promesse astratte, ma possibilità reali che aprono in una migliore condizione finanziaria con cui si apre questa legislatura.
Evidentemente, questo non ci mette al riparo dai problemi che avremo nei prossimi mesi, ma ci dà la possibilità di cominciare a pianificare, non avendo un moloc che ingessava, dal punto di vista almeno della spesa di investimenti, il bilancio in maniera importante, e di questo evidentemente dobbiamo ringraziare la buona norma che è stata approvata a livello nazionale, e soprattutto la collaborazione che da subito si è instaurata all’interno della Commissione bilancio.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagano.
È aperta la discussione.
Abbiamo già iscritto a parlare il consigliere Paolo Pagliaro. Ne ha facoltà.
Speaker : PAGLIARO.
Grazie, Presidente.
Con questo provvedimento che noi di Fratelli d’Italia abbiamo condiviso in Commissione bilancio, la Puglia aderisce al meccanismo studiato dal Governo Meloni per cancellare i debiti delle Regioni verso Cassa depositi e prestiti.
Lo Stato così si fa carico di cancellare i mutui contratti dalle Regioni per le anticipazioni. Questo significa liberare risorse e dare ossigeno per programmare investimenti e garantire servizi efficienti ai cittadini.
Noi chiediamo che sia data attenzione prioritaria alla sanità, dove ci sono voragini da colmare, il buco da 350 milioni, che è stato lasciato in eredità a tutti i pugliesi dal governatore Emiliano, a cui si aggiungono i circa 300 milioni di disavanzo stimati per quest’anno.
Qui vogliamo smentire una volta per tutte le bugie sui mancati trasferimenti statali alla Regione Puglia, che in realtà ha ricevuto ben 8,6 miliardi di euro nel 2025. Il Governo Meloni ha approvato un aumento del Fondo sanitario nazionale a 136 miliardi nel 2026, e il Cipess ha approvato per il 2025 ulteriori risorse, con la Puglia che dovrebbe beneficiare di circa 120 milioni di euro in più nel 2026.
Questo dimostra in maniera chiara la volontà politica del Governo Meloni di cementare il Servizio sanitario come pilastro di coesione sociale.
Il problema, come vedete, non è di quantità delle risorse, ma purtroppo della qualità della spesa, ed è sotto gli occhi di tutti il disastro gestionale nella sanità pubblica che i cittadini pugliesi si trovano a subire e a pagare da tempo a caro prezzo.
Le ultime stime sul buco dei conti della sanità pubblica regionale, dopo i preconsuntivi 2025, sono a dir poco allarmanti e smentiscono categoricamente i proclami di risanamento del Governo Emiliano. Si stima una voragine di circa 450 milioni di euro.
Mentre il Fondo sanitario nazionale è cresciuto dell’1 per cento, i costi di esercizio sono lievitati del 4 per cento, tradotto: a fronte di circa 100 milioni in più arrivati dallo Stato, la Puglia ha dovuto fronteggiare una crescita esponenziale della spesa per farmaci e personale, oltre a inefficienze e sprechi, tantissimi sprechi.
Non è tutto. Nell’ultima campagna elettorale per le regionali, tra giugno e ottobre scorsi, si sono allentati i cordoni della borsa della sanità pubblica e la spesa è schizzata, è andata totalmente fuori controllo. Questo bisogna dirlo, perché a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca.
In quei mesi, noi abbiamo provato in tutte le maniere a segnalare questa disfunzione, ma niente da fare, si è continuato a fare spese fuori controllo. Questo bisogna dirlo perché a pensar male - ripeto - abbiamo detto che si potrà anche fare peccato, ma ci si azzecca, e, per mettere una toppa a questo buco, cosa si fa? Si annunciano dei nuovi tagli, altri colpi di scure sulla sanità territoriale, che è già allo stremo, agli ambulatori chiusi, altri ancora una volta, altri servizi annullati, una coperta che si fa ancora più logora e corta e lascia scoperta la popolazione più fragile e povera, che non ha i soldi per curarsi.
Proprio oggi mi hanno mandato una foto di una fila lunghissima per le prestazioni in ALPI, siamo arrivati a questo, prima in ALPI si arrivava solo quando non c’era altra possibilità, adesso è diventata una prassi, un’abitudine, una consuetudine essere costretti a utilizzare quel sistema per curarsi.
Per coprire il deficit della sanità sui pugliesi incombe anche il rischio dell’aumento dell’addizionale IRPEF. Nel 2024, il deficit di 132 milioni era stato coperto attingendo al bilancio autonomo regionale, ma ora c’è da coprire una cifra tre volte e mezza quella (parliamo di 460 milioni) ed è una missione molto, ma molto più difficile.
Eppure nelle previsioni del deficit non sono stati messi in conto i quasi 100 milioni che serviranno per attivare _ finalmente, diciamo noi - l’ospedale di Monopoli-Fasano, tra i 60 milioni per attrezzature e arredi e i 35 per il personale.
Intanto continuano sprechi e disfunzioni, tantissimi ne abbiamo denunciati e ancora continueremo a farlo, perché l’elenco è lunghissimo. Restano tanti nodi irrisolti: la spesa farmaceutica fuori controllo, la mancata centralizzazione delle gare degli acquisti da parte di tutte le ASL, le disparità territoriali nei servizi, lo smantellamento della rete assistenziale territoriale, le Case di comunità ancora al palo, ma di questo parleremo nei prossimi mesi, con il rischio più che concreto di perdere i fondi del PNRR, carenze dei punti di primo intervento che ingolfano i Pronto Soccorso, un vero disastro che pagano i cittadini, soprattutto i più poveri, che rinunciano a curarsi.
Gli operatori sanitari sono sempre più schiacciati dal peso della disorganizzazione e di carenze strutturali, strumentali e di personale. Noi, quindi, per questo provvedimento, come Gruppo consiliare Fratelli d’Italia voteremo chiaramente a favore, ma ribadiamo il nostro appello al Presidente Decaro affinché trasformi la boccata di ossigeno di questa cancellazione dei debiti con Cassa depositi e prestiti in un miglioramento concreto dei servizi sanitari, e non solo, per i nostri cittadini pugliesi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Si è iscritto a parlare il consigliere Saverio Tammacco. Ne ha facoltà.
Speaker : TAMMACCO.
Grazie, Presidente.
Non volevo intervenire, però per stima e amicizia nei confronti del collega Pagliaro, mi trovo ad intervenire.
Ringrazio il collega Pagano per la relazione, ma ciò di cui stiamo parlando è completamente diverso da quello che è stato l’intervento del collega Pagliaro. Stiamo parlando di debiti pregressi, stiamo parlando di altra cosa: stiamo parlando di un decreto fatto nel 2013. È stato molto elegante il collega Pagano a non nominare chi lo ha fatto. Lo fece il Governo Letta. Era un decreto denominato “decreto pagamenti PA”, un provvedimento di natura straordinaria che ha messo in atto miliardi di euro, in Italia, per far fronte ai pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti dei fornitori, cosa ben diversa da ciò che invece si sta trattando da quella parte, si sta trattando un altro argomento.
Noi cioè non è che possiamo prendere questi soldi e utilizzarli come vogliamo. Quello è un indebitamento, quella è una posta, quello è un fondo, il fondo di indebitamento di liquidità che non può essere gestito così come vogliamo. Quello è un fatto contabile, che ci toglie da una serie di problematiche e viene inserito anche nel fondo, nella soluzione di avanzo di amministrazione, ma che implica una serie di attività da parte della Regione, attività che la Regione in realtà già aveva fatto rispetto a questo fondo. Si fa riferimento al 2014, al rendiconto 2024 e ricordiamo che questo fondo, il FAL, nel corso del tempo ‒ parlo degli anni 2021, 2022 e 2023, dopo il Covid ‒ è andato pian piano riducendosi. Questa è una nota inserita anche nelle varie relazioni di parifica della Corte dei conti. Siamo passati da 532 milioni di euro nel 2021 a 514 milioni nel 2022, a 498 milioni nel 2023 e a 469 milioni nel 2024. Questo sta a significare un’oculata azione per l’indebitamento dell’Ente. Togliere questo fondo e, quindi, questa posta significa migliorare il rating di indebitamento da parte della Regione e, quindi, poter utilizzare per il futuro quei fondi in maniera oculata, ma con precisi standard, quegli standard che sono dati da una restituzione di questi soldi a favore dello Stato, che saranno restituiti entro il 2051, in venticinque anni, praticamente. Quindi, è un’azione che viene fatta non solo a favore della Regione Puglia e viene fatta in questo modo a favore della Regione Puglia, ma è stata fatta grazie anche a una serie di interventi nelle Conferenze Stato-Regioni, nelle interlocuzioni che lo Stato ha avuto con le Regioni, affinché si possa eliminare e dare la possibilità di maggiore agibilità da parte delle Regioni e degli Enti tutti.
Ritengo che questo debito, che aveva inizialmente una natura straordinaria, quello del 2013 con il decreto Letta, poi nel 2014 è stato reinserito, alla fine è diventato strutturale, al punto che, con l’armonizzazione del bilancio, con il decreto legislativo n. 118 è stato inserito un fondo per la trasparenza dei bilanci stessi e una natura contabile, che ci dà solo la possibilità di investimenti e nulla ha a che fare con problematiche relative ad altro tipo di discorso che il collega Pagliaro ha voluto in questo caso inserire in un’opportunità che ci viene data per la prima volta, e unica volta, credo, a tutte le Regioni, chi in un senso, chi nell’altro, perché non tutte restituiranno questo debito, questa forma di restituzione allo Stato in maniera univoca. Ebbene, abbiamo perso un’occasione, perché ogni volta dovremo riportare e credo sia giusto riportare sui giusti binari gli argomenti che il nostro relatore ha portato oggi e che sicuramente vedranno l’intera Assise votare favorevolmente. Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere.
Si è iscritto a parlare il consigliere Stefano Minerva. Ne ha facoltà.
Speaker : MINERVA.
Grazie, Presidente, per la parola.
Un grazie al Presidente di Commissione, Ubaldo Pagano, che egregiamente ha relazionato sul punto, ha portato all’attenzione i lavori tenuti nella Commissione, costruendo l’excursus storico della nascita di questo provvedimento, che, come ha detto nella parte finale della sua relazione, è frutto sicuramente di un’ottima norma emanata a livello nazionale, ma anche di un’attenzione e una velocità di recepimento da parte della Giunta, che con la delibera n.65 del 10 febbraio chiede al Consiglio di portare questa deliberazione.
Come ha detto il collega Tammacco, questa è stata chiara e dovremo discutere del tema, perché se bisogna prendere a pretesto ogni delibera, ogni punto all’ordine del giorno per parlare di tutto e di più, anche noi siamo bravi a farlo. Nonostante il Presidente di Commissione Pagano fosse stato chiaro nel descrivere quali sono le possibilità che questo Consiglio regionale ha, le possibilità di un’Amministrazione regionale che, attraverso un risparmio, ha già le idee chiare rispetto agli ambiti di intervento, dire al Presidente De Caro che per forza bisogna intervenire sulla sanità, riportando numeri fantasiosi, è stato sicuramente un surplus, una voglia di dire qualcosa a tutti i costi, perché il Presidente Pagano era stato chiaro, utilizzando termini precisi (sulla bellezza delle parole potremmo disquisire per un sacco di tempo).
Presidente, lei ha detto che i modi con cui andremo ad investire quelle risorse non sono né dettagli, né semantica, che vuol dire che non sono quisquiglie che andranno a coprire dei buchi, né vuoti argomenti di discussione, ma saranno invece investimenti che avranno a che fare con la possibilità di intervenire sulla vita delle persone.
Mentre sulle parole possiamo essere d’accordo o in disaccordo, sui numeri non c’è discussione che tenga. I numeri sono chiari, la matematica è chiara. Non capisco come si possa dire che i numeri descritti nei trasferimenti che il Governo fa alla Regione per la copertura della spesa sanitaria possano bastare rispetto alle esigenze della nostra Regione.
Ricordo a tutti, enunciando numeri precisi, che il trasferimento nazionale è di 120 milioni e che, per ammissione stessa dello stesso Ministero, in realtà, per l’aumento dei costi di personale, rispetto dei contratti collettivi, costi dell’energia, spese farmaceutiche, i fondi dovrebbero essere circa 370 milioni, quindi abbiamo una perdita secca di 250 milioni, su cui sicuramente bisogna fare attenzione.
Ricordo a chi ha detto prima alcune cose che quando si parla di sanità, quando si parla di spesa pubblica che ha a che fare con la vita delle persone bisogna anche stare attenti nel capire che tagliare la spesa vuol dire non riconoscere i diritti fondamentali ai nostri cittadini. Non assumere personale, non rispettare i contratti, chiudere gli ospedali, come ha fatto qualche altro piano strategico un po’ di anni fa nella nostra Regione, significa non garantire il diritto alla salute ai nostri cittadini.
Noi, che abbiamo l’idea del servizio pubblico come una stella cometa da seguire per raggiungere il nostro obiettivo, abbiamo la necessità di fare i conti con le esigenze dei nostri cittadini e di dire al Presidente Decaro che la prima cosa di cui si deve occupare è la sanità. Non pensi a una provocazione, ma alla conferma di ciò che in realtà stiamo facendo. Il Presidente Decaro ha tenuto i suoi primi provvedimenti che riguardavano le liste d’attesa. I recall di 39.379 persone, gli appuntamenti anticipati di 19.435 persone non testimoniano soltanto numeri freddi che leggiamo in Consiglio regionale, ma testimoniano la possibilità data a un singolo cittadino, che ha un’aspettativa nella buona politica, di avere quella risposta che si aspettava, quella risposta data dalla possibilità di avere ancora fiducia nella politica, nelle scelte strategiche, nel lavoro di un’Amministrazione regionale che va verso quella direzione.
Mi scusi, Presidente, se ho divagato, ma dovevo rispondere ad alcune provocazioni rimettendo la discussione all’interno dell’ordine del giorno.
Per queste ragioni, Presidente, a nome del Gruppo del Partito democratico, esprimo il voto favorevole alla deliberazione, sapendo che è un’opportunità per la nostra regione e sapendo che sapremo come investire quei soldi che abbiamo risparmiato, da un lato, ma a che sentiamo il dovere di utilizzare, come ha detto il Presidente Pagano e come ha detto il Presidente Decaro, come ha dimostrato nei molti atti che sta facendo in questa prima fase, che andremo a intervenire non con dettagli e semantica, ma con concretezza nei riguardi della vita vera dei nostri pugliesi.
Speaker : PRESIDENTE.
La ringrazio, consigliere.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Napoleone Cera. Ne ha facoltà.
Speaker : CERA.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, oggi la Gazzetta del Mezzogiorno apre con due parole che i pugliesi conoscono molto bene: profondo rosso. 460 milioni di euro: questo è il buco che la sanità pugliese ha prodotto nel solo anno 2025.
Non è un’opinione, non è una stima. È il dato che emerge dai preconsuntivi delle Aziende sanitarie pugliesi presentati venerdì scorso in una riunione tecnica, in cui ‒ lo riporta ancora il giornale ‒ il direttore del pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi ha pianto, e ha pianto perché non ha il personale per coprire i turni di marzo.
Tenete a mente quel pianto, colleghi, perché è la verità più concreta che possiamo portare in quest’Aula oggi. Oggi in quest’Aula ci viene presentata una delibera che parla di cancellazione di una parte del debito sanitario. Capite il paradosso? Mentre la sanità pugliese produce un nuovo buco da 460 milioni, noi siamo qui a celebrare la cancellazione di debiti vecchi, mentre i reparti chiudono, mentre i medici del pronto soccorso non bastano per coprire i turni, mentre le famiglie pugliesi aspettano in quelle sale d’attesa, Presidente Decaro, che tutti conosciamo bene.
Noi discutiamo di commi e di leggi. Bene, discutiamone, con le verità in mano, però. La prima verità è che questa buona notizia, quella di cui stiamo discutendo oggi non viene da Bari, ma viene direttamente da Roma. Il Governo nazionale, il Governo Meloni ha inserito nella legge di bilancio 2026 la cancellazione di questo debito sanitario.
Così come ha detto il Presidente Pagano, sono i commi 638 e seguenti dell’articolo 1 della legge 199 del 2025, voluti e approvati da un Governo di centrodestra che oggi permettono alla Regione Puglia di liberarsi di un fardello, permettono alla Regione Puglia, finalmente, di respirare, e questo va detto chiaramente.
La seconda verità è che mentre si cancella il debito vecchio, si sta già producendo debito nuovo: 460 milioni di euro di buco solo nel 2025, un numero che la dice lunga su come è stata gestita la sanità pugliese negli ultimi anni.
Guardiamo i dati nel dettaglio, però, perché i dettagli in politica non sono neutri: la ASL di Bari, 210 milioni di euro di perdita, da sola, nell’anno elettorale, come per caso; la ASL di Brindisi, 67 milioni di euro; l’ASL di Foggia 60 milioni di euro: tre ASL più di metà del buco complessivo, tre territori, tre storie, lo posso dire apertamente, di inefficienze, tre storie di una sanità che arrancava mentre la politica regionale guardava altrove. E dove guardava la politica regionale? Guardava alle liste d’attesa: in altre parole, mentre si faceva comunicazione sulle liste d’attesa, i conti delle ASL affondavano; mentre si annunciava, i pugliesi aspettavano; mentre la politica comunicava, la sanità regionale perdeva 460 milioni di euro. Questo è il sistema che siamo qui a smontare.
E adesso cosa succede? Adesso la nuova Giunta regionale eredita questo disastro e le soluzioni sul tavolo sono due, entrambe dolorose: la prima, aumentare le tasse, aumentare l’addizionale Irpef, che oggi è dell’1,33 per cento e che potrebbe arrivare fino al 3,33 per cento (è già applicata in altre Regioni). Significa mettere le mani nelle tasche dei pugliesi per coprire un buco che i pugliesi non hanno creato. La seconda è tagliare i reparti, chiudere i piccoli ospedali, ridurre i servizi, razionalizzarli, come si dice elegantemente, che in italiano poi significa che qualcuno pagherà il prezzo degli errori fatti da altri.
Entrambe le soluzioni colpiranno i cittadini pugliesi, quei cittadini che già oggi aspettano mesi per una visita specialistica, che già oggi trovano pronto soccorso sotto organico, che già oggi scelgono tra spendere i propri soldi nel pubblico o andare nel privato. Questa è la Puglia, la Puglia reale, non degli annunci, quella delle sale d’attesa.
Veniamo a oggi, a questa delibera, a questo voto. Noi della Lega voteremo a favore, voterò a favore di questo atto, sarebbe sbagliato non farlo, perché il Governo nazionale ha fatto la sua parte e questa Assemblea deve fare la propria. Bloccare la cancellazione del debito vecchio non aiuterebbe nessun pugliese. Ma il mio voto ha un prezzo, lo dico al Presidente Decaro, ed è un prezzo che pago pubblicamente in quest’Aula, davanti ai colleghi e davanti ai pugliesi che ci ascoltano.
Primo: chiedo che entro 90 giorni, e mi affido anche all’assessore Pentassuglia, questa Giunta presenti una relazione pubblica che dica ai pugliesi, in italiano comprensibile, possibilmente, quanto vale questa operazione, quanto risparmia la Regione ogni anno, come quei risparmi verranno utilizzati, se andranno a tappare il buco di 460 milioni di euro o se serviranno davvero a migliorare i servizi ai cittadini, perché c’è una differenza enorme tra usare risorse liberate per investire nel futuro e usarle per coprire le insufficienze del passato.
Secondo: chiedo che questa Assemblea discuta immediatamente del Piano per coprire il buco sanitario del 2025, perché 460 milioni non si coprono con le buone intenzioni, non si coprono con un comunicato stampa, si coprono con scelte, e quelle scelte devono essere discusse in modo trasparente, prima che vengano scaricate sulle spalle dei cittadini pugliesi sotto forma di tasse più alte o reparti chiusi.
Terzo: chiedo – e concludo, Presidente - che in questa Assemblea si faccia finalmente chiarezza, finalmente chiarezza (mi affido sempre all’assessore Donato Pentassuglia) su cosa abbia prodotto quel buco, non per regolare conti del passato, Assessore, ma perché quei 460 milioni di perdita in un anno non sono un incidente, sono il risultato di scelte politiche precise, di priorità probabilmente sbagliate, in un sistema che ha preferito - ripeto - comunicare piuttosto che governare e, se non capiamo come ci siamo arrivati, ci ritorneremo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Cera.
Si è iscritto a parlare il consigliere Fischetti. Ne ha facoltà.
Speaker : FISCHETTI.
Presidente, soltanto un breve intervento per annunciare ovviamente il voto favorevole rispetto alla proposta, ma anche per fare una breve replica, che credo sia necessaria, agli interventi che provengono dai banchi dell’opposizione, perché dobbiamo veicolare correttamente le informazioni che vengono date in quest’Aula.
Quando si parla di cancellazione del debito, credo che si utilizzi un termine che può essere interpretato in maniera non corretta dalla popolazione pugliese, perché se è vero che c’è un meccanismo tecnico contabile che autorizza la soppressione di quel debito, che viene trasferito allo Stato, che viene accollato allo Stato, è pur vero che c’è una compartecipazione alla finanza pubblica da parte della Regione Puglia di eguale importo.
Far passare quindi il messaggio secondo cui abbiamo un tesoretto che può essere investito in maniera indistinta, scelta arbitrariamente da questo Consiglio regionale credo che sia un’informazione assolutamente sbagliata, che non può essere rappresentata ai cittadini.
Ritengo che invece lo Stato, il Governo debba dare una risposta più puntuale ai pugliesi, perché, come ha già detto il collega Stefano Minerva, quando il Governo parla di un surplus di 120 milioni a favore della Regione Puglia, dovrebbe avere la correttezza di spiegare ai cittadini pugliesi che quell’incremento non è sufficiente neanche per coprire l’aumento dei costi dell’energia elettrica e gli aumenti relativi ai contratti collettivi nazionali di lavoro.
Questo deriva - consentitemelo, visto che stiamo un po’ tutti dilagando rispetto alle tematiche di oggi – anche da una politica energetica sbagliata del Governo, che ovviamente incide sull’aumento dei costi e inevitabilmente va a neutralizzare questi incrementi, che invece vengono propagandati come dei regali alle Regioni.
In ultimo, non sta a me dirlo, perché lo abbiamo visto in tutte le pubblicazioni recenti, il presidente Antonio Decaro domenica si è recato personalmente presso le strutture sanitarie e abbiamo potuto vedere come anche nella giornata di domenica ci sia la possibilità di avere delle visite specialistiche che in passato sembravano impensabili nella giornata di domenica.
Invito quindi i Gruppi di minoranza intanto ad avere un attimo di pazienza, perché il lavoro di un’Amministrazione regionale non può esaurirsi nel giro di pochissimi giorni, ma soprattutto invito i colleghi della minoranza ad avere una visuale completa delle problematiche, perché – ripeto - parlare di cancellazione di un debito, che non è una cancellazione sostanziale, parlare di un incremento dei fondi a favore della Regione Puglia che non è un incremento sostanziale penso che sia una rappresentazione sbagliata e noi abbiamo il dovere, invece, di raccontare ai cittadini pugliesi la verità.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Fischetti.
Si è iscritto a parlare il consigliere Giovanni De Leonardis. Ne ha facoltà.
Speaker : DE LEONARDIS.
Grazie, Presidente e colleghi. Sto assistendo in quest’Aula a un dibattito surreale. Sembrerebbe che il Governo nazionale non abbia fatto una cosa buona nei confronti di tutte le Regioni. Vedete, se ho un debito di 400 milioni di euro e qualcuno viene da me e mi dice “non te lo faccio pagare, me lo ridarai in trent’anni”, è una cosa buona, colleghi, o è una cosa cattiva? Ho sentito il collega Tammacco, l’amico Tammacco dire: questo viene dal Governo Letta. Il Governo Letta aveva dato la possibilità alla Regione di creare debito, noi invece oggi lo stiamo togliendo. Io mi sarei aspettato un peana a favore del Governo Meloni che ha dato la possibilità alla Regione Puglia di poter accedere a questa situazione, non una critica. Quanti sono i Governi che hanno fatto questo nei confronti delle Regioni?
Voglio fare un passaggio, perché ho sentito il collega Fischetti, che non conosco, dire: dovete avere pazienza. I cittadini pugliesi hanno pazienza dal secondo Governo Vendola quando, per disgrazia della Regione Puglia, perché il centrodestra consegnò alla Puglia un bilancio regionale in sanità che era in equilibrio, fu sforato il Patto di stabilità. Sapete che cosa ha comportato il Patto di stabilità? Il collega Pentassuglia insieme a me era qui. Ha comportato che siamo andati in Piano di rientro sanitario. Che cosa vuol dire questo, colleghi? Vuol dire che da quel momento in poi non abbiamo più avuto la possibilità di governare la sanità liberamente, ma abbiamo sempre dovuto trattare con i vari Governi nazionali che si sono succeduti in questi anni ogni tipo di problema. Quindi, quando io sento dire che non ci sono i medici, ma voi vi siete mai chiesti di chi è la colpa per cui non ci sono medici, non si sono potuti fare i concorsi. Della Gelmini, collega? Lei ha un tratto politica un po’ come Vendola, un po’ poetico, ma noi commercialisti siamo più concreti e andiamo sui numeri, sulle cose concrete. Quindi, non si sono potuti fare i concorsi perché eravamo in Piano di rientro. Le problematiche che ci sono non si possono risolvere dicendo “un attimo di pazienza”. I cittadini pugliesi sono quindici anni che hanno pazienza e li stiamo continuando a dare tutte queste situazioni e queste problematiche.
Presidente, lei ha fatto una bellissima relazione introduttiva il primo giorno. Ci ha fatto vedere le novità, le slide, mancava che lo facesse in lingua inglese, vista l’esperienza che lei ha maturato a Bruxelles. Ci saremmo aspettati qualcosa anche nella lingua dei segni, in linea con le sue note capacità di promozione. Ma vogliamo sapere soltanto una cosa, assessore Pentassuglia: come vogliamo uscire dal Patto di rientro della Puglia? Questo vorremmo sapere. Quali azioni questo Governo regionale intende mettere in campo per superare questa problematica? Devo dire che l’assessore Palese, quando era qua e ha fatto l’assessore alla sanità, aveva iniziato un percorso che stava portando a uscire la Regione Puglia dal Patto di stabilità. Certo, sappiamo quali sono le leve che l’assessore Palese utilizza per andare in questa direzione. Ha lavorato con l’accetta, sicuramente. Poi c’è stato l’assessore Piemontese, ma eravamo in campagna elettorale, lo sappiamo tutti, quindi oggi sembrerebbe che ci troviamo 460 milioni di euro di debiti in una situazione che non so quale sarà. Negli anni passati abbiamo dovuto dire grazie anche al Governo Meloni perché ci ha dato la possibilità di coprire i deficit sanitari e i deficit dello Stato utilizzando l’avanzo di amministrazione. Ora vedremo come vi adopererete, perché questo è il tema, questo è il problema dei problemi della Regione Puglia. Diversamente, se non si risolve questo problema, saremo sempre a rincorrere le difficoltà.
Oggi il Governo nazionale tende una mano a noi e voi dite che non va bene. Peraltro, collega Pagano, mi sembra che questa fosse la finanziaria. Non so se era ancora parlamentare. Immagino anche che abbia votato contro alla finanziaria, quindi ha votato contro alla possibilità per la Puglia di non avere questo debito o che, comunque, venga spalmato in più anni. Noi, invece, diciamo grazie al Governo nazionale per avervi aperto una possibilità e convintamente, come hanno detto il collega Pagliaro e il collega Cera, tutto il centrodestra voterà una legge, una legge che noi abbiamo fatto a livello nazionale e che finalmente vediamo applicata anche a livello territoriale. Ma vogliamo, Presidente Decaro, che ci faccia capire come vuole uscire dalla questione del piano di rientro.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere De Leonardis.
Si è iscritto a parlare il consigliere Caroli. Ne ha facoltà.
Speaker : CAROLI.
Grazie, Presidente, consigliere e consiglieri.
Io avrei voluto non intervenire, dopo l’intervento del mio Capogruppo e del collega De Leonardis, ma ritengo sia quanto mai opportuno meglio attenzionare quanto stiamo votando in questa seduta.
Il collega Minerva ha detto che si sono attivati immediatamente per approvare, ha anticipato il voto favorevole rispetto all’atto, e ci mancherebbe altro: una norma così favorevole non vedo il motivo per cui non dovesse essere votata. Ma al fine di meglio inquadrare tutto quanto accaduto e quanto discusso in quest’Aula, vorrei fare un passaggio, caro Presidente Decaro. Noi oggi siamo qui per approvare una proposta di delibera consiliare, quale attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 638 a 643 della legge 199/2025 per la cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni: l’Impegno della Regione Puglia ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all’importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge 199/2025.
Caro collega Tammacco, se ci si libera dell’impegno a pagare le rate e ci si libera dell’accantonamento: siccome io… Abbia pazienza. Nel merito della delibera, non lo dico io, lo ha detto il dottor Albanese, spiegando in maniera chiara ed inequivocabile che negli anni passati lo Stato ha dato alle Regioni dei prestiti sotto forma di anticipazioni di liquidità per pagare debiti arretrati risalenti al 2013 e al 2014.
Qui dobbiamo essere attenti. Il dottor Albanese, non io, dice “e pagati negli anni successivi come mutui”.
L’articolo della legge 199/2025 stabilisce che tali anticipazioni non vanno più restituite dalle Regioni che fino ad oggi accantonare ogni anno nei bilanci una riserva pari al debito residuo – lo dice il dottor Albanese – bloccando risorse rilevanti che non potevano essere usate per le politiche pubbliche.
A fronte della dichiarazione, io ho chiesto in Commissione, alla presenza del Presidente, quindi di fatto si crea lo spazio per spese. Spero che la spesa sia solo spesa investimento e che queste risorse non vengano utilizzate per spesa corrente. Fareste cosa gradita se ci rappresentaste quali saranno le volontà di spesa che da qui a qualche mese vorrete affrontare con queste risorse.
Le dico di più: a supporto di quanto io sto dicendo, che il nostro Gruppo e il centrodestra stanno rappresentando, le rappresento quanto dichiarato in Commissione dall’assessore Leo, purtroppo oggi non presente.
L’assessore Leo ha descritto come atto di buonsenso un provvedimento importante e di pulizia del bilancio della Puglia, come delle altre Regioni. Lo ha detto l’assessore, non l’ho detto io: “previsto nella legge di bilancio dello Stato, per semplificare”… Abbia pazienza: “per semplificare quelli regionali, eliminando una posta storica di debito”.
Non l’ho detto io, l’ha detto l’assessore, è agli atti: avremo pertanto, ed è questo… Noi oggi dobbiamo uscire con questa consapevolezza: che la Regione Puglia, stante la dichiarazione dell’assessore al bilancio, assessore Leo, avremo più libertà di spesa. Questa spesa si è solamente limitata a rappresentare che dovrà essere affrontato con prudenza, impegnandosi inoltre a non utilizzare il tetto massimo così come il Governo ha imposto.
Quindi oggi possiamo dire in maniera chiara che questa legge avrà un impatto importantissimo. Avremo la possibilità di passare, ove le risultanze dovessero essere negative, da una situazione negativa ad una situazione positiva e, ripeto, non detto da me, questa legge impatterà sul bilancio regionale, dando la possibilità di passare in una situazione di disavanzo con la possibilità di utilizzare queste risorse in maniera oculata per i prossimi mesi o per i prossimi anni.
Presidente, approfitto… Per connessione, considerato tutto quanto rappresentato poc’anzi, avrei voluto non farlo, però approfitto della prima seduta e faccio appello alla sua sensibilità, di modo che possa attenzionare quanto disposto dalla legge approvata da questo Consiglio che disciplina “Misure per il contenimento della spesa farmaceutica”. Ci faccia sapere se questo Governo regionale, rispetto a quanto non è stato fatto dal Governo precedente, intende ottemperare o meno, altrimenti si attivi immediatamente per abrogarla.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Caroli.
Si è iscritto a parlare il consigliere Tutolo. Ne ha facoltà.
Speaker : TUTOLO.
Grazie, Presidente.
In mezzo a questi numeri rischio di perdermi. Voglio fare un ragionamento a voce alta per capire se ho capito. Io ho capito che nessuno ci ha regalato nulla e che, quindi, non ci hanno azzerato nessun debito.
Io vi ho ascoltato. Secondo me, dovreste ascoltare pure voi, perché non avete capito granché di tutto il ragionamento. Poi vi regolate voi, restate nella vostra convinzione, non è un problema, per l’amor del cielo.
Mi è sembrato di capire che non si azzera alcun debito, ma abbiamo soltanto la facoltà di non accantonare delle somme a garanzia di debiti che abbiamo accumulato, non la Regione Puglia, ma tutte le Regioni italiane, perché questa legge vale su tutto il territorio nazionale. In una certa fase storica c’era un problema enorme, che era quello che tutti quanti conosciamo: tutti si spendevano a parole, a chiacchiere, qualcuno invece lo fece, di pagare i fornitori per tempo. Di questo stiamo parlando.
Oggi quei 400 milioni, invece di restituirli a dicembre del 2025, abbiamo la possibilità di restituirli un po’ per volta negli anni, ma non ci ha abbonato niente nessuno, se ho capito bene. Ho capito bene, collega Pagano? Non ho capito bene. Qualcuno non ha capito bene. Sono tutte le Regioni che hanno questo problema, quindi evidentemente non è una questione di colori politici. Se ogni volta vogliamo fare la parte del colore bello e di quello brutto, facciamolo pure, ma non facciamo un buon servizio a nessuno.
Così come pure i 120 milioni in più dati alla Regione, se volete far finta che sono insufficienti rispetto solo all’inflazione, non soltanto all’aumento dei costi dell’energia, facciamolo pure, ma non facciamo un buon servizio. Noi dobbiamo pretendere, indipendentemente dal colore politico, più soldi per dare migliori servizi ai nostri cittadini. Se quello che ti costava 1 oggi ti costa 1,2 è chiaro che se non ti danno 1,2 devi tagliare un po’ di servizi. Mi pare banale come ragionamento, non mi pare complicato da comprendere.
Di sprechi ne possiamo indicare quanti ne vogliamo. Se vogliamo esercitarci, lo facciamo, ma non mi pare siate campioni nel taglio di sprechi. Non mi pare. Questa è una parentesi che possiamo aprire quando volete.
Quello che voglio dire è che non ci ha regalato nulla nessuno. Saremmo stati strafelici di poterli utilizzare senza il problema di doverli restituire nel tempo. Si libera una capacità di spesa: invece di metterli da parte, di accumularli, puoi utilizzarli per investimenti, ed è una cosa sicuramente positiva, ma li dobbiamo sempre restituire, sia chiaro questo.
Rispetto al deficit della spesa farmaceutica, parliamone. Magari anticipiamo un pochettino. Mi pare di capire che anche su questo non abbiamo l’esclusiva e che, indipendentemente dalla colorazione politica, c’è un problema di quantificazione delle somme che vengono stanziate ogni anno. Se non ricordo male, da 18,2 miliardi di euro di previsione, mi corregga se sbaglio, assessore Pentassuglia, c’è uno sforamento di 2,85 miliardi di euro in più a livello nazionale, e manca ancora l’ultimo trimestre. Questa era la proiezione mancante ancora del trimestre, quindi ferma a settembre. Mancano ancora ottobre, novembre e dicembre. C’è un altro quarto che bisogna aggiungere.
Questi sono fatti oggettivi. Poi, se vogliamo fare la parte di quelli che dire si indignano, facciamola pure, ma non facciamo un buon servizio.
Sulla mancanza dei medici, caro collega De Leonardis: tu conosci un medico che stia a spasso, uno solo? Io non ne conosco. Nel 1990 si decide di fare il numero programmato: peccato che qualcuno si dimentica di programmare e di verificare quanti ne vanno in pensione e quanti se ne formano. Oggi abbiamo un deficit strutturale dappertutto, perché mancano dappertutto.
Poi, è chiaro, se ne vanno fuori. Sì, se ne vanno fuori. Anche perché gli diamo un’elemosina. Io sono rimasto allibito quando ho sentito che la busta paga di un medico è di 2.500 euro. È scandalosa una roba del genere. È chiaro che è lì che bisogna mettere i soldi. Ma chi li deve mettere questi soldi? Chi deve investire in questa roba, se non lo Stato? A prescindere adesso da chi lo governa. È da sempre, probabilmente. Ma diciamoci veramente come stanno le cose, sennò veramente ci prendiamo in giro o, meglio, pensiamo di prendere in giro qualcuno, ma le persone sono più intelligenti di quello che pensiamo.
Questa roba è sicuramente qualcosa di positivo, ma non ha regalato nulla a nessuno. Quelli li dobbiamo restituire un po’ per volta. Si allunga il debito senza dover accumulare, mettere da parte quei soldi a garanzia del debito, perché quello a quello serviva.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Tutolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lanotte. Ne ha facoltà.
Speaker : LANOTTE.
Grazie, signor Presidente, signore e signori della Giunta, colleghe e colleghi consiglieri. Assisto a uno sdoppiamento di personalità di questa maggioranza, Presidente, mi dispiace, perché è evidente una discrasia tra quelli che sono gli auspici che hanno mosso i lavori nella I Commissione, che sono stati poi confermati anche dal relatore di questa proposta di delibera e poi da chi lo ha seguito negli interventi. Mi duole, Presidente, constatare come venga concesso in quest’Aula di fare degli interventi poco conferenti all’oggetto della delibera, perché se dobbiamo trasformare questa Assise in un parlatoio dove… Io ti ho ascoltato in silenzio.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdoni, consigliere, nelle vesti di Presidente del Consiglio provo a favorire il confronto senso censurare nessuno, per cui è evidente che ognuno può giudicare l’intervento dell’altro…
Speaker : LANOTTE.
Presidente, ma io non giudico. Infatti, mi stavo appellando a lei. Non faccio un giudizio di merito sugli interventi altrui.
Speaker : PRESIDENTE.
Lei ha facoltà di intervenire, però la prego di rispettare anche il ruolo del Presidente del Consiglio regionale.
Speaker : LANOTTE.
Io non faccio interventi esprimendo un giudizio di merito sugli interventi altrui. Io ho chiesto a lei di verificare la pertinenza degli interventi rispetto all’oggetto.
Speaker : PRESIDENTE.
Potrei dire che l’80 per cento degli interventi…
Speaker : LANOTTE.
Lei, però, mi continua a interrompere, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Mi perdoni, siccome lei sta richiamando il Presidente del Consiglio regionale…
Speaker : LANOTTE.
Ascoltiamo la sua posizione.
Speaker : PRESIDENTE.
Mi scusi, però…
Speaker : LANOTTE.
Io la ascolto, Presidente, però lei si dovrebbe scusare innanzitutto perché io sono stato convocato senza una Conferenza dei Capigruppo che stabilisse la data di questo Consiglio regionale. Questo già mi dovrebbe spiegare in via preliminare perché è accaduto. Se lei me lo spiega, la prossima volta prima di aprire i lavori del Consiglio regionale le chiederò di farlo. Le chiedo scusa se faccio questo appunto. Io ho semplicemente chiesto che l’Ufficio di Presidenza garantisca la pertinenza degli interventi, sennò ha ragione il Capogruppo del PD Minerva. Guardi, lei mi costringe a dare ragione al Capogruppo del PD, il quale ‒ ho preso appunti ‒ dice: “Sembra quasi che ci sia la voglia di dire qualcosa a tutti i costi”. Queste sono parole del Capogruppo Minerva. Allora, siccome io non vengo qui per dire qualcosa a tutti i costi, vorrei che gli interventi siano conferenti, altrimenti poi, Capogruppo Minerva, anche lei tradisce gli intenti, visto che ha parlato della chiusura degli ospedali di qualche anno fa, ma poi mi costringerebbe a dirle che qualcuno l’ha detto raccontando la verità e poi qualcuno non l’ha smentito attuando quella verità. Però, non voglio entrare nel piano della polemica né tantomeno parlare del Piano energetico, il fallimento, sennò dovremmo arrivare al referendum sul nucleare, collega Tutolo.
Io voglio semplicemente dire questo ai pugliesi. C’è un Governo che per la prima volta si è fatto carico di dare una maggiore capacità di spesa alle Regioni, tra cui anche la Puglia. Questo è un fatto meritorio o è un fatto negativo? Ed è in virtù di questa riflessione che in Commissione Bilancio ci è stato chiesto di esprimere un voto favorevole all’unanimità e con responsabilità ciascuno di noi non si è sottratto a questa volontà. Con questo spirito siamo venuti in questa Assise oggi pomeriggio. Poi, però, ci siamo trovati rispetto a uno sdoppiamento di responsabilità tra chi enuncia degli auspici, dei buoni intenti, e chi fa scivolare il discorso nella polemica.
È chiaro che oggi l’articolo della Gazzetta sembra che venga a essere pubblicato come il cacio sui maccheroni. C’è sempre una coincidenza che si presta alla polemica. Ma quello su cui oggi io mi sarei aspettato che ci saremmo interrogati, Presidente Decaro, per capire questa spesa maggiore che noi possiamo esprimere, di cui noi godiamo oggi, a seguito di questa opportunità che il Governo ci ha dato, come vogliamo impegnarla.
Posto che a me non è nemmeno chiara la natura di questa spesa, se è una spesa in conto capitale per investimenti o addirittura se è spesa corrente. Questo lo diceva anche il Presidente della I Commissione, che spiegava come non fosse chiaro queste risorse, queste maggiori capacità di spesa in quale ambito potessero essere impiegate. Se dobbiamo portare avanti questa legislatura con spirito costituente, così come più volte richiamato da tanti interventi sicuramente più autorevoli del mio, quello che chiedo, avendo espresso, dopo aver ascoltato il Capogruppo Mazzotta, in Commissione Bilancio voto favorevole, ciò che chiedo è confrontiamoci insieme su come impegnare questa capacità di spesa maggiore che è stata per alcuni aspetti anche inaspettata. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Lanotte. Io, in realtà, mi sono permesso di interromperla e le chiedo scusa, ovviamente, perché ritengo che in quest’Aula i consiglieri debbano un po’ autoregolamentarsi e quando intervengono devono tendere ad attenersi all’ordine del giorno, come lei ha fatto in maniera puntuale, quindi la ringrazio molto, ma non me la sento di censurare i consiglieri perché, insomma, non appartiene alla mia sensibilità.
Ci sono altri interventi. Si è iscritto a parlare il consigliere Scianaro. Ne ha facoltà.
Speaker : SCIANARO.
Grazie, Presidente.
Fermo restando, come abbiamo detto, ha detto anche il mio Capogruppo, che il parere nostro e il voto era assolutamente favorevole, però mi sono sentito in dovere di intervenire, perché credo che ci abbia appassionato tutti il fatto di aver letto stamattina, in questi giorni, di questo disavanzo di 460 milioni che ci ha un po’ sicuramente attenzionato. Ho sentito tante belle parole, però ho sentito anche enfatizzare, da parte dei colleghi della maggioranza, la visita del Presidente al Policlinico. Io sono assolutamente contento, lo dico anche in qualità di medico, perché vedere sessanta accessi quasi tutti di cataratta fa piacere. Hanno dato la possibilità a chi ha sicuramente difficoltà di essere valutato. Attendere due anni per fare una cataratta può incidere anche negativamente nella qualità di vita, può dare dei problemi, quindi aggravare lo stato fisico, di salute. Quindi, è una cosa che mette in evidenza quello che non si è fatto in questi vent’anni. Concedetemelo.
In un solo giorno si è organizzata una sala operatoria per dodici ore, anzi tre sale operatorie. Ben vengano queste iniziative.
Questo è proprio quello che non si è fatto in questi anni. Ora sarà importante valutare la spesa, come la dobbiamo razionalizzare, come dobbiamo controllarla, perché sicuramente in questi vent’anni poco e nulla è stato fatto anche in termini di vigilanza. Concedetemelo. Probabilmente non si è fatto anche in funzione di quelle che erano le elezioni imminenti, che probabilmente avrebbero sicuramente portato a scelte difficili e inciso negativamente. Auspico che in futuro, e cominceremo a lavorare controllando e vigilando bene su tutte quelle che sono state le spese inutili, affinché si possano gestire anche questi tesoretti, queste risorse che ci vengono in questo caso con questa delibera anticipate.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Scianaro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Vietri. Ne ha facoltà. Prego.
Speaker : VIETRI.
Presidente, grazie.
Atteso che in quest’Aula tutti ci siamo detti a favore di questo provvedimento che aiuta la Regione Puglia nel migliorare la sua capacità di spesa, io mi sarei atteso dagli interventi che ho ascoltato dai banchi della maggioranza, quindi non ci attendiamo una risposta solo dall’assessore alla sanità, ma ci aspettiamo una risposta e una replica sulle questioni che sono state poste da questi banchi, da voi che siete i rappresentanti dei partiti che hanno governato per vent’anni la sanità in Puglia.
Rispondeteci. È vero o non è vero che c’è un buco di 460 milioni solo per il 2025 nella sanità? Rispondeteci. Come si è costituito questo buco nel sistema sanitario, che tutti sanno essere stato gestito in modo lottizzato dalla politica, dalla vostra politica. Oggi cambiate i nomi, non vi chiamate più “sinistra” o “centrosinistra”, vi chiamate “prossimità”, ma siete sempre voi. Da quei banchi noi ci saremmo aspettati delle risposte rispetto a questo. Come si rientra, come si fa il rientro del buco creato nel sistema sanitario? Un buco creato da voi che avete governato in questi anni, mentre i reparti sono stati chiusi e i pronti soccorsi sono al collasso. Si alzasse qualcuno da quei banchi per rispondere a queste nostre domande e per rispondere ai cittadini pugliesi.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Vietri.
Non ci sono altri iscritti a parlare, per cui dovremmo passare alla votazione, ma prima di passare alla votazione rammento che, ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto regionale, le deliberazioni concernenti materie tributarie e di bilancio sono valide, se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri regionali in carica.
Pertanto, occorre per questa votazione il voto favorevole di 26 consiglieri.
Mi dica, consigliere, vuole intervenire?
Speaker : PAGLIARO.
Solo per preannunciarle che stiamo prevedendo la richiesta di un Consiglio monotematico su questo tema, che sembra che sia un tema sentito da parte di tutti, quindi volevo preannunciare questa richiesta che faremo a breve.
Speaker : PRESIDENTE.
Per dichiarazione di voto – immagino - giusto?
Speaker : PAGLIARO.
Quella l’abbiamo già fatta.
Speaker : PRESIDENTE.
Interviene fuori dal coro.
Se non ci sono altri interventi, procediamo con la votazione.
La votazione è aperta.
Avete votato tutti? Ci sono due Consiglieri che non hanno votato.
La votazione è chiusa.
Presenti 48, votanti 48, favorevoli 48.
Il provvedimento è approvato all’unanimità.
Procediamo con i lavori, passando al secondo punto all’ordine del giorno.
Avevo già chiesto al Segretario generale mi ha detto che non è necessario un atto amministrativo che può risultare superfluo, ma ad abundantiam. Scusatemi, il Segretario generale sostiene che non sia necessario votare l’immediata eseguibilità.
Prego, votate per alzata di mano.
Anche l’immediata eseguibilità è votata all’unanimità.
Procediamo con il secondo punto all’ordine del giorno. Si tratta di nominare i Revisori dei conti, che verranno estratti, così come previsto dall’articolo 54 della legge regionale n.28 del dicembre 2012 n.45, come modificata dall’articolo 15 della legge regionale del 10 agosto 2018 n.44 e dall’articolo 7 del regolamento regionale 24 marzo 2014 n.5".
Come noto, in attuazione dell’art. 50-bis della legge regionale n.7 del 12 maggio 2004, Statuto della Regione, con l’articolo 53 della legge regionale n. 45 del 2012 è stato istituito, con sede presso il Consiglio regionale della Puglia, il Collegio dei Revisori dei conti della Regione Puglia quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione, che opera in raccordo con la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Puglia.
In attuazione dell’art.58 della legge regionale n.45 del 2012, è stato emanato il Regolamento n.5 del 24 marzo 2014, che ha disciplinato la nomina e lo svolgimento dei lavori del Collegio dei Revisori dei conti. L’articolo 3 del richiamato Regolamento dispone la struttura regionale responsabile del procedimento di formazione, tenuta all’aggiornamento dell’elenco dei Revisori dei conti della Regione Puglia, e la Segreteria generale della Presidenza del Consiglio regionale.
Con determinazione n.78 del 7 aprile 2025, il Segretario generale del Consiglio regionale ha indetto specifico avviso pubblico per l’aggiornamento dell’elenco dei candidati alla nomina a componente del Collegio dei Revisori dei conti della Regione Puglia.
A seguito dell’avviso pubblico, con determinazioni nn.127, 144 e 214, rispettivamente del 10 giugno 2025, del 25 giugno 2025, del 18 settembre 2025, all’esito dell’istruttoria e della valutazione della documentazione, ha formulato un elenco composto da n. 49 candidati alla nomina del Collegio dei Revisori dei conti.
I componenti dell’attuale Collegio dei Revisori dei conti, nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 43 del 10 febbraio 2021. sono rimasti in carica fino al 10 febbraio 2026, in applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 6 del decreto legislativo n. 293 del 1994.
L’attuale Collegio dei revisori è stato prorogato ex lege per non più di 45 giorni decorrenti dalla data del 10 febbraio 2026 fino alla nuova nomina del Collegio. Pertanto, ai sensi dell’articolo 7, comma 2 del più volte richiamato Regolamento regionale n. 5/2014, la designazione dei membri del Collegio dei revisori dei conti si svolge in una seduta pubblica del Consiglio regionale attraverso l’estrazione a sorte dei nominativi inseriti nel predetto elenco (elenco che voi avete agli atti del Consiglio).
Ovviamente, l’elenco porta accanto ciascuno numero d’ordine progressivo, come illustrato sullo schermo posto alle spalle e frontalmente.
Prego, procedete con lo schermo, per cortesia, proiettate sullo schema i nomi.
Si precisa che la suddetta numerazione è quella riportata nella determinazione n. 214 del 18 settembre 2025. Per l’estrazione si utilizzerà il generatore casuale denominato Random Org.
Detto generatore estrarrà una sequenza di numeri interi, compresi tra 1 e 49, corrispondente al numero dei candidati. All’esito del sorteggio si formulerà una graduatoria stilata in base all’ordine di estrazione dalla prima alla quarantanovesima posizione, comprendente tutti i nominativi iscritti nell’elenco dei Revisori dei conti.
I primi tre nominativi estratti saranno designati quali componenti del Collegio dei revisori dei conti.
A mente dell’articolo 57 della legge regionale n. 45 del 2012 i componenti del Collegio dei revisori dei conti restano in carica per cinque anni e non sono rieleggibili.
Pertanto, laddove, all’esito del sorteggio un componente dell’uscente Collegio dei revisori dovesse risultare tra i primi tre nominativi della graduatoria così generata, si procederà alla indicazione del nominativo immediatamente successivo.
Ai sensi dell’articolo 11 del Regolamento regionale n. 5 del 2014 il Collegio dei revisori nella seduta di insediamento individua il Presidente del Collegio sulla base dei criteri stabiliti dall’articolo 54, comma 4, della legge regionale del 28 dicembre 2012 n. 45, ovvero, il componente con il maggior grado di esperienza maturato come revisore dei conti in enti o società di cui alla lettera c) del comma 1.
In caso di parità, svolge funzioni di Presidente il componente più anziano. In caso di mancato accordo, provvede il Presidente del Consiglio regionale su istruttoria del Segretario generale del Consiglio.
Invito pertanto il consigliere Segretario Gioia, a procedere al sorteggio tramite la procedura informatica, le cui operazioni saranno visibili a tutti i consiglieri sul monitor dell’Aula.
Quindi, deve semplicemente pigiare il tasto, Segretario. Prego, segretario Gioia.
Consigliere Minerva, che succede?
Speaker : MINERVA.
Nell’attesa del sorteggio, ci tenevo, a nome del Gruppo del Partito Democratico, a esprimere il cordoglio all’assessore Leo per la perdita della cara madre, che conoscevamo. È il motivo della sua assenza, e tenevamo ad esprimergli la vicinanza in un momento personale di grande dolore.
Speaker : PRESIDENTE.
Come è facile immaginare, credo che tutti i consiglieri nutrano lo stesso sentimento. Posso sicuramente registrare questo sentimento diffuso.
Grazie, consigliere Minerva.
Prego, procediamo con l’estrazione… Mi scusi, consigliere Pagliaro, pensavo di farmi interprete del vostro pensiero.
Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Ringrazio il collega Minerva per aver voluto fermarci un attimo per questo tipo di sentimento diffuso, anche da parte nostra.
Abbiamo anche noi diffuso una nota di condoglianze per la perdita della mamma del nostro caro amico e collega Sebastiano Leo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
È senza dubbio un momento difficile, per il consigliere Leo, quindi gli siamo umanamente vicini.
Consigliere Gioia, lei ora può procedere con il sorteggio. Prego, segretario.
(Seguono le operazioni di voto e di scrutinio)
Speaker : GIOIA, consigliere segretario.
Il sorteggio è stato effettuato.
Il primo sorteggiato è stato il numero 12, Ninni Giuseppe; secondo, il numero 19, Carnevale Giovanni; il terzo, il numero 15, Mongelli Giuseppe, che risulta essere l’attuale Presidente uscente.
Dobbiamo quindi procedere con il numero 9, Nardella Costantina.
Speaker : PRESIDENTE.
Se non ci sono ulteriori difficoltà, i nominativi estratti risultano essere Costantina Nardella, Giuseppe Ninni e Giovanni Carnevale.
Verranno convocati e tra di loro verrà individuato il Presidente del Collegio dei Revisori sulla base delle esperienze, delle competenze e degli altri criteri, così come stabilito dal nostro Regolamento.
Procediamo con il terzo e ultimo punto all’ordine del giorno: “Disegno di legge n. 1 del 27 gennaio 2026, ‘Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118’ - Comune di Foggia - Avviso di accertamento esecutivo numero 3789 del 13 ottobre 2025, protocollo regionale numero 728082 del 29.12.2025. Canone unico patrimoniale ex Cosap anno 2011. Passo carrabile di via Alfredo Guglielmi n. 6 – 2/A”.
Relaziona il Presidente della I Commissione, Ubaldo Pagano.
Prego, consigliere.
Speaker : PAGANO.
Grazie, Presidente.
Se i colleghi sono d’accordo e la Presidenza acconsente, io darei per letta la relazione al disegno di legge che è stata depositata e allegata. Ci tengo solo a rimarcare che siamo in presenza solo di debiti fuori bilancio da sentenze esecutive, peraltro molto datate nel tempo.
Speaker : PRESIDENTE.
Ci sono interventi su questo punto all’ordine del giorno? Interviene il consigliere Pagliaro. Prego.
Speaker : PAGLIARO.
Su questo debito fuori bilancio, per quanto esiguo, riferito a cinque anni fa, chiediamo che si cambi approccio, perché questa cosa dei debiti fuori bilancio è una prassi ormai che dovremmo superare. Io vorrei che si ponesse massima attenzione al rispetto dei termini dei pagamenti, anche perché, per quanto minimi, possono gravare ulteriormente sulle casse regionali con inutili e inevitabili sanzioni. Ogni euro sprecato per sciatteria amministrativa è un euro sottratto ai cittadini pugliesi e ai loro bisogni.
Nella passata Amministrazione di euro per debiti fuori bilancio ne sono stati sprecati veramente tantissimi, milioni su milioni, soprattutto per spese legali. Ripeto, chiedo una gestione più scrupolosa dei soldi pubblici, che vanno spesi con oculatezza per assicurare servizi capillari ed efficienti e non buttati al vento.
La diamo per letta, collega Pagano, però ho una curiosità. Mi consenta di sapere che cos’è questa cosa del passo carrabile in via Alfredo Guglielmi n. 6. Ci faccia capire questo debito da dove proviene. È un po’ simpatica e originale come cosa. A quanto ammonta, oltretutto, questo debito sul passo carrabile? Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliere Pagliaro.
Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi, passo alla votazione anche di questo ultimo punto all’ordine del giorno. Anche in questo caso occorre registrare una maggioranza qualificata affinché il provvedimento risulti valido.
È aperta la votazione.
Hanno votato tutti? Permettiamo a tutti i consiglieri di votare. È chiusa la votazione.
Presenti 46 consiglieri, votanti 46, favorevoli 28.
Il provvedimento è approvato con 28 voti favorevoli e con 18 contrari.
In questo caso c’è da votare l’immediata eseguibilità.
Dichiaro aperta la votazione per alzata di mano.
È approvato a maggioranza.
Abbiamo esaurito l’ordine del giorno. Ringrazio tutti voi.
Lasciate le tessere, mi raccomando.
Dichiaro chiusi i lavori del Consiglio regionale di oggi. A presto.
