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C.c. Capena - 22.09.2026
TIPO FILE: Video
Revisione
È iscritto.
Buona sera.
Martedì 22 settembre, 2026 ore 15:50 circa procediamo con l'appello per il Consiglio comunale, ti dà in data odierna quindi il Sindaco Barbetti presente il vicesindaco Pelliccia.
Campanale detti Casale a lei sente Delmiglio Barbetti, presente Egidi, presidente Rizzo, coerenze, è assente, ingiustificato, braccia Corradini, comunico che ieri mattina al protocollo sono state acquisite le dimissioni del consigliere Sestili.
Il numero siamo quindi 12 consiglieri, 11 presenti, 1, assente, prego, Presidente, c'è il numero legale proceda grazie, Segretario buonasera a tutti.
Noi, con una comunicazione, comunicazione, deliberazione adottata dalla Giunta comunale per variazioni di cassa numero 63 del 2026.
Visto il vigente regolamento di contabilità comunale, si invia la presente nota affinché venga comunicata al Consiglio comunale l'adozione delle sottoelencate deliberazioni di Giunta comunale di variazione degli stanziamenti di cassa del bilancio di previsione 2026 2028 deliberazione della Giunta comunale numero 63 del 36 2026, grazie.
Iniziamo il Consiglio comunale, è propongo e chiedo al Consiglio comunale di spostare il primo punto alla fine del Consiglio per.
Ricavi, ritengo che sia giusto, visto che le dimissioni del consigliere Giovanni sensibili sono arrivate ieri mattina e il nuovo consigliere comunale non ha avuto a disposizione il tempo per visionare gli atti e le dell'iter, quindi passo alla votazione per lo spostamento del primo punto, chi vota a favore.
All'ultimo.
All'unanimità, grazie.
Primo punto A Ratifica delibera di Giunta municipale numero 79 del 5 8 2026 variazione urgente al bilancio di previsione 2026 2028 ai sensi dell'articolo 174, comma 4, del decreto legislativo 267 del 2000 del TUEL registrazioni contabili ai contributi concessi dalla Città metropolitana di Roma Capitale dal Consiglio regionale del Lazio e per variazione spesa a maggiori consumi utenze prego Assessore a lei,
Grazie.
Richiamate alla deliberazione del Consiglio comunale numero 6 del 27 febbraio 2026 esecutiva ai sensi di legge con la quale è stato approvato il Documento Unico di Programmazione DUP periodo 26 28 e la delibera del Consiglio Comunale numero 7 del 26 febbraio 2026 esecutiva ai sensi di legge con la quale è stato approvato il bilancio di previsione pluriennale del triennio 2026 2028 con i relativi allegati.
Visto l'articolo 175, la variazione di bilancio possono essere adottate dall'organo esecutivo in via d'urgenza opportunamente motivata, salvo ratifica appieno, a pena di decadenza da parte dell'organo consiliare entro i 60 giorni seguenti e comunque entro il 31 dicembre dell'anno in corso. Con la delibera di Giunta numero 69 del 13 sette 26 esecutivo. Ai sensi di legge è stata Appr approvata l'istanza per la richiesta del contributo alla Presidenza del Consiglio regionale del Lazio per la realizzazione della manifestazione sotto un manto di stelle Capena Cigliano, ma al 2026 quell'iniziativa finalizzata alla promozione dell'offerta culturale sportiva ricreativa del Comune. Questa istanza ha avuto buon esito e quindi la Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, con nota protocollo numero 14.237, ha comunicato l'approvazione e la concessione del contributo a favore dell'iniziativa intitolata sotto un manto di stelle finanziata con 9.000 euro.
Con la delibera invece, numero 61 del 30 giugno 2026 e la Città metropolitana ha concesso per la realizzazione del progetto relativo alla manifestazione, denominata Maria Santissima Assunta in Cielo, quale iniziativa finalizzata allo svolgimento economico, sociale e culturale del territorio e della comunità metropolitana nonché alla tutela e valorizzazione dell'ambiente tale manifestazione è stata per cui per la questa manifestazione è stato concesso al Comune di Capena l'importo di lire 8.000 euro per la realizzazione di questo progetto.
Si chiede pertanto di deliberare di ratificare, a norma dell'articolo 175, comma 4 e dell'articolo 42, comma 4 del TUEL Enti locali decreto legge numero 267 del 2000 la variazione al bilancio di previsione 2026 2028 assunta con delibera di Giunta comunale numero 79 del 5 agosto 2026 che si allega alla presente al presente atto quale parte integrante e sostanziale dello stesso allegato numero 1 di dare atto che il bilancio di previsione 2026 2028, a seguito delle variazioni di cui sopra rispetto agli equilibri di bilancio, come dagli elaborati contabili allegati di dichiarare immediatamente eseguibile la presente deliberazione a norma dell'articolo 134, comma 4, del decreto legge numero 267 del 2000 con separata votazione dallo stesso esito della precedente grazie.
Grazie assessore a lei.
Chi prego, chi vuole intervenire, prego, Consigliere Corradi.
Intanto tolgo la sul, io chiedo scusa per non averlo fatto prima, insomma.
Dunque se ne faccio una dichiarazione, sempre scelgono di una dichiarazione di voto.
Io sono favorevole a questa delibera semplicemente perché, così come ho fatto anche in altre occasioni quando si tratta di nonostante, essendo all'opposizione quando si tratta di ricevere contributi per aver fatto richieste per attività a favore della promozione e dell'immagine del Paese, io sono sempre a favore quindi voterò voteremo a favore.
Grazie consigliere Garavini, ci sono altri interventi, passiamo alla votazione, chi vota a favore all'unanimità, votiamo l'immediata eseguibilità, chi vota a favore?
All'unanimità, grazie,
Punto successivo, rinnovo adesione alla DMO, Timberland e approvazione dello schema di convenzione ai sensi dell'articolo 15 della legge 241 del 1990 tra la DMO e il Comune di Capena per la valorizzazione del bacino del Tevere del territorio della Valle, del Tevere prego, Consigliere Casali,
Buona sera a tutti, allora, prima di entrare nella parte leader della delibera, credo che sia importante e spendere due parole su che cosa rappresenta per Capena la DMO Timberland ti Berland nasce.
Con l'obiettivo di mettere in rete i territori della Valle del Tevere e valorizzando la storia, la cultura, la natura, la tradizione e l'economia locale che noi sappiamo che Capena a tanto ancora da raccontare perché abbiamo il borgo.
Ha un patrimonio storico e archeologico, danno un poco e le nostre tradizioni, poi ci sono le attività produttive della ristorazione e tutti gli eventi che durante l'anno animano animam mano il Paese. Ti Berland può essere uno strumento che può servire per far conoscere maggiormente il nostro Paese e quindi grazie, allora possiamo inserirla a dei percorsi turistici più ampi, partecipare a una progettualità come bandi e, soprattutto, creare una connessione tra turismo, cultura e attività economiche del territorio, perché noi dobbiamo essere consapevoli che valorizzare il nostro territorio non significa soltanto portare le persone a visitare un luogo, ma bisogna creare le condizioni perché quelle persone si fermino nel posto, conoscano il proprio il territorio che vanno a visitare e mangino nei nostri ristoranti, acquistino nei nostri negozi e scoprono tutte le nostre realtà produttive. Per questo,
Sono sincera, considero il rinnovo della convenzione non semplicemente un atto formale, ma un'opportunità da utilizzare concretamente per il Paese e con questo ovviamente procedo alla lettura della proposta di delibera.
Deliberazione. Allora, premesso che la DIA Meotti Berland è stata costruita,
Nel tramite il.
La Regione Lazio nel 17 novembre 2020 con un avviso pubblico. Quindi non è che noi stiamo in questo momento, parlando di rinnovo della convenzione, dato gatto che la Convenzione.
Non comporta in questo caso non comporta più oneri economici diretti a carico dell'amministrazione e quindi tutto ciò che gli eventuali progetti specifici o esecutivi derivanti dalla coprogettazione richiedente. Una copertura finanziaria saranno disciplinati successivamente da atti accordi attuativi o.
Fondi sostenuti da te da fondi terzi, quindi che siano la regione, il Ministero o fondazioni o sponsor. Quindi si delibera di rinnovare l'adesione alla DMO Tiber SNAM e approvare lo schema di convenzione per la valorizzazione del bacino del Tevere e del territorio della Valle del Tevere, allegando allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale del medesimo di dare atto che la convenzione stipulati ai sensi dell'articolo 15 della legge numero 241 del 90 non comporta impegni finanziari diretti a carico del Comune di delegare alla sottoscrizione della convenzione il discorso, il sindaco pro tempore, dottor Roberto Barbetti, quale rappresentante legale dell'Ente, e di dichiarare il presente atto con separata votazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'articolo 134, comma 4, del decreto legislativo numero 267 2000 stante l'urgenza di provvedere in merito alla convenzione,
Grazie consigliere Cacciatore, chiedo se c'è qualche intervento.
Passiamo alla votazione, chi vota a favore?
L'unanimità votiamo l'immediata eseguibilità, chi vota a favore?
All'unanimità, grazie.
E passiamo al terzo punto, Adozione, Piano urbanistico comunale generale.
Legge regionale Lazio numero 38 del 22 dicembre 1999 prego assessore Pelliccia.
Buonasera, buonasera, a tutti colleghi Consiglieri buonasera, a chiunque abbia scelto di intervenire in questo Consiglio comunale effettivamente molto bello, vedere una sala del Consiglio comunale, insomma, dove ci sono i città, anche i cittadini a partecipare a prendere parte a quello che uno degli organi più importanti del del paese del Consiglio il Consiglio comunale,
Il mio intervento di quest'oggi si comporrà in in due parti, una parte più generale rispetto alle alla pianificazione e una parte più dettagliata sul piano che oggi portiamo in adozione.
Il piano di Capena arriva all'adozione dopo un percorso lungo più di 13 anni, questo tempo può sembrare ed è sicuramente un tempo lungo enorme chi conosce la materia, però, sa che in realtà è un tempo che rientra o sta leggermente sopra la media di tutti i Comuni che affrontano questo percorso di pianificazione.
Si sente parlare del Piano regolatore, regolatore o del Piano urbanistico comunale, come lo definisce la nuova tra nuova alla legge del 1999 e urbanistica del Lazio, come lo sviluppo di un territorio.
In realtà, però, già da più di un decennio nel decennio, una lunga bibliografia ci parla dello sviluppo dei territori come un insieme di fattori multipli in cui possiamo trovare il mercato delle sue leggi, le leggi nazionali, le leggi nazionali e regionali, la conformazione geomorfologica di un territorio, la cultura e la storia di un territorio, possiamo dire quindi che il Piano regolatore si inquadra all'interno di questo ragionamento dello sviluppo del territorio semplicemente come uno strumento, uno dei tanti strumenti che si hanno a disposizione per far crescere e sviluppare un territorio.
Questo Piano, che portiamo in adozione è figlio di un PRG approvato nel 2001.
Che nel tempo della sua esistenza ha subìto grosse trasformazioni, probabilmente le idee di piano del 1999 chiuso nel 2001,
Si sono trasformate, a causa di nuove leggi regionali, piani comunali di attuazione da interpretazioni delle norme che hanno cambiato i criteri di base di quel piano.
Lo dico perché credo che bisogna che anche dai Consigli comunali si debba lanciare un messaggio ai governi centrali, i governi regionali, perché è giunto il momento di mettere in campo.
Nuovi strumenti di governo del territorio che sappiano realmente governare le trasformazioni che oggi avvengono in maniera sempre più rapida e complessa.
Il quadro in questo quadro normativo, che va rivisto e trasformato, abbiamo comunque cercato di inserire elementi innovativi, come le sono le linee guida per le trasformazioni che danno delle indicazioni e prescrizioni, per far sì che si riesca a controllare anche quell'elemento qualitativo dello spazio urbano che spesso nell'attuazione dei piani manca un altro elemento di innovazione e aver ribaltato le dinamiche che spesso governano la quali le quantità delle nuove trasformazioni le famose cubature.
Ho iniziato nel 2017 questa avventura come Assessore all'Urbanistica, dicendo una cosa semplicissima.
Le cubature che vengono inserite sul territorio devono essere cubature utili alla collettività, e non solo gli interessi dei singoli proprietari o dei loro tecnici. Questo concetto lo abbiamo riportato all'interno del Piano, con un lavoro significativo del professor Colarossi e del CUN e del suo gruppo. Il professore ha calibrando le nuove trasformazioni sulle necessità più generali in termini di spazi pubblici e opere pubbliche necessarie per migliorare la qualità del nostro tessuto urbano.
E su questi ha dato una quantificazione di massima del costo di queste opere.
Su questo costo abbiamo stabilito quali fossero le cubature necessarie per realizzarle e abbiamo quindi calibrato il nuovo sviluppo edilizio del piano.
Abbiamo cercato di dare destinazioni d'uso e più morbidi ed inclini alle trasformazioni inevitabilmente guidate dal mercato.
Scende invece su ragionamenti più particolari rispetto al Piano che stiamo presentando, abbiamo cercato di lavorare sulla viabilità, è così che nasce la dorsale che collega via Madonna, Due Ponti alle scuole del centro urbano per cercare di liberare il centro dal traffico che conosciamo e che possiamo vedere tutte e tutti i giorni della settimana,
Abbiamo pensato a una dorsale su via, ribasso Cavallone, che collega che collega la via provinciale 17 b abbia Monte Travicello e quindi alla zona più commerciale, nel tentativo di liberare l'area urbana del Bivio di Capena da un alto transito di veicoli, abbiamo pensato alla parallela alla via Tiberina oltre all'autostrada verso il Tevere.
Abbiamo pensato i comparti edificatori come elemento di ricucitura e di riqualificazione delle aree periferiche e come elemento di rottura con l'edificazione diretta in pratica, che ha prodotto le nostre periferie, che al 2017 ancora non avevano strade, fogne illuminazioni, i servizi essenziali, insomma una pratica riguarda esclusivamente l'interesse particolare. Abbiamo pensato al sistema dei parcheggi per dare valore al sistema dei paesaggi, per dare valore, lo splendido paesaggio di Capena, con tutto il sistema dei percorsi ciclo pedonali e di servizi per la fruizione del paesaggio, abbiamo versato un sistema produttivo molto complicato di inserire sul territorio da inserire su un territorio che è caratterizzato da numerosi vincoli di ogni genere.
Da vincoli riferiti alle legge Grasso a quelli storici ed archeologici.
Dicevamo un piano che è durato tempo, tanto tempo, vorrei quindi ripercorrere l'iter del Piano per far sì che non si dimentichino i passaggi.
Il piano parte nel 2010, con l'incarico al professor Colarossi, a cui l'Amministrazione dell'epoca già diede delle indicazioni.
Nel 2013 il Consiglio il Consiglio comunale ha approvato le linee strategiche del piano e su quelle abbiamo continuato a muoverci.
Sempre nel 2013 ha superato la prima fase della valutazione ambientale strategica, mentre nel 2014 2015 l'Amministrazione di allora ha cambiato il percorso normativo, passando dal percorso che vede la città metropolitane come protagonista, un percorso che rimette alla Regione.
Al centro e che poi ve lo abbiamo dovuto riportare, riprendere riportare sulla strada della Città metropolitana, in quanto avremmo dovuto riniziare tutta la fase della valutazione ambientale strategica preliminare, un'inutile perdita di tempo.
Un piano capisce che ha visto avvicendarsi ben cinque Amministrazioni, l'Amministrazione Bernardoni, l'Amministrazione Di Maurizio, il Commissario prefettizio e la nostra per due mandati.
Nel 2017, poco tempo dopo la nostra prima consiliatura, è stata presentata la prima bozza, la prima bozza che prevedeva già delle aree di trasformazioni abbastanza definite, consapevoli che non potevamo riiniziare tutto daccapo, abbiamo continuato quel percorso condividendone quello con il professore. Abbiamo istituito Commissioni specifiche per il Piano urbanistico comunale, abbiamo 4, lo abbiamo fatto quattro assemblee pubbliche in cui purtroppo devo registrare una scarsissima partecipazione e pensare che oggi si invoca una maggiore partecipazione dimenticando che fare uscire un piano prima della sua adozione innescherebbe un sistema di compravendita dei terreni agricoli illegale.
Abbiamo dovuto attendere la revisione degli usi civici, in quanto le carte date in dotazione al professore degli studi propedeutici al piano erano sbagliate e non prendevano in considerazione tutte le sentenze che nel tempo si sono succedute, un Piano quindi, che ha sopportato un percorso complesso e complicato che attraversato perfino una pandemia che ha reso molto complicato in quel periodo il lavoro,
Un piano che però ha il merito, proprio per questo, verso le percorso complesso di essere sia espressione di questa Amministrazione, ma che ha tenuto conto di tutto ciò che è stato prima del 2017, un Piano che finalmente oggi si apre alla cittadinanza che attraverso le osservazioni che sono un momento importantissimo di partecipazione cittadina potrà finalmente avere il contributo dei singoli cittadini o di gruppi di portatori di interesse generale ed essere quindi ricalibrato se vogliamo,
Dire aggiustato in qualche modo.
Lasciatemi concludere dicendo che è stata per me un'esperienza e no.
Un'esperienza che ha avuto il piacere di condividere con tutti i consiglieri che hanno avuto la voglia di partecipare, proprio per rendere il percorso più trasparente possibile.
Lasciatemi dire che, come assessore all'urbanistica, non ho mai voluto sapere di che fossero i terreni, sulle quali le trasformazioni avranno anche un impatto economico, questo perché non ritengo che il Piano sia qualcosa da spartirsi, no, uno strumento che deve guardare a un interesse pubblico generale per migliorare la qualità dell'abitare delle persone per me sono investiti soltanto fogli, segni, appunti, ma mai i nomi da accontentare o interessi privati da soddisfare.
Lasciatemi dire che sono affascinato da tempo da questa materia,
Perché tra le tante, la ritengo la più democratica.
Puoi studiare una vita, insomma, chiunque può e deve parlare di urbanistica, che chi ha studiato e ha il dovere e deve avere la forza per ascoltare ed è quello che faremo da oggi con la fase delle osservazioni.
Lascio pertanto la parola al professor ingegner Paolo Colarossi.
Docente universitario professionista che ha firmato diversi piani, presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica Sezione Lazio, che ci illustrerà insieme all'architetto Francesco Paolo Rossi, il lavoro svolto fin qui da lui e dal suo gruppo di lavoro, grazie per la vostra.
Pazienza e grazie per il lavoro che avete svolto,
Prego, grazie Assessore e quindi lasciamo la parola al professore prego.
Una brevissima introduzione, siamo consapevoli che oggi, insomma, si decide su un'importantissima.
Vi è un'importantissima decisione per il futuro di questa città, per il futuro dei suoi cittadini, in particolare i Piani urbanistici purtroppo, come ho detto, l'Assessore scontano dei problemi.
Improprio che sono anche strutturali di un certo tipo di urbanistica, che è quella che quello quando dobbiamo fare i conti quotidianamente e che due che, come dire, governata da leggi, norme e vincoli e quant'altro.
Nonostante questo, nonostante tutte queste difficoltà, come dire, anche noi siamo appassionati di questa materia ed è per questo che per questi 12 13 anni che son passati, abbiamo sempre voluto.
Prendere la strada migliore che potesse in qualche modo essere utile per questo città, per i suoi abitanti, guardate questo questo dato dell'utilità dell'urbanistica, secondo me uno dei punti nodali, uno dei punti fondamentali,
Per poter definire sul piano, come dire IUC, furono oppure no, perché deve essere utile proprio per gli abitanti e per la città noi abbiamo fatto certamente il possibile, con con tutti gli errori che ovviamente ognuno di noi può fare e devo dire in perfetta sintonia, di Udine con grande sintonia con l'Amministrazione comunale nel senso che abbiamo sempre avuto,
Un rapporto di scambio di idee, di opinioni e di proposte che alla fine sono arrivate, come dire a una.
Condivisa scelta, che è quello che poi vedrete su questi tavoli.
Termino dicendo termino questa brevissima introduzione dicendo che ecco, sottolineo alcune cose già dette dall'Assessore, che secondo me sono molto importanti e questo è un piano che ha come obiettivo quello della qualità urbana a un piano che ha come obiettivo quello del buon abitare e tutto questo ha a che fare soprattutto con la dotazione di nuovi spazi pubblici, nuovi servizi e dotazioni, che al momento attuale è assai carente, quindi.
Credo che sia da sottolineare proprio l'aspetto che ha preso in questo quadro, quello che normalmente viene definito come il dimensionamento del piano dimensionamenti che molto spesso e lo vediamo con alcuni piani che sono ancora presenti, in particolare quelli del Lazio, è stato eccessivo e noi abbiamo perché perché si faceva un dimensionamento massimo dato come dire su quanti metri cubi vogliamo metterci rispetto a un'idea di crescita della popolazione, beh, noi abbiamo cercato di rovesciare un po' questo questo tipo di ragionamento perché ci siamo detti, ma vediamo quello che serve oggi alla popolazione già residente, quali servizi, quali spazi pubblici sono importanti e utili per la popolazione residente e quindi, sulla base di questo ragionamento, abbiamo detto poi per l'acquisizione di queste aree per eventualmente anche.
Incominciare quantomeno a.
Intervenire su un parco piuttosto che sulle strade piuttosto che sulla piazza. Vediamo quanti metri cubi di edificazione siano opportuni e necessari per poter ottenere gli spazi pubblici che sono necessari a tutti quanti gli abitanti e come dire questo significa proprio aver rovesciato proprio il ragionamento per dire non è tanto, come dire,
La cubatura da mettere su un terreno privato perché sia prevalentemente.
La proprietà privata, ma poi anche, naturalmente, gli abitanti che vanno ad abitare in quel in quell'operazione che sono sempre una minoranza molto molto,
Molto minima rispetto alla popolazione complessiva. Ci siamo ci siamo posti, il problema del nella necessità di servizi di attrezzature per la popolazione giochi sente Giori silente e da quello è discesa poi la quantità di edificazione che, come che vedremo adesso nel piano.
Adesso credo che però possiamo fare un rapido excursus, non tutte le tavole rientravano nel piano, sono più di uno, si continua a vivere.
Ecco, no, no, non vi riproponiamo certamente tutto il 50, però ecco alcuni punti che sono quelli essenziali per poter capire il tipo di chiarire quali sono i principali contenuti di questo Piano.
Buon pomeriggio vi ringrazio di essere qui, vi ringrazio già fin dall'inizio della vostra pazienza, ma cercherò di essere il più chiaro ed esaustivo possibile, nonostante effettivamente.
Il numero dei tavoli, il numero degli anni, il numero degli elaborati e delle cose dette in un piano regolatore sia veramente infinito, però volevo partire da quello che ha detto il vicesindaco pochi minuti fa, cioè una cosa molto importante per l'urbanistica, forse effettivamente la vera materia tecnica. Possiamo definirla così all'interno dell'architettura e dell'ingegneria che sia così democratica, perché beh, per un semplice, piccolissimo motivo che vi mostro subito, noi adesso siamo questo è il l'iter amministrativo di un Piano regolatore, piani regolatori qualsiasi, cioè quello che stiamo facendo noi siamo più che c'è.
Vedete, noi abbiamo flaggate o con un una spunta verde i punti che abbiamo già PAS che abbiamo già fatto.
Sembrano pochi rispetto agli anni trascorsi ed è vero, sono passati molti anni, ma ci sono tutte le motivazioni del caso, appunto sono passati cinque Amministrazioni e voi dovete immaginare che ogni Amministrazione giustamente, ha detto, diciamo la sua sul Piano regolatore e quindi ogni volta il Piano regolatore è stato rimaneggiato rivisto ricorretto ricontrollato ristudiato ipotizzato.
Però, nonostante questo tempo trascorso forse in parte eccessivo, in realtà noi siamo arrivati adesso a un punto fondamentale, che è il punto dell'adozione del più CIG, perché è fondamentale perché è finito, no, al contrario.
In assurdo, questo è il calcio d'inizio della progettazione partecipata, vere e proprie, cioè il momento in cui da questo momento in poi il Piano può essere pubblicato, il piano può diventare oggetto di discussione da parte della cittadinanza e la cittadinanza può e anzi deve, io mi auguro e rispondere con le osservazioni al piano,
Ora la faccio breve, cosa sono le osservazioni al Piano sono delle dei documenti, delle delle pratiche che vengono di solito data in mano ai tecnici locali, in modo tale che così possono comunicare in maniera.
Un po' più tecnica rispetto al singolo cittadino, qualche cosa che il cittadino ritiene suo diritto o ritiene un'incongruenza rispetto a un cambiamento territoriale, e può in questa sede presentare l'osservazione relativa al tema di cui ha intenzione di parlare. Facciamo un esempio sciocco, siamo all'interno della proprietà di Giovanni Giovanni, in questo momento,
È in una proprietà agricola, si trova un domani proiettato nella visione attraverso il piano di un comparto edificatorio, Giovanni vuole restare agricolo, bene, fa un'osservazione al Piano, dicendo, ma io voglio restare agricoli ora di solito ci sono delle indicazioni che il tecnico che magari Giovanni ha interpellato può inserire per motivare questa necessità di Giovanni di non,
Come dire accettare questo cambiamento a quel punto le osservazioni vengono accolte dal Comune, dallo studio tecnico dell'ufficio tecnico dell'amministrazione e dallo studio dei professionisti incaricati, e tutti insieme si ragiona osservazione per osservazione, per decidere se accoglierla, accoglie la parzialmente accoglierla in toto o non accoglierla ora di solito in un Piano regolatore.
Vado per esperienza, le osservazioni passano a seconda della dimensione di una città dalle 50 alle 250 300, questo è il numero più o meno su cui ci si aggira,
Può possono le osservazioni trasformare completamente un piano, no, però lo possono migliorare, sì, certo assolutamente, perché la conoscenza del territorio, per quanto noi oltretutto l'abbiamo passata per più di 15 anni all'interno del territorio di Capena.
È comunque sempre relativa il proprietario terriero, il cittadino che vive Capena e che capisce meglio le sue esigenze, le esigenze della città ha comunque la possibilità. In questa sede diciamo l'ultima ma più importante di poter esprimere la propria opinione sul piano.
Quindi che su questo cosa vuol dire noi oggi stiamo facendo un un punto importante del percorso di un Piano regolatore che è quello di permettere alla cittadinanza di vedere quello che è stato fatto nelle tra virgolette, segrete, stanze del.
Insomma, diciamo della progettazione tecnica, del del dell'Amministrazione, della politica, eccetera.
Non perché siano effettivamente sigarette queste istanze, ma perché da una parte, come ha detto anche il vicesindaco, forse c'è stata una scarsa partecipazione in quel momento da parte della cittadinanza, ma poi perché, come ha sempre detto il vicesindaco, è pericoloso far uscire un piano se questo piano non è pubblicato perché si possono innescare delle pratiche che sono anche purtroppo già successe di interessi da parte di privati che, avendo saputo in che modo poter acquisire dove poter acquisire territori non ancora trasformati può far leva sulla ignoranza di alcune persone su il fatto che questo Piano,
Trasformi una determinate area per acquistarlo a un prezzo più basso. Facciamo un esempio, quindi questi due motivi fanno sì che il Piano debba rimanere nelle nelle sue strutture principali, nei suoi dettagli più di trasformazione territoriale segreto. Poi però arriva questo momento e questo è un momento fondamentale nel momento in cui il piano venne pubblicato. Quindi tutti sanno tutto. Nessuno può più provare a fare manovre di nessun tipo e la cittadinanza ha il diritto dovere di rispondere secondo le proprie idee, necessità, esigenze nel osservare qualcosa che nel piano, appunto,
Può essere migliorato. Ripeto a quel punto le osservazioni, dopo 30 30 giorni di osservazioni aperte, 30 giorni di pubblicazione, 30 giorni di osservazioni da parte della cittadinanza, poi l'ufficio tecnico all'Amministrazione e lo studio si prenderanno il tempo necessario per leggere tutte le osservazioni. Non ci sono dei tempi prestabiliti perché non si sa se sono 5 o 500 e le risponde punto per punto, ridisegnando il piano nel caso su i cambiamenti che vengono effettuati. Ora tutto questo in parallelo viaggia la procedura VAS. Allora che cos'è la procedura VAS? La faccio breve perché sennò visto già annoiando, fondamentalmente è un percorso parallelo alla procedura urbanistica che serve per dettare un controllo qualitativo sul territorio qualitativo a livello di natura natura.
In territorio paesaggio, archeologia, servizi, servizi nel senso di infrastrutture per la mobilità, infrastrutture tecnologiche e via dicendo. Di questo si è interessato l'ingegner Carlo Di Berardino, che ha avuto l'incarico da parte del Comune per redigere tutte le relazioni ambientali e seguire l'iter di VAS e.
Per cui chiederei poi gentilmente di poter dire la sua sul tema.
Questo brevemente solamente per dire che, da un punto di vista, c'è stato un analisi urbanistica progettuale di quello che è stato già presentato prima dal professor Colarossi, dall'altro c'è stato un controllo legato a una procedura di VAS molto rigorosa che,
No, ormai è diventato prassi comune da parte della Regione di controllo sulla qualità delle trasformazioni urbanistiche. Cosa succede sul territorio quando si applicano queste trasformazioni urbanistiche? Questo ve lo dico per in qualche modo assicurarvi che, rispetto alle progettazioni urbanistiche degli anni 60 70, anche 80 oggi c'è un controllo molto più dettagliato su tutte queste trasformazioni, atto proprio alla preservazione del territorio e alla qualità che deve essere conservata per mantenere uno standard alto, di.
Peculiarità dei territori, delle regioni italiane o, tra parentesi, Capena per noi ha sempre è sempre stato un territorio di alta qualità perché, oltre ad avere certo un agglomerato urbano ben definito, certo avere avuto uno strong di edificazioni che noi abbiamo definito come campagna abitata che ce l'hanno tutti e anzi, voi siete stati anche abbastanza bravi a contenerla. Mantiene comunque una qualità territoriale molto elevata, proprio perché a differenti tipologie di territorio, una piana lungo il Tevere di un certo tipo di qualità che addirittura è posizionata all'interno del PTPR tavola del paesaggio naturale c'è una parte, invece è totalmente opposta. Alta collinare quel laddove Civitucola dove c'era l'antica catena dove.
Romolo ha conquistato la prima città che è riuscita a conquistare, Roma è stata proprio catena dispiace questo primato, però grazie a quello è stato edificato il primo arco.
La Prima Porta Trionfale dei romani Porta Capena.
Che abbiamo ancora a Roma, quantomeno come localizzazione.
Detto questo, il territorio di Capena quindi ha una sua peculiarità che deve essere preservata e noi, proprio in quest'ottica, abbiamo lavorato sempre nell'attenzione di realizzare quelle piccole centrali micro, centralità locali che abbiamo individuato per poter realizzare i servizi necessari e mancanti nel territorio di Capena sempre a ridosso dell'edificato già esistente. Quindi per due ragioni, la prima perché, ovviamente, se io creo dei nuclei di servizi al cittadino non li crea in mezzo al niente, perché a quel punto a cosa servono il cittadino per potersi spostare, di nuovo, prendere una macchina in più per poter andare in questi servizi? Non ha senso, serve invece posizionare i servizi dove mancano, dove il tessuto edificato già esistente e dall'altra la motivazione che, lavorando sul comparto edificato nel nucleo urbanizzato già esistente, non vado a mangiarmi nuovo territorio vergine. Oltre a questo, naturalmente, tutta una serie di vincoli adesso ne andiamo a parlare ora, come ha già accennato.
Il vicesindaco. Non insisto sul tema. Il progetto ha avuto parecchi anni per essere elaborato. Questo ha un contro, ma anche un pro, perché adesso il territorio lo conosciamo bene e abbiamo fatto dal nostro punto di vista, secondo noi il meglio che si poteva ottenere con la progettazione che ci eravamo indicati e poi sottolineo il fatto che in questi due mandati della nuova Amministrazione, l'impulso propositivo per la realizzazione di questo piano è stato sempre presente sempre costante. Questo, devo ammetterlo, non è facile portare avanti un piano regolatore, non è facile soprattutto prendersi la responsabilità di un piano regolatore. Di questo devo dire, ogni volta che mi trovo di fronte a un'amministrazione che vuole fare un Piano regolatore che ci chiama per farlo, glielo chiedo due o tre volte, ma siete sicuri perché molte volte è causa di grandi dissidi, grandi dissensi all'interno stesso della maggioranza. Qui devo dire che invece mi sono trovato di fronte.
A una serie di persone che hanno sempre voluto mantenere la barra del timone dritta, arrivare a migliorare e dare delle regole nuove di programmazione per un territorio che, ripeto, ha le sue qualità, ma ovviamente anche alcune criticità che il Piano regolatore nella nella sua parte strettamente urbanistica, può risolvere.
Ora il più CGIE nasce, come abbiamo già detto, da due temi fondamentali che sono già stati toccati e con quei flag verdi che abbiamo visto prima. Il primo è stato il DPI, il documento preliminari, l'indirizzo e il secondo è stata la prima conferenza di pianificazione che è stata in qualche modo.
Confermata, cioè la bontà del piano è stata confermata dalla Regione e dalla Provincia che hanno permesso, attraverso le osservazioni, hanno permesso a noi di andare oltre la prima progettazione di indirizzi del documento preliminare e di proseguire nella progettazione dei più C.C. Ora questo è l'elenco elaborati. Come ho accennato prima, magari non sono 50, sono 30 35 tavole, ma comunque sembrano 50, ma comunque sono tante. In questa breve presentazione cercherò semplicemente di raccontarvi quelli che sono i quadri generali di progettazioni che sono state fatte.
Il primo, ovviamente è un quadro conoscitivo, cioè un quadro che adesso, attraverso anche queste tavole, racconta tutto lo stato attuale del territorio di Capena, attraverso differenti tipologie di analisi, che sono da quella semplicemente coreografica a quella più sociale. Quindi, il quantitativo delle persone divise per zona attraverso i dati censuari e.
E poi vanno più nel dettaglio, per esempio, del dei sistemi ambientali, come il sistema paesaggistico. Altri ancora sono i sistemi archeologici, monumentali altri ancora di nuovo invece sono quelli paesaggistici.
Relativi ai differenti ambiti che noi siamo stati in grado di riconoscere, inserendo ovviamente uno degli ambiti fondamentali che riguarda soprattutto urbanistica, cioè quello della città. Ora tutto questo, oltretutto, viene affiancato e associato nella nostra progettazione la progettazione di qualunque piano al quadro vincolistico.
Che è un quadro presente in tutti i territori d'Italia, il territorio della regione Lazio presenta un Piano paesistico territoriale particolarmente vincolistico, nel senso che è un piano pensato per in qualche modo congelare la situazione attuale del territorio, in modo tale da non trasformarlo più di tanto. Quindi c'è un tentativo di preservazione molto forte da cui discendono però una serie di vincoli altrettanto forti. Qui poi, magari torniamo sull'argomento, sull'argomento vincolistico, più più avanti, però, fondamentalmente tutti questi temi, cioè l'analisi del territorio da un punto di vista morfologico, costruttivo e sostanziale reale quello che noi abbiamo fatto come studio di progettazione, andando a fare mirate campagne di analisi, c'è lo studio specialistico, geologico, archeologico, vegetazionale, lo studio dei vincoli preordinati, cioè tutto quello che è al di sopra sia del dello stato, di fatto reale, sia della volontà dell'Amministrazione.
Ecco, tutto questo ha portato alla identificazione di un primo.
Anzi, un primo, un finale,
Piano urbanistico comunale generale, che è a sua volta suddiviso secondo l'articolo 28, comma 2 della legge regionale del Lazio del 38 in due componenti fondamentali la componente strutturale e la componente programmatiche. Questo per legge la componente strutturale dalle indicazioni e gli obiettivi di base,
Dei progetti. La componente programmatica, invece, trasmette tutte le prescrizioni e gli indirizzi relativi a quelle indicazioni della componente strutturale.
Del piano esistente sul web sono andati in giro, a questo punto dovrei partire sbagliato.
Quindi.
In particolare, determina tutto quello che è la trasformazione del tessuto del territorio esistente è quello di progetto.
Dunque.
Ci sono anche qui due temi fondamentali che noi abbiamo mantenuto come timone, come barra dritta per la realizzazione di questo piano e sono sempre legati alle disposizioni programmatiche sovraordinate che i Comuni devono recepire se sussiste un piano,
Territoriale provinciale e il Comune di Roma come città metropolitana ai PTPG il PTPG dà delle indicazioni che sono relative a trasformazioni indicazioni, nel senso che può dire, per esempio, nell'area quella accanto all'Lucus Feroniae che al tempo bisognava fare Fonopoli, non so se vi ricordate il progetto.
Benissimo, quell'indicazione è rimasta nonostante Fonopoli non ci sia più il PTPG indica in quell'area comunque un'area di attività tecnico, culturali di un certo grado, proprio perché era pensata per una tipologia di inserimento di trasformazione che noi oggi però dobbiamo in qualche modo recepire non ci mettiamo Fonopoli ovviamente,
E poi, un altro tema molto importante sempre della Provincia de della Città metropolitana è quello della rete ecologica, la Rap, la rete ecologica provinciale, è un elemento fondante fondante per la la provincia di Roma, per accettare o meno un piano regolatore, cioè più ci giri di nuova formazione.
Ricordiamoci infatti sempre che, da un punto di vista urbanistico, in questa.
Progettazione.
Questa tavola di concertazione che noi avremo nel momento in cui presenteremo il piano, lo adotteremo, noi dobbiamo affrontare due grandi personaggi, uno è la città metropolitana e l'altro è la Regione, la Città metropolitana ha il diritto di dire la sua sul tema urbanistico, la Regione sul tema paesaggistico,
Quindi è chiaro che il Piano regolatore deve, sia da un punto di vista paesaggistico e dal punto di vista urbanistico, seguire i dettami di queste due realtà sovraordinate, altrimenti automaticamente, le 2 i due personaggi sopracitati ci riportano indietro il piano e ci dicono questo non si può fare.
Da tutta questa serie di informazioni scaturisce la la prima tavola di disposizioni strutturali che, immagino, non riusciamo a vedere troppo bene qui nel dettaglio.
Ripeto, avete tutto il tempo per poter bisogna andare a vedere una volta pubblicato il piano, adesso questa è una presentazione di massima, serve più che altro a farvi capire cosa c'è dentro la scatola,
A sua volta, li disposizioni di strutturali danno.
Indicazioni per le disposizioni di programmatica.
Disposizioni programmatiche che, rispetto agli altri piani regolatori.
Noi abbiamo fatto uno sforzo in più e siamo andati a un dettaglio che di solito il Piano regolatore non prende in considerazione, diciamo il Piano regolatore, nel bene o nel male, si ferma alle disposizioni programmatiche che si traducono in termini tecnico, urbanistica, con la zonizzazione che tutti qui conosciamo cioè i colori sulle aree,
Però questa tecnica, che è fondamentale e fondante nella progettazione, nella tecnico urbanistica, ha dei limiti sia progettuali, quindi ab origine, quando ancora io devo decidere che tipo di colore mettere in un determinato posto, sia dopo cioè una volta che il Piano è stato approvato e c'è quella macchia di colore, cosa succede quando arriva il costruttore o il privato che decide di mettere in atto quello che il Piano regolatore programma in quella determinata area? Ecco, noi siamo andati un po' oltre i nostri compiti, in accordo, ovviamente, con l'Amministrazione e siamo scesi di scala. Cosa vuol dire che, rispetto a un Piano regolatore che si basa su un rapporto di 1 a 5.000 per determinare la zonizzazione, noi ci siamo scesi molto di scala, fino al 1.000 e fino a un 2000, prima di tutto per capire il territorio, la morfologia, quindi abbiamo lavorato anche col coloro grafia con i tre di del territorio. Abbiamo capito in che modo quelle determinate aree potessero essere tessute di un nuovo tessuto edificatorio, per esempio, ma come in funzione del fatto che questo tessuto non venisse messo magari,
Sul fondo di un di una valle o in cima a uno sbilancio e allo stesso tempo non abbiamo messo il verde nel triangolino, quello messo per così, perché tanto, bisogna ammetterlo, non è importante capire se si può effettuare o meno. Siamo scesi fiscale proprio per capire dove mettere queste aree. Allo stesso tempo, questo studio non ci è servito solamente per mettere i colori sulla mappa, ma ci è servito anche per poter dare un elaborato. Non mi ricordo più quante pagine, ma sono.
200 250 pagine di linee guida. Cosa sono? Queste linee guida sono un documento fondante e fondamentale di questo Piano, che servono a determinare, grazie all'Amministrazione e agli uffici tecnici che continueranno a lavorare su questo piano dopo di noi, per potersi mettere d'accordo con il proprietario il privato, il costruttore che verrà da loro e dirà allora io vorrei fare questi edifici perché il Piano Regolatore mi dice che ho questo indice di cubatura bene, ma che tipo di edifici, come vanno sistemati sul territorio, dove vanno gli spazi pubblici, come vanno conformate degli spazi pubblici, dove passerà alla strada? Poiché tutte queste indicazioni molte volte in un Piano regolatore non vengono definite in maniera così precisa, le linee guida invece, in questo caso servono proprio all'Amministrazione. Per poter dire va bene, lei viene mi fa il suo progetto attuativo, che però deve seguire già queste linee guida che io le do. Se il suo progetto quando mi arriva, corrisponde non al 100%, ovviamente perché sono linee guida danno delle indicazioni corrisponde a queste linee guida che io le ho già dato e che fanno parte del Piano regolatore. Allora il suo piano, il suo progetto e il suo piano attuativo può andare tranquillamente oltre.
Per fortuna.
Ci sono, ci sono effettivamente due parti ben differenziate all'interno di queste linee guida, che sono indicative normativa, quindi alcune sono di indicazione, l'ufficio tecnico le può prendere, o non seconda di anche della sensibilità delle persone e anche della sensibilità del privato che viene a chiedere un determinato trasformazione e poi invece ci sono quelle più normative che fanno parte del piano e che quindi non possono essere trasferite.
Nel dettaglio e poi cerco di essere davvero rapido, noi abbiamo fatto quindi delle tavole generali, dove si vede tutto il territorio di Capena e poi degli zumba, 5.000, dove per parti si scende di scala e si vede sempre la zonizzazione, ora cosa abbiamo fatto in più, quindi fino a qui è quello che fanno tutti siamo andati oltre e abbiamo dato per ognuno di questi.
Numeretti che avete visto sulla mappa precedente, una tipologia di indicazione progettuale, cioè cosa va fatto volta per volta, quindi non solamente abbiamo dettato regole e indicazioni per quel che riguarda le trasformazioni territoriali, cioè quei comparti dove dentro ci saranno i servizi privati che scaturiscono dalla realizzazione di cubature, ma anche per i servizi pubblici, quelli che vengono realizzati o attraverso fondi comunali, se ci sono o attraverso fondi europei.
Piccola parentesi, a cosa ci serve questo Piano regolatore, tra le varie altre cose, anche a intercettare tutti quei fondi europei che, senza un piano regolatore che metta già in atto una serie di programmazioni che sennò sarebbero soggetti a varianti e quindi la legge? La Regione non in qualche modo non permette di sprecare i fondi. La Regione sa che un Comune che si deve dotare di una variante per poter fare determinate opere è già fuori dalla gara, quindi il Comune di Capena, con questo Piano adottato, avrà già uno schema di assetto di tutte le trasformazioni degli spazi pubblici, delle strade, delle infrastrutture che vengono già qui indicate e che può utilizzare per dire, ebbene, nel prossimo anno il prossimo POR il piano operativo regionale del prossimo settennato col Comune di Capena partecipa con la realizzazione del Passo del Cavallone, del ponte del Passo del Cavallo. Adesso dico una cosa qualsiasi. La Regione diceva bene per il Comune di Capena è già provvisto di un piano che prende in considerazione questo progetto, non necessita di variante.
Perché non dargli i soldi in breve, dunque ritorniamo al discorso di prima per ognuno di questi progetti li vedete in quei pallini, con i numeretti ci sono una serie di indicazioni progettuali.
Qui non vi metto a leggerli tutto, ma sono solamente alle prime pagine del primo comma della prima parte del centro storico di Capena, però, per fare due tre esempi, queste sono le schede che troverete dentro le norme tecniche, le le le linee guida, ovvero l'indicazione dell'area oggetto di questo.
Di questo zoom, la sua reinterpretazioni urbanistica.
In dettaglio, lo schema di assetto che far capire meglio alcune indicazioni, come per esempio dove va posizionato il parcheggio, dove la piazzetta, dove e come posizionare gli edifici in funzione del de della loro.
Posizioni sul su sul parcheggio sulla strada e un piccolo schemino tridimensionale per far capire dimensionamento e posizione degli stessi.
L'ultima scheda fa vedere sempre in maniera molto sintetica quelle che sono le tipologie edificatorie proposte.
E le quantità, ovviamente.
E così via.
Comparto parco degli ulivi, per esempio, un pochettino più complesso rispetto a quello di prima che prevede la realizzazione di un parco di un parcheggio lineare, di una linea di edifici che servono questa in cresta ovviamente che quindi avrebbe la possibilità di avere una una vista eccetera la realizzazione di una strada di collegamento, anche questa molto importante per evitare il problema del traffico su quell'asse lì precedentemente preesistente e ovviamente, come già detto precedentemente, tutte le volumetrie pensate in quella fascia sono quelle necessarie per la cessione dei territori che fanno parte del comparto e la realizzazione.
In questo caso della strada.
Ora questo è un piccolo stupido video scusate.
Non è partito.
Vediamo se riesco a farlo partire.
Sono degli degli scenari progettuali e ora non vuol dire che questi fanno parte del piano, sono stati fatti per comunicare alla cittadinanza e anche a voi quelli che possono essere,
Le trasformazioni, soprattutto per quanto riguarda gli spazi pubblici, perché infatti le case non vengono disegnata in questo caso, ecco, qui ci troviamo nella riqualificazione sopra nella Piazza che è stata recentemente riqualificata, e quindi sotto abbiamo l'area sportiva qui identificate semplicemente con un grande campo sportivo e poi dal campo sportivo in poi perché quest'area è stato già ampiamente riqualificate.
Le idee progettuali che potrebbero migliorare gli spazi pubblici di questa parte del sistema del centro storico, ora il parcheggio già esistente, però pensare a una rimodulazione della sosta degli stalli con l'inserimento di una serie di alberature che permetta, da una parte di rinverdire quell'area ma soprattutto poi di abbattere l'albero, di creare, di abbattere l'isola di calore e di rendere il parcheggio delle macchine meno soffocante durante i periodi estivi, la riqualificazione dell'asse stradale con il nuovo asse stradale che vediamo lì a destra.
L'orografia del terreno così studiata, l'abbiamo presa da Google Maps e dalle curve di livello della CTR, un ipotetico disegno del parco è assolutamente ipotetico, serve semplicemente per dare l'idea di questo polmone verde che potrebbe andare a crearsi all'interno di quest'ANSA del.
Chiamiamolo centro storico, perché il centro storico alla fine ancora e.
Ecco, e questo più o meno alla pista di, vi ricordo che qui non ci sono le case perché non li ho messi appositamente, non sapendo, diciamo, ho un'idea della dimensione, ma non so vietate affaccia, ci apre sennò uno, si focalizzava su quello che sarebbe stato un peccato,
Altro esempio e poi mi fermo.
A noi ci teniamo tanto questo esempio qui è quello di Emilio Del del chilometro verde.
Anche in questo caso, ripeto, sempre le solite logiche noi abbiamo studiato il territorio, anche grazie alle indicazioni dell'Amministrazione. Abbiamo effettivamente considerato che quest'area, quella accanto alla ferrovia e già utilizzata da molti cittadini di Capena per andare a correre già in qualche modo sfruttata verso questa indicazione, quindi l'idea è venuta da sola. Quella di creare una sorta di parco lineare attrezzato che possa essere utilizzato dai cittadini di Capena per andare lì e correre in maniera anche un po' più sicura rispetto a come lo fanno adesso, per poter fare questo, per poter creare un parcheggio di attestamento per le macchine che magari alcuni cittadini di Capena non sono proprio la vicino devono prendere la macchina per andare a fare questa cosa per poter realizzare le strade di collegamento. È sempre il solito discorso la indicazione di alcune aree dove verrà realizzata della volumetria che serve per l'acquisizione delle aree e la realizzazione delle infrastrutture.
Qui sempre il solito discorso in dettaglio, lo schema di progetto.
Il 3D, che fa capire la dimensione delle degli edificati che, come vedete, non è particolarmente eccessiva, si tratta sempre di strutture con un giardino.
Quello spazio verde privato quindi no assolutamente non invasivo, e poi anche in questo caso, appunto, la tipologia casette a schiera massimo due piani,
E anche in questo caso un piccolo video, sempre in molto indicativo, per far capire come potrebbe venire.
Quest'area, sempre al netto delle cubature che non ci interessano in questo caso, perché sono state delle analisi e degli studi fatti sugli spazi pubblici, soprattutto quindi, in questo caso.
Di 1.000 chilometro verde potrebbe diventare questo parco lineare attrezzato, come dicevo, con semplicemente una pista percorrere e qualche area di attestamento per allenamento per.
Ho anche un piccolo percorso dove poter camminare.
Ora io finisco la mia parte semplicemente chiedendovi scusa per in qualche modo la lungaggine, ma allo stesso tempo la vastità del tema che non mi ha permesso di dire tutto, ci sono veramente tante cose da dire su questo piano io vi prego di poterlo fare per conto vostro nel momento in cui ci sarà l'opportunità di poter vedere tutto questo lavoro una volta pubblicato sarà a vostra disposizione passo la parola al professor.
Non soltanto due minuti per un chiarimento e una conclusione,
Può essere che ci sia stato un lungo Francesco, ma io non credo, perché ha dato soltanto una prima idea della complicazione di questo percorso che abbiamo noi abbiamo.
Compiuto fino a oggi il chiarimento e questo riguarda l'attuazione del piano sulla parte periodi, quando si vuole si interviene, si interviene per comparti, ne abbiamo detto comparto no e uno di questi ambiti, all'interno dei quali poi vengono date le regole,
Le 2 tecniche che sono stati utilizzati sono quello è già stato detto, della compensazione chi chi do delle cubature da realizzare, però voi in cambio proprietari, imprenditori, dati al Comune biliari e fate anche una quota parte di interventi e questo guardate è una cosa che verrà poi però in parte decisa anche successivamente cioè nel momento stesso del l'adozione perché,
Mentre viene definito fin da adesso quali sono le cessioni di aree al pubblico per quanto riguarda gli eventuali interventi di alcune parti di questi spazi pubblici per interventi su questi spazi pubblici, questa cosa verrà definita in sede di definizione degli oneri degli extra oneri, perché sarà il comune e al comune compito di fare questo calcolo, e quindi in quel momento, quando si saprà effettivamente quali saranno, come dire il 50% del vantaggio che il privato dovrà trasformare in termini di vantaggio pubblico una quota parte per assorbita dalla cessione dell'area, naturalmente, ma probabilmente questo è che ci sarà anche una quota parte per la quale si potrebbe pensare di fare una più una parte di parco, un pezzo di storia o quant'altro. Questo è il primo chiarimento, quindi compensazione, ma anche poi, secondo aspetto secondo tecnica,
Equiparazione sono, o meglio, tutti i proprietari all'interno di un comparto sono messi nelle stesse condizioni, nel senso che non ci sono né il proprietario sui quali capita l'area verde, perché bisognerà costituire un consorzio e quindi all'interno poi della parte edificabile ognuno dei proprietari poi avrà una sua quota relativa alla sua proprietà di terreno messa in gioco. Ecco quindi, da questo punto di vista i proprietari sono messi tutti nello stesso.
Livello termino con una conclusione, ecco 5 slogan che secondo me noi rappresentano questo piano.
Peabo slogan prima gli spazi pubblici e lo avete capito, abbiamo parlato più più di più di parchi, più di strade più di piazze e che non del resto no, l'idea è quella che è la qualità dell'abitare per una città è legata alla presenza di un adeguato sistema di spazi pubblici per questo primo agli spazi pubblici, quindi, di conseguenza, secondo slogan no, nuove edificazioni solo per ottenere le situazioni territoriali in dotazione ai territori in termini di standard eccetera.
Terzo slogan, valorizzare i tesori di Caprino qui il paesaggio, qui sono i parchi, i numerosi parchi, tra l'altro anche il Parco Campagna della Valle del Tevere, il Parco Campagna di Civitucola, che sono due idee di come dire valorizzazione, conservazione e salvaguardia e valorizzazione. Ecco di appunto di tesori paesaggistici che già esistono in questo in questo territorio.
Quarto slogan servizi e attività produttive, una risorse ad accrescere alcuni dei comparti sono DEC dedicati proprio a servizi privati, all'organizzazione dei servizi privati, quindi una crescita anche da questo punto di vista, auspicabile per questa città ultimo e quinto, lo slogan mobilità, mobilità e accessibilità per abitare meglio e quindi legata anche come dire allo sviluppo di mobilità quella che viene definita mobilità dolce, percorsi pedonali e percorsi e percorsi strani 30 e quant'altro ciclabili e quant'altro. Ecco, grazie.
Grazie professore, grazie ingegnere.
E non so se l'assessore Pelliccia vuole aggiungere qualcosa.
No, diciamo l'unica cosa, ecco, ringrazio anche l'ingegner Di Bernardino per il lavoro svolto nella valutazione ambientale strategica, un lavoro importantissimo è un po' una guida del piano, ci dà le direzioni e i limiti dentro uguale calibrare lo sviluppo edificatorio di un di un territorio, quindi lo ringrazio per per il lavoro per il lungo lavoro svolto.
Grazie Assessore, passiamo a chi vuole intervenire, prego Consigliere Corradini.
Non ho capito se c'era prima un intervento del dottor Di Berardino, mi sbaglio, era stato era stato evocato prima, mi sembra no, ASPI, ha auspicato o no, perché sennò poi io prima di fare il sorbetto ascoltiamo tutti noi.
Non l'avevo vista,
Buonasera a tutti sono, come ho già detto, che ero Di Berardino, io mi sono occupato.
Della valutazione ambientale strategica del appunto relativamente all'albo al lavoro che è stato sviluppato.
Dal professor Colarossi era architetto Francesco Rossi da tutto il gruppo di lavoro.
Io.
Adesso, in in pochi minuti, ma volevo darvi così rapidamente un'idea di del del lavoro svolto relativamente alla alla VAS non ho immagini da mostrarvi, ma, diciamo, mi interessava, soprattutto lasciando alcuni concetti che possono essere, spero, utili iter.
E per poter poi magari affrontare o magari molti di voi avranno già fatto il la lettura del del del testo del rapporto ambientale con i suoi vari chiusa dagli allegati.
Molto rapidamente, quando parliamo di valutazione ambientale strategica, cioè di appunto quella che viene denominata più rapidamente bus, intendiamo sostanzialmente una una procedura in cui in modo sistematico si tiene conto di aspetti che riguardano essenzialmente l'ambiente, il patrimonio culturale, quindi beni paesaggistici ai beni culturali in relazione alle scelte che vengono fatte in in sede di redazione del Piano urbanistico, in questo caso il Piano urbanistico comunale, la VAS si fa per tutta una serie di temi che non sono soltanto quelli, quelli urbanistici e in generale, comunque, ripeto, è una procedura con la quale, insomma, si cerca di tenere conto in modo sistematico su quelli che sono i risvolti dal punto di vista ambientale del e del del patrimonio culturale, quindi i beni paesaggistici e beni culturali, in relazione appunto alle scelte che vengono fatte con particolare piano a cui la VAS sì, si applica ovviamente.
E nel caso di un di un piano urbanistico. I contenuti che vengono che vengono analizzati sono contenuti in ottenuti dal punto di un piano urbanistico, quindi siate dei contenuti che hanno una, che vengono espressi in termini molto generali. Non si tratta dei contenuti, come dire progettuali come nel caso della via, in cui invece l'analisi sono molto molto più dettagliato, in cui si tratta appunto di.
Prendere in considerazione gli aspetti, appunto, ambientali, del patrimonio culturale relativamente a contenuti sono generali che sono appunto quelli tipici di un di un di un piano e di un piano urbanistico.
Dopodiché la VAS, come sapete, codificata dentro una una normativa.
C'è una normativa a livello a livello europeo che è stata definita attraverso una una una direttiva nel 2001, dopodiché le.
Sì, i singoli Paesi dell'Unione europea, quindi anche l'Italia, hanno recepito l'hanno recepita dentro la loro normativa oggi la procedura di VAS e codificata dentro il il codice dell'ambiente 152 del 2006, dopodiché alcune regioni non non li lasciano a loro volta fatto ulteriore normativa regionale, specificando alcuni aspetti delle procedure di contenuti eccetera per cercare magari anche di aiutare chi redige le VAS,
Arrestare il più possibile coerente con il dettato normativo. Nel caso del del Lazio, invece, si fa riferimento, ovviamente al al a quello che è scritto nel codice dell'ambiente e basta finisce così nel senso, appunto, che non almeno l'azione verso la Regione Lazio non ha.
Ha dato una sua normativa di ulteriore precisazione della procedura VAS in termini di di contenuti, appunto di di di aspetti procedurali, ad esempio di coordinamento con il, con le procedure del, nel piano che comunque la normativa nazionale e ha una sua autonomia non non richiedono necessariamente di essere specificata ulteriormente dal da norme da norme regionali.
In che modo si tiene nel caso di un Piano urbanistico a livello comunale si devono sistemi conto sistematicamente gli aspetti ambientali e del patrimonio culturale, quindi beni culturali, dei beni paesaggistici ed essenzialmente se si secondo sistemi sistematicamente di questi aspetti attraverso facendo riferimento a tutta la pianificazione sovraordinata del.
Che c'è che che appunto agisce sul territorio comunale,
Pianificazione sovraordinata che appunto affronta qui si occupa di quegli aspetti e parliamo in particolare nel caso della qui del del del piano di Capena si parla in particolare del del piano provinciale.
Relativamente appunto, agli aspetti che riguardano ambiente e patrimonio culturale.
E del Piano paesaggistico regionale e poi.
Dei.
Dei piani del Piano che si occupa degli aspetti dei rischi, cioè, in pratica stiamo parlando del nel Piano di assetto idrogeologico, quello di cui si occupa al l'Autorità, quello che erano l'Autorità di bacino e adesso si chiama a Ubac, l'Autorità di bacino dell'Appennino distrettuale dell'Appennino centrale, quindi ci si occupa anche in realtà ci si occupa anche di rischi che sono appunto connesse a comunque ad aspetti aspetti ambientali. Ovviamente abbiamo fatto relativamente ai rischi, abbiamo e alla pericolosità e lo abbiamo fatto riferimento anche allo studio specifico del che ha supportato il il piano, che è quello del del geologo, il dottor Same colori, se non ricordo male il nome.
E quindi questo diciamo che il grosso dei riferimenti che sono stati utilizzati per tenere appunto sistematicamente conto degli aspetti ambientali e del patrimonio culturale, relativamente appunto a tutte e a tutte le scelte del fatte nel nel corso del dello sviluppo del del piano urbanistico e tengo a evidenziare il fatto che.
Della RAS agisce mentre si sviluppa il Piano, mentre l'ideologia elabora sì che si cerca di tenere il sistema di me sistematicamente conto. Gli aspetti ambientali del patrimonio culturale e non alla fine, cioè non non si fa un piano e poi si vede se per caso ci si è dimenticati o no di un certo aspetto ambientale oppure relativamente al al patrimonio culturale, quindi è una è una, diciamo, è un è uno strumento che agisce una procedura che agisce in parallelo, quindi durante la elaborazione del del piano, questo è molto importante.
Tenerlo a mente perché magari la la, la denominazione Valutazione Ambientale strategica fa pensare quasi a una sorta di pagella che viene data a un piano che viene elaborato e che poi viene sottoposto ad una valutazione per vedere, per vedere come in realtà è una procedura che non arriva alla fine ma accompagna l'elaborazione del.
Nel piano di qualunque piano, in questo caso del Piano urbanistico comunale,
È?
Dico altri altri due aspetti che mi preme evidenziare nel così nella in termini in termini sintetici.
Ci si potrebbe chiedere legittimamente e in che modo poi, in realtà, il, le scelte del Piano, come dire, si concretizzano in relazione a questi, a questi aspetti.
Allora voi vedrete che nella?
Nel rapporto ambientale in mezzo a tantissime cose di cui bisogna occuparsi ovviamente per legge, perché i contenuti del rapporto ambientale sono definiti dalla coda, un allegato del Codice dell'ambiente che fa un elenco, si dice quali sono i contenuti che bisogna infilare dentro il rapporto ambientale, ma mi preme in particolare evidenziare che poi, concretamente, il, le scelte del piano, le scelte del Piano, come dire, materializzano il modo in cui si tiene conto degli aspetti ambientali e io volevo fare alcuni esempi perché poi, in realtà,
La la questione e vista molto dal punto di vista normativo si finisce un poco il pensare che sia tutta una questione, come dire, di rispetto.
Semplice, puro e semplice della legge, in realtà, poi, le scelte del Piano concretizzano il modo in cui si tiene più o meno conto degli aspetti ambientali, per esempio quando si va quando si va a vedere né nel Piano, non poi è chiaro che il rapporto ambientale ne parla ma è il piano che che che che dalla sostanza primaria, quando nel piano si vanno a vedere le la scelta la scelta organizzativa delle delle nuove aree di edificazione e si vede che sono aree che sono a ridosso dell'esistente dell'edificazione esistente della città esistente.
Lì si concretizza la scelta della del modello di di città compatto per cercare di ridurre, anche se ovviamente questo non lo si riesce a fare in maniera completa, ma di ridurre gli effetti del consumo di suolo perché la la, la stessa quantità di suolo che viene occupata per una nuova edificazione fa più danni se isolata a frammentare una un'area agricola piuttosto che se, a parità di superficie, io la occupo a ridosso della edificazione esiti della città esistente, e questo lo si vede chiaramente nel nel nella localizzazione delle delle aree del Piano. L'altra. L'altro esempio che volevo fare è quello della e quello che è già stato ampiamente accennato dal professore De Francesco e che riguarda la rete ciclopedonale. No, la legge prevede orale che è stata disegnata nel nel piano, quella nel lungo periodo costituisce ovviamente un elemento formidabile, dal punto di vista appunto, della della delle dell'incentivo a utilizzare la la, i mezzi di mobilità che non non sono che non sono inquinanti, che creano tutta una serie di risvolti positivi dal punto di vista ambientale e quindi se c'è un'infrastruttura e se nel tempo viene realizzata un'infrastruttura che facilita, agevola, stimola l'utilizzo di.
Di questo tipo di mobilità. Ecco che noi stiamo come dire determinando le condizioni di dimmi di e di di ambientale, sicuramente tendente al al.
Alla al miglioramento dell'apporto della condizione la stessa poi ci sono anche aspetti di dettaglio del che uno può trovare dentro, ripeto, dentro il piano, poi nel rapporto ambientale ovviamente io lo racconto, ma è il piano che c'era questa sostanza e cioè, ad esempio, per esempio, c'è un aspetto di dettaglio delle prescrizioni sulle dotazioni minime di alberature, no, per cui il il Piano dice cosa che in passato non si faceva. È una cosa che si vanno,
Un po' di anni a questa parte, per fortuna no, quando si dice che è importante la annotazioni di di verde di alberi, eccetera, per tutte le funzioni positive che gli alberi svolgono al punto di vista ambientale, ecco, il Piano urbanistico darà il suo contributo mettendo una prescrizione si dove ci sono i gli interventi,
Il nuovo urbanizzazione e da una prescrizione in termini di quantità di dotazione minima di alberature, che viene espressa in, ad esempio, il numero di alberi o di abusi e anche di arbusti per unità di superficie, per cui in questo modo si cerca di assicurare una dopo una dotazione,
Di di alberature che, sempre nel lungo periodo, possono dare un contributo sicuramente positivo alla alla qualità del, alla qualità ambientale e in particolare del clima, che è un locale, e sappiamo quanto è importante.
Visto quello che sta succedendo a livello globale e basta, basta pensare a quelle che sono state le temperature di quest'estate, che certamente non andranno a come dire a diminuire nei prossimi anni, come dicono gli esperti.
Ovviamente, come dire, ci sono le scelte che riguardano le grandi aree verdi, anche quelle citate prima dei dei parchi campagna a nord.
Assurdi pro,
In prossimità del Tevere e ultimo aspetto che volevo evidenziare, che riguarda qualunque basse, quindi anche quella del del piano di di Capena e che lavasse comporta una fase, una una fase di monitoraggio, di monitoraggio che accompagna.
L'attuazione del piano d'attuazione del piano. Questa è un'altra, come dire concettualmente un'altra rivoluzione rispetto ai piani di un tempo. Un tempo conteneva una serie di, come dire una serie di scelte per cui si edifica tranquilla su e giù e dopodiché nel tempo succedevano varie cose. Oggi con con la VAS c'è il tentativo di seguire l'attuazione del del piano per cercare di capire che cosa accade attraverso la rilevazione. Anche questa sistematica di una serie di indicatori che sono stati messi alla fine del rapporto ambientale, indicatori che poi sarà potranno essere ulteriormente raffinati, indicato, eccetera, come dire migliorati e che faranno andranno a costituire l'ossatura di quello che si chiama Piano di monitoraggio che verrà effettuato, la legge che lo stabilisce anche in collaborazione con l'Agenzia regionale dell'ambiente e quindi nel corso degli anni. Quindi è un'operazione che dura anni, cioè per cui il piano viene seguito nel nei suoi effetti nel corso del tempo, perché se qualcosa ma la guerra malauguratamente dovesse andare storto. A quel punto potrebbe scattare un'operazione di retroazione, per cui si ritorna alle scelte delle pianole. Si ridefinisce, e poi si cerca in questo modo di correggere la traiettoria complessiva costituito dall'insieme degli effetti del piano. Ecco, io mi fermerei qui.
E spero insomma, di di di essere stato sufficientemente chiaro o comunque non troppo confuso, grazie per l'attenzione, grazie ingegnere gentilissimo, prego, Consigliere, guardate, inizierà, prenota.
Sì.
Abbiamo visto più volte sottolineato che questo è un piano che viene da lontano più ECG che viene addirittura dal 2010 e quindi sono 16 17 anni 2009 2010 sono 16 17 anni che si parla di questo, più ECG qui a Capena, senza mai arrivare a una conclusione nel senso che naturalmente è un'operazione complessa un'operazione difficile che prende in considerazione,
Tante come dire, tanti argomenti diversi,
Nella nostra consiliatura noi abbiamo fatto, però, almeno possono andare a vedere perché c'è un'agenda in cui vi scrivo tutto, quante riunioni abbiamo fatto, ma almeno una decina, almeno, quindi ne abbiamo parlato in quattro anni, insomma ne abbiamo parlato, ne abbiamo parlato in maniera né nelle Commissioni abbiamo parlato,
E anche in incontri pubblici.
Voglio sottolineare una come dire, una frase del vicesindaco, che ha detto che ringraziava coloro che erano sempre presenti, ma io dico solo che purtroppo non tutti sono stati sempre presenti e questa è una cosa che non non non ho gradito, nel senso che poi dopo nelle chiacchiere fuori a perché questo perché quell'altro ma perché allora non se ne parla in Commissione,
Io tanto voi ricorderete tutti insistito all'inizio della consiliatura per essere presente in tutte le Commissioni, proprio perché questo anno le Commissioni, come come dire, come scopo, quello di approfondire il discorso, di approfondire gli argomenti da trattare anche in maniera come dire, non.
In linea con la maggioranza, perché è chiaro che ognuno esprimere proprio, però esprimere le proprie opinioni e io l'ho fatto questo per quanto riguarda questo argomento,
E con l'unico scopo di esaminare soluzioni a favore di Capena, soluzioni a favore di Capena non essendo io di Capena, mi sono fatto, ho chiesto all'inizio della consiliatura di poter far partecipare a queste riunioni di un esperto, il Consiglio ha, come dire condiviso questa necessità.
Mi sono fatto assistere da un esperto di Capena perché conosceva il territorio, soprattutto e poteva darmi le indicazioni per conoscere e soddisfare le esigenze del territorio.
Anche e soprattutto perché questa è un'altra cosa che è uscita in questa discussione, non l'ho detto, io però riprendo quello che è stato detto e i Piani regolatori sono spesso un'accozzaglia di.
Tirate di giacca da parte di chi ha degli interessi chi ha i terreni, chi ha le attività commerciali, chi ha le attività da da promuovere, io non ho nessun tipo di questo di questa esigenza e, nonostante qualcuno Obama quello fa così perché perché c'è questo motivo quello fa così perché c'è quest'altro motivo io ripeto, ho preso in considerazione questo argomento solamente con l'idea, non avendo nessun tipo di interesse solamente con l'idea di proporre soluzioni che potessero andare a favore.
Di Capena.
E noi infatti abbiamo individuato, tra le altre perché abbiamo parlato di tanti argomenti che sono stati ri proposti anche oggi,
Abbiamo individuato tra questi argomenti almeno altri tre che erano fondamentali che erano la questione dei comparti. È stato detto che questi comparti sono troppo grandi per come sono stati previsti e che cosa significa con parti grandi? Significa che è difficile organizzare dei consorzi che si possono di consorzi di privati, soprattutto quando ai privati non sono industriali, non sono agenti, come dire, di economie un pochino più strutturate, ma singoli cittadini è difficile da fare dei comparti in cui tutti si mettono d'accordo per trovare quindi per per renderli più fruibili e via realmente utilizzabile. Noi abbiamo proposto che siano più piccoli. Io anche personalmente ho avuto delle esperienze in altri Comuni e che ho visto che non è semplice mettere d'accordo un po' di persone per creare una una una zona edificabile, una zona, insomma, che dove si possa fare qualcosa e quindi questa era una delle delle cose che abbiamo.
Sottolineato,
La seconda è la necessità di dotare Capena di una zona produttiva più ampia, zona produttiva noi abbiamo visto, noi siamo in concorrenza con comuni, Fiano Romano Castelnuovo, di Porto Monterotondo, che hanno delle grosse zone produttive, grosse zone artigianali industriali hanno la fortuna di avere i territori, noi purtroppo il territorio che ci abbiamo è un territorio sottoposto a vincolo che è quello,
E della cassa di espansione del Tevere, dove si potrebbe fare, ma non è possibile fare, abbiamo proposto di contrattare, contattare e contrattare con la Regione per ottenere, come dire, la possibilità di di che che ci venga riservata almeno una zona o delle zone dove poter creare delle attività produttive.
La terza, la terza cosa, è quello della viabilità di gronda.
Sappiamo la questione del traffico, Capena la conosciamo, ci imbattiamo quotidianamente, soprattutto durante i fine settimana, insomma, e la necessità di.
È, come dire, accelerare di di di insistere sulla viabilità di gronda, in particolare quella zona che, venendo da Fiano, passa vicino alla zona industriale di Monterotondo, insomma, il ponticello e.
E così via, fino alla rotonda di Castelnuovo di Porto che mette all'autostrada. Ecco, questa era un'altra delle tre situazioni di queste proposte si è parlato a lungo col progettista, il progettista. A un certo punto lo diciamo chiaramente e lo dice anche lui ce l'ha, detto guardate sono 16 anni, abbiamo detto 16 17 anni che stiamo parlando di questa cosa andiamo a concretizzare qualche cosa, perché sennò non non si non si riesce a fare niente.
E ha proposto lui stesso, mi corregga, se mi sbaglio, dice andate andate in Consiglio, approvate il più ECG e poi se c'è la possibilità delle osservazioni per poter suggerire e fare dei cambiamenti, mi sbaglio, ecco.
Quindi.
Adesso siamo arrivati a questo punto.
Che cosa voglio dire arrivato a questo punto voglio dire che quindi, perché ancora siamo di fronte a una situazione che deve cambiare, che se ci si auspica che cambi, che perlomeno ci siano delle delle soluzioni o perlomeno delle proposte di soluzioni a questi elementi che ho elencato e il mio voto sarà un voto di astensione in attesa poi delle delle osservazioni che arriveranno concluso,
Grazie, consigliere Corradini.
Ci sono altri interventi?
Non ce ne sono altri, ah beh, allora il Consigliere Casale, consigliere braccio è il Sindaco,
Allora Consigliere braccio grazie.
Allora io vorrei fare la mia dichiarazione di voto pur non essendo un tecnico, non ho partecipato alle Commissioni perché.
Alle Commissioni partecipava il consigliere che era qui a fianco a me, che si è dimesso al 92 simulazione di tempo, quindi.
E quindi non sono un tecnico, però, in merito al nuovo Piano urbanistico comunale voglio esprimere insomma le mie perplessità e un po' quello che ha detto il consigliere Adorno, soprattutto perché.
Sappiamo bene che l'obiettivo è quello di distribuire equamente i diritti edificatori, le cessioni delle aree delle strade verde, pubblico, eccetera, eccetera, però l'esperienza precedente ci ha portato, per esempio a vi faccio un esempio, il comparto, quello di via Martorana, che è un intervento bloccato dal 2000, è rimasto fermo lì solo sulla carta,
Proprio perché il motivo di questo blocco è sotto gli occhi di tutti gli ambiti estesi richiedono opere, riorganizzazioni imponenti, impegni economici molto grandi che forse i piccoli imprenditori non possono usare.
Così come strutturato questo strumento urbanistico, secondo me esclude nel nostro tessuto economico locale i piccoli proprietari, quindi io, come Adorno.
Da un po' di estinzione di astensione tutto qua.
Grazie, consigliere braccio, prego, Consigliere Casali.
E ritengo doveroso spiegare le ragioni della mia posizione su un provvedimento che considero importante perché riguarda il futuro del nostro territorio e le scelte che la accompagneranno.
Tutti gli anni a seguire all'inizio di questo mio percorso ho partecipato alle riunioni con i tecnici e con l'Amministrazione e sono state coinvolta, ho avuto modo di esprimere la mia visione di dare anche il mio contributo, proprio perché ritenevo importante che accanto al lavoro tecnico ci fosse anche un confronto sulla visione che vogliamo avere del nostro paese successivamente questo confronto non è più proseguito con la stessa modalità e,
Venivo, ho saputo di altri incontri con i tecnici soltanto successivamente di quel sequenza, io no, non ho avuto mai la possibilità di partecipare direttamente a quelle discussioni e alle scelte che nel frattempo venivano portate avanti.
Io è proprio per questo che oggi voglio essere coerente con il ruolo che io ricopro su un piano di questa portata, io non me la sento di esprimere un voto favorevole senza dare seguito direttamente tutto il percorso che ha portato alle scelte che oggi siamo chiamati a votare, allo stesso tempo però io non sono non me la sento di votare contro un lavoro,
Che non ha avuto modo di approfondire fino in fondo e che quindi.
Un lavoro fatto di li conosco insomma un lavoro lungo.
Di un lavoro tecnico e, ovviamente, anche della amministrativo. Io e per questo motivo che mi asterrò la mia però non vuole essere una bocciatura del Piano, quindi, né tantomeno andare incontro al lavoro dei tecnici o delle amministrazioni stesse è semplicemente una scelta di responsabilità e di coerenza con quello che ho vissuto e conosciuto di questo percorso, credo che un Piano regolatore non possa essere soltanto un documento tecnico, deve contenere una visione.
Come lo immaginiamo il nostro Comune, come lo vogliamo far crescere, quali servizi vogliamo garantire, come vogliamo realizza, valorizzare ciò che abbiamo e soprattutto quale futuro vogliamo costruire per la nostra comunità?
Ed è proprio su questa parte, sulla visione che avrebbero votato il mio contributo. Il mio team e il mio timore è che i comparti troppo grandi restino difficili da attuare, perché richiedono investimenti e opere di urbanizzazione molto importanti, e questo potrebbe favorire soprattutto i grandi investitori, lasciando che i piccoli proprietari, le realtà locali, le imprese edile artigianali territoriali restino fuori dalle principali operazioni immobiliari rischiando quindi crediti edificabilità. Rimanga solo sulla carta, che abbiamo anche già degli esempi, quindi mi auguro, come detto anche dall'ingegner Colarossi. Mi auguro quindi che la fase delle osservazioni possa essere un'occasione vera di confronto e che ci possa avere la possibilità di approfondire e contribuire alle scelte che riguardano il futuro di tutti quanti noi.
Grazie.
Grazie Consigliere Casale e allora, prima di passare la parola, credo che anche l'assessore Campanale vuole prendere la parola voglio dire una parola anch'io, visto che è la mia Capogruppo.
E quindi in questa situazione e siamo su due posizioni diverse, perché io nella ho partecipato attivamente nella prima consiliatura, ho collaborato con l'assessore Pelliccia, mi ha.
Mi ha fatto partecipe di delle riunioni, mi è piaciuto partecipare da questo punto di vista, non essendo un tecnico.
E però visto il lavoro costante e dietro questo grande risultato, seguendolo per nove anni, anche se da Presidente nel negli ultimi quattro anni ho partecipato alle riunioni, però non facevo parte del delle varie Commissioni e quindi questa volta io, anche se il mio Capogruppo Botteri si asterrà io voterò a favore e adesso la parola al all'assessore Campanale,
Allora, premesso che io non è che mi occupo di urbanistica, perché però, come il Presidente posso dire che c'è stato un lungo percorso e, devo dire, anche il professor Colarossi ci ha coinvolti, ci ha fatto comprendere tante questioni, perché chi non è del settore, ovviamente ha delle difficoltà rispetto anche alla comprensione, alla comprensione di un assetto urbanistico, però quello che noi oggi andiamo a votare è un una pianificazione del territorio che parte dal bisogno, come ci ha spiegato il professor Colarossi, finora catena è stato un posto. Io sono arrivata a 32 anni fa ormai e ho trovato un Paese dove c'erano nelle case, addirittura ai abitava, in un quartiere dove non c'erano nemmeno posto per passare con la macchina perché c'era, diciamo, dal punto di vista dell'assetto urbanistico è stato, diciamo, una costruzione ma non organizzata, non strutturata con questo tipo di pianificazione. C'è stato un pensiero, un pensiero legato proprio alla costruzione di un piano che parte da quelle che sono le necessità dei cittadini e la necessità di strade e la necessità di una mobilità sostenibile e la necessità di parchi. La necessità di vie di comunicazione. Partendo da questo, come ci ha spiegato molto bene il professore e si è poi costituita la cubatura, che servirà per sviluppare quegli oneri che poi costituiranno questi servizi e andranno poi a soddisfare i bisogni per cui che succede che si avrà un Paese che nel momento in cui cresce, cresce parallelamente a quelli che sono,
Le necessità che servono a servire un Paese, non avere un disagio. Strade non asfaltate come quelle che noi abbiamo trovato, strade non asfaltate, quartieri senza luce, quartieri senza infrastrutture. Ecco una pianificazione di questo tipo serve proprio a realizzare le infrastrutture e poi ricostruzioni, cioè serve proprio a costruire un Paese che sia un Paese civile, chi abbia tutte quelle attrezzature, strutture, organizzazioni che servono proprio per avere un Paese evoluto e compresa anche la possibilità di un'area produttiva e quindi tenendo conto come abbiamo, come ci ha spiegato il professore, anche l'altro il professor Colarossi, insomma Di Berardino che ci sono tutta una serie di passaggi che necessitano di valutare gli usi civici di valutare tutta una serie di piani paesaggistici e di assetto idrogeologico. Quindi si tenere conto di quelli che sono le evoluzioni, anche dal punto di vista geologico, delle possibilità di proteggere un territorio e noi le abbiamo vissute gravi situazioni di alluvioni e abbiamo vissuto grandi situazioni, quindi fare dei passaggi che preservano la popolazione a monte rispetto ad una serie di valutazione dei rischi. È sicuramente una pianificazione che risponde e mette in protezione e i cittadini, per cui io invece.
Sono molto contenta che, nonostante il percorso molto lungo, complesso e accidentato si sia arrivati a questa conclusione. Poi, attraverso le osservazioni, si potranno eventualmente apportare dei correttivi perché appunto solo chi non lavora non sbaglia. Si dice, e quindi siamo felici. E qui il mio voto assolutamente favorevole. Grazie, grazie, assessore che a parole possono la parola all'assessore.
Grazie Presidente.
Non entrerò nel merito tecnico, in quanto il difensore ce n'è detto abbastanza tanto anche in questi 17 anni, ma di.
Essendo il Presidente della Commissione Urbanistica, volevo evidenziare di quanto questo Piano in questi nove anni sia stato comunque al centro, sempre dell'attenzione della partecipazione da parte di tutte le forze politiche che in questi negli anni si sono succedute all'interno del nostro Consiglio comunale e questo l'ha evidenziato anche il Consigliere.
È Corradini in cui abbiamo fatto, anche con con coloro che hanno redatto il piano, diversi incontri diversi, minori, dove ognuno si è sentito in dovere di poter dire la sua e in maniera molto franca e serena di dare anche indicazioni di come modificare senza mai che nessuno avesse detto ma che stai a di o cosa stai facendo lo abbiamo fatto insieme al consigliere che oggi e che ieri si è dimesso è stato fatto con il Consigliere che anche il viene dimesso con.
E con Paris, con festivi, e poi si sono succeduti gli atti con laurea in cieco, cioè non è stato mai precluso l'opportunità di dire la sua in ogni momento le Commissioni sono state tante, abbiamo fatto, come già detto dal vicesindaco anche l'opportunità di fare assemblee aperte, ma certo non mi ricordo c'erano forse qualche tecnico sembra di ricordare che la PAT aveva partecipato a queste riunioni, quindi io credo che si possa veramente dire che abbiamo cercato di rendere questo tu dici prima per noi al PRG e veramente partecipato quantomeno dalle forze politiche che son stati sentiti questi nove anni che rappresentavano per le elezioni.
I cittadini.
Abbiamo provato a farlo anche tramite assemblee, chi è partecipato comunque, ha potuto dire anche la sua, quindi credo che abbiamo dato il massimo in quello che era la trasparenza e l'opportunità di condividere appieno questo piano, volevo solo rimarcare questo grazie.
Grazie Assessore Egidi, prego adesso la parola al Consigliere buona sera a tutti, allora io volevo soprattutto ringraziare gli architetti e gli ingegneri e per questo Piano, con questo PUCG.
E poi volevo sottolineare il fatto che.
Per diciamo una la prima qual è la mia prima consiliatura non è per un consigliere, non è molto scontato a vedere la fine di un piano di un Piano regolatore, quindi grazie perché insomma questa opportunità e e poi invece volevo slot ignorare il fatto che io, questo Piano regolatore, essendo stata in Commissione e aver partecipato a tutte le Commissioni, insieme ai consiglieri, trovo che sia particolarmente calato sul territorio che risponde, come diceva l'assessore Campanale, alle esigenze di questo territorio e io ho apprezzato soprattutto una parola, una frase dell'architetto Colarossi.
Che sottolineava il fatto di valorizzare i tesori paesaggistici, ecco, questa è una è un territorio che è in.
Continuo in continua trasformazione e secondo me preservare, avere un Piano regolatore che preserva e che valorizza il paesaggio, mantenendo.
Una struttura molto come si può dire.
Molto formale, secondo me, al ha il suo valore, volevo ringraziare anche l'Assessore e tutti i consiglieri che hanno partecipato nelle Commissioni, grazie.
Grazie consigliera, prego Consigliere.
Barbetta.
Allora innanzitutto appunto ringraziare anch'io il professore e l'architetto di architetti che hanno fatto, secondo il mio punto di vista, un ottimo lavoro, certo non sono un tecnico giudicarlo, però ho partecipato a delle riunioni in cui c'erano loro, purtroppo non sempre il Ministero,
Non sempre ci sono state, perché alcune volte, per periodi più difficili, non fare il giovane Federico della Commissione Urbanistica, dunque qualche volta sono stato, ma non sempre però in questo caso vorrei ringraziare l'assessore Di Giandomenico, Pelliccia.
Perché comunque per me è stato sempre complicato proprio problemi di disabilità visiva obbediente, tavoli vedere le cose, dunque con la sera stessa per telefono il giorno dopo, in Comune atti nei giorni dopo mi sono fatto sempre spiegare logicamente per poter capire io come relatore trasmissioni generale e,
Penso di aver capito abbastanza, forse non completamente, perché comunque ecco.
Sono tanto i tavoli di tante cose e in questo senso ecco, volevo ringraziare i 100 amico perché è stato speciale per la pazienza che ha avuto nei miei confronti che praticamente accessibile, una materia che non conosco dal punto di vista tecnico e oltretutto non possono neanche vedere,
Grazie, Consigliere Barbetti, ha chiesto la parola anche l'Assessore a lei.
Io e il ringraziamento ai tecnici io non ho partecipato a tutta la estensione del Piano regolatore, ma ho visto ultimamente i frutti di questo lavoro che c'è stato, quindi mi associo ai miei colleghi nel ringraziare.
E soprattutto, nel valorizzare la parte che a mente, diciamo io, sono un pochino campanilista, vi interessa molto quella che è la parte della aspetto Civitucola e tutte le bellezze naturalistiche del nostro paesaggio che dovrebbero essere, secondo me.
Portate in maniera brillante all'attenzione di tutti, grazie mille per il vostro lavoro e grazie anche a Giandomenico per il suo impegno.
Grazie Assessore mia, se non ci sono altri interventi, lascio la parola al Sindaco, prego se.
E allora portare all'attenzione del Consiglio comunale e la proiezione di un input Gigi una volta si chiamavano varianti al piano regolatore generale non è non è mai facile.
Un impegno non tanto di coraggio, come magari lasciava intendere anche l'architetto, che che diceva appunto, rispetto alle Amministrazioni, chi ve lo fa fare, noi diciamo, non ce l'ha fatto varie, nessuno, perché è curioso che io, come Sindaco e a distanza di tanto tempo 130 anni ormai insomma del 1997 apro approvammo con la consiliatura che allora dirigevo un,
Una variante al P.R.E. Al PRG. E curiosa anche questo che mai come Sindaco avevo dato l'incarico ai progettisti, quindi nel 97 leggi eredita il progettista lista o della precedente Amministrazione, con molto piacere col quale credo, abbiamo fatto tutti insieme un ottimo lavoro insieme allora all'Assessore all'Urbanistica architetto Rosi, è tutta la alla Giunta gli amministratori, insomma per quel piano anti, anch'esso complesso, perché e adesso con il professor Colarossi che,
Mi unisco ovviamente al ringraziamento al professor Colarossi del de dell'architetto Colarossi dei suoi collaboratori del Di Bernardino. Insomma, il CAP anche ha portato avanti la VAS. Insomma, voglio dire e di tutti quelli che in questo lungo percorso, perché è stato un percorso lungo e noi arriviamo oggi perché era anche nel nostro programma ed è giusto che questa è una legislatura che sta terminando, ma quando si dice sta terminando, non è detto che fino all'ultimo giorno debba lavorare, siamo al servizio dei cittadini e dobbiamo lavorare fino all'ultimo giorno, quindi il primo anno, il secondo anno, il terzo, il quarto e il quinto sono per me tutti uguali. Ogni giorno è una giornata di lavoro, quindi stava nel nostro programma nel 2017 per rendere questo piano che già allora, insomma, aveva trascorso già tre, due o tre legislature. Insomma, il commissario, il Sindaco Presidente, il Sindaco precedente ancora quindi noi ci siamo trovati. Purtroppo in quel periodo era stato un periodo difficile per tutto il Paese, non solo per Capena, per l'Italia intera, alla pandemia, insomma, li abbiamo avuto un grandissimo rallentamento per poterci lo hanno detto tutti quanti confrontare, perché allora.
Abbiamo dovuto sospendere tutto, se vi ricordate, nel frattempo usciva il Piano paesaggistico del Lazio, che pure quello, certo, noi ci confrontiamo con un piano che dura.
Insomma 13 anni lungo 17 anni. Insomma, sembra lunghissimo, lo è lunghissimo, però poi ci siamo trovati di fronte a delle legislature che cambiano neanche quel Piano del paesaggistico della Regione Lazio e rimettere in campo tantissime cose che abbiamo dovuto per forza di cose riguardare, come diceva il dottor Di Bernardino, soprattutto sugli aspetti vincolistici ambientali che non sono da trascurare, soprattutto in un'epoca come questa che ci che ce lo impone vincoli certe volte non sono soltanto come li avvertiamo, a volte.
Così, quando vogliamo progettare qualcosa come un fastidio, però poi uno si rivede in una dimensione più ampia, perché se ci sono dei vincoli, credo che nascono dalle osservazioni, da degli studi, da da leggi che non vogliono solo vincolare così tanto per vincolare ma per.
Dare protezione, anche un territorio no, perché comunque poi diciamo, abbiamo tutti davanti no, questa emergenza climatica che si può affrontare in un modo o nell'altro, da una parte chiediamo, diciamo energie alternative e dall'altro vogliamo difendere il paesaggio e dall'altro lato vogliamo più sviluppo perché è vero lo sviluppo da dalla occasioni economiche, come hanno detto molti per al tempo stesso paghiamo dei danni anche per questo mi è molto piaciuto sin dall'inizio.
Quando incontrai il professore, insomma, anche nel nella legislatura ancora precedente a quella da Sindaco, c'era questa idea, che poi è stata ribadita da tutti e tre i progettisti di ricucire la città nel senso, il consumo del suolo non è un'invenzione, c'è nostra, cioè diciamo, il non consumo del suolo è un'emergenza mondiale messa nell'agenda del mondo e poco SPI, troppo poco rispettata. Noi cioè, voglio dire c'è qualcuno che su questo ci ha fatto una battaglia ci ha preso un premio Nobel. Insomma, voglio dire è importante se noi pensiamo che il nostro territorio dagli anni non da adesso da noi che poi abbiamo subìto tutti diciamo.
Essere i Paesi ha vinto di intorno e direi, di una città metropolitana, no, quindi tutti i Paesi qua sono cresciuti tantissimo, ma in realtà il Lazio, i professori, insomma un mero potrà confermare dagli anni 60 70 80 è stato uno dei più grandi consumatori del territorio in in questa zona che, per carità, è occasione di sviluppo. Ma poi bisogna anche governarlo, perché lo sviluppo di per sé, senza quei quei meccanismi che lo lo indirizzano, diventa poi.
Problematico, come ha detto anche qualcuno su questo quindi noi abbiamo cercato il professore ha cercato soprattutto di far comprendere a tutti, attraverso anche il lavoro dell'Assessore, insomma, col quale è stato stretto contatto e con l'Ufficio Tecnico, ne abbiamo avuto anche un ufficio tecnico difficile perché abbiamo passato anche quattro responsabili dell'Ufficio tecnico in questa difficoltà che hanno i Comuni oggi a mantenere gli assetti comuni sono i dipendenti comunali sono i più meno pagati di tutto l'apparato istituzionale del delle pubbliche amministrazioni. Quindi, quando possono giustamente cercano.
Delle occasioni migliori, né nessuno li può. Diciamo censurare per questo e quindi abbiamo avuto anche questa difficoltà, perché non è soltanto il Piano regolatore un fatto politico, un fatto anche tecnico, perché molti hanno confessa tutti io per primo dico, ma che capisco che non capisco di questo e anche alle osservazioni che facevano i Consiglieri di minoranza, alcuni che hanno partecipato in maniera molto intensa,
E quindi critiche che sento pure io, come diciamo che hanno una valenza, diciamo questi questa possibilità di poter fare i comparti non farli, che comunque è il succo della democrazia, cioè la democrazia. Il fatto di poter dire faccio tutto da solo ci porta da una parte, però, non risolve i problemi di tutti, fare tutti insieme con un comparto. Qualcosa è più complesso e richiede generosità, richiede visioni. Mi accorgo che alcune volte alcuni comparti sono stati anche in passato complessi e articolati. Quindi su questo dovremmo poi lavorare, perché poi il Piano regolatore non è soltanto il Piano regolatore. Il Piano regolatore, come insegnanti, sono le norme tecniche di attuazione, sono la la la possibilità di potersi confrontare con altre leggi urbanistiche che si calano sul territorio e la rigenerazione urbanistica, la, le leggi su la rigenerazione urbana e cadute. Tutte queste cose che poi comunque possono in qualche modo anche andare a incidere nella sua. Su alcuni aspetti del Piano regolatore, però siamo stati questo lo voglio dire molto attenti a ricucire la città, quindi, come diceva Di Bernardino, cioè cercare di consumare meno territorio, di andare a creare, laddove non c'erano possibilità ed ai servizi di dare quei servizi essenziali soprattutto sulla viabilità, di poter proteggere quei territori che hanno ancora una valenza forte nel nostro territorio. È uguale a quello che diceva l'Assessore decidi, tu vuol anche la Valle del Tevere, in qualche modo che per noi la cassa di espansione del Tevere rappresenta certo un ulteriore vincolo e su quello, come diceva Corradini, abbiamo chiesto pure qualcosa per poter dire va. Beh, noi vorremmo sfruttare una parte, chiamiamola così di generosità che offre Capena perché in quel momento lì non ha, non è non ha costruito, non ha fatto nulla e quindi è stata quella che è dovuto poi concedere a livello più alto questa parte, però anche queste parti, forse con un po' di inventiva con un po' di capacità, possono diventare anch'esse, se vogliamo imprenditoriali. Questo sta nella visione, poi del Comune come capacità di poter aiutare chi vuole fare impresa anche in aree che sembrerebbero vincolate perché potrebbero diventare occasioni di lavoro per altri. Per altri aspetti, quindi, mi sembra che diciamo questo lavoro è stato fatto in piena trasparenza nelle Commissioni urbanistiche che abbiamo fatto, anche se sulla richiesta di consiglieri che abbiamo sempre.
Ha rispettato e abbia le abbiamo aperte anche a a tecnici esterni, quindi senza doverci chiuderli dentro, chissà quali segreti a quali e che cosa avveniva nelle segrete stanze abbiamo fatto delle assemblee pubbliche. Insomma su questo per dire che c'è stata e ci sarà, credo, una partecipazione, quella prevista per legge, c'è, diciamo, della pubblicazione, ci sono le osservazioni che siamo pronti e a confrontare, ripeto, in piena trasparenza, e mi auguro che che ci siano laddove, come diceva l'architetto Francesco, non è che abbiamo potuto fare il massimo, il perfetto, sicuramente ci saranno degli errori, saranno delle contraddizioni in una cosa così grande, perché io dico sempre almeno imparato questo nel corso di questi anni tra i due Piani regolatori che guarda da lontano il, il Piano regolatore, urbanistico o no, perché ha una visione non particolari particolaristica, quindi qualcosa sicuramente sfugge calata nel territorio e di guardare soprattutto lontano lontano, nel senso che lontano non fino all'eterno lontano, fino ai prossimi anni, per cui è è stato da voi ideato. Insomma, poi ricordiamo che noi l'adottiamo e basta, dobbiamo confrontarci urbanisticamente Città, Metropolitana, dobbiamo confrontarci con la Regione perché poi chi approverà il Piano regolatore.
Sono questi enti, insomma, noi poi li ho ridotti loro li approveremo in maniera definitiva nel nel Consiglio comunale.
Che atto è, secondo me, almeno per la nostra Amministrazione, credo posso dire non è neanche un atto di coraggio, di responsabilità io direi, perché un'Amministrazione che sta qua per cercare di risolvere i problemi ci si impegna tutta, non saranno sempre perfetti, ci saranno,
In un mondo così complesso, che va così veloce che ascolta poco, ecco, oggi abbiamo un Consiglio comunale che ci sono, va in diretta, però ci sono pure molte persone in sala e questa è una cosa bella se riuscissimo a recuperare questo, la capacità di ascoltarci reciprocamente, di fare delle poi certamente una maggioranza e destinare a decidere cioè il suo ruolo, il potere tra virgolette, il potere con la p maiuscola nuclei loro, il potere va esercitato, va esercitato prendendo delle scelte, assumendosene la responsabilità su quello, sì, ci si confronta la democrazia. È questo quindi,
E volevo ringraziare tutti, appunto, anche gli uffici, soprattutto che insomma, ecco gli uffici, voi tutti che avete lavorato su questo, perché il a un punto come questo è un punto importante che chiude una fase, ma ne aprì successivamente una nuova perché dopo questa c'è tutto un percorso nuovo che è quello più esaltante e niente, ringrazio il vicesindaco e la Giunta i Consiglieri, e poi qui è l'Aula del Consiglio comunale in un'aula aperta che giustamente, chi vota a favore, chi vota contro chi si astiene? Questa, ripeto, è.
È l'esaltazione, deve essere della democrazia, quindi grazie a tutti e non so dire adesso o qualcun altro dovrà intervenire, lo faccia pure e niente, quindi vi ringrazio di nuovo.
Grazie Sindaco, quindi adesso, se siete svegli, passiamo alla votazione,
Chi vota a favore?
Chi vota a favore?
Chi vota contrario, chi si astiene?
2 astenuti, tre astenuti, votiamo l'immediata eseguibilità, chi vota a favore,
Chi vota contrario, chi si astiene 3 astenuti, grazie, adesso passiamo all'ultimo punto.
Surroga, consigliere comunale dimissionario, signor Giovanni Sestili, allora, vista la lettera di dimissioni dalla carica di consigliere comunale, è presentata dal signor Giovanni Sestili, appartenente alla lista numero 3, consenso civico, Gabriele Di Giovanni, con Giovanni Sestili, Sindaco acquisita al protocollo generale dell'Ente in data 21 settembre 2026 con numero 17 920,
Ravvisata la necessità di provvedere alla surrogazione del consigliere dimissionario seguendo l'ordine dei candidati non eletti compresi nella lista numero 3, consenso civico Gabriele Di Giovanni con Giovanni Sestili, Sindaco come risultante dal verbale delle operazioni dell'adunanza dei presidenti delle sezioni elettorali e compilato in occasione delle elezioni comunali del 12 giugno 2022, ha rilevato che con successiva nota protocollo 17 942 del 21 settembre 2026.
Sono state comunicate al signor Marco Pietraccini le dimissioni del Consigliere suddetto e la conseguente necessità di procedere alla surroga in quanto primo dei non eletti nella lista numero 3 con senso civico. Gabriele Di Giovanni con Giovanni Sestili, Sindaco il signor Petroncini, Marco con nota pervenuta al protocollo comunale in data 21 settembre 2026 ed acquisita al numero 17 961, ha comunicato la propria disponibilità ad accettare la carica di consigliere comunale e ha dichiarato che non sussistono cause di incompatibilità con la carica né di eleggibilità e o inconferibilità. Chiedo al signor Petroncini di accomodarsi ai banchi, quindi si delibera.
Di nominare consigliere comunale in surroga del consigliere dimissionario, signor Giovanni Sestili, il signor Marco Petroncini, che nella lista numero 3 consenso civico Gabriele Di Giovanni con Giovanni Sestili, Sindaco delle ultime elezioni del 12 giugno 2022, segue immediatamente l'ultimo eletto di convalidare contestualmente l'elezione del neo consigliere comunale dando atto che non sussistono condizioni d'Incà, incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità previste dalle disposizioni legislative, biglietti di disporre che, relativamente al consigliere surrogante, vengono fornite all'anagrafe degli amministratori locali e regionali i dati di cui all'articolo 76 del decreto legislativo 18 agosto 2000 numero 267.
Di disporre la pubblicazione del presente delibera sul sito internet Amministrazione trasparente di demandare all'Ufficio di segreteria comunale la trasmissione della presente deliberazione alla Prefettura di Roma e la comunicazione dell'avvenuta surroga tramite la nave l'anagrafe degli amministratori di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell'articolo 134, comma 4, decreto legislativo 18 agosto 2000 numero 267 in relazione all'urgenza di costituire l'integrità dell'organo.
Se vuole.
Intervenire consigliere Petroncini, grazie,
Buonasera a tutti volevo solo dire che comprendo il motivo per cui è slittata dalla mia survivor surroga all'ultimo punto del giorno, per via dell'impossibilità di poterla discutere prima per le tempistiche eccezionali, chiedo solo una cosa che venga messo a verbale la formale e,
Scusi, la la formare lì e richiesta di.
Di scusi non viene il termine inizio esame era scritto un discorso.
La formale riserva d'esame per l'impossibilità ad aver visionato la documentazione inerente agli atti discussi oggi e non aver potuto votare quindi questi ultimi perché sono stato surrogato alla fine.
Dell'Assemblea.
Grazie.
Grazie consigliere Corradini, benvenuto in Consiglio, conviene Petroncini, chiedo scusa benvenuto in Consiglio comunale.
Io no.
Come Sindaco Aurelia, Marco Bronzini, nuovo consigliere comunale, buon lavoro per questa ultima fase della legislatura e un buon accoglimento nella sede del Consiglio comunale.
Grazie quindi, se non ci sono altri interventi, passiamo alla votazione, chi vota a favore?
L'unanimità.
Votiamo l'immediata eseguibilità, chi vota a favore.
L'unanimità, grazie signori, grazie ai presenti buona serata, si chiude questo Consiglio Comunale buonasera a tutti.